AITA..AITA

31 luglio 2008 ore 15:00 segnala
Chiedo asilo e con occhio querulo ansimando speranzoso, cerco lo sguardo carico della comprensione di tutti coloro accomunati al mio crudele destino. Oggi è il giorno delle grandi pulizie (Pausa, dopo una rivelazione simile ci vuole sempre una pausa, aggiunge pathos e lascia presagire il dopo), tradotto in termini pratici: “E sempre in mezzo ai piedi stai!”

Proprio così perché in queste infauste giornate non c’è oggetto più fuori posto di me; le grandi manovre muliebri mi condannano inesorabilmente ad una sorta di esilio dinamico e per dinamico intendo dire che è un esilio itinerante, senza una destinazione definitiva; non esiste nessun centimetro quadrato dell’intero appartamento in cui io non sia di troppo. Le ruote della mia sedia diventano l’anticristo, perfino se sputacchio parlando o starnutisco attento all’integrità igienico-sanitaria dell’abitazione.

 Io vivo in un appartamento per nulla piccolo (rigorosamente in affitto) che mia moglie riesce a tenere lucido come uno specchio: la mia dolce metà non pulisce normalmente, no. Lei non lava i pavimenti, smonta le mattonelle le raschia dietro e le rimonta; non pulisce i vetri, li assottiglia con l’aiuto di pezze e raschietta; non spolvera, sterilizza; non lucida i mattoni del pavimento, testa la loro resistenza e la durezza delle spazzole. Non alza troppo le serrande d’inverno perché il vento soffia dentro la polvere, d’estate perché il sole rovina la vernice dei mobili. Ha inventato la sindrome della goccia, una goccia può infettare da sola 150 mq. di appartamento; può spostarsi nottetempo da un’ala all’altra di un castello. Guerra alle gocce ed a tutti quelli che, in modo quasi blasfemo, si permettono di dire :”In fin dei conti è solo una goccina, che vuoi che sia”. Anatema su di loro!

Profonda studiosa e conoscitrice dell’arte di tenere efficienti casa e suppellettili, potrebbe scrivere un trattato sulla simbiosi tra la donna e la pezza per lucidare.

Se un giorno mi trovassi opposto alla famigerata pezza nel gioco della torre con mia moglie giudice unico, dovrei rassegnarmi al peggio; ho rischiato delle profonde crisi depressive quando ho scoperto che nella scala di valori della consorte, in quei fatidici giorni, vengo dopo la pezza per lucidare,,,,,,,

 

é solo uno scherzo non me ne vogliano le nostre donne!

9722596
Chiedo asilo e con occhio querulo ansimando speranzoso, cerco lo sguardo carico della comprensione di tutti coloro accomunati al mio crudele destino. Oggi è il giorno delle grandi pulizie (Pausa, dopo una rivelazione simile ci vuole sempre una pausa, aggiunge pathos e lascia presagire il dopo),...
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31/07/2008 15:00:59
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Commenti

  1. collirio2005 01 agosto 2008 ore 16:40

    :-)))  se ti puo' consolare anche il mio consorte e' come te.....sempre in mezzo ai piedi....quando faccio le pulizie..qualche rara volta ha tentato d'aiutarmi...ma anziche' pulire sporca :nono e mi devo trattenere dal....:clava  .....be' ridiamoci su..:fuma .ma dimmi cosa vuoi dire quando parli delle ruote della tua sedia?

    ciao,greta

  2. marikoriko 02 agosto 2008 ore 20:51

    Credo che l'amore più grande, quello vero, quello che dura, un uomo lo esprima proprio quando prende così bonariamente in giro se stesso, la propria donna e la loro vita.
    Si può giocare così solo con ciò di cui si è certi :flower

  3. topa65 15 novembre 2008 ore 09:27

    Non preoccuparti che il peggio non è mai morto, io quello che ho sempre detto al mio ex "marito" era che mi sarei accontentata di avercelo un posto nella sua scala dei valori, e invece niente, nemmeno l'ultimo. :-)

     

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