La Mafia e la prevalenza del Cretino

25 ottobre 2012 ore 17:04 segnala
Beppe Grillo esulta per la chiusura di settanta testate giornalistiche: “Finalmente una buona notizia. Ogni tanto bisogna guardare il grande cielo azzurro e tirare il fiato. Settanta giornali rischiano di chiudere”.
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Ci diranno che stava scherzando. Ci racconteranno che era una provocazione. Ci daranno dei parrucconi. Ci accuseranno di foraggiare un sistema editoriale marcio. In attesa che i grillini formulino una difesa d’ufficio per il grande capo, noi diremo la nostra.

Diremo ad esempio che il signor Beppe Grillo, lungi dal rappresentare il “nuovo” (ammesso che il nuovo sia buono a prescindere), è il remake del film più vecchio che si sia mai visto: il populismo. Nelle ultime due settimane non ha perso occasione per tacere.



In una terra martoriata dalla criminalità organizzata ci racconta che la Mafia non esiste, lui non l’ha vista. In tal senso è un peccato che oggi abbia disdetto la sua visita alla pescheria di Catania teatro di numerosi delitti di Mafia. E oggi l’ennesima, raccapricciante dichiarazione da padroncino.

Perché non scordiamolo, chiudere settanta giornali significa mandare a spasso migliaia di lavoratori. Ma questo a Grillo non interessa. Perché l’importante è avere la Wi-Fi gratis anche con la pancia vuota, anzi più siamo poveri, più siamo arrabbiati. E più siamo arrabbiati meno riflettiamo, ne consegue che a quel punto potremmo pure affidarci a un comico che urla sempre “contro” qualcuno o qualcosa che ci rimbambisce con slogan e parole d’ordine senza contraddittorio, senza riflessione, senza progettualità. A senso unico, altro che pluralismo dell’informazione.

“Hip, hip, hurrà! Bye, bye giornali, è stato bello, anche grazie a voi, arrivare sessantunesimi al mondo per la libertà di informazione”. Per fortuna che all’ informazione ci pensa lui, lui che viene in Sicilia e ci dice che la Mafia non esiste. Queste corbellerie le vada a raccontare a qualche giornalista locale minacciato dalla criminalità organizzata.

Vada a dire a uno come Pino Maniaci che la Mafia non esiste. Oppure, visto che è a Catania, passi dai lavoratori di Antenna Sicilia che hanno perso il posto e davanti alle loro facce contrite provi a strappare una risata dicendo: bisogna festeggiare quando chiude un giornale. Poi ci dica cosa le hanno risposto. Magari una parola a lei tanto cara da costruirci manifestazioni di piazza. La ricorda?




http://www.zenzeroquotidiano.it/
Roberta Fuschi, Catania, 24/10/2012
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Beppe Grillo esulta per la chiusura di settanta testate giornalistiche: “Finalmente una buona notizia. Ogni tanto bisogna guardare il grande cielo azzurro e tirare il fiato. Settanta giornali rischiano di chiudere”. --------------------------------- Ci diranno che stava scherzando. Ci racconteranno...
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25/10/2012 17:04:27
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Commenti

