La nebbia è soffiata via...

20 febbraio 2008 ore 22:01 segnala
La nebbia è soffiata via da sospiri profondi,
da profumati ricordi,
l’indifferenza lascia spazio a un brivido,
la freddezza al calore delle mani.
Gli occhi di nuovo aperti,
forse di nuovo capaci di ascoltare,
di cercare,
di sentire il sapore buono delle attenzioni.
Così il cuore ranniccihato abbandona la corazza,
ed attende seduto,
parole di baci.

IN TRENO

20 febbraio 2008 ore 22:00 segnala
Frammenti di paesaggi,
occhi incerti che si schivano,
occhi appoggiati su persone distratte.
Sguardi che non lasciano ricordi,
sguardi senza tracce,
vite che non potranno mai essere nostre,
che non potranno mai essere mie.
Vite silenziose che mi trapassano,
per poi allontanarsi senza voltarsi.
Ricordarle è come ricordare la sabbia di mare: chiara e confusa.

Quando da un'estrema lontananza...

20 febbraio 2008 ore 21:56 segnala
Quando da una estrema lontananza,
piovono ricordi che bruciano la pelle,
domande sommerse si bagnano di vita,
svelando sentimenti senza forza,
mostrando un amore che sfuma come dolce canzone.
Non c’è tristezza,
spesso non c’è neppure tristezza,
soltanto nostalgia e rabbia per un cuore che ha abdicato,
che ha ceduto il proprio regno alla mercè di chiunque.
La neve raffredda i giorni passati,
io scivolo sulle antiche promesse,
dimenticandole.

Patetica-mente

20 febbraio 2008 ore 21:48 segnala
In questa stagione di inquietudine il dolore si confonde con la pioggia ed io scivolo in abissi di lontananza. Niente sembra diventare qualcosa. Non c’è rabbia, solo orrore per un me stesso così fragile ed incerto. Ma dove finiscono il tempo trascorso e i ricordi smarriti?

 

MIO (BI)SOGNO

20 febbraio 2008 ore 21:45 segnala
Il mio sogno è quello di riposare, di fermarmi, di non avere paura delle ore vuote. Vorrei imparare a decelerare, a diminuire la velocità dei giorni senza il timore di impattare contro "il solido nulla". Vivere i minuti di silenzio senza pensare a ciò che verrà poi, godere del tempo libero senza il senso di colpa di sprecare vita. Annullare l’angoscia della noia per diventare, forse, davvero libero.Invece oggi aumento il numero dei passi, non li conto più, dimentico le mete, le raggiungo e non le riconosco: perchè troppa è la frenesia, troppa la proiezione in avanti, eccessivo il desiderio di emergere, imperante la voglia di riscatto. Non accetto i miei errori passati e consumo il tempo presente in un vano tentativo di recupero. Incapace di una vera integrazione, mi dibatto tra accettazione e rifiuto di me stesso: quello di ieri e quello di oggi. Schiaccio desideri e bisogni, resto minimale nel rapporto con la bellezza: un tramonto, uno sguardo, lo stupore della sorpresa, la gentilezza di un gesto.Troppo forte la forza di queste emozioni...ed io rischierei di franare.

Mi alzai..

20 febbraio 2008 ore 21:44 segnala
Mi alzai. Tossii. Mi venne un conato di vomito. Mi infilai lentamente i vestiti. " Mi fai sentire uno zero", le dissi. " Non posso essere così tremendo! Devo avere qualche lato buono!". Finii di vestirmi. Andai in bagno e mi buttai un pò d’acqua sulla faccia, mi pettinai. Se solo potessi pettinarmi anche la faccia, pensai, ma è impossibile. ( C. Bukowski)

Ci sono cuori forti...

20 febbraio 2008 ore 21:42 segnala
Ci sono cuori forti e cuori fragili, fragili come me che vivo giorni di vento. Quei giorni mi portano lontano da ciò che più di ogni altra cosa desidero: te. Perdonami per la mia incostanza e sappi che se tu potessi sentire la profondità del mio dolore, ne avresti le vertigini. Io sono sconfitto da me stesso e tu non sai che paura essere qui da solo, credimi, non sai che paura.

SMS

20 febbraio 2008 ore 21:41 segnala
Ho provato a farti chiamare in stanza ma non c’eri. Il tuo riattacarmi in faccia e il non ritelefonare mi fa capire quanto te ne freghi. Calpesti i miei slanci, sputi sulle mie emozioni, non guardi più i miei sentimenti. Spacca il cuore provare a restare insieme ad una persona da cui non ci si sente più amati. Quanto dolore per un gesto d’amore, quante lacrime sprecate, quanta rabbia e sconforto per la tua indifferenza. Continui a ferirmi e continui a negarlo.

Peccato tu l'abbia scordato...

20 febbraio 2008 ore 21:39 segnala
L’hai davvero scordato,
che il tuo braccio al mio braccio s’intrecciava
e che un piacere smisurato dalla tua mano alla mia mano passava,
e che il tuo crine biondo per tutta una fugace primavera
fu il mantello beato del mio amore,
e musica e profumo era quel mondo
che ora se ne sta lì grigio e annoiato
da tempeste d’amore, dalle nostre follie non più cullato?

Il male che a vicenda ci facemmo
il tempo lo cancella, lo dimentica il cuore;
ma le ore beate si fermano per sempre in un interminabile splendore.
( H. Hesse )

Dall'uscio di un sogno...

20 febbraio 2008 ore 21:37 segnala
Dall’uscio di un sogno mi chiamarono...
Era la buona voce, amata voce
-Dimmi: verrai a veder l’anima con me?...
Giunse al mio cuore una carezza.
-Sempre con te..
Ed avanzai nel sogno
per una lunga e nuda galleria
sentendo il tocco della veste pura
e il pulsar dolce della mano amica.
( Machado )