"Perché le donne sono in competizione con gli uomi

26 settembre 2008 ore 15:07 segnala

"Perché le donne sono in competizione con gli uomini?"

 

Quante volte avete visto camminare delle donne o ragazze come se fossero dei bulldozer? con il passo deciso, marziale e autoritario... quante volte avete sentito parlare una donna con la voce profonda e un linguaggio da scaricatore di porto? quante volte avete sentito delle donne parlare della loro libertà sessuale e di come si sentono libere di fare ciò che vogliono sempre e comunque? quante volte avete notato le donne bere e fumare peggio di qualunque uomo? quante volte avete visto donne guidare in un modo aggressivo, spavaldo e prepotente?

Non so voi... ma io lo vedo di continuo, tutte queste cose e molte altre.

Quel che voglio dire e che non è negabile io credo che ci sia una "competizione" da parte della donna a fare e imitare i comportamenti dell'uomo, soprattutto nei comportamenti peggiori.

Secondo voi perché?

Io una mia ragione l'ho trovata e ne sono più che convinto... ma voi che ne pensate?

Avete notato che la competizione della donna è soprattutto nei confronti dell'uomo e solo in maniera del tutto irrilevante verso il suo stesso sesso? avete anche notato che tale competizione "stranamente" non sembra esistere negli uomini?...

Gli uomini non sono in competizione con le donne! anche se ovviamente la moda e la cultura ora sta spingendo in questa direzione e farebbe molto comodo al sistema commerciale.

Ma gli uomini non sono in competizione con le donne... non cercano di rubare ne spazi ne abitudini, tantomeno imitarne i comportamenti.

Ma non sono (gli uomini) nemmeno in competizione con altri uomini... forse a volte per dei motivi precisi, ma non in generale.

Tornando alla domanda iniziale... "Perché le donne sono in competizione con gli uomini?" chiediamoci anche perché gli uomini NON sono in competizione con le donne? ma anche perché lo donne non sono in competizione con le donne? (un pò comunque lo sono) e anche perché semplicemente sono in competizione???

Istintivamente quando penso agli uomini (essendone un loro rappresentante) mi domando "perché mai dovrei essere in competizione?" si vince qualcosa? qual è lo scopo?

L'uomo per me non si mette in competizione perché si rende conto che c'è troppa diversità fra i generi, che quindi siamo semplicemente "diversi" e non ha alcun senso la competizione! (questo a prescindere dalla presunta superiorità o inferiorità di un genere su di un altro), ma soprattutto a ben chiaro (l'uomo) che esiste la diversità! non è solo una questione di "quantità" di diversità.

Questa coscienza l'uomo c'è l'ha soprattutto perché non è confuso su chi e cosa è, quale il suo ruolo e come si dovrebbe comportare.

Questa è la vera differenza con la donna, perché lei invece ha perso il suo ruolo (mi riferisco alle generazioni successive alla rivoluzione sessuale) e quindi anche la sua identità!

Perché subito dopo la domanda "Perché le donne sono in competizione con gli uomini?" mi veniva istintivo chiedermi; e con chi altri potrebbero competere le donne?... perché loro stesse non si sentono donne o almeno rifiutano di esserlo, rifiutano il ruolo storico che hanno sempre avuto, non solo di essere moglie fedeli, casalinghe, madri, amanti oltre che compagne del loro uomo, capaci di risparmiare e far quadrare i conti, di pulire la casa, di educare i figli, di cucinare...

Queste prima di tutto sono le cose che rifiutano a priori come "opera del demonio", rifiutano l'idea di dover saper cucinare, come di pulire la casa, figurarsi fare figli o avere un solo uomo... ma anche l'idea che la donna sia un essere più sensibile viene rigettata! qualunque cosa ricordi il loro ex ruolo viene rifiutato in blocco...

Rifiutando il loro ruolo originale, cosa sono? cosa si sentono? istintivamente pensano di essere come gli uomini e tentano di dimostrarlo in ogni modo... ma non possono esserlo veramente! non possono imitare gli uomini nel loro meglio... perché non esisterebbe competizione evidente e il loro atteggiamento non verrebbe vista come una vittoria.

