Buon giorno Mary.

24 giugno 2022 ore 08:46 segnala


Il sole fece capolino nella grande stanza, i suoi raggi risalirono piano sino alla trapunta mutandone i colori, poi inondarono in volto di Mary.
I suoi grandi occhi si schiusero, e la luce si oppose alla luce,
l'immenso verde dei suoi grandi occhi.
Si mise a sedere sul letto puntellandosi con le braccia, erano le otto del mattino, non aveva bisogno di orologi per saperlo, aveva imparato a leggere il cammino del sole lungo i mesi, lungo gli anni.
La governante entrò nella stanza, le diede il buon giorno e la invitò a scendere in giardino, lei guardò fuori dalla finestra sollevando le spalle, " aiutami a salire sulla carrozzina ti prego " , la governante la sollevò come fosse una piuma leggerissima e l'accompagno nella stanza da bagno , ogni suo giorno iniziava così.
usò lo scivolo che costeggiava la scala per scendere in sala da pranzo, la prima volta era stato divertente, poi seguirono una seconda, una terza, ed ora gli ricordava soltanto la sua diversità.
Mary aveva 14 anni e trascorreva quasi tutte le sue mattine in quel modo, leggeva, leggeva tanto, e volava, volava con la fantasia in posti lontani dove poteva sentirsi come tutti, Mary li non sapeva solo camminare, sapeva volare.
Guardò verso il grande giardino, Vide Robert indaffarato con le sue splendide rose, amava ogni piccola creatura di quel giardino che ben presto era divenuto l'orgoglio della tenuta.
Robert era il padre di tutte quelle creature e loro erano le sue figlie predilette, Mary assomigliava molto a quelle creature, erano immobili come lo era lei, e lei non sapeva cosa fosse reggersi sulle proprie gambe, non sapeva cosa si provasse a correre con il cuore che ti salta nella gola, con gli occhi chiusi e i capelli che spazzolano l'aria frizzante di un estate.
Pensò di essere felice, tutti le erano vicini , mai un solo minuto di solitudine, ogni pensiero era rivolto a lei, era bella, era amata, era bugiarda.
Mary mentiva, mentiva a se stessa e lo sapeva, in realtà era sola, perchè quella sedia era l'emblema infame della sua mediocrità, metteva soggezione, scaturiva pietà odiosa Mary la detestava, Mary si detestava.
Robert alzò lo sguardo e la vide, un sorriso gli riempì il viso e gli occhi di lei lo catturarono per ricambiarlo, solo un secondo, uno sguardo che Robert dedicava alle sue creature e che anche solo per un attimo era stato suo.
Lo guardò sfiorare ogni singolo petalo, sino a che non lo perse immerso nel suo lavoro.
Le giornate si ripetevano con sconcertante precisione, sempre uguali a se stesse, perfette nella loro esasperante monotonia, dove la nota che si suona è sempre la stessa, dolcissima, così suadente da doverla odiare per potere assaporare anche una sola stonatura, che avrebbe significato novità .
I libri, solo loro potevano dedicargli un ora nuova, una storia diversa, così si immergeva in una vita non sua per cercare di essere felice.
Una sera, dopo cena, fu ricondotta nella sua stanza, guardò fuori dalla finestra e trovò la Luna che aveva rubato il posto al Sole, una luna piena e lucente, restò per lungo tempo a contemplarla, era bella dolce e presto ne fu rapita.
Poi d'un tratto il suo cuore parlò. " Mia dolce e splendida signora, tu che hai in te l'essenza della bellezza, la facoltà di leggere nei cuori della gente e di guidarli verso la strada più giusta, Aiutami ti prego, a cambiare la mia vita, fa che io finalmente possa, essere felice. "
La luce della Luna che illuminava la stanza tremò brevemente, poi per un istante ancora più breve brillò di un intensità mai vista illuminando a giorno la stanza.
Mary non se ne rese nemmeno conto, ma la sua parte irrazionale capì.
Come sempre la sedia a rotelle era accanto al suo letto, come rapita si appoggiò ai braccioli trascinandosi, ma cadde pesantemente, non si perse d'animo e si trascinò sino a riuscire a sedersi, i suoi occhi erano vuoti come se lei non si trovasse davvero li.
Prese fiato a lungo, poi cominciò a muoversi, la casa era immersa nel silenzio, giunse allo scivolo e giocò sul freno per scendere dolcemente, poi fischiò e per un istante gli si fermò il cuore, ,il rumore non ruppe il sonno di nessuno, così fu in veranda.
L'aria era fresca, la notte magica, il suo sguardo sempre assente, in pochi istanti fu nel grande giardino, la luna illuminò il suo percorso conducendola, alzò lo sguardo e vi trovo le rose.
Le guardò come si guardano delle sorelle, poi i suoi occhi si accesero, scese dalla sedia e si trascinò sino a raggiungere il centro del roseto, ad ogni suo movimento i vestiti si laceravano, graffi le riempivano il corpo che raccoglieva spine, il sangue fluiva imperlandole il corpo, nessun dolore, si trascinò sino al centro del roseto, poi sollevò il capo, riguardò la Luna e la Luna la guardò.
SI aggrappò alle sue sorelle, e si sollevò in piedi, chiuse gli occhi ed allungò le braccia verso il cielo, la camicia da notte volò via, le gambe mutarono in un agile stelo, la sua schiena si inarcò gustando ogni attimo, le mani si raccolsero lungo le spalle e divennero foglie verdi come smeraldi, poi i suoi occhi strariparono donandone il colore a i suoi petali e tutto finì.
La luna la guardò per un ultima volta , poi se ne andò.
Era l'alba quando Robert entro nel giardino, trovò la sedia, poi la vestaglia, la raccolse e per un attimo restò ad osservarla, sollevò il viso e guardò verso il roseto e trovò la rosa verde più bella che avesse mai visto, i suoi petali brillavano bagnati della rugiada del mattino.
Si avvicinò e l'accarezzò dolcemente, la rosa si mosse al contatto delle sue dita , " BUON GIORNO MARY' "

