LA FAVOLA DELL' UOMO ETERNO

03 novembre 2010 ore 12:17 segnala

Data di prima pubblicazione in Internet: 08.08.2009

C'era una volta, oltre il fiume che attraversava il villaggio, una capanna antica ma costruita solidamente con forti pietre all'esterno e tronchi d'albero all'interno a fare da pareti, e questi tronchi erano stati cesellati e scolpiti finemente attraverso una moltitudine di anni. Anni che avevano lasciato il segno ricoprendo di un folto tappeto di muschio il tetto, sin quasi a lambire il terreno, proteggendo l'abitazione dai rigori del freddo e rendendola gradevole nel calore dell'estate.. Le sue pareti, che dall'esterno sembravano basse, dall'interno rivelavano la loro altezza poichè subito passato l'ingresso si scendeva per accedere ad una camera molto più spaziosa di quanto si sarebbe immaginato. Chi vi abitava non ricordava più quanti anni avesse o, forse, non voleva più ricordarlo. Veniva da lontano, da terre che gli abitanti del villaggio non avevano mai sentito nominare, terre che neanche esistevano più, celate nell'oblio dei secoli. Aveva visto torri gigantesche diventare polvere, aveva vagato per colline che ora erano letti di fiumi. Era stato un uomo e milioni di uomini, aveva visto crocifiggere il figlio di Dio e aveva spezzato per la vergogna la lancia con cui l'aveva colpito. Aveva solcato i mari, ucciso l'albatros che indicava la rotta e visto morire tra i ghiacci tutti gli uomini del suo equipaggio. Aveva chinato la schiena sotto la frusta mentre implorava per una birra con i muscoli distrutti dalla fatica di trascinare le pietre per erigere le piramidi. Aveva perduto la strada nella foresta , alla ricerca di Cybola, e mentre i suoi uomini morivano sotto le frecce degli indigeni era sfuggito su una zattera. Aveva raggiunto Londra una notte, solo, sul ponte di un veliero che aveva attraccato al porto senza che mano umana lo comandasse ed era disceso portando dietro di sè i topi e la peste. Molte cose aveva fatto e più ancora ne aveva viste ma la via del Bene era sempre sfuggita tra le sue dita come cenere impalpabile. Sapeva di avere su di sè una maledizione che non avrebbe potuto infrangere ma ormai non se ne curava più. Aveva imparato tutte le filosofie, tutta la storia, ogni argomento dello scibile e infine si era rivolto alla Magia, nel vano tentativo di trovare un indizio che lo avrebbe liberato. Certe sere, seduto davanti al fuoco, ricordava ancora le discussioni avute con Ermes Trismegister, le danze sfrenate dell'oracolo di Delfi, la fuga sui tetti insieme a Giuseppe Balsamo. A volte, ghignando, gli tornava alla mente il viso pallido di Cotton Mather, l'unico che aveva intravisto nella profondità dei suoi occhi tutto quel che c'era da vedere e anche di più, e se ne era ritratto terrorizzato per sfogare poi la sua rabbia a Salem... Alfine, il vecchio aveva preso una curiosa abitudine: ogni giorno, da anni, andava nel bosco a raccogliere rami, li scortecciava, ammollava il legno bianco e morbido in certi calderoni e stendeva questa pasta di legno su degli stampi, formando pagine e pagine. Centinaia di pagine, migliaia di pagine, che pazientemente rilegava unendole con colla d'uovo e farina. Era cosa rara incontrarlo nel bosco vicino al quale viveva, la gente del villaggio si comportava come se non esistesse e lui non si curava di loro. Aveva la sua porta magica, nell'angolo più buio della casa, attraverso la quale riusciva ad andare qua e là per il mondo ma anche questo non gli dava diletto alcuno e da tempo non la usava più se non per portare indietro quel poco che gli serviva per mangiare.Un giorno d'estate, il bambino e suo padre, il narratore, passavano nel bosco alla ricerca di piante di timo serpillo da mettere nel loro giardino, quando lo incontrarono. Si rivolsero cenni di saluto cortesi poi, per la prima volta dopo un tempo infinito, il vecchio rivolse loro la parola invitandoli a desinare con lui. Il narratore aveva una vaga idea sul vecchio ma non era confortata da certezze e accettò, anche se prudentemente. Una volta seduti il vecchio volle dir loro quanto si sentisse solo e iniziò a raccontare la sua storia. Più che una storia, era un insieme di leggende, di miti, di cose talmente favolose che il bambino, nella sua ingenuità, non sapeva se accettare per vere o mettersi a ridere ma suo padre stava attento e così fece anche lui. Scese la notte e tutte le sue iniquità, tutti i suoi peccati, tutto il male che gli uomini fanno era ormai lì tra loro, uscito come un fiume in piena da una fessura dell'inferno. Padre e figlio avevano gli occhi pieni di lacrime per quanto avevano udito e la tristezza e la commozione stringevano i loro cuori; poi il piccolo si avvicinò al vecchio e, prendendogli la mano, disse: "Io ti perdono". Il padre lo guardò e capì che chi parlava non era suo figlio ma qualcuno molto più grande di tutti loro. Un raggio di luce invase la stanza e videro distintamente il vecchio dissolversi in un pulviscolo dorato che prese a vorticare nella stanza. Quando sparì il vecchio non c'era più e tutti i libri bianchi che aveva rilegato erano coperti di milioni, miliardi di parole. Tutto quel che era stato ora era conservato per sempre in quelle pagine, a testimoniare quel che l'uomo non dovrebbe mai fare. Uscirono in silenzio chiudendo la grossa porta di legno e il narratore portò via la chiave affinchè nessuno potesse infrangere il silenzio di quelle storie.

