Superquizzone

09 gennaio 2016 ore 11:59 segnala
Squillo di trombe … entra in scena il conduttore Max, sicuro di se guarda verso la telecamera e da il benvenuto a tutti. Poi con un largo sorriso invita la sua valletta ad entrare in scena. Entra la signorina Danilela, minigomma vertiginosa, bellissima nel vestito di scena, un po’ osé ma sorvoliamo, sorriso stampato dice “buona sera signori e signore, benvenuti allo spettacolo del Sig. Max” un grande applauso …. Lo spettacolo vero e proprio ha inizio ….

I tre contendenti sono già al loro posto, la sig.ra Mosca, ed i sigg. Darris e Baldo …. Max ha la sua cartelletta in mano e comincia le domande … una per ciascuno a turno, primo a sbagliare lascia la gara ed entra il campione – in questo momento si tratta della Supercampionessa Puepurea, che da settimane sbanca tutti – non c’è niente da fare con la signora – è bravissima e fino ad oggi nessun altro concorrente le lega neanche le scarpe ….

Ma colpo di scena !!! il primo a sbagliare su una domanda piuttosto frivola, di gossip che come ha detto non è l’argomento preferito, sbaglia il superfavorito Baldo. Il sig. Max è inflessibile – professionale. Saluta cordialmente il nostro amico e gli dice di accomodarsi. Ed ecco quella che tutti noi aspettavamo …. La supercampionessa Signora Purpurea. Bella, altera , testa alta da campionessa, prende la posizione centrale accompagnata dalla bellissima Danilela ormai valletta preferita da varie stagioni del sig. Max.
“Allegria” dice il leggendario Max e le domande hanno di nuovo inizio. A raffica, e ogni concorrente risponde esattamente. Il monte premi sale e anche la tensione. Si comincia a vedere qualche sguardo smarrito, la Sig.ra Mosca è in leggero affanno ma poi la domanda è dell’argomento da lei scelto e si rilassa – continua la gara. Adesso anche il sig. Darris tentenna, le domande crescono di difficoltà e gli argomenti variano di volta in volta. Il monte premi stasera arriva ad un nuovo record. Il pubblico pende dalle labbra di Max, che come sempre tiene benissimo la scena, ha tutto sotto controllo, i cameramen, il pubblico ed i concorrenti. La signorina Danilela passa di nuovo davanti le telecamere con tutto il suo splendore e gli occhi del pubblico per un attimo lasciano la gara per seguire la bellissima ragazza.

C’è stato un paio di minuti di tregua per le pubblicità, tutti prendono un respiro ed un sorso d’acqua, ma i tempi sono incalzanti e lo show e le domande riprendono. “Colpo di scena” – dice Max, che succede! “La Sig.ra Mosca mi cade nella rete” – quella trabocchetto delle domande perfide. Ha sbagliato, ma riceve un grandissimo applauso dal pubblico presente, incoraggiato anche dagli assistenti di Max, e salutando tutta la sua famiglia, il moscone e moscerini, i vicini, la scuola dei figli, gli educatori, il rione e tutta la sua città (andava avanti ma si sa Max è implacabile!) lascia definitivamente anche lei il palcoscenico.

Rimangono i due concorrenti, il Sig. Darris contro la campionessa Rosa Purpurea – chi vincerà? Certo non è facile fare un pronostico, il sig. Darris è molto preparato ma la campionessa, ormai da 5 settimane, è un osso duro. Preparatissima, la Sig.ra Rosa, su tutte la materie. Inizia lo spettacolo. Di nuovo la valletta passa davanti al pubblico e di nuovo tutti gli occhi sono per lei. Il Sig. Max prende in mano le redini … il gioco deve proseguire sotto la sua sorveglianza e direzione. Domande sempre più difficili e argomenti sempre più disparati. Adesso una domanda sulla stratosfera, poi una su Atlantide e sugli abissi marini, insomma dalle stelle alle stalle. L’attenzione è al massimo, in sala non si sente un respiro, sembra che tutti siano in apnea – fino allo sbaglio! – l’errore umano. Uno dei concorrenti sbaglia !!! “peccato” dice Max”
Max prende la parola e si mette al centro del palco:

