Buon 25 aprile!

25 aprile 2021 ore 10:29 segnala




















































d3c7a599-cbb4-43d9-9820-17c12080aaa0
« immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine ...
Post
25/04/2021 10:29:01
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    7
  • commenti
    comment
    Comment

10 pensieri sul vaccino

29 dicembre 2020 ore 10:30 segnala
Articolo da Pillole di Ottimismo del dott. Paolo Spada



10-PENSIERI-10 SUL VACCINO COVID
(Dalla rubrica “Numeri in Pillole di Paolo Spada del 28 dicembre)

1. Si tratta, per efficacia e rapidità di sviluppo, di una mirabile conquista della Scienza e della Ricerca. Da sola basta a giustificare l’ottimismo che abbiamo sempre promosso su questa pagina, e ci ripaga, almeno in parte, delle avversità che abbiamo attraversato, e delle altre che ancora abbiamo di fronte. Pensate solo se non ci fosse questa opportunità, che era tutt’altro che scontata fino a pochi mesi fa, e che perfino le previsioni più rosee davano per incerta, o assai più tardiva. Ogni volta che scendiamo dal letto al mattino dovremmo ringraziare il cielo di avere al nostro fianco la conoscenza acquisita nei secoli prima di noi e una solida comunità di scienziati che ne sanno sfruttare le meravigliose risorse. È un ottimismo che travalica il momento della pandemia, e che spero si affermi ancora una volta: la conoscenza paga, la fiducia ci deve sempre accompagnare, i problemi si affrontano, le soluzioni si trovano.

2. Non vi sono alternative alla vaccinazione di massa per uscire da questa pandemia. Il tracciamento dei casi è cosa buona e giusta, ma l’esperienza ha insegnato che non è sufficiente, per quanto ben organizzato. Sono comunque necessarie misure restrittive per evitare il collasso sanitario, e per quanto limitate e ben studiate, anch’esse non sono sostenibili sul lungo periodo. Certo, una migliore gestione della medicina del territorio e l’uso di farmaci innovativi (es. anticorpi monoclonali) avrebbero potuto mitigare gli effetti, ma niente che si possa considerare risolutivo su larga scala. Ripeto: l’unica via di uscita è la vaccinazione.

3. Vaccinarsi è pertanto un dovere civico, un obbligo morale. Su questo vorrei essere chiaro: tutte le domande e i dubbi che pur legittimamente si sollevano sull’efficacia del vaccino, sulla sicurezza, sugli effetti collaterali e avversi, su quelli a breve e lungo termine, devono servire a mantenere elevato il livello di qualità del vaccino, e se possibile ad aumentarlo ulteriormente (già pare comunque notevole). Non esimono però dalla necessità di vaccinarsi, quale che sia il rischio. È un piccolo obolo che ognuno paga alla causa, che riguarda tutti quanti (non solo gli anziani, ovviamente: l’impatto della pandemia è devastante per tutti, sull’economia più che sulla salute). Non si tratta quindi di decidere se mi conviene o no vaccinarmi. Non esiste solo ciò che è conveniente, o utile. Esiste prima di tutto ciò che è giusto, e dovuto. Vi avverto che personalmente continuerò a rispondere a tutte le domande, nel limite di ciò che conosco e delle mie possibilità, ma disapprovo chi antepone sé stesso e le proprie paure rispetto al bene comune: ne faccio una questione etica. Qui si misura lo spessore umano delle persone.

4. In subordine, e sottolineo, solamente in subordine rispetto al punto precedente, rassicuro sul fatto che chiunque, a qualsiasi fascia di età e profilo di rischio appartenga, ha comunque vantaggio a vaccinarsi, perché gli effetti avversi dell’infezione, a breve e lungo termine, possono essere assai peggiori, e certamente più frequenti di quelli del vaccino, anche se non siete anziani. Tanto per ricordarvi, solo nelle ultime due settimane sono decedute per COVID in Italia 83 persone sotto i 50 anni di età, 334 sotto i 60 anni (slide 23, per chi volesse approfondire). La convenienza esiste per tutti (salvo i rari casi che verranno esclusi dalla vaccinazione per solide ragioni).

5. Non è possibile togliere ogni dubbio sulla possibilità che il soggetto vaccinato possa ancora contagiarsi qualora esposto al virus, e contagiare a sua volta. L’efficacia del 95%, elevatissima per un vaccino, non è appunto il 100%, e non consente di sollevare nessuno dalle misure di protezione, almeno finché non si otterrà il secondo effetto, cioè la protezione collettiva, e con essa l’incapacità del virus di propagarsi.

