Piccola scena tra amici

07 marzo 2020 ore 03:00 segnala
La battaglia si era conclusa, e l'esercito avversario era in rotta, mentre la cavalleria leggera ne falciava gli ultimi ranghi. I soldati già cominciavano a depredare i cadaveri, uccidendo i moribondi o chi fingeva di esser morto. Usanza tipica, che non impressionava la morale di chi era avvezzo alla guerra, ma Silicia aveva altro da fare, di più importante.
Piantò la spada nel terreno, e si sedette accanto a Jashi, a guardare il polverone in lontananza dell'esercito in rotta. Jashi sorrise: "bella battaglia, non ne rammento di così brutali. Ma ormai non ricordo più nulla da tutte le botte che ho preso".
Anche Silicia sorrise: "direi che si, le botte hanno almeno la metà della colpa. L'altra ce l'ha la birra. Fai schifo", e si mise a ridere.
Cercava di non guardare la ferita che apriva l'addome di Jashi, con cui aveva combattuto in tante guerre, e disse: "Ora però ti riposerai, eh, grand'uomo?". Poi, facendosi seria: "mi mancherai, sai?" Jashi continuò a ridere: "Non farmi ridere, tu hai la capacità d'attenzione di un criceto. Ti scrivi sulla mano che colore hanno le uniformi di chi devi combattere, per non sbagliarti. E poi sono fortunato: la ferita non fa tanto male, abbiamo vinto, e mi stai facendo compagnia. Manca solo della birra, ma pazienza...". Silicia rispose: "E' vero, sei più fortunato di me. Tu te ne vai con me a fianco, lasciandomi qui a cercare la mia via in solitudine. Ma sono felice comunque. Forse addirittura mi piacerebbe seguirti e vedere cosa c'è in fondo a quel pozzo".
Col fiato corto rispose: "non lo so, ma ti terrò il posto accanto al fuoco", mentre si accasciava lentamente a terra: "fammi un favore, prendili tu i miei monili, non voglio che vadano a una di quelle carogne li... Pagatici una birra, moretta..."

A lungo Silicia vegliò sul corpo di Jashi. La sua mente correva tra le grandi battaglie a cui avevano partecipato, i saccheggi, le vittorie e le ritirate.
Seduta, la mano sfiorò la coscia sentendo la cicatrice sotto i vestiti. Una freccia che se Jashi non l'avesse caricata in spalla per portarla via, sarebbe stata la sua condanna a morte.
Lanciò bastoncini nel fuoco da campo, mentre la mente continuò a vagare tra i canti intorno ai fuochi dei bivacchi durante le lunghe marce, alle taverne. Una volta l'aveva addirittura convinta a partecipare a una parata.
Ora era li, per un ultimo saluto, quando l'istinto la riportò rapidamente alla terra. Gli azim, la fanteria leggera destinata a inseguire i fuggitivi e uccidere i nemici moribondi, si stava avvicinando. Erano del suo esercito, ma quelle canaglie non facevano distinzione quando si trattava di saccheggiare i corpi. Lanciò l'ultimo bastoncino e lentamente si alzò, sfilando lo spadone dal terreno dove era piantato.
Non avrebbe permesso a quei luridi sciacalli di profanare il corpo. Erano in sette, ma sapeva benissimo che ne avrebbe uccisi almeno tre prima di cadere. E lo sapevano anche loro.
Non alzò la spada in segno di minaccia. Non c'e ne era bisogno. Lo sguardo basso, sul terreno di chi a fatica cerca di mantenere la calma.
La sua voce fu un sussurro che venne però udito da tutti: "non avvicinatevi carogne, o le vostre teste rotoleranno in questo fango."
Il respiro profondo, controllato, le vesti ormai incrostate dal sangue della recente battaglia, l'enorme spadone tenuto con noncuranza.
Si fermarono. Nessuno accennava ad avanzare per primo: "non vale la pena un combattimento per quel cadavere, ce ne sono tanti in giro. Ma tu attenta cagna. Spesso chi dorme non si sveglia più". Aveva calcolato male le lunghezze sommate dello spadone, del braccio di Silicia e di una falcata delle gambe, facendo l'ultimo errore della sua vita.
"Qualcun altro vuole convincermi che lasciarlo in vita sia un pericolo per la mia sicurezza?"
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La battaglia si era conclusa, e l'esercito avversario era in rotta, mentre la cavalleria leggera ne falciava gli ultimi ranghi. I soldati già cominciavano a depredare i cadaveri, uccidendo i moribondi o chi fingeva di esser morto. Usanza tipica, che non impressionava la morale di chi era avvezzo...
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07/03/2020 03:00:12
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Commenti

  1. UnaRapaSciapa 10 marzo 2020 ore 07:23
    Mi piace! Avanti tutta così!!

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