L’acquasantiera…

19 febbraio 2015 ore 11:32 segnala


Ieri sera, mercoledì delle Ceneri, la funzione in Cattedrale come di consueto ebbe inizio tardi, per far si che tutti potessero partecipare. La messa fu celebrata dal Vescovo, che come vuole la tradizione distribuì le candele benedette, le quali, sempre secondo la tradizione, si accendono in situazioni particolari. La celebrazione finì alle 22 e 30 e la chiesa si spopolò in un baleno. Io rimasi indietro con Suor Maria, mia maestra d’asilo, ormai molto anziana, la quale non vedendomi da tempo mi faceva domande a raffica. Il sagrestano era in canonica insieme al prete, quando sull’uscio della chiesa si fermarono due ragazzi con il passamontagna.




Il primo faceva da palo, il secondo, entrò con una bottiglietta di vetro vuota e si accinse a prendere l’acqua santiera dalla vaschetta di pietra situata all’ingresso della chiesa. Io me la diedi a gambe ma mi fermai subito perché pensai a quella povera suora da sola. Nel frattempo i malviventi, l’avevano buttata a terra e riempita di botte. I due ragazzi furono bloccati nella loro corsa da due vigorosi giovani, il prete venne in aiuto della suora, poi chiamò la Polizia che portò via i ragazzi.




Questi, a detto della Forza pubblica venivano da un paese lontano, con lo scopo di usare l’acquasantiera per riti macabri. Sono tornata a casa alle due del mattino, con il rimorso per non essere stata accanto alla suora, molto impaurita, in preda al panico e per fortuna illesa. Ho ringraziato il Signore, acceso la candela benedetta ma ovviamente non ho chiuso occhio….






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« immagine » Ieri sera, mercoledì delle Ceneri, la funzione in Cattedrale come di consueto ebbe inizio tardi, per far si che tutti potessero partecipare. La messa fu celebrata dal Vescovo, che come vuole la tradizione distribuì le candele benedette, le quali, sempre secondo la tradizione, si acce...
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La vecchia fontana….

03 febbraio 2015 ore 23:24 segnala


Da più di trent’anni non andavo a Testa dell’Acqua, una frazione del mio paese, dove ho fatto la mia prima supplenza. Era una contrada dove si conduceva una vita diversa rispetto ai paesi. Si panificava in casa con antichi attrezzi secolari perché passavano da generazione in generazione, da madre a figlia e così via. In estate facevano la salsa per loro, per i loro figli, per chiunque volesse acquistarla. Con i frutti degli alberi preparavano deliziose marmellate di ogni tipo. Nelle sere d’inverno, in un grande catino accendevano il fuoco e uomini e donne si riunivano per parlare, farsi compagnia, e intanto si riscaldavano. Le donne cullavano i piccoli in braccio e cantavano loro la ninna nanna in dialetto. Una vita molto sacrificata ma ricca di valori.



Ci sono andata qualche mattina fa e la mia sorpresa è stata nel vedere che nulla è cambiato. Appena arrivata, nella grande piazza, le donne tutte in fila lavavano la biancheria con il sapone fatto in casa, nell’acqua della vecchia fontana. L’odore di quel fresco bucato mi fece avvicinare a loro



Chiesi come mai non usavano la lavatrice invece di lavare i panni nell’acqua gelata e rovinarsi le mani. Mi guardarono, poi una di loro mi disse: “Non c’è cosa più bella al mattino, di venire alla fontana, qui si lava, si canta, ci si racconta, si piange, ci si rallegra quando ascoltiamo un avvenimento felice. E’ qui, nell’acqua della fontana, dove ogni giorno l’amicizia si rinnova e quando una di noi manca, andiamo a casa sua preoccupate. Ma voi signorina che avete le mani bianche e sottili, queste cose non le potete capire, noi apparteniamo ad altri tempi, ad un’altra storia, ad un’altra epoca. Qui non esiste il tempo, perché abbiamo tanto tempo, non abbiamo un padrone, siamo figlie della libertà, mentre voi paesani, correte correte, siete figli della fretta e quindi schiavi”….



