Perchè Pantalone può andarsene affanculo

19 dicembre 2012 ore 18:41 segnala
Due considerazioni personali sul programma di Benigni sulla Costituzione, assai controverso.

Lasciamo stare i vari commenti di quanti preferirebbero che la Costituzione non fosse mai nata. Lasciamo stare anche quelli che si spingono a contestare il programma dal punto di vista strettamente teatrale o umoristico. Lasciamo stare anche quelli che da sinistra vorrebbero un Benigni meno nazionalpopolare, o quelli che semplicemente lo vorrebbero più radicale (tipo, la sottoscritta).

Parliamo invece di quelli che con la bava alla bocca e i forconi incitano alla rivolta per il costo del programma, rispolverando Totò e citando lo stato del Paese, la crisi economica, la difficolta' ad arrivare a fine mese etc etc.



La televisione non si e' mai fermata, mai, a dispetto di qualunque crisi economica. Ci fu l'austerity nel 1973 e continuarono a trasmettere la Carra', il campionato e Sanremo. Solo su Sanremo si sentiva, gia' allora, parlare di costi in termini giacobini. Oggi, che la crisi e' senza precedenti, la TV continua a trasmettere. C'e' Giletti, c'e' Bruno Vespa, e ci sara' Sanremo come ogni anno.

E naturalmente c'e' la D'Urso che ci propina uno spot di Berlusconi (piu' personale che elettorale) di oltre un'ora. Diranno, "..ah ma quella e' una TV privata e non la paghiamo". Errore: la TV commerciale si finanzia vendendo spazi pubblicitari, le aziende ricaricano il costo della pubblicita' sui prodotti e quindi alla fine chi compra i prodotti che sponsorizzano i programmi commerciali finisce per pagare, inconsapevolmente, i programmi che la TV commerciale propina. Mettiamo che il Mulino Bianco metta uno spot durante l'intervista a Berlusconi, carichi anche solo il 15% del costo sul prodotto. Voi comprate la confezione, diciamo a 5 euro, e pagate 75 centesimi per contribuire a far sentire agli italiani le storie private del proprietario di Mediaset. Lui incassa, il Mulino Bianco incassa e voi vi sorbite la penosa storia strappalacrime della fidanzata in cambio di qualche biscotto.



Poi c'e' la TV pubblica. Anche li' pagate indirettamente per la pubblicita' e in piu' pagate (si spera!) il canone. Come detto, vi toccano programmi discutibili durante tutto l'anno ma a parte qualche borbottio nessuno si lamenta piu' di tanto.

Arriva Benigni e ci parla della nostra Costituzione, facendoci anche capire fino a che punto e' rimasta inapplicata. Dovremmo insorgere staccandoci dai divani e uscire in strada a pretendere cio' che i Padri Costituenti ci avevano promesso, e invece c'e' chi afferra il tablet o lo smartphone per lamentarsi contro il costo del programma: 1.750.000 euro. Non i 6 milioni di cui si vocifera, che includono anche le 10 puntate su Dante.

Un milionesettecentocinquantamila euri, inclusivi di tutti i costi di produzione dallo studio alle maestranze alla musica, per ricordare agli italiani i fondamenti della propria Nazione.Lo hanno visto 13 milioni di persone. Vuol dire 13 centesimi a spettatore, in un calcolo virtuale.



Dice, ma la RAI usa denaro pubblico.

La puntata di Bruno Vespa sulla gravidanza di Kate Middleton è costata 200.000 mila euro, suppergiù. Quella sul decennale dell'attacco alle Torri Gemelle, andata in onda il 10 Settembre 2011, e' costata non meno di 400.000 euro e nessuno ha fiatato. Anche quello era denaro pubblico.

Ogni giorno si usa denaro pubblico per produrre TV, guardatevi intorno. E ogni giorno compriamo biscotti, scarpe, bevande, elettrodomestici finanziando indirettamente la TV privata.

Ma l'idea che un programma che racconti la Costituzione, che molti cittadini ignorano, possa essere realizzato al livello che abbiamo visto col denaro pubblico ad un costo che, se fosse stato pagato con una vendita di biglietti, sarebbe stato di 13 centesimi a testa mi fa schiantare dalle risate, benedire la RAI TV, e sperare che succeda sempre piu' spesso.


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Due considerazioni personali sul programma di Benigni sulla Costituzione, assai controverso. Lasciamo stare i vari commenti di quanti preferirebbero che la Costituzione non fosse mai nata. Lasciamo stare anche quelli che si spingono a contestare il programma dal punto di vista strettamente...
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19/12/2012 18:41:51
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Commenti

  1. iopensierino50 28 dicembre 2012 ore 14:50
    Ti auguro di gioire delle cose belle e farne la tua forza,
    ma sopra ogni cosa...ti auguro un amore sincero accanto a te
    che sappia comprenderti e guardarti negli occhi con amore
    per cio’ che sei. :rosa Buon 2013 :rosa
  2. nestor77 16 maggio 2013 ore 17:02
    A rischio d'esser offensivo, il commento qui sopra sa veramente di "ciliegina sulla torta".
    Mi torna tutto, Aphnea, se non una piccola caduta nel "politichese", quello di più nuova scuola, quello del "anche in altri casi..." come se non bastasse il merito della questione. Mi pareva avessi centrato così bene il punto che davvero non era necessario andare a scomodare il silenzio culturale intorno ai vari Vespa.

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