'dejà-vu'

19 gennaio 2009 ore 11:25 segnala
Come senza forza, senza forza, aggiungo soprammobili ai miei ripiani,

che se ricordi richiamano, specie nei pomeriggi autunnali,

sono un impegno enorme, da spolverare, cosa che

ne mette in discussione il valore.

Come senza voglia, senza voglia, richiamo gli ultimi dieci numeri della rubrica,

per capire se per caso qualcuno mi ha chiamato davvero,

con uno scopo, con il motivo di parlare con me.

Come senza fiducia, sfiduciato, apro per un’altra volta la porta di casa,

ed esco, tra la bufera, il vento, la nebbia che offusca, il sole che acceca,

e non intuisco le frasi, gli sguardi i doppi sensi degli occhi.

Come da ragazzino, che avevo gli amici tra le dita,

e le ragazze mi filavano ma io non le vedevo, non le sentivo,

come da ragzzino quando avevo il mio appuntamento in piazza con gli amici,

e chi me lo toglieva, e chi me lo impediva,

la gioia di essere con loro,

la trasparenza di chi invece mi invitava, mi sbirciava.

Come senza respiro, senza respiro, sfoglio album di fotografie di decenni fa,

mi immergo nelle effusioni delle immagini a colori, in bianco e nero,

decido di non uscir più di casa, di aver visto abbastanza,

mi scelgo come compagnia e rifiuto, le auto, lo smog, le strade, il caos,

anche te.

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Come senza forza, senza forza, aggiungo soprammobili ai miei ripiani, che se ricordi richiamano, specie nei pomeriggi autunnali, sono un impegno enorme, da spolverare, cosa che ne mette in discussione il valore. Come senza voglia, senza voglia, richiamo gli ultimi dieci numeri della rubrica, per...
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19/01/2009 11:25:59
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Commenti

  1. sclerotica 19 gennaio 2009 ore 20:52

    è racchiuso in "mi scelgo come compagnia". Geniale.

     

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