Tramonti.

10 marzo 2020 ore 03:26 segnala
Mi piace leggere di storie fantastiche su elfi e draghi, maghi e guerrieri, angeli e demoni.
Fin da bambino curiosavo fra libri di eroi e malvagi che si affrontavano su mondi lontani, in deserti infuocati o spoglie terre gelate, in città di antica pietra o in giungle misteriose.
Percepivo tra quelle parole l'eco di messaggi lontani. Percepivo che nascosti nei romanzi ci fossero i racconti di fatti realmente accaduti altrove, persi nel tempo e nello spazio. Alfabeti di lingue sconosciute, morte o mai nate. Rune incise, chiavi di oscuri incanti, disegni di mostri e alieni, perdendomi in quelle immagini per ore, giorni.

Non che ci sia molto da fare a casa durante le vacanze estive.
Vivo in una villa di campagna così grande da rendere infinita la distanza tra gli abitanti, che vedo spesso solo durante i pasti.
Così passo ora e ore nella biblioteca di mio padre, leggendo romanzi di ogni genere e fantasticando su come sarei al posto dell'eroe di turno. Fantasticherie nelle quali talvolta esagero. Una tra le mie preferite riguarda il salone del piano terra, che mia madre tiene sempre chiuso perché nessuno lo metta in disordine in caso di ospiti. Non credo di averlo mai visto aperto per anni forse, e non ricordo come, a un certo punto cominciai a pensare che li si celasse la porta dell'inferno, nascosta in qualche modo sepolta in attesa che qualcuno la apra. Con il tempo cominciai a crederlo davvero possibile, fino ad arrivare quasi ad aver paura di quella porta, vedendola sempre chiusa e immobile, come un portale di pietra a guardia di chissà quale malvagità.

Un giorno, quasi per caso, mi avvicinai per studiarla. Non era diversa dalle altre porte di casa: una pesante porta di legno scanalata, con cardini in metallo e una maniglia di bronzo. Non era ciò che vedevo a farmi paura, ma un potere che sembrava emanare dal legno. Come se dietro qualche antica entità coperta di pesanti catene mi invitasse ad aprirla. Ero sicuro che fosse solo una mia fantasia che negli aveva nutrito emozioni reali, quindi decisi di sconfiggerla, e posai la mano sul pomello per aprirla, trovandola stranamente aperta.
Dentro c'era il salone che conoscevo, con l'aria vagamente stantia. Divani, poltrone, tappeti, mobili e un tavolo con sedie, e un caminetto su un lato.
Da un lato c'erano delle scale che andavano al piano di sotto, nel seminterrato, mentre sulla parete opposta alla porta c'era una grande porta-finestra chiusa che dava su un balcone.
Mi avvicinai a quella porta finestra, e la aprii. Dietro trovai il balcone che dava sulla parte ovest di casa, e in lontananza sull'orizzonte i raggi del sole filtravano tra le nuvole in un tramonto rossastro.
Deluso feci per rientrare, quando tra le nubi del tramonto vidi forse un viso. Era il viso di un angelo. Lo riconobbi perché lo stesso viso lo avevo visto disegnato su uno dei tanti libri fantastici letti negli anni. Sembrava così impossibile trovarlo così definito tra le nubi del cielo. Osservandolo meglio sembrava guardare qualcosa. Ciò che guardava era un altro viso, questa volta diabolico. In cielo tra le nubi un angelo e un diavolo si davano battaglia. Vedevo là celata in quelle che all'occhio distratto sarebbero apparsi come semplici nembi, una lotta tra due figure determinate a uccidersi. La scena sembrava prendere vita. Non erano soli. Tutto il tramonto era un groviglio di esseri che si davano battaglia. Angeli, diavoli, dei e demoni. Creature ancora più strane si contorcevano in una sanguinosa battaglia tra i raggi del sole morente.

Li capì il segreto. Non c'era alcun portale infernale in quel salone. O meglio, non ce ne era uno specifico. Ogni posto del mondo poteva celare un portale. Bisognava avere la chiave per vederlo, per aprirlo. Io avevo visto quel viso in un racconto a riguardo, che mi aveva dato la chiave per aprire quello specifico portale. Ma non era il solo. Portali del genere potevano essere ovunque, in un tramonto, in un rimprovero, in una telefonata, in un ricordo. L'inferno e il paradiso coesistono nel nostro mondo, e basta una sciocchezza per aprirli e far si che riversino su di noi la loro essenza.
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Mi piace leggere di storie fantastiche su elfi e draghi, maghi e guerrieri, angeli e demoni. Fin da bambino curiosavo fra libri di eroi e malvagi che si affrontavano su mondi lontani, in deserti infuocati o spoglie terre gelate, in città di antica pietra o in giungle misteriose. Percepivo tra...
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10/03/2020 03:26:36
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Commenti

  1. Traparentesi 10 marzo 2020 ore 13:07
    È fantasia o è realtà?
    È affascinante, da ragazzina,in collegio,queste fantasie erano sopravvivenza.
  2. Ciuccellone 10 marzo 2020 ore 13:08
    Fu un tema che feci quando andavo in prima superiore, che ho riscritto a memoria.
    Presi un grasso 6.5 per il tema :-D

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