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Data di prima pubblicazione in Internet: 08.08.2009 C'era una volta, oltre il fiume che attraversava il villaggio, una capanna antica ma costruita solidamente con forti pietre all'esterno e tronchi d'albero all'interno a fare da pareti, e questi tronchi erano stati cesellati e scolpiti finemente...
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Commenti

  1. spelonga 03 novembre 2010 ore 13:26
    favola, caro Crena, lascia che te lo dica ... hai del talento !

    Saverio :poeta
  2. cosillo 03 novembre 2010 ore 15:12

    è uomo troppe volte dovremo essere perdonati.

    Ciao

    Adriano

  3. venuste 03 novembre 2010 ore 16:07

    siiiiiiiiiiiii è cosi.......

    ogni volta che leggo una fiaba

    mi sento come innamorata...

    mi sento fra le nuvole..

    è un transitare fra la terra ed il cielo...

    mi libero mi spoglio mi alleggerisco...

    di cose pensanti.....

    e volo........

    che bello qui.......e poi d'inverno col caminetto acceso...

    leggere le fiabe......

    ritornar bambina... ho ilcuore di bambina...

    e rimarra' per sempre cosi......

    certoche mi piace qui........ci vero' sempre......

    sarebbe anche bello se potevi mettere ilvideo.. e sentire al tua voce che racconta

    con sottofondo lo scoppiettio dei ceppi nel camino.......

    Crena se non ci fossi......sarebbe difficile descriverti......

    ti lascio questa mia piccola lacrima...

    mi hai emozionata.......

    alla prossima

  4. tenalady 03 novembre 2010 ore 18:00

    E' sempre bello venire qui :-)

    Mi fa una strana sensazione che sinceramente non ti so spiegare.

    Ti lascio una delle leggende dei Fratelli Grimm,me la raccontava nonna ogni volta che dormivamo insieme..

    Allora: Il titolo è La verga di nocciolo

    Un pomeriggio ,Gesu' bambino si era coricato nella sua culla e si era addormentato;gli si accosto' la mamma,lo guardo' piena di amore  e disse: ti sei messo a dormire,bimbo mio?Dormi bene! io intanto andro' nel bosco e cogliero' una manciata  di fragole per te, so che ti faran piacere,quando ti sveglierai:-)

    Fuori nel bosco,trovo' un posto pieno di fragole bellissime,ma appena  si china per coglierne una, ecco dall'erba sltare una vipera.Ella si spaventa,lascia stare le fragole e fugge.la vipera la insegue,ma la Madonna,come potete ben pensare,trova uno scampo: si nasconde dietro un cespuglio di nocciolo e resta là,finche la vipera è tornata nel suo nascondiglio.Poi coglie le fragole,e quando prende la via del ritorno,dice:come oggi la pianta  di nocciolo fu un rifugio per me,cosi lo sara' per altri nel futuro.

