FIGLI DELLO STESSO DIO

01 marzo 2019 ore 10:07 segnala


Uno dei miei peccati - ahimè, probabilmente l'unico di cui mai riuscirò a pentirmi, e sicuramente il più inviso ai tanti che hanno avuto l'occasione di conoscermi nel web - è quello d'essere un uomo di cultura, non detto in maniera vanagloriosa, ma come definizione pura e semplice di una persona che possiede oltre diecimila libri e ancora continua a comprarne, posseduta dal vezzoso demone della letteratura. Letteratura d'ogni sorta, dal giallo al romantico, dalle biografie alla filosofia,dal dramma all'umoristico. Va da sè che per questa mia colpa, col passare degli anni, ampliandosi sempre più le mie vedute ed il mio modo di intendere le cose, mi sia diventato naturale l'esaminare l'altro da me, l'analizzarlo, pesarlo, valutarlo e scientemente deciderne o meno l'accettazione. Ma alla fine dei conti mi accorgo che finisco per accettare molto più di quanto potevo aver preventivato, segno che le mie vedute sono diventate amplissime o forse, ma non sono io a dovermi giudicare, sono diventato un tantinello più saggio di quanto fossi in gioventù. Ed essendo circondato da stimoli d'ogni genere provenienti dai media assimilo, assimilo e certe volte non ne posso più. Non voglio qui fare il panegirico di certi Soloni dediti a cavalcare le necessità primordiali della folla in quanto tale, indirizzandola a sfogarsi contro chiunque sia diverso, voglio dire che ci si aspetterebbe che, nel futuro di quello che doveva essere il migliore dei mondi possibili, il cervello della gente si fosse sviluppato non nella capacità di farsi manovrare ma nella capacità di raggiungere una serena conoscenza delle diversità, nella loro valutazione sul proprio tessuto morale e nel cercare di apprezzare, sostanzialmente e non solo a colpi di slogan,quanto di positivo l'Altro abbia da offrire. Negli anni si sono accettate modifiche alla moralità di ampiezza impensabile fino a sessanta anni fa, ma se si scava, la necessità di sfogare ansie, angosce, odio vero e proprio ribolle sempre sotto il sottile strato di belletto imposto dalle convenzioni. Prova ne sia il successo di film del genere di "The Purge" che sotto la facciata della denuncia sociale finiscono unicamente per stimolare osceni pruriti mortiferi. E siccome un popolo ormai ridotto a gregge esistente solo per foraggiare col proprio sudore e santo guadagno una classe dirigente che si clona all'infinito cambiando colori, titoli, denominazioni ma pur sempre autorigenerantesi al solo scopo di inghiottire tutto quello che può, peggio di un tumore, quel popolo dicevo si vede costretto ad incanalare le frustrazioni e il bisogno di vendetta contro qualcosa. Mai sia che bastino gli accoltellamenti negli stadi, tutto viene pilotato magistralmente ma, e qui è la cosa sorprendente, ciclicamente contro qualcuno diverso dall'altro a causa del mutare del politicamente corretto. C'è qualcuno di voi che, dopo decenni di bombardamento mediatico, realmente si azzarderebbe ad additare gli Ebrei come, che so, una genia di strozzini dediti all'usura (tanto per citare uno dei clichè più triti e infamanti)? Assolutamente no, anche se sotto sotto - e lo sento, fin troppo spesso, in certe chiacchiere a mezza voce stando in giro - di sicuro ci sta chi lo pensa o quanto meno è pronto a considerarli tutti di tal fatta. Così come la gente di colore, di cui si potrebbe parlare per ore, senza pensare che mentre da noi si chiamano neri e negri è una definizione inaccettabile, in America l'uso di black viene fatto dai razzisti - nel linguaggio comune - mentre nigger equivale a fratello. Assurdità linguistiche.Finendo per dimenticare, travolti dalla smania di apparire democratici a tutti i costi o razzisti senza ritegno, che qui non esiste il problema del colore, non è che un nero valga meno di un pellerossa, o di un cinese. Sempre esseri umani sono. Quello su cui si dovrebbe puntare l'occhio è sull'onestà degli esseri umani, sulla loro capacità di vivere bene con gli altri, senza recare danno legale o morale alle società in cui si vive, siano esse le proprie o diverse per scelta o necessità.A questo punto, specialmente in un paese come il nostro, cosa resta da attaccare, schernire, offendere? Su chi disegnare vignette oscene dalle