“Signore e Signori anche questa sera abbiamo la riconferma della nostra cara campionessa Sig.ra Purpurea, la prego Signora esca dalla sua cabina e venga a salutare il suo pubblico.” La signorina Danilela entra in scena, che dire di questa fanciulla perfetta, tutti gli sguardi sono di nuovo rivolti a lei, alle sue movenze feline mentre si avvicina alla cabina della Sig.ra Purpurea. Con grazia e quel tocco di professionalismo che rendono la signorina unica e insostituibile partner del Sig. Max, aiuta gentilmente la Signora Purpurea a raggiungere il centro del palcoscenico. Anche il sig. Darris esce, da solo, dalla cabina e raggiunge il terzetto formato dalle due donne ed il Sig. Max al centro del palco. Il Sig. Max, lo ringrazia della sua partecipazione e della sua ottima preparazione. Uno scroscio di applausi. La Signora Purpure è raggiante, non sfigura minimamente acconto alla nostra Danilela. Entrambe le Signore sono al centro dell’attenzione e offuscano gli uomini. A loro sono rivolti gli occhi e gli applausi.  Inchini di tutti e quattro i partecipanti verso il pubblico e mentre Max rivolto alle telecamere invita tutti a seguire lo show la prossima settimana, tra ancora più applausi, se questo è possibile, cala il sipario sulla PRIMA VERSIONE

Grazie a tutti dell’attenzione.

Seconda versione :

“Signore e Signori, abbiamo un colpo di scena …. Arrivati oramai alla quinta settimana che la nostra signora Purpurea era invincibile, questa sera ha trovato un concorrente degno di lei. Questa sera abbiamo un nuovo campione – Prego Signorina Danilela accompagni qui il Sig. Darris.”  La Signorina Danilela si avvicina alla cabina del Sig. Darris, seguita dagli occhi di tutto il pubblico. Anche il Sig. Darris resta un attimo senza fiato quando aprendo la porta della cabina si trova davanti questa splendida fanciulla. Solo quando lei gli tende la mano per accompagnarlo dal Sig. Max sembra riscuotersi. Ehh si, come la nostra Danilela ce ne sono poche di ragazze, pura e semplice, riflette nel suo essere la bontà eccelsa della sua anima …. Ma andiamo avanti. Anche la Signora Purpurea esce dalla sua cabina e la signorina Danilela torna indietro e l’accompagna nel centro del palcoscenico dal Sig. Max.

“Bene signore e signori, questa sera abbiamo avuto veramente un bellissimo spettacolo come raramente succede oramai in televisione, sempre più spazzatura. Queste due persone si sono sfidate lealmente a colpi di intelletto, intelligenza ed anche intuito. Questa sera abbiamo un nuovo campione, il Sig. Darris che sicuramente ha meritato di vincere, ma niente toglie alla nostra supercampionessa Signora Purpurea che da 5 settimana ci ha mostrato la sua preparazione e bravura. Ringraziando loro per il bellissimo spettacolo, la mia favolosa e insostituibile aiutante Danilela, voi del pubblico qui presente ed i tanti milioni che ci seguono da casa, do a tutti appuntamento alla prossima settimana con il nuovo campione Sig. Darris – BUONA SERATA A TUTTI!

Fine della nostra STORIA.

In Tribunale

20 dicembre 2015 ore 23:31 segnala
Ho iniziato a scrivere 5 anni fa, con la mia entrata in un forum. Scherzando, dicendo che non ero considerata come scrittrice :clap ho scritto questa che segue, ho cambiato leggermente i nomi degli altri partecipanti al forum, e ve lo propongo. Personalmente lo trovo abbastanza comico, quindi spero vi diverta. Buona lettura

