Io sono

19 settembre 2020 ore 23:02 segnala

Sono la dolcezza. Sono una carezza.
Sono la bellezza, sono la grazia. Sono Venere e sono Giunone, sono Flora, sono Proserpina. Tutte le dee, tutte le storie, tutte le leggende vivono in me e con me. Sono la madre di tutte le madri, la loro figlia, la loro sorella. Sono la goccia di rugiada e sono la fatina che fa sbocciare il fiore, sono la strega e sono la medicina che cura. Sono la melodia e sono la voce che canta, sono la parola. Sono la nuvola e sono il temporale. Sono l'aria e sono le ali, sono l'acqua del mare e l'acqua dei ruscelli.
Sono la forza di Lilith e la curiosità di Eva, sono la follia, sono la sapienza.Sono la terra e sono la luna, sono la vita e sono la morte.
Sono l'argento, sono la notte, sono fatta di luce. Sono una stella splendente.
Sono le illusioni e sono i sogni, sono la materia che darà loro la forma.
Perché io sono. Sono l'universo, e sono il suo aspetto femminile. Sono, e risuono nelle corde che faccio vibrare.
Le foto vengono da una chat di whatsapp. Tutti i diritti riservati.
8837c860-05b0-4476-8ca2-15b28ed5f8f2
« immagine » Sono la dolcezza. Sono una carezza. Sono la bellezza, sono la grazia. Sono Venere e sono Giunone, sono Flora, sono Proserpina. Tutte le dee, tutte le storie, tutte le leggende vivono in me e con me. Sono la madre di tutte le madri, la loro figlia, la loro sorella. Sono la goccia di rug...
Post
19/09/2020 23:02:37
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    11
  • commenti
    comment
    Comment
    9

Venezia, un film e la domanda senza risposta

08 settembre 2020 ore 21:48 segnala


Arrivati nella sala del Palabiennale , tutti seduti distanziati abbiamo potuto vedere un documentario di
Andrea Segre: Molecole. Le molecole erano la materia di studio del padre del regista. Abbiamo potuto
vedere dei veri e propri quadri viventi, spaccati di vita di alcuni abitanti di Venezia e delle isole della laguna,
sentendo dal vivo i loro commenti, i loro stati d'animo per esempio sul fatto di abitare ad un piano terra
soggetto alle acque alte, di abitare in isole devastate dal turismo, e desiderare di rimanere nonostante
qualsiasi difficoltà per l'amore per Venezia.
Si sono viste ragazze che remavano durante la chiusura delle attività dovuta alle ordinanze per il Covid
apprezzando la bellezza serena della laguna senza moto ondoso, si è vista una signora lamentarsi del fatto
che la barena si vada sempre più rimpicciolendo e perché sembra che questo non interessi a nessuno, veri
quadri viventi apparentemente staccati tra loro ma uniti dalla sensibilità del regista. La vera bravura del
regista è stata nel riunire tutte queste situazioni nella cornice delle sue domande al proprio padre che non
hanno mai avuto risposta. Il padre era veneziano , e il figlio , vissuto a Padova, avrebbe voluto essere
aiutato a capire, scoprire quell'essenza della città che ha tentato di trovare nelle persone che ha
intervistato. Questo film mi ha colpito perché il regista nella sua ricerca ha sfiorato ripetutamente quello
che stava cercando, ma non poteva riconoscere proprio perché non sapeva cosa fosse esattamente .
Quanto sopra sembra un paradosso, ma forse posso far intuire qualcosa al proposito.
Dialogo, tutto in dialetto:
A: Scusi, posso chiederle dove ha comprato quella mascherina con il Leone di San Marco? Io ne ho una con
la bandiera, ma non è così bella come la sua.
B: L'ha fatta mia sorella, ne ha fatte due o tre.
A: A me il Leone piace tanto, si vedono tante maschere molto belle con il Leone, ma non si sa dove
acquistarle. Peccato che ora il Leone sia usato anche dalla politica.
B: El Leòn no se toca, el Leòn ze nostro, de Venessia. A me piace talmente tanto che me lo sono perfino
tatuato.
A:Noi non siamo fatti solo di sangue, ma di sangue e ..acqua. Ieri ho visto un film su Venezia qua al
Palabiennale.
B. Io le conosco tutte, le persone intervistate, se vuole può trovare gli spezzoni delle interviste in internet,
su you tube.
Questo dialogo ,realmente svoltosi, si può leggere come qualcosa di leggermente surreale, ma anche come
un dialogo tra fratelli.
Questo il padre del regista non avrebbe potuto trasmettere nemmeno con la migliore buona volontà: un
attaccamento viscerale a Venezia , alla laguna, al suo Leone, simbolo della forza ormai passata, fatto e
sentito nella propria carne, e nel sangue, perfino tatuato per esibirlo. Chi lo può capire? Chi lo può
condividere? Solo chi ha respirato in quella stessa acqua, chi ha visto sventolare l'oro del leone sulla porpora fin dai primi anni di vita.
0993b6ce-a221-40d6-a9d2-af01e41fef23
« immagine » Arrivati nella sala del Palabiennale , tutti seduti distanziati abbiamo potuto vedere un documentario di Andrea Segre: Molecole. Le molecole erano la materia di studio del padre del regista. Abbiamo potuto vedere dei veri e propri quadri viventi, spaccati di vita di alcuni abitanti d...
Post
08/09/2020 21:48:36
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    6
  • commenti
    comment
    Comment
    14

