Buon giorno Mary ( Racconto )

08 settembre 2020 ore 14:39 segnala


Il sole fece capolino nella grande stanza, i suoi raggi salirono piano sino alla trapunta, mutandone i colori poi inondarono in volto di Mary.
I suoi grandi occhi si schiusero, e la luce si oppose alla luce, l'immenso verde dei suoi occhi.
Si mise a sedere sul letto puntellandosi con le braccia, erano le otto del mattino, non aveva bisogno di orologi per saperlo, aveva imparato a leggere il cammino del sole lungo i mesi, lungo gli anni.
La governante entrò nella stanza, le diede il buon giorno e la invitò a scendere in giardino, lei guardò fuori dalla finestra sollevando le spalle, " aiutami a salire sulla carrozzina ti prego " , la governante la sollevò come fosse una piuma leggerissima e l'accompagno nella stanza da bagno , ogni giorno era così.
usò lo scivolo che costeggiava la scala per scendere in sala da pranzo, la prima volta era stato divertente, poi seguirono una seconda, una terza, ed ora gli ricordava soltanto la sua diversità.
Mary aveva 14 anni e trascorreva quasi tutte le sue mattine in quel modo, leggeva, leggeva tanto e volava, volava con la fantasia in posti lontani dove lei era come tutti, dove nessuno poteva accompagnarla, Mary li non sapeva solo camminare, sapeva volare.
Guardò verso il grande giardino, Vide Robert indaffarato con le sue splendide rose, amava ogni piccola creatura di quel giardino che ben presto era divenuto l'orgoglio della tenuta.
Robert era il padre di tutte quelle creature e loro erano le sue figlie predilette, Mary assomigliava molto a quelle creature, erano immobili come lo era lei, e lei non sapeva cosa fosse reggersi sulle proprie gambe, non sapeva cosa si provasse a correre con il cuore che ti salta nella gola, con gli occhi chiusi e i capelli che spazzolano l'aria frizzante di un estate.
Pensò di essere felice, tutti le erano vicini , mai un solo minuto di solitudine, ogni pensiero era rivolto a lei, era bella, era amata, era bugiarda.
Mary mentiva, mentiva a se stessa e lo sapeva, in realtà era sola, perchè quella sedia era l'emblema infame della sua mediocrità, metteva soggezione, scaturiva pietà odiosa Mary la detestava, Mary si detestava.
Robert alzò lo sguardo e la vide, un sorriso gli riempì il viso e gli occhi di lei lo catturarono per ricambiarlo, solo un secondo, uno sguardo che Robert dedicava alle sue creature e che anche solo per un attimo era stato suo.
Lo guardò sfiorare ogni singolo petalo, sino a che non lo perse immerso nel suo lavoro.
Le giornate si ripetevano con sconcertante precisione, sempre uguali a se stesse, perfette nella loro esasperante monotonia, dove la nota che si suona è sempre la stessa, dolcissima, così suadente da doverla odiare per potere assaporare anche una sola stonatura, che avrebbe significato novità .
I libri, solo loro potevano dedicargli un ora nuova, una storia diversa, così si immergeva in una vita non sua per cercare di essere felice.
