A proposito del "turpiloquio" e del "Mi consenta"

28 maggio 2012 ore 06:32 segnala
Dopo le ennesime rimostranze di una scandalizzata chattonauta a metà strada tra Jessica Rabbit e Anna Mazzamauro mi vedo testè costretta a chiarire alcune questioni di fondo. Non fateci il callo, non sono la mutua e nemmeno io sono messa benissimo, chiamateli virtuosismi dell'insonnia. Dunque, non è mia intenzione avventurarmi in un qualche excursus dei vari ed eventuali riferimenti al corporeo nella storia e nel mondo dell'Arte, giusto un bignami. Si insiste a intendere come "turpiloquio" quel linguaggio, cosiddetto contrario alla "pubblica decenza", che adotta espressioni di accezione dialettale o popolare come forma di interiezione, o modi di esprimere in forma plastica, abbreviata e universalmente condivisa meraviglia, disagio, discordanza, rabbia, deprecazione....


In genere fa riferimento a quelle parti "basse" del corpo identificate, a torto, con i genitali o con le necessarie funzioni fisiologiche legate alle deiezioni. Quindi vi sono a pieno titolo ricomprese parole come: cazzo, stronzo, cacca ,piscia, merda, culo, coglioni.. con valenze e significati diversi a secondo del contesto in cui vengono inserite. Ma che comunque...ritornano. Sempre in ogni tempo, lingua, popolazione e cultura della madre terra. E corrispondono, tra l'altro, alle più precoci passioni della nostra infanzia, oggetto di studi scientifici basilari e di splendide testimonianze artistiche e letterarie, proprio per la loro assoluta valenza simbolica ed identificativa.





Ma, malgrado questo incontestabile valore e funzione "primigenia", c'è una componente cosiddetta "colta" e ben manierata che da sempre le aborre come "volgari" (cioè del "volgo", popolari), preferendo ricorrere a più "dotti" sinonomi o a delicate storpiature. Indi per cui il più ricorrente campionario:
  • -CAZZO diventa CACCHIO, CAVOLO, CASPIO (giovanile)
  • -COGLIONI diventa SCATOLE, PALLE o BALLE (nordico), CORBELLI o CORBEZZOLI

  • -VAFFANCULO resta la radice "VAFFA" e diventa VAFFANBICCHIERE (santoriano), VAFFANBRODO, VAFFANQUESTO e VAFFANQUELLO etc..
.
  • -VAI A CAGARE diventa VAI A QUEL PAESE (sordiano)

  • -MERDA diventa MELMA, VERMINAIO, LETAME, CACCIARI

  • -STRONZO diventa STOLTO o STRUZZO

  • -PUTTANAIO diventa BURLESQUE ... e così via
.
Da tempo è aperto il dibattito, perfino stucchevole, tra chi non ha problemi ad assumere queste parole a pieno titolo e pedigree nel vocabolario della lingua italiana e chi, invece, continua a definirle "parolacce" vietate al confronto "civile". Tra questi ultimi si trovano i cultori del "mi consenta" , che nel suo ostentato bon ton, è stato il tormentone del peggiore di una lunga lista di tanti personaggi volgari e squallidi, nei loro toni manierati, della recente storia nazionale. Ma questo particolare non è stato rilevato più di tanto, proprio perchè "i mi consenta" in questo Paese, in autentico "turpiloquio", prolificano come le margheritine nel campo. Sempre pronte a sottolineare di rosso le "parolacce", meno pronte a sdegnarsi per la sostanza molto più aggressiva, volgare e pericolosa che sottostà a più "educate" esternazioni , spesso al limite o in sorpasso del delinquenziale.


Ragion per cui, in onestà, coscienza e cultura, ricorrendo a una citatissima frase, "se uno è uno stronzo, non posso chiamarlo stupidino", RIVENDICO ipso facto la piena libertà e autonomia all'uso di questi vocaboli. A monito di tutti gli stronzi che continuano ad aver in culo questa evidenza.




