TERRE LONTANE

20 giugno 2014 ore 11:42 segnala
Un racconto dell'epoca vittoriana





Luglio 1850

Charlotte cara, dopo mesi di navigazione e di tempo tormentato, siamo finalmente giunti a Santubong. Lo ammetto, cominciavo seriamente a temere non per la mia salute - già così duramente messa alla prova - ma per la mia vita e quella dell'equipaggio. La Chercenot ha retto bene lungo tutta la traversata e i molti scali ovunque ci fossero rappresentanti della Company ci hanno consentito i rifornimenti di cui avevamo necessità. Ieri, all'alba, i praho da guerra dei dayaki Bajau hanno teso un imboscata alla nostra goletta: si erano cammuffati da praho nakodah ma la luce del sole nascente ha rivelato i riflessi dei kampilan e il capitano ha prontamente ordinato il fuoco. Solo due praho sono riusciti a riguadagnare la foce del Kuching, gli altri sono colati a picco. A riceverci abbiamo trovato il Pengiran Al Aziz e la sua guardia personale, quasi duecento uomini. Si è molto felicitato con noi per il lungo viaggio e il fortunato approdo. A cena ci ha lungamente illustrato la situazione politica dell'isola, ha già provveduto ad avvertire i rajah di Sarawak e del Brunei circa il nostro arrivo. Confido che a breve potremo raggiungere Kedurong dove il rajah Wilson, che mi è stato caldamente raccomandato dalla Company, mi fornirà alloggio per poter condurre i miei studi e le mie ricerche. Vedessi, Charlotte, sembra di essere in presenza di un mondo appena nato. Qui tutto è rigoglio, crescita, fino all'eccesso. Sento molto la tua mancanza.
Tuo, S.




Settembre 1850

Carissima, i miei studi procedono bene e sono certo che presto potrò inviare rapporti alla Società Entomologica in seguito alla scoperta di molte nuove specie. Una in particolare mi è stata descritta da un datu degli Undup e ho grandi speranze. Ancora non sono riuscito a catturarla né, in verità, a vederne una. Vivo in una piccola casa di legno non lontano dalla astana del rajah Wilson, all'interno delle fortificazioni dell'insediamento inglese. Oltre il territorio prospicente, penetrando nella foresta, vi sono le longhouse delle tribù Linga e Undup. Si tratta di enormi costruzioni rettangolari in legno dagli alti tetti spioventi sotto i quali scorre liberamente l'aria, sono lunghe perfino duecento metri. Cose del genere, Charlotte cara, immagino potresti solo sognarle. E forse è bene che sia così, vivere in queste zone è terribile. Infezioni, malattie, piaghe della pelle affliggono la popolazione, e il calore tremendo unito alla soffocante umidità, se da un lato permettono la inarrestabile crescita di ogni tipo di vegetazione, dall'altro fanno sì che qualsiasi cosa venga immediatamente coperta da una sorta di muffa. La sua diffusione è così rapida che devo lavare e oliare ogni giorno qualsiasi cosa in pelle, cuoio, anche in legno. Altrimenti in pochi giorni tutto si riduce in una poltiglia fungina. La frutta è deliziosa e abbondante ma il pericolo si nasconde anche nel cibo che mangiamo. E non solo per il rischio di essere avvelenati dai servitori cinesi - che non ammetterebbero mai ma certamente sono segretamente al servizio del Tong commerciale e spiano le mosse politiche ed economiche del rajah - ma anche perchè la corruzione degli alimenti è rapidissima. Il povero Engelwhite, solo la scorsa settimana, è morto per aver mangiato una seconda porzione di budino di riso nero, a distanza di due ore da quando era stato cucinato. Le febbri, la malaria, la dissenteria falciano i contadini così come la minuscola corte inglese che li protegge dai balleh. Vorrei che tu fossi qui, ma capisco che non sarebbe la cosa migliore per te. Salutami i tuoi cari genitori e il mio buon amico George. Mi spiacque che la malattia gli impedì di partire con me, ma immagino che stia proseguendo l'opera di raccolta e catalogazione di tutto il materiale che avevamo ordinato insieme allo scopo di presentarlo alla Società Entomologica.
Sean


