Ballando tra la folla

20 giugno 2022 ore 15:58 segnala


Fabio chiuse la comunicazione, in realtà non la chiuse, attese solo il rumore sordo
che il cellulare fa quando l'altro utente chiude, resto a guardare lo schermo poi
si mosse verso l'auto.
Non ci voleva molto per raggiungere il luogo deciso, così in pochi minuti parcheggiò.
Si affretto a raccogliere gli oggetti dal sedile del passeggero, indossò gli occhiali
mise il cellulare nella tasca del cappotto e gli auricolari nelle orecchie, bastò toccare lo schermo e partì quella canzone, allungo il passo attraversando una via laterale e si ritrovò tra la folla del Sabato pomeriggio, in giornate troppo corte per non essere malinconici.
Lei era ferma d'avanti ad una vetrina, guardava ma in realtà vedeva se stessa riflessa sul vetro, aveva l'aria triste di chi aspetta, qualcuno distratto la urtava ma non ci faceva caso, i suoi occhi erano tristi, di quella tristezza che sa di essere rassegnazione, per ora aspettava.
Fabio mando quella canzone ancora, colonna sonora di una storia come altre mille, ma queste era la loro, è nulla contava quanto quelle parole, poi la vide di spalle,
un lungo cappotto rosso e tachi che portavano il suo sedere fino in paradiso, le guardò di nuovo il culo vergognandosene ma sorridendo, abbasso un attimo la testa e cancellò tutta la gente, era tutto già deciso poi la raggiunse, mille persone sparirono in un solo colpo, le prese il braccio, costringendola a voltarsi, sollevò gli occhiali sulla fronte e piazzo gli occhi nei suoi, erano risti, staccò uno degli auricolari e lo porse a lei, la strinse ed iniziarono a danzare.
Via Condotti era un formicaio di gente in un Sabato pomeriggio freddo e buio,
la gente si scansava, sorrideva, qualcuno fotografava quei due che danzavano stretti.
Poi li ingoiò.

Custode.

20 giugno 2022 ore 08:28 segnala


un padrone prova a dominare la tua carne
la usa la costringe,
un custode mira alla tua anima,
alla tua testa al tuo fuoco nel ventre,
un custode ti si stampa addosso
e finisci per ritrovarlo ovunque.
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« immagine » un padrone prova a dominare la tua carne la usa la costringe, un custode mira alla tua anima, alla tua testa al tuo fuoco nel ventre, un custode ti si stampa addosso e finisci per ritrovarlo ovunque.
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Il primo odore

