IL PENSIERO SLEGATO

30 maggio 2019 ore 09:55 segnala


Una tra le tante peculiarità che mi affliggono è sicuramente quella di spaziare in ogni angolo dello scibile, con risultati eclettici ma non certo degni di approdare all'ufficio brevetti con una qualche cura contro le malattie trasmesse dai pesci rossi - che notoriamente se non li rifornisci di mangimi provenienti dal Giappone si affacciano al pelo dell'acquario e ti sputano in faccia, a guisa di certi cobra dal veleno rapidissimo e accecante, o forse erano dei quasi estinti protagonisti di Jurassic Park? al momento qualche legittimo dubbio mi sovviene - ma a parte le improvvide abitudini dei pesci rossi e ritornando alla mia bizzarra malattia, certo non contagiosa, per quanto provveda a strusciarmi contro i malcapitati non sono mai riuscito a realizzare un remake della caccia all'untore preconizzata dal Manzoni in STORIA DELLA COLONNA INFAME. Ma a prescindere, quello che decisamente affligge il vostro tormentato anfitrione non è - come si potrebbe supporre - il solito imbecille che sgrava nick falsi come fosse una coniglia della bassa Italia, bensì il pensiero slegato. Espressione la quale - come direbbe Peppone Bottazzi - implica il partire da una stazione mentale, svicolando per ogni dove e ad ogni pie' sospinto, incrociando binari (tristi e solitari) per fermarsi in stazioni affatto diverse dal previsto e prevedibile. Il cosiddetto parlare a iosa, a valanga, scivolando libero come un fringuello che ha trovato la gabbietta aperta e che intende innalzarsi con la pancia piena per adeguatamente ringraziare l'ex padrone che lo guarda dal basso sconsolato, con appropriate deiezioni. Dalle quali vogliate ricordarvi di sfuggire sempre e comunque, considerato la carica di malattie immediatamente trasmissibili come normalmente ci illustra @ceravamotantoamatti ( altro nemo propheta in patria sua)e non tentate di sdoganarmi il concetto che la raccolta di guano sia meritevole verso la società metropolitana e abbondantemente ricompensata presso certe evanesceenti industrie farmaceutiche dell'est asiatico. Quindi non spalate cacca di piccione o roba simile, per capirsi. Ma tornando alla libertà del fringuello, oh sì, scusate, del pensiero libero dicesi essa il non poterne contenere l'idea stessa essendo quanto di più fluido e sfuggente mente umana possa concepire e, se proprio vogliamo fare un omaggio a Camilleri - che anche se fosse iscritto a Chatta di certo non mi starebbe leggendo - potremmo dire che il pensiero slegato, come l'acqua, prende sempre la forma del contenitore, orcio o bummolo che sia, ed ecco perchè in una testa labirintica come la mia il pensiero non può che essere slegato dovendo ovviamente diramarsi per ogni dove, con risultati a volte brillanti e a volte imbrillantinati, dipende se vi arriva nelle orecchie o sui capelli. Perciò, mentre i nostri spiriti meteoropatici stanno rivolti verso i cirri, implorando qualche spicciolo di primavera - mica sarà già arrivata l'estate, ho perso il conto...