UCCIDERE

27 maggio 2019 ore 09:23 segnala


Ripensavo ad una delle più belle poesie di Guido Gozzano, "La via del rifugio", nella quale ad un tratto per gioco delle bambine catturano una farfalla e la uccidono con uno spillo per metterla in mostra. Le parole sono, nella loro levità, tragiche e quasi insopportabili per chiunque abbia un minimo di empatia.


"...Non vuol morire! " "Lesta!
Ché soffre ed ho rimorso!
Trapassale la testa!
Ripungila sul dorso! "

Non vuol morire! Oh strazio
d'insetto! Oh mole immensa
di dolore che addensa
il Tempo nello Spazio!

A che destino ignoto
si soffre? Va dispersa
la lacrima che versa
l'Umanità nel vuoto?..."


Ecco, questa visione della morte, con la sua microscopica sofferenza, questo suo accadere di un inevitabile Fato avverso affatto inaspettato, per la bestiola innocente e inconsapevole del subitaneo volgere della sua giornata verso una rotta mortale, mi ha fatto - ma ammetto che già mille altre volte ci avevo rimuginato sopra, non portando però l'argomento alla pubblica discussione come ora - vedere quanto possa essere folle soltanto il pensare all'atto di uccidere, figurarsi commetterlo. Pensate alle tecniche dei rapimenti, la prima regola è non avere contatto verbale col prigioniero per evitare di essere coinvolti ed influenzati, e mai saperne o pronunciarne il nome. In un nome, come vogliono antiche tradizioni, quanta magia scorre: nell'antichità si usava dare il nome segreto affinchè non potesse essere lanciato il malocchio contro un infante. Solo chiamare qualcuno col suo nome te lo rende vero, concreto, la possibilità di commettere un atto del genere si abbassa, sempre che l'autore del crimine abbia ancora dentro di sè un barlume, una scintilla di coscienza. Quindi quanto più facile diventa l'annientamento di una vita se davanti hai una cosa, e non una persona. Gente come Ted Bundy dubito che potesse preoccuparsi di particolari del genere, ma qui non facciamo processi a casi peculiari, ragioniamo piuttosto su questo: qualsiasi essere vivente ha, dietro di sè, un bagaglio di giorni, mesi, anni durante i quali ha accumulato esperienze, sogni, delusioni, condivisioni, illusioni e speranze. Tutta una vita, quale che ne sia stata la durata.Può essere un uomo, una donna, può essere un cane che vaga sul bordo dell'autostrada, può essere quel gatto appollaiato su un balcone. Può essere la farfalla cantata da Gozzano. Ogni essere vivente ha una immensità nascosta dentro, e solo l'avvicinarvisi con il pensiero potrebbe sprofondare chiunque nel timor pànico, al solo sventolare l'ipotesi di annullare quella vita. Chi siamo noi, chi mai può seriamente arrogarsi il diritto di far sprofondare nel dolore, nella lenta o subitanea agonia, nello strazio un altro essere, bruciargli ogni speranza, ecco guarda è tutto finito, domani non vedrai più i tuoi cari, domani i tuoi sogni non avranno più un esito, domani... non ci sarà. Oggi finisci, oggi soffri, oggi ti vedi scivolare via dalle dita tutto quello che avevi costruito, gli amori, gli affetti, e non esiste invocazione, anelito di pietà, non esiste pianto che smuova, non esiste grido rivolto ai genitori, nulla che fermi la mano che uccide. E non parlo degli unici casi in cui sia, per quanto tragico, ammissibile togliere una vita ovvero in guerra per difendersi dagli aggressori o per salvare la propria vita, parlo del deliberato, cosciente atto criminale, laddove motivazioni non esistano che non siano la semplice crudeltà, la efferatezza, la bieca ferocia che spinge un maniaco a rapire, violentare, massacrare qualcuno o qualcuna, o il totale barbaro menefreghismo del ladro che insoddisfatto di quanto trova in una casa si accanisce su persone di età talmente avanzata da essere incapaci di reagire o anche solo di alzare un dito. L'immenso terrore che percorre le vittime prossime alla fine. Chi può comprenderlo appieno, chi mai riuscisse ad empatizzare e sentirlo fluire dentro di sè, fosse anche lo sguardo allucinato di un gatto che si vede arrivare addosso la ruota di una macchina, crollerebbe in uno stato di tale profonda afflizione che, alla stregua di certi monaci tibetani, non riuscirebbe più nemmeno a calpestare delle formiche. Troppo invece la vita è stata svalutata, gettata via con tutto il carico di valori che hanno formato ed evoluto i tessuti profondi delle società dal primitivo tribalismo ad oggi, nel nome di un progresso formato dal tutto e subito, dal godimento edonistico, dal rifiuto delle responsabilità, complici le macchine da macina del pensiero dei poteri economici e politici che hanno ridotto l'umanità a grandi numeri da analizzare e da dirigere negli acquisti e nelle votazioni; quanto è facile spingere il bottone atomico quando dall'altra parte non ci sono i lamenti di un bambino ma un monitor con una cartina geografica. Quanto è alla moda sentirsi afflitti nel vedere la foto di una cattedrale che brucia e subito radunare centinaia di milioni per ripararla, e quanto giriamo gli occhi davanti alla foto di una città bombardata mentre i suoi figli muoiono di fame sotto gli assedi. Videogiochi che diventano realtà, dal virtuale in CGI alla telecamera alloggiata su un fucile mitragliatore, uomini donne e bambini in preghiera macellati come su un monitor, peccato solo che sullo schermo non scorressero anche i punti totalizzati. E' questo quel che siamo diventati, chiusi in noi stessi, senza più un contatto reale con l'Altro, affogati in paure instillate dai media (qualcuno ricorderà il vecchio motto di Filippo il Macedone "Divide et impera" ), costretti a sfogare odi e rancori contro chiunque appaia anche solo leggermente diverso e non contro chi sta devastando il mondo nel suo complesso. Tante volte ho detto: aprite la mente, non mettete solo frasi alla Instagram tipo "la mente funziona come un paracadute, solo quando è aperta" per poi scordarvene subito dopo. In questo caso aprite il cuore. E abbiate paura, la paura di chi, in questo momento - e sono migliaia - sta morendo. Cambiereste, oh se cambiereste...
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« immagine » Ripensavo ad una delle più belle poesie di Guido Gozzano, "La via del rifugio", nella quale ad un tratto per gioco delle bambine catturano una farfalla e la uccidono con uno spillo per metterla in mostra. Le parole sono, nella loro levità, tragiche e quasi insopportabili per chiunque...
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27/05/2019 09:23:21
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Commenti