Ore 9.00 entra la corte – chissà perché si dice così, entra il giudice. Ci tocca il Giudice Baldo, giovane per essere già giudice ma con la sua toga nera e lunga, parrucca pure lunga, bianca con tanti boccoli orizzontali incute rispetto. Vedo come una nuvoletta che lo segue …. Ahhh forse è il talco sulla parrucca, sentito dire che lo usano, chissà perchè? Forse è Roberts, quella marca che usava la mia nonna!
Batte il martelletto e dice “comodi” ci sediamo e l’udienza ha inizio. “Questa mattina abbiamo la causa n. 87456 – la Sig.ra Danilela contro il Sig. Marchese”. Wow, è la mia, mi guardo intorno. Certo non sarà facile, vedo il Marchese imponente, sguardo fiero sulla sedia degli imputati, ma la ragione è ragione e anche lui dovrà capire …. Guardo la giuria, a capo c’è una donna, - si chiama Rosa, bel nome e si vede pure che è una bella persona degna di un nome così, e questo è positivo perché forse tra donne si può capire, e anche le altre della prima fila sono donne. Ma ora guardando meglio non sono più tanto sicura. Forse questo Marchese esercita un po’ troppo fascino su queste donne, vedo occhi vacui - Ahiiii , forse mi sbagliavo – la seconda fila poi con quei strani essere … teste grosse e VERDI – ma da dove vengono! Mai visto una cosa simile. Ma il mio avvocato non doveva partecipare alla scelta della giuria! Ma che cavolo ha fatto – certo ha preso esseri strani – speriamo almeno che siano imparziali … Guardo anche il pubblico, tanti ci sono in questo momento ma piuttosto anonimi … come non esistessero, chissà da dove vengono e soprattutto dove vanno. Non che sia importante per me … la solo cosa che conta in questo momento è l’aver ragione. Certo mi sento frustrata …. Mi sembra di lavorare a fondo perduto e questo proprio non è giusto e non mi và!! Il mio lavoro è importante e deve avere la giusta ricompensa e soprattutto essere riconosciuto tale !!!!! ohhhh ora si che mi sono sfogata, vediamo come butta questa causa.

Credo ora tocchi al mio avvocato esporre la causa e le mie ragioni. Ha uno strano nome, Dariss, sembra piacevole, ma in questa corte i nomi sono tutti strani, quindi non mi devo sorprendere più di tanto, … ma che fa ? non si muove ? ehhhi tocca a noi, gli do una leggera gomitata, ma sei sveglio ? (questo vorrei gridarglielo ma in tribunale proprio non si può). Ma meno male è bastata la gomitata, vedo che scatta in piedi e dice “Vostro onore” wow non avevo notato ma anche lui ha la sua bella parrucca … questa cosa qui mi fa impazzire – ma dove le prenderanno, forse sono fatte apposta, magari su misura per i tribunali, i giudici e gli avvocati! Questa è più corta e ha addirittura anche una specie di codino che finisce con un fiocchetto. Non riesco a trattenere un sorriso, anzi mi trattengo proprio sennò sarebbe una risata di quelle sonore! Allora guarda il giudice e poi la giuria … gira intorno al nostro tavolo e fissa anche l’imputato. Certo che ha un certo carisma, fascino - guarda dritto tutti, meno male che è dalla mia parte ... comunque deve dare del filo da torcere al Marchese, perché, questo Marchese mi sembra proprio un osso duro.

Inizia a parlare.” La signora Danilela, mia stimata cliente (sono proprio io, mi sento onorata e orgogliosa di essere “cliente stimata”) – è da tanto tempo che scrive senza nessun riconoscimento … (parole giuste, dico io- scusate le penso perché non posso parlare ancora!) – lei mette tutto il suo impegno, la sua anima nello scrivere, scrive sempre le cose più straordinarie … inimmaginabili, con una fantasia fuori dal comune. Pubblica regolarmente sia favole che racconti che fantasie, ultimamente anche storie che sfiorano l’erotico per la gioia di tutti – e la ricompensa ? (ecco appunto penso, sempre penso purtroppo – quella?) ricompensa inesistente, riscontri e apprezzamenti sconosciuti! La mia cliente (sempre io!) chiede il completo e inestimabile RICONOSCIMENTO LETTERARIO, ed un rimborso spese da devolvere a scopi benefici, particolare verso il Terzo Mondo, per tutte le volte che è STATA IGNORATA (questa la “tuona”) una sua opera. “ si siede accanto a me, lo guardo, - ummm parlato bene penso.
La parola passa alla difesa.

