"TRISTEZZA"

13 febbraio 2010 ore 04:07 segnala

Queste sono lacrime,
hanno un nome: lacrime ingrate.
Perché anche questa tristezza è un dono divino,
e il mare che si agita me lo insegna,
me lo insegna anche quella luna
che aspetta di diventare piena senza ansia,
e non si offende
se si parla di lei solo quando si riempie tutta,
me lo insegna questo sole
che non ha la forza di uscire tra le nuvole,
ma sa che anche per lui giungerà il tempo,
per splendere chiaro all’orizzonte,
ed allora mi vivo questa malinconia, dolce,
che mi tiene compagnia e so che c’è sempre un motivo,
non si può e non si deve ridere per forza,
ma sorridere sì,
almeno dentro,
attenderò anche io la mia alba,
come fà quel sole
con tanta pazienza,
voglio vivermi questo tramonto magico.

"POVERO CUORE"

11 febbraio 2010 ore 05:57 segnala
Hai preso a calci il mio cuore, fragoroso rumore, dei tuoi e dei miei sogni, cosa potrà mai restare? Un incubo estivo, perso fra il caldo e l'amore di te, quanto rumore per nulla, quanto amore sprecato, nella solitudine riconosci chi ti ha amato davvero, se bruci al sole, non avrai rancore di quel che è stato, solo un sogno lontano, perso fra le onde del mare, che non smettono mai di dire si.....un sogno d'estate perso, finito come acqua sulla sabbia inondata dal sole, ormai sono pieno di te, come un deserto pieno del suo azzurro mare, fra il caldo e l'amore di te, mi sono perso, come quando noi ci perdevamo fra le onde del mare, e tu accarezzavi le mie labbra, e il mio cuore, con le tue dolci parole. Hai preso a calci il mio cuore, fragoroso rumore, come chi si è buttato nel profondo mare, e io ti amo ancora, e vorrei far scendere una lacrima dal tuo viso, che non mi ama più.
 

A tutti quelli che ci sono stati.

