Il Mahatma sulla "questione" palestinese

17 luglio 2014 ore 18:59 segnala
"Ho ricevuto numerose lettere in cui mi si chiede di esprimere il mio parere sulla controversia tra arabi ed ebrei in Palestina e sulla persecuzione degli ebrei in Germania. Non e' senza esitazione che mi arrischio a dare un giudizio su problemi tanto spinosi. Le mie simpatie vanno tutte agli ebrei. In Sud Africa sono stato in stretti rapporti con molti ebrei. Alcuni di questi sono divenuti miei intimi amici. Attraverso questi amici ho appreso molte cose sulla multisecolare persecuzione di cui gli ebrei sono stati oggetto. Ma la simpatia che nutro per gli ebrei non mi chiude gli occhi alla giustizia. La rivendicazione degli ebrei di un territorio nazionale non mi pare giusta. A sostegno di tale rivendicazione viene invocata la Bibbia e la tenacia con cui gli ebrei hanno sempre agognato il ritorno in Palestina. Perche', come gli altri popoli della terra, gli ebrei non dovrebbero fare la loro patria del Paese dove sono nati e dove si guadagnano da vivere? La Palestina appartiene agli arabi come l'Inghilterra appartiene agli inglesi e la Francia appartiene ai francesi. È ingiusto e disumano imporre agli arabi la presenza degli ebrei. Cio' che sta avvenendo oggi in Palestina non puo' esser giustificato da nessun principio morale. I mandati non hanno alcun valore, tranne quello conferito loro dall'ultima guerra. Sarebbe chiaramente un crimine contro l'umanita' costringere gli orgogliosi arabi a restituire in parte o interamente la Palestina agli ebrei come loro territorio nazionale. La cosa corretta e' di pretendere un trattamento giusto per gli ebrei, dovunque siano nati o si trovino. Gli ebrei nati in Francia sono francesi esattamente come sono francesi i cristiani nati in Francia.




Se gli ebrei sostengono di non avere altra patria che la Palestina, sono disposti ad essere cacciati dalle altre parti del mondo in cui risiedono? Oppure vogliono una doppia patria in cui stabilirsi a loro piacimento? Sono convinto che gli ebrei stanno agendo ingiustamente. La Palestina biblica non e' un'entita' geografica. Essa deve trovarsi nei loro cuori. Ma messo anche che essi considerino la terra di Palestina come loro patria, e' ingiusto entrare in essa facendosi scudo dei fucili . Un'azione religiosa non puo' essere compiuta con l'aiuto delle baionette e delle bombe (oltre tutto altrui). Gli ebrei possono stabilirsi in Palestina soltanto col consenso degli arabi. Non intendo difendere gli eccessi commessi dagli arabi. Vorrei che essi avessero scelto il metodo della nonviolenza per resistere contro quella che giustamente considerano un'aggressione del loro Paese. Ma in base ai canoni universalmente accettati del giusto e dell'ingiusto, non puo' essere detto niente contro la resistenza degli arabi di fronte alle preponderanti forze avversarie."

Mahatma Gandhi,"'Harijian", 26 novembre 1938
2863557e-5849-47c3-982b-22e9b0df2a6b
"Ho ricevuto numerose lettere in cui mi si chiede di esprimere il mio parere sulla controversia tra arabi ed ebrei in Palestina e sulla persecuzione degli ebrei in Germania. Non e' senza esitazione che mi arrischio a dare un giudizio su problemi tanto spinosi. Le mie simpatie vanno tutte agli...
Post
17/07/2014 18:59:48
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    2