Comincio già a sentire bisbigli dalla giuria. Lo sapevo! Troppi occhi languidi! – sono dalla parte del Marchese – eh no – non ci stò. Una signora si alza in piedi – “Il Marchese è giusto, bravo, buono, non sbaglia, lui è il capo indiscusso” A questo punto il giudice batte il martello “SILENZIO O FACCIO SGOMBRARE L’AULA” ! – mi guardo intorno, ma a meno che non si riesca a buttar fuori qualche anonimo, l’aula è già sgombra ! – dovrebbe zittire quella della giuria caso mai …. Mah a me sembra un po’ strano, che siano già schierati per il Marchese ?
Adesso parla lui … silenzio di tomba (non lo sciatore – è un modo di dire …) addirittura si alza in piede (ma si può?) – a questo punto mette anche a me un po’ di suggestione – dove vuole arrivare! Mica sempre si può avere ragione mi pare … ma ascoltiamolo
“Signor Giudice, signori e signore della giuria , signori anonimi del pubblico” – (niente da dire, l’inizio è buono!) – io sono stato chiamato qui dalla stimata Signora Danilela (e dagliele con questa stimata … ma che c’hanno tutti con questa “stimata”, non sono più sicura sia un complimento!) – in quanto non le è stato riconosciuto il suo stato di scrittrice a livello mondiale ed eccelso per quanto riguarda la "reminiscenza" - quella dell’ultimo immortale, per chi non avesse visto HIGHLANDER - Christopher Lambert – chi non l’ha visto!!!! Vergognatevi …(proprio così, sempre PENSO io) ebbene la signora ha tutte le ragioni (applauso, ma non si può) – dichiaro che come responsabile, da questo momento farò in modo che la Signora non abbia più a lagnarsi - (ecco questo vorrei proprio vedere come fa a garantirmelo – neanche io me lo garantirei, che crede di conoscermi!) Le verrà riconosciuto ogni cosa IN TOTO! Qui si un grande applauso …… Da oggi e per il resto del tempo che gradirà scrivere, sarà sempre la benvenuta e riconosciuta quale scrittrice ufficiale di forum di ogni genere … e prima scrittrice del nostro ben amato forum – CON QUESTO HO CONCLUSO”
Nuovo scroscio di applausi – giuria in piedi – standing ovation! Gli anonimi sono schizzati, sia come numero che come cervelli, nel senso che non capiscono più niente ….
Il Grande Marchese esce dal tribunale in trionfo – con il suo solito stile di Marchese e Gentiluomo-
GIUSTIZIA E’ FATTA!
Ma che vedo, il mio avvocato si commuove – forse non credeva neanche lui di vincere questa causa, ma ci vuole fede … poi con una “stimata cliente” (la sottoscritta) – ma di che dubitava, vorrei sapere!
A questo punto … credo che il migliore finale sia l’abbraccio incondizionata e benevolo delle 2 controparti – per chi non sa leggere tra le righe ………. DANILELA ED IL MARCHESE, che si sono abbracciati (baciati di nascosto!) ed il forum rifiorì di nuovo zelo …. Letterario!
Grazie al Giudice Baldo, la Giuria, tutti i componenti compresi gli strani uomini verdi (sempre più strani e stralunati) e al mio avvocato ovviamente …..

DANILELA
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Ho iniziato a scrivere 5 anni fa, con la mia entrata in un forum. Scherzando, dicendo che non ero considerata come scrittrice :clap ho scritto questa che segue, ho cambiato leggermente i nomi degli altri partecipanti al forum, e ve lo propongo. Personalmente lo trovo abbastanza comico, quindi spero...
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20/12/2015 23:31:08
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Amarsi

20 dicembre 2015 ore 14:45 segnala
Se solo tu mi amassi,
forse un po’ di più,
vedrei il mondo rosa,
il cielo un po’ più blu
se solo tu mi amassi
volerei con le mie ali,
libera,
avrei un po’ meno paura,
certamente più sicura.
Vivrei al tuo fianco le aurore ed i tramonti,
la speranza di mattina,
la serenità della sera,
solo perché sei accanto a me.
Se tu mi amassi,
anche solo un po’ di più
non ci sarebbe bisogno di parole.
leggerei nei tuoi occhi,
e non chiederei di più.
Se solo IO mi amassi,
forse un po’ di più,
ti vorrei come sei,
e non mi annullerei in te
ma avrei la fiducia,
di restarti sempre accanto.
Se solo ci amassimo,
forse un po’ di più
il mondo sarebbe più rosa,
il cielo un po’ più blu
noi cammineremmo insieme
lungo le strade della vita,
fianco a fianco,
uniti.
se solo ci amassimo
forse un po’ di più
saremmo una cosa sola,
NOI.