quali, se si trattasse di un Ebreo, la gente si ritrarrebbe, mentre con loro se la gode? E' sin troppo ovvio, i Musulmani: e la tragedia di fondo è che tutto questo è dovuto ad un ignoranza coltivata e mantenuta in essere dai poteri, sia politici che mediatici. Alzi un dito chi sa qualcosa dell'Islam. Ne vedo pochi, davvero troppo pochi. Ma delle efferatezze dell'Isis ne sono al corrente tutti, e ritorniamo al discorso di prima, se pure qualcuno di una determinata etnia o credo religioso si sia macchiato del peccato di usura, questo sarebbe motivo per condannarli tutti? Per disegnare stelle di Davide sui negozi (ricordo che fino a qualche tempo fa ancora ce ne stava una sulla serranda di un negozio a Ponte Milvio, mantenuta lì dal proprietario a perenne memoria degli imbecilli che l'avevano fatta)? Per farli salire su carri bestiame? Siamo seri... Ma rimpinzarsi di luoghi comuni islamofobi va più che bene, offendere una religione che conta quasi due miliardi di persone va benissimo. Non confondiamo gli scellerati che si son fatti riempire i loro poveri cervelli da predicatori che con la vera religione hanno nulla a che fare, alla sola ricerca del dominio - loro - e della strage chi vi aderisce. Nel Corano è esplicitamente vietato, parola di Dio, non regola enunciata da un qualsivoglia santone, il togliere la vita a qualcuno a meno che non si sia in guerra e si venga attaccati, quindi per difendersi. Se si uccide si va all'inferno, non nella gloria del paradiso. Cosa valida anche nella Bibbia, d'altronde, e questo perchè? Semplicemente perchè il Corano è una sorta di seguito a quanto Dio ha espresso nella Torah prima e nella Bibbia poi, e per tutti, Ebrei, Cristiani, Musulmani valgono gli stessi comandamenti, tutti pregano lo stesso Dio pur se con nomi diversi, tutti sono figli dello stesso Creatore al quale votano obbedienza. Una cosa, per far capire quanto si venga pilotati dai titoli dei giornali e quanto la gente non abbia conoscenza della realtà dei fatti: sapete la vera ragione perchè un vero Musulmano si sente offeso nel vedere un crocefisso? Quasi tutti risponderebbero che è dovuto alla loro intenzione di sfidare la religione altrui. Bene, niente di più sbagliato: come i Cristiani credono nell'assunzione della Madonna in cielo, quindi che sia stata preservata dalla morte e corruzione fisica, così i Musulmani - sempre seguendo quanto narrato da Dio al profeta Mohammed (non dimentichiamo che la scrittura del Corano e il concreto svilupparsi dell'Islam datano intorno al 1400 d.C.)- non accettano che Gesù, l'uomo dei miracoli, il profeta che tornerà per combattere l'antiCristo e dare il via al giorno del giudizio, quindi enormemente valutato dai Musulmani e certamente non schernito nè offeso da loro, non accettano dicevo che sia potuto morire sulla croce ma credono che Dio abbia ingannato i soldati facendoglielo credere mentre Gesù veniva assunto direttamente in cielo. Per questo il vedere Gesù coperto di piaghe in croce è intollerabile per un vero Musulmano. Ma questo non lo spiega nessuno, è troppo bello avere l'occasione di additare come oscurantista tribale una madre Musulmana che non vuole che i suoi figli vedano una rappresentazione simile in una scuola. E se ne potrebbe discutere all'infinito, cosa fattibile comunque tra persone a conoscenza delle cose, quindi che abbiano almeno avuto modo di parlare con un Musulmano o abbiano letto il Corano, e tenendo sempre ben presente che resta incancrenito nella natura umana il desiderio di prevaricare e far valere le proprie ragioni - o meglio, idee, che siano giuste o sbagliate poco importa - su quelle degli altri. Ed è probabilmente la ragione per cui non si dovrebbe mai discutere di politica, di religione, di calcio (e una volta avrei aggiunto anche di corna, se la morale comune non si fosse così allentata nel tempo)con nessuno, cosa che, come vedete, ho fatto invece e sin troppo dilungandomi nel tentativo di invitare chiunque avesse la ventura di leggermi a non giudicare gli altri per una questione religiosa o di colore, ma solo sul comportamento senza dimenticare quante migliaia di farabutti e delinquenti ci sono, bianchi, italiani e battezzati Cattolici...
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TYREKE the artslayer

