te

27 maggio 2008 ore 18:16 segnala

Voglio te,

dolce abbraccio al tramonto

sotto un cielo velato di intenso

e voglio te

morderti come mordo la fragola :fiore in estate

gustarti come gusto il succo di mirtillo

che nero sulle labbra:bacio

dolcemente s'adagia

e voglio ancora te

studiarti per poterti scrivere

su pagine rilegate con nastro

dal più nobile colore

e tuttavia voglio ancora te

stretta all'infantile orsacchiotto

in un tempestoso pomeriggio di luna

e tuttavia sempre voglio ancora te

come in attesa dell'estate fruttuosa

che trasporta nell'aria l'odore di fieno

voglio te,

sicurezza incancellabile

sicurezza d'utopia

e tuttavia sempre voglio ancora te.

9415910
Voglio te, dolce abbraccio al tramonto sotto un cielo velato di intenso e voglio temorderti come mordo la fragola :fiore in estategustarti come gusto il succo di mirtilloche nero sulle labbra:bacio dolcemente s'adagiae voglio ancora testudiarti per poterti scriveresu pagine rilegate con nastrodal...
Post
27/05/2008 18:16:59
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
  • commenti
    comment
    Comment

foto

22 maggio 2008 ore 21:41 segnala

    C'era un paese dove regnava la tristezza più cupa. Nessuno sorrideva mai. Perfino il cielo era scuro cosparso di nuvolette grigie che venivano sospinte qua e là da un venticello freddo che trapassava le membra dando i brividi. Nemmeno i bambini erano allegri. I prati che circondavano l'abitato erano opache distese senza colore alcuno. Non vi sbocciava mai un fiore neanche in primavera inoltrata. Nessuno si spiegava tale mistero. Un mattino giunse in paese una fanciulla bellissima . Era minuta con gli occhi color miele e i capelli dorati e attraversando le strade cantava una dolce nenia . Chi incrociava il suo sguardo veniva invaso da un calore tale che scacciava il gelo che albergava nei cuori lasciando il passo alla dolcezza che si sprigionava sotto forma di luminosi sorrisi. Seguita dai bimbi attirati dal suo canto si diresse fuori il paese verso i prati che d'incanto divennero un'immensa distesa fiorita. Non si erano mai visti fiori di tale bellezza e di colori così stupendi. Perfino il cielo divenne terso di un azzurro splendente. Da quel giorno puntualmente la fanciulla attraversava il paese e arrivata nei prati seguita dai bimbi si sedeva tra l'erba verde e raccontava loro fiabe di posti lontani dove fate gnomi folletti principi e principesse vivevano magiche avventure. Al calar del sole d'incanto spariva e i bimbi facevano ritorno a casa portandovi la gioia che lei aveva infuso nei loro cuori durante la giornata. Tutti cominciarono a chiamarla "fata di fiori" In realtà lei era davvero una fatina del Regno della Speranza giunta in paese per scacciare  la    tristezza   che   aveva  offuscato la gioia di vivere di chi vi abitava. Grazie a lei quello non fu più un paese triste ma divenne un regno felice pieno di colori perchè la speranza portata dalla fanciulla aveva scacciato la malinconia per lasciar posto all'allegria.

mmmmmmmmmmm : - )

:bacio

sensazioni

22 maggio 2008 ore 21:17 segnala

Ascolto rapita la dolce melodia

della tua voce che mi entra dentro

regalandomi attimi indimenticabili.

Mi lascio trasportare dalle note che

mi fanno vibrare.

La mente s'inebria di te

e gli attimi diventano eternità regalando emozioni mai vissute prima.

 E la musica va cullando i sogni che ti sfiorano come la più tenera delle carezze.

La sensazione di poterti toccare è così forte che il sogno diventa realtà e in quell'attimo fuggente misto di musica e poesia finalmente sei con me in un intreccio di note che suonano la più dolce musica per me...

"Te"

dedicato a chi ha un cuore

20 maggio 2008 ore 23:42 segnala

 

 

 

 

 

 

 

 

:rosa

 

 

Cosi iniziava il testo di una famosa canzone....

