"Capitalism: A Love Story"

08 luglio 2010 ore 21:58 segnala
Guardando il film mi rendo conto che la trama può essere tratta da un libro di Jack London intitolato "Il tallone di ferro". Solo che quel libro ha un secolo di polvere sulle spalle. Ciò non mi sorprende, ma mi fa riflettere non poco.
Immagino tutto il tempo che ci impiegheremo a costruire una società giusta ed equilibrata, che sappia andare oltre la politica e alle bandiere.
Mi rattrista il fatto che in passati più o meno recenti ci siano stati uomini "illuminati" che hanno saputo vederla e addirittura descriverla, e che hanno lottato con i gesti e con le parole per far si che anche gli altri la vedessero: non la vivranno mai.
Mi rincuora il fatto che la loro voce non verrà portata via dal vento, e che tramite essa sempre più persone prendono coscienza dei propri diritti e cominciano a fare domande chiedendo a gran voce delle risposte, fino a che ci saranno più persone che chiedono che persone che rispondono: è solo questione di tempo.
Perchè la consapevolezza è una macchina lenta ad ingranare, ma impossibile da fermare una volta guadagnata velocità.
Per cui sono un positivista e immagino che il benessere dei molti sia a lungo tempo il solo benessere possibile.
Tempo e consapevolezza, per abbattere l'ignoranza e capire che la società che abbiamo creato è sbagliata, perchè non ha senso che anche una sola persona possa morire di fame. E succede ogno giorno, e non ad una sola persona.
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Guardando il film mi rendo conto che la trama può essere tratta da un libro di Jack London intitolato "Il tallone di ferro". Solo che quel libro ha un secolo di polvere sulle spalle. Ciò non mi sorprende, ma mi fa riflettere non poco.Immagino tutto il tempo che ci impiegheremo a costruire una...
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08/07/2010 21:58:59
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