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Se solo tu mi amassi, forse un po’ di più, vedrei il mondo rosa, il cielo un po’ più blu se solo tu mi amassi volerei con le mie ali, libera, avrei un po’ meno paura, certamente più sicura. Vivrei al tuo fianco le aurore ed i tramonti, la speranza di mattina, la serenità della sera, solo...
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il Nulla

18 dicembre 2015 ore 22:58 segnala
Nel Nulla
un brivido nella schiena
un buco nello stomaca
un vuoto nella testa
e questa voglia di piangere …
Solo un’illusione
un sogno svanito
una cosa da nulla
nata dal nulla
nata nella mia mente
solo una cosa inesistente.
Ma le sere passate a parlare
a scoprirci
per conoscerci e perché?
Un’attrazione strana
fatta di nulla, fatta d’aria,
e così è svanita
Era un sogno
nato per scherzo
nato per caso,
eppure sei esistito
mi hai accompagnato
mi hai lasciato
di nuovo nel vuoto
di nuovo nel nulla
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Nel Nulla un brivido nella schiena un buco nello stomaca un vuoto nella testa e questa voglia di piangere … Solo un’illusione un sogno svanito una cosa da nulla nata dal nulla nata nella mia mente solo una cosa inesistente. Ma le sere passate a parlare a scoprirci per conoscerci e...
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Nel bosco magico

17 dicembre 2015 ore 15:04 segnala
una bella favola, o fiaba
non essendo sicura della differenza ho cercato in rete :
La principale differenza tra Fiaba e Favola deriva dalla motivazione per la quale vengono create: la fiaba è stata ideata per intrattenere, mentre la favola per educare. ....


Il mio bosco ha enormi fusti alti che coprono il cielo ed il sole filtra appena per arrivare fino in terra, nel sottobosco. Non che questo sia un male, anzi, così è la natura e il sottobosco è sempre fresco e vivo con i suoi abitanti. Non è da tutti notare la vita che si sviluppa sotto questi alti fusti – ovviamente il muschio, le pigne, le bacche e tutto quello che appartiene al bosco, ma sono le creature, la vera sorpresa.

Ci sono gli animaletti, ovvio. Scoiattoli, topini,  gli uccellini e i gufi, qualche volpe e lepre, i ragni e gli insetti – c’è un po’ di tutto ma quello che interessa a questo racconto è una fatina di nome Giselle e un gnomo di nome Saxo.
Giselle era molto carina, ma come tutte le fatine era fatua, svolazzava  da ramoscello a fiore e tutto il giorno lo passava a specchiarsi e farsi bella. Saxo invece, come tutti gli gnomi, era un grande lavoratore, ed infatti era sempre indaffarato dalla mattina alla sera. Si alzava all’alba e andava a letto con il sole. Aveva molto lavoro nel bosco. Teneva tutto in ordine, toglieva i rametti e le foglie che cadevano e ostruivano il ruscello, badava a tutte le piccole creature e aveva sempre un consiglio e un aiuto per tutti. 
Saxo

Ma anche in questo mondo, che alla fine non è poi così diverso dal nostro, è successa una cosa che proprio non ci si poteva aspettare: Giselle si è innamorata  perdutamente di Saxo.  Quando vide per la prima volta questo piccolo  gnomo ne rimase immediatamente colpita; lo vedeva forte, astuto, bravo e tanto ma tanto bello. Diciamo pure un colpo di fulmine, mentre invece Saxo neanche la vedeva, tanto era preso dal suo lavoro.
Una donna, tantomeno una fatina, mai si dà per vinta. Giselle cominciò a seguire Saxo, all’inizio senza  farsi vedere, ma poi sempre più coraggiosa fino a stargli proprio vicina.
Un giorno Saxo stava ripulendo un ruscello e nello spostare un piccolo rametto, ma più grande di lui, perse l’equilibrio e  ci sarebbe finito dentro se Giselle non fosse stata proprio lì vicino (come sempre) e con un balzo veloce lo trattenne per evitargli la caduta. Saxo, un po’ imbarazzato la ringraziò , ma poi si girò immediatamente per continuare il suo lavoro.  Da quel giorno però, Giselle era sempre presente, l’aiutava quando il lavoro era duro e stava in silenzio a guardare quando tutto era tranquillo. Questo stallo continuò per giorni e giorni. Giselle sempre più convinta del suo amore per Saxo e di volergli stare vicino, Saxo dal canto suo, un po’ per timidezza ed un po’ per diffidenza verso le fatine, continuava a lavorare e a ignorare completamente Giselle.