6. A questo obiettivo dobbiamo arrivare con ogni mezzo, incluso, se del caso, l’obbligo vaccinale, che speriamo non sia necessario. Sarebbe davvero triste constatare di dover imporre il vaccino per legge, ma non esiterei a farlo, non appena ci fosse evidenza di una adesione insufficiente. Abbiamo dovuto patire limitazioni di libertà inimmaginabili, che ancora ci costringono, e altre ne verrebbero se non riuscissimo a fermare il contagio: smettiamo di appellarci a considerazioni di principio già ampiamente superate dai fatti. Il diritto di tutti a tornare a una vita degna di questo nome prevale sul diritto a non vaccinarsi.

7. Prima di allora, prima di dover amaramente concludere che, per quanto ben informati e rassicurati, troppi cittadini preferiscono scaricare sulle spalle altrui l’onere e la propria responsabilità (stupidamente, per quanto detto al punto 4, e indegnamente, perché è evidente che contano sulla protezione indiretta: atteggiamento vile, non c’è altro aggettivo), adotterei un serio sistema di incentivo alla vaccinazione. Le possibilità sono molte, dalle agevolazioni economiche alle occasioni riservate o prioritarie per gli immuni: lascio a voi discutere su quelle più opportune ed eleganti, ma certo ognuna ha pieno diritto, considerato il vantaggio, sia economico che di sicurezza, che il cittadino vaccinato porta con sé alla collettività. L’obiettivo è comunque troppo importante per essere messo a rischio, e ripeto: ogni mezzo va considerato legittimo, qualora se ne ravveda la necessità.

8. Al decisore il compito di provvedere alle questioni logistiche, all’approvvigionamento e alla distribuzione del vaccino. Mi rassicura che l’Europa abbia deciso una via comune. Vero che tra i difetti del nostro sistema-Paese vi sono la lentezza e la disorganizzazione, ma su questo argomento si giocherà tanta parte del giudizio dell’elettore, al quale la politica è comprensibilmente attenta. Sono quindi fiducioso che verrà fatto un buon lavoro.

9. I tempi saranno lunghi per arrivare a vaccinare tutti, inevitabilmente. Ma i primi effetti si apprezzeranno molto presto: intanto sull’economia, che dalla prospettiva di uscita trae immediato vantaggio in termini di progettualità e sviluppo. Poi dalla rapida messa in sicurezza della gran parte dei soggetti a maggior rischio, che alleggerirà il peso che grava sugli ospedali, oltre che sulle coscienze di tutti. Non è cosa da poco: il resto sarà la gestione di una più comune epidemia influenzale. Mascherine e distanziamento, ma la vita riparte. In primavera, complice la stagione stessa, saremo tutti chiamati a una rinascita collettiva, e ne sentiremo il profumo per le strade. Lo dico a chi teme di aver perso ogni speranza, a chi sta per crollare proprio adesso – psicologicamente, ma anche materialmente – ai tanti esercizi e attività che rischiano di non riaprire, alle troppe famiglie in difficoltà. Teniamo duro, perché si tratta di poche settimane, davvero.

10. Da qui ad allora l’incidenza di contagio resterà elevata, perché la stagione è sfavorevole, e ogni allentamento nelle restrizioni si traduce in aumento dei casi. Non c’è una terza ondata inevitabile in quanto tale: c’è un costante tiro alla fune (lo dico da mesi ormai) tra il virus e noi, e il primo non molla mai. Valutiamo attentamente cosa si può fare e cosa no. Non si tratta di essere a favore o contro le chiusure, è questione di dare priorità a una o all’altra attività. L’unica cosa in più che si può e si deve fare è tenere gli occhi aperti, con indicatori precoci che aiutino a prendere le decisioni e a limitare le misure, applicandole solo quando, quanto e dove indispensabile. Leggere con attenzione questi numeri agevola il compito, e consente a tutti noi di vivere con la giusta cautela, ma serenamente, anche l’ultimo periodo di pandemia che dobbiamo attraversare. Noi non indoriamo la pillola, non ne facciamo una versione edulcorata, ma nemmeno ci sembra di dover terrorizzare il lettore, perché non crediamo che sia questo il metodo più efficace, né quello giusto, per ottenere alcun risultato. Siamo ottimisti sul serio, le avversità non ci spaventano: le studiamo per quel che sono, le combattiamo, e insieme le superiamo.
Un caro saluto
Paolo Spada


4081c65e-373b-4710-8a9e-34100522ea5a
Articolo da Pillole di Ottimismo del dott. Paolo Spada « immagine » 10-PENSIERI-10 SUL VACCINO COVID (Dalla rubrica “Numeri in Pillole di Paolo Spada del 28 dicembre) 1. Si tratta, per efficacia e rapidità di sviluppo, di una mirabile conquista della Scienza e della Ricerca. Da sola basta a...
Post
29/12/2020 10:30:46
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
  • commenti
    comment
    Comment
    5

Post di Natale in progress...

