Oltre il velo

07 marzo 2020 ore 02:58 segnala
C'è una ragazza di quelle strane, gradevoli all'occhio, pesanti nel carattere. Irascibili, lunatiche, volubili e incoerenti.
Poco adatta alla sopportazione civile di chi desidera viver tranquillo tra perfetti estranei.
A volte si conoscono ragazze così, che alla fine la gente emargina sussurrando:
"E' pazza, imprevedibile", "Non capisco perché si comporti così", "Non capisce che così facendo gli altri la scacciano?".
Col tempo assume atteggiamenti sempre più solitari, abitudini sempre più estreme, pratiche sempre più autolesioniste.
Un ragazzo viene attratto da lei. Infatuazione forse. Curiosità anche. Istinto di protezione magari. La osserva da lontano, avvicinandosi cautamente, per capire le sue ragioni.
Un giorno la ragazza si sporge dal ponte sul fiume. Il ragazzo che ogni tanto la seguiva, la osserva da lontano, preoccupato per il gesto, non capendo il suo viso, per la prima volta forse, rilassato e sereno. Finché con un tonfo, la ragazza cade in acqua.
Svelto si tuffa, e la riporta a riva, dove la strappa faticosamente alla morte. Non capisce il gesto, se casuale o voluto, ma accanto, di sfuggita, vede un ombra che si protende con artigli sulla ragazza. Un demone, forse. O forse solo il frutto della sua fantasia in un momento difficile. La ragazza solleva una mano protendendola li dove prima c'era l'ombra. Forse. Ma non c'è niente...
Porta i fiori nella camera della ragazza, posandoli sulla credenza, per sedersi ai piedi del letto e chiedere:
"Perché?".
La ragazza osserva la finestra della stanza, con gli occhi persi chissà dove, e risponde:
"Non capisci le mie ragioni, perché guardi il mondo attraverso le tue esperienze. Per poter capire le azioni degli altri, dovresti per un giorno indossare le loro scarpe. Per un'ora, vivere la loro vita. Per un minuto, guardare il mondo attraverso i loro occhi".
E con le mani cerca di cavarsi gli occhi dal viso. Lesto il ragazzo le prende le mani, tirandole via.
"Smettila con questa sciocchezza, stupida, che diavolo fai?".
Guardandolo tristemente, risponde:
"Almeno tu, per un attimo, abbi fiducia nei miei motivi. Accetta che quello che faccio ha motivazioni che vanno oltre quello che vedi...".
Il ragazzo le lascia le mani, mentre un brivido freddo gli scorreva sulla schiena, e si limita a guardare, timoroso del seguito.
La ragazza si cava gli occhi, porgendoglieli sanguinanti e dicendo:
"Guarda il mondo attraverso i miei occhi, e vedi la mia realtà".
Il ragazzo prende gli occhi e guarda attraverso come fossero cristalli, e in quel momento vede il corpo della ragazza in fiamme, la pelle bruciata, le carni corrose, il volto contratto dal dolore. E intorno l'orrida puzza di carne bruciata. E li vicino, accanto al letto, vede ancora l'ombra. Ma attraverso gli occhi della ragazza è diversa, l'alta figura di una donna di mezz'età, col volto tirato in un'espressione di serio distacco. Il viso di chi deve fare quello che deve fare, perché necessario, seppur crudele. L'animo pietoso di un medico che si occupa di un malato terminale.
La donna allunga una mano, sfiorando la ragazza. E dove la sfiora, le fiamme si spengono. Il viso di lei si rilassa, sollevato, ma il suo respiro diventava sempre più sottile, e dice:
"Ora conosci il mondo attraverso i miei occhi. Te li lascio in dono. Non so se sia un bene o male, ma assieme a loro, hai anche la mia gratitudine".
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C'è una ragazza di quelle strane, gradevoli all'occhio, pesanti nel carattere. Irascibili, lunatiche, volubili e incoerenti. Poco adatta alla sopportazione civile di chi desidera viver tranquillo tra perfetti estranei. A volte si conoscono ragazze così, che alla fine la gente emargina...
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07/03/2020 02:58:13
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Commenti

  1. UnaRapaSciapa 10 marzo 2020 ore 07:54
    Bellissima

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