Di certo non laverei la biancheria a mano in un lavatoio, ritengo che la lavatrice sia un elettrodomestico utilissimo, ma non vi nego che mi piacerebbe trascorrere le lunghe serate invernali attorno al fuoco con le persone a me care, a parlare, raccontare, ascoltare mentre il sottofondo del respiro dei bimbi e la ninna nanna delle mamme allevierebbero le pene del giorno….





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« immagine » Da più di trent’anni non andavo a Testa dell’Acqua, una frazione del mio paese, dove ho fatto la mia prima supplenza. Era una contrada dove si conduceva una vita diversa rispetto ai paesi. Si panificava in casa con antichi attrezzi secolari perché passavano da generazione in generazi...
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il sasso nel cuore…..

23 gennaio 2015 ore 23:25 segnala


Cara mamma, ti scrivo perché ho bisogno di liberarmi dal sasso che porto nel cuore. La nostra vita è stata una guerra, una lotta giornaliera, lacrime a fontana scendevano sul mio volto ogni volta che duramente mi rimproveravi. Volevi una figlia perfetta che vestisse come piaceva a te, che avesse il taglio dei capelli come tu me lo imponevi. Mi hai fatto fare il lavoro che io non avrei mai scelto, mi hai imposto gli amici con cui uscire e gli amori da portare nel cuore.



E’ stata una vita dolorosissima per me figlia e per te madre perché volevi una Rita a tua immagine e somiglianza. Ti confesso che a volte avrei desiderato un’altra madre, una mamma dolce, affettuosa, amica, complice, la miglior confidente, ma la madre così come il padre non si possono scegliere. Sono quindici anni che tu mi hai lasciata per raggiungere le persone a te care e solo adesso, alle porte dei miei 58 anni, mi rendo conto di quanto tu abbia fatto per me. Per la mia cagionevole salute lasciavi il marito, due figlie, tre nipoti, e correvi da me. Mi hanno operata tre volte, hai lasciato il lavoro temporaneamente per assistermi, se avevo bisogno di un aiuto economico, mi davi il triplo di quello che ti chiedevo. Mamma, ti chiedo scusa per tutte le cattiverie che ho detto di te, per non averti amata a sufficienza, per non aver fatto il minimo sacrificio per accontentarti, per compiacerti, per farti felice.



Vorrei nascere di nuovo per darti tutto l’amore del mondo, per coprirti di baci, di carezze, per essere più docile e malleabile, per dirti Ti Amo con tutto l’amore del mondo ma sono sicura che sai quanto sono pentita e continui ad amarmi forse più di prima, ora che sei felice nell’altra vita..



Tua Rita

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« immagine » Cara mamma, ti scrivo perché ho bisogno di liberarmi dal sasso che porto nel cuore. La nostra vita è stata una guerra, una lotta giornaliera, lacrime a fontana scendevano sul mio volto ogni volta che duramente mi rimproveravi. Volevi una figlia perfetta che vestisse come piaceva a te...
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Il filo spezzato…..

07 gennaio 2015 ore 23:48 segnala



La notte di Capodanno nel mio paese dopo la mezzanotte si va in Piazza Duomo e si balla.C’è una marea di gente, molti vengono dai paesi limitrofi. I Bar sono aperti, anche i negozi di ceramica artistica,e lungo il corso le bancarelle dei giocattoli si susseguono l’una dopo l’altra.I venditori di palloncini si mettono ovunque ed è una meraviglia vedere i palloncini di tutti i colori a forma di cuore, di coniglietto, di orsetto.




Un papà con il suo bambino, si fermarono per acquistarne uno. Il piccolo non stava nella pelle ed il padre gli attaccò il filo del palloncino al polso. Il fanciullo camminava a testa alta incurante della folla, così s’imbatté in un signore che involontariamente spezzò il filo del palloncino.Il piccolo scoppiò in un pianto dirotto.