07 dicembre 2020 ore 10:50 segnala
Un bel calendario dell'avvento di stronzate sul Covid-19, courtesy of Biologi per la scienza.
Ricordiamoli così questi fenomeni e molti non hanno nemmeno chiesto scusa per le sciocchezze che sono andati dicendo.

(post in progress aggiornato periodicamente)



























3e646930-f04d-4f86-82e4-1d5b8258110e
Un bel calendario dell'avvento di stronzate sul Covid-19, courtesy of Biologi per la scienza. Ricordiamoli così questi fenomeni, di cui molti non hanno nemmeno chiesto scusa per le sciocchezze che sono andati dicendo. (post in progress aggiornato periodicamente) « immagine » Ultimi giorni di...
Post
07/12/2020 10:50:14
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    2
  • commenti
    comment
    Comment

Perchè Montanari non è nessuno...

30 settembre 2020 ore 08:34 segnala
(tranne nei sogni bagnati dei complottisti)
pagina Facebook Biologi per la Scienza



MONTANARI CI FA SCHIFO, SPIEGATO BENE
Quando abbiamo pubblicato il post sull’intervista di ByoBlu a Stefano Montanari , molti commentatori, più o meno di parte, ci hanno criticato perché, invece che smentire le sue affermazioni colpo su colpo, ci siamo limitati a dire che Montanari ci fa schifo e che dovrebbe fare schifo a tutti voi. Ci teniamo a ribadire che abbiamo il sacrosanto diritto di usare la nostra pagina come vogliamo e che nessuno ci paga per sbufalare ogni castroneria presente su internet, anche perché se dovessimo impiegare il nostro tempo per smentire ogni affermazione di quella fabbrica di nanofesserie, praticamente non avremmo più tempo per vivere. Ogni tanto però capita che uno degli admin non abbia proprio voglia di lavorare sulla tesi e finisca ad ascoltarsi due ore di intervista, e che a suddetto admin venga voglia di spiegarvi perché Montanari ci fa schifo. E perché dovrebbe fare schifo anche a voi.
Montanari ci fa schifo per la sua capacità di alimentare sospetti e rabbia nelle persone inconsapevoli, come quando lascia intendere che ci si siano tutti i respiratori necessari per gestire l’emergenza ma che “ce li tengono nascosti”, o che i politici ci hanno detto del virus un mese dopo che ne erano a conoscenza. O come quando parla di “medici che vivono nel terrore” perché non lavorano più “secondo scienza e coscienza” ma “sono obbligati a vaccinare anche se sanno che è inutile”. O ancora quando sostiene che “la terza causa di morte al mondo sono i farmaci! Controllate!” sicuro che nessuno dei suoi seguaci andrà mai a controllare. Perché semmai uno dovesse andare a controllare scoprirebbe che... è una cazzata! Non lo avreste mai immaginato eh?

