Riflessioni

30 gennaio 2009 ore 09:23 segnala
Cerco un senso, dei miei trentasette anni, un fil rouge che attraversi la mia vita,

ed in mezzo a scatoloni di ricordi, sacchetti di avvenimenti,

pile di giornali con segnati appuntamenti, più o meno storici,

c’è poco che possa trasparire, esaltare, che possa segnare, me.

Tra lavori travagliati, affetti prima negati poi essenziali come le vele per l’albero maestro,

tra amici persi e ritrovati, persi,

forse solo il libro della vita di mio padre, libro corto, mancante di pagine,

pieno di imprecisioni, ma libro in cui mi leggo,

in cui mi rispecchio, su cui piango tutto il pianto trattenuto al momento adatto.

Sono nato con il tv in bianco e nero, sono arrivato nell’era del pc e del palmare,

ma son nato pure tra poco affetto, e son arrivato arido come un povero deserto.

Aspetto quotidianamente un motivo per sparire, un’occasione per mancare,

aspetto un senso per restare, e lo intravedo solo,

nel sorriso di mio figlio.

Forse il senso è mio figlio?

È il mio capolavoro, certo, ma so pure,

che non ha bisogno di me per crescere, io son cresciuto senza mio padre,

che non ha bisogno di me per sopravvivere,

io son sopravvissuto a me,

fin’ora,

senza un senso, fin’ora.

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Cerco un senso, dei miei trentasette anni, un fil rouge che attraversi la mia vita, ed in mezzo a scatoloni di ricordi, sacchetti di avvenimenti, pile di giornali con segnati appuntamenti, più o meno storici, c’è poco che possa trasparire, esaltare, che possa segnare, me. Tra lavori travagliati,...
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30/01/2009 09:23:59
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