L'eternità è...l'amore....

25 novembre 2008 ore 15:02 segnala
Ho un brutto rapporto con la morte, temo più quella degli altri che  la mia, dopo la morte di papà ho il terrore che possa succedere a qualcun altro che amo, e sento che non potrei sopravvivere ad  un altro  dolore.

 

Io credo che tanti nostri problemi, tante nostre incapacità di vivere nascano dalla convinzione che non moriremo mai…crediamo di avere l’eternità a disposizione…se rifletto bene, e guardo indietro nel tempo, mi ricordo di aver pensato sempre che  fossero  gli altri a morire con qualche malattia e mai qualcuno a me caro…ebbene, con la morte di papà, ho capito che questo può colpire tutti, che tutti potremmo morire così!

 

È la cosa più democratica che sia mai successa.

Chiunque siamo, per quanto  potremmo essere ricchi e illustri, indipendentemente dal fatto che abbiamo reso bella od orribile la nostra vita, moriremo.

 

Ma perché averne paura?

 

Semplice…abbiamo paura della morte perché non sappiamo vivere, io per prima!...sappiamo piangere e urlare solo quando è troppo tardi…ma se in vita trattassimo bene le persone che amiamo mentre sono in vita, poi non ci butteremmo sulla loro bara urlando:

” non andartene, non andartene!”.

Santo cielo! Non lasciamo neppure che la persona che amiamo muoia con dignità.

La facciamo morire piena di rimorsi gridando:

” oh, ti prego, non morire!”.

Che strano concetto ho della morte!...tutto muore, come muoiono i fiori d’inverno, per poi rinascere…dovremmo pensare a questo…che la morte è un continuo, bellissimo concetto della vita.

 

Così, non ci farebbe più paura.

 

La morte è una buona amica, un’ottima amica, perché ci dice che non abbiamo a disposizione  l’eternità e che dobbiamo vivere  ora; perciò è prezioso ogni minuto.

D’avanti alla morte di qualcuno caro, si pensa spesso a queste parole e si dice:” oh, si, è verissimo”…ma poi viviamo veramente così? Quando qualcuno ci parla lo ascoltiamo davvero?...o la nostra indifferenza ci fa guardare da un’altra parte per non sentire cosa ci dice realmente?...ci rendiamo conto che sono momenti che poi non si ripeteranno mai più?

La morte, se vogliamo ascoltarla, ci insegna che il momento è  ora.

 

Ora  è il momento di prendere il telefono e chiamare  la persona che si ama.

 

La morte ci insegna ad apprezzare la gioia del momento.

C’insegna che  nulla è permanente.

C’insegna a lasciare che il domani racconti la propria storia, perché nessuno sa con certezza se rientrerà a casa stasera.

 

 E  per me, questa è una sfida colossale.

 

La morte ci dice:  vivete ora!”

 

..dovremmo insegnarlo anche ai bambini…abbiamo la possibilità di scegliere tra l’amore e la sconfitta…perché lasciarsi sfuggire l’amore  è  lasciarsi sfuggire la vita.

 

Thornton Wilder dice:

“ vi è una terra dei vivi e una terra dei morti, e il ponte è l’amore”.

 

L’unica sopravvivenza e l’unico significato.

 

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Ho un brutto rapporto con la morte, temo più quella degli altri che  la mia, dopo la morte di papà ho il terrore che possa succedere a qualcun altro che amo, e sento che non potrei sopravvivere ad  un altro  dolore.   Io credo che tanti nostri problemi, tante nostre incapacità...
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25/11/2008 15:02:59
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Commenti