E cosi vorrei iniziare anche io
Parlando direttamente al cuore, e tramite di esso cercare
di fare ritrovare nel più profondo del cuore e dell’anima,
magari “illuminandola”,un sentimento che da tempo non assaporava più….

Perchè " l'essenziale " è invisibile agli occhi...
ma evidente al cuore

 

 

Parlo...


Sono un “ cuore parlante “.....

Poiché avete sempre creduto che alcuni cuori potessero volare… non meravigliatevi troppo davanti alle mie parole.

Non c’è nessun trucco, nessuna magia, nessun inganno.

Tutte le cose possono farlo, l’unica differenza è che a me è data un’unica possibilità, un’unica occasione per comunicare, consigliare, per criticare e perché no, protestare ( ma dopo queste mie parole, spero che ognuno di Voi impari ad ascoltare i miei simili…i propri cuori ).

Molti a questo punto già saranno spazientiti da questa mia intrusione, solo apparentemente innaturale, nel mondo degli uomini. Ma chiedo qualche altra riga di attenzione.

Deciderete se continuare ad ascoltarmi solo dopo che avrò spiegato, chiaramente e senza equivoci perché sono in grado di parlare.

Il motivo è uno solo e ricorrerò a due storie per convincervi a credermi.

La prima è quella di un pezzo di legno povero, scolpito e lavorato con cura, abilità, devozione e forse più semplicemente amore da un anonimo falegname.

La seconda è la storia di un grande blocco di marmo pregiato, scolpito da un grande maestro, il più grande di tutti i tempi, con l’abilità di cui solo un genio può disporre.
Anche questo blocco di marmo fu lavorato con straordinario amore.

Il pezzo di legno divenne un burattino di nome Pinocchio, il blocco di marmo una statua: il Mosè.

E qui la chiave di tutto:

Perché un semplice burattino riusci a trasformarsi in creatura vivente attraverso la parola e una statua di valore inestimabile, più bella, più preziosa, destinata all’immortalità, non ci riusci nonostante la forza e la rabbia del suo creatore ?

Semplice:

alla statua non fu data la possibilità di vivere, comunicare, dividere, le emozioni, le gioie e i dolori di “ suo Padre “.

A Pinocchio e a me questo è stato ed è concesso.

Geppetto non si lasciò distrarre da altro come Michelangelo che comunicò non solo attraverso le sue straordinarie sculture.
Geppetto dedicò la vita, la concentrazione, gli affetti, la sua sincera semplicità al suo mestiere solo apparentemente anonimo.

Cosi, lavorando in silenzio, senza rumore, ma con la convinzione di avere sempre da imparare ma anche molto da insegnare, la persona a cui dedico queste mie prime ed ultime parole, ha dedicato e dedica tutta la sua vita, con il cuore…al suo cuore e a quello di tanti altri….

Sapendoli ascoltare! Imparate ad ascoltarci.:angel

pensando a te

12 maggio 2008 ore 23:35 segnala
:micio Regalami una poesia stanotte,
Maestro di carezze..
Scrivi
Di incanti spezzati
E prosciugate risorse,
Esegesi conclusa
Di incomprensioni aperte,
Sequel di meraviglie
Trasformate in cumuli
Di inquietudini.
Racconta
Di naufragi improvvisi
Tra angoscia e stanchezza,
Di vizi duraturi e spontanei
Quanto il battito cardiaco
Pronti a esigere immediata
Soddisfazione.
Ma anche
Di come ti piaceva
Guardarmi quando,
In candidi petali
Di seta e pizzo,
Mi aprivo a te come un fiore,
Mostrandoti lo stelo
Delle gambe
Fasciate
In trasparente nero,
Con la cucitura che saliva
Fino all'ultimo baluardo delle cosce,
Come un taglio,
Una promessa
D'intima fessura.
Scrivi
Di quando credevamo d'essere il mattino
Del mondo
E non udivamo quel rumore di risacca
Che annunciava il cadere
Della notte.
In fondo,sai, c'è
Chi si suicida
Per troppa felicità.
:rosa :rosa :rosa
Regalami una poesia stanotte,
Maestro di carezze e di parole.
Mescola il miele e il fiele
Delle nostre lune.

