Voltare pagina...

17 dicembre 2008 ore 01:08 segnala
Stanotte è l’ultima volta che parlerò di Daniele..anche perché la mia storia con lui è giunta al capolinea e non ho nessuna intenzione di portarmi degli strascichi dolorosi anche nel percorso del nuovo anno. Sono famosa per il mio ferreo autocontrollo, per cui devo solo impegnarmi a non parlarne più, d’altra parte..tutti gli argomenti su di lui si sono esauriti.

Voglio iniziare questo post con una frase scritta dal mio autore preferito : PAULO COELHO, tratta dal libro “ Lo ZAHIR”.

“ Lo ZAHIR viene dalla tradizione islamica, in arabo vuol dire visibile, presente, incapace di passare inosservato. Qualcosa o qualcuno che, una volta che si è stabilito il contatto, finisce per occupare a poco a poco il nostro pensiero, fino al punto che non riusciamo a concentrarci su nient’altro.
Lo ZAHIR è un pensiero che all’inizio ti sfiora appena e finisce per essere la sola cosa a cui riesci a pensare.
Il mio ZAHIR ha un nome e il suo nome è…”

“È meglio soffrire come ho già fatto in precedenza…
È meglio che mi lecchi le ferite come ho fatto in passato.
Soffrirò giorno e notte, notte e giorno.
E questo potrà durare settimane, mesi, forse anche un anno.
Finché una mattina, al risveglio, mi renderò conto che sto pensando a qualcosa di diverso, e capirò che il peggio è ormai passato.
Il cuore è affranto, ma si riprenderà e riuscirà a scorgere ancora la bellezza della vita.
È già successo in precedenza e accadrà di nuovo…”

Per un bel po’ di tempo Daniele fu il mio ZAHIR, occupò tutti i miei pensieri e io, che non avevo mai amato confusi il mio bisogno di amare e di essere amata per il sentimento stesso. Ma ciò che mi legava a lui può darsi che non era affatto amore, se poi finì come finì…può darsi che era solo bisogno di appartenere a qualcuno…o, può darsi che io mi dica questo per dimenticare più in fretta.

Prima di conoscere Daniele non sapevo che l’amore è un lento processo di annientamento. Né, prima che Daniele me lo insegnasse sapevo che alla fine di questo processo c’è uno specchio dove il destino ci impone di guardarci, e così di scoprire con amarezza chi realmente siamo.
Comunque dalla mia strana avventura con Daniele imparai che ciò che l’amore impone non è altro che la compagnia di una parte del tutto inutile di se stessi.
E la degradazione che ne deriva non serve a nulla e non aiuta a migliorare.
È così indispensabile , in fondo, scoprire se stessi?
Non c’è forse più gioia nell’equivocarsi e travisarsi?

Prima di conoscere Daniele, avevo di me una percezione vaga, ma serena. Procedevo secondo il mio ritmo. Posavo sulle persone e sulle cose uno sguardo indifferente. Ero incompleta, però sapevo che in tale incompletezza mi aspettava una vita. A quell’epoca aspettavo l’amore, l’uomo giusto e non sapevo che per ottenere ciò avrei dovuto imbattermi in uomini finti, depravati, volgari e amorali. Nella mia ingenuità pensavo che il mio uomo giusto lo avrei riconosciuto proprio perché privo di questi difetti…e invece l’unica cosa che ho ottenuto è stato scoprire che gli uomini sono solo degli uomini, che non ci sono uomini speciali e che se si impara ad accettarli per quello che sono e a non idealizzarli troppo si evitano poi brutte sorprese.
La nostra relazione durò pochi mesi e fu sempre un alternarsi di bei momenti seguiti da brutte sorprese.

Ricordo ancora, come un sogno, il nostro capodanno insieme a Roma. Quei momenti passati ad Assisi, a Todi, a Perugia. Intensi e stupefacenti giorni ancora dal profumo natalizio nell’aria.
Atmosfera di freddo e torpore e tanti addobbi natalizi ancora in giro.
Tanti turisti e noi che passeggiavamo tenendoci per mano come due innamorati.

