'il bambino con il pigiama a righe'

17 dicembre 2008 ore 09:43 segnala

la sottile differenza tra vittima e carnefice, impalpabile confine che divide spesso vita, da morte,

o peggio, soppruso da supplizio.

chi da l'autorità di colpire, ferire, ingiuriare?

chi il diritto di decidere su altri di altri?

chi giudica uno autorevole dittatore, l'altro povera vittima?

è sconfortante, è disarmante, è un senso di vuoto il vedere che accade

che è accaduto e temo che accadrà.

quel povero bimbo, quel mucchio di ossa,

quel vivo cervello con potenziali enormi

inespressi.

mi adagio, piangendo, su me stesso, stringo con forza, col cuore mio figlio

e lui non sa il perchè.

Gente con le palle!

16 dicembre 2008 ore 10:36 segnala

abbiamo avuto notizia, nei giorni scorsi, di un episodio a Mergellina in cui una persona davvero con le palle, ho avuto il 'coraggio' di regolare una lite con tanto di casco in testa e pistola tra le mani!

che splendido esempio di gente con le palle! pensate il 'coraggio' di presentarsi con moto, casco e udite udite, pistola, per dimostrare chiaramente con i fatti di aver ragione sulla questione! non è forse questo un vero uomo?

perchè perdere tempo sfidandosi eventualmente, se proprio necessario, faccia a faccia, mani nude, parole etc, quando puoi 'coraggiosamente' presentarti con casco e pistola per dire la tua? ....poi deficente, non ha preso neppure le persone giuste......che uomo!

e che dire dello stesso principio di 'coraggio' usato dalle bande, che coraggiosamente in quattro, cinque, in gruppo riescono perfino a bruciare un barbone, o picchiare un ragazzo di colore, o a scuola, riescono un cinque, sei, ad intimorire ragazzetti colpevoli magari di essere secchioni o seri?

questa si che è gente con le palle!

come quegl' ultras coraggiosissimi che per la prima di campionato hanno devastato stazione treni, strade, auto, e che dietro le recinzioni che separavano i settori allo stadio facevano gesti e urlavano slogan: che ragazzoni con le palle, questi si che in venti o tenta riescono persino a distruggere un cassonetto dell'immondizia! che eroi!!

magari in quaranta possono spaccare una vetrina!!! uau!!

e che dire dello stesso principio usato dalle varie mafie? gruppi coalizzati, armati, disinteressati agli effetti delle loro azioni, che coraggiosamente uccidono agli angoli delle strade, sparano in pizzerie o bar, sciolgono con una forza disumana bambini nell'acido!! che uomini d'onore!!

o minacciano di distruggere negozi se non pagano il pizzo, una decina di persone contro un semplice negoziante: uomini con le palle!!!!

questa è gente!

questa si, che è gente che fa schifo!

merde con le gambe, ma certo, senza cervello!

Motorshow!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

12 dicembre 2008 ore 16:23 segnala

ebbene si, care signore, oggi son stato al motor show!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

a dire il vero solo la mattina, poi col tempo che c'era come facevo a starmi a vedere le pur mie care gare?

oggi giorno di rally, la mia passione, ma a 36 anni suonati, come posso permettermi di stare al freddo sotto la pioggia a vedere stupende auto rombanti e scoppiettanti? poi sarei schiattato io.....

mi è perciò bastato vedere belle auto, particolari auto, speciali auto e tante, tantissime.............sgnacchere!!!!

tanto, come mi insegnò mia nonna: guardare e non toccare, è una cosa da imparare! e così feci.....

e vabbè, è andata anche questa, tra un mesetto o meno, neppure le ricorderò più.....le auto, si intende....

Piccolo segreto

10 dicembre 2008 ore 10:09 segnala
Ho scoperto una pozione magica, una polvere miracolosa,

un infuso segreto che tende a far miracoli,

un intruglio che cambia le cose, che migliora gli orizzonti,

che allunga di qualche ora il giorno.

Una erba mitologica che rende trasparenti i problemi,

che smussa spigoli e lenisce ferite.

Quattro gocce di questo, tre pizzichi di quello,

una manciata di idiozia, una spruzzata di incoscienza,

devi stringere i pugni e soffiarci su,

devi chiudere gli occhi e contare fino a tre,

devi dire ad alta voce la parola magica,

che poi è il tuo nome,

devo aprire di scatto gli occhi

e vedere te!

Ah! Che alchimia sei tu!

Le feste di dicembre

09 dicembre 2008 ore 16:02 segnala
Vento tra i capelli, soffia sugli occhi,

ascolto le voci che passano accanto,

filtro i pensieri, li raccolgo nei sacchi,

li uso se serve a giustificare un pianto.