Novembre 1850

Charlotte, mia amata, il penglima Asut ha finalmente acconsentito a mostrarmi la pulau sulla quale sembrava potersi trovare la nuova specie di cui ti parlavo. Non voleva, mi ha ripetuto molte volte che è un luogo sabut ma quando gli ho donato due cucchiai d'argento si è convinto. Stamattina abbiamo raggiunto il luogo, una minuscola isola al largo della costa, persa tra le tante dell'arcipelago, io e il mudah Tunlun che mi fa da servo, accompagnatore, guida, assaggiatore - insomma tutto quello di cui il rayah ha immaginato avessi bisogno. E' lui, sai, che bada alla casa, a scacciare i serpenti e i ragni, a rigirare il langkan di corteccia per aereggiarlo e a procurare il cibo al pasar del mattino. Ma sto divagando, perdonami. Quando ci siamo addentrati nella foresta siamo stati accolti da un nugolo immenso di farfalle, sembrava di camminare dentro una nuvola di infiniti colori. E dopo un lungo e paziente appostamento ho finalmente visto questa gigantesca, nuovissima - per noi - farfalla. Era posata su un ramo, le ali aperte, il rosso sontuoso e ramato identico a quello dei tuoi capelli, Charlotte. Siamo riusciti a catturarla insieme a molte altre simili ma più piccole, e ora sono degnamente ricoverate in una grande gabbia, come una voliera, nella mia piccola casa dove potrò studiarle a fondo. Ultimamente ho molti pensieri, cara, perchè il rayah mi ha confidato che sono giunte voci di massacri dal nord. Le tribù dei Sakarang stanno sterminando i Batang Lupar e tutti i villaggi di contadini che incontrano sul cammino. I Residenti inglesi con il loro protettorato hanno da tempo proibito la disgustosa pratica di tagliare le teste ma i dayaki le usano come forma di potere personale e addirittura come moneta. Non si riesce ad estirpare questa orrenda tradizione e i balleh si stanno susseguendo. Spero che il Residente Olandese del sud si decida ad unirsi ai nostri rayah e ricaccino questi demoni sino in cima al monte Kinabalu. Spero di darti migliori notizie nella mia prossima lettera. Sono rimasto colpito nel leggere la tua ultima lettera, non immaginavo che George fosse così interessato a partecipare ai vostri tè pomeridiani e diventasse assiduo frequentatore del vostro salotto. Ho scritto una lettera anche a lui. Ti abbraccio, vado a dormire.
Tuo, Sean