Poi, come sempre accade, un bel giorno successo il fatto che rivoluzionò la vita di entrambi.
Quel giorno Saxo lavorava come al solito, stava lavorando alla liberazione di un bofon d’oro (scarabeo d’oro) da una ragnatela. Non che il lavoro di Saxo fosse quello di privare il ragno delle sue prede, del suo cibo. Succedeva ogni tanto che nella rete del ragno cadessero più creature di quanto ne avesse bisogno, anche perché, forse non tutti sanno,  ma il ragno ha una “cantina”, fa un bozzolo intorno alla preda che gli rimane fresca fino al suo bisogno. Ora il bofon d’oro è un coleottero piuttosto grazioso con la sua corazza verde/oro bellissima e che non fa del male a nessun’altra creatura. Quindi, vista l’abbondanza della cantina del ragno, Saxo aveva deciso di liberare il bofon d’oro.
Si era avvicinato alla tela con cautela, perché se per noi è sottilissima, per lui era pericolosa e anche molto appiccicosa. Mentre stava togliendo ogni filo, si accorse che uno gli si era attorcigliato alla gamba. Giselle, che come sempre era vicina, se ne accorse immediatamente, e subito si buttò in aiuto del suo amato. Ma appena si avvicinò  successe che le sue ali leggere vennero intrappolate dai sottili fili di tela di ragno … Saxo, che non era poi tanto impigliato vide il pericolo della piccola fata già nelle mire del ragno che si avvicinava velocemente e pericolosamente.  Saxo si liberò in un attimo e corse in aiuto di Giselle – tirò un sasso al ragno per allontanarlo e poi più veloce che poté cercò di liberarle le ali da tutti i fili che man mano che si muoveva spaventata sempre più le si appiccicavano.

Fu una lotta contro il tempo, perché il ragno tornava sempre all’attacco e aveva sempre meno paura dei piccoli sassolini che Saxo riusciva a trovare e tirargli contro.
Ma Saxo, come si è detto, è un grande lavoratore e quindi anche forte, finalmente riuscì a liberare Giselle e nello stesso modo anche il bofon d’oro, che trovandosi libero, volò 3 volte sopra la testa dei 2 in ringraziamento e felice, tornò nel suo bosco.
Saxo tenne ancora saldamente Giselle, che stanca e stressata dalla disavventura, non si reggeva più in piedi. La guardò mentre era ancora immobile ad occhi chiusi. Si meravigliò di quanto fosse carina… Ma come era possibile che non l’avesse mai notata?  Ricordò la volta che l’aveva salvato da quella che poteva essere una rovinosa caduta nel ruscello, e di tutte le volte che era stato in difficoltà e la piccola fatina gli aveva teso la manina candida.
Cosa era questo strano turbamento che sentiva nello stomaco? Era così disturbato perché aveva temuto per la sua sicurezza, che il ragno le facesse del male…. si, ovvio doveva essere così – ma perché? Perché doveva tremare per questa piccola fatina? E allora si accorse di quanto fosse importante per lui sapere che lei era sempre lì, che lo guardava e se necessario era pronta a dargli una mano. Pensò a quanto era stata vuota la sua vita prima che quella piccola fata ne facesse parte … e allora, solo allora si rese conto di quanto fosse importante e quanto il rischio di perderla l’aveva profondamente colpito.
Poco dopo Giselle aprì gli occhi  e l’unica cosa che vide fu lo sguardo adorante del suo amato.
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una bella favola, o fiaba non essendo sicura della differenza ho cercato in rete : La principale differenza tra Fiaba e Favola deriva dalla motivazione per la quale vengono create: la fiaba è stata ideata per intrattenere, mentre la favola per educare. .... Il mio bosco ha enormi fusti alti che...
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17/12/2015 15:04:54
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cucciola

17 dicembre 2015 ore 10:17 segnala
Ti regalo il mio sorriso,
quello delle occasioni,
ti regalo la mia gioia,
quella giù, in fondo al cuore.
Cercherò le parole più belle,
si, ti regalerei anche le stelle.
Ti dono invece il sereno
con la mia mano aperta.
Sarò al tuo fianco
nel buio della notte,
sarò la luce del tuo cammino
ti porto fino al mattino.
Poi ti lascio andare …
ma ti seguo da vicino,
sarò il tuo scudo
contro le intemperie.
Nelle speranze e delusioni,
ti giri e sarò lì,
a braccia aperte,
dolce bimba mia.

e in forma breve :batacanta

Ti regalo il mio sorriso,
ti regalo la mia gioia,
Cercherò le parole più belle,
ti regalerei anche le stelle.
eccoti il sereno
che ti dono a mani aperte.
Sarò al tuo fianco
nel buio della notte,
illuminerò il tuo cammino
fino al mattino.
Poi ti lascio andare via
ma ti seguirò,
nelle speranze e delusioni,
quando vorrai sarò lì,
a braccia aperte, anima mia.