27 febbraio 2019 ore 09:32 segnala


Da vecchio artista e illustratore quale sono sempre stato, mi fa sempre piacere seguire i giovani che entrano in questo campo e vederne i progressi. Da anni sto su Instagram e lì ho incontrato un ragazzo della Florida, Tyreke, che sta spingendo molto per sviluppare la propria visione artistica, usando vari media, Tyreke è ancora molto giovane, vent'anni, ma è già riuscito a ricevere una menzione d'onore ad una esposizione, e a pubblicare i suoi lavori su Instagram con una calorosa accoglienza del pubblico che lo segue. E' stato bello vedere il mutamento dai suoi primi lavori fino a questi giorni, esercitandosi continuamente sui volti e la struttura umana, seguendo l'antico consiglio del copiare i fumetti e le fotografie. O si fa così, o si va ad una scuola d'arte che però ha sempre il rischio di far sviluppare nell'allievo non il suo proprio stile ma quello che gli viene insegnato. Tyreke sta producendo al momento un gran numero di illustrazioni, affascinato dal fantastico e dal cinema horror, e potrebbe anche succedere che riesca a inserirsi prima o poi in qualche casa editrice. Sempre gentilissimo, mi ha spedito due dei suoi lavori ispirati ad Alice di L.Carroll, ben sapendo che ne sono un collezionista. In uno, la celebre eroina del film Disney e nell'altro un bizzarro ritratto del sottoscritto con il Gatto del Cheshire. Ovviamente, anche il mio gatto ha apprezzato.Facciamo quindi i nostri migliori auguri a questo ragazzo per la sua arte e chi vuole lo segua su Instagram : https://www.instagram.com/tyreke_the_artslayer/?hl=it




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« immagine » Da vecchio artista e illustratore quale sono sempre stato, mi fa sempre piacere seguire i giovani che entrano in questo campo e vederne i progressi. Da anni sto su Instagram e lì ho incontrato un ragazzo della Florida, Tyreke, che sta spingendo molto per sviluppare la propria visione...
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VITA COL GATTO

06 febbraio 2019 ore 09:27 segnala

La scelta di un animale domestico è raramente dovuta al caso, tranne quando si tratti di incoscienti regali o di manie modaiole. Per la maggior parte delle volte decidere di adottare una bestiola corrisponde a bisogni profondi e a lunghe valutazioni, e ovviamente è stato lo stesso anche per noi: considerati i nostri orari familiari allucinanti, un cane non avrebbe potuto affrontare una giornata fatta di lunghe ore di


solitudine nè si poteva rischiare che il suo abbaiare creasse problemi nel palazzo, quindi il gatto. Ma anche qui, fermiamoci a ragionare un attimo, perchè si prende un animale? Perchè si desidera dare e ricevere affetto e compagnia - benchè la maggior parte dei gatti non siano propriamente animali paragonabili alla capacità di socializzare di un cane, troppo indipendenti per non dire menefreghisti - che sarebbe soltanto una convinzione errata. Il gatto, va da sè,è un animale che ama stare per conto suo, fare le sue scelte, andare dove gli pare, e chi lo ha ben capito si comporta di conseguenza.


A queste considerazioni ho sommato molte altre variabili: anzitutto diversi anni fa lavorai in un deposito museale dove viveva una classica gatta romana, che non dava confidenza a nessuno ma che in poco tempo mi si era legata al punto da venirmi a dormire sulle gambe durante le ore di sorveglianza ai monitor e, non avendola più potuta vedere, mi mancava davvero tanto - tenete a mente che prima di lei non avevo mai avuto rapporti con gatti di alcun tipo. In ultimo desideravo trovare un surrogato affettivo per mia moglie che aveva avuto parecchie traversie ospedaliere e quello poteva essere la giusta valvola di sfogo, un apporto di allegria in famiglia.


Il passo seguente fu la ricerca sul web tra le varie razze domestiche quale potesse essere la più confacente alle nostre esigenze, trovare un allevatore - un simpatico amico toscano con il quale ho intrattenuto una lunghissima conversazione epistolare su tutte le necessità e le esigenze della bestiola, fino ad attenderne la nascita e a riceverlo. La mia scelta è caduta sul British Shorthair, il classico tradizionale gatto inglese dalle origini antichissime, robusto, tranquillo, giocherellone e che ha rivelato un carattere incredibile. Benchè desideri passare il tempo come gli pare, dormendo sulla poltrona o nascosto da qualche parte, ha subito preso l'abitudine a seguirci passo passo e a fermarsi nella camera dove stiamo. Magari senza farsi coccolare, ma semplicemente per assicurarsi che uno di noi stia vicino a lui.