Marzo 1851

Charlotte, sono sempre più preoccupato nel non ricevere tue notizie. Capisco che le rotte commerciali con il Brunei sono diventate infide a causa dei bangkong da guerra dei pirati e che le nostre navi, giunte al largo dell'arcipelago, potrebbero essere cadute preda dei dayaki ma resto comunque molto preoccupato. Spero che questa mia ti giunga. Ho seguito e analizzato tutto il ciclo di vita della nuova farfalla e ho preparato due volumi che ne descrivono sin nei più piccoli particolari, con molte tavole allegate, la forma e la vita. In tuo onore l'ho battezzata Charlottia Imperatrix Mundi Levelliana e la sua enormità rispetto ad ogni altra farfalla conosciuta giustifica ampiamente l'appellativo. L'apertura completa delle ali raggiunge quasi il mezzo metro, una cosa inaudita, che solo in questo crogiolo di ogni forma vivente poteva realizzarsi. Ha stranissime abitudini sociali: si accoppia con un maschio di aspetto scialbo e minuscolo ma evidentemente capace di dare molta prole, che cura le uova e i piccoli a lungo. Dopo aver dato alla luce le uova, la femmina si allontana e si unisce ad un secondo tipo di maschio, grande più del primo, molto appariscente e colorato con il quale si accoppia ripetutamente, sino a che entrambi non muoiono, evidentemente per uno stato di consunzione. Un comportamente che nella nostra società verrebbe sicuramente stigmatizzato e che immagino scandalizzerà la Società Entomologica tutta. In fondo riesco comunque a comprendere questo genere di cose: è tutta la natura, così calda, così decadente, umida, molle, che ci circonda che sembra spingere i sensi verso il parossismo, verso un baratro morale. Convivere con questi selvaggi e le mostruosità della giungla fa perdere il senso dei limiti. Anche io, oramai da tempo, sia per convenienza climatica sia per il sopraggiunto crollare dei freni sociali, mi aggiro nudo come loro. Non so se potresti riconoscermi, così scuro di pelle, i capelli rossi fino alle spalle e due onorevoli rigogliosi favoriti che circondano la mia faccia fino al mento. Il penglima Asut ultimamente sembra desiderare spesso la mia compagnia e mi invita continuamente nella longhouse della tribù, per mangiare insieme all'imam e alla sua gente. L'odore lì dentro è spaventoso, tieni presente che tutto lo spazio terminale è occupato da una gigantesca piramide di teste tagliate conservate sin dai tempi della costruzione della longhouse, simbolo del potere del penglima e del benessere economico della tribù. Rayah Wilson non vede di buon occhio queste mie frequentazioni, ma io cerco di studiare gli usi e costumi e farmi accettare, in vista di nuove scoperte in zone ancora sconosciute. Sono deciso a vincere il premio per la più nuova scoperta alla prossima Esposizione Universale, il ricavato economico e la fama che ne avrò ci permetteranno finalmente di sposarci e probabilmente ne avrò anche un titolo onorifico. Sarai orgogliosa di me, finalmente. Ti prego, scrivimi al più presto. Con la prossima spedizione del postale lungo le rotte commerciali, insieme a questa, invierò a George anche tutta la documentazione e campioni delle farfalle catturate, così che possa cominciare a far pubblicare la mia opera in attesa del mio ritorno. Troverò un pubblico che non vedrà l'ora di concedermi gli allori. E tu potrai concedermi la tua mano. Ora devo lasciarti, stasera rayah Wilson dà una grande cena con tutti i Residenti venuti per l'occasione e presto partiranno tutti per il balleh che dovrebbe schiacciare definitivamente le tribù dedite al contrabbando dell'oppio, a nord. Ho appeso ad una parete un grande quadro con un meraviglioso esemplare di Charlottia, non mi stanco di ritrovare nei suoi colori il ricordo dei tuoi capelli. Vorrei poterli accarezzare ancora. A presto, per sempre tuo,
Sean Levellin


******





Dicembre 1851 , Londra

George Flanaghan rilesse per l'ennesima volta il fascio di lettere scritte da Sean Levellin, seduto nella morbida poltrona di cuoio verde, vicino al camino. Tirò una boccata dal sigaro, pensierosamente. Guardò i volumi rilegati in pelle e con le incisioni in oro sulle coste, che descrivevano la Charlottia Imperatrix Mundi Flanagheensi, che gli avevano fruttato la più vasta popolarità nell'ambiente scientifico ed il titolo di baronetto della Regina. Girò lo sguardo intorno, soppesando ed apprezzando la grande costruzione vittoriana in cui era andato a vivere con sua moglie Charlotte, annuì, in pace con se stesso. E gettò tutte le lettere di Sean nel camino, dove scomparvero in uno sbuffo di fumo e scintille.