  1. RossodellEtna 29 ottobre 2012 ore 12:43
    Antenna Sicilia (TV)... La Sicilia (quotidiano)... io sono siciliano e non mi faccio incantare. Non mi faccio incantare da chi fa finta di non capire cosa Grillo abbia voluto dire, solo perchè il periodo di vacche grasse sta finendo. E' il solito dimenarsi scomposto del gruppo di potere sinistroide a cui il destino ha regalato il tramonto dell'avversario tradizionale di Arcore, e a cui adesso non pare vero di potersi scatenare su un altro, colpevole di non lasciargli campo libero in una battaglia che altrimenti per lui sarebbe già vinta.
    Si prospetta nuovamente la beffa atroce del 94. Poveri sinistroidi, si disintegra un avversario ma subito ne spunta fuori un altro, temibile, agguerrito, che ha il torto di riempire i vuoti programmatici di chi non ha più nemmeno un'idea.
    In quanto alla classe giornalistica, italiana tutta e non certo soltanto siciliana, si è sempre trattato dell'anello più esecrabile, lordo e venduto di quella catena che rappresenta l'opinione pubblica del nostro paese. L'anello debole, il più colluso di tutti con l'ala più degenere della classe politica (inter)nazionale.
    E' vero... la mafia al Sud è sempre esistita, ma non più nella miseria com'era una volta, bensì nelle nostre teste. Nella testa di chi ieri sera al seggio elettorale, bivaccando come si fa al bar, cercava, insieme ai due amici pescivendoli che non rilasciano scontrini e risultano disoccupati, di farsi due conti per capire quante possibilità avesse di "salire" (qui si dice così) l'amico suo a cui tanto teneva (chissà perchè). Sta nella testa di quel 53% che ieri non è andato a votare, convinto che il non voto sia un'arma vincente, vincente sta minchia!!! Sta nella testa di coloro i quali VEDO con questi miei fottuti occhi fare i portaborse di politici locali e nazionali perchè lo stipendio (che rubano) non gli basta più per foraggiare la moglie col SUV (eppure i pompini si possono fare anche dentro un'utilitaria) e i figli di 10 anni con lo smartphone. Sta nella testa di un mio cugino che pieno di debiti accollatigli da una ex fidanzata (pensa che furbo) ne fa altri per cambiare auto ogni anno perchè si riempie gli occhi con quella dei colleghi che ce l'hanno più "lunga" (da ragazzini ci si limitava a confrontare i centimetri del proprio pene ma per quello non si paga la RC Minchia). Sta nella testa di chi si laurea ma poi si mette tutto contento a lavorare a tempo determinato come commesso all'Auchan e poi incredibilmente scopri che non ha mandato fuori nemmeno una mezza sega di curriculum perchè la "zita" di 22 anni che resta qui al sud gli dice se te ne vai vuol dire che non mi ami e se mi prude io poi che faccio mi gratto da sola cretino ci sono mamma e papà. Sta nel fatto che quei 4 gatti che si intestardiscono a far maturare i magnifici prodotti della nostra terra nella protesta vengono lasciati soli dall'esercito di raccomandati che lavorano nelle raffinerie che ci hanno riempito di merda ma che poi quando la raffineria rischia di chiudere perchè non è più produttiva scendono in strada ad insultare la gente perchè non si unisce a loro. Sta nella testa dell'autrice del pezzo da te postato che per fare la stagista nell'ufficio stampa presso il comune di Catania ha leccato i culi che tale comune hanno condotto al fallimento senza che i quotidiani locali di quella città (La Sicilia per primo e la collegata Antenna Sicilia di cui nel post, informati sull'editore e poi mi dirai) si siano mai degnati di scrivere righe che descrivessero l'origine putrida ed infame di quello scempio.
    C'è una cosa che voi del nord ancora vi rifiutate di capire, mentre la linea del caffè ristretto vi strizza sempre di più le palle. Che da noi la mafia ha terminato i suoi padrini, e non intende assolutamente partorirne lassù da voi. Le basta diffondere il nostro virus nelle vostre ormai deboli, confuse, assopite, rammollite teste di cazzo.
    Esponenti di una classe giornalistica complice ed incapace di denuncia... noi non vogliamo affatto che scompaiano.
    Noi vogliamo che muoiano.
  2. uncuoregrandecosi 01 novembre 2012 ore 11:50
    bell'articolo che condivido in peno. ciao buona giornata
  3. ombromanto05 09 novembre 2012 ore 15:55
    Eppure eppure eppure...se non ricordo male i tg nazionali han semmai messo in risalto la sua traversata dello Stretto invece della rinunzia ad andare alla pescheria o sbaglio???
    Il problema è che Grillo, come purtroppo altri Rockfeller parlanti(Perchè per me altro non è che un pupazzo dalla lingua biforcuta)fa presa sulla gente media perchè quelle persone da lui si aspettano lo show, l'avanspettacolo burattinesco delle peggiori località e senza un minimo di trama...
    Mediocrità da ambo le parti...
    Povera Italia..:((((
  4. rivolUZI.ONE 09 novembre 2012 ore 19:06
    Ha ragione rosso dell'Etna.le scimmiette che non vedono,non sentono ,non parlano e non vedono,sono quelli che parlano di populismo e democrazia ,in un paese dove metà popolazione è in cassaintegrazioe.Portata a questo punto dai partitini di sinistra tanto riformistti e denocrativi,che non hanno mosso un dito per difendere il cosiddetto "popolo",salvo poi tirare fuori le foto di Berlinguer quando siavvicinano le elezioni,perchè bisogna vincere col ladro di Arcore.Dio liberaci dal PD,e da tutti i cespugli ad esso annessi,.
  5. nestor77 16 maggio 2013 ore 17:26
    Non sono un estimatore di grillo, eppure lo sono della critica. Non essendo un estimatore di Grillo non ne condivido le modalità laddòve si fregiano dell'appellativo di "nuova politica". Ma un certo "spirito critico" mi impedirebbe, e mi impedisce, di strumentalizzare in detrazione una frase come "la mafia non esiste" per la troppo palese nichilista idiozia. Suvvìa, non facciamo finta di non esser intelligenti per cavalcare la prima onda possibile. Non facciamo finta di non aver sufficiente buon senso, visto che lo ostentiamo, per chiederci "posto che detta così è una stronzata, cosa ci vuol dire, con questo, signor Grillo?". Le provocazioni (in questo caso tutt'altro che populiste) di un NON politico, vanno prese come tali.

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