Per fare un esempio se prendete una qualunque virtù maschile (qualunque cosa non sia un vizio ne una cosa negativa) e la mettete sopra ad una donna... cosa otterrete? semplicemente una donna in gamba! non una donna che sembra un uomo!

Quindi per competere... la donna deve necessariamente fare il peggio dell'uomo! al punto che io vedo fare più porcherie alle donne che agli uomini.

La loro competizione è una gara perdente già in partenza... è ovvio che non saranno mai degli uomini, ma solo delle penose caricature, irreali e negative dell'uomo.

Tutto questo deriva dalla semplice perdita del loro ruolo... perché vista come una posizione perdente e negativa, mentre un ruolo non è questo... è la semplice divisione dei compiti dettati dalla natura e dalla società... gli uomini non possono fare figli (eppure ne sono per metà creatori) e questa è la parte della natura che non si può cambiare. altre cose si possono cambiare ma bisogna che tutti lo vogliano e desiderino.

L'uomo è parzialmente sereno perché lui il ruolo non l'ha mai perso... ma è anche molto confuso per la confusione che ha la donna, perché il genere umano non è fatto per stare solo, mentre oggi le donne creano confusione essendo confuse e credono di poter stare bene da sole... altra reazione tipica della ribellione al loro ruolo passato...

Prima le donne era bene che si sposassero per non essere "zitelle" (cosa molto brutta), oggi invece è normale e bello essere "single" e chi sa stare bene da sola è una persona giusta e saggia! (e viceversa) nel sesso è uguale... prima fare l'amore fra marito e moglie era normale, non si contava nemmeno il numero di volte... oggi se una donna lo fa 3 volte al mese è già troppo! perché in passato era un "dovere coniugale" quindi oggi (passati i propri pruriti con chi gli pare) il sesso è considerata solo una "palla" da evitare.

Se provare a guardare all'estero scoprirete quanto siamo diversi qui in Italia!

All'estero, le persone si sposano a 20 anni, e fanno subito figli... non contano quante volte fanno sesso... non è una "palla" fare l'amore! anzi lo fanno con grande gusto e piacere.

All'estero le donne sono FEMMINE... qui no.

Qui gli uomini sono maschi oltre al essere semplicemente uomini, le donne no. Perché sono confuse sul cosa vuol dire essere donna!

 

Ora se vogliono le donne possono "fucilarmi" dicendomi di tutto... ma ciò che io ho scritto è ciò che penso e che pensano moltissimi uomini, un dato di fatto per molti che sanno vedere i fenomeni di costume e storici del nostro paese, poi tutto si negare o correggere con il proprio pensiero, ma io credo che sia semplicemente questo il motivo per cui le donne sono in competizione con gli uomini, cioè hanno perso il loro ruolo... e confusamente ne cercano un altro, confondendosi con gli uomini (che forse invidiano).

Per esempio "l'invidia del pene" è una cosa tipicamente indicata come una cosa maschile... ma il maschio c'è l'ha il pene! che cosa deve invidiare? piuttosto è una cosa tipicamente femminile. ;-)

 

 

Alessandro de La Palme

"Mezzi di persuasione"

05 settembre 2008 ore 21:38 segnala

 

 

Comunemente giornali, Tv e quant'altro vengono chiamati "mezzi di comunicazione" (es. "verrà reso noto attraverso i mezzi di comunicazione come la stampa ect.") ma lo sono veramente?

Cioè è giusta la definizione "mezzi di comunicazione"?

Cos'è la comunicazione e dov'è la comunicazione?

Potremmo dire che sono "mezzi di informazione"? (altro modo di definire le stesso concetto)

Ma quale informazione danno?

Il problema che molti ignorano, è che praticamente succede ogni cosa nel mondo e in Italia... (rapine, violenza, truffe, incidenti, terremoti, nascite e morti...) ogni cosa più e più volte! cosa determina la scelta delle notizie da dare? vengono dette solo quelle più importanti?