La nostra vibrazione

17 agosto 2020 ore 22:18 segnala

Siamo vibrazione, una vibrazione che si fa conoscere come suono, come colore, che si manifesta nel visibile con una forma.
Abbiamo bisogno di vibrazioni consonanti per formare accordi e armonie. Sono stata in una sala che aveva un'illuminazione come se il sole fosse stato dentro, come se il sole nascesse sulle pareti, ma la vera luce era negli occhi delle persone. In questo momento in Italia non ci sono riunioni di questo tipo, ma presto si riuscirà ad adeguarsi alle norme.
Abbiamo bisogno di stare tra di noi, di vederci, di parlarci, di comunicare. Lo pseudo balletto del toccamento di piedi e o di gomiti, che alcuni, soprattutto giovani ,fanno, all'inizio può fare sorridere, ma poi genera solo tristezza. Passerà anche questo virus e ne verranno altri.
Troviamo un appiglio, un'ancora, una melodia che protegga il nostro equilibrio e mantenga le nostre fequenze impedendone l'abbassamento, in modo da non perturbare altre persone con la negatività che il momento attuale ci porta, e cerchiamo di non essere un pericolo, ma possibilmente una fonte di sorriso o almeno un mare senza tempeste per chi ci si avvicina.
La foto della rosa viene da una chat di whatsapp: chissadoveequando tutti i diritti riservati
18308d4d-36ca-4d32-bb5a-970fb4f1bcbd
« immagine » Siamo vibrazione, una vibrazione che si fa conoscere come suono, come colore, che si manifesta nel visibile con una forma. Abbiamo bisogno di vibrazioni consonanti per formare accordi e armonie. Sono stata in una sala che aveva un'illuminazione come se il sole fosse stato dentro, com...
Post
17/08/2020 22:18:50
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    15
  • commenti
    comment
    Comment
    4