Conosco bene il sapore di quei giorni incantati in cui poteva accadere di tutto.
In cui accettavo con lo stesso stato d’animo il piacere e il rammarico per la loro fugacità. In cui percezioni e speranze indugiavano su un crinale. Da un lato l’allegria. Dall’altro il dubbio. Vivendo quei momenti non mi aspettavo certo di trovare quel clima di sensazioni instabili da parte di entrambi, che , al tempo stesso eccitavano e offuscavano la mia anima. Già allora compresi che se la nostra storia fosse andata avanti avrei dovuto vedermela con un insieme di equilibri fragili.
Fra distanza e affinità. Fra esaltazione e spossatezza.

Prima di conoscere Daniele non sapevo che l’amore è un caos. Una sventura. Un’esperienza di solitudine. Una bizzarra combinazione di tormenti, droghe e desideri che guasta l’anima.
Io che non mi ero mai innamorata riflettevo spesso sul misero destino dei miei amici che avevano scelto di sacrificare la propria vita all’amore.
Non riuscivo a comprendere quale fosse la forza che li tratteneva in quella catena invisibile.
E compativo quel loro desiderare la propria sofferenza come un’estasi.
Li consideravo dei deboli e sapevo che io non sarei mai diventata come loro.
Ma poi, vicino a Daniele, in poco tempo avevo smesso di vedere le cose da quella prospettiva. Cominciai a pensare che dopotutto stare con un uomo era un dare e un ricevere nell’assoluto rispetto.

