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18 dicembre 2009 ore 00:21 segnala

IL PAESE DELL' AMORE.


Sì io odio Berlusconi. E allora? Se è per questo odio anche la maggior parte dei suoi seguaci. E allora? Li trovo ributtanti e grotteschi. Una massa informe di figuri ridicoli e servili pronti a saltare sul carro di qualsiasi vincitore. Un’ accozzaglia di cervelli all’ ammasso che ha rinunciato con gioia alla propria libertà intellettuale e alla propria dignità e si è messa, senza se e senza ma, a servizio di un ometto arricchito incolto patetico arrogante e buzzurro. Figuri fatti ad immagine e somiglianza di chi, una generazione o due fa (i loro genitori e nonni?), correvano ad acclamare entusiasti un’ altro tragico pagliaccio, salvo poi andare a sputare sul suo cadavere appeso a Piazzale Loreto. Perché loro sono fatti così, soavemente carogne. Li odio e odio il loro padrone. E allora? Non è che penso ossessivamente a loro. Ho una vita normale a volte bella a volte difficile come tutti. Che non cambierei per neanche un minuto con uno di loro. Si li odio. Serenamente, pacatamente, a volte con rabbia e a volte con gioia. E allora? E’ una colpa tanto grave, questa, da meritare ogni giorno il supplizio di vedere in tv degli ominicchi come quelli ritratti qui sotto che alzano il ditino, mi giudicano e mi spiegano com’è che si sta al mondo? E che pretendono di decidere al mio posto come devo crepare, cosa posso o non posso fare a letto e con chi, cosa posso o non posso ascoltare in tv o leggere in rete. Ma dove sono capitato nella parodia di un incubo orwelliano? Che cosa ho fatto di male per meritarmi tutto questo? Come sempre in questo paese la situazione può anche essere tragica, e mi pare che in questi tempi bui lo sia, ma non riesce mai mai ad essere seria.Sapete dove dovete infilarvelo il partito dell’ amore?

 

Pezzi di merda.

W il paese dell’ amore.        :yeye :yeye :yeye

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IL PAESE DELL' AMORE. Sì io odio Berlusconi. E allora? Se è per questo odio anche la maggior parte dei suoi seguaci. E allora? Li trovo ributtanti e grotteschi. Una massa informe di figuri ridicoli e servili pronti a saltare sul carro di qualsiasi vincitore. Un’ accozzaglia di cervelli all’ ammasso...
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18/12/2009 00:21:59
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Commenti

  1. magoshiro 20 dicembre 2009 ore 15:27
    voglio dirlo con le parole dei poeti:
    Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere di gente infame, che non sa cos'è il pudore, si credono potenti e gli va bene quello che fanno; e tutto gli appartiene. Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni! Questo paese è devastato dal dolore... ma non vi danno un po' di dispiacere quei corpi in terra senza più calore? Non cambierà, non cambierà no cambierà, forse cambierà. Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali? Nel fango affonda lo stivale dei maiali. Me ne vergogno un poco, e mi fa male vedere un uomo come un animale. Non cambierà, non cambierà si che cambierà, vedrai che cambierà. Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali che possa contemplare il cielo e i fiori, che non si parli più di dittature se avremo ancora un po' da vivere... La primavera intanto tarda ad arrivare.
    (Franco Battiato, Povera Patria, 1991)
    Sta nel fondo dei tuoi occhi
    sulla punta delle labbra
    sta nel corpo risvegliato
    nella fine del peccato
    nella curva dei tuoi fianchi
    nel calore del tuo seno
    nel profondo del tuo ventre
    nell'attendere il mattino

    Sta nel sogno realizzato
    sta nel mitra lucidato
    nella gioia nella rabbia
    nel distruggere la gabbia
    nella morte della scuola
    nel rifiuto del lavoro
    nella fabbrica deserta
    nella casa senza porta

    Sta nell'immaginazione
    nella musica sull'erba
    sta nella provocazione
    nel lavoro della talpa
    nella storia del futuro
    nel presente senza storia
    nei momenti di ubriachezza
    negli istanti di memoria

    Sta nel nero della pelle
    nella festa collettiva
    sta nel prendersi la merce
    sta nel prendersi la mano
    nel tirare i sampietrini
    nell'incendio di Milano
    nelle spranghe sui fascisti
    nelle pietre sui gipponi

    Sta nel sogno dei teppisti
    e nei giochi dei bambini
    nel conoscersi del corpo
    nell'orgasmo della mente
    nella voglia più totale
    nel discorso trasparente.

    ma chi ha detto che non c'è
    ma chi ha detto che non c'è

    Sta nel fondo dei tuoi occhi
    sulla punta delle labbra
    sta nel mitra lucidato
    nella fine dello Stato

    c'è, c'è. sì che c'è.

    (Gianfranco Manfredi, 1977)

  2. leather777 20 febbraio 2010 ore 02:43

    Io partecipo con La Domenica Delle Salme ,Fabrizio de Andrè

     http://www.youtube.com/watch?v=_RFOdJmBlz8

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