Pensando a te

12 maggio 2008 ore 23:28 segnala

:neteye
La notte svanisce
ma c'è ancora luna
vorrei una ragione
ma non c'è ne una
non vale la pena
non voglio aspettarti
mi impongo il silenzio
poi torno a chiamarti

come pioggia sarò
cadrò sulla tua via
scorrendo dentro il mio cuore
ti darò una nuova vita
dai tuoi sogni berrò
assaggerò l'immenso
e dentro un bacio di vetro
fermerò la magia del vento

.........................
En todo momento te encuentro en mis cosas
En todos los ríos, en todoas las rosas
Tal vez por vergüenza, o el paso del tiempo,
Ninguno se atreve a hablar sin rodeos

Dame alguna razón,
Yo te dare la mia,
Para ponernos de acuerdo y empezar
Una nueva vida
Dame alguna ilusión
Yo te dare mis sueños
Para ponernos de acuerdo y disfrutar
De los buenos tiempos


non so immaginarmi senza te
non voglio provarci adesso che
voliamo nello stesso mondo


quisiera alcanzar lo que soñe,
Tu sombra y mi sombra otra vez

............................................
Dame alguna razón,
Yo te dare la mia,
Para ponernos de acuerdo y empezar
Una nueva vida
Dame alguna ilusión
Yo te dare mis sueños
Para ponernos de acuerdo y disfrutar
De los buenos tiempos
Para ponernos de acuerdo
la magia del vento

Dame alguna razón,
Yo te dare la mia,
Para ponernos de acuerdo y empezar
Una nueva vida
Dame alguna ilusión
Yo te dare mis sueños
Para ponernos de acuerdo y disfrutar
De los buenos tiempooo

...

11 maggio 2008 ore 00:26 segnala

Mi sento in bilico come se stessi su una fune rischio di cadere, giù cè solo il vuoto, non cè nulla. Ma come gli equilibristi, le ginnaste, che dopo una serie di cadute, hanno imparato con il tempo a camminare sulla fune senza cadere così farò io. Cercherò quell’equilibrio che mi permette di non cadere.  

leggenda

10 maggio 2008 ore 00:36 segnala

La leggenda della Luna Piena :angel

In una calda notte di luglio di tanto tempo fa un lupo,

seduto sulla cima di un monte, ululava a più non posso. :batalettera

In cielo splendeva una sottile falce di luna che ogni tanto giocava a nascondersi dietro soffici trine di nuvole, o danzava tra esse,

armoniosa e lieve. Gli ululati del lupo erano lunghi, ripetuti, disperati.

 In breve arrivarono fino all’argentea regina della notte che,

 alquanto infastidita da tutto quel baccano, gli chiese: -

 Cos’hai da urlare tanto?

 Perché non la smetti almeno per un po’?- -

 Ho perso uno dei miei figli, il lupacchiotto più piccolo della mia cucciolata.

Sono disperato… aiutami! - rispose il lupo.

La luna, allora, cominciò lentamente a gonfiarsi.

E si gonfio, si gonfiò, si gonfiò, fino a diventare una grossa,

 luminosissima palla. - Guarda se riesci ora a ritrovare il tuo lupacchiotto - disse,

dolcemente partecipe, al lupo in pena. Il piccolo fu trovato, tremante di freddo e di paura,

sull’orlo di un precipizio. Con un gran balzo il padre afferrò il figlio,

lo strinse forte forte a sé e, felice ed emozionato,

ma non senza aver mille e mille volte ringraziato la luna.

 Poi sparì tra il folto della vegetazione. Per premiare la bontà della luna,

le fate dei boschi le fecero un bellissimo regalo:

ogni trenta giorni può ridiventare tonda, grossa, luminosa, e i cuccioli del mondo intero,

alzando nella notte gli occhi al cielo, possono ammirarla in tutto il suo splendore.

I lupi lo sanno…

E ululano festosi alla luna piena.