Il British perde pochissimo pelo, essendo folto e corto, e in nove mesi di vita non ha mai lasciato in giro i classici boli di palle di pelo; anche vero che spesso lo spazzolo ma ha una perdita di pelo davvero minima. La classica corporatura del British è robusta, quasi tozza, ma con una sua dolce eleganza, il testone dalla perenne espressione flemmatica - ben diverso dai gatti che vedrete in tante foto, sorridenti, buffi, quasi finti! - rendono i gatti British bizzarramente simili a dei cloni nati dal British Primigenio. Provate a guardare sotto British Shorthair su Instagram, ne troverete a centinaia, sembrano tutti gemelli. La crescita di un British è inizialmente notevole, il tenero batuffolo che avevamo preso a tre mesi è diventato un gattone di cinque chili (il padre ne pesava quasi dieci) che quando decide di saltarti sulla pancia mentre sei a letto si fa notare davvero...


Moon, questo è il nome del nostro gatto, ama rincorrere una semplice pallina di carta stagnola che gli ho fatto, fino a prenderla, tirarla in giro con le zampe e riportarcela esattamente come farebbe un cane, comportamento che ammetto di non aver mai visto in un gatto. Molto tranquillo aspetta che ritorni la mattina guardando dalla finestra, si piazza dietro la porta e miagola fino a che non vado a dormire, perchè lui subito salta sul letto e mi dorme sulle gambe. Pensata intelligente è stata quella di mettere dei fermi alle porte - i classici ganci d'ottone che si usavano per chiuderle - così da chiuderle lasciando uno spazio da cui può passare per andarsene a giocare o mangiare mentre dormo senza che la porta gli si chiuda sulla coda incidentalmente.


Per quanto riguarda l'alimentazione, mentre da piccolino mangiava unicamente pollo e tacchino in morbido patè, verso i sei mesi ha cominciato a preferire il tonno e ora mangia solo quello, tonno con riso, tonno con patata dolce, tonno con acciughine che è il suo preferito. La scelta del cibo è vastissima nei negozi ben forniti, ma non si deve badare eccessivamente al centesimo risparmiato, bisogna leggere attentamente le percentuali contenute in carni, umidità, additivi vitaminici eccetera. Tra le tante che abbiamo provato alla fine ci siamo stabilizzati sui prodotti della Almo, che risulta oggettivamente sia la migliore come contenuto sia la più gradita da Moon. Da piccolo inoltre gli davamo anche il latte di capra perchè il latte normale lo manda in diarrea e gli fa malissimo, come a quasi tutti i tipi di gatti, e mai capirò - visto che me lo hanno confermato veterinari e allevatori - perchè si continuino a fare vedere film con gatti che si saziano di latte. Poi quando stanno male la cinepresa non c'è...


Con il tempo, ma dall'inizio a dire il vero, Moon si è conquistato il nostro affetto e ci ha regalato sorprese e gioia, diventando parte integrante della famiglia. Pulito, ordinato, ha da subito fatto le sue necessità nella lettiera senza fare danni in giro. Certo, ama farsi le unghie sul tappeto, oltre che sui suoi spazi per grattarsi, ma è un tappeto vecchio e non me ne curo granchè. Ora si avvicina il momento della sterilizzazione, consigliata da tutti sia per risolvere i problemi di fughe e intemperanze - non dimenticando che stiamo in una zona quasi di campagna con vari gatti di strada ululanti da mattina a sera - sia per evitargli problemi di salute nel tempo, e ammetto che la cosa mi angoscia parecchio, benchè sembri essere una operazione di poco conto e di limitato impatto sull'animale mi fa stare sulle spine. Speriamo che il suo carattere non cambi troppo e possa accettare questa nuova situazione. Quindi, riassumendo anche se ci sarebbe da raccontare ancora così tanto di lui e sulla sua razza, consiglio a chiunque voglia adottare un gatto/a per compagno di vita di valutare bene la razza dei British Shorthair, ne ricaverete una enorme soddisfazione che vi ripagherà di ogni centesimo che spenderete per lui, o lei.