Pregiudizi, Shakespeare e la badante

12 agosto 2020 ore 16:27 segnala
Mi propongo di non avere pregiudizi, ma episodi da me vissuti durante gli ultimi anni di vita di mia mamma e di mia zia, hanno fatto nascere in me dei sentimenti di scarsa simpatia verso quelle signore che lasciano coraggiosamente il loro paese e la loro famiglia per venire ad accudire le nostre. Però so che tutto ciò è molto soggettivo e che non si deve fare di ogni erba un fascio.
Pochi giorni fa dissi alla mia amica di Verona che mi trovavo disponibile ad andare con lei a prendere il sole sul lago di Garda. Lei aveva già preso accordi con due sue amiche, badanti, appunto, ma teneva anche alla mia compagnia, perciò con il consenso delle suddette signore mi aggregai. Quando ci presentò mi chiesi come sarebbe andata la mia giornata , ma ben presto dovetti ricredermi. La signora L. esordì parlando della Giulietta di Shakespeare, e continuammo sull'argomento tutte d'accordo sul fatto che la cosiddetta casa di Giulietta in realtà non fu la sua casa e serva solo per incrementare il turismo in città. A quel punto dissi qualcosa sul fatto che non era certa nemmeno la paternità delle opere attribuite a Shakespeare, e che uno dei candidati a tale paternità era Francis Bacon. Qui la signora dimostrò tutta la sua cultura ed erudizione con deliziosi aneddoti sulle ricerche dei discendenti di Bacon e, addirittura con la candidatura a tale paternità (in questo caso maternità) di una delle sorelle Bronte. Era stupita che io sapessi dell'esistenza di tali dubbi, perché nei tredici anni passati da quando arrivò in Italia non incontrò mai nessuno con cui parlare di questo. So cosa significhi essere soli in mezzo a tanti, parlare una lingua incomprensibile ai più anche se si è nati nello stesso posto. Figuriamoci quanto sia dura per chi non è nato qua! Vuol dire essere un cigno in mezzo alle papere come il brutto anatroccolo.
La signora , che è anche una bravissima cuoca, aveva portato delle ottime pizze e dei dolci per tutte fatti da lei.
E io mi sono riconciliata con le signore dell'est.
a045d735-70f0-47cc-b05f-5426abca7e3f
Mi propongo di non avere pregiudizi, ma episodi da me vissuti durante gli ultimi anni di vita di mia mamma e di mia zia, hanno fatto nascere in me dei sentimenti di scarsa simpatia verso quelle signore che lasciano coraggiosamente il loro paese e la loro famiglia per venire ad accudire le nostre....
Post
12/08/2020 16:27:52
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    4
  • commenti
    comment
    Comment
    10

Una storia nuova

06 agosto 2020 ore 16:44 segnala
Nel mondo degli opposti, dove le cose mutano continuamente, il giorno diviene notte, la notte diviene giorno, la luna sembra diminuire e poi crescere, il sole sembra levarsi e poi sparire, una rete di piccole luci ha la sua ragione di essere. Non sono tutte uguali e pulsano come le stelle, ora più visibili e brillanti, ora più offuscate, ognuna con il proprio ritmo. Non sono visibili subito, sono visibili soltanto a chi sta cominciando, o lo ha fatto in passato, ad allenare i propri occhi ad una visione diversa. Alcune luci diffondono amore che ristora il cuore di chi lo percepisce, altre sono come dei veri e propri fari che indicano la via a chi la sta cercando, altre luci illuminano lo spazio intorno a loro senza altro scopo che splendere e illuminare. Alcune luci soffrono molto nel vedere la sofferenza nel mondo , ma sanno che non è di loro competenza fare altro che non sia brillare e illuminare. A volte nuove luci si accendono e si aggiungono a quelle già luminose, e grande è la gioia nella comunità delle luci. Talvolta qualcuno sente che vicino a qualche persona sta meglio, è più sereno, ma non riesce a vedere la luce che brilla da dentro.
Come disse Platone nel Timeo: "la luce che viene da dentro s'urta con quella che viene da fuori". Se in qualcuno non c'è un minimo bagliore di luce, sarà difficile che possa percepire una luce fuori di lui: poiché non la conosce, non la può riconoscere. Può succedere che qualcuno percepisca qualcosa di indefinito, senta di stare bene e ne prenda coscienza solo quando si allontana dalle fonti di luce. Con questa consapevolezza una storia nuova potrebbe cominciare.
f50dedeb-0696-4b95-981a-e20aa4937544
« immagine » Nel mondo degli opposti, dove le cose mutano continuamente, il giorno diviene notte, la notte diviene giorno, la luna sembra diminuire e poi crescere, il sole sembra levarsi e poi sparire, una rete di piccole luci ha la sua ragione di essere. Non sono tutte uguali e pulsano come le ste...
Post
06/08/2020 16:44:16
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    8
  • commenti
    comment
    Comment
    2