L'ultimo film di 007 è una notizia importante? cosa faranno in prima serata è importante? la pagina sportiva o politica è così importante?

La verità è che le notizie vengono scelte in base a ciò che si vuole par pensare "alla gente" cioè alla massa...

Voglio dargli la sensazione di insicurezza? parlerò tutti i giorni di stupri e di clandestini!

Voglio tranquillizzarli relativamente? smetterò di parlarne!

 

«Esiste un unico principio universale ed è l'unica autentica verità: la causalità. Azione, reazione. Causa ed effetto... La scelta è solo un illusione creata e posta tra chi ha potere e chi non ce l'ha» (Merovingio dal film "Matrix").

Un "mezzo di comunicazione" può essere il computer perché dispone sia di input che di output, cioè la comunicazione funziona in entrambe le direzioni e di conseguenza si comunica!

Ma la stampa, tv e altri mezzi sono in realtà dei "mezzi di PERSUASIONE"... utili (al potente) per condizionare le masse e fargli pensare ciò che vogliono (vedi mode o tendenze).

 

Se siete d'accordo con me su questo... per favore non usate più i termini "mezzi di comunicazione" o "mezzi di informazione"! ma il termine più corretto ed esatto: "mezzi di persuasione"!

Per ricordarci esattamente cosa sono, cosa vogliono fare e fanno... quale "guerra culturale" stiamo combattendo.

 

 

Alessandro de La Palme.

"Perché si ama?"

03 settembre 2008 ore 18:23 segnala

 

Perché si ama? ci può essere un perché? e perchè si ama proprio quella persona? e ancora ci può essere un motivo?

Domande difficili apparentemente... ma forse se mi fossi fermato alla prima domanda molti avrebbero avuto facilità a rispondere... invece le domande poste in questo modo fanno riflettere un pò di più.

Io ci ho pensato e ho trovato una mia risposta basata su un ragionamento personale e il mio modo di essere, oltre che sulle mie esperienze.

Poi ognuno di voi avrà una sua diversa analisi della domanda e forse una diversa soluzione, non so se molti saranno d'accordo con me ma forse può essere una riflessione interessante per ognuno di noi... perché io prima di uno specifico fatto che ora racconterò, non mi ero posto queste domande ne ci avevo riflettuto più di tanto.

Mesi fa durante un periodo di crisi con la mia ex, e dopo un mesetto di corte da parte mia... lei si era decisa a tornare con me e per "giustificare" la sua scelta (in effetti c'era una scelta fra me ed un altro) mi diceva quello che diceva un pò a tutti: "Lui è sempre presente, sempre disponibile, affettuoso e gentile (innamorato), e quando penso di fare qualcosa con qualcuno penso ad avere lui accanto (non quel altro)" in pratica il mio "pregio" era quello di amarla... ma bastava questo a spiegare il suo amore?

Ovviamente no, con il senno del poi... ma anche con il senno del "ora e qui"... infatti queste sue parole mi hanno molto preoccupato e spinto ad una riflessione sull'origine e sul perchè si ama.

Riflettendo sul perchè io amo... mi sono reso conto che non potevo dire lo stesso di lei! al contrario di lei io l'amavo perchè "lei era lei"! punto è basta. Non c'era un perchè.

Non ricordo di chi è la famosa frase "l'amore ha ragione che nemmeno la ragione stessa conosce", ma la condivido! non ci sono ragioni per amare, lo si fa e basta! (anche il film "The Mexican" ad un certo punto parla di questo)

Se si ha "bisogno" di un motivo per giustificare l'amore, forse NON è amore!!!

Infatti se ti amo perchè tu sei "bella", "gentile" o qualunque altra cosa... questo è un amore destinato a durare poco! perchè esiste ed esisterà sempre di meglio! cioè qualcuno più bello o gentile (o qualunque altra cosa), quindi se esiste di meglio io ti devo lasciare perchè ho trovato qualcuno più meritevole del mio amore?