******


Dicembre 1851 , foresta vicino Kedurong, Sarawak

Dopo la partenza del contingente inglese per il balleh contro i dayaki del nord, le cose si rivelarono per quello che realmente erano. Il Tong cinese riprese le redini del commercio chiedendo pesanti percentuali a chiunque importasse merce di contrabbando, i monsoni di novembre affossarono la campagna bellica di Wilson e del Residente Olandese costringendoli a mesi di stazionamento nelle fortificazioni dell'alto Brunei. Intanto i Sakarang sterminarono migliaia di persone in tutta l'isola. Il penglima Asut mostrò l'esatta misura del suo apprezzamento per Sean Levellin. O meglio, per la sua fluente capigliatura e i suoi favoriti vittoriani. Sean ora guarda il quadro dove, incorniciata, spicca la gigantesca Charlottia e chi sa, forse rimpiange di non aver compreso appieno, e per tempo, la natura di quei selvaggi. Il quadro è appeso sulla parete della longhouse del capo Asut, come trofeo personale. E sulla parete di fronte, al posto d'onore sulla piramide di teste disseccate dei dayaki, sta la testa di Sean. A fissarla. Per sempre.


******




Glossario:


astana: grande casa
balleh: formarsi di eserciti, anche combattimento
bangkong: grandi navi da guerra dayaki
imam: capo religioso
langkan: giaciglio di corteccia morbida
nakodah: commerciante
kampilan: grandi machete
pengiran: principe
praho: nave da guerra
penglima: capo tribù
pulau: isola
pasar: mercato




***
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20/06/2014 11:42:57
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Commenti