Commenti

  1. rigalizius 17 luglio 2014 ore 22:46
    Con tutto il rispetto per il Mahatma,seguendo il suo ragionamento,direi che si dovrebbe allora restituire l'Australia agli aborigeni,le Americhe ai loro rispettivi abitanti natii,dovrebbero andarsene gli olandesi dall'Africa e anche gli inglesi,per non parlare dell'Asia con conquiste e riconquiste varie. E l'Italia? Chi ci garantisce di essere i veri primigenei abitanti ai quali spetta il diritto di viverci?
    Gli ebrei sono nel torto come mezzo mondo lo e',il che certo non li giustifica,ma toglie a noi il diritto di giudicarli.
    Buona serata.
  2. Aphnea 17 luglio 2014 ore 23:59
    @rigalizius: studi di settore sul fenomeno dell'analfabetismo hanno di solito un grande difetto: prendono in considerazione solo individui oggettivamente incapaci di leggere e scrivere.. rivelandosi in tal modo fuorvianti. Solo negli ultimi anni si è compreso e iniziato a valutare forme di analfabetismo "fantasma": persone in grado di decifrare un messaggio ma inabili ad elaborarlo e a dargli un senso d'insieme. A stretto rigor di logica non si tratterebbe di "analfabetismo", eppure i suoi effetti DEVASTANTI sulla società sono tali e quali a quelli causati dalla forma classica attestata sui vocabolari.

    Il tuo commento è un illuminante esempio in tal senso. No, "..con tutto il rispetto", Gandhi affermava l'esatto opposto.
  3. Aphnea 18 luglio 2014 ore 19:27
    @rigalizius: mi dispiace per questa reazione. Per quanto inequivocabile siano le parole e il pensiero di Gandhi, cogliere un interpretazione diversa ci sta. A non andarmi giù è però le conclusioni che hai tratto: "gli ebrei sono nel torto come mezzo mondo lo e', il che certo non li giustifica, ma toglie a noi il diritto di giudicarli". No.

    Se tutti sono colpevoli nessuno è colpevole, il tuo è un colpo di spugna. E quell'assolvimento generale forse non giustificherà, ma di certo determinerà questo sistema di cose. Noi non solo abbiamo il diritto, bensì il DOVERE di indignarci, di prendere posizioni nette. Quello della complessità è un paravento, una foglia di fico atta a celare la nostra miseria e ad offrire una giustificazione ideologica al nostro immobilismo. Ha sicuramente senso in una certa misura ma spesso le cose sono cristalline.. come la "questione" palestinese
  4. rigalizius 18 luglio 2014 ore 21:13
    Vedo che hai cancellato la mia risposta di reazione alla tua di risposta,poco male,non ho bisogno di pubblico.
    La tua seconda risposta non mi avrebbe irritato,peccato giunga leggermente in ritardo e senza l'accortezza di eliminare anche la tua di reazione,poco congruente con il pensiero Gandhiano peraltro.
    Punto 1: Non concordo sulla tua conclusione che se tutti sono colpevoli nessuno e' colpevole,la prosecuzione logica del mio pensiero con il tuo e' inesistente.
    Punto 2: Non concordo sul fatto che si debbano prendere ad ogni costo posizioni nette,in genere e' cosi' che iniziano le guerre,la rigidezza porta a spaccature e le spaccature raramente tornano ad incollarsi.
    Punto 3: non la vedo semplice perche' considero entrambi gli schieramenti formati da semplici uomini.
    Punto 4: le cose non sono affatto cristalline,se lo sono per te,in ogni modo,bene,cosi' non e' per me, e mi auguro venga rispettato il mio punto di vista dato che io rispetto il tuo, in accordo con le normali regole di convivenza e buon senso.

    Buona serata.
  5. rigalizius 22 luglio 2014 ore 23:03
    Ehm sono venuto a scusarmi,d'altra parte a nessuno piace che gli si infiocchetti la parola "Imbecille".
    In fondo abbiamo dimostrato quanto sia facile iniziare una specie di guerretta.

    Non mi rimangio le parole,d'altronde i fatti sono fatti e i colpevoli ci sono dall'inizio del mondo e il tempo li ha resi innocenti,cio' non toglie che l'indignazione abbia valore,lo ammetto. Non sempre cio' che e' bene e' anche cio' che universalmente e' giusto,a guardare la giustizia "superiore"nessuno si muoverebbe mai.
    Per la "questione" Arabo Israeliana" preferisco non prendere decisioni,condanno gli uni per la loro violenta reazione,ma non riesco a rendere innocenti gli altri,non so distinguere differenze tra bambini morti. Non mi riesce di trovare facili soluzioni senza la partecipazione di entrambi.

    Buona continuazione.

Scrivi commento

Fai la login per commentare

Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.