  1. VirPaucisVerbo 27 maggio 2019 ore 11:14
    Stesso punto di vista mio ma, spesso, mi faccio questa domanda: percepire la morte che stiamo infliggendo potrebbe fermare la mano che uccide? Oppure chi è d'accordo con quanto da te scritto è gente che comunque mai - scientemente - penserebbe di uccidere un altro essere vivente? E gli omicidi, assassini, stupratori continuerebbero a fare il loro male senza alcun rimorso?
    Perché per la razza umana la vita dei propri simili e in senso assoluto ha valore veramente infimo, se penso ai grandi massacri che ci appaiono cristallizzati nei libri di storia: dalle tribù sterminate da Cesare alle intere città annientate dagli Ebrei in Cananea (leggere il Deuteronomio per delucidazioni), a quanto commesso dai Mongoli, dai Turchi, dai nazisti, dai Giapponesi in Cina, alle atomiche lanciate dagli americani e via annientando.
    Quanto vale, quindi, la Vita? Forse solo il fatto che ogni giorno nascano più bambini di quante grandi scimmie ci siano al mondo ci ha preservato dall'auto estinguerci...
  2. crenabog 27 maggio 2019 ore 18:07
    x @VirPaucisVerbo forse sì, forse il sovrappopolamento è il tentativo della vita umana di non estinguersi ma come i capelli di un rasta avrebbero bisogno di un barbiere, per porre dei limiti che chiaramente cozzerebbero con l'etica, ci vorrebbero autoregolamentazione, coscienza morale e per dirla con Marinetti, una guerra che è la cura del ferro per l'umanità. solo che in quel caso qualcuno dovrebbe anche accollarsi la responsabilità di iniziarla, non continuando a tessere impicci e imbrogli nell'ombra per nascondere sete di territori e brama di ricchezze. Cosa che ovviamente nessuno farà mai, a parte un esiguo drappello di dittatori che non si rendono neanche conto di essere manovrati...
  3. ceravamotantoamatti 27 maggio 2019 ore 21:56
    Per concepire la morte altrui come risoluzione che abbia il sapore dolce della vera soddisfazione da ricevere ... bisogna prima essere vittima; poi si comprenderà ogni tipo di ragionamento.si dovesse fare in nome della vendetta per una violenza subita di grave ed inaudita entità. Non tutti sono Testimoni di Geova ... o altro dalle guance rosse per quanti schiaffi gli hanno dato nel vedersele porgere ... Ciao
  4. crenabog 27 maggio 2019 ore 22:52
    X @ceravamotantoamatti capisco il tuo pensiero, al di là però del discorso della vendetta che non rientrava nel post, punizioni legali come la pena di morte sono contemplate da secoli nelle società, personalmente credo che se si vuole mettere un freno allo sbrago sociale, bisogna attenersi a rigidi ordinamenti morali e religiosi. Solo chi riesca a mantenere uno stretto rigore di comportamenti può fare da esempio e mantenersi lontano da cose del genere. Solo Dio ha diritto di riprendersi quello
    che ha dato.
  5. ceravamotantoamatti 28 maggio 2019 ore 07:36
    @crenabog Lo dici come se tu sia convinto che tutti gli esseri viventi in terra fossero credenti. Eppure, anche nel mondo animale, ci si azzanna.
    "Ordinamenti morali e religiosi" ... e chi non si sottopone ... quali pene, quali guerre suggerisci? Così, tanto per chiedere ...
  6. crenabog 28 maggio 2019 ore 10:54
    x @ceravamotantoamatti direi intanto per cominciare che in altri post o commenti ho ricordato che ci sono alcune cose sulle quali è inutile discutere con le persone e normalmente sono la squadra di calcio, la politica e la religione. nessuno cambia mai idea e si finisce o per provocare o per fare liti. cose che non voglio e che non sono ammesse nel mio blog. quindi se leggi il mio commento vedi chiaramente che ho detto " personalmente credo che se si vuole mettere un freno allo sbrago sociale, bisogna attenersi a rigidi ordinamenti morali e religiosi" non ho detto che tutti siano religiosi o che io sia convinto che lo siano. anzi, appare