Subito il signore tese la mano al piccolo per regalargliene uno a suo piacimento. Ma l’ira del padre lasciò sbigottiti tutti noi che avevamo visto la scena. Si rivolse al piccoletto che non aveva neppure sei anni e gli disse:” Quante volte ti ho detto che quando si cammina, bisogna guardare avanti ma tu sei un codardo, il prossimo palloncino lo avrai tra qualche mese per la festa del Patrono”. Gli occhi azzurri intensi del piccolo, guardarono il padre con infinito rancore, poi gli disse” non ti voglio come papà, sei cattivo”.



A volte per una stupidaggine i genitori si fanno detestare dai loro bimbi! Per cosa poi? Per un palloncino che costava cinque euro, il suo regalo di Capodanno.







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« immagine » La notte di Capodanno nel mio paese dopo la mezzanotte si va in Piazza Duomo e si balla.C’è una marea di gente, molti vengono dai paesi limitrofi. I Bar sono aperti, anche i negozi di ceramica artistica,e lungo il corso le bancarelle dei giocattoli si susseguono l’una dopo l’altra.I...
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Buon Anno e… prendiamoci per mano

28 dicembre 2014 ore 11:38 segnala







@james54
@antioco1
@RelaxBearch
@napoletana.iox
@SuorPinocchia
@crenabog
@Hamsho
@paolo.1948
@juliapink
@SOGNANDO59
@giusi62
@Vitoxy
@Evelin64
@dolcecarrie
@sinceropreciso
@Odirke




E per tutti gli amici che non ho nominato, ma che nel mio cuore stanno, nessuno è stato dimenticato, nessuno manca all’appello.

Buon Anno a tutti e sempre uniti
teniamoci per mano!Insieme, ogni problema, sarà superato….





Auguri Auguri Auguri
siete parte di me
ed io parte di Voi..
Buon 2015




Pace, Amore e Serenità….








@antioco1
Buon Anno a Te che mi sei sempre vicino





@james54
Ti auguro un Anno migliore
di questo e tu sai il perché






@cignonero999
Ti leggo sempre
mi piace ciò che scrivi,
vorrei commentare
ma mi sento un’intrusa,
Buon Anno a Te
e che i tuoi sogni diventino realtà





@LadyMestolo
Buon Anno a Te
e ai tuoi gioielli
che porti sempre nel cuore




@napoletana.iox
Esprimi un desiderio,
il nuovo anno,
felice ti farà





@abacogreco
Sei un ragazzo d’oro
Auguri a te, mamma e papà




@tutti quelli
che passeranno di qua,
amore e pace a volontà





Auguri di Buon Anno



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« immagine » « video » « immagine » @james54 @antioco1 @RelaxBearch @napoletana.iox @SuorPinocchia @crenabog @Hamsho @paolo.1948 @juliapink @SOGNANDO59 @giusi62 @Vitoxy @Evelin64 @dolcecarrie @sinceropreciso @Odirke « immagine » E per tutti gli amici che non ho nominato, ma...
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Auguri amore, auguri mondo, auguri amici di chatta..

20 dicembre 2014 ore 03:08 segnala






Il significato profondo del Natale
non è “solo” nell’albero dalle mille luci,
nel presepe di cartapesta, negli addobbi
delle vetrine, dei negozi e delle strade,
ma negli slanci d’amore, nello spirito
di carità umana, nell’amore fraterno
che deve unire tutti gli uomini in
un cuore solo, in un’anima sola.
E con la pace nel cuore, auguro
A Voi tutti






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“Sii felice amore”….

14 dicembre 2014 ore 12:29 segnala


Giorni fa mentre ero lungo il Corso del mio paese, per acquistare qualche pensierino per Natale, notai da lontano, una giovane donna con una lettera in mano; piangeva a dirotto. La riconobbi, solo quando, mi avvicinai a lei. Da anni passeggiava col suo ragazzo per le vie della mia cittadina ma la conoscevo solo di vista. Proseguì per il mio cammino e al ritorno, accanto a lei c’erano le sue amiche che la consolavano, tra queste, una mia ex alunna ormai trentenne. Chiesi a lei, come mai la sua amica piangesse e lei mi mostrò la lettera che lessi.