Le ultime parole.

23 giugno 2022 ore 16:32 segnala


Ieri mi ha toccato, sono sincero, quelle parole alla fine sono state difficili, so che era rabbia, so che era autodifesa ma lo sono state, e non le meritavo.
Non mi chiedo se te ne sei pentita, semplicemente perchè a questo punto non mi interessa, mi spiace solo per tutto quello che si disintegra con una frase così, e credimi, si disintegra tutto, persino il pensarti.
L'ultima tua voce l'ho letta così e prenderà per sempre il posto di tutto quello che c'eravamo detti.
0705ed8d-146e-4530-b366-8f39e641e161
« immagine » Ieri mi ha toccato, sono sincero, quelle parole alla fine sono state difficili, so che era rabbia, so che era autodifesa ma lo sono state, e non le meritavo. Non mi chiedo se te ne sei pentita, semplicemente perchè a questo punto non mi interessa, mi spiace solo per tutto quello che ...
Post
23/06/2022 16:32:32
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    2
  • commenti
    comment
    Comment

Non so scrivere delle mie lacrime.

23 giugno 2022 ore 14:56 segnala


Non riesco mai a scrivere delle mie lacrime
le mie lacrime sono isole di vergogna
che piangi ma allontani lasciandole portare via dalla corrente
ma poi ti accorgi
che spesso ti avrebbero potuto far compagnia
le mie lacrime non hanno magia
perchè gli impedisco di splendere
ma ora sono qui che racconto di loro
e lo faccio con te
e mi accorgo
che sono capace di scrivere delle mie lacrime.

I tuoi tagli per cui non sono tagliato.

23 giugno 2022 ore 08:47 segnala


Lasciare il segno,
è qualcosa che rende immortali, sia quando lasciamo un segno nella vita di qualcuno,
sia quando qualcuno lo fa con la nostra vita,
ma se quall'essere, quella ricerca di immortalità diventa un disagio verso noi stessi,
a quel punto il sengo diventiamo noi,
e diventiamo foglio e diventiamo inchiostro, e la penna che usiamo non è cancellabile,
lascia solchi, che poi divengono cicatrici, tutte fermamente li, a ricordarci i pianti,
le risa, e lo straordinario stordimento che è la nostra vita.
Ma poi l'effetto si dirada, e restano i segni, qualcosa di cui ti vergogni, che vorresti nascondere,
perchè è la strada sbagliata, e noi siamo fatti per percorrere strade diverse,
con il solo unico scopo che è quello di perseguire la felicità.
Ed ora, sono pronto a permetterti di lasciare il segno.

Custodire

22 giugno 2022 ore 13:33 segnala


Farò della mia anima uno scrigno per la tua,
del mio cuore una dimora per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
vivrò in te la vita di un fiore sotto i raggi del sole,
custodirò i tuoi segreti così che si mescolino con i miei a divenire un unica memoria,
camminerò sui tuoi passi così che non dovrai mai sentirti sola,
perchè noi siamo una sola essenza.

come le cose cambiano.....
e45265c6-b8bb-4532-be50-bc94872e21ee
« immagine » Farò della mia anima uno scrigno per la tua, del mio cuore una dimora per la tua bellezza, del mio petto un sepolcro per le tue pene. Ti amerò come le praterie amano la primavera, vivrò in te la vita di un fiore sotto i raggi del sole, custodirò i tuoi segreti così che si mescolino c...
Post
22/06/2022 13:33:58
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
  • commenti
    comment
    Comment
    2

Così tu.

22 giugno 2022 ore 08:13 segnala


Tu così distesa,
con i tuoi capezzoli tra le dita e il capo riverso,
le gambe come ti guardo ora, dischiuse in attesa,
e la mia lingua che si appoggia,
piano ti invade, per sentirti in profondità,
per imparare il tuo sapore e non dimenticarlo mai,
per restare li e bere di te,
così che non si sprechi una sola goccia,
quando i tuoi fianchi inarcati dal piacere,
ti trasformeranno in fonte per me.