  1. Eleanor.Peacock 20 giugno 2014 ore 14:34
    Ho cinicamente riso. Ma forse meglio impalato che impalmanto con Charlotte
  2. salyma 20 giugno 2014 ore 15:31
    Si vabbè però era il 1850, oggi non credo esistano ancora certi selvaggi anche nelle isolette più remote......o forse si? Boh!
    La morale di tutto questo racconto però è che non ci si deve mai fidare di nessuno, soprattutto di certe persone, quelle che ti fregano i dovuti meriti di un lavoro sudato che ti è costato la vita e si godono i frutti insieme alla donna dell' "amico" defunto. E il tutto per cosa poi........per una farfallona variopinta ? :-))) Povera farfalla immortalata nel quadro, e di quel Sean altro non resta che il suo teschio rivolto verso quell'epidottero inseguito e studiato ben bene da riempirne interi volumi. Ma quel Sean non poteva starsene a casa sua e magari studiarsi qualche bella biscia che striscia, ce ne saranno state pure in Inghilterra eh, non sarebbe dovuto andare fin laggiù e magari avrebbe potuto godersi la compagnia di Charlotte, che ne dici ? Avrebbe dovuto rendersi conto che non tutti gli uomini sono così nobili come sembra, prima o poi tirano fuori le loro vere nature!
    Come si deduce da questo racconto tutti siamo utili fin quando si fa comodo ma nessuno mai sarà indispensabile.
    Ciao Crena, vedo che sei uscito dal tuo solito mondo fiabesco, vabbè anche questo racconto in fondo è solo una favola, forse!
    :-)
  3. MorganaMagoo 20 giugno 2014 ore 16:11
    .... ecco cosa succede a partire. il destino. Sean se ne era andato per la sua strada già partendo. bellissimo l'episodio delle lettere di Sean gettate nel camino, dove scomparvero in uno sbuffo di fumo e scintille.... e la testa di Sean al posto d'onore.
    tutto come doveva essere.
  4. crenabog 20 giugno 2014 ore 18:07
    x Eleanor.Peacock, ridi ridi e magari fammi anche gli gnocchi che è una settimana che sto a semidigiuno...
  5. crenabog 20 giugno 2014 ore 18:10
    x salyma, è un multiracconto, la trama principale è quella storica collocata in luoghi e tempi reali con tutto il sapore dell'epoca vittoriana e della continua ricerca di nuove scoperte scientifiche, mescolata al sapore denso e marcescente della giungla del Borneo. la seconda trama è la storia di Sean e del suo incontro scontro con la realtà locale. la sottotrama che si va formando è la storia tra lei e l'altro, che come una serpe si insinua nella sua casa nascondendole le lettere di Sean e rubandogli il lavoro. poi certo c'è anche tutta la lettura che ne hai dato, ma è importante valutare il testo in sè, oltre che nelle implicazioni della morale, e nel lavoro accurato di rendering dell'insieme. ciao Annina
  6. crenabog 20 giugno 2014 ore 18:11
    x MorganaMagoo, forse tutti erano già segnati dal loro stesso destino e mutando i luoghi magari non sarebbe mutato il finale.
  7. Eleanor.Peacock 20 giugno 2014 ore 18:16
    io al massimo posso impiattare insalata, altro che gnocchi.
    Morgana ha l'animo romantico, io mi sono messa a ridere. Quando la sfortuna si accanisce , ci si perde la testa.
  8. a.Qa 21 giugno 2014 ore 08:26
    penso che i popoli debbano avere il giusto rispetto... cioè lasciarli vivere per come sono, Sean ha pagato con la vita l'aver violato la liberta' altrui....
    ma che belle lettere che scriveva...
  9. isabel.diGio 21 giugno 2014 ore 08:41
    :rosa
  10. crenabog 21 giugno 2014 ore 13:17
    x a.Qa, leggi bene, Sean era uno studioso, e non aveva fatto altro che star lì a cercare nuove specie di farfalle. poi, il fatto che i dayak fossero pirati e tagliatori di teste li pone comunque nella luce pericolosa che gli è propria.
  11. crenabog 21 giugno 2014 ore 13:18
    x isabel.diGio: grazie, ricambio.
  12. Odirke 21 giugno 2014 ore 13:38
    ho serie difficolta a leggere con il cellulare ed inoltre nettuno si diverte a far sparire spesso e volentieri collegamento e linea.. ti prometto che messi i piedi a terra leggero conca
    ma.. un abbraccio vecchio mio. semper fidelis
  13. crenabog 21 giugno 2014 ore 13:43
    x Odirke, grazie caro, fai con tranquillità, il racconto è qui e ti aspetta. un grande abbraccio, a presto.
  14. albaincontro 21 giugno 2014 ore 15:02
    L'incontro scontro tra un cuore romantico e appassionato sia della ricerca e scoperta,che della fama e dell'amore ed il cinismo calcolatore e bieco di chi ambisce al potere per sè,da carpire in violazione di ogni principio morale.
    Amaro ed efficace il racconto-diario mi è piaciuto molto.Complimenti !
  15. a.Qa 21 giugno 2014 ore 16:48
    ho letto che era uno studioso...
    ci sono stati tanti come lui o antropologi o missionari che ancora oggi vengono scozzati ...
    il nipote di Rockefeller fu sgozzato e mangiato solo perché l'aereo è precipitato ..
    nel posto sbagliato..
    anche nelle civilta' piu' avanzate c'è gente crudele pensa alle uccisioni di massa nelle scuole in america.. eppure dovremmo essere civilizzati...
    mi vien voglia di stare rintanata...

    pero' scriveva cosi bene... grazie per avermelo fatto conoscere leggendo il post che gli hai dedicato
  16. Spiritwalker 21 giugno 2014 ore 18:07
    Crena e potevi concludere con: "George e Charlotte vissero per sempre ..felici e contenti" eheheh... ;-)
    Bella storia... magari Sean, non avesse aspirato a tanta gloria ed onorificenze, si sarebbe sposato la Charlotte ed avrebbe vissuto una vita modesta ma serena....
    E' stata la cupidigia, la fama...o la voglia di scoprire il nuovo?!?
    Buona serata, abbraccio
  17. crenabog 21 giugno 2014 ore 19:59
    x albaincontro, grazie cara, felice di averti allietato la lettura!
  18. crenabog 21 giugno 2014 ore 20:02
    x a.Qa, più si va avanti con la modernizzazione e più in certi luoghi troviamo bestie che si comportano come esseri primitivi. mah. comunque tieni conto che a parte la collocazione temporale e spaziale, vere, i personaggi del racconto sono tutti di fantasia, non sono esistiti realmente.
  19. crenabog 21 giugno 2014 ore 20:05
    x Spiritwalker, Sean è stato sia figlio che vittima del suo tempo, quell'epoca vittoriana ribollente di scoperte scientifiche seppure incanalata negli alti paletti dei codici rigidi della morale dell'epoca. e poi, magari chi sa, Charlotte aveva detto a Sean che lo avrebbe sposato solo a fronte di una casa decorosa e un titolo da sfoggiare in società per cui il pover'uomo partì per andare a guadagnarseli. o fu un atto di amore, il voler dedicare a lei la sua scoperta per eternarne il nome nei libri di scienza. va' a sapere, la natura del cuore di un uomo non compare mai ma ha così tante cose e illusioni dentro di sé. un abbraccio
  20. a.Qa 21 giugno 2014 ore 21:25
    (boo) meno male pensavo fosse una storia vera...
    caspita è scritto cosi bene che mi sono immedesimata, fammi capire ma l'autore di tutto cio' sei tu?