17 giugno 2022 ore 12:50 segnala


Fabio lasciò l'auto a pochi metri dal portone, non aveva chiesto nulla, Maria gli aveva mandato semplicemente l'indirizzo sul cellulare, Maria che dopo averlo inviato, aveva realizzato che tra solo un ora lui sarebbe stato li.
Si affrettò a rassettare velocemente la stanza, non poteva essere sciatta, ne tanto meno la prima volta che lui entrava in casa sua, così si affannò, per poi dedicarsi alla sua persona, fece una doccia, ma non per lavarsi, per rendersi pura, si truccò leggermente, sapeva che lui avrebbe visto un trucco eccessivo come un artificio insopportabile,
quindi si rese semplicemente più dolce, indossò il suo intimo preferito e quella vestaglia mai messa, quella che non sapeva mai perché l'avesse comprata, ed ora invece sembrava così ovvio.
Scelse un profumo, ma si fermò, lo ripose, come aveva potuto dimenticare?
Lui avrebbe fatto quello, prima di qualsiasi altra cosa, sarebbe entrato e l'avrebbe annusata lungo il collo, come per respirare la sua essenza, quindi niente profumo,
andò in cucina, prese una bottiglia di vino e due calici dall'armadio, e li posò per terra, a pochi passi dal divano.
Non si sentiva pronta, ma si impose di esserlo, poi si sedette, si aggiustò la vestaglia e posò le braccia lungo le gambe con i palmi rivolti verso l'alto, chiuse gli occhi, ed attese lasciando la porta socchiusa.
Fabio sentiva la forza crescere, come chi si avvicina alla sua fonte vitale, ad ogni passo percepiva questo crescendo, si liberò dal cappuccio, accarezzò con il palmo della mano la porta socchiusa, unico ostacolo fisico che lo separava da lei, poi l'aprì.
Maria sentì la porta aprirsi, aveva gli occhi chiusi e quel rumore le diede le vertigini, "Torna in te" si costrinse ad ubbidire, e questo le impedì di svenire, il cuore ormai non poteva più controllarlo, pompava come un martello nel petto, si impose di resistere, sentiva il contatto con la stoffa sulle braccia, poi spostò la sua attenzione sul rumore di passi, lui si stava avvicinando, lei avrebbe potuto morire.
Fabio apri la porta, poi se la richiuse alle spalle, la guardò, era bellissima, esattamente come si aspettava, poi pensò, che no, lo era di più, era composta, perfetta, e si sentì la custodia perfetta per la sua anima, guardò la bottiglia sul pavimento, ed a soli due metri la sentì, la senti tremare, come se lei avesse bisogno di vibrare,
si eccitò all'istante, poi fece altri due passi e si chinò.
Maria attendeva un tocco, amplificò tutti i suoi sensi per percepirlo, sapeva che lui era a pochi centimetri, ma restò ad occhi chiusi, ma niente, non la toccava, " non gli piaccio " pensò, sentì il divano sprofondare, "non mi vuole!", "perché non mi tocca?"
poi sentì il suo respiro sul collo, il contatto della sua guancia la graffiò leggermente, e pensò,"ti prego, dimmi che mi ha lasciato il segno", poi lui la respirò.
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« immagine » Fabio lasciò l'auto a pochi metri dal portone, non aveva chiesto nulla, Maria gli aveva mandato semplicemente l'indirizzo sul cellulare, Maria che dopo averlo inviato, aveva realizzato che tra solo un ora lui sarebbe stato li. Si affrettò a rassettare velocemente la stanza, non potev...
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Spostando nuvole

17 giugno 2022 ore 07:49 segnala


Ho scelto di negarmi risposte troppo semplici,
così da trovare soluzioni imprevedibili,
ho spostato nuvole e vi ho spazzato sotto i miei dolori,
come polvere fastidiosa alla quale ti affezioni lo stesso,
ho cercato la felicità in fondo a gonne troppo corte,
e vi ho trovato solamente retrogusti insopportabili.
Sempre tutto così difficile,
sempre tutto così scomodo,
perchè i posti comodi tolgono la voglia di muoversi,
spostarsi, andare via.
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« immagine » Ho scelto di negarmi risposte troppo semplici, così da trovare soluzioni imprevedibili, ho spostato nuvole e vi ho spazzato sotto i miei dolori, come polvere fastidiosa alla quale ti affezioni lo stesso, ho cercato la felicità in fondo a gonne troppo corte, e vi ho trovato solamente ...
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Sotto una pioggia di stelle

16 giugno 2022 ore 08:43 segnala


Morire di un desiderio acceso,
sotto una pioggia di stelle dondolanti
chiuso in una notte scura come un maglione
ha appena preso il posto di un tramonto rosseggiante,
compare un pallore senza forma,
un viso appena abbozzato,
e labbra calde come il fuoco,
a masticare la mia voglia di te.
Non è un quadro, non è un sogno,
è un emozione,
così, dentro me, tutto si muove.

Cos'è l'amore

15 giugno 2022 ore 11:27 segnala


L'amore è qualcuno che ti passeggia nel cervello,
che nei momenti più strani del giorno fa capolino,
che ti sottrae a tutto e a tutti,
che ti da una strana sensazione sul petto,
è la consapevole mancanza di qualcosa di sconosciuto,
che ti fa fare le cose più strane,
che ti fa attendere per ore qualcuno che vedrai per un solo minuto,
l'amore è qualcosa di strano e assoluto,
L'amore è l'amore,
e tu non puoi proprio farci niente,
forse aspettare.

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« immagine » L'amore è qualcuno che ti passeggia nel cervello, che nei momenti più strani del giorno fa capolino, che ti sottrae a tutto e a tutti, che ti da una strana sensazione sul petto, è la consapevole mancanza di qualcosa di sconosciuto, che ti fa fare le cose più strane, che ti fa attende...
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Come ti vorrei.