Una sera, dopo cena, fu ricondotta nella sua stanza, guardò fuori dalla finestra e trovò la Luna che aveva rubato il posto al Sole, una luna piena e lucente, restò per lungo tempo a contemplarla, era bella dolce e presto ne fu rapita.
Poi d'un tratto il suo cuore parlò. " Mia dolce e splendida signora, tu che hai in te l'essenza della bellezza, la facoltà di leggere nei cuori della gente e di guidarli verso la strada più giusta, Aiutami ti prego, a cambiare la mia vita, fa che io finalmente possa, essere felice. "
La luce della Luna che illuminava la stanza tremò brevemente, poi per un istante ancora più breve brillò di un intensità mai vista illuminando a giorno la stanza.
Mary non se ne rese nemmeno conto, ma la sua parte irrazionale capì.
Come sempre la sedia a rotelle era accanto al suo letto, come rapita si appoggiò ai braccioli trascinandosi, ma cadde pesantemente, non si perse d'animo e si trascinò sino a riuscire a sedersi, i suoi occhi erano vuoti come se lei non si trovasse davvero li.
Prese fiato a lungo, poi cominciò a muoversi, la casa era immersa nel silenzio, giunse allo scivolo e giocò sul freno per scendere dolcemente, poi fischiò e per un istante gli si fermò il cuore, ,il rumore non ruppe il sonno di nessuno, così fu in veranda.
L'aria era fresca, la notte magica, il suo sguardo sempre assente, in pochi istanti fu nel grande giardino, la luna illuminò il suo percorso conducendola, alzò lo sguardo e vi trovo le rose.
Le guardò come si guardano delle sorelle, poi i suoi occhi si accesero, scese dalla sedia e si trascinò sino a raggiungere il centro del roseto, ad ogni suo movimento i vestiti si laceravano, graffi le riempivano il corpo che raccoglieva spine, il sangue fluiva imperlandole il corpo, nessun dolore, si trascinò sino al centro del roseto, poi sollevò il capo, riguardò la Luna e la Luna la guardò.
SI aggrappò alle sue sorelle, e si sollevò in piedi, chiuse gli occhi ed allungò le braccia verso il cielo, la camicia da notte volò via, le gambe mutarono in un agile stelo, la sua schiena si inarcò gustando ogni attimo, le mani si raccolsero lungo le spalle e divennero foglie verdi come smeraldi, poi i suoi occhi strariparono donandone il colore a i suoi petali e tutto finì.
La luna la guardò per un ultima volta , poi se ne andò.
Era l'alba quando Robert entro nel giardino, trovò la sedia, poi la vestaglia, la raccolse e per un attimo restò ad osservarla, sollevò il viso e guardò verso il roseto e trovò la rosa verde più bella che avesse mai visto, i suoi petali brillavano bagnati della rugiada del mattino.
Si avvicinò e l'accarezzò dolcemente, la rosa si mosse al contatto delle sue dita , " BUON GIORNO MARY' "
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« immagine » Il sole fece capolino nella grande stanza, i suoi raggi salirono piano sino alla trapunta, mutandone i colori poi inondarono in volto di Mary. I suoi grandi occhi si schiusero, e la luce si oppose alla luce, l'immenso verde dei suoi occhi. Si mise a sedere sul letto puntellandosi con...
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08/09/2020 14:39:07
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Voglia di scambio.