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RUGGINE

25 gennaio 2019 ore 10:36 segnala


Il sapore del Natale ormai passato si trascina lentamente, diffondendo quell'amaro che già nascondeva, a ricordare quanto di illusorio, di costruito dagli altri, vi sia in quasi ogni manifestazione dei nostri comportamenti e arriva al cuore, spazzando via, come una scopa di saggina in mano ad un implacabile netturbino, quella leggera mano di romantica vernice che l'occasione annuale vi aveva depositato. Forse solo l'infanzia ha ancora ragione di credere, o meglio sarebbe dire godere, in tali celebrazioni, perché è l'età dell'innocenza e quell'innocenza andrebbe protetta come un tesoro, fonte miracolosa di una formazione interiore dell'animo, sin troppo labile e facile a distruggersi. Non solo dalla stolta frenesia degli adulti a ricordare loro che nulla di tutto questo esiste, spinti dalla voglia di addobbarsi della gratitudine per i regali fatti, ma ancor di più dalla corsa al consumo che vede i negozi chiamare al Natale anche tre mesi in anticipo. Quale aspettativa, quale sorpresa potrebbe ancora sussistere, quando anche il più puro dei piccoli istintivamente vede tutto questo solo ed unicamente come una celebrazione del regalo? Celebrazione dell'egoismo, questo è diventata, e con sé fonte di aspettative, mai del tutto risolte. Portati a chiedere, a volere, e destinati ad autogratificarsi comprando per sé quel che si sa non ci verrà donato da chi, intorno, è troppo a sua volta preso a non immedesimarsi, a non sprecare tempo e cuore per l'altro ma solo rapido, inutile, insensibile denaro.Così anche questo passa, come un fuoco d'artificio, un lungo lampo d'attesa, una troppo rapida esplosione, ed infine il ricadere della cenere. E ogni altra cosa, nella vita, non è che la stantìa ripetizione dello stesso rito, le unioni affettive, le nascite dei figli, la stessa vita in toto, eccola lì, nella sua glaciale semplicità , fatta di illusioni, attesa, ricevimento e delusione.Quanta filosofia sprecata, quanta ricerca del chi siamo, dove andiamo e via dicendo, Secoli di ragionamenti hanno affinato un unica arma, quella che pungola al far girare i soldi, puro materialismo fine a sè e sceverato di ogni afflato sentimentale, orbato dai significati più o meno religiosi che siffatte occasioni nascondono, ma non solo d'essi che troppo riduttivo sarebbe, tutto viene intaccato da quella consunzione, quel male sottile che è il primo regalo che ci viene fatto al concepimento. La consapevolezza della caducità e la certezza della morte. Forse, solo accettandolo e vivendolo ogni giorno e ogni momento, c'è la possibilità di un riscatto, di una vita onorevole, che abbia un significato, che crei dei lasciti, che non sia solo un vorticoso niente in attesa del nulla. Fossimo anche fatti del metallo più temprato capiremo un giorno che la vita è una ruggine, che non prove chiede a chi la vive, ma una completa e autentica rovina.
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« immagine » Il sapore del Natale ormai passato si trascina lentamente, diffondendo quell'amaro che già nascondeva, a ricordare quanto di illusorio, di costruito dagli altri, vi sia in quasi ogni manifestazione dei nostri comportamenti e arriva al cuore, spazzando via, come una scopa di saggina i...
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FRANCO NERI

28 luglio 2017 ore 15:52 segnala


Nell'ambito della rassegna estiva PORTA DI ROMA LIVE quest'anno si sono alternati sia comici che cantanti, con la usuale ampia presenza di pubblico, dovuta sia alla gratuità dell'evento sia alla particolarità di essere allocata in uno dei più frequentati centri commerciali della Capitale. Tra i comici e cabarettisti è spiccata la presenza di Franco Neri, popolarissimo a Zelig e molto amato dal pubblico degli spettatori televisivi. Franco Neri ha giocato la carta delle radici familiari, intavolando uno show poco più lungo di un ora sulle proprie origini torinesi e sulla famiglia calabrese, quindi duettando in solitaria tra i tic dei nordici e i vizi della bassa Italia, esponendo con grande vis comica tutti gli aspetti della nascita e crescita di un ragazzino in un ambiente duale e bizzarro di tal fatta. Contrariamente a quanto avvenuto con De Piscopo, non è stato possibile registrare tutto lo show dato che - e lo noterete all'inizio del filmato - Neri si è subito dimostrato insofferente nei confronti dei fans che con videocamere o cellulari cercavano di portarsi a casa un ricordo della serata, cosa che non è stata molto apprezzata dal pubblico. Comunque seguite il filmato e potrete godervi qualche momento con il montaggio di tre spezzoni dello show. Buona visione e un saluto a tutti i Franco, oh Franco che mi leggono...