    Per questo ,fin dai tempi piu' antichi,un verde ramo di nocciolo è la difesa piu' sicura contro le vipere,serpi e tutto quel che striscia sulla terra.

    Questa taverna è il mio rifugio..complimenti vivissimi Marco.

    Leggendo le tue storie il tempo si ferma.Mi vengono in mente le storie che mi raccontava nonno Pina davanti al camino...lasciando stare i momenti in cui si emozionava talmente tanto nel momento in cui le racconatava da mettersi a piangere...io aspettavo impaziente sul divano che lei si riprendesse.

    Continua cosi

  5. Antelao 03 novembre 2010 ore 18:02
    cosi' anche l'uomo eterno ci ha lasciato. Meglio che gli scritti che riportano tutto il male del mondo restino nella vetusta casupola. Pero' il narratore e suo figlio ne sono depositari. Una bella responsabilita'. Riusciranno i nostri eroi a far si che tutto cio' non si ripeta? Ci proveranno, e questo e' gia' tanto.


    UdM

  6. dolcecarrie 03 novembre 2010 ore 20:07
    ha annullato ..distrutto il male

    è forse questa la morale della favola,


    allora ben venga il perdono come strumento contro il male. :-) :bye


    Cate




  7. venuste 03 novembre 2010 ore 20:47

    ci fai rivivere.. momenti.....che non dimenticheremo mai

    io mia figlia mia madre.

    tre generazioni.....

    di sane abitudini.....

    e poi lei jaja ....... un giorno le raccontera' ai suoi figli...

    insieme a me sul divano......

    e la vita va...

    ed è sempre una meraviglia.......

    comunque essa sia....... basta coglierne l'essenza.....

    buon lavoro.. Crena ......tu vai al lavoro......

    una carezza...

  8. serenella21 03 novembre 2010 ore 21:05

    soltanto l'innocenza di un bambino poteva perdonare il male di quell'uomo

    bellissima favola ..anke se un po' triste

    un bacione sonno vate :inchino

  9. LadyFlowery.70 04 novembre 2010 ore 00:20

    stupenda fiaba.......

    il perdono .........

    .dipende da che motivazione ma essendo una fiaba.

    si perdona.....

    .:fiore

     

     

  10. lapiubellaromantica 04 novembre 2010 ore 09:47

    Marcoooooooo. sono bellissime le tue fiabe, marò c'è l'imbarazzo della scelta! :drunk :mmm

  11. crenabog3 04 novembre 2010 ore 10:53

    x Spelonga, caro Saverio, ricevere complimenti da un altro bravo scrittore fa sempre piacere, è innegabile. Un caro saluto.

  12. crenabog3 04 novembre 2010 ore 10:55

    x Cosillo, vero, l'uomo non impara mai le vie della salvezza, illudersi che lo faccia è tipico delle favole... un abbraccio.

  13. crenabog3 04 novembre 2010 ore 10:57

    x venuste, grazie amica mia, cerco di farvi sentire felici e a vostro agio qui dentro, rilassati così da poter cogliere quei significati che desidero tramandare con queste storie. e ci riuscite sempre tutti. bravi! un caro saluto.

  14. crenabog3 04 novembre 2010 ore 11:00

    x tenalady, grazie Jaja, è stato un piacere inaspettato ricevere la tua storia, molto graziosa e che ben si accosta a quelle dei Vangeli Apocrifi dove troviamo, per fare un esempio, la storia di Gesù bambino che fa rivivere un uccellino morto come suo primo miracolo. Piccole graziose cose che nascono dal cuore popolare che, dove non ha, inventa, non fosse altro che per insegnare le radici delle verità perdute nel mito. Grazie ancora, bacioni.

  15. crenabog3 04 novembre 2010 ore 11:07

    x Antelao, amico mio, ammetto di aver gettato con piacere nel calderone della favola tantissimi riferimenti letterari , vogliamo citarne qualcuno insieme? Trandaphylo e la lancia di Longino, la leggenda dell'Antico Marinaio, Sinhue l'egiziano, Aguirre furore di Dio, Nosferatu, Cagliostro, Ermes Trismegaister e la Fortezza Nera... ci sarebbe da fare un papier solo di citazioni cinefile e letterarie per tutto quel che ci ho messo ma in verità quel che volevo dimostrare è che anche l'Ebreo Errante, l'uomo eterno, topos leggendario della letteratura e della mistica cabalistica, può desiderare lo sfogo di aprirsi agli altri ed in questa ricerca della verità rivelata si ottiene il perdono delle colpe. Poi, certo, i due protagonisti adesso avranno il loro carico sull'anima ma penso siano abbastanza forti da trasformarlo in esempi da non seguire ed in insegnamenti da tramandare. Abbracci a te e alle rotoballe.