Qualcuno o qualcosa, nella mia volontà, aveva deciso al posto mio.
Benché nulla mi costringesse a farlo, avevo sentito l’urgenza di avventurarmi in una storia con Daniele…di vivere con lui tutto ciò che mi ero negata per una vita intera.
Fino ad allora nessun uomo mi aveva mai sconvolta con tanta efficienza.
Ben presto la mia razionalità smise di proteggermi.
Non ci fu più distanza fra le mie emozioni e ciò che esprimevo.
E quelle emozioni le esprimevo talmente volentieri che non tardai a provarle con più intensità.
Ma nel nostro rapporto c’era qualcosa che non funzionava.
Conducevamo un imprevedibile ritmo che a momenti mi esaltava e altri momenti, sempre più lunghi mi sfiniva.
All’inizio questo suo modo di concedere per poi riprendere non mi dispiaceva affatto.
Avevo deciso di prendere le cose come venivano. D’altra parte la mia passione per lui si alimentava proprio dall’inquietudine di poterlo perdere, lì dove probabilmente un eccesso di benessere e di sicurezza avrebbe rischiato di affievolirla.
Come mai in me la passione avesse scelto di confermarsi solo tramite quel tipo di atteggiamento ? Lo ignoro. Ma era la mia realtà. Desideravo soltanto lui. Però avevo tuttavia la sensazione che quel continuo alternarsi di slanci e indifferenze non potesse durare a lungo.
Daniele aveva imposto alla nostra storia una specie di scadenza.
E agiva in maniera che il passato e il futuro ci fossero ugualmente negati. I suoi umori volubili ci assegnavano al solo tempo vissuto insieme. Io mi scoprivo continuamente all’erta per cogliere un desiderio un po’ affievolito, un sospiro di noia, un gesto sospetto che mi facesse capire che si era già stancato di me. Nel giro di pochi mesi mi aveva inchiodato al ruolo di amante nervosa e indecisa, cominciavo a non capirlo più. Avrei voluto trovare lo stratagemma che mi consentisse di legare per sempre a me quell’uomo. E avrei desiderato trovare la forza di lasciarlo all’istante. Allora prevalse quest’ultimo desiderio. Lasciarlo. Credo che Daniele e io avevamo raggiunto troppo presto quel punto di intensità fragile che sempre insidia gli innamorati. Saremmo riusciti a superarlo? Era già,per noi, l’inizio della sazietà e della noia? A causa delle nostre incomprensioni fu molto facile cadere vittima di tutto ciò.
Sin dall’inizio lui dava per scontato che tra noi sarebbe finita, perché sapeva che io non mi sarei mai trasferita a Roma e perché lui non si sarebbe trasferito mai da me..e questa sua fredda razionalità mi metteva in crisi, volevo consegnarmi a lui anima e corpo ma non riuscivo a farlo e nonostante cominciasse a tradire le mie aspettative io mi costringevo a credere di avere incontrato l’uomo giusto.
Ero affamata d’amore ed ero stanca di stare da sola, di non avere fiducia negli uomini, ma nonostante questo, non potevo fingere all’infinito con me stessa di avere trovato il grande amore della mia vita.
Perché non lo era, assolutamente!
Lo avevo conosciuto in un periodo della mia vita in cui ero emotivamente fragile, avevo riposto in lui tutte le mie speranze, lo avevo idealizzato, gli avevo messo addosso la fatidica armatura lucente da principe azzurro pronto a difendermi dalle brutture del mondo e a portarmi via, in salvo sul suo cavallo bianco.
Da lui pretendevo la favola senza rendermi conto che ero io la prima a non aver voluto il ruolo della principessa in pericolo…per lui non ero disposta a lasciare la mia vita e mi stavo già stancando del fatto che l’unico modo per vedersi era avere una valigia sempre pronta e un biglietto di pullman con orari annessi a portata di mano.
Anche se non ho termini di paragoni e non conosco bene l’amore so e sento che non si vive così, due persone devono poter condividere la quotidianità per stabilire di amarsi, Daniele lo sapeva fin dall’inizio ed è rimasto razionale fino alla fine, forse anch’io lo sapevo ma la mia parte emotiva faceva fatica ad accettarlo, per me era più comodo credere che lui fosse il mio principe lontano e il pullman fosse la carrozza dorata che mi portava da lui.
Ma sappiamo bene che la vita reale non è una favola e per quanto io mi sforzassi di credere il contrario a un certo punto ho dovuto prendere coscienza che era tutto solo un’illusione nata dalla mia mente romantica.
Ora sto bene,davvero. Sono rinsavita. Sono guarita, e soprattutto ho perdonato Daniele per il grande torto di avermi delusa.
L’ho perdonato nel momento in cui ho scoperto che posso perdonare me stessa.
E questa non è l’unica scoperta che ho fatto. Ce ne sono ancora delle altre…
Ho scoperto che il sesso mi piace e che non ho paura degli uomini.
Ho scoperto che sono una donna sana con desideri fisiologici sani, ma ho anche scoperto che se sono rimasta vergine fino a 33 anni non era perché avessi paura dell’atto fisico e a volte violento che c’è tra uomo e donna, no…sono rimasta vergine semplicemente perché non reputavo nessun uomo degno di sfiorarmi. Non permettevo a nessun uomo di usare il mio corpo a suo piacimento per poi mettermi da parte una volta che si fosse spento l’interesse. Nelle poche volte in cui mi sono trovata in intimità con un uomo ho sempre fatto in modo di essere io a usare lui e mai il contrario.
Non ho mai creduto a nessuno, nemmeno a coloro che dicevano di amarmi, perché pensavo che il sentimento fosse dettato solo dalla smania di avermi ed ero felice che nessuno fosse riuscito a portarmi a letto.
Poi ho incontrato Daniele e la mia visione degli uomini pian, piano è cambiata.
Non pensavo più che l’unico organo che pulsasse in loro fosse quello racchiuso nei pantaloni…ma grazie a Daniele cominciai a pensare che avessero in dotazione un altro organo, questa volta migliore, perché pulsava nel loro petto…il CUORE. Questo organo magnifico che racchiude in se sentimenti, pensieri, parole, emozioni.
A sentirmi sembro una di quelle puritane bigotte che disdegnano il su citato organo dei pantaloni, ma non è proprio così.
Mi rendo conto che non si può stare senza il sesso e senza uomini e nonostante io sia rimasta vergine per tanto tempo non ho mai preteso di essere una santa.
Ho anch’io delle voglie pazzesche e dei desideri inconfessabili ma che posso soddisfare solo se insieme all’organo che pulsa nei pantaloni, batte e pulsa di sentimento soprattutto l’organo che sta nel petto…tutto qui. Ho scoperto di me che per essere spregiudicata e sensuale , priva di inibizioni devo ricevere e dare amore.
SENTIRE amore, altrimenti tutto diventa un bello sport, un obbligo e un dovere. Qualcosa del tipo: “ se c’è solo desiderio io faccio il minimo, ti concedo il mio corpo ma non la mia anima e tu in cambio mi regali una giornata del tuo tempo, ma questo a me non basta, con me non può funzionare.
Ma viceversa, se c’è amore tutto il contesto cambia, mi apro tutta mente e cuore, mi libero dalle inibizioni e ti concedo la mia fiducia.
Solo se c’è amore…solo così io posso partecipare e sono in grado di ricevere tutto ciò che l’uomo vuole darmi. Probabilmente solo se c’è amore reciproco ciò che l’uomo vuole darmi diventa ciò che io voglio che mi dia. Non conosco altra lingua se non quella dell’amore. Altrimenti senza amore si innalza tra il mio corpo e la mia mente un muro invisibile che non mi permette di rilassarmi e mi fa restare diffidente.
È per questo motivo che tra me e Daniele non ha funzionato, con lui avevo ancora delle inibizioni e delle riserve che non avrei dovuto avere, perché esistono solo se non si ha fiducia nell’altro, infatti a un certo punto ho aperto gli occhi e ho capito che tra di noi non ci sarebbe mai stato amore vero.
Ne ho avuto la conferma la mattina precedente alla nostra rottura. Quella mattina , inconsapevolmente avevo già innalzato quel muro tra lui e me, tra me e le mie emozioni. Scoprire che ciò che ci legava non era amore, o per lo meno non era quella forma di amore che intendo io, fu una delusione talmente forte che, volevo solo andare via e scappare come avevo già fatto precedentemente altre volte, con altri uomini.
Solo che questa volta mi sembrava più doloroso perché in lui ci avevo creduto, con lui avevo saltato il fatidico fosso, per questo mi imponevo che fosse diverso, DOVEVA essere diverso!...ma le remore, le inibizioni, le paure, quel mattino erano tutte lì nel mio cuore e io, purtroppo non potei fingere di non averle sentite.