15 giugno 2022 ore 08:47 segnala


E' vestita che io ti preferisco,
così da poter godere di ogni indumento che vola via,
sempre con quegli occhi dentro i miei,
a non perder di vista il bersaglio.
Ondeggi senza musica suadente,
ed una camicetta muore,
ed io seduto a sposar gomiti e ginocchia
mi godo il risultato,
mentre ti accarezzi e mi inviti,
le tue mani scompaiono dietro la schiena,
e slacci mentre allacci il mio desiderio,
ed un altro pezzo vola via.
Capezzoli come baluardi al fronte
e la mia fronte che suda desiderio,
e tutto si mescola tra sorrisi e ammiccamenti,
mentre mani scivolano sui fianchi,
una gonna si ammaina,
lasciandoti un solo lembo di pizzo a separarci dal piacere.
Ti accarezzi ancora ed io più non controllo il risultato,
e tu che annulli la distanza passo dopo passo,
ora sei li fatta per confondermi,
mentre ti offri come il più caldo pasto,

scanso l'ultimo ostacolo e ti mangio.

L'incompiuto.

14 giugno 2022 ore 08:10 segnala


Mi sembra di congedarmi da qualcosa,
un corpo, un sentimento, un emozione, ma non so bene cosa,
io sono il signore dell' incompiuto,
colui che fugge li nel mezzo, e gli anni mi hanno reso molto abile,
non che ne possegga chissà quanti , ma sono cominciati molto presto,
ed ogni volta è stata una gran fuga e dietro che volavano pugnali,
forse non amo il gusto del finito, ma il risultato è sempre più lo stesso,
è un po come affinare un arte sciocca.
Ma poi, mi chiedo, a cosa serve stò scappare?
ma la risposta, subito mi incalza,
serve, a poter di nuovo cominciare .
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« immagine » Mi sembra di congedarmi da qualcosa, un corpo, un sentimento, un emozione, ma non so bene cosa, io sono il signore dell' incompiuto, colui che fugge li nel mezzo, e gli anni mi hanno reso molto abile, non che ne possegga chissà quanti , ma sono cominciati molto presto, ed ogni volta ...
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Fatte di oceani

13 giugno 2022 ore 15:14 segnala


Ci sono donne che navigano mari spesso molto diversi tra loro
combattono a vele aperte una tempesta d'oceano,
ma adorano lasciarsi cullare dal caldo massaggio di un mare tropicale,
non chiedergli mai di scegliere, perché le uccideresti,
complete solo se possono vivere entrambe le avvenutre,
e non chiamano mai i loro amori per nome,
perchè sono entrambi, parte del loro cuore,
si nutrono e dispensano furia con uno,
e si struggono in un abbraccio con l'altro,
perchè quello che desiderano, non dimora in un solo porto.
Masticano amplessi furtivi d'auto,
e rilassanti e sicuri massaggi tra le loro mura,
ingorde, rubano tutti i colori dell'arcobaleno,
e non rinunceranno mai ne alla pioggia ne al sole.
ed "Io" sono solo pioggia.
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« immagine » Ci sono donne che navigano mari spesso molto diversi tra loro combattono a vele aperte una tempesta d'oceano, ma adorano lasciarsi cullare dal caldo massaggio di un mare tropicale, non chiedergli mai di scegliere, perché le uccideresti, complete solo se possono vivere entrambe le avv...
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Dominio e sudditanza

13 giugno 2022 ore 08:25 segnala


Apri la bocca e muta!
mentre son li e gli occhi chiudo,
le tue unghia che ricamano la mia pelle mi sopiscono,
e quasi vien da ridere,
ma non c'è nulla che mi rilassi di più dell'averti al mio cospetto,
in un momento in cui dominio e sudditanza si confondono danzando,
mi godo questo valzer senza musica,
e volo tra secondi di veglia e di assenza che si alternano beffardi,
ti guardo che sorridi compiaciuta,
e in tutto questo c'è meno sesso di quanto l'atto non mostri,
perchè è un dono che tu porgi a me,
per noi, che di questi doni viviamo.