  16. crenabog3 04 novembre 2010 ore 11:10

    x Dolcecarrie, certo Cate, proprio così, il perdono, per volere di Dio ed attraverso la bocca di un Innocente, che in quel momento si fa Diacono ed Oracolo, è la via per il passaggio dallo stato negativo della sostanza a quello positivo dell'altra dimensione, tra le braccia del Creatore. Un saluto affettuoso.

  17. crenabog3 04 novembre 2010 ore 11:14

    x serenella21, figliola cara, ben vero che la storia sia triste, mi accorgo che alcune delle favole, specie le ultime in ordine di tempo, che feci lo sono, magari sentivo dentro di me che non ne avrei scritte altre, non vi vedevo un ritorno dai lettori quindi pensavo non piacessero più, così divennero maggiormente intimistiche, ad esempio quelle con protagonista Paulie la fata-foca, che vedrete. Ma può darsi anche che un giorno, finita la ripubblicazione di tutte quante, ne inventi altre più gioiose, se re Brian mi ispira, quel vecchio pazzo! Bacioni tesoro.

  18. crenabog3 04 novembre 2010 ore 11:18

    x Lady.Flowery.70, come in questa storia così quasi sempre in ambito confessionale, è proprio l'atto in sè del confessare che viene premiato col perdono, anche perchè se non si sentisse dentro sè stessi vergogna e desiderio di riscatto non ci si andrebbe a confessare, si resterebbe tranquillamente impastoiati nelle proprie colpe. Dunque, l'Uomo Eterno non ne poteva più, di tutto quel che aveva fatto e visto, e desiderava comunicarlo ad altri, sfogarsi e quindi liberarsi. Anche questa è una forma di desiderio confessionale, anche se a livello epidermico non si pensa ad un voluto riavvicinamento al Sacro, è quello il momento in cui Dio interviene e perdona. Un caro saluto.

  19. crenabog3 04 novembre 2010 ore 11:28

    x lapiùbellaromantica: grazie Shakshak, dolce che sei, felice di rivederti qui e di poterti offrire qualcosina da leggere! Bacioni!

  20. gattamannara 04 novembre 2010 ore 14:32
    credo che sia in effetti l'unico antidoto, il vero toccasana per allontanare il male dal cuore dell'uomo,purtroppo non è facile,occorre molta forza di volontà e molta umanità per poterlo donare…
    Grandissime fiabe, ricche di immagini colorate e di figure pittoresche, e che ci lasciano 
    sempre una morale…
    Un caro abbraccio :-)
    Babs
  21. venuste 04 novembre 2010 ore 21:11

    questa canzone la dedico a te Marco

    con tutto ilmio affetto...

    a te che sei un grande amico sincero...

    a te che hai il cuore come uno scrigno

    dove affido i miei segreti... piu' profondi.......

    e tu sai custodirli...

    a te... che sei un uomo fanastico...

    col cuore di bambino..........

    e non fa nulla per nasconderlo.......anzi.......lo sbandiera.....fiero......

    a te........questa canzone...

    che sembra sia scritta per te.............

    te la dedichiamo con infinito affetto io e jaja

    http://www.youtube.com/watch?v=cJGclh4ug5g

  22. alienman 04 novembre 2010 ore 21:29
    :alien Posso dire che la tua favola nella sua scorrevole lettura è nella sua suadente delicatezza rapisce il lettore trasportandolo in un’atmosfera surreale che lo tiene sospeso tra cielo e terra.

    Mi sento ripetitivo nell’esternarti i miei complimenti…ma te li meriti davvero tutti.!

    Ciao caro amico. :clap

  23. crenabog3 05 novembre 2010 ore 10:39

    x gattamannara, certo Babs, al perdono si giunge solo volendolo fortemente. E' facile da ricevere ma difficile da volerlo. E grazie ancora per il commento sulle mie storie, a volte temo di apparire come un vecchio Solone che se ne va in giro a spargere saggezza non richiesta, magari perfino mi vergogno un po', poi ci penso e mi dico machisenefrega e continuo a parlare parlare parlare...eheheh! Bacioni.

