LA SPIGOLATRICE DI SAPRI

10 gennaio 2012 ore 20:59 segnala
di Luigi Mercantini



Eran trecento: eran giovani e forti:
E son morti!

Me ne andava al mattino a spigolare
Quando ho visto una barca in mezzo al mare:
Era una barca che andava a vapore,
E issava una bandiera tricolore.
All’isola di Ponza si è fermata,
È stata un poco, e poi s’è ritornata;
S’è ritornata, e qui è venuta a terra;
Sceser con l’armi, e a noi non fecer guerra.

Eran trecento: eran giovani e forti:
E son morti!

Sceser con l’armi, e a noi non fecer guerra,
Ma s’inchinaron per baciar la terra:
Ad uno ad uno li guardai nel viso;
Tutti aveano una lagrima ed un sorriso:
Li disser ladri usciti dalle tane,
Ma non portaron via nemmeno un pane;
E li sentii mandare un solo grido:
— Siam venuti a morir pel nostro lido!—

Eran trecento: eran giovani e forti:
E son morti!

Con gli occhi azzurri e coi capelli d’oro
Un giovin camminava innanzi a loro;
Mi feci ardita, e presol per la mano,
Gli chiesi: —Dove vai, bel capitano?
Guardommi, e mi rispose: —O mia sorella,
Vado a morir per la mia Patria bella!—
Io mi sentii tremare tutto il core,
Nè potei dirgli: —V’aiuti il Signore!—

Eran trecento: eran giovani e forti:
E son morti!

Quel giorno mi scordai di spigolare,
E dietro a loro mi misi ad andare:
Due volte si scontrar con li gendarmi,
e l’una e l’altra li spogliar dell’armi:
Ma quando fûr della Certosa ai muri,
S’udirono a suonar trombe e tamburi;
E tra il fumo e gli spari e le scintille
Piombaron loro addosso più di mille.

Eran trecento: eran giovani e forti:
E son morti!

Eran trecento, e non voller fuggire;
Parean tremila e vollero morire:
Ma vollero morir col ferro in mano,
E innanzi ad essi correa sangue il piano.
Finchè pugnar vid’io, per lor pregai;
Ma un tratto venni men, né più guardai...
Io non vedeva più fra mezzo a loro
Quegli occhi azzurri e quei capelli d’oro!...

Eran trecento: eran giovani e forti:
E son morti!
c1d4def2-2476-485f-a3cb-83c03866ea9e
di Luigi Mercantini « immagine » Eran trecento: eran giovani e forti: E son morti! Me ne andava al mattino a spigolare Quando ho visto una barca in mezzo al mare: Era una barca che andava a vapore, E issava una bandiera tricolore. All’isola di Ponza si è fermata, È stata un poco, e poi s’è...
Post
10/01/2012 20:59:24
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    2

Commenti

  1. albaincontro 11 gennaio 2012 ore 08:06
    Qualcuno che ama il verde,ma non per amore dell'ambiente,dovrebbe ricordare le lacrime e il sangue che è costato il Risorgimento. Io ho pianto quando la maestra ci lesse questa poesia.
  2. crenabog.2 11 gennaio 2012 ore 08:37
    un classico intramontabile al di là di qualsivoglia considerazione politica a posteriori , che sfocia nell'epica e resta memorabile. Certo da uno come me, che massoni, garibaldini e quanto altro li vede come il fumo agli occhi e se potesse rimetterebbe il Papa Re e mastro Titta a piazza del Popolo, non c'era da aspettarsela, eh? eheheh!!!
  3. Antelao 11 gennaio 2012 ore 09:14
    intanto una riflessione sulla "spigolatura", indubbiamente una attività figlia della nera miseria...E l'idealismo di Carlo Pisacane, votato al sacrificio con il suo manipolo, ma servi' da esempio e sprone per altri che seguirono. E poi il numero: 300. Anche lo spartano Leonida tentò di arginare i persiani con lo stesso numero di uomini.
  4. albaincontro 11 gennaio 2012 ore 11:29
    Perchè no,ma il papa-re ti farebbe tagliare la testa da mastro Titta sicuramente,dopo aver letto alcune delle tue fantastiche storie.E probabilmente,nottetempo,andresti ad incollare foglietti sulla statua di Pasquino !
  5. crenabog.2 11 gennaio 2012 ore 20:55
    x Antelao, resta ovviamente vero il fatto che chiunque abbia agito da eroe o da martire per la propria idea, quale che sia stata, da Sparta a Salò, è e resta encomiabile nei secoli, per la purezza del sacrificio che ha fatto.
  6. crenabog.2 11 gennaio 2012 ore 20:56
    x albaincontro, ho qualche dubbio, visto che sarei il primo in lista per ottenere il posto di boia ahahahah! ma sicuramente le pasquinate non me le farei sfuggire, il mio animo è troppo vicino a Rumpelstilskin...
  7. la.claudia65 14 febbraio 2012 ore 23:14
    la mia prof. alle scuole medie ci obbligava a impararle a memoria ma si apprezza il vero senso di tutto quando vai a rileggere ciò che anni prima ti era stato imposto. Oggi rileggo con maggior piacere e ti ringrazio per questo!!!
  8. crenabog.2 15 febbraio 2012 ore 12:06
    ciao Cla, il metodo di una volta a mio parere era e resta utilissimo. Ci sviluppava la memoria, il senso della metrica, e quando ci facevano leggere, fare riassunti e poi i temi serviva sia per dimostrare inizialmente che li avevi davvero letti sia poi per avere le basi per creare - nel teme - qualcosa di proprio. Adesso a malapena leggono paginette di Buzzati o Rodari, e parlo delle medie, temi insignificanti, dettati mai fatti, riassunti nemmeno, e finisce che in prima media non sanno ancora nè scrivere nè inventare un testo che non sia pieno di errori di scrittura e di grammatica. Cultura? quella poi, i test e i quiz pieni di scempiaggini prese dal gossip. La distruzione di centinaia di anni di letteratura è stata perfettamente portata avanti, da decenni, e i risultati li abbiamo: un popolo - i giovani - decerebrati e ammassati. Schiavi perfetti. Che schifo. Un abbraccio.

Scrivi commento

Fai la login per commentare

Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.