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« immagine » Nell'ambito della rassegna estiva PORTA DI ROMA LIVE quest'anno si sono alternati sia comici che cantanti, con la usuale ampia presenza di pubblico, dovuta sia alla gratuità dell'evento sia alla particolarità di essere allocata in uno dei più frequentati centri commerciali della Capi...
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TULLIO DE PISCOPO IN CONCERTO

25 luglio 2017 ore 08:05 segnala


Per la rassegna estiva PORTA DI ROMA LIVE, si è tenuto domenica sera il concerto di Tullio de Piscopo, il celebre percussionista partenopeo, che con i suoi settantun'anni ha oltrepassato la clamorosa cifra di mezzo secolo di attività nel panorama musicale. Nella sua carriera de Piscopo ha spaziato praticamente ovunque, prediligendo il funky e il jazz, il soul e il blues senza tralasciare partecipazioni eccellenti a progetti di altri musicisti e band. Il live proposto all'arena-terrazza di Porta di Roma ha visto il radunarsi di un pubblico smisurato, già presente dal sound check e che lo ha seguito sin quasi alla mezzanotte. La cavalcata musicale è stata caleidoscopica, toccando - e modificando, creando, facendo proprie - canzoni anche di altri nomi del panorama jazz e soul, arrivando a rendere omaggio addirittura a Renato Carosone con "Guaglione" e " 'o Sarracino", ripescando sonorità e temi orientaleggianti, virando di bordo con i suoi cavalli di battaglia; spiccava "Andamento lento" ovviamente, omaggi anche a Pino Daniele, brevi siparietti di dialogo con il pubblico - pubblico in gran misura napoletano, felice di esserlo e vociante nel renderne partecipi tutti gli altri ascoltatori - tra l'umoristico ed il commovente. E ancora inedite fusioni con colonne sonore e la marcia dei Blues Brothers fino ad elencare tre bis, l'ultimo dei quali quasi un inedito perché fu presentato al concorso dell'Accademia di Francia e gli valse il primo premio, un assolo scatenato alla batteria che in ultimo si coniuga micidiale con le note di "O Fortuna" dai Carmina Burana. Un occasione rara, lontana dai teatri e dagli stadi, più umana forse, ma che ha permesso di realizzare la registrazione dell'intero concerto, che idealmente dedichiamo ai nostri lettori e cari amici partenopei in special modo, certi che lo gradiranno particolarmente, e naturalmente a tutti gli altri che vorranno clikkare qui sotto e godersi lo show, prima che Youtube lo faccia sparire per ovvi motivi.


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« immagine » Per la rassegna estiva PORTA DI ROMA LIVE, si è tenuto domenica sera il concerto di Tullio de Piscopo, il celebre percussionista partenopeo, che con i suoi settantun'anni ha oltrepassato la clamorosa cifra di mezzo secolo di attività nel panorama musicale. Nella sua carriera de Pisco...
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MAURIZIO MATTIOLI

21 luglio 2017 ore 12:06 segnala

Per la rassegna di spettacoli estivi gratuiti presso l'arena del centro commerciale Porta di Roma si è tenuto, il 6 luglio scorso, lo show di Maurizio Mattioli, il popolarissimo attore comico che ha al suo attivo un impressionante curriculum tra esibizioni televisive, teatrali e cinematografiche, senza dimenticare anche i tanti doppiaggi. Preceduto e supportato sulla scena dal valido Marko Tana, che ha fatto da spalla perfetta al quasi settantenne attore, Mattioli ha proposto vari sketch e molte canzoni, tra cui questa: "Io non piango", omaggio a Franco Califano.


Quasi in apertura dello show invece, Mattioli ha ricordato la sua passata esperienza teatrale nel mitico musical "Rugantino" cantando una delle arie più famose della canzone popolare, "Roma nun fa' la stupida stasera" .


Spaziando tra battute e generi musicali, Mattioli ha anche ricordato Louis Armstrong con una romantica versione di "What a wonderful world",


Il finale dello show ha visto Mattioli e Marko Tana scendere tra il pubblico, parlare delle prospettive giovanili e dell'emigrazione e riproporre la vecchia ma sempre amata canzone di Jimmy Fontana, " Che sarà " , chiudendo infine lo spettacolo con un ultima battuta a sorpresa.