Mi pare ovvio che non si può amare per un motivo e perchè è il meglio che io ho trovato! altrimenti salterò di fiore in fiore di continuo...

Questa confusione a mio parere nasce dal confondere due concetti: ciò che ci piace e ci attrae da ciò che invece amiamo.

Per esempio... io sono attratto dalle belle ragazze magre e bionde, con gli occhi azzurri e un bel sorriso dolce, ma non per questo riesco ad amare solo quel tipo di ragazza! certo l'attrazione aiuta e facilita, ma non è il motivo dell'amore.

 

Io mi sono reso conto pensando a quello che mi aveva detto la mia ex... che io amo principalmente per 3 motivi: 1) Perchè io voglio amare 2) perchè io sono libero di amare 3) perchè io sono capace di amare.

Attenzione... non ho detto che amo quella persona per questi motivi! ma "che amo" cioè un concetto non legato alla persona ma al fatto di sapere/potere/volere amare.

Sono poi giunto alla conclusione che se io sono libero da legami (non impegnato), capace di amare (senza problemi, paure o altro), e soprattutto se desidero amare (non tutti lo vogliono), posso amare pure una pietra! ma difficilmente in quel caso potrei essere ricambiato.

 

In conclusione il mio pensiero è questo:

Non può esserci un perchè si ama una determinata persona, piuttosto un perchè si è attratti da quella persona (e non necessariamente le due cose devono collimare), l'amore per una persona è irrazionale e non ha spiegazioni, ma è anche una capacità (intrinseca dell'individuo, non per tutti uguale), un desiderio e una libertà...

Quindi esiste (per me) un motivo per amare (ciò per provare questo sentimento), ma non per amare una persona! che notoriamente come tutti è piena di difetti e non la persona che perfetta che noi vorremmo...

Spesso molti cercano il meglio possibile (molte), nella convinzione di meritare il massimo o forse che sia il giusto modo di capire se è vero amore... e per questo fanno molte esperienze... anche per valutare di aver fatto la "scelta migliore"... ma ha un senso fare la scelta migliore??? non sa di consumismo? di cercare una giustificazione per la propria scelta? ma che bisogno c'è di una giustificazione?

Io quando amo lo sento chiaramente! NON ho dubbi! non devo fare calcoli e valutare le varie possibilità, meditare se ho fatto la scelta migliore e se il caso provare altre persone... no.

Io sono strano. lo so già.

 

 

Alessandro de La Palme.

"Amore" progetto o oggetto?

02 settembre 2008 ore 21:04 segnala

 

Mi sono reso conto con gli anni e le esperienze che una delle grosse differenze fra uomini e donne è il loro modo di vedere e immaginare l'amore.

Spesso questo è molto ma molto evidente da tante piccole cose, piccoli segnali che fanno pensare molto e che dovrebbero far riflettere molto... ma non sempre questo accade... anzi.

Spesso sono proprio le donne che non si rendono conto che loro sono molto ma molto diverse dagli uomini e che spesso esiste una precisa ragione se non riescono ad amare un uomo.

Io essendo un uomo (quindi di parte) ed essendo amareggiato da molte vicissitudini accadutemi negli anni, ho avuto modo di riflettere molto... ma certamente la mia visione è solo un lato della medaglia... ma un lato che molte persone comunque non conoscono o su cui potrebbero riflettere, quindi io non voglio dire che la mia "teoria" sia la "pura verità"! ma uno spunto su cui poter riflettere. ok?

Io come uomo ho sempre amato le donne di cui mi innamoravo (e devo dire che ho avuto la fortuna di non avere quasi mai nessun problema ad innamorarmi), senza dubbi o incertezze, senza paura di esagerare nello scoprirmi o nel mostrarmi per come ero.

Ho amato la "lei" di turno... finché generalmente non chiudevo la storia io pur amandola, solitamente perché alla fine mi tradivano e/o non mi amavano... (certo non tutte le storie sono uguali, ma di base è così)

Il punto è che io amavo la donna di cui ero innamorato! senza avere un ideale, un sogno... un progetto a cui ero legato.

