Per amare ci vuole stomaco.

10 agosto 2022 ore 08:35 segnala


Il cuore non si spezza, è una cazzata, non è li che finisce l'amore,
l'amore và nello stomaco, in fondo lo sappiamo tutti,
ma lo stomaco che cavolo di forma ha?
Non lo sa nessuno che forma ha quando si innamora,
è tu li metteresti cioccolatini in un contenitore di cui non conosci la forma?
Però tanto è nello stomaco che finiscono, così come tutte le delusioni, i tradimenti,
i dolori, e le farfalle.
Il cuore se ne fotte, perché batte di un movimento involontario,
ma tu con lo stomaco ti ci incazzi, lo maltratti, lo riempi o svuoti in preda alle emozioni, lui si contrae, e soffre con te,
La verità, è che per amare, ci vuole stomaco.

Fine

09 agosto 2022 ore 08:38 segnala


Non potrai più entrare nel mio mondo segreto,
non possiedi più la chiave,
vedrai solo la porta senza effigi, liscia, rossa e fredda come il ghiaccio,
può darsi, capirai sentendo il freddo,
l'impatto di qualcosa così grave,
un vuoto, un abbandono, il fine viaggio,
il collo a cui si stringe attorno un laccio.
Non so se poserai le mani insieme, per sentire il separarci, la distanza,
di certo io sarò dall'altro lato, in una posa coma ad uno specchio,
per perdersi così come un riflesso, che piano si sbiadisce in lontananza,
io ti immaginerò voltata verso, e un demone sussurra ad un tuo orecchio.
Figlio di un presagio ora finisce, questo appartenersi senza vene,
ed io disperazione fatta forma, affogherò, nel vino, tutte le mie pene.
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La mia dannazione

08 agosto 2022 ore 08:14 segnala


E' bella e sa volare, ma le sue ali sono pigre e pesanti,
è dolce nonostante no ne conosco il sapore,
ma la sua anima si è indurita col tempo,
e scaglia la sua ira contro mulini a vento, ed un mulino sono io,
che giro impazzito ed impaziente,
imploro la sua benevolenza, così che restando senza quei suoi veli
mi permetta di sognarla ancora,
per un sapore che berrò solamente da lei.

Un folle aspettare

03 agosto 2022 ore 08:13 segnala


E' folle aspettarti qui, sapendo che non ci sarai,
è folle ma inevitabile,
così com'è folle guardare tra i nomi,
accavallati rigorosamente in ordine alfabetico,
che entrano ed escono caoticamente,
guardano le loro cose,
si aspettano, si trovano, si salutano,
ed il tempo passa insoddisfatto.
E' folle aspettarti ma inevitabile,
esiste un giorno in cui aspetterò meno,
ed uno in cui non aspetterò,
esistono perchè è previsto così, tutto passa,
ma ora non è ancora quel giorno.

Il tuo odore

02 agosto 2022 ore 08:18 segnala


Il tuo odore mi sfinisce,
mi dipende tanto da doverti odiare,
così non smettendo di annusare,
non posso che perdermi deliziosamente.
Il tuo odore rende ciechi,
perché gli occhi si chiudono da soli,
annullando un senso, per amplificarsi di te,
che sai, e profumi, di passione.

Amazzone.

27 luglio 2022 ore 15:03 segnala


Cambia questo paesaggio ma non il senso,
cambiano le distanze e le occasioni,
così come il tempo chiesto non è abbastanza,
a risarcire il giusto ci pensa il gusto,
e gusto te, dopo un lasso così infinito,
che la memoria lotta per non sfumarlo,
però riassaggiarti paga ogni mio passo,
paga l'attesa e il suo penare,
sentirti ancora amazzone è una conquista,
ed è così che voglio ricominciare.

Abbuffatori senza vita.

22 luglio 2022 ore 11:01 segnala


Credo che sia chi mostra a perdere la concezione della realtà, in questo tempo così "mascherabile" è sempre più facile convincersi di poter apparire maggiormente piacevoli rispetto a quello che poi in realtà saremmo, e questo non è solo ad appannaggio della parte estetica, è così anche con il carattere, con il lavoro, la propria cultura, tutto subisce il fascino del poter apparire migliori.
Ma esiste un prezzo da pagare per poter permettere a tutto questo di essere credibile, il distacco dalla quatidianità, dal contatto fisico, evitare la prova del nove così da poter rendere il personaggio a lunga conservazione.
Questo è un prezzo da pagare altissimo, qualcosa che rende i soli ancora più soli, abbufatori di una vita vissuta senza veramente vivere.
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Micro sorriso