una mia foto delle cascate delle marmore
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Ti regalo il mio sorriso, quello delle occasioni, ti regalo la mia gioia, quella giù, in fondo al cuore. Cercherò le parole più belle, si, ti regalerei anche le stelle. Ti dono invece il sereno con la mia mano aperta. Sarò al tuo fianco nel buio della notte, sarò la luce del tuo cammino ti porto...
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17/12/2015 10:17:12
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Gina

16 dicembre 2015 ore 18:55 segnala
questo è il mio racconto di Natale - Auguri

Faceva freddo nel bosco, soprattutto l’umidità che saliva dal muschio umido le intirizziva i piedini. Gina sognava il calduccio del caminetto, ma se non si sbrigava a raccogliere la legna, si faceva buio e poi la strada di casa diventava pericolosa, perché sconnessa, e con il suo piccolo carico di legna, poteva inciampare. Gina viveva proprio sul confine del piccolo bosco insieme all’anziana nonna. I suoi genitori lavoravano all’estero, in Germania perché al paese non c’era futuro, nessun lavoro degno di essere chiamato tale. Le lettere erano rare, la vecchia nonna scriveva male e anche i genitori forse faticavano. Il telefono in casa non lo avevano e quindi si sentivano di rado, poche volte all’anno quando andavano al piccolo bar del paese.
Era freddo, il 23 dicembre, quasi Natale, pensò Gina. Un altro triste Natale che passava con la vecchia nonnina. Raccolse ancora un po’ di legna. Così poi stavano al calduccio, poteva metterne su tanta e fare un bel fuoco, cuocere sulla brace la polenta che era tanto buona con un pezzetto di formaggio, ne avevano ancora di pecorino comprato dalla signora che passava ogni tanto in paese. Non è che se la passavano troppo bene lei e la nonna, ma quando arrivavano le lettere c’erano sempre dei soldini e allora facevano la spesa in grande, oddio soprattutto il necessario ma anche qualche cosina di goloso, perché anche a nonnina piaceva un pò di dolce ogni tanto.

Si guardo intorno. Il bosco era silenzioso ma stando attenta sentiva qualche bestiola che si muoveva furtiva tra la vegetazione. Piccoli rumori, poi le sembrò di udire il classico hu-u-ou di una civetta e decise che era ora di andare verso casa. Quei rapaci uscivano nel tardo pomeriggio, ma cacciavano soprattutto di notte, belli le sembravano, ma Gina adorava ogni bestiola, e passava tantissimo del suo tempo libero proprio nel bosco, anche curando quando poteva qualsiasi bestiolina trovava ferita. L’ultimo era stato uno scoiattolo che si era ferito ad una zampetta, ma fortunatamente non era grave, aveva semplicemente ripulito la ferita e l’aveva liberato. Si incamminò lentamente verso casa, facendo attenzione dove metteva i piedini. Una caduta sapeva poteva essere pericolosa, se per caso si fosse fatta male sarebbe passato tanto tempo prima che sua nonna venisse a cercarla, poi figuriamoci prima che potesse arrivare aiuto.
Camminava quindi con cautela, guardando e assaporando la bellezza del bosco, la tranquilla e dignitosa maestà dei suoi alti fusti, i cespugli, e più giù i pungitopo con le belle palline rosse. Giorni addietro ne aveva fatto un bel mazzo che aveva messo nel mezzo del tavolo di cucina. Rallegrava tanto e le sembrava più Natale. Aveva fatto anche una corona che aveva appeso alla porta, adornandola con rami, pigne, i pungitopo e altri, anche rametti di ginepro, con le bacche color blu/quasi viola, con il suo profumo fresco e pungente.