04 settembre 2020 ore 09:42 segnala



Abbiamo un intesa che molte coppie non avranno mai, un intesa che quelle più fortunate si costruiscono dopo moltissimi anni di costante intimità, ma io leggevo nei suoi occhi che non gli bastava, un pressante desiderio ormai irrefrenabile di novità, poi un giorno ne parlammo apertamente come sempre abbiamo fatto, avevamo bisogno entrambi di arricchire questo meraviglioso gioco, così pensammo che l...a cosa più semplice da fare fosse entrare in uno di questi fantomatici siti per lo scambio di coppia.
Creare un profilo fu relativamente semplice, una foto un po piccante di lei, poche nozioni geografiche ed in fine raccontare i breve le proprie preferenze sessuali, niente di complicato ed anche abbastanza divertente tutto sommato.
Quando gli dissi che avevo lanciato l'amo ne fu eccitata, lo sentivo nella sua voce e lo leggevo nei suoi occhi, corse immediatamente al computer per sbirciare il mio operato ed eravamo certi che da li a poco
avremmo raccolto il frutto tanto desiderato.
Effettivamente dopo pochi giorni cominciarono a fioccare i contatti che ci chiedevano la possibilità di approfondire la nostra conoscenza, la situazione era molto intrigante e iniziamo a contattare in vari modi coppie le meno distanti dalla nostra zona, adoravo vederla presa da tutto questo, ero certo fosse realmente questo che desiderava, più sentivamo coppie più aumentavano le possibilità di realizzare questo desiderio, ma qualcosa in me cominciava a cambiare, senza che ne comprendessi le reali ragioni, più cresceva in lei questo interesse meno sentivo io l'iniziale trasporto a tutto questo.
Stana cosa la psiche umana, a volte è più forte il sapore, l'odore, il desiderio dell'immaginario che non la reale concretizzazione di quello stesso desiderio, volevo farmi affascinare fino in fondo da tutto questo ma non vi riuscivo, ed ora?
Come poter riuscire a venir fuori da tutto questo? Di certo la risposta non era immediatamente alla mia portata, non ancora almeno, così feci finta di nulla credendo che poi non sarebbe stato facilissimo arrivare davvero fino in fondo, ma mi sbagliavo.
Una sera eravamo nella mia auto, fuori si gelava e il tepore della macchina stuzzicava piacevoli pensieri, la baciai dolcemente e lei in un attimo fu su di me, facevamo l'amore ma ad un tratto il cellulare suonò una delle tante suonerie improponibili, senza smettere di muoversi su di me lei guardò il numero e ne riconobbe uno di quelli che sino ad allora ci avevano dato per un piccante incontro futuro, lei rispose, e non smise di muoversi su di me.
Sentivo la sua voce sempre dolce e gentile al telefono, non riuscivo ad ascoltare quella dall'altro capo ma era evidente che si era accorto che stava facendo sesso mentre parlava, e la cosa fu estremamente eccitante, i suoi movimenti crebbero fino ad esplodere in un estasi che nessun uomo può sognarsi di raggiungere mai, e di li a poco io la raggiunsi, le sue mani si aprirono ed il cellulare volò sul sedile, si accasciò su di me e mi baciò il collo, io le strinsi piano i capezzoli tra le dita in attesa di quel suo mugolio che tanto adoravo.
Era impossibile negare che tutto quello le era maledettamente piaciuto, voleva di più, lo sapevo,
ma ora io sapevo che volevo solo lei.
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« immagine » Abbiamo un intesa che molte coppie non avranno mai, un intesa che quelle più fortunate si costruiscono dopo moltissimi anni di costante intimità, ma io leggevo nei suoi occhi che non gli bastava, un pressante desiderio ormai irrefrenabile di novità, poi un giorno ne parlammo apertam...
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Piegati.

03 settembre 2020 ore 17:51 segnala


Piegati, è un comando, non serve urlarlo,
basta un filo di voce, perché lei è attenta ad ogni più flebile sibilo,
perché lo brama, lo desidera, lo aspetta,
così prima mi guarda, ma solo per un battito di ciglia,
lo sa che non può posare i suoi occhi su di me per più di un attimo,
poi si abbassa sul tavolo sentendo la sua pelle nuda contro la superficie fredda,
i seni che premono ed i capezzoli che reagiscono all'istante diventando turgidi.
è snella e bella, bella da guardare, ma questo ora non conta,
perché ora è solo un dettaglio,
appoggio le mie mani sui suoi fianchi e sento la pelle, poi le chiedo " dove ? " ,
" dove vuoi tu mio signore " , e un brivido mi congela la pelle,
stringo la sua carne tra le mani e la sento gemere, poi lecco tre dita e la lubrifico,
" ho scelto ! "
Lei trema si rilassa, ha capito,
io entro.
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« immagine » Piegati, è un comando, non serve urlarlo, basta un filo di voce, perché lei è attenta ad ogni più flebile sibilo, perché lo brama, lo desidera, lo aspetta, così prima mi guarda, ma solo per un battito di ciglia, lo sa che non può posare i suoi occhi su di me per più di un attimo, poi...
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Dopo l'amore

03 settembre 2020 ore 11:03 segnala


Insieme abbiamo cavalcato interminabili emozioni,
ore trascorse ad unire i nostri corpi,
schiavi di un arsura già figlia del mattino,
che solo la notte permette di sopirsi,
desiderando le tue forme così dolci,
ora ti ho sopra di me,
ed indomabile come la pioggia di te mi bagno,
senza mai, lasciar andare via i tuoi occhi dai miei,
e non è il tuo muoverti che mi da godimento,
ma le espressioni del tuo viso, quel tormento,
nel cercare di gestire il tuo piacere, al mio comando,
sei li che combatti col tuo corpo aspettando il segno,
e lo vedo che resisti barcollando,
sino a che con un cenno ti lascio libera,
e ti sciogli di tutti i tuoi umori, rendendomi con te una cosa sola.
Poi corpi abbandonati, per un istante, a ripescar le forze,
e quel retrogusto di noi ancora sul palato,
potrei essere già sazio,
ma non c'è nulla che mi dia più pace,
che abbandonare la testa sul tuo ventre,
restando schiavo delle tue attenzioni,
prigioniero delle tue carezze.