Il suo ragazzo le scriveva che da mesi il suo datore di lavoro l’aveva licenziato, lasciando il posto solo a quelli che avevano famiglia, che invano aveva cercato lavoro ovunque, anche in campagna pur di lavorare ma che anche i contadini gli avevano risposto di no perché non potevano pagare la mano d’opera. “Perdonami, le scriveva, se non ti ho detto la verità, pensavo di farcela, ho cercato, lottato, supplicato ma non ho concluso nulla. Sono amareggiato, deluso, umiliato, affranto, ma soprattutto infelice perché non posso mantenere la promessa che ti feci tempo fa, quella di sposarti. Sei bellissima, non piangere, sei ancora giovane, troverai chi ti farà luccicare di nuovo gli occhi. Io ti amerò sempre ricordalo, ma non mi sento realizzato, bensì un fallito.



Sii felice amore. Tuo Salvatore”.



Ecco a che punto siamo arrivati, a rinunciare all’amore, perché oggi il lavoro manca anche a chi vuole fare il lavoro più umile per essere in grado di sostenersi, e crearsi come tutti una famiglia.





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« immagine » Giorni fa mentre ero lungo il Corso del mio paese, per acquistare qualche pensierino per Natale, notai da lontano, una giovane donna con una lettera in mano; piangeva a dirotto. La riconobbi, solo quando, mi avvicinai a lei. Da anni passeggiava col suo ragazzo per le vie della mia ci...
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LE PAROLE DEL BARBONE RASSEGNATO……

09 dicembre 2014 ore 08:14 segnala


Ieri sera, davanti alle porte scorrevoli dell’aeroporto di Catania, la mia compagna ed io, siamo rimaste colpite da un barbone disteso su una panchina di pietra. Carla, gli aggiustò la coperta pesante che aveva addosso, allora il barbone sollevò il capo e ci sorrise. ”Perché è qui da solo gli abbiamo chiesto, non ha nessuno? Ha bisogno di qualcosa”? Parlò in dialetto ma ci rispose così: “Non ho casa, niente scarpe, non ho un nome, né istruzione. Non ho sigarette, niente carne né verdura, non ho denti per mangiare. Non ho amici, non ho un bar, niente vino, non ho un cane, non ho un letto per dormire ma solo una panchina. Ho perso il senno, anche i soldi, niente amore, questa panchetta come madre mi consola.




Non ho niente, non odio niente. Ma quel che ho lo so: ho freddo, ho sonno, fame e sete, anche stasera. Ho un cuore, ho la barba, ho una bocca, ho un sorriso senza denti ma è il mio, ossa rotte, occhi spenti,... ma ho la mia vita, la mia libertà... quella è mia, solo mia, insieme alla mia solitudine”……Poi si mise disteso e chiuse gli occhi. Gli abbiamo comprato qualcosa da mangiare, un piccolo gesto, nulla di che. Non è possibile dare un fiore a tutti coloro che vivono una situazione finanziaria di forte disagio, non basterebbe uno stipendio intero, non solo, abbiamo tutti, chi più chi meno, problemi economici; però son del parere che una coperta ad un povero barbone la si può rimboccare.



Chi non ama il fratello più piccolo non ama neppure se stesso….






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« immagine » Ieri sera, davanti alle porte scorrevoli dell’aeroporto di Catania, la mia compagna ed io, siamo rimaste colpite da un barbone disteso su una panchina di pietra. Carla, gli aggiustò la coperta pesante che aveva addosso, allora il barbone sollevò il capo e ci sorrise. ”Perché è qui da...
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UNA MADRE OPPRIMENTE…..