chiaro che sono convinto che NON lo sono affatto e da qui deriva lo sbrago globalizzato di morale, società e quanto altro collegato. Io non suggerisco niente di diverso da quanto previsto dagli ordinamenti giuridici in vigore nei paesi dove i fatti vengono commessi, per quanto riguarda le pene, per quanto riguarda la religione segua la religione eventualmente seguita da chi commette fatti delittuosi. era così strano da evincere da quello che ho scritto? ho parlato di fare guerre? la mia visione è chiara, se ci si attiene a codici etici e morali si vive in maniera ordinata e pulita, se si vive in maniera atea, anarchica, edonistica allora tutto è consentito e nulla viene rimproverato. non è la vita che io faccio nè quella che intendo vivere. o sopportare, se è per questo.
  7. ceravamotantoamatti 28 maggio 2019 ore 11:14
    @crenabog Non prendere le mie parole come fossero una provocazione, per favore. Se le hai interpretate per tali ... me ne scuso. Cerco però di farti presente che nonostante l'esistenza degli ordinamenti e dei culti che dettano regole e leggi ... nel mondo esiste gente che imperterrita continua nella sua attività malavitosa.
    Come ho scritto nel post del mio blog che parla di prevenzione e di cura ... forse ... e dico forse ... quelle leggi dello stato o dei culti religiosi sono inappropriate a tutti gli effetti. Non è un inneggiare all'anarchia ... ma a tenere sotto controllo un fenomeno comportamentale che procura dolore e sofferenza inaudite.
    Non basta denunciare o pregare ... per attenuare i drammi che si leggono sempre più spesso sui giornali ... ma bisogna agire diversamente da come agiti lo si è fatto finora. E' inutile aderire a concetti simili a "nessuno tocchi Caino" ... o se lo si contempla ... si contemplasse pure "se tocchi Abele sono cacchi tua". Centinaia di migliaia di Abele sono stati toccati e come premi è stato concesso loro vitto e alloggio gratis (e pure la tele). Se sapessi quello che beneficiano i galeotti in carcere ... capiresti del sovraffollamento di persone che non avendo nulla da perdere ci vanno per guadagnarci. Una sorta di quell'africano che prese il piccone per darlo sulla testa dei pensionati incontrati casualmente (è riportato sul post mio). Morti quelli ... chissenefrega ... va recuperato dandogli il massimo dell'assistenza. E pensare che quel tipo magari proveniva da sotto una palma nel deserto ... se aveva una casa. Certo ... cinicamente ... mi si potrebbe dire che per compensazione, però, vi sono pensioni in meno da erogare. Questa è anarchia, a mio modesto avviso ... oppure caos nel gestire la res pubblica. Grazie per la solita ospitalità che ti contraddistingue. :)
  8. crenabog 28 maggio 2019 ore 11:35
    x @ceravamotantoamatti sì, avevo letto post e commenti da te, e giustamente in questo ne fai seguito, trovo ovviamente corretto che sia quasi insopportabile sia la situazione carceraria, sia la facilità con cui chi giudica rilascia criminali e così via, esempi con il lavoro che faccio ne potrei portare a tonnellate, e sono altresì convinto che ci si debba poter difendere - come riportavo nel dettame religioso nel mio scritto. avendo inoltre colleghi della penitenziaria ho anche informazioni in merito quindi ripeto che sì, è tutto mortalmente sbagliato come sta andando il mondo e non c'è un adeguato bilanciamento su quello in cui incorre un padre di famiglia per un misero errore e quello in cui incorre un criminale che ammazza per dieci euro da rubare. purtroppo non possiamo ergerci a giudici, possiamo bensì iscriverci nelle giurie popolari e fare il nostro dovere sedendoci e votando con coscienza ogni volta che si possa fare. e tornando al discorso che citi all'inizio " nonostante l'esistenza degli ordinamenti e dei culti che dettano regole e leggi" c'è in giro fin troppa gente che se ne sbatte allegramente. e questo, ma solo secondo il mio parere, è qualcosa che deve finire.