Con te.

01 settembre 2020 ore 09:28 segnala


Ho parlato a un sogno, perchè di notte non si sente dolore,
gli ho chiesto di vivere nelle ore che non vivo così che mi resti il suo ricordo accesso.
l'ho pregato di essere brillante ed il mattino non consumi il suo ricordo
trasformando lunghe ore di sonno in una vita parallela.
Troppo tempo sprecato di una vita così breve,
tanto vale utilizzarlo per vivere ancora,
ed essendo io il signore di quel tempo, posso decidere di vivere ciò che voglio,
così che il ricordo si mescoli a ciò che davvero è stato e sia impossibile distinguere il falso dal vero.
Quel tempo di occhi chiusi è fatto di te, è fatto solo di noi, di tutto ciò che non siamo di tutto ciò che vorremmo essere,
di tutto quello che non si ha il coraggio di vivere,
è fatto di risvegli con il viso che affonda tra i tuoi capelli,
di braccia formicolanti sotterrate al tuo collo,
di risvegli simultanei,
ed un sorriso fatto come colazione,
di mani lente che accarezzano la schiena e diventano piccoli brividi,
nelle ore da gli occhi chiusi, tutto questo io lo rivivo con te.

Carne

31 agosto 2020 ore 10:06 segnala


Ha gusto il tuo tornare,
e non sconvolge,
perchè io sono aria e tu aquilone,
così che io a torto e tu a ragione
ci scambiamo follemente i ruoli.
Cosa serve chieder scusa a un predatore ?
Credo a niente, perchè soprassiede e non dimentica,
lento e felino si riprende il suo terreno e ti ci lascia giocare,
ma con un occhio scruta senza posa,
per poi scegliere il momento a deliziarsi ,
della tua carne maliziosamente rosa.
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« immagine » Ha gusto il tuo tornare, e non sconvolge, perchè io sono aria e tu aquilone, così che io a torto e tu a ragione ci scambiamo follemente i ruoli. Cosa serve chieder scusa a un predatore ? Credo a niente, perchè soprassiede e non dimentica, lento e felino si riprende il suo terreno e t...
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Bum bum.

28 agosto 2020 ore 10:41 segnala


Bum Bum
e il suo viso compare,
bum bum
ed è così strano guardarla come attraverso uno specchio,
toccare senza davvero toccare,
sentire senza davvero sentire,
e ti chiedi quale sia il profumo di quel momento,
mentre quegli occhi mi penetrano l'anima, più forte sento bum bum,
ad ogni attimo diventa più donna,
e ad ogni suo attimo, oltre lo specchio, mi sento più uomo,
e più forte ancora bum bum.
le sue labbra si bagnano, e le mani tra i capelli,
il collo nudo e lo sguardo mio scende
non lo contengo più
bum bum.
Io la sento, le mani tremano per la paura di sbagliare,
un respiro profondo per farlo rallentare,
ma lui ancora, bum bum
le sue mani si muovono davanti al mio viso,
poi gli sfiorano la pelle,
un altro respiro ad ingoiare aria, ma non si placa ne il corpo ne l'anima
bum bum.
Le mani scendono e si accarezza dove comincia il suo seno,
mentre le mie parole si sommano alle sue,
si inseguono si accavallano e si mescolano nei significati,
ma ormai guardo una cosa sola,
sento una cosa sola,
BUM BUM .
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« immagine » Bum Bum e il suo viso compare, bum bum ed è così strano guardarla come attraverso uno specchio, toccare senza davvero toccare, sentire senza davvero sentire, e ti chiedi quale sia il profumo di quel momento, mentre quegli occhi mi penetrano l'anima, più forte sento bum bum, ad ogni a...
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Sguardo indelebile.