    sai perché non amo chi ''civilizza i popoli''? perché ho visto con i miei occhi gli indiani d'america i veri americani rinchiusi nelle riserve a lake George usa
    no comment che è meglio


    ma complimenti per lo scritto...
  21. Spiritwalker 21 giugno 2014 ore 23:07
    Già Crena, a volte...tante illusioni.
    Notte, abbraccio
  22. crenabog 22 giugno 2014 ore 11:24
    x a.Qa, e quando mai mi hai visto postare un copiaincolla? certo che l'ho scritto io, che poi mi sia anche ispirato a film, documentari, libri dell'epoca e cose vere - tempo e luogo e alcuni fatti - questo sì, ma il testo è mio. ciao
  23. crenabog 22 giugno 2014 ore 11:25
    x Spiritwalker, ne sappiamo qualcosa... un caro saluto.
  24. methos1phd 22 giugno 2014 ore 17:55
    La sapeva lunga l'amico/nemico George ... povero Sean :-(( davvero un interessante stralcio di storia. Un caro saluto. Angie
  25. crenabog 22 giugno 2014 ore 20:48
    x methos1phd, e sì... grazie dell'apprezzamento, un abbraccio.
  26. s.hakespeare 23 giugno 2014 ore 09:00
    Il post, come sempre, ricchissimo di inventiva. Ma è la passione in generale a destare meraviglia, a visitare il tuo blog. Decisamente, se tu non esistessi, una comunità come questa ( ma non solo), dovrebbe inventarti.
  27. crenabog 23 giugno 2014 ore 10:34
    x s.hakespeare, grazie vecchio mio, fa sempre piacere sapere di essere apprezzati. ammetto che di fronte all'indifferenza giunge lo scoramento, specialmente se nel creare storie - o fossero anche solo articoli o recensioni - uno ci butta l'anima, e passa i giorni a pensare storie, limarle, cucirle, perfezionarle. per cosa poi? metterle sul mercato e aspettare i lettori passanti. veramente, a volte mette paura, se lo si fa con il cuore, pensare che la gente passi, guardi titolo, foto, dia una scorsatina al testo e passi oltre. ci si sente inutili. ecco perchè quando qualcuno è così gentile da dare un apprezzamento, ci si ricarica ben bene e si riparte per inventare nuove cose. un caro saluto e grazie ancora.
  28. Odirke 23 giugno 2014 ore 21:44
    Verne, Salgari, Darwin... un mix ben congegnato che mi è piaciuto molto. Invidio il tuo saper spaziare da troll a sanpan, da noir a vintage...
    Per quanto riguarda le lettere... mi sono rivisto da giovane Allievo... tante missive senza risposta... ma almeno la testa mi è rimasta sulle spalle.. per ora.
    Sei un grande, vecchio mio.