- senza rendersi conto di essere incoscientemente rientrati tra le fila di quelli di cui Paolo Poli dipingeva un ameno ritrattino dicendo "nel paese dove il tempo è sempre al bello di che discutono gli imbecilli?", perciò dicevo mentre state così ragionando lasciate le briglie libere e gioiose e provate ad andare in una gelateria affollata, rivolgendovi all'addetto al bancone con voce stentorea affinchè tutta la canea berciante di teneri virgulti che staranno facendoseli colare sui loro vestitini, perchè si sa che i bravi bambini come Valentino van vestiti di nuovo come le brocche dei biancospini a meno che Valentino non portasse un vestito di Valentino e in tal caso più che una brocca di biancospino gli ci sarebbe voluto un fiasco di euro. Ma a prescindere e tornando al gelataio mi raccomando, qualora vogliate sortire l'effetto desiderato, chiedete sempre e soltanto un cono al glutine con doppia panna e copertura al cioccolato. Avrete il sollazzevole piacere di vederlo cercare disperatamente tra i cartellini con i nomi delle novità nelle vaschette per poi capire che doveva guardare invece il cartellino delle intolleranze (che, almeno quelle, mi auguro non vengano diffuse dai gatti) e vi garantisco che la vostra giornata avrà decisamente senso. A questo punto, benchè il mio naso non sia come quello di Cyrano de Bergerac, eppure il momento sembra propizio, direi che giunto al fin della licenza io tocco, e cosa tocco? Tocco voi, con un amichevole colpetto su una spalla che vi distragga dalla attenta immersione in questa prolusione per chiedervi se mi avete capito. Naturalmente, ovvio che non avete capito un beneamato pesce rosso (notoriamente animali a sangue freddo perchè bisogna avere un gran sangue freddo per restare calmi tutta la vita dentro un acquario senza azzannare qualcuno) di tutto quel che ho detto e che vi ha tenuto inchiodati davanti allo schermo per almeno mezz'ora. Grande sbaglio! Non era forse questa la dimostrazione di cosa sia il pensiero slegato? Direi che ci sono riuscito in pieno, adesso faccio girare la scimmietta col piattino per le offerte, intanto metto in moto la pianola. Signore e Signori, buona notte!
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30/05/2019 09:55:56
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Commenti

  1. ceravamotantoamatti 30 maggio 2019 ore 10:23
    Anche i pesci rossi, quindi, portano malattie. Ed è così difficile ammetterlo pure per i cani e i gatti? E il gatto, non è vero che non porta intolleranze. C'è chi è allergico al pelo del gatto o agli acari in esso contenuti. Nulla cambi, per carità, dell'amore da riversargli ... ma smetterla di ignorare il male per credere che il vero male sia esclusivamente sul pesce rosso ... è un'esigenza sociale. Non ci posso stare :).
    A Paolo Poli, tra l'altro, lui che dà dell'imbecille agli altri ... non è mia intenzione definirlo con un epiteto (tra l'altro, lo renderebbe ancora più orgoglioso) ... ma a quanti ignorano il fatto che esistono malattie serie da affrontare ... magari direttamente proporzionate alla promiscuità d'igiene che si garantisce nelle proprie case ... embè ... scusa se mi azzardo ... dell'eignorante darei a loro senza ritegno.
    D'accordo che ignoranti lo siamo un po' tutti (io, del resto, ignoravo le malattie che i pesci rossi possono procurare) ... ma non erudirci reciprocamente sarebbe a mio modesto avviso un grave errore. Per tanto, oltre che a farlo per avermi citato in un contesto a me molto a cuore, ti ringrazio per avermi erudito a tal riguardo. Pensa ... volevo comprarmi un pesce rosso ... come quelli che in serie ho avuto nel passato ... ma leggendoti ci ho ripensato. Sul tocco sulla spalla una battuta: sei tu quello che ha il gatto ... mica io. A me la mano potresti darla ... invece di cercare palliativi modi per "baipassare" contatti inquinati che potrebbero essere contagiosi di chissà quale malattia ... come spesso faccio io con chi so abbia un cane o un gatto. :) Ciao.