  24. crenabog3 05 novembre 2010 ore 10:51

    x venuste e tenalady, sempre care e simpatiche nel donarmi una gran bella canzone. Ma, dato che sono un bambino impenitente, la prossima volta apprezzerò un carico di Pampers che utilizzerò sfacciatamente! eheheheh... so' proprio impossibile, eh?

  25. crenabog3 05 novembre 2010 ore 11:02

    x Alienman, carissimo, anche per te vale la sottile motivazione che scorre in questa mia storia e che dicevo nel rispondere ad Antelao, ovvero il fatto che - come ogni tanto mi accade - mi sia voluto togliere il gusto di farcire questa discreta pietanza di molteplici rimandi letterari, cosa che per chi certi libri li ha letti, la fan diventare un caleidoscopio di storie racchiuse in una sola. Forse anche per questo ti è stata gradita, perchè man mano che leggevi il tuo spirito ha aperto cassetti antichi e ne ha tratto sapori lasciati lì a sedimentare. E non è un male, anzi un arricchimento. Un caro e forte abbraccio.

  26. venuste 05 novembre 2010 ore 12:33

    noooooooo i pannoloni......noooooo

    sei troppo giovane...

    semmai... ti regaliamo un pacco di biscottini plasmon

    perche sei cosi dolce...

    a noi ci piaci cosi......

    somigli tanto a mio padre...

    il caro nonno di jaja...

    lui anche a 75 anni.....era cosi...giovane... sorridente...

    sempre col cuore di bambino

    e tu sei uguale...

    non sai la gioia che ci dai....nel leggerti......

    ciao :ciao

  27. LoCAr 06 novembre 2010 ore 04:30

    molto carina e versatile!!! tra il vecchio e il nuovo! bella composizione,una via di mezzo anche con qualche impostazione fantasy! bella anche l'immagine che rende il senso di nascosto e di aleatorio:-)

  28. 1nation1station 06 novembre 2010 ore 20:58

    per le favole che scrivi...

    Visto il tuo talento narrativo hai mai pensato di fartele pubblicare da un editore indipendente?

    Buon fine settimana da Marco :bye 

  29. crenabog3 09 novembre 2010 ore 09:55

    x venuste, ma sì, cerco di restare eterno anche io, magari ogni tanto qualche ruga si fa vedere, sia in faccia che sul cuore ma insomma si resiste, eh! Abbracci.

  30. crenabog3 09 novembre 2010 ore 10:00

    x LoCAr carissimo amico mio, finirà prima o poi, magari quando finisco di ripostarle tutte, che scriverò anche una storia con te in veste di guerriero fantasy...ahahah, oh sì, troppo gustoso, dovrò decidermi a farla. Un calice di idromele tutto per te!

  31. crenabog3 09 novembre 2010 ore 10:03

    x 1nation1station, sempre felice di venire apprezzato da un celebrato blogger, sì, ci ho pensato ma non ho ancora trovato chi le possa pubblicare purtroppo. Dovrei trovarmi un agente letterario, allora sì che si muoverebbe qualcosa. Un caro saluto.

  32. venuste 09 novembre 2010 ore 20:53

    l'altro giorno ho visto in tv un programma dove

    cercavano gente che ha romanzi da pubblicare..

    mi è sfuggito il titolo...

    ma tu cerca degli editori piccoli...

    quelli grandi sono troppo impegnati...

    se vedo di nuovo quella pubblicita'... te la scrivo.....

    ne frattempo.......cari salutiiiiiiiiiiiii

  33. venuste 10 novembre 2010 ore 08:42

    l'ho trovato l'indirizzo mail...

    cercano gente che scrive libri...

    l'indirizzo è... www.gruppoalbatros.it

    scrivi e fammi sapere........ :kissy

  34. tenalady 10 novembre 2010 ore 11:40

    E' sempre un piacere venire qui :-)

    è l'isola che non c'è.....

    preoccupazioni...pensieri li lasci dietro la porta e ti rilassi..

    Eh.:batafiore ..se non ci fossi tu Marco..altro che pane e nutella ti dovrebbero fare un monumento.