  9. ceravamotantoamatti 28 maggio 2019 ore 11:50
    @crenabog C'è menefreghismo in ogni dove ... in ogni ambiente. Tu solo sai (e l'amica tua Linterdit) quanto a cuore mi stanno molte cose nella vita. Una, per farti un singolo esempio, è il cane e il gatto a cui li si vorrebbe dar accesso pure negli ospedali a far visita ai malati degenti e debilitati (ivi ricoverati) con la scusa della "pet Terapy". Il menefreghismo lo si vede in ogni fazione sociale. Ci sono quelli pro ... che chissenefrega se muore di infezione il vicino di branda per qualche germe di pelo o piattola lasciata dal cane scodinzolante (tra l'altro pure senza mutande) ... e ci sono quelli contr o... che comunque se ne stanno zitti ... per non incorrere in gente ignorante che sarebbe capace pure di mandarti a quel paese ... se gli fai presente quest'aspetto che ho detto. Gente contro ... volutamente messa in silenzio ... magari pure perchè non ci arriva con l'intelletto (e di questa gente ce ne è tanta in giro) ... laddove riesca a prospettarsi con l'immaginazione nel ruolo di malato ricoverato. E morire ... appunto per infezione ... come facilmente oggi si muore nelle camere operatorie ... senza più poter correre ai ripari nel mandare a "fanbene" quella gente che tentava di farti passare per uno che odiava gli animali ... al minimo accenno di dissenso. Neanche il gusto di mandarcela come ce la mando io qualora abbiano ad alzare voce e mani nei confronti del sottoscritto. Non viviamo solo in un mondo di menefreghismo ... ma pure in quello dell'arroganza ... della strafottenza ... e della stupidità più inaudita. :) Secondo me ... i voti presi da Forza Italia ... sono stati quelli su cui hanno puntato con la Brambillona: gli animali da strumentalizzare ancora. Poi, chissenefrega se la gente muore ... e guai se qualcuno fa presente questo intento. Sono contento per l'esito politico che si è delineato ... per chi si trasforma nella vita come solo il demonio potrebbe riuscire nell'intento. Qualcuno con il cane e il gatto, infatti, non l'ha votato. E sono milioni ... da ultime statistiche.. Ciao.
  10. crenabog 28 maggio 2019 ore 12:05
    x @ceravamotantoamatti ciao caro, a risentirci presto
  11. ceravamotantoamatti 28 maggio 2019 ore 12:11
    @crenabog. Ciao a te. Torno dalle mie parti che devo rivolgermi con la debita attenzione alla nostra amica @LINTERDIT ... su una questione che finalmente pare stia anche a lei a cuore. Le ho scelto il suo fiore preferito. :)
  12. LINTERDIT 28 maggio 2019 ore 13:58
    di queste ed altre contraddizioni umane ,non troveremo mai un perche' ......per alcuni i beni materiali sono piu' importanti della vita di una persona , solo in un caso caro marco credo che vorrei difendermi o difendere , se toccano i miei cari
  13. crenabog 28 maggio 2019 ore 18:48
    x @LINTERDIT capisco benissimo, anche se potrebbe rientrare nell'argomento vendetta, ma se fatto al momento di un aggressione sarebbe la logica ed umana conseguenza. tra l'altro, ridendo e scherzando, ricorderai che ne parlammo varie volte nel corso degli anni, e quante volte ti ho detto che come minimo una donna dovrebbe avere dietro lo spray antiaggressione (ed essersi preparata ad usarlo, togliendo la carica interna ed esercitandosi a manovrare il tubetto) ma meglio ancora sarebbe uno di quei cari rasoi a lama libera o anche solo una lametta gillette nel portafoglio, da mettersi tra le dita per accarezzarlo per bene. scherzo tipico delle popolazioni algerine e marocchine, delle quali se si avvicinano per un abbraccio non sai mai se ti salvi la faccia perchè le lamette le tengono sotto la lingua... e mi è capitato più volte, non è che son favole che mi racconta il salvini, sia chiaro...

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