L'amore si moltiplica

06 agosto 2020 ore 16:19 segnala
L'amore non si può dividere, ma solo moltiplicare. Quando nasce un bambino, un amore tutto nuovo è pronto per lui, e quando nasce il fratellino o la sorellina, un altro amore è pronto, un nuovo amore che si è formato senza togliere niente all'amore per il primo bambino. Se nasceranno altri fratellini, ognuno di loro avrà la sua parte di amore senza che l'amore per i primo figlio venga suddiviso in tante parti, perché è un amore che viene moltiplicato. E poi possiamo amare un amico, due amici, cento amici . L'amore si forma come se scaturisse da una fonte inesauribile. Amiamo i familiari, i parenti, gli amici, ma abbiamo strani rappporti con chi non rientra in queste categorie. Eppure, chi è l'altro?
L'altro è un altro io, che come noi ha sentimenti, emozioni, gioie e dolori. E' "io" proprio come noi. Non è noi, ma non è diverso da noi. Come amarlo? Un giorno un mio amico vide con me una persona che sembrava veramente cattiva e disse: "Poverino, chissà come sta soffrendo!" Solo davvero vedendo il cosiddetto prossimo come uno come noi potremo avvicinarci alla comprensione, perché l'amore è un fiume che deve scorrere, e ogni ostacolo crea solo disordine , onde di squilibrio, vortici di incomprensioni.
036e8895-d7e4-4619-b450-bbedd179e03a
L'amore non si può dividere, ma solo moltiplicare. Quando nasce un bambino, un amore tutto nuovo è pronto per lui, e quando nasce il fratellino o la sorellina, un altro amore è pronto, un nuovo amore che si è formato senza togliere niente all'amore per il primo bambino. Se nasceranno altri...
Post
06/08/2020 16:19:55
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    2
  • commenti
    comment
    Comment
    7

Molte domande e una risposta

05 agosto 2020 ore 22:24 segnala
La storiella dei binari e delle domande.
Che cosa è la normalità? Definizione da Treccani.it:" carattere, condizione di ciò che è o si ritiene normale, cioè regolare e consueto, non eccezionale o casuale o patologico...... in senso più astratto, condizione o situazione normale..."
Che cosa è la norma? E la consuetudine? Binari entro cui stare? e perché?
e chi sta fuori dai binari è pazzo o è libero? E in base a cosa giudichiamo se abbiamo a che fare con una persona pazza o una persona libera?
E che qualifica abbiamo che ci consenta di giudicare? E se chi per me è libero per un altro è pazzo?
E cosa è la pazzia? Chi è qualificato a giudicare? Per un cervello limitato, un cervello senza limiti può essere sinonimo di pazzia.
Credo che ci sia una sola risposta: tolleranza.
Se non limiti le libertà altrui e non sei distruttivo né verso di te né verso altri, puoi anche essere libero di essere pazzo..
Qualcuno ha detto che la mia libertà finisce dove comincia la tua. Quindi, si può uscire dai binari senza invadere quelli altrui.

Però, perché ci sono dei binari e chi li ha messi ? Qualcuno che vuole limitarci. E perché? Forse perché le persone libere non sono prevedibili, e se non sono prevedibili non sono conducibili, e se non sono conducibili non le puoi spingere verso un interesse che non è il loro.
Morale della favola: la normalità, cioè seguire i binari/sentieri battuti da tutti, conduce allo sfruttamento.
Altra morale: tutte queste domande per arrivare ad una risposta che si sapeva già.