    Buona giornata

     

  35. crenabog3 11 novembre 2010 ore 10:17

    x tenalady, grazie cara, ricevere un complimento da un animo gentile come il tuo è sempre cosa lieta. Un abbraccio.

  36. aloven 11 novembre 2010 ore 22:53
    che dire???complimenti!!!!Tutto magico...surreale...
  37. crenabog3 12 novembre 2010 ore 10:10

    x aloven, grazie, l'intento è proprio quello, uscire da questo mondo per vivere in uno che è il nostro specchio deformato dalle favole. Un caro saluto.

  38. animoguerriero 12 novembre 2010 ore 13:39

    il perdono e' un gesto ammirevole....:rosa

    scusa ma ho capito bene? sono tue le favole che pubblichi?

    un salutone a presto Pa:fiore

  39. crenabog3 15 novembre 2010 ore 13:04

    x animoguerriero, ma certo, sono le storie che invento la notte per far dormire mio figlio, le rare notti che non vado al lavoro, e poi le riscrivo qui perchè possiate raccontarle ai vostri figlioli. Un abbraccio!

  40. cioccolatino111 16 novembre 2010 ore 14:04

    soltanto quando è riuscito a confessare e a riconoscere le sue colpe,...è stato perdonato e liberato dall'Amore...(bambin Gesù?? :-) )  Quel libro, è la testimonianza di azioni ed errori commessi dall'uomo, nei secoli e secoli... ma l'innocenza di un bambino, l'Amore e la Speranza...ha fatto si che l'uomo eterno, umilmente, spogliasse l'anima dall'egoismo e crudeltà...Meglio che quel libro, x nn dimenticare gli errori commessi....venga sempre letto invece...e che il padre, poi il figlio, facciano una specie di evangelizzazione...x far comprendere bene, che l'uomo, quando fa del male...lo fa + a sè stesso che all' altro!....ciao:staff :-)

  41. lagunablu2010 16 novembre 2010 ore 19:46

    Mi perdonerai se riprendo parte di un tuo commento...

    "a volte temo di apparire come un vecchio Solone che se ne va in giro a spargere saggezza non richiesta, magari perfino mi vergogno un po’, poi ci penso e mi dico machisenefrega e continuo a parlare parlare parlare..."

    ...ma lo faccio per pregarti di continuare a parlare, parlare e parlare ancora!

    Magari ci fossero persone che parlano, scrivono, esprimono e trasmettono cio' che riesci a trasmettere tu!

    Che altro dirti se non....grazie! :rosa

  42. crenabog3 17 novembre 2010 ore 11:32

    x cioccolatino111, già, certi libri anzi che scomparire dovrebbero essere letti per secoli a testimonianza e ad esempio, se la gente riuscisse a coglierne i significati, ma non sempre capita. io umilmente cerco di scrivere favolette che sono un po' parabole, sperando di dare idee ai miei lettori senza nessuna pretesa di essere chi sa chi e ogni tanto vedo che mi riesce. Una bella soddisfazione!

  43. crenabog3 17 novembre 2010 ore 11:35

    x lagunablu2010, grazie anche a te, sempre gentilissima, certi commenti rincuorano e danno la voglia di continuare. Ti sono debitore!

  44. parnassius2 29 febbraio 2012 ore 22:42
    il perdono....già! Ma come è difficile perdonare!!!!! Perdonare vuole anche dire dimenticare....non ci riesco.

    Anche questa comunque molto bella crena....mentre la leggevo riuscivo con la mente ad entrare nelle scene. Scrivi d'incanto è un piacere leggerti. :bye
  45. crenabog3 01 marzo 2012 ore 05:35
    Grazie, scrivere è l'ultimo piacere (a parte andare in moto e leggere libri) che ancora mi riesco a concedere!
    PS anche io non dimentico niente e, purtroppo, sono molto vendicativo, ahimè.
  46. parnassius2 01 marzo 2012 ore 07:56
    io non sono vendicativa.....lascio il posto all'indifferenza!!!

    Buona giornata crena.....e se melo permetti.....un'abbraccio :rosa
  47. crenabog3 01 marzo 2012 ore 11:58
    grazie, lo accetto volentieri e me lo conservo per le giornate tristi, quando nessuno/a me ne manda, eheh!

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