Arrivò piano vicino a casa e già da lontano notò che c’era più luce del solito che veniva dalla piccola casetta. Sua nonna era solita stare anche al buio, alla sola luce del caminetto. Il cuore cominciò a batterle più forte, che non sia capitato niente alla sua adorata nonnina pensò. Accelerò ancora di più il passo e vide che davanti casa c’era una macchina. Questa era una cosa talmente strana che si spaventò veramente. Lasciò cadere il suo carico di legna e si mise a correre verso la casetta più veloce che riuscì, col cuore che le batteva forte, il respiro affannoso e un dolore che le prese il petto e anche la testa. Ma quando arrivò che vedeva bene la porta aperta della casetta si accorse che nell’apertura, contro la luce che filtrava dall’interno c’era una figura familiare. Erano passati 2 anni da quando aveva visto l’ultima volta suo padre ma non poteva sbagliarsi. Papà, urlò forte, e lui la vide e si mise a correrle incontro, e immediatamente anche sua madre si affacciò sulla porta. Si trovarono tutti e tre sulla piccola stradina abbracciati e piangenti.
Suo padre si riprese per primo, la prese in braccio e con l’altro intorno alle spalle della mamma si avviarono verso la casetta. Nonna era sulla porta, tutti avevano gli occhi lucidi. I genitori di Gina, dopo tanti sacrifici e lavoro sodo avevano preso 10 giorni per passare le feste a casa, con tutta la piccola famigliola riunita. Avevano portato tante cose buone da mangiare, compresi quei dolcetti che sapevano piacere tanto alle due persone a loro più care, e anche una bella bambola per Gina. Vista la lentezza della posta avevano deciso di fare una sorpresa. Tale era stata. La sorpresa più grande, la più bella nella breve vita di Gina.

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questo è il mio racconto di Natale - Auguri Faceva freddo nel bosco, soprattutto l’umidità che saliva dal muschio umido le intirizziva i piedini. Gina sognava il calduccio del caminetto, ma se non si sbrigava a raccogliere la legna, si faceva buio e poi la strada di casa diventava pericolosa,...
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16/12/2015 18:55:41
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mi manchi

14 dicembre 2015 ore 17:02 segnala
Mi manchi
nel silenzio della notte
mi manca il tuo respiro
il calore sulla pelle
mi manca il tuo pensiero
il sogno per domani
mi mancano le tue carezze
non so neanche dirti quanto.
Mi mancano le parole
per parlar di sentimenti
mi manca un pezzetto del mio cuore
quello che ti sei portato via.
Mi restano I ricordi,
I pensieri …
una cosa che si dice non può morire,
una piccola minuscola speranza

for some friends
I miss you
in the silence of the night
I miss your breath
it's warmth on my skin.
I miss the thought of you
a dream for tomorrow
I miss your caresses
can't even tell how much
I can't find the words
to describe my feelings,
I miss a bit of my heart,
the piece you took away
I keep the memories,
my thoughts,
a thing they say never dies
a microscopic little hope

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Mi manchi nel silenzio della notte mi manca il tuo respiro il calore sulla pelle mi manca il tuo pensiero il sogno per domani mi mancano le tue carezze non so neanche dirti quanto. Mi mancano le parole per parlar di sentimenti mi manca un pezzetto del mio cuore quello che ti sei portato via. Mi...
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14/12/2015 17:02:38
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respirare

13 dicembre 2015 ore 20:12 segnala
respira
l’aria fresca di un mattino
ascolta
il battito di un cuore a te vicino
bevi
a piene mani l’acqua di sorgente
assapora
l’essenza di quello che ti circonda
senti
il canto d’un uccellino
vedi
con gli occhi di un bambino
sfiora
delicatamente un sentimento
vivi
appieno quel momento
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respira l’aria fresca di un mattino ascolta il battito di un cuore a te vicino bevi a piene mani l’acqua di sorgente assapora l’essenza di quello che ti circonda senti il canto d’un uccellino vedi con gli occhi di un bambino sfiora delicatamente un sentimento vivi appieno quel momento
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13/12/2015 20:12:01
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Tristezza

12 dicembre 2015 ore 21:52 segnala
Oggi ho pianto,
per la pena che ho nel cuore
per I battiti sprecati
e per I sogno che non realizzerò.
Ho pianto per le mani vuote
la canzone che non ho cantato,
e per l'amica che non troverò
Ho pianto per me,
per questi occhi stanchi
per le persone dimenticate
e per un nuovo domani.
Si, ho pianto per me
perchè non so se ce la farò
Ho pianto perchè so che lotterò
ho pianto per non morire,
lentamente



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Oggi ho pianto, per la pena che ho nel cuore per I battiti sprecati e per I sogno che non sognerò. Ho pianto per le mani vuote la canzone che non ho cantato, e per l'amica che non troverò Ho pianto per me, per questi occhi stanchi per le persone dimenticate e per un nuovo domani. Si, ho pianto per...
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12/12/2015 21:52:19
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