(pregasi andare al 52esimo minuto e 10secondi)
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Dopo le ennesime rimostranze di una scandalizzata chattonauta a metà strada tra Jessica Rabbit e Anna Mazzamauro mi vedo testè costretta a chiarire alcune questioni di fondo. Non fateci il callo, non sono la mutua e nemmeno io sono messa benissimo, chiamateli virtuosismi dell'insonnia. Dunque, non...
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28/05/2012 06:32:26
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Commenti

  1. TheGuardianOfTheStar 28 maggio 2012 ore 07:31
    Fantastico Post
  2. gabri2278 30 maggio 2012 ore 11:17
    Ma questo angelo traghettatore ha per caso un forcone da diavolo?
  3. luce711 30 maggio 2012 ore 11:20
    ...analisi lucida...sul sobrio o meno sospendo il giudizio...:-)
  4. dealma 16 settembre 2012 ore 10:15
    :punk
  5. RossodellEtna 09 ottobre 2012 ore 00:47
    MINCHIA!!! :-(
  6. Aphnea 09 ottobre 2012 ore 01:01
    Nell'intercalare siciliano "minchia" non dovrebbe corrispondere alla virgola?
  7. RossodellEtna 09 ottobre 2012 ore 01:06
    Ma che minchia dici???? ( prova a sostituire la virgola al posto di minchia, e datti la risposta:-()
  8. Aphnea 09 ottobre 2012 ore 01:10
    Pensa che a dirmelo è stato sabato sera il tuo corregionale Pino Maniaci in quel di Bergamo: "minchia" come virgola, "cazzo" come punto.. e come punto esclamativo qualcosa di blasfemo. Giurin-giurello, testuali parole.
  9. RossodellEtna 09 ottobre 2012 ore 01:23
    Maniaci, quello di TeleJato? Essù, te l'avrà detto tanto per impressionarti con una disquisizione sintetica ed elegante sull'uso del "minchia" siculo. Soprattutto se gli sei spuntata davanti in minigonna... L'uso come virgola, come intercalare slegato dal contesto, fa parte di quell'immaginario della parlata isolana portato avanti a mo di stereotipo dai mass media... Il "minchia" siciliano è essenzialmente esclamazione (se uno che vede un disco volante esclama cazzo!!!... non è siciliano)... poi è sostantivo come nell'esempio da me citato... poi è aggettivo se integrato con preposizione articolata o semplice (che tempo di minchia)... ed infine usato addirittura per espressioni latineggianti (campagna elettorale fatta ad minchiam).... altro che virgola:-(
  10. Aphnea 09 ottobre 2012 ore 01:27
    Il solo e unico (e comunque uscire sabato sera a Bergamo con la minigonna in questa stagione significa farsi del male). Eppure lo ravviso anche nel dire di amici di giù.. "Ho incontrato Tizio, minchia, e m'ha detto..". Sarà un qualcosa che appartiene alla Sicilia punica, boh.
  11. RossodellEtna 09 ottobre 2012 ore 01:33
    Sì, è l'uso più arcaico, sboccato, volgare e plebeo della parola "minchia", e nemmeno si può dire sia caduto in disuso, perchè si trattava e si tratta solo di una cattiva abitudine... poco fa ho scritto ad uno in bacheca: "che ragionamento della minchia"... questo, solo questo, è un "minchia" raffinato e dotto.
  12. Aphnea 09 ottobre 2012 ore 01:37
    Giusto per ricollegarsi al post di cui sopra. Pensa, se Dante non avesse subito l'esilio a quest'ora, invece di "cazzo", da Messina in su diremmo "minchia".
  13. RossodellEtna 09 ottobre 2012 ore 01:47
    Già... anche perchè l'idea del Berlusca che parla siciliano è quantomai divertente... oltre che facente parte di un immaginario reale:-(

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