Insalata greca (di filosofia ed amenità retoriche)

12 luglio 2011 ore 20:25 segnala
La scena...
Due persone (un uomo ed una donna) si conoscono e si ritrovano, di lì a poco, alla mercé di Pathos.
Una è combattuta tra Philia e Agape, l'altra tra Eros e Himeros.
Ma siamo proprio sicuri di ciò? Uno sguardo, un corpo, un viso, un gesto, una voce possono far palesare anche nell'altra Himeros insieme ad Eros sottoforma di fantasie ed emozioni conturbanti e di desideri mal celati.
Celati per paura che di Agape ce ne sia poco se non affatto e dietro la falsa e sciocca credenza di fidelizzare l'altro a suon di Eros negato se non addirittura che sia ottenibile l'Anteros solo dietro una saggia subordinazione di Eros a Logos.
Non potrebbe valere lo stesso di fronte alle forti emozioni provate insieme all'altra persona o ad un senso di pace, benessere, felicità? Allo star bene con essa? Anche se Himeros infuoca non significa che Agape debba esserne carbonizzato.

Riadattando la scena ad una rappresentazione più "terrena": perché ci si perde nel quesito della Susi sul cosa volere "di più" da una persona appena conosciuta: se sesso o amore (poiché ovviamente il quesito è bello che risolto quando si vogliono entrambi...)?
Perché prima concedersi sessualmente in preda alla passione salvo poi abiurare od accusare il prossimo di (ab)uso di noi stessi?
Perché non concedersi sessualmente quando il desiderio alberga all'interno e l'impulso porterebbe a consumare, seduta stante?
Perché vincolare le proprie intenzioni alla più bieca razionalità rappresentata da proiezioni statistiche di esito del rapporto?

Conoscere le diverse realtà delle persone presenti in questo (avariato) mondo è interessante perché aiuta a riempire un blog di marzulliani quesiti, all'alba dell'introduzione dell'ora legale nel nostro quotidiano, oltre a far riflettere su quanto gli individui s'impegnano a rendere semplicemente complesso (omaggio all'ossimoro) un rapporto tra due persone in divenire.

DISCLAIMER: quanto esposto sopra non si applica all'autore di questo blog. né a persone/animali/cose/città realmente esistenti o immaginari.
Prim'ancora è opportuno sottolineare che di personale ci fa gravitare ben poco in questi byte e che, molto seraficamente risponderebbe che ciò sente fà, senza colpo dare e ferire e all'insegna della correttezza nei confronti del prossimo e del vivere i rapporti (quanto vi sono le premesse perché siano tali).

Voi, lettori, invece cosa ne pensate?

(...E d'un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione...)
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La scena... Due persone (un uomo ed una donna) si conoscono e si ritrovano, di lì a poco, alla mercé di Pathos. Una è combattuta tra Philia e Agape, l'altra tra Eros e Himeros. Ma siamo proprio sicuri di ciò? Uno sguardo, un corpo, un viso, un gesto, una voce possono far palesare anche nell'altra...
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12/07/2011 20:25:40
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