Le chiesi che aveva sbagliato reparto

07 giugno 2019 ore 11:16 segnala
Fuori il cielo e soleggiato, ora scriverò.
Ho fatto colazione in fretta ero in ritardo al lavoro.
Mi ero pure bruciata la lingua col il tè siciliano che fiorisce da aprile, a giugno con fiori di colore bianco o lilla.
Cosi ed ho passato mezzora sotto l’acqua fredda, appena arrivata in ufficio ,sono andata in bagno facevo rumori di inconsueto godimento per la frescura dell’acqua sulla mia lingua, stravolta dal bruciore hahahhahahahah cercai di distrarmi .
Raggiunta alla poltrona, mi sedetti con cautela e quando alzai il capo, notai che alla soglia c’era un uomo molto alto, vestito di nero.
Si schiarì la voce e cominciò a parlare in una lingua che nn capii minimamente.
Il mio sguardo interrogativo lo irritò, alquanto tanto, che prese a gesticolare e a fare avanti e indietro tra la soglia della porta e la mia scrivania.
Sbuffando e muovendo istericamente le braccia… per calmarlo mi alzai e lo presi delicatamente per accompagnarlo alla poltrona.
Gli feci cenno di sedersi mentre io riprendevo posto, rassicurandolo con un sorriso del fatto che nn capivo bene che lingua parlasse e che era dovuta a questo la mia faccia interrogativa,quindi di nn prendersela.
Lui cominciò a dirmi, che nn era possibile tenere un comportamento così, che qualsiasi cosa lui dicesse io ero tenuta a capirlo.
Io gli feci ancora cenno di calmarsi... Con cautela gli dissi cosa voleva ... Mi sistemai per bene sulla sedia, poggiai i gomiti sulla scrivania e unii i palmi delle mani a mo’ di preghiera.
Attesi un attimo prima di interromperlo, dacché lui continuava a parlare, irrefrenabile.
Lo fermai alzando una mano, come a dirgli di attendere un attimo.
Non sapevo bene che fare... Feci un po’ di ordine tra i fogli sparsi sulla scrivania, posai tutto, gli dissi per l’ennesima volta di sedersi, di nn preoccuparsi, che aveva la mia attenzioni imponendogli infine di sedersi.
Mi ero inalberata, sì, perché nn mi si deve mancare di rispetto, mai!
In tutta risposta mi guardò stringendo gli occhi e si avventò sul tagliacarte... Per fortuna riuscii a prenderlo prima di lui.. Uno schizzo di sangue macchiò il mio vestitino nero, che per fortuna nn si vede la macchia perche' e' nero.
Quello si rannicchiò a terra, in posizione fetale.
Al che, adirato come una belva… Le chiesi che aveva sbagliato reparto che l’ospedale era dall’altra parte.
Ebbe addirittura il coraggio di chiedermi per cosa dovesse intervenire.
L’uomo si voltò nuovamente verso di me, sorridendo con il viso agghiacciante, mi accarezzò la guancia,raccogliendo le mie lacrime.
Tic tac tic tac ammetto per fortuna che oggi il cielo e proprio bello.

Rita
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07/06/2019 11:16:05
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Commenti

  1. antioco4 07 giugno 2019 ore 11:24
    semore belli i tuoi blog hai posta rispondimi kisssssssssssssssssssss
  2. apprezzaciochesei 07 giugno 2019 ore 11:28
    Ciao Alex, un buon venerdi.
    Ciao.
  3. bob.ora 07 giugno 2019 ore 12:01
    Bella lingua…….
  4. apprezzaciochesei 07 giugno 2019 ore 12:05
    bob.ora, nn ci provare te lo detto mille volte.

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