10 febbraio 2010 ore 05:52 segnala
      Noi, che le nostre mamme non ci hanno mica visto con l'ecografia.
-      Noi, che a scuola ci andavamo da soli e da soli tornavamo.
-      Noi, che la scuola durava fino alla mezza e poi andavamo a casa per il pranzo con tutta la famiglia (si, anche con papà).
-      Noi, che eravamo tutti buoni compagni di classe, ma se c’era qualche bullo, ci pensava il maestro a sistemarlo sul serio.
-      Noi, che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, mamma a casa te ne dava 2.
-      Noi, che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.
-      Noi, che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta, tutti felici.
-      Noi, che avevamo le tute blu di cotone con il polsino anche alle caviglie e le scarpette di tela blu con i lacci bianchi e la punta di gomma
-      Noi, che la gita annuale era un evento speciale e nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti.
-      Noi, che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su internet.
-      Noi, che la vita di quartiere era piacevole e serena.
-      Noi, che andare al mare nei sedili posteriori della 850 di papà o nella 1100 di nonno era una passeggiata speciale e serbiamo ancora il ricordo di un bagno “pulito” a Siponto o a Margherita di Savoia;
-      Noi, che alla Domenica non andavamo al ristorante ed era una festa quando i nonni ci portavano le “pastarelle”.
-      Noi, che facevamo 4 mesi di vacanza al mare, da Giugno a Settembre. (e si andava al mare in pullmann) e non col camper;
-      Noi, che non avevamo videogiochi, né registratori, né computer. Ma avevamo tanti amici lo stesso.
-      Noi, che per cambiare canale alla TV dovevamo alzarci e i canali erano solo 2.
-      Noi, che andavamo a letto dopo Carosello.
-      Noi, che sapevamo che era pronta la cena perché c'era Happy Days e Fonzie.
-      Noi, che guardavamo allucinati il futuro con “Spazio 1999”.
-      Noi, che se la notte ti svegliavi e accendevi la TV vedevi solo il monoscopio Rai con le nuvole o le pecorelle di interruzione delle trasmissioni.
-      Noi, che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
-      Noi, che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più fico e che se anche andavi in strada non era così pericoloso.
-      Noi che mettevamo la bici in ascensore in verticale per portarla a casa
-      Noi, che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella.
-      Noi, che avevamo il 'nascondiglio segreto' con il 'passaggio segreto'.
-      Noi, che giocavamo a nomi-cose-animali-città.
-      Noi, che ci divertivamo anche facendo Strega-comanda-colori.
-      Noi, che ci mancavano sempre 4 figurine per finire l'album Panini (celò, celò, celò, celò, celò, celò, mi manca!).
-      Noi, che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa, ma che a quelli degli altri suonavamo e poi scappavamo.
-      Noi, che compravamo dal fornaio pizza bianca e mortadella per 100 £ire (= € 0,050!) e non andavamo dal dietologo per problemi di sovrappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare.
-      Noi, che bevevamo acqua dal tubo del giardino, non dalla bottiglia PET della minerale ed un gelato costava 50 £ire (pari a € 0,025!).
-      Noi, che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la Bic
-      Noi che solo i più ricchi avevano la doppia piastra “Pioneer” e potevano registrare da una cassetta all’altra”
-      Noi, che sentivamo la musica nei mangiadischi sui 45 giri vinile (non nell’ Ipod) e adesso se ne vedi uno in un negozio di modernariato tuo figlio ti chiede cos'è
-      Noi che nel mangiadischi sentivamo le fiabe “…a mille ce n’è…”
-      Noi, che al cinema usciva un cartone animato ogni 10 anni e vedevi sempre gli stessi tre o quattro e solo di Disney.
-      Noi, che non avevamo cellulari (c’erano le cabine SIP per telefonare) e nessuno poteva rintracciarci, ma tanto eravamo sicuri anche ai giardinetti.
-      Noi, che giocavamo a pallone in mezzo alla strada con l'unico obbligo di rientrare prima del tramonto.
-      Noi, che trascorrevamo ore a costruirci carretti per lanciarci poi senza freni, finendo inevitabilmente in fossi e cespugli.
-      Noi, che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercurio cromo, e più era rosso più eri fico.
-      Noi, che giocavamo con sassi e legni, palline e carte: le femminucce alle 5 pietre o saltavano l’elastico
-      Noi, che le barzellette erano Pierino, il fantasma formaggino o “C’era un francese  -un tedesco - un italiano…”
-      Noi, che il massimo era la Polaroid perchè aspettavi e si vedeva la foto.
-      Noi, che la Barbie aveva le gambe rigide.
-      Noi bambine che giocavamo con Eva nella mela e Cacio nella pera
-      Noi, che il 1° Novembre era 'Ognissanti', mica Halloween.
-      Noi, che l'unica merendina era il Buondì Motta e mangiavamo solo i chicchi di zucchero sopra la glassa.
-      Noi, che il Raider faceva concorrenza al Mars.
-      Noi, che a scuola le caramelle costavano 5 £ire.
-      Noi, che si suonava la pianola Bontempi.
-      Noi, che la penitenza era “dire – fare – baciare – lettera – testamento”.
-      Noi, che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
-      Noi, che il Ciao e il Boxer si accendevano pedalando.
-      Noi che facevamo le feste in casa e cucinava tutto la mamma e poi puliva pure
-      Noi che festeggiavamo i 18 anni in casa e non in un locale qualsiasi
-      Noi, che nei mercatini dell'antiquariato troviamo i giocattoli di quando eravamo piccoli e diciamo "guarda! te lo ricordi?" e poi sentiamo un nodo in gola.
-      Noi, che siamo ancora qui e certe cose le abbiamo dimenticate e sorridiamo quando ce le ricordiamo.
-      Noi, che vivevamo negli anni di piombo, in mezzo ad inaudite violenze per lotte sociali e di classe.
-      Noi, che votavamo per i partiti della 1° Repubblica: MSI, DC, PRI, PLI, PSI, PCI, e non per 70 diversi gruppi dai nomi fantasiosi.
-      Noi che provavamo a fumare la prima sigaretta con la compagna di classe più grande di noi e ti sentivi grande e non droghe e pasticche per provare euforia.
-      Noi, che trovammo lavoro tutti e subito. E ci sposavamo presto.
 
 Noi, che siamo stati tutte queste cose e tanto altro ancora....forse meriteremmo un pò più di rispetto.....!
 

"IL PESO DELL'ANIMA"

08 febbraio 2010 ore 20:39 segnala

Tutti credevano in quel tempo che il peso dell'anima fosse appena di ventuno grammi, eppure gli angeli, che erano fatti di sola anima pesavano in modo diverso gli uni dagli altri.

Un giorno si trovavano su una spiaggia due angeli, seduti a contemplare il profumo del mare e il rumore delle onde che si scagliavano sulla battigia. Rimasero a lungo nella medesima posizione, con i piedi piantati al suolo, le gambe piegate e il mento poggiato sulle ginocchia. Ad un tratto le onde si fecero alte ed il sole non scaldò più le loro anime, così decisero di spostarsi in un altro punto di quell'ameno paesaggio per cercare altrove la quiete. Si levarono in piedi e videro le proprie impronte sulla sabbia, diverse. E non solo per la forma, anzi soprattutto per la profondità dei solchi che avevano lasciato. Così uno dei due chiese all'altro: "Ma se siamo fatti di sola anima e le nostre pesano solo ventuno grammi, perchè le impronte sulla terra sono diverse?" L'altro angelo rimase a lungo in silenzio, in cerca di una spiegazione che non arrivò mai, ma quando i due angeli si destarono dalla meditazione e presero per andare via, comparve inaspettatamente nel cielo un arcobaleno, fatto di sette colori che insieme creavano un'unica luce bianca.