CRONACA NERA

31 dicembre 2007 ore 11:33 segnala
BOLOGNA - Una ragazza di tredici anni è morta dopo un intervento al quale era stata sottoposta per risolvere una grave forma di scoliosi. L'operazione, eseguita il 17 dicembre agli Istituti Rizzoli, punta d'eccellenza della sanità italiana in campo ortopedico, era appena terminata quando i medici hanno dovuto affrontare un'emergenza, la decelerazione improvvisa del battito che ha portato fino ad un arresto cardiaco.

Le manovre per rianimare la ragazza, Sofia Castagnaro, di San Martino di Finita (Cosenza), sono riuscite ma lei ha subìto serie conseguenze al cervello per il mancato apporto di ossigeno, al punto da essere trasferita d'urgenza dalla rianimazione del Rizzoli a quella dell'ospedale Bellaria, specializzato in patologie cerebrali. Non c'è stato nulla da fare, comunque. Sofia non ha più ripreso conoscenza ed è morta ieri mattina, dopo dodici giorni di coma.

I genitori chiedono giustizia, "nessuno ci ha spiegato ancora perché nostra figlia è morta dopo un intervento quasi banale", ha detto il padre dopo aver parlato con il pubblico ministero Silvia Marzocchi. La Procura aveva già aperto un'inchiesta per lesioni gravissime dopo la segnalazione che la ragazza era entrata in coma, ma ora due medici - il chirurgo e l'anestesista del Rizzoli che hanno condotto l'operazione - sono indagati per omicidio colposo, atto dovuto in vista dell'autopsia già disposta dal magistrato.

L'operazione per correggere la scoliosi dorso-lombare è stata decisa perché la forma evolutiva della malattia iniziava a creare seri problemi, sia respiratori sia di movimento al bacino, alla ragazza che fin da piccola era costretta a indossare un busto ortopedico. Dopo 18 mesi in lista d'attesa, Sofia, seguita passo passo dal Rizzoli, è stata affidata al chirurgo della Divisione ortopedico-traumatologica vertebrale.

Tutti gli esami pre-operatori sono risultati negativi e "basso" è stato classificato il rischio operatorio, anche se quello eseguito è giudicato "un intervento ad alta complessità", con una percentuale del 5,7 per cento di complicanze secondo la letteratura mondiale. Un intervento che viene dichiarato non proprio di routine, effettuato in pochissime strutture in Italia.


Il direttore sanitario del Rizzoli, Stefano Liverani, ha dichiarato di non aver saputo spiegare ai genitori la causa della morte perché "non la conosciamo. Per quanto è dato sapere, fino ad ora non esistono elementi di errore o di malpratica né in occasione dell'intervento chirurgico, né in occasione della preparazione della paziente all'intervento". Si tratta, insomma, di un caso "inaspettato e imprevedibile" secondo quanto ha stabilito l'indagine interna già eseguita secondo i canoni previsti dalla Regione Emilia Romagna e dal Ministero della Sanità. Ora l'ultima parola spetta all'autopsia.


(30 dicembre 2007)

NON E POSSIBILE... NEL 2008

UNA COSA DEL GENERE... MA CAZZO MA VERGOGNA...

 

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BOLOGNA - Una ragazza di tredici anni è morta dopo un intervento al quale era stata sottoposta per risolvere una grave forma di scoliosi. L'operazione, eseguita il 17 dicembre agli Istituti Rizzoli, punta d'eccellenza della sanità italiana in campo ortopedico, era appena terminata quando i medici...
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31/12/2007 11:33:59
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