Insomma per restare sul titolo del blog, io avevo un "amore oggettivo" per così dire... o se preferite esisteva l'"oggetto del mio amore" (che era la donna che io amavo).

Dico questo consapevole di ciò che ho provato e vissuto, ed è una cosa che non si può negare, perché è ciò che io ho sentito.

Ciò che io invece ho capito negli anni e che ho capito essere una enorme differenza fra gli uomini e le donne, invece è una mia intuizione che può essere discussa, negata, capita o altro.

La mia teoria è che le donne non amano tanto l'uomo di cui si dicono innamorate, ma piuttosto amano il "progetto"... cioè a differenza degli uomini le donne crescono fin da bambine convinte ed immaginando ad occhi aperti il loro matrimonio con il vestito bianco... ma non solo! si immaginano anche la loro casetta perfetta, l'arredamento, il cane, la macchina, il numero dei figli, dove sposarsi, dove fare il viaggio di nozze, quanto guadagnerà il futuro marito... insomma quasi tutto! e questo senza nemmeno sapere chi sarà il futuro marito!

Questo si traduce in un innamorarsi del "progetto d'amore" (e non nel provare amore per l'oggetto o forse è meglio dire il soggetto)... a tal punto che spesso sento dire molte donne che desiderano "una casa tutta loro" (non della coppia ma solo loro) e lo stesso sento dire per i figli... e via dicendo.

Sono talmente concentrate ad immaginare la loro futura vita senza sapere chi sarà l'uomo giusto che poi "lui" conta poco! e non a caso poi lui è il primo a scomparire nella maggioranza dei casi (anche perché la legge è dalla parte delle donne), e spesso lei si ritrova con la "sua" casa tanto sognata, il cane, il giardino, i figli... ma senza l'uomo da amare.

Certo spesso anche lui si ritrova solo (ovviamente)... ma la differenza è che lui ha amato "lei" mentre lei ha amato un'idea astratta, un "progetto" di cui l'uomo era solo una piccola parte.

 

Questo meccanismo "perverso" è anche il frutto della cultura che ci circonda e ci condiziona... primo fra tutti con l'influenza da parte dei bambini delle favole.

In particolare la favola del "principe azzurro" per me ha creato dei danni incredibili... ma se questo accade è anche perché non capiamo l'importanza della uguaglianza e della giustizia... ne abbiamo chiarezza in ciò che vogliamo veramente.

Beh... mi spiace dirlo, per me (sono di parte) gli uomini ne escono comunque meglio essendo meno condizionati dai sogni infantili e più concreti pensando al "oggi e qui" piuttosto che al "domani" che forse non ci sarà mai.

Voi che ne pensate?

Le donne si innamorano del "progetto del loro amore" e gli uomini del "oggetto del loro amore"?

 

 

Alessandro de La Palme.

"La rivoluzionaria IDEA della -Rappresentanza- (de

02 settembre 2008 ore 00:16 segnala

 

 

Tempo fa dialogando in una discussione su un Meet-Up riguardante l'elezione del nuovo "Organizer" e dei suoi "Assistenti" ho proposto che tale elezione tenesse conto della percentuale reale in base al sesso, cioè che venissero "eletti" (incaricati di rappresentarci e gestire il luogo e le iniziative comuni) persone che effettivamente ci rappresentassero (almeno nel sesso).

Ovviamente mi hanno risposto parlando di "quote rosa e blu" dimostrandosi contrari per motivi pratici e preferendo persone "capaci" a prescindere dal sesso.

Da qui è scaturita una mia riflessione e reazione, intanto io NON avevo mai parlato di "quote" di nessun tipo... ma di una cosa che nessuno vuole capire, cioè di "rappresentanza" e quindi di un minimo di "giustizia".