  1. surgelata 25 novembre 2008 ore 15:11
     mi dispiace:rosa..
  2. Panferro 25 novembre 2008 ore 22:25
    .............................notte!
  3. comptoirdarna 25 novembre 2008 ore 22:42
    Kamala lo guardava negli occhi senza batter ciglio.Pensava che aveva voluto recarsi pellegrina da Gotama per contemplare il viso d'uno uomo perfetto,per respirare la pace,e che ora invece di quello aveva trovato Siddharta,e che ciò era bene,altrettanto bene che se avesse visto quel Perfetto.Voleva dirglielo,ma la lingua non obbediva più alla sua volontà.Lo fissava in silenzio,ed egli guardava spegnersi la vita nei suoi occhi. Quando l'ultimo spasimo le dilatò l'occhio e lo spense,quando l'ultimo brivido le percorse le membra,egli le chiuse le palpebre con un dito.Rimase a lungo a guardare il suo volto addormentato.Contemplò a lungo la bocca,la sua vecchia,stanca bocca,con le labbra divenute sottili,e si ricordò che una volta,nella primavera degli anni,l'aveva paragonata ad un fico spezzato. A lungo rimase a leggere nel volto pallido,nelle rughe stanche,si saziò di quella vista,vide il proprio volto giacere allo stesso modo,così bianco,così spento,e nello stesso tempo vide il proprio e il suo viso di quand'erano giovani,con le labbra rosse,con l'occhio ardente,e il sentimento del presente e della contemporaneità lo permeò completamente,il sentimento dell'eternità. Profondamente sentì in quest'ora,più profondamente che mai,l'indistruttibilità d'ogni vita,l'eternità di ogni istante.


    Da Siddharta di Hermann Hesse..
    Spero tu possa comprendere il significato di queste parole...così dense,così ricche,così profondamente tristi ed al tempo stesso liberatorie....La morte è un inganno a cui l'uomo è costretto a credere,per la sua stessa paura di credere alla vita come eterno divenire e fluire.....Solo quando avremo veramente liberato il nostro cuore da questa paura,riusciremo davvero a Vivere..
    Ti abbraccio..
  4. sognoinfranto1 27 novembre 2008 ore 13:25

    E' bello ciò che scrivi....credo che passerò spesso a leggerti...Scusami l'indelicatezza...ma hai perso qualcuno di importante?:-(

    Ti lascio anche la risposta al tuo commento...

    Ciao Ary....è la prima volta che ti leggo e ne sono contenta.Certo che accetto di essere tua amica....è sempre bello incontrare nuovi amici purchè siano sincer:-)

    Purtroppo è una sensazione che mi porto dietro da un pò.Ero molto insicura anche prima :-( ma...dopo l’ultima mazzata diciamo che "Femminimilmente" parlando,mi sono annullata :-(

    Ho una persona accanto(anche se distante come strada)che cerca giorno per giorno di rassicurarmi,ma...ho bisogno di tempo,attenzioni e di fiducia per tornare a credere un pò in me stessa e se tu le hai passata come me,sai quanto questo è difficile!!! :-(

    Ma...basta alle lacrimucce ;-( la soluzione del test la trovi nella prossima "puntata"....Più tardi vengo da te :ok

    Un abbraccio :staff Tonia :flower

  5. gabim41 27 novembre 2008 ore 18:13


      grazie.......................... :angel
  6. ghiro11 27 novembre 2008 ore 23:55
    ciao.ady, Io purtroppo ho un conceto diverso della morte. Non ho paura di lei, anzi mi affascina. No perchè sono uno che uccide o vuole uccidere anzi il contrario. I miei occhi hanno visto tanta morte,e adesso rivedendola oppure provandola non mi fa paura, e non provo rimorso per ciò che ho visto o che ho fatto. Mi dispiace per tuo padre immagino era una persona stupenda come lo sei tu. ciao ghiro.
  7. duxlux1 29 novembre 2008 ore 19:53

    sei amata dai tuoi genitori,ma non a tutti capita,non e' sufficiente mettere al mondo un figlio bisogna saperlo anche rispettare come io ho sempre rispettato mio padre morto anche lui a settembre per una grave malattia.la mattina che e' morto mi sono limitato a constatarlo personalmente e a svolgere le procedure per il funerale ,non ho mai pianto un po' gli occhi umidi quando l'hanno chiuso nella cassa ma al funerale ho partecipato perche' figlio e quindi dovevo fare il mio dovere ancora una volta per lui.

    il passato per ogni persona resta scritto e sono restato duro anche in quel frangente facendo del male ancora una volta a me stesso.

  8. ari74 29 novembre 2008 ore 20:34
    Mi dispiace..a volte i rapporti tra genitori e figli non vanno come noi  vorremmo…ma sono parte di noi..e quando non ci sono più lasciano un vuoto nel cuore.

    Hai ragione…io sono stata fortunata…perché mio padre mi ha amata tanto.

     Tu dici di aver fatto il tuo dovere con tuo padre ma se hai commentato il mio post..io credo che a spingerti sia stato l'amore di figlio e non il dovere.

    a presto!

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