L'intimità

21 giugno 2022 ore 16:35 segnala


L'intimità è un posto stretto ed angusto,
così difficile da abitare, che per starci in due,
si è costretti a divenire una cosa sola.
L'intimità è fatta di mani tese a calice,
così che ci si possa riposare reciprocamente, come una culla per l'anima.
L'intimità e qualcosa che si nutre di fiducia,
figlia illegittima dell'amore supera ogni difficoltà,
si nutre di se stessa e ti rende libero,
nonostante una catena d'oro ti leghi ad un altro.
L'intimità è non avere segreti, è l'irrefrenabile desiderio di raccontarsi,
in modo così profondo, da desiderare che l'altro sappia ogni cosa di te.
L'intimità è fatta di due corpi che sono uno,
e fatta di due anime che sono solo una,
di due che specchiandosi diano una sola immagine riflessa.
L'intimità non sei più tu.
411c6e5d-4394-4c28-9b1e-8726668aed4a
« immagine » L'intimità è un posto stretto ed angusto, così difficile da abitare, che per starci in due, si è costretti a divenire una cosa sola. L'intimità è fatta di mani tese a calice, così che ci si possa riposare reciprocamente, come una culla per l'anima. L'intimità e qualcosa che si nutre...
Post
21/06/2022 16:35:57
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
  • commenti
    comment
    Comment
    1

La libertà di non esserci.

21 giugno 2022 ore 08:24 segnala


Sono davvero stanco, stanco della eccessiva assillante personificazione.
Scrivo ed ho il diritto di poter scrivere di tutto, ma questo non vuol dire
che sono in tutto quello che scrivo, se così fosse dovrei avere un paio di ergastoli sulle spalle, ma al momento sono ancora a piede libero.
Quando scriviamo, come accade nelle canzoni scegliamo in modo arbitrario di
mettere una percentuale di noi, e lasciamo al lettore la possibilità di trovarvi se stesso per come e quanto gli aggrada.
vero è che scrivere possa essere un bisogno arreso,
ma non può e non deve essere una prigione.

Ballando tra la folla

20 giugno 2022 ore 15:58 segnala


Fabio chiuse la comunicazione, in realtà non la chiuse, attese solo il rumore sordo
che il cellulare fa quando l'altro utente chiude, resto a guardare lo schermo poi
si mosse verso l'auto.
Non ci voleva molto per raggiungere il luogo deciso, così in pochi minuti parcheggiò.
Si affretto a raccogliere gli oggetti dal sedile del passeggero, indossò gli occhiali
mise il cellulare nella tasca del cappotto e gli auricolari nelle orecchie, bastò toccare lo schermo e partì quella canzone, allungo il passo attraversando una via laterale e si ritrovò tra la folla del Sabato pomeriggio, in giornate troppo corte per non essere malinconici.
Lei era ferma d'avanti ad una vetrina, guardava ma in realtà vedeva se stessa riflessa sul vetro, aveva l'aria triste di chi aspetta, qualcuno distratto la urtava ma non ci faceva caso, i suoi occhi erano tristi, di quella tristezza che sa di essere rassegnazione, per ora aspettava.
Fabio mando quella canzone ancora, colonna sonora di una storia come altre mille, ma queste era la loro, è nulla contava quanto quelle parole, poi la vide di spalle,
un lungo cappotto rosso e tachi che portavano il suo sedere fino in paradiso, le guardò di nuovo il culo vergognandosene ma sorridendo, abbasso un attimo la testa e cancellò tutta la gente, era tutto già deciso poi la raggiunse, mille persone sparirono in un solo colpo, le prese il braccio, costringendola a voltarsi, sollevò gli occhiali sulla fronte e piazzo gli occhi nei suoi, erano risti, staccò uno degli auricolari e lo porse a lei, la strinse ed iniziarono a danzare.
Via Condotti era un formicaio di gente in un Sabato pomeriggio freddo e buio,
la gente si scansava, sorrideva, qualcuno fotografava quei due che danzavano stretti.
Poi li ingoiò.

Custode.

20 giugno 2022 ore 08:28 segnala


un padrone prova a dominare la tua carne
la usa la costringe,
un custode mira alla tua anima,
alla tua testa al tuo fuoco nel ventre,
un custode ti si stampa addosso
e finisci per ritrovarlo ovunque.
e68f9756-124d-40a1-823e-912be8eb675f
« immagine » un padrone prova a dominare la tua carne la usa la costringe, un custode mira alla tua anima, alla tua testa al tuo fuoco nel ventre, un custode ti si stampa addosso e finisci per ritrovarlo ovunque.
Post
20/06/2022 08:28:03
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
  • commenti
    comment
    Comment