Non nego di aver vissuto momenti splendidi tra le sue braccia.. Daniele era bravo, con una parola o con una carezza riusciva a portarmi in una dimensione magica ed erotica, il massimo a cui avevo sempre aspirato…però solo quella magia non poteva bastare..eravamo due mondi opposti e lui voleva che io dimenticassi il mio per entrare nel suo.
Così inconsciamente incominciai a richiudermi e a non fidarmi più di lui fino all’avvenuta rottura.
Dopo però, mi mancò comunque tanto e nonostante la delusione di aver preso una clamorosa sola, come si dice a Roma, non posso non ringraziarlo, perché per guarire dai miei malesseri mi serviva un uomo così…lontano dal mio mondo, dalla mia vita di tutti i giorni, diverso da me come la notte e il giorno ma anche in qualche tratto molto simile. Ed era giusto e perfettamente normale che non durasse tra noi…ci siamo resi un buon servizio e basta.
Non potevamo essere una coppia. Lui sapeva di me cose che nessun uomo deve sapere e io di lui scoprii pian piano quella mancanza di carattere che all’inizio confusi con sensibilità, quell’insicurezza perenne, quel cercare l’approvazione degli altri sempre e comunque, la paranoia di vedersi criticato o additato in ogni situazione, pian piano mi resi conto che tutto questo stava demolendo l’immagine che avevo di lui, del mio uomo ideale per trasformarlo semplicemente in un buon amico. Non lo consideravo più il mio amante, non sentivo più la voglia di viverci insieme, di farci l’amore, non capivo come mai fossi arrivata ancora una volta alla stessa conclusione di sempre, alla mia voglia di scappare per poi, forse in un secondo tempo pentirmene, ma comunque ero ritornata nuovamente nella mia perenne insoddisfazione.
Mi aspettavo qualcosa da lui che non arrivò mai e a quel punto lasciarlo divenne obbligatorio quanto naturale.
Per l’uomo non avevo più desiderio, come probabilmente non ne aveva più nemmeno lui per me come donna ma come amico lo desideravo sempre.
Amavo la sua voce, il suo sorriso, la sua logorrea, forse desideravo ancora i suoi baci. Ero confusa, penso che fossi affetta dalla sindrome di Stoccolma; come la rapita si innamora del suo carceriere, o la malata del suo dottore, io mi ero infatuata del mio guaritore…si, perché Daniele aveva guarito in me delle ferite profonde e di questo gliene sarò per sempre grata.
Ma considerato che quel grande amore di cui sognavo non era sbocciato né per me e né per lui, ero comunque intenzionata a volerlo nella mia vita, perché questo tipo di attaccamento non svanisce ma si rafforza e io pensavo che finito il desiderio come era ormai già accaduto potesse restare l’amicizia…ciò che mi piaceva di Daniele era il perfetto funzionamento dei suoi neuroni.
Dopo la rottura della nostra relazione ero riuscita a superare la fallimentare sensazione di essere stata uno sfogo sessuale, una compagna casuale, il caldo abbraccio di poche notti trascorse insieme solo perché molto probabilmente pensavo che anche lui era stato quello per me. Si può fare a meno di un corpo ma non di una complicità intellettuale. Come si può tollerare un abbandono mentale?...
Ma ormai non ha più importanza. Ciò che ora è importante per me è che nonostante adesso io non abbia più paura del sesso e degli uomini e potrei darmi alla pazza gioia recuperando tutti i numerosi orgasmi che mi sono persa in 33 anni, ciò che ha importanza è che i miei valori ci sono tutti, sono sopravvissuti a tutti gli uomini che ho conosciuto e sono certa che resteranno intatti davanti a tutti i Daniele che incontrerò sulla mia strada, fino a quando, sicuramente, incontrerò l’uomo giusto e allora sarà per sempre ciò che desidero.
AMORE, LEALTA’, FIDUCIA, STIMA, RISPETTO e SPERANZA…
Tutto ciò che avrei potuto condividere con Daniele…ma non è andata.