27 agosto 2020 ore 10:05 segnala



Questi sono occhi vissuti,
occhi riempiti dei miei,
mani nelle mani,
bocca contro bocca,
e quando qualcosa l'hai toccata,
vissuta veramente,
di occhi così,
ti resta la firma nell'anima.

Semplcemente l'amore.

26 agosto 2020 ore 12:53 segnala


l'errore che si fa sempre è quello di credere che la vita sia immutabile,
che una volta preso un binario lo si debba percorrere fino in fondo,
ma il destino ha molta più fantasia e proprio quando credi di trovarti in una situazione senza via di scampo, quando raggiungi il picco di disperazione massima,
con la velocità di una raffica di vento tutto cambia, tutto si stravolge,
e da un momento all'altro ti trovi a vivere una nuova vita, e tutto diventa emozione.
le tue dita che sfiorano i miei capelli, il tuo respiro sulle mie labbra,
i tuoi occhi nei miei, le tue parole sussurrate in un abbraccio, le mie mani che ti provocano un brivido, vederti ridere e ridere con te, guardarsi e dirsi tutto senza dire niente, lasciarci amare così, naturalmente.
Io non posso darti soluzioni per tutti i problemi della vita, non ho risposte
per i tuoi dubbi o timori, però posso ascoltarli e dividerli con te, non posso cambiare nè il tuo passato nè il tuo futuro, però quando serve starò vicino a te,
non posso evitarti di precipitare, solamente posso offrirti la mia mano perchè ti sostenga e non ti faccia cadere, la tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo non sono i miei, però gioisco sinceramente quando ti vedo felice, non giudico le decisioni che prendi nella vita, ma ti appoggerò, stimolerò e aiuterò sempre,
non posso tracciare i limiti entro i quali dovrai muoverti, ma posso offrirti lo spazio necessario per crescere, non posso evitare la tua sofferenza quando qualche pena ti tocca il cuore, però posso piangere con te, raccogliere i pezzi e aiutarti a ricostruire tutto, non posso dirti nè cosa sei nè cosa devi essere, solamente ti voglio come sei e voglio essere tuo.
Mi hai sempre detto che non bisogna mai accontentarsi, mai rassegnarsi, che in amore queste parole non devono mai esistere perchè sarebbe ingiusto, ingiusto e riduttivo.
Spesso si mente a se stessi solo per il bisogno di avere accanto qualcuno,
e quando ti innamori davvero ti rendi conto di quanto sia diverso da tutto quello che hai vissuto nella tua vita, e impari che l'amore è tutto ciò che può renderti veramente felice e contemporaneamente distruggerti, è qualcosa che non puoi controllare, che in breve tempo diventa la tua ragione di vita... ciò che riesce a darti la forza di andare avanti, è gioia, è sofferenza, è ciò per cui la vita vale la pena di essere vissuta, e quando lo trovi te ne accorgi, senza bisogno di pensarci lo sai e basta.
L'amore è eterno perchè è l'unione di un'anima divisa equamente in due corpi,
e l'anima non invecchia, non muore e non dovrebbe essere soggetta ai sussulti della vita.
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l'errore che si fa sempre è quello di credere che la vita sia immutabile, che una volta preso un binario lo si debba percorrere fino in fondo, ma il destino ha molta più fantasia e proprio quando credi di trovarti in una situazione senza via di scampo, quando raggiungi il picco di disperazione...
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Stronza.

25 agosto 2020 ore 13:44 segnala


Ti spazzo via con un gesto della mano,
a cancellare ogni segno del tuo passaggio,
e non è rabbia non è odio e non è amore,
tutto si mescola senza più meritare un nome,
ma ora so, so che sei degna del tuo passato, figlia del tuo presente,
ora ti conosco per ciò che ti sforzi di essere, ma fallisci miseramente.
Sono qui per un ultimo messaggio perchè so che tornerai,
un ultimo forte urlo dedicato a te,
qualcosa che ti rappresenti e ti dipinga,
qualcosa che racchiuda inequivocabilmente la tua essenza,
in una piccola, minuscola parola.
STRONZA.