La foto è mia: chissadoveequando tutti i diritti riservati
a5650cfb-c2cf-4e7d-94f6-ec8330f1e084
« immagine » La storiella dei binari e delle domande. Che cosa è la normalità? Definizione da Treccani.it:" carattere, condizione di ciò che è o si ritiene normale, cioè regolare e consueto, non eccezionale o casuale o patologico...... in senso più astratto, condizione o situazione normale..." Che ...
Post
05/08/2020 22:24:50
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    6
  • commenti
    comment
    Comment
    2

La CIttà, la Dea, la Madre

27 luglio 2020 ore 22:52 segnala
Venezia è nata dall'acqua come Venere, e con Venere condivide addirittura una parte del nome, le prime quattro lettere. La sua commistione con gli dei non si ferma qui, infatti Paolo Veronese la dipinse con Nettuno e Marte, e Gianbattista Tiepolo con un Nettuno che le offre doni. Nata dal mare e amata dagli dei.
La città vive nella pietra, nel legno che sostiene la pietra, nel flusso e riflusso delle acque che anticamente la pulivano e la rinforzavano con energie sempre fresche e rinnovate , nei venti marini che la rinfrescano, e, sorpresa,nelle "energie cosmiche che entrano in lei attraverso le chiese" ( Marko Pogacnik: Percorso segreto attraverso Venezia. Roma 1986). C'è anche un altro libro poco conosciuto che vorrei citare: di Giuseppe Sinopoli, Parsifal a Venezia. Qua l'autore si smarrisce di notte nei misteri della città, e cercando se stesso trova delle linee di forza che attraversano i luoghi.
E' qui che sono nata , e, come tutti i nativi, sento fortemente l'appartenenza al luogo. A Venezia si partorisce come in altri luoghi, e chi nasce qua è e rimarrà anche e forse prima di tutto un figlio/a della città..non so come sia in altri posti, a Venezia è così.

Domenica 19 luglio 2020 mi trovavo sull'isola della Giudecca ad ammirare la regata per la festa del Redentore, una competizione tra eleganti barche dette pupparini . Come tutti, ho applaudito con tutte le mie forze i ragazzini che erano partiti come riserva, per poi meritarsi il terzo posto, e ho aiutato chi li chiamava chiamandoli anch'io, perché si facessero fotografare con la bandiera vinta.
...e lo ho sentito: ho sentito il veneziano puro, il purissimo accento che ora non ho più del dialetto di Venezia ( centro storico), l'accento della mia infanzia. Se ci penso mi vengono le lacrime: ero in mezzo a veneziani festosi, seduta con gli altri per terra sui marmi con le gambe penzolanti sul canale, e ho sentito di essere tra le braccia della città come Madre, avvolta nel suo grembo accogliente e protettivo, dove niente e nessuno avrebbe mai potuto toccarmi o scalfirmi, ero una parte della mia città, una vita tra le altre vite nella Sua vita.

Foto arcobaleno di E. A. ;canale della Giudecca di chissadoveequando
c/o chissadoveequando tutti i diritti riservati
30166c43-2fd7-4d4e-9c89-39a389349f8a
« immagine » Venezia è nata dall'acqua come Venere, e con Venere condivide addirittura una parte del nome, le prime quattro lettere. La sua commistione con gli dei non si ferma qui, infatti Paolo Veronese la dipinse con Nettuno e Marte, e Gianbattista Tiepolo con un Nettuno che le offre doni. Nata ...
Post
27/07/2020 22:52:16
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    7
  • commenti
    comment
    Comment
    4

La presenza del passato

21 luglio 2020 ore 20:33 segnala

Cavalli selvaggi. Cascate scroscianti. Fulmini con tuoni e lampi. Torrenti in piena. I buoi sono fuggiti dalla stalla.