  2. crenabog 30 maggio 2019 ore 10:36
    x @ceravamotantoamatti grazie per il dire che contribuisco ad erudirti, e in questo senso mi permetterei - anche perchè se non lo faccio qui a casa mia dove dovrei farlo - di ricordare che Paolo Poli è stato un gigante immortale del teatro italiano, uomo dalla cultura vastissima, capace di citare ogni e qualsiasi cosa, con preferenza per la letteratura fine ottocento e primi novecento, di grande arguzia e finissimo intelletto, dall'umorismo sardonico e beffardo, che ci ha purtroppo lasciati a maggio del 2016, com mio profondo rimpianto avendolo seguito a teatro per quasi quarant'anni, aver fatto parte della sua claque, averlo conosciuto personalmente in nome di una rara e purtroppo anche troppo rarefatta stima ed amicizia, di cui conservo gelosamente libri, dischi, video e fotografie autografati con le dediche che mi lasciava. il che potrebbe far pensare a chi legge che non ammetto nel modo più assoluto cose negative sul suo conto. detto questo, di cui non necessariamente i miei lettori dovevano essere a conoscenza, direi che come mio solito il discorso del pesce rosso era una battuta, mai saputo portassero malattie (certo se uno è così imbecille da ingurgitare l'acqua di un acquario - cosa quasi da dementi - poi non si lamentasse) quindi compratelo tranquillamente, forse feci anche dei post su come allestire un acquario, nel caso ti darò le dritte giuste, il costo di gestione è abbastanza piccolo e sono divertenti da vedere, rilassanti e tengono compagnia, ne ho avuto uno grande e grosso che era così domestico da aspettare che rientrassi a casa per far segni che voleva giocare con me e ci spassavamo mettendo la mano nell'acquario e lui che nuotava sopra sotto e tra le dita (e feccio esami tutti gli anni e non ho nessuna malattia ittica), quello che ho adesso ha fatto tre anni a febbraio e campa tranquillo. un caro saluto, a presto
  3. luc.ariello 30 maggio 2019 ore 10:54
    Hai il dono della sintesi.
  4. ceravamotantoamatti 30 maggio 2019 ore 11:28
    So della bravura di quell'istrionico attore (anche se a me non ha mai coinvolto emotivamente) ... ma la mia battuta, per altro omessa, era rivolta al fatto che lui possa dare dell'imbecille a chicchessia. :) Lo può pure fare ... ma se qualcuno prende le distanze per mera antipatia ... non ci si sorprendesse. Del resto, non prendono in molti le distanze dal sottoscritto per esprimere tutti i santi giorni i miei concetti? E' normale che ciò avvenga. Avverrebbe pure dall'Alto dei Cieli. Se Dio desse dell'imbecille alla gente sottostante ... sono convinto che in molti diventerebbero atei. Lo so ... erroneamente ... giacchè Dio è Dio ... e Poli uno uguale a noi. :) Uguale pure a te, quindi, che ritratti quello che hai detto per scherzo (a tuo dire) ... ovvero che il pesce rosso non porti malattie. Io ci avevo creduto e mi sono andato a documentare su internet. E' emerso, dalla mia ricerca, che non serve bere l'acqua dell'acquario per inquinarsi notevolmente ... anche se di certo esisterebbe gente che se la beve per sfottò o strafottenza di quel che ho l'ardire di dire. Una sorta di chi ha il cane e il gatto che se li portano sotto le lenzuola o ci si mangia assieme nella stessa ciotola ... solo perchè magari gli si fa capire loro che potrebbero essere pericolosi. Ebbene ... ti lascio un link sui pesci: http://www.lagazzettadellekoi.it/nishikigoi/la-salute-delle-koi/principi-precauzione/zoonosi-ittiche-trasmissibili-all-uomo/ ... tante volte volessi bere l'acqua del tuo acquario per dimostrarmi che non fa poi così tanto male. Pure questo che sto dicendo è uno scherzo. Spero che tu lo colga come tale. :)
  5. crenabog 30 maggio 2019 ore 16:26
    X @luc.ariello vero? Come dicono le mie stringhe quando le stringo, sono stringato. Eheheh
  6. LINTERDIT 30 maggio 2019 ore 21:41
    ho scoperto un ghin di tacco ....qui su chatta ....grande Marco
  7. crenabog 31 maggio 2019 ore 00:15
    X @LINTERDIT più matto di così si muore, vero tesò?
  8. Moscan.sx 02 giugno 2019 ore 02:18
    Oh, col pensiero slegato hai certamente rappresentato il concetto,anche se comunque tutto lega con una sua logica,che al momento scorre nel sottosuolo della percezione,carsica,profonda ma sicuramente legata a qualcosa di profondamente significativo.Ciao!
  9. crenabog 02 giugno 2019 ore 07:36
    X @Moscan.sx in verità se riuscissi ad espellere dalle profondità carsiche delle mie percezioni quella cordata di esploratori rimasta bloccata tra le mie stalattiti, di certo ne trarrei vantaggio eheheh

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