Amico mio

03 luglio 2022 ore 22:03 segnala

Vivi questo tuffo in un mare nuovo, amico mio, un mare che conosci così bene e adesso è nuovamente tuo,
lanciati da questo trampolino e goditi il volo, fino a trovare acqua salata che ti accoglie come un seno di donna,
e lasciati imprigionare, perchè non è galera ma è culla.
Ricomincia una vita nuova, e bacia con passione ciò che ti lasci alle spalle,
bacia ogni cosa, come chi ringrazia con il cuore, e non pentirti,
bello è stato il passato e meraviglioso sarà il futuro.
Sorridi amico mio, che la strada è a scendere, dove il sole tramonta tardi,
voltati una volta ancora con un inchino senza applausi, saluta e torna al tuo sole, alla tua gente, alle tue parole masticate.
Balla amico mio perchè sei un uomo fortunato, ama con passione e non pentirti mai, guardami amico mio che a guardarti in questo specchio ci sono io.
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« immagine » Vivi questo tuffo in un mare nuovo, amico mio, un mare che conosci così bene e adesso è nuovamente tuo, lanciati da questo trampolino e goditi il volo, fino a trovare acqua salata che ti accoglie come un seno di donna, e lasciati imprigionare, perchè non è galera ma è culla. Ricominci...
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Mescolandoci

01 luglio 2022 ore 08:37 segnala


Resto a guardarti mentre togli strati di femminilità,
Il tuo è un corpo che imprigiona,
Una sirena che incanta senza voce,
Mi prende toccandomi con gli occhi,
Ed ogni muscolo contrae fino all'anima.
Nuda che seni dolci mi proponi,
a gusto e sapore solo tuo,
Ed io mi nutro per non saziarmi mai,
Così che salive si fondino a dare un sapore nuovo,
Un sapore nostro, mentre ci assaggiamo vicendevolmente,
Ed ora nutrimi e bevi di me.
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« immagine » Resto a guardarti mentre togli strati di femminilità, Il tuo è un corpo che imprigiona, Una sirena che incanta senza voce, Mi prende toccandomi con gli occhi, Ed ogni muscolo contrae fino all'anima. Nuda che seni dolci mi proponi, a gusto e sapore solo tuo, Ed io mi nutro per non saz...
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Le Nozze.

30 giugno 2022 ore 13:36 segnala


Un giorno la Notte chiese in sposa la Luna,
ed il Sole per festeggiare l'evento
chiamò tutte le Stelle del firmamento,
che accorsero cantando e danzando e alle nozze brindando,
anche il Tempo partecipò all'evento portando in dono l'eternità.
Ma quando alle nozze giunse la Terra,
il suo sguardo incrociò quello della Luna,
e da quello sguardo sbocciò un amore tanto grande,
quanto poca sarebbe stata la sua fortuna.
Mentre Re Sole celebrava le nozze,
la Luna abbandonò l'altare
per correre dalla Terra cuo unico vero amore,
ma nell'istante in cui si giunsero le loro mani,
la Notte ed il Sole, colti da collera e furore,
lanciarono un incantesimo su questo nuovo amore.
La Terra tra Giorno e Notte fu imprigionata,
mentre la Luna per sempre fu confinata.
Solo il Tempo impietosito da questo nuovo amore
concesse ai due amanti la possibilità
di guardarsi per l'eternità.
La povera Luna distrutta dal dolore,
raccolse i cocci del suo povero cuore,
e tra le lacrime cominciò a contemplare il suo unico vero amore.
E ancora oggi se alzi gli occhi al cielo,
trovi la Luna che ricoperta da un candido bagliore,
rivolta verso il suo amore,
lo continua a guardare,
ma mai più lo potrà toccare.
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« immagine » Un giorno la Notte chiese in sposa la Luna, ed il Sole per festeggiare l'evento chiamò tutte le Stelle del firmamento, che accorsero cantando e danzando e alle nozze brindando, anche il Tempo partecipò all'evento portando in dono l'eternità. Ma quando alle nozze giunse la Terra, il s...
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30/06/2022 13:36:19
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Due come loro