Cielo blu profondo pieno di stelle, ecco che appaiono le poesie scritte in vari momenti della mia vita. Credevo di averle seppellite, chiuse, annullate, ed ecco che sono ancora qui. Un terremoto inaspettato ha fatto emergere ciò che credevo digerito, superato.
Rivedere, capire, ricominciare.
Soprattutto capire come e perché sia successo, come e perché si sia aperta questa breccia. Un giorno era tutto normale, e il giorno dopo avevo il passato danzante con il presente.
Ho la mente così leggera che volo via con un soffio.
Ora il momento di maggior crisi è passato, e sono planata, ma senza per il momento dimenticare la confusione dove sono stata.

Per cominciare, ecco qualcosa che credevo vecchio, ma oggi mi è attuale. Oggi la chiamerei :

Nostalgia

Presa nel vortice
ansiosamente vi cerco
i sorrisi
che il giorno mi dava.
Miracolo vagabondo
di una goccia di pioggia sul naso:
lei sa di cadere
e basta.
Ancora una volta
atrocemente ricordo
realtà sconosciute.
chissadoveequando, tutti i diritti riservati.
La foto dei cavalli è tratta dal web: Amoreaquattrozampe
b348f5a9-9af5-4f4e-9ecb-7455d261ac00
« immagine » Cavalli selvaggi. Cascate scroscianti. Fulmini con tuoni e lampi. Torrenti in piena. I buoi sono fuggiti dalla stalla. Cielo blu profondo pieno di stelle, ecco che appaiono le poesie scritte in vari momenti della mia vita. Credevo di averle seppellite, chiuse, annullate, ed ecco che ...
Post
21/07/2020 20:33:42
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    11
  • commenti
    comment
    Comment
    2

L'apparenza fà la differenza

17 luglio 2020 ore 18:29 segnala
Questa volta non condividerò certezze od esperienze, ma perplessità: l'abito fà il monaco, ma fà anche l'ascoltatrice o l'amica ritrovata? Trasforma una donna invisibile in un essere senziente?
Qualche settimana fa sono uscita per comprare un quotidiano. Stavo per partecipare alla festa di compleanno di una cara amica, e perciò avevo i capelli tutti inanellati e un bel fermaglio laccato a forma di fiore li teneva liberi ma ordinati, indossavo un vestito carino, calzavo sandali argentati e avevo le unghie dei piedi smaltate. E incontrai un ex collega, che mi guardò come se non mi avesse mai vista, cosa che in effetti risulta vera: siamo stati colleghi, ma non mi vedeva. Mi salutò festosamente, mi chiese come andasse, e si dilungò sulle sue attuali difficoltà lavorative. Qualcuno penserà che non ci sia nulla di strano in questo comportamento; purtroppo c'è, eccome! Questo collega mi aveva sempre trattata come se fossi stata trasparente. " E' mai possibile o porco di un cane" (cit. ) che un po' di cosiddetto trucco e parrucco facciano trasformare una donna invisibile in una persona che può ascoltare e capire? Prima di questa preparazione non ero una persona con cui poter parlare?
Viviamo nel mondo dell'apparenza e per questo mondo esistiamo solo se l'estetica è apprezzabile. E' triste, ma è la cruda realtà. Sono disgustata. A questo punto posso vestirmi di pelle di pecora e ritirarmi a fare l'eremita in una caverna, oppure...
......oppure eccomi qua a condividere.....e ne approfitto per condividere anche due immagini di tranquilla bellezza.
7171ab92-716e-44fb-a388-3837ec577410
« immagine » Questa volta non condividerò certezze od esperienze, ma perplessità: l'abito fà il monaco, ma fà anche l'ascoltatrice o l'amica ritrovata? Trasforma una donna invisibile in un essere senziente? Qualche settimana fa sono uscita per comprare un quotidiano. Stavo per partecipare alla fest...
Post
17/07/2020 18:29:37
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    8
  • commenti
    comment
    Comment
    6