Godetevi le riprese, certo amatoriali ma venute bene, e divertitevi quanto ci siamo divertiti noi!
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« immagine » Per la rassegna di spettacoli estivi gratuiti presso l'arena del centro commerciale Porta di Roma si è tenuto, il 6 luglio scorso, lo show di Maurizio Mattioli, il popolarissimo attore comico che ha al suo attivo un impressionante curriculum tra esibizioni televisive, teatrali e cinem...
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JINJA PRATI

10 luglio 2017 ore 11:09 segnala


Tra i vari ristoranti dove ci capita di mangiare ogni tanto, e sempre nella fascia economicamente più vantaggiosa, è il caso di citare il “JINJA PRATI” , secondo della catena dopo il più vecchio e ben noto sito a Parioli. “JINJA PRATI” si trova a Roma, in circonvallazione Trionfale 59, ed è un classico all-you-can-eat che propone menù a prezzi differenziati ovvero, a cena 21,90 euro mentre a pranzo 13,90 oppure 16,90 se si vuole avere anche i piatti della griglieria. Il ristorante cino-giapponese è di solito affollatissimo, quindi sarebbe bene prenotare, ma a pranzo la situazione è abbordabile e si riesce sempre a trovare un posto: diversamente per la cena, dove la clientela è tale da creare problemi. Ritengo che questo sia il dato di fatto che ha provocato molte recensioni negative, le potrete vedere se ad esempio come me seguite Trip Advisor; quasi tutte riportano affollamento, scarso seguito da parte dei camerieri, poca qualità del cibo. Ma attenzione, leggetele e vedrete che si parla sempre di cena, quindi è ovvio che la massa di persone che sta ai tavoli o attende il ricambio provoca eventuali disfunzioni.





Noi siamo sempre andati a pranzo, abbiamo sempre trovato posto, un servizio veloce ed adeguato, la disponibilità ad aiutare in caso di richieste particolari. Il locale, enorme, elegante e moderno, offre ai clienti molti tavoli con prese per cavetti usb, così da poter usare internet con i cellulari godendo anche del loro wi-fi gratuito. Seguendo la linea presa recentemente anche dalla catena MacDonald, si ordina su tablet installato sui tavoli, dove compaiono tutti i piatti, la loro spiegazione e la possibilità di farci modifiche scrivendo nelle note se si hanno allergie o simili. Poco dopo l’ordine giungono i camerieri con i piatti ordinati, presentati così come compaiono nelle foto, con eleganza e senso estetico. Noi, approfittando della formula all-you-can-eat, da italiani tipici facciamo delle mangiate spropositate di gamberi e salmone, lessi, a vapore, al limone, grigliati o in tempura. E naturalmente tutto il sushi che riusciamo a mandar giù, visto che sembra avere la curiosa particolarità che più ne mangi meno ti senti gonfio. Sashimi, Uramaki, Nigiri, Gunkan, Temaki, Tempure varie e ancora zuppe e quanto altro dalla tradizione giapponese, più tutti i consueti piatti della ristorazione cinese, sono disponibili. Un ultima curiosità che dovete ricordare, se vorrete andarci: approfittando del wi-fi fotografate il locale o i piatti e postateli su Instagram o Facebook. Quando andrete alla cassa a pagare mostrate sul cellulare la pagina con la foto e vi faranno il cinque per cento di sconto, che solitamente corrisponde al prezzo delle bevande, che non è compreso nel prezzo fisso. Buon appetito…



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LA BASILICA SOTTERRANEA DI PORTA MAGGIORE

27 settembre 2016 ore 22:45 segnala


Approfittando delle Giornate Culturali siamo finalmente riusciti ad andare a visitare una delle cose più particolari e meno conosciute di Roma. Nella zona di Porta Maggiore esiste un complesso monumentale casualmente scoperto nel 1917 a causa del crollo di un tratto di ferrovia. Rimasto celato al pubblico per decenni, anche se continuamente monitorato, restaurato e studiato dagli esperti del settore, è finalmente stato reso accessibile alle visite nel 2015. L'area era inizialmente coperta da un tempio dedicato a Spes ma del quale non esiste più traccia; questa cosiddetta basilica sotterranea apparteneva ad una ricca famiglia romana degli inizi del primo secolo d.C. e, analizzando gli affreschi e gli altorilievi in stucco bianco presenti, gli studiosi hanno decifrato la sua appartenenza al culto misterico di Dyoniso, e da questo alla scuola neopitagorica la quale però, siccome veniva trasmessa unicamente per via orale, non ci ha lasciato tracce nè libri e quel che se ne conosce è dovuto all'opera di scrittori coevi.