30 giugno 2022 ore 08:37 segnala


Laura lo aspettava, si erano a lungo parlati, si erano raccontati le proprie anime con la certezza che non si sarebbero visti mai, ma così non era stato, ed ora lui sapeva i segreti più intimi di lei, e lei conosceva le perversioni che lui non avrebbe mai osato saziare.
E' strano scoprire quanto si possano desiderare le stesse cose, com'è liberatorio scoprire che non sei tu ad essere strano, fuoriposto, anomalo, ma c'è qualcuno che vuole e desidera le stesse emozioni, le stesse situazioni, del resto se non si fa del male a nessuno, nulla dovrebbe essere prigioniero di una morale, che non ha padre e madre, ma è solo figlia di un tempo che oramai non ha più senso.
Sarebbe accaduto oggi, si era preparata con scrupolo ed ansia, guardando continuamente l'ora, tirando i minuti come se il tempo potesse scorrere più velocemente, questa era la sua rivincita, rivincita nei confronti di tutti quegli uomini che l'avevano fatta sentire inadatta, fuori posto, solo per aver desiderato di vivere a pieno le proprie emozioni,
solo per aver osato cercar di scoprire, oggi finalemnte avrebbe avuto lui.
Marco credeva che Laura non esistesse, era impossibile che una donna volesse le stesse cose, si era sempre giudicato tutte le volte che con le proprie donne aveva osato di più, ed era morto ogni volta che riceveva quello sguardo contro, non poche volte si era rivestito per andarsene, ma questa volta no, sentiva che non sarebbe successo, sentiva che erano uguali, lui già l'amava.
Si lanciò in auto cercando di accorciare la distanza che li separava, era ancora giorno, e non avrebbero avuto più di un auto per stare insieme ma questo a lui bastava e sapeva sarebbe bastato anche a lei, macinò chilometri e poi vide il cartello della città, pochi istanti e l'avrebbe vista.
Laura era pronta, guardava il cellulare aspettava quel messaggio, lo desiderava più di ogni altra cosa al mondo ed un po inconsciamente temeva che lui non venisse, poi lo schermo del cellulare si accese, lampeggiò, eccolo.
Marco fermò l'auto prese il cellulare , pochi tasti veloci per dirgli che era li, la fronte gli sudava, cazzo non voleva avere un brutto odore, ed immaginava i loro corpi sudati ed uniti mentre lei gli leccava le gocce che gli perlavano la fronte, solo il pensiero lo eccitò immediatamente poi la vide sbucare dietro un angolo, camminava veloce, era bellissima, agitò una mano e la sua eccitazione divenne permanente.
Laura salì in macchina, erano al centro della strada, il motore in moto, si guardarono, poi si baciarono, le labbra unite anche se solo per un secondo, eppure la prima cosa che toccarono del corpo dell'altro furono le reciproche labbra, è una cosa che non si dimentica, non si può dimenticare quando il destino ti riserverà cose ben diverse da quel candido bacio, è una cosa che non si dimentica imparando dell'altro
ogni centimetro, ed il sapore di ogni fluido.
Un clacson urlò alle loro spalle, Marcò spense il motore come se avesse la patente da un giorno, lei sorrise, lui si mortificò nel suo orgoglio di maschio, poi ruotò di nuovo la chiave e si affrettò a liberare la strada.
Non si parlarono, si guardavano sperando che fosse tutto vero, le mani intrecciate e gli occhi di lui inevitabilmente sulle sue gambe, poi la stradà cominciò a salire, sino ad una piccola altura, per Marco poteva bastare, spense il motore parcheggiando in un posto che sperava essere tranquillo, poi la baciò.
Un lungo bacio di passione e la sua mano si impiglio nei suoi seni, erano dolcemente turgidi, i capezzoli piccoli e duri.
Vi esitò con le labbra, poi li chiuse serrandolo tra i denti, lei gli accarezzò la testa, lui la guardò e poi strinse, strinse come non aveva mai fatto prima, Laura scivolò lungo il sedile ed urlò di un piacere immenso e mai provato,strinse ancora e lasciò scivolare una mano tra le sue gambe, lei era bagnata, sentiva il suo ventre
muoversi le gambe schiudersi, gli occhi si persero mentre le sue labbra continuavano a giocare con la lingua, vederla in quello stato, persa nel piacere e nel dolore che si mescolano lo rendeva un uomo felice, si sbottonò i pantaloni, prese la mano di Laura e la bagnò sulla sua cappella, voleva che sentisse come tutto quello lo eccitava, lei strinse, e cominciò a lasciare che la mano scivolasse ritmicamente, poi volle
ancora la sua bocca, un nuovo bacio appassionato, sino a che non sentì bruciare dietro la testa.
Marcò le afferrò i capelli, poi la strattonò, portò i suoi occhi negli occhi di lei, la guardò fisso " Ora scendi! "
Laura si senti il sangue ghiacciare nelle vene, aveva paura, senti un brivido per tutto il corpo, lui l'avrebbe picchiata se non avesse fatto in quel modo!
Era il giorno più bello della sua vita.