01 dicembre 2014 ore 12:31 segnala


Santinella ed io eravamo compagne di scuola. Io avevo l’argento vivo addosso, lei era molto timida e riservata. Io ero figlia i due modesti impiegati, lei figlia di latifondisti. Si andava d’accordo, qualche volta uscivamo insieme ma la madre di lei non voleva. Io non ero alla sua altezza, diceva la madre di Santinella. Così lei aveva le sue amicizie ed io le mie. Molte volte, ad anor del vero veniva a farmi visita ma sempre di nascosto, guai se lo veniva a sapere la madre! Spesso come tutte le ragazze s’innamorava, ma appena la madre lo veniva a sapere, il fidanzamento falliva.



Così, fu volontà della genitrice che sposasse un oncologo molto famoso sia a Siracusa sia fuori, perché ha diversi studi anche nel nord. Si sposò a trent’anni e non fu un matrimonio d’amore per nessuno dei due. Ebbero due figli, oggi il maggiore ha vent’anni, il minore diciotto. Quelle rare volte che la incontravo, era sempre più magra, più pallida, più trasandata, non era felice e lo si capiva. L’anno scorso si è separata dal marito e da quel momento, per Santinella sono iniziati i veri guai. I figli l’hanno abbandonata, la madre è morta, gli amici che non aveva potuto frequentare, l’hanno lasciata sola.



A settembre, in seguito ad una forte depressione ed anche perché finanziariamente naviga nell’oro, si è licenziata dalla scuola ed è andata a vivere in campagna. Si è arredata di tutto punto la villa estiva dove è andata a vivere da sola. Giorni fa’, nel mio paese, c’era un tepore primaverile, per cui in compagnia di un’amica ho fatto una passeggiata in campagna, proprio vicino casa sua. Non immaginate minimamente la pena che ho avuto! L’ho vista dentro la sua villa insieme ai suoi 17 cani che per lei sono diventati i suoi unici amici.



Al mattino si alza prestissimo, pulisce tutte le cucce. Poi va in cucina e prepara per i suoi cani che mangiano tutto quello che mangiamo noi. Nel primo pomeriggio una donna delle pulizie l’aiuta a lavare le pentole, le pulisce la casa, lava i canili. Questo lo so perché la mia amica me lo ha detto dopo. Appena l’ho vista, mi sono fermata a parlare con lei, premetto che non mi aveva riconosciuta, mi guardava intontita. Poi, ma dopo un bel po’, mi ha messo a fuoco ma invece di salutarmi e dirmi :”ciao Rita come stai”, mi ha detto: “entra e stai un po’ con i miei cani”. Ecco cosa può causare una madre opprimente ad una ragazza timida e fragile e con la tendenza alla depressione….





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« immagine » Santinella ed io eravamo compagne di scuola. Io avevo l’argento vivo addosso, lei era molto timida e riservata. Io ero figlia i due modesti impiegati, lei figlia di latifondisti. Si andava d’accordo, qualche volta uscivamo insieme ma la madre di lei non voleva. Io non ero alla sua al...
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medicasti le mie ferite…..

25 novembre 2014 ore 11:13 segnala


Se oggi sono qui a raccontare, a scrivere, parlare,è perché tu mi salvasti da morte sicura.
Come bottiglia gettata in mare, galleggiavo,
senza forza, senza voglia, senza desideri.
Curasti le mie piaghe, medicasti le mie ferite, in silenzio sanasti il mio dolore.
Ma non è per questo che ti amo,non amo la samaritana, che salvò il morente, amo la donna che mi ha accettata così come sono: fragile, insicura, incerta, ma anche forte a modo mio; una donna che non teme di parlare di sé, una donna senza ipocrisie né maschere.
E tu mi ami così, con tutte le mie pecche, con tutti i miei errori.




Ora sai perché ti amo



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« immagine » Se oggi sono qui a raccontare, a scrivere, parlare,è perché tu mi salvasti da morte sicura. Come bottiglia gettata in mare, galleggiavo, senza forza, senza voglia, senza desideri. Curasti le mie piaghe, medicasti le mie ferite, in silenzio sanasti il mio dolore. Ma non è per questo ...
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25/11/2014 11:13:38
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