È un odore forte, un profumo di sogni

idee coltivate e lasciate in disparte,

una ricerca di voglie o di veri bisogni,

una finestra sul mondo con persiane sempre aperte.

Che confusione, che miscuglio di colori,

che mucchio di speranze consumate dal tempo,

consumate da realtà, che ne scema i sapori,

condivise e bruciate con chi mi vive accanto.

Non resta poi molto in questo tardo dicembre,

in cui ci si prepara a far finta di niente,

in cui basta uno spumante una festa ricorrente,

a far vedere le poche luci

e a coprire le ombre,

che sono poi tante che sono le più vere,

le ferite più profonde che bruciano piano,

che bruciano il fuoco di un ormai spento vulcano,

di quando le idee non eran ancora chiare,

di quando progettare mi prendeva ancora la mano.

Incantesimo di dicembre

04 dicembre 2008 ore 11:05 segnala
La grande lumaca ‘nebbia’, è passata,

e ha lasciato ovunque la sua bianca bava ghiacciata, un velo lucido a volte,

bianco altrove.

La favola è più vicina, oggi,

la fata attraversa sulle strisce, la malìa è un semaforo che si attende verde,

l’incantesimo

è un quarto d’ora di pace.

Ho deciso di aprire una finestra,

e volare via!

Il mio dovere

01 dicembre 2008 ore 08:54 segnala
Trascino gambe e braccia a far ciò che devo,

non ci penso, non lo desidero, non lo organizzo, lo faccio.

‘Fai, fai, che poi arriveranno i risultati’, ed io non ragiono, non programmo, faccio.

Ma che differenza c’è tra me che faccio, lui che decide di fare,

quell’altro che non vorrebbe ma alla fine fa?

Qual è il merito, il guadagno, la qualità?

Mentre ci provo a ragionare,

faccio.

Tra il dire e il fare

26 novembre 2008 ore 14:35 segnala
Tra alberi perennemente in fiore, passeggio,

con cinguettii che accompagnano le ore, respiro,

coi ruscelli che scrosciano soavemente, mi delizio.

E poi fronde al vento che sibilano, enormi ombre di querce in cui rifugiarsi,

viali ciottolati su cui camminare sollevati da terra

e poi…..

dov’è la confusione di un traffico, l’esplosione di una frenata,

lo spavento di un incrocio, il baccano di un camion?

Dove’è lo stridio di un motorino, il trillo del passaggio a livello,

lo stress di un cellulare che suona?

Dov’è la gioia di rimediare ad un errore, di correre perché in ritardo,

l’imbarazzo di aver sbagliato tutto?

Dove sono le sbucciature, le ginocchia sporche, i gomiti rosi?

Ma che perfezione, che ‘idilliacità’, che ‘immacolatitudine’

Il mio caos, i miei errori, il nostro graffiare sui muri sporchi di fuliggine,

questo, bene o male è vivere,

questo è purtroppo,

il mio vivere.

Che dire?

24 novembre 2008 ore 14:20 segnala

Gentili Signore, vi sto per lasciare.

è con immenso dolore testimoniare il fallimento di alcune cose che riguardano la mia vita, che non starò ad elencare o a particolareggiare, 'nel mio cuore, nessuna croce manca, è il mio cuore il paese più straziato' come disse un poeta.

ho creduto ad idee, ho portato avanti attività, non mi son consumato, certo, ma mi son dato parecchio da fare, eppure sono ritornato al via, come nei giochi da tavola di un tempo, dopo aver tirato i dadi ed ottenuto un numero proprio sbagliato.

ho evidentemente, le prove lo attestano, sbagliato molto, se non tutto, e ora devo prendere sacco e bagagli e ripartire.

ancora per un po' sarò presente, penso, poi è probabile, finisca questa avventura, insieme ad altre ancora, che con calma mi inventarierò!

a, che delusione questo vivere.

 

Colori autunnali

21 novembre 2008 ore 09:19 segnala
Azzurro di cielo, grigio di autunno che spalanca le porte,

giallo di foglie che volano, rosso di tappeto stradale,

marrone scuro di corteccia che resiste alle intemperie,

bianco ghiaccio di vento che soffia con rabbia,

arancione di pomeriggio che finisce,

verde, di quel poco che ancora rimane.

Li mischio nel bidone con dita prima, mani poi,

li emulsiono perché non possa restare niente, così come era prima,

li ricordo e poi dimentico,

li intingo e poi li scarico,

mi ricordo le passeggiate di bimbo, a pestare foglie secche.