Vuoto

29 giugno 2022 ore 13:26 segnala


Ci sono giorni , in cui un angosciante sensazione di vuoto ti afferra la parte alta dello sterno , come se ti avessero fatto un bel buco esattamente lì con il divieto assoluto di poterlo riempire con qualsiasi cosa .
Sono i giorni in cui non sai cosa c'è , i giorni in cui non sai di cosa hai bisogno , giorni in cui niente ti sembra utile e tutto diventa indispensabile per cercare di sentirsi meglio , di non sentirsi ancora così .
Oggi è uno di quei giorni , e non faccio altro che guardare nervosamente l'orario sul cellulare, tirando verso me i minuti e le ore, così che venga in fretta domani e si porti con se questa orrenda sensazione.
Non ho voglia di sentirmi così ancora .

Ricordo un tempo

29 giugno 2022 ore 08:26 segnala


Ricordo un tempo in cui sognavo da sveglio
un tempo in cui ci fu un biglietto nascosto in fretta nella tasca posteriore dei pantaloni, ed un angolo in cui scoprire un sentimento strano.
Un tempo fatto di un sapore rubato, un bacio a sorpresa mentre gli altri andavano,
un tempo fatto di un nascondino che non era un gioco,
e mani lanciate sui sedili posteriori a cercare un'altra mano.
C'è stato un tempo fatto di lunghissime telefonate,
un tempo in cui si scriveva con mano emozionata,
ed avevo voglia di rileggerti senza sosta,
un tempo di coperte nervose ed occhi insonni mentre non sapevo dov'eri,
un tempo in cui una piccola ampolla blu nascondeva una forza misteriosa,
e con lei giacevano mille sogni di un domani insieme.
C'è stato un tempo fatto di porte chiuse per la fretta e di un palloncino volato in un anfibio, e fragorose risate di imbarazzi bellissimi,
un tempo in cui si ballava facendo l'amore e si faceva l'amore mentre ballavamo,
un tempo fatto di giardini pubblici sotto una pioggia sottile e complice.
C'è stato un tempo in cui cavalieri da gli occhi azzurri,
portarono via la " cimpripessa " ad un cavaliere senza colore e senza coraggio,
un tempo fatto di sgomento e di dolore,
un tempo fatto di abbandono e di paura,
un tempo che ha cancellato tutto colorandosi di rassegnazione.
Ricordo un tempo fatto di rabbia e di piacere del dolore,
per scoprire che non sarebbe mai servito a cicatrizzare,
un tempo fatto di mille giorni bui che ne attendevano uno luminoso,
un giorno che inevitabilmente arriva, ed è da li che ricominci a vivere.
Ricordo un tempo molto tempo fà,
ma è un ricordo, è un emozione, è un sentimento, è una parte di me,
ed oggi, sono quel che sono anche grazie a quel tempo.
Ricordo un tempo,
ed oggi un altro tempo c'è.

Ad anima nuda

28 giugno 2022 ore 14:50 segnala


vorrei mi parlassi ancora di te,
perché ti ho vista mutare,
ma come tu dici spesso, non mi basta,
ma non per egoismo, è per desiderio,
per voler conoscerti in ogni tuo segreto,
in ogni tuo pensiero,
io parlo con te, come non ho mai fatto prima,
come un libro che non ha copertina,
incapace di chiudersi,
perchè voglio che tu sappia di me.
Così mi spoglio di tutto,
ed è, una nudità dell'anima,
e mi piace esserlo d'avanti a te,
così nascono le poesie, figlie di una musa che ti ispira,
scrivendo ad anima nuda.
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« immagine » vorrei mi parlassi ancora di te, perché ti ho vista mutare, ma come tu dici spesso, non mi basta, ma non per egoismo, è per desiderio, per voler conoscerti in ogni tuo segreto, in ogni tuo pensiero, io parlo con te, come non ho mai fatto prima, come un libro che non ha copertina, inc...
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Uno strano destino

