Viandante sul mare di niente

01 giugno 2020 ore 23:32 segnala


Praticamente quella era la mia ultima nottata da uomo libero prima di tornare borghese, fumatore e pieno di soldi, con il fidanzamento dell'invalida mutilata, senza più pensare e senza più credere al significato della noia, ma mi ripresentai spregevole all'appuntamento con l'ordinario, non ci saranno le scanzonature, la merda rimarrà marrone e sprovvista di quel sapore estivo, fammi quindi un tributo tutto italiano e senza scopo di lucro magari, poi pensiamo a quelle scopate occasionali che mi piacciono tanto, ad arpionare senz'altro le menti deboli di piccole balene bianche con la vagina aperta al posto dello sfiatatoio, sto pertanto organizzando la mia solita trappola poco sensuale e molto carnale, i Bauhaus mi proteggono dal bene, sono certo di volerla eseguire questa bella applicazione.

Un po' di invidia?

Una pelle liscia si può strappare qui in città, quindi nidifica lassù che è meglio, dove troverai una cornucopia di amore famigliare e la Dea Bendata si impiglia soffice in una ragnatela di superalcolici, lì si sta cucinando per la mensa della fine del mondo, dove faremo il conto delle favole rimaste in sospeso, di quella volta in cui godevo come in un film pornografico, dove voglio ancora riprendermi quella calma con il suo contorno di gelosie, però poi l'acqua mi guarda male ma è così inerte anche quando la si accarezza, nell'impianto idrico tutto è irrigidito dal rigor mortis e nessun lancio di pietre potrebbe creare dei cerchi, davvero non pensarci troppo alla città perché è diventata una puttana ansiosa e butterata.

Un po' di invidia?

Si è rifatta il seno ma c'è da pagare, cantando una canzone per Lenin defunto, quando poi arriva il crepacuore gli anni passati assieme si trasformano in minuti facendo diventare tutto un campo di erba prossima al taglio, scavalcati dagli emigrati nel luogo di lavoro, fai buio per esorcizzare dalla luce della stanza, chi rimane senza moglie è costretto ad amare il prossimo in modo coatto, ma a quante il matrimonio è già stato promesso, perché anche se dici di essere cambiato i tuoi gesti restano selvaggi e di questa immagine siamo tutti costretti a nutrirci, corriamo allora verso la sciagura sul dorso dello scandalo e con la voce dei fantasmi, magari potremmo diventare tutti ciechi per dimenticarci di quei disegni.

Un po' di invidia?

Non chiedermi a quale data andrò, a cinquanta anni suonati in quella casa dove avrò creato il tempio della mia riscossa e un io più scaltro e rapace che si è venduto l'anima alla massoneria militarizzata di estrema destra, noi non apparteniamo al cielo e non siamo figli del vento, portami quindi qualcosa di sicuro e di caldo, allontana quelle nuvole che mi ridono in faccia e sveglia il carico di testosterone dallo scroto, con la pioggia gocciola quindi il coro che scivola nelle orecchie per farci stare buoni, devo solo avere pazienza, devo solo rimane illeso mentre tutto il resto supplica e poi muore, esprimerò desideri ogni qual volta vedrò la sconfitta degli altri ma non sempre si è svegli e consapevoli quando gli occhi sono aperti, i vulcani dormono ancora per un po' e li devo seguire a ruota perché io sono il viandante sul mare di niente.

Un po' di invidia?
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01/06/2020 23:32:26
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