Montanari ci fa schifo quando manipola i dati per sostenere le sue tesi pericolose e assurde, come quando mette in evidenza che molti ricoverati e morti per il coronavirus sono stati vaccinati contro l’influenza per sostenere che sia “possibile e plausibile” che il coronavirus sia stato iniettato con i vaccini. Qui ci sentiamo di spendere due paroline: che ci sia una certa sovrapposizione tra vaccinati contro l’influenza e ricoverati e morti di coronavirus è vero, ma questa correlazione, come al solito, non indica che questi due fattori siano legati da un nesso di causalità. Più semplicemente le persone che ricevono il vaccino antiinfluenzale appartengono alle categorie più deboli, in particolare anziani e malati, e cioè esattamente le stesse categorie che vengono colpite più duramente dal coronavirus, proprio perché più deboli e a rischio, non certo perché vaccinate.
Montanari ci fa schifo quando fa la vittima, come quando insiste nel dire che viviamo in una dittatura in cui è negata la libertà di pensiero e di parola, salvo poi sentirsi libero di dire “rimanere in casa è deleterio per la salute” e che per proteggersi dal virus bisognerebbe correre, passeggiare, andare in bicicletta, prendere il sole, mangiare frutta e verdura, zenzero e curcuma, assumere le vitamine A, E, C e D, e “prendere le alghe”, quali? Andate sul mio blog e scopritelo! Ma ehi guardate che “queste non sono cure”, anche se “ho provato a darle ad alcuni bambini malati e funzionano”. E se nonostante tutto ciò dovessimo ammalarci? “Va benissimo il lisozima”. Una serie di bestialità pericolose che però “non si possono dire perché non c’è diritto di parola!”. Come se non lo avesse appena fatto.
E ci fa ancora più schifo quando fa la vittima per spillare soldi alle persone “minacciando” di concludere definitivamente la sua attività il 30 aprile perché dalla “raccolta fondi che abbiamo fatto non arriva niente”, per cui, cari seguaci, o mi pagate o arrivederci e grazie, che per colpa del virus molti di voi siano pure in difficoltà economica non mi interessa. Mica come gli scienziati di regime che partecipano ai bandi per ottenere i finanziamenti, io sono uno scienziato indipendente: ricatto chi mi segue per farmi pagare.

Montanari NON ci fa schifo quando cita Umberto Eco dicendo che internet “ha dato diritto di parola a legioni di imbecilli” perché, ascoltandolo, non possiamo che essere d’accordo.

E invece ci fa schifo quando snocciola numeri falsi e informazioni scorrette sul coronavirus. Ad esempio che “I morti si contano sulle dita di una mano, lo dice anche l’ISS” (non è vero ), o che “questa dal punto di vista medico è un’influenza” (non è vero, abbiamo parlato della differenza tra coronavirus e virus influenzali qui ); che “le mascherine FFP3 servono a poco e niente”; che i guanti e i disinfettanti per le mani “sono dannosi” perché eliminano i microorganismi buoni che abbiamo sulle mani e che ci proteggono naturalmente dal virus (quindi dovremmo smettere di lavarci le mani?); che i tamponi sbagliano 8 volte su 10 nel diagnosticare la malattia (e naturalmente non è vero ); che “la vitamina C è un antivirale potentissimo, l’unico difetto è che non costa niente” (falso ) e invita ad assumerne “decine di grammi, finché non vi viene la diarrea, così trovate la vostra dose”.

E soprattutto ci fa schifo il suo cinismo spietato, non solo nell’approfittare di persone inconsapevoli e genitori spaventati, ma anche nel riferirsi ai medici caduti nella battaglia contro il coronavirus:
“Sessantuno dottori morti per coronavirus? Non significa nulla: in due mesi sono morti pure sessantuno avvocati, sessantuno geologi, mica se uno fa il medico non muore più. Se questi medici dovevano morire, sono morti.”

L’intervista si conclude con la ripetizione del ricatto “Se entro il 30 aprile non riusciamo ad acquistare il microscopio io chiudo tutto”. Inutile dire che speriamo che mantenga fede alla promessa, ma che sia il 30 aprile o che sia quando il Patto Trasversale per la Scienza - PTS che hai tanto preso in giro in questa intervista ti farà pagare per la tua attività pericolosa e criminale, non sparire NanoMonty: #VieniAMemareConNoi

Ps.: il meme non vuole in nessun modo essere un invito alla violenza. Se non avete visto Boris, approfittate della quarantena per recuperare!
il Post Gli Occhi Del Conte

FONTI
https://www.facebook.com/.../a.284416.../754491425081774/...
https://www.who.int/.../detail/the-top-10-causes-of-death
https://www.ilfoglio.it/.../la-grammatica-dellepidemia.../
https://www.facebook.com/.../a.284416.../758036481393935/...
https://towardsdatascience.com/accuracy-of-coronavirus...
https://www.open.online/.../perche-megadosi-di-vitamina.../
e08fa9d6-2698-4d39-b364-72374c1ea248
(tranne nei sogni bagnati dei complottisti) pagina Facebook Biologi per la Scienza « immagine » MONTANARI CI FA SCHIFO, SPIEGATO BENE Quando abbiamo pubblicato il post sull’intervista di ByoBlu a Stefano Montanari , molti commentatori, più o meno di parte, ci hanno criticato perché, invece che...
Post
30/09/2020 08:34:01
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    2
  • commenti
    comment
    Comment

La nostra classe dirigente

27 aprile 2020 ore 20:03 segnala
Articolo da Wittgenstein - blog de Il Post 27 Aprile 2020