28 giugno 2022 ore 08:13 segnala


Sara scende i gradini della metro, lo fa in fretta, perchè chi non lo fa a Milano?
è un pò come uno sport l'accelerare sui gradini della metro, quasi fosse impossibile astenersi da quel rituale, arriva incolume in fondo alla scalinata e girando l'angolo si sente afferrare la mano, trasale spaventata, solleva la testa e vede una vecchia zingara, che come se fosse la cosa più scontata del mondo comincia a ruminare pensieri nemmeno stesse leggendo il soleventiquattrore.
Da spaventata a divertita ci vuole un attimo, così decide di lasciarla fare e attende, comincia a pensare alla cifra idonea da regalare alla vecchina ed anche questo la diverte un pò, poi il silenzio si rompe, Sara smette completamente di sorridere a quel gioco divertente, le dice il suo nome, la sua data di nascita, si sofferma su gli eventi cruciali della sua giovane esistenza, mentre la sua mano comincia a tremare, ha gli occhi sbarrati e vorrebbe ritrarla, ma la presa della zingara è ancora più forte e decisa, le dice che c'è un amore, un amore travolgente nella sua vita, ma che non è ancora sbocciato, qualcosa che le cambierà il destino e le donerà una famiglia, se non fosse per le prime informazioni questo risuonerebbe come scontato ed adulatorio, ma poi fa un nome, Marco, le dice che è questo il nome dell'uomo che la renderà felice, poi la vecchina sembra uscire da uno stato di trans ed allenta la presa, Sara approfitta del momento e dimentica la piccola mancia da lasciare alla zingara e fugge via.
Marco è un mese che le chiede insistentemente di uscire, è un ragazzo carino ma lei non sente quell'attrazione, che ti prende lo stomaco quando riconosci qualcuno che può essere importante per te, ma la zingara l'ha sconvolta, il cellulare squilla, guarda lo schermo, dice Marco, sprofonda ancora più giù nella propria incredulità, risponde impacciandosi con i tasti poi dice pronto, " ciao, volevi darmi il buon giorno, che carino, si si tutto bene, sto bene, si va bene questa sera per le 21.00 , sui navigli ok, ciao. "
Marco chiude il telefono, svolta l'angolo della metro e mette la mano al portafogli,
tira fuori 50 euro e le porge alla zingara sorridendole.