Il mattino precedente alla nostra rottura, mentre passeggiavamo sul lungomare di Ostia mi ritrovai a pensare alla nostra storia.
Come in un film mi passarono davanti tutti i bei momenti vissuti il giorno prima, al mattino avevamo visitato una mostra di artisti vari e il pomeriggio eravamo andati in giro per Roma fino a quando, la sera con una frase infelice mi aveva dato una tale batosta da non permettermi più di rilassarmi in sua compagnia..non vi dico cosa mi disse ma in quel momento capii che io e Daniele non avremmo mai avuto un futuro insieme, e seppi con assoluta certezza che qualunque cosa avesse fatto di bello e di carino da quel momento in poi per me non avrebbe avuto più alcun significato.
Avvertivo che stavo alzando il mio solito muro, attraverso il quale sapevo che non gli avrei più dato modo di passare.
E quel mattino, mentre me ne stavo in silenzio appoggiata alla balaustra di pietra ad osservare il mare di Ostia, quell’episodio e altri momenti tristi mi tornarono in mente con assoluta chiarezza.
Quel mattino, mentre aspettavo il pullman, pensai questo e altro ancora, consapevole che una volta partita non sarei più tornata. Perché ho scritto questo?
In realtà avevo deciso di tralasciare questo lato negativo della mia storia con Daniele, ma sicuramente saprete bene che se la mia fosse stata una storia perfetta starei ancora con lui.
E invece non è così. Da tutto ciò avrete capito che il mio principe in realtà era solo un rospo, e che tutto ciò che mi mancava di lui era solo il frutto delle mie proiezioni mentali.
Ho deciso di parlarne, perché penso che sia giusto ridimensionare quest’avventura. Perché credo che ricordando soprattutto le cose negative io possa evitare di innalzare un monumento all’amore non vissuto…perché di amore in questa storia credo che ce ne sia stato ben poco.
Daniele è stato la scoperta del sesso, l’apprendimento, la pratica. Francesco, un mio amico di vecchia data, innamorato di me, potrebbe essere la ripetizione, la conferma. Pasquale, il mio commercialista, potrebbe essere …lo studio???
Ma la vita non è come a scuola che se ci si applica costantemente su una tale materia acquisisci capacità e conoscenza.
Ora so che il sesso è importante e che so farlo anche molto bene, non ho bisogno di insegnanti vari o di studiare la materia con soggetti diversi o anche con gli stessi per ricordarmela, certo potrei farlo…prima Daniele, poi Francesco, adesso Pasquale…e poi??...la lista si allunga, potrebbe andare avanti all’infinito ma le motivazioni si accorciano. Non mi servono tanti nomi per recuperare il tempo perso, me ne basta uno, speciale e unico.
Ecco…ci sono ricaduta…ho detto speciale…in fondo io credo che esista.
Bisogna solo essere fortunati a trovarlo!