La povertà progettuale del tanto annunciato annuncio sulla “Fase 2” è stata percepita con grande unanimità da quasi tutti, domenica sera. Non perché ci si aspettassero “maggiori aperture” o sventatezze pericolose sulle misure di isolamento – questa è l’obiezione degli sciocchi – ma perché da alcune settimane è ormai chiaro a tutti che la priorità non sono i parrucchieri o la corsa fino al parco, ma una più efficace e promettente gestione della crisi sanitaria e della diffusione del contagio, e che solo una progettazione e attuazione di questa possa eventualmente permettere un “ritorno a qualche normalità” sul piano sociale ed economico. Invece il governo continua a saltare quel passaggio e poi inevitabilmente si trova a dover fare piccoli e prudentissimi spostamenti di regolette, circondati da grandi chiacchiere sull’orgoglio del paese e le necessità di cambiamento delle cose, cambiamento che è il primo a non saper articolare.

Nelle prime settimane della crisi, quando alle classi dirigenti responsabili e al loro spaesamento era concesso un legittimo beneficio del tempo, le inadeguatezze più grosse e spettacolari su cui si erano concentrati il fastidio e la delusione di molti erano state quelle dei giornali e dei media dell’informazione. Ai quali era successa una cosa semplice e inevitabile: l’impossibilità di accantonare una radicata cultura della trascuratezza, del sensazionalismo, dell’allarmismo, della scarsa verifica, in una situazione di emergenza drammatica in cui questa cultura può avere conseguenze ancora più gravi del solito. Non smetti di fare le cose male solo perché ora è molto più pericoloso: potresti se fosse una scelta consapevole, e bastasse spostare un interruttore. Ma se quella è appunto una cultura, un modo di fare quotidiano, un approccio tramandato e perpetuato ogni giorno (con le eccezioni, certo, ci mancherebbe), “un DNA”, non te ne liberi con un’improvvisa miracolosa illuminazione di responsabilità. Quello era stato – ed è tuttora – il problema di una parte dell’informazione italiana sul coronavirus: ovvero il problema di sempre di una parte dell’informazione italiana, su tutto. È un problema che viene da lontano, che molti lettori si erano abituati a ignorare, e ora che da cattive informazioni vengono travolte le ansie, le paure, le vite di tutti, improvvisamente diventa palese e grave. Ma potevamo aspettarci qualcosa di diverso?

Non ho cambiato argomento: torno a quello iniziale, per similitudine. Da questa classe politica – e ci metto governo e opposizioni – potevamo aspettarci qualcosa di meglio di questo barcamenarsi, di questo navigare a vista, di questo pavido affanno del Presidente del Consiglio a spendere parole accorate sull’orgoglio del paese? Di questo progetto tanta pazienza?
Oggi sul Corriere della Sera Paolo Giordano si meraviglia di una cosa che avevamo commentato anche qui.

Perché la sofferenza di molti non si trasformi in frustrazione e poi in rabbia indiscriminata, ci serve una novità nel nostro dibattito pubblico: un’assunzione di responsabilità individuale e spontanea da parte degli attori principali di questa crisi, prima che torniamo là fuori. Non di colpa: di responsabilità, laddove le responsabilità comprendono le sottovalutazioni, gli errori, le disorganizzazioni, i ritardi, le leggerezze. L’opinione pubblica sarebbe molto più comprensiva di quanto non si creda. C’è uno spazio inedito di compassione nei confronti del potere, perché tutti riconosciamo l’eccezionalità delle circostanze. Ma non durerà a lungo. L’unico segnale che ho captato finora è un «mi dispiace» del sindaco Gori. Non è molto, ma è un inizio. Un apripista.