L'importanza del gioco

27 giugno 2022 ore 11:41 segnala


Carlo siede al tavolo della cucina, guarda Claudia che di spalle prepara il pranzo, il suo sedere fa a gara con i suoi fianchi in larghezza, gli anni l' hanno sformata, ovviamente questo è accaduto anche a lui, ma è fortemente convinto che per l'uomo questo non conti.
Una ruga di tristezza si affaccia sul suo viso, percepisce che è passato molto tempo da quando l'avrebbe presa in quella posizione senza nemmeno pensarci, ora non ritiene di averne la forza, ma più di tutto no ne ha il desiderio.
Carlo passa molte ore in ufficio d'avanti al proprio pc, ogni tanto fa capolino dal monitor, si accerta che non vi sia nessuno in giro, ed apre siti " piccanti " fantasticando su giovani corpi ammiccanti, sente subito il sangue che accelera nel proprio corpo ed una violenta erezione gli ricorda ancora che ha voglia di combattere.
E' anche capitato si toccasse in situazioni come quella, momenti in cui ha avuto la certezza assoluta di essere solo, stupendosi la prima volta di quanto sia stato appagante e piacevole, ritrovandosi scaraventato indietro alla sua pubertà, dopo un inizio di vergogna lo aveva riscoperto gratificante. Il guaio è che questo non ha fatto da catalizzatore del suo desiderio, anzi lo ha inibito ed ora comincia a non sentire più il trasporto per Claudia, la guarda e comincia a notare i suoi difetti, si accorge di quanto lei sia abituata alla sua presenza tanto da non considerarlo più di un ornamento casalingo.
Claudia è contenta della sua vita, ha una bella casa e due splendide ragazze, che ormai hanno intrapreso il loro percorso di vita, camminano con le loro gambe ed ha sofferto il distacco ma sa che è sempre la loro adorata mammina.
Ora che la casa è più vuota ha riscoperto i momenti da condividere con il proprio compagno, ma sente che c'è qualcosa di diverso, lo percepisce da come la guarda, forse lui non se ne rende nemmeno conto, ma quel modo la mette a disagio, la fa sentire inadeguata, Carlo non la tocca da mesi.
Ne parla con una sua cara amica, la convince che è del tutto normale, il desiderio va spegnendosi e la vita è fatta di molte altre cose, non hanno più l'età delle capriole e di certo Carlo non è il tipo che si lancia dall'armadio.
Quelle parole però risultano un vero e proprio schiaffo per la sua femminilità , si è appena fatta la doccia ed ora sta guardando il proprio corpo nudo e bagnato, no, Claudia non è quel corpo che aveva, ed ora si sente cadente ed un po in colpa per essere sfiorita, si accarezza piano tra le gambe ma solo per asciugarsi, poi smette di guardare il proprio corpo attraverso lo specchio, si guarda il viso, e la tristezza che vi legge, mescolata al passare del tempo, ed è quello che la spaventa di più.
Carlo è tornato alle 20, hanno cenato amabilmente ma chi ha parlato di più è in giacca e cravatta e dice il telegiornale, tra 10 minuti c'è la partita e la coppia si divide, lei va in camera da letto e lui si trasforma in "Fantozzi" nel peggiore degli stereotipi maschili.
Claudia ha guardato un film dando ogni tanto peso alle imprecazioni che arrivano dalla cucina per, qualche eventuale gol sbagliato, è comoda nel suo pigiamone " antistupro", Da un occhiata all'orologio, è quasi l'una di notte ma Carlo non è tornato a letto, e dalla cucina arriva solo il bagliore della T.V. , così si alza un po preoccupata, non chiama ad alta voce per un vecchio retaggio, quando le bambine dormivano di là ed urlare era tabù per non interrompere il loro sonno, per un istante pensa che anche l'amore avevano imparato a farlo in silenzio, si sorprende a questo pensiero, e si stupisce di come ci si possa sentire in soggezione a casa propria.
Scende dal letto scalza e va in cucina, il divano è di spalle, e la T.V. puoi scorgerla solo una volta raggiunta la porta, Ed ora ferma lì, sente il marito ansimare sul divano e vede un film particolare scorrere sullo schermo, non dice una parola resta li per qualche secondo ma non guarda più la televisione ed il suo contenuto osceno, la testa del suo uomo oscilla piano mentre si sta masturbando, poi il suo ansimare si fa più forte, Claudia sa bene cosa sta per accadere, è una vita che lo sente succedere su di se, poi silenzio.
Claudia non ha dormito per buona parte della notte, quando Carlo è tornato a letto ha finto di essere in un sonno profondo, ma ha continuato a chiedersi il perchè, perchè suo marito preferisse quella fantasia alla possibilità di toccarla concretamente, si è sentita offesa, delusa, meno donna.
Il mattino passa come tutti quelli che lo hanno preceduto, colazione insieme un bacio di buona giornata e poi lo ha visto andar via, rassetta la tavola ma non smette di pensare a ciò che ha visto, guarda il lettore dvd ed istintivamente lo accende, Carlo ha dimenticato di toglierlo forse perchè era davvero molto tardi e lui non è uno che dorme poco, si siede sul divano e guarda, ma si sente stupida, sono scene di sesso esplicito con una trama totalmente assente, difficile che catturi il suo interesse, ma non è questo che le interessa ora, si sta chiedendo il perchè ed è decisa ad andare sino in fondo.
Più il tempo passa, più si lascia catturare dalle immagini, pensa al suo uomo accanto a lei in quel momento e questo la eccita, sente una sensazione di calore scorrerle nel ventre ed immagina le sue mani su di se ed i loro occhi che guardano altri corpi, ora il calore diventa ancora più intenso, ed un grosso sorriso le riempie il viso.
Sono le 20, Carlo ha una fame da lupi, chiude la macchina e sale la piccola rampa di scale che lo separano dalle sue pantofole, apre la porta, lancia il soprabito e va in cucina, la televisione è accesa e gli si congela il sangue nelle vene, ha dimenticato il dvd nel lettore ed ora sente e vede le stesse cose, il volume è alto e quei gemiti non sembrano portare a nulla di buono, non vede Claudia e si prepara ad una litigata furibonda con annessa paranoia e sensi di colpa, fa due passi in modo da poter guardare oltre la spalliera del divano e vede sua moglie che guarda all'insù, con un enorme sorriso sul volto, vestita solo di un intimo che non ricordava avesse.

I tuoi occhi

26 giugno 2022 ore 16:36 segnala

Quando i tuoi occhi piangono ti scivolano fuori pensieri, quelli schiacciati, compressi dove risiede il dolore, un posto così lontano e così vicino al tuo cuore, da non riuscire a sopportare, da sentirsi così inutili come quando scoppiano pentole a pressione.
Quando i tuoi occhi piangono vince l'amarezza, vince un destino spietato ed un futuro senza tempo, vince l'indifferenza, vince la solitudine di muscoli privi di forza.
Quando i tuoi occhi piangono stilli ricordi che non puoi più fare prigionieri, vogliono andare via, scivolare dalle tue guance per precipitare al suolo, sciogliersi al sole per divenire vapore per tornare su, dove sono nati, e forse un giorno ripioveranno esattamente su di te.
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« immagine » Quando i tuoi occhi piangono ti scivolano fuori pensieri, quelli schiacciati, compressi dove risiede il dolore, un posto così lontano e così vicino al tuo cuore, da non riuscire a sopportare, da sentirsi così inutili come quando scoppiano pentole a pressione. Quando i tuoi occhi piang...
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26/06/2022 16:36:43
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