LA DIFFERENZA

17 gennaio 2012 ore 22:50 segnala
di Guido Gozzano



Penso e ripenso: - Che mai pensa l’oca
gracidante alla riva del canale?
Pare felice! Al vespero invernale
protende il collo, giubilando roca.

Salta starnazza si rituffa gioca:
né certo sogna d’essere mortale
né certo sogna il prossimo Natale
né l’armi corruscanti della cuoca.

- O pàpera, mia candida sorella,
tu insegni che la Morte non esiste:
solo si muore da che s’è pensato.

Ma tu non pensi. La tua sorte è bella!
Ché l’esser cucinato non è triste,
triste è il pensare d’esser cucinato.
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di Guido Gozzano « immagine » Penso e ripenso: - Che mai pensa l’oca gracidante alla riva del canale? Pare felice! Al vespero invernale protende il collo, giubilando roca. Salta starnazza si rituffa gioca: né certo sogna d’essere mortale né certo sogna il prossimo Natale né l’armi...
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17/01/2012 22:50:38
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Commenti

  1. biancamaria00 17 gennaio 2012 ore 23:47
    questa poesia di Gozzano mi è sempre piaciuta. Semplice e chiara. Grazie di averla inserita. :-)
  2. albaincontro 18 gennaio 2012 ore 09:22
    Certo Leopardi l'ha detto meglio!!
  3. FioredeiVisconti 18 gennaio 2012 ore 14:36
    Non ho mai molto amato Gozzano, pur se poeta eccelso, perchè lontano dalla mia sensibilità. Questa sua poesia ha però un profondo significato e mi spingerà ad approfondirne la conoscenza.
    Di lui ricordavo alcuni versi, così ho cercato, e spero di non essere pesante nel proporla, questa poesia, dal titolo, e non solo, attualissimo.

    Speranza
    Il gigantesco rovere abbattuto
    l'intero inverno giacque sulla zolla,
    mostrando, in cerchi, nelle sue midolla
    i centonovant'anni che ha vissuto.
    Ma poi che Primavera ogni corolla
    dischiuse con le mani di velluto,
    dai monchi nodi qua e là rampolla
    e sogna ancora d'essere fronzuto.
    Rampolla e sogna - immemore di scuri -
    l'eterna volta cerula e serena
    e gli ospiti canori e i frutti e l'ire
    aquilonari e i secoli futuri...
    Non so perché mi faccia tanta pena
    quel moribondo che non vuol morire!
  4. Antelao 18 gennaio 2012 ore 17:25
    Insomma: non e' importante la fine che faremo, basta non saperlo, non pensarlo. Ma noi lo sappiamo. E ci pensiamo, pure. Siamo fregati!
  5. crenabog.2 19 gennaio 2012 ore 23:26
    x biancamaria, grazie, contento ti sia piaciuta.
  6. crenabog.2 19 gennaio 2012 ore 23:26
    x albaincontro, probabile, chi può mai ergersi a giudice quando ci si trova tra i Numi della letteratura italiana!
  7. crenabog.2 19 gennaio 2012 ore 23:29
    x FioreDeiVisconti, va benissimo, anzi, una gran bella poesia piena di significato anche se creata con la solita leggerezza sarcastica in punta di penna dal caro Gozzano. Io conservo molti suoi antichi libri e ogni tanto li riprendo in mano con estremo piacere, come OLTRE LA CUNA DEL MONDO, il suo reportage di quando andò nelle Indie per curarsi , così bello e diverso dai reportage del De Amicis, pur meravigliosi e densissimi di particolari d'epoca. grazie di averla messa qui.
  8. crenabog.2 19 gennaio 2012 ore 23:30
    x Antelao, il che dimostra che un oca è molto più saggia di noi... viva l'imbecillità, che ci fa vivere puri e incontaminati, per quanto che duri.
  9. FioredeiVisconti 20 gennaio 2012 ore 13:40
    Ma saranno poi oche, le oche? Ricordiamoci che secondo la leggenda salvarono Roma...
    Lessi OLTRE LA CUNA DEL MONDO secoli fa, ero giovanissima e ne ho un parziale ricordo: lo riprenderò in mano appena possibile!
  10. crenabog.2 22 gennaio 2012 ore 15:52
    Diciamo che è un vero libro, non una raccolta poetica, quindi se le poesie son quello che in questo momento ti va di leggere, lì non ne trovi. ma è comunque sicuramente molto bello.
  11. FioredeiVisconti 22 gennaio 2012 ore 16:44
    Ritengo il mio essere "onnivora" una fortuna. Amo la poesia, senza la quale la vita mi apparirebbe più stupida e faticosa, ma mi piace la letteratura classica italiana, quella francese letta in lingua e...molto altro.
  12. crenabog.2 24 gennaio 2012 ore 22:39
    Sei una persona fortunata, molto più di tanti che guardano una fiction alla tele e credono di aver fatto il massimo per la loro cultura. Che tristezza.
  13. FioredeiVisconti 24 gennaio 2012 ore 23:39
    La fortuna ce la scegliamo noi...ogni volta, anche nel momento in cui decidiamo di leggere, per esempio, l'Odissea (appassionatamente amo i grandi poemi epici) invece di guardare il grande fratello!
    Grazie.

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