La distinzione tra colpa e responsabilità è importante: serve qualcuno che si prenda le responsabilità, e c’è una gran domanda per quel qualcuno. Salvo Conte – gli va riconosciuto – che si espone di continuo senza avere mai niente da dire, e rifugiandosi in retoriche e metri di distanza (o nel calcio, persino, ieri: “i nostri beniamini”), non c’è nessun responsabile che si mostri all’altezza della responsabilità. I tecnici, a cui Conte si riferisce continuamente per buttare la palla in tribuna, o tacciono, o non sono ascoltati o non hanno poteri di iniziativa. Le ministre della Scuola e dell’Innovazione – settori di delicatezza prioritaria in queste settimane – si sono già abbondantemente dimostrate completamente inadeguate nelle scelte, ma anche nelle qualità umane di leadership e iniziativa che servirebbero. Sparite sullo sfondo, emergono solo per annunci insignificanti, promesse disattese e baggianate retoriche. Il ministro della Salute – parliamo del ministro-della-Salute durante un’emergenza sanitaria – è sullo sfondo dello sfondo, come se la cosa non riguardasse lui, invece di approfittare dell’occasione che la Storia gli avrebbe dato per dare un senso alla sua carriera politica, che in ultima analisi è una missione di servizio alla comunità. Le “task force” sono oggetto di meritato dileggio per la loro inutilità nei fatti. Dal celebrato Vittorio Colao il governo non risulta più avere raccolto niente di concreto, dopo le celebrazioni. Il PD è scomparso: confermando la strategia dell’opossum che finora mostra di pagare nei sondaggi (il suo leader una cosa aveva fatto di sua iniziativa a inizio epidemia, e guarda come l’ha pagata). L’ex leader del M5S (partito che non ha più nemmeno un leader, ma un ex leader) non aveva nemmeno capito come funziona la app essenziale di cui si parla da settimane. I leader delle opposizioni fanno i loro piccoli e meschini interessi di logoramento e propaganda, pretendendo di essere ascoltati senza però essere in grado di dire niente: i maggiori rappresentanti della frase del decennio.

E potevamo aspettarci qualcosa di diverso? Come notano in questi giorni i commentatori in tutto il mondo, le classi dirigenti prodotte dal populismo e dall’indifferenza alle qualità umane e alle competenze stanno mostrando il loro mediocre valore e la loro inutilità nel momento del bisogno. E quelle prodotte da pigre e codarde reazioni progressiste al populismo, prive di progetti e ambizioni, mostrano al massimo qualche buona intenzione in più, e la stessa inettitudine.
Non potevamo aspettarci niente di diverso. I nodi, il pettine. La crisi non rende “migliori” sul piano delle capacità, della responsabilità, del coraggio, dell’intelligenza, della competenza: al massimo a momenti rende un po’ più buoni – alcuni – e quindi anche più indulgenti con le inadeguatezze altrui in tempi drammatici. Non è colpa loro, oggi: ma lo è stata ieri, loro e nostra, e ora ci teniamo questo, altro che Churchill.
Non possiamo fare altrimenti, adesso, e collaboriamo con questo: ma c’è sempre un futuro e magari ricordiamocelo, che persone servono – e che persone non servono – a guidare un paese.

Per i giuristi de Chatta

14 aprile 2020 ore 10:48 segnala
Due Minuti Di Lucidità - Il blog del Prof. Guido Saraceni

Cari amici, molti di voi mi stanno chiedendo un parere su di un video in cui un signore, millantando competenze giuridiche, commenta la registrazione del dialogo tra un carabiniere e una donna.
Arrivato alla precisa metà del video mi stavano sanguinando le orecchie e tre quarti dei libri che ho in casa si erano già suicidati per autocombustione.

Signori, quel video inizia insinuando che un cittadino può andare sempre e comunque a trovare i suoi familiari - perché la Costituzione tutela la famiglia!; prosegue sostenendo che l’autocertificazione non può mai essere imposta; lamenta la palese violazione dei più disparati articoli costituzionali; nega che l’OMS abbia mai parlato di pandemia; attribuisce esplicitamente a Conte di aver organizzato un colpo di Stato e di aver firmato il MES.

Soprattutto, quel video sostiene che i Decreti adottati dal Governo siano incostituzionali e invita i cittadini a “difendersi”.

Adesso, visto che mi avete costretto ad ascoltare questa sesquipidale serie di corbellerie registrate da un furbetto che si prende gioco della credulità popolare, avete l’obbligo morale di leggere tutto il post e di condividerlo sulla vostra bacheca - è il minimo.

1. L’art. 29 della Cost. tutela la famiglia, vero, ma in tutta questa storia c’entra come la panna nella carbonara, l’art. 29 è una generica dichiarazione di principio non potete usarlo come giustificazione per andare a giocare a carte a casa di vostro cugino e uscire di casa a prescindere - altrimenti chiunque, in qualsiasi momento, dovrebbe poter andare a trovare un suo familiare - anche se recluso, magari in regime di massima sicurezza.

Non è l’art. 29 sic et simpliciter che giustifica il fatto che la donna sia uscita di casa, ma il contesto specifico, la concreta motivazione che la donna riferisce al carabiniere.