    Semper Fidelis
  29. crenabog 24 giugno 2014 ore 08:24
    x Odirke, grazie carissimo, ce l'ho messa tutta per scrivere qualcosa di diverso e mi sembra che sia venuto davvero bene nel complesso. eh, le lettere, che bello, quando ancora si scrivevano, io avevo una corrispondenza mostruosa con tutta Italia quando negli anni ottanta ero nel giro delle riviste amatoriali di fantascienza. scatole e scatole di copie mie e lettere di amici... che bella cosa, altro che il web, i kbit e le mail. ah, mah, speriamo di diventare presto tutti dei cyberpunk postmoderni ottocenteschi. e magari anche steampunk vittoriani, ma sì! abbracci!
  30. a.Qa 25 giugno 2014 ore 09:12
    ehi Marco, giuro avevo pensato che era tratto da un libro
    caspita complimenti, certe volte quando scrivi di film allora ho pensato appunto si trattasse di un romanzo...
    sei molto bravo mi hai sbaragliata oggi di piu'...
    sei bravissimo...
  31. c.ioccolatino111 25 giugno 2014 ore 17:35
    Annagiassima !! Arrivata a leggere la lettera di marzo 1851, un sospetto si è insinuato nella mente, ed è stato che il caro George e l'amata Charlotte, fossero diventati amanti e avessero detto addio all'ignaro e troppo fiducioso Sean. E così è stato, di nuovo annaggissima !! Sarò scontata, ma non m'importa...avrei desiderato che la preoccupazione l'avesse fatto rientrare in Patria, così da poter smascherare i due "traditori" e per riappropriarsi di quello che il nemico gli aveva tolto con meschinità.
    Vabbè ... :-(
  32. crenabog 25 giugno 2014 ore 19:02
    x a.Qa, è sicuramente ispirato da varie cose, film, libri, è sempre così con me, leggo talmente tanto che alla fine mi si deposita tantissima roba nella testa e poi, quando scrivo, recupero, modifico, taglio, cucio, faccio un frullato e viene fuori qualcosa. di buono talvolta, per fortuna.
  33. crenabog 25 giugno 2014 ore 19:04
    x c.ioccolatino111, be' sai, a volte un finale non a lieto fine sembra colpire i lettori molto di più e così il dramma è subentrato al racconto. contento ti abbia avvinto. bacioni
  34. serenella21 29 giugno 2014 ore 17:28
    bello leggerti
    un tuffo nel passato e uno sguardo al futuro
    hai una fantasia eccezionale :clap
    buona domenica:staff
  35. crenabog 29 giugno 2014 ore 17:38
    x serenella21, grazie Lisa, felice che sia piaciuto anche a te, un abbraccio!
  36. c.ioccolatino111 01 luglio 2014 ore 12:25
    Di solito sì, è così....ma a me sovvien sempre un certo nervosismo ...!!! Mi viene il nervoso insomma e allora, la mia mente comincia a, diciamo, deragliare.
    Quando c'è un'ingiustizia di mezzo, devia sullo scontato e la solita fine: ed egli (o ellla), visse felice e contento :-)))
    Bacioni a te :rosa
  37. crenabog 02 luglio 2014 ore 11:23
    x c.ioccolatino111, sapessi quanto piacerebbe anche a me che ci fosse sempre un lieto fine... abbracci!
  38. liquirizya 28 luglio 2019 ore 08:55
    Gli stronzi che ti fanno le scarpe esistevano già da allora e anche prima! Meno male che il povero Sean ha vissuto la vita che voleva ignorando le brutture delle persone che si era lasciato alle spalle!
  39. crenabog 28 luglio 2019 ore 11:07
    x @liquirizya sì, diciamo che nella letteratura questo è uno dei topos classici nel rendere uno dei caratteri, ma è venuto inserito bene in un contesto per il quale ho lavorato davvero tanto nel ricercare le fonti storiche, tutte vere ed esatte. insomma, mi fa piacere che ancora veniate a lasciare commenti su un post per il quale ho lavorato tanto, grazie!
  40. liquirizya 28 luglio 2019 ore 13:17
    E' un piacere leggerti!

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