La scala conduce a circa nove metri di profondità in un piccolo ingresso dal pavimento a mosaico e illuminata dall'alto da un apertura a forma di pianta della basilica, ornata da stucchi e affreschi. Da qui si accede ad un aula a tre navate suddivisa da sei pilastri, dove è quasi unicamente padrone il bianco. Tutti gli altorilievi mostrano miti pagani legati al culto di Dyoniso, come Saffo che si lancia dalla rupe per amore, Ganimede, le Danaidi e molto altro ancora. Il tutto, letto secondo l'immaginario percorso disegnato, conduce all'illuminazione il celebrante e gli adepti.








Durante gli scavi vennero ritrovati due scheletri, di un maialino - tipica offerta al dio - e di un cane che secondo le credenze misteriche rappresenta la faccia nascosta della Luna. La visita viene usualmente introdotta da una spiegazione al pubblico che poi ha modo di ammirare questa stupefacente scoperta archeologica, ascoltando la guida che ben introduce gli astanti alla vita nell'antica Roma. Considerando la difficoltà per molti di voi di poter venire a vederla ho cercato di fare qualche foto che spero vi illustri bene il tutto.


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ANTICHITA' ROMANE

23 settembre 2016 ore 21:42 segnala

Nel 1982, durante i lavori di restauro e scavo nell'edificio dell'ACEA in via Eleniana, a Roma, venne alla luce un antica casa romana. Le decorazioni del triclinium datano al secondo/terzo secolo a.C. E' conosciuta come la casa di Aufidia Valentilla. Attualmente si trova nella zona giardino degli uffici e magazzini del Museo Archeologico di fianco alla basilica di Santa Croce in Gerusalemme.




Tutta l'area, fin dal IX secolo a.C. , fu a destinazione prevalentemente funeraria. Tra il V e il I secolo a.C. fu usata per la coltivazione del grano con mulini e impianti per realizzare il pane. Mecenate modificò l'area tra il 42 e il 38 a.C. creando un quartiere residenziale dove le famiglie più ricche eressero magnifiche ville. A seguire, nei secoli, si formò un complesso imperiale fortificato: con Costantino (tra il 306 e il 337) venne denominato Palazzo Sessoriano e usato come residenza degli imperatori. Con l'imperatrice Elena l'atrio fu usato per il culto della croce di Cristo col nome di Cappella Palatina; con la fine del IV secolo d.C. Roma decadde anche a seguito del trasferimento della vita politica e imperiale a Costantinopoli. La profonda trasformazione dell'intera area, fortificata con le Mura Aureliane, il saccheggio della città per mano di Alarico nel 410 d.C. e la pestilenza del 590 d.C. ridussero l'intera zona urbana a nuove piantagioni e il palazzo e le residenze dei cittadini all'intorno divennero rovine. L'unica a prosperare fu la basilica, meta di pellegrinaggi. Tra le poche cose che restano da vedere, al di fuori appunto di Santa Croce in Gerusalemme, questo scavo raramente fruibile dal pubblico se non in visite guidate su prenotazione.



Nelle foto che vi inserisco potete vedere i magnifici resti della pavimentazione, delle mura e degli affreschi della antica casa romana e qualche altra curiosità custodita nei magazzini - chiusi ovviamente al pubblico - quali zanne di mammuth e scheletri nei loro sarcofagi di pietra.


La gatta? E' Domitilla, che vive qui accudita dai custodi; difficilmente dà confidenza ma quando ti conosce diventa molto amichevole! Questo scavo sarà visitabile durante i prossimi due giorni dedicati alle Giornate Culturali, sabato 24 e domenica 25 settembre. Le visite alla Basilica Sotterranea di Porta Maggiore, invece, sono previste per la 2° e 4° domenica di ogni mese, sempre però prenotando presso la Coopculture allo 06/39967700.
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« immagine » Nel 1982, durante i lavori di restauro e scavo nell'edificio dell'ACEA in via Eleniana, a Roma, venne alla luce un antica casa romana. Le decorazioni del triclinium datano al secondo/terzo secolo a.C. E' conosciuta come la casa di Aufidia Valentilla. Attualmente si trova nella zona gi...
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23/09/2016 21:42:18
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