2. L’autocertificazione è una concessione, una semplificazione, una opportunità per il cittadino - che non si vede costretto a fornire i documenti, ma può, prendendosi le proprie responsabilità, auto-certificare. Ovviamente la legge del 2000 con cui è stata istituita non prevedeva un caso di pandemia. Ovviamente, quando quella legge stabilisce che non può sostituire certificati medici né comprovare situazioni inerenti la salute, lo fa nell’interesse dello Stato, della P.A., dell’ente che non può basarsi su di una mera autocertificazione - magari di disabilità - per attribuire a qualcuno un sussidio, un congedo o un posto auto...

In questo caso, il DPCM, prevede che uno strumento giuridico, nato con altre finalità, possa essere utilizzato dal cittadino per giustificare il fatto che si trova in giro, invece di essere a casa.

E allora, quale sarebbe il problema? Un DPCM successivo - dettato da vera necessità e urgenza - non può specificare - o derogare - una legge antecedente? Ma scherziamo?

Non volete utilizzare questa opportunità? Benissimo, non autocertificate, non giustificate nulla, pagate la multa in silenzio - e smettetela di far perdere tempo prezioso alle forze dell’ordine.

3. Chiaramente i DPCM adottati dal Governo violano o restringono fortemente parecchi diritti costituzionalmente garantiti, ma lo fanno nel nome di SALUTE E ORDINE PUBBLICO - anche essi valori costituzionali di primissimo grado!

Nel nome di questi valori, in una situazione dichiarata e auto evidente di PANDEMIA, il Governo è stato costretto a limitare le nostre libertà.

Perché prima di garantire i diritti della famiglia, la libertà di movimento, la privacy, il diritto alla pasta al dente e alla pennichella domenicale bisogna garantire la VITA. Dopo, quando hai tutelato la vita, puoi preoccuparti di tutto il resto.

È un discorso talmente semplice che lo capirebbe anche un bambino.

Insomma, il senso del video - che non ha il minimo fondamento giuridico - si comprende alla fine, quando l’autore attacca Conte, accusandolo di aver firmato il MES e di aver messo in atto un Colpo di Stato. Non ci vuole un genio per intuire da quale parte politica possa provenire questo attacco e quali siano le vere ragioni del video.

Il comportamento del Governo sin qui è stato costituzionalmente legittimo e opportuno.

Se non volete fidarvi di me, fidatevi del nostro Presidente del Repubblica - già insigne costituzionalista - che, da vero garante della Costituzione, ha sino ad oggi controllato e avallato tutto ciò che ha stabilito il Governo.

Un’ultima parola per tutti quelli che in questi giorni giocano a diffondere il caos, a insinuare il dubbio, a confondere la gente per attaccare politicamente il Governo.

Mi raccomando, domani vi voglio tutti sul balcone a cantare l’inno d’Italia; ricordatevi di piangere davanti alla fila di bare portate via da Bergamo e di condividere post in cui osannate medici e infermieri - i nostri “pikkoli anceli”!

Solo in Italia sono morte più di 20.000 persone, nel mondo ci sono più di un milione di malati, tutti i Paesi hanno optato per il lockdown e voi date retta a un video in cui si afferma che non ci sarebbe alcuno stato d’emergenza?

Volete fare le grigliate, andare a fare jogging, celebrare la messa, andare a trovare i parenti e portare i bambini a scuola, come prima?

Lo vogliamo tutti.

Ma ora è il momento di pensare a sopravvivere.

Roma 13.4.2020

Cialtroni
0dd8c54e-eeb0-477a-afd8-ba99a32dd47e
Due Minuti Di Lucidità - Il blog del Prof. Guido Saraceni Cari amici, molti di voi mi stanno chiedendo un parere su di un video in cui un signore, millantando competenze giuridiche, commenta la registrazione del dialogo tra un carabiniere e una donna. Arrivato alla precisa metà del video mi...
Post
14/04/2020 10:48:37
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
  • commenti
    comment
    Comment

Importanti chiarimenti pratici sul coronavirus

02 aprile 2020 ore 09:20 segnala
Questo video dà indicazioni pratiche e spiegazioni molto chiare su alcuni aspetti poco conosciuti della gestione del virus.

Facciamoci due domande, vi prego!