21 luglio 2022 ore 11:42 segnala


Non so sia stato un sogno, o se l'ho vissuto veramente, ma ricordo tutto come se si fosse appena concluso, entrare in una stanza completamente vuota un’unica grande finestra che lasciava entrare il sole per metà, e li in mezzo una sedia bianca, semplice ma robusta, e seduta c'era lei.
Potevo guardare solo i suoi lunghi capelli che le riempivano la schiena, ma le spalle erano nude, e non potevo non percepire all'istante che tutto il suo corpo fosse completamente nudo, quel pensiero mi eccitò ma allo stesso tempo mi paralizzò.
Volevo toccarla, ne avevo paura e voglia insieme, dovevo sapere se lei era davvero li se fosse tutto vero, io stavo sognano e non volevo che finisse, pensare subito alla cosa peggiore per difendersi e rimanere arrampicato con forza a quel sogno coscientemente, con una caparbietà così infinita da scongiurare qualunque risveglio.
Mi avvicinai piano e ad un passo da lei sentì il suo profumo avvolgermi, non un profumo qualunque, era la sua pelle, io sentivo il suo odore , percepivo la sua essenza e mi lasciai inebriare da essa, mi riempì i polmoni e quello stato d'eccitazione mutò ad inebriante lussuria, ora che sapevo di lei non potevo più resistere dovevo sentire la sua pelle.
Con entrambe le mani raccolsi i suoi capelli, mani che si riempirono ed io guardai il suo collo, era docile ed affusolato, la pelle bianca quasi da far male, poi come per lavarmi il viso li avvicinai a me ed un’altra cascata di odori mi drogò l'anima.
Non fui più me, molto di ciò che feci non subì il mio controllo, io la amavo e questo significava che era mia, ormai non valevano più le regole, tutto era possibile, tutto aveva licenza ai miei occhi , ma non sapevo ancora se così sarebbe stato ai suoi.
Le mie mani che raccoglievano i suoi capelli si serrarono , poi con la sinistra li girai intorno come si serra la criniera di una giumenta, piano tirai e la sua testa si inclinò all'indietro ruotando dolcemente a destra, così la vidi, e vidi un grammo di sorriso comparire sull'angolo della sua bocca, poi scomparve, ma io lo vidi.
le sue gambe chiuse si allargarono leggermente, io allungai una mano sul suo seno senza smettere di condurla, eravamo legati in quella presa la mia mano ed i suoi capelli un’unica cosa, e mi lasciò fare, sentire la sua pelle, la sua rotondità, come una coppa colma io mi riempì lasciando il capezzoli fuoriuscire tra le dita, si indurì al primo contatto, e mi parlò di lei senza che nemmeno una parola avesse mai rotto il silenzio, strinsi le dita tra loro per godere del suo spasmo di dolore e piacere mescolati insieme, nuovamente quel sorriso microscopico, ed un nuovo spasmo nei miei pantaloni, tirai ancora.
Non so se sia stato un sogno, o se l'ho vissuto veramente, ma ricordo tutto come se si fosse appena concluso.
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fine.

20 luglio 2022 ore 15:33 segnala


Non potrai più entrare nel mio mondo segreto perché no ne possiedi più la chiave,
vedrai solo una porta senza effigi, liscia, rossa e fredda come il ghiaccio,
può darsi, capirai sentendo il freddo, l'impatto di qualcosa così grave,
un vuoto, un abbandono, il fine viaggio,
il collo a cui si stringe attorno un laccio.
Non so se poserai le mani insieme, per sentire il separarci, la distanza,
di certo io sarò dall'altro lato, in una posa coma ad uno specchio,
per perdersi così come un riflesso, che piano si sbiadisce in lontananza,
io ti immaginerò voltata verso, e un demone sussurra ad un tuo orecchio.
Figlio di un presagio ora finisce, questo appartenersi senza vene,
ed io disperazione fatta forma, affogherò, nel vino, le mie pene.
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« immagine » Non potrai più entrare nel mio mondo segreto perché no ne possiedi più la chiave, vedrai solo una porta senza effigi, liscia, rossa e fredda come il ghiaccio, può darsi, capirai sentendo il freddo, l'impatto di qualcosa così grave, un vuoto, un abbandono, il fine viaggio, il collo a...
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Ghiaccio e fiamme

19 luglio 2022 ore 15:10 segnala


Ghiaccio che non teme il sole d'agosto,
questo si deve sentire per continuare a splendere,
questo vorrei fossimo ancora,
Fiamme che non temono il freddo dell'anima.