AMORE!!!!

Solo questo ci rende migliori.

Auguro a tutti voi che leggete e a coloro che mi hanno scritto di trovarlo presto e invece, a chi di voi ce l’ha già auguro di tenervelo stretto. Perché solo l’amore merita di essere appreso e applicato.

Buona fortuna!
10346063
Stanotte è l’ultima volta che parlerò di Daniele..anche perché la mia storia con lui è giunta al capolinea e non ho nessuna intenzione di portarmi degli strascichi dolorosi anche nel percorso del nuovo anno. Sono famosa per il mio ferreo autocontrollo, per cui devo solo impegnarmi a non parlarne...
Post
17/12/2008 01:08:59
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote

Commenti

  1. 1nation1station 17 dicembre 2008 ore 01:54

    che post! :wow :wow :wow

    Hai scritto tantissimo :batalettera ;-)

  2. 1nation1station 17 dicembre 2008 ore 02:01

    mio parere fai bene a chiudere definitivamente una pagina della tua vita ;-) Così magari ne potrai aprire una anche migliore della precedente...

    Per il resto fai bene ad aspettare la persona giusta :-)

    Sai, se tu stessi dietro agli uomini loro con qualche scusa non esiterebbero a portarti a letto... Per cui ti consiglio di non cedere alle loro lusinghe tendenti solo ad un soddisfacimento sessuale fine a sè stesso ma ad a cercare qualcuno che sia interessato al tuo cuore :batangel

    Magari la ricerca non sarà facile ma sono convinto che qualcuno adatto a te a questo mondo c'è...

    Come sai anche io sono alla ricerca di una ragazza speciale che possa finalmente portare amore nel mio cuore che finora è rimasto addormentato :ronf :cuore

    Buonanotte da Marco :bye :batadorme :rosa

  3. gattogrrr 17 dicembre 2008 ore 02:13
    Te lo auguro con tutto il mio..
    ____##########*________________________
    __*##############______________________
    __################_____________________
    _##################_________**##*______
    __##################_____*##########___
    __##################___*#############__
    ___#################*_###############*_
    ____#################################*_
    ______###############################__
    _______#############################=__
    ________=##########################____
    __________########################_____
    ___________*####################=______
    ____________*##################________
    _____________*###############__________
    _______________#############___________
    ________________##########_____________
    ________________=#######*______________
    _________________######________________
    __________________####_________________
    __________________###__
     _________________#_io lo sto ancora cercando....però mi rimane la mia libertà
    ;-) :many :many :many :many
    dolce notte e buona giornata x domani :hop :win
    :micioGattoGRRR.. :miciomao :hihi :many :batanatale :ciao :ciao
  4. gabim41 17 dicembre 2008 ore 06:45


    ECCOMI  QUI::

    BUON  GIORNO

    UN  ABBRACCIO  FORTE

    UNA  BUONA  GIORNATA:: :rosa
  5. ilcaliffo80 17 dicembre 2008 ore 15:14

    Ciao Ari...

    Spero che piano piano torni mel tuo cuore tanta serenita chiudendo col passato e troverai presto il tuo amore

    grazie dei tuoi commenti

    Buona giornata

     

  6. 25simona67 17 dicembre 2008 ore 15:38

    prima di dire voltare  pagina guarda dentro di te e accertati se lo hai fatto veramente,perchè il percorso e lungo e doloroso .....e tranquilla gli uomini speciali ci sono ,e mi auguro che tu possa incontrarlo presto sul tuo cammino

    scusa la mia intrusione buona giornata ciao:kissy

  7. tipostrano70 17 dicembre 2008 ore 16:19

    pensarla così è già un buon inizio,ti auguro di cuore che ci riesci.

    un saluto e buona giornata

    Franco

  8. 1nation1station 17 dicembre 2008 ore 19:25
    dolce serata da Marco :fiore :bacio :batabacio
  9. m.luisau62 17 dicembre 2008 ore 19:57

    ciao ari .....purtroppo gli uomini fanno ;-( soffrire

    ma tu sei forte ...sono sicura che il tempo chiuderà

    le ferite.:cuore e troverai l'uomo dei tuoi sogni

    un abbraccio .:fiore luisa

Scrivi commento

Fai la login per commentare

Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.