26 marzo 2020 ore 09:08 segnala
Estratto da articolo di BUTAC
Dato che siamo tornati al 2015 riproviamo tutti insieme a cercare di capire cosa è meglio fare:
  • Aspettiamo a condividere.
  • Leggiamo i titoli, ma leggiamo anche i contenuti! Il titolo serve solo ad attirarvi e potrebbe anche essere completamente fuorviante.
  • Leggiamo bene cosa c’è scritto e quando è stato pubblicato (potrebbe anche essere una notizia legittima, ma informazioni datate contribuiscono solo a creare più confusione).
  • Che validità scientifica hanno le informazioni date?
  • Chi mi sta dando queste informazioni? Chi sono gli esperti citati, hanno competenze specifiche?
  • Ricordatevi che tutti hanno diritto ad avere un’opinione, ma ciò non significa che questa sia valida quando non c’è una competenza specifica.
  • Chi mi sta dando queste informazioni ci può guadagnare? (Domanda rischiosa, ma se oltre a informarci del problema ci vuole anche vendere la soluzione fermiamoci a valutare bene.)
  • Aspettate ancora un attimo a condividere.
  • Se si parla di cure e medicinali e non è un medico, un virologo o un epidemiologo che ci sta dando le informazioni, non condividiamo, soprattutto in questo momento. (La FNOMCeO ha richiesto ai medici che vogliono diffondere informazioni sui social network di indicare nome, qualifica e Ordine provinciale di appartenenza. Se non sono presenti insieme alle informazioni sanitarie contenute, potete richiederli. Se non vi vengono forniti, o il medico non è chi dice di essere o non vuole prendersi la responsabilità di quanto afferma.)
  • Nonostante anche loro abbiano venduto l’anima al dio dei click, cerchiamo di informarci sui principali siti di notizie e/o sulle testate registrate. Spesso le porcate le scrivono anche lì, chi ci legge lo sa benissimo, ma senza dubbio in quantità inferiori, soprattutto quando si tratta di salute, e raramente si arriva agli eccessi che possiamo trovare ad esempio sui blog anonimi.
  • Quante volte quel sito o quel personaggio sono stati smentiti? Cerchiamo qui su BUTAC o anche quello strumento misterioso che si chiama Google. Se dice panzane da anni perché dargli ancora il beneficio del dubbio?
  • Aspettate ancora un minutino a cliccare su Condividi.
  • Se quello che state leggendo lo trovate maledettamente convincente, tocca tutti i tasti emotivi giusti e combacia così incredibilmente con ogni verità che da sempre sostenete, fate attenzione: forse lo stanno facendo apposta per manipolare la vostra emotività. Fermiamoci e cerchiamo di usare la parte razionale del cervello per un attimo.
  • Non è difficile credere che l’articolo di un blog sconosciuto, o magari conosciuto ma malfamato, possa nascondere delle vere e proprie epifanie tali da sconvolgere la società civile nella quale abbiamo vissuto finora? Non è un po’ troppo? O forse siamo troppo ingenui?
  • Avete ancora voglia di condividere?
  • Se alla fine decidete di condividere e qualcuno vi fa notare cosa c’è di sbagliato, o che la fonte è nota per non essere affidabile, o che ci sono delle falsità dimostrabili tra le informazioni contenute nel post/video/articolo cercate di non arrabbiarvi, verificate voi stessi e insieme, magari, si potrà arrivare a capire quali siano le informazioni corrette e quali no.
Spesso si paragona internet a una piazza virtuale, e questa metafora oggi è ancora più attuale dato che stavolta ci siamo dentro tutti: se non ci rispettiamo a vicenda e ciascuno butta le cartacce per terra, nessuno potrà camminare senza pestare i rifiuti degli altri. Non solo nella vita virtuale, però: tornando al secondo punto di qualche paragrafo fa, il “tanto mica capita a me” abbiamo visto, e continuiamo a vedere, quanto abbia fatto dei danni enormi. Mica toccherà a me essere contagiato dal virus, ma i decessi viaggiano verso i 5000 e supereranno di sicuro questo numero. Per giorni e giorni la gente se n’è fregata, l’ho visto e vissuto di persona, e da quello che vedo in alcune zone d’Italia il messaggio di stare a casa non attecchisce ancora, e ogni giorno è come ricominciare dall’inizio.

Così come è nostro dovere evitare di contagiare gli altri nella vita reale, è nostro dovere anche non contagiare gli altri virtualmente: smettiamo di tossire e vomitare addosso agli altri badilate di disinformazione, fake news, bufale e così via. Facciamo il nostro: mettiamoci mascherina e guanti virtuali, stiamo a casa e forse il mese prossimo sarà di nuovo il 2020.

Ricordatevi di amare col cuore, ma per tutto il resto di usare la testa.

neilperri @ butac.it