Mi sono reso conto che automaticamente quando si sente parlare di "mettere" (dovunque) più donne di quelle che ci sono, inconsciamente (così siamo stati addomesticati a pensare) pensiamo "NO!"... perché "io voglio gente capace a rappresentarmi!" come se le donne non potessero esserlo.

Ma poi NON è solo un discorso maschilista o femminista (due facce della stessa identica medaglia), ma io insisto... di semplice rappresentanza!

No... NON è solo un'utopia, ma un problema concreto e reale a cui la gente non pensa e che di per se è rivoluzionaria!

Perché la "rappresentanza" è rivoluzionaria?

Prima di tutto perché nasce proprio da una rivoluzione!

Poi perché in nessun governo del mondo è applicato! democratico o no... e se venisse applicato veramente le conseguenze sarebbero semplicemente rivoluzionarie.

Perché?

Perché la "rappresentanza" implica un principio e un'idea di giustizia e di uguaglianza... che se fossero applicate potrebbero cambiare il mondo.

La "rappresentanza" è anche il vero fulcro della democrazia... come la sua mancanza è un segno che non esiste la vera democrazia, ma solo una "parvenza" di ciò.

In "soldoni" per essere più chiari:

Immaginiamo che chi ci rappresenta in un governo debba per forza essere rappresentativo della sua nazione. Quindi composta da metà uomini e da metà donne (perché più o meno ogni nazione a queste proporzioni), ma anche rispettando in proporzione le varie età, calcolando le persone giovani, quelle mature e gli anziani, ma non solo... calcolando anche la percentuale per reddito e per mestieri...

Insomma fare il possibile (non l'impossibile) per avere un governo rappresentativo, bene... se ciò capitasse, sarebbe del tutto logico che ci rappresenti non solo come sesso, età e reddito... ma anche come paga base, come pensione, come rispetto per le leggi e consequenzialmente sottomissione a tale leggi, con gli stessi diritti e doveri nostri!

Questo sarebbe un vero governo rappresentativo! di cui ben pochi potrebbero dire "io non mi sento rappresentato" e pochi sentirebbero come dispregiativa la frase "questo è il governo che ci meritiamo!"... perché sia nel bene che nel male se è rappresentativo un governo (veramente) credo che tutti sentiremmo di meritarcelo, perché alla fine sono come noi.

E noi siamo come loro.

Un governo del genere potrebbe capire i nostri problemi, perché sarebbero pure i loro problemi! essendo uguali a noi... e noi potremmo capire loro, perché sarebbero rappresentativi del paese, quindi di noi.

Oggi chi può dire di sentirsi rappresentato? chi si può identificare in Berlusconi o in qualunque altro politico di questo governo e di uno precedente?

Inutile ricordare gli innumerevoli privilegi della "casta" e l'abisso che esiste fra loro e noi, della più assoluta mancanza di rappresentanza... a tutti i livelli! primo fra tutti (perché quello più evidente) il sesso di chi ci rappresenta.

Curiosa e molto psicologica la risposta che viene sempre mossa da tutti per smontare la tesi che considera giusta la rappresentanza in campo sessuale (prima di tutto), che "noi ci meritiamo il meglio" ed è meglio avere persone capaci di rappresentarci al meglio! cioè professionisti della "rappresentanza" capaci di rappresentare chiunque perché trasformisti ma che in realtà rappresentano solo loro stessi in quanto "Casta".

Mi ricordano tanto una pubblicità che dice "perché voi valete..." e in fondo è questo il messaggio subdolo che vogliono far passare, cioè che non sono rappresentativi per il bene del paese! e che noi ci meritiamo di meglio "perché valiamo"... (un trucco psicologico)

Credo che il Re Sole avrebbe detto lo stesso!

Io sogno un governo di metà uomini e di metà donne, di operai, come di studenti e di pensionati, ma anche di contadini e pescatori (non tutta fatta di laureati e commercianti vari), che possono capire i bisogni della gente perché loro stessi sono gente come noi (non come la casta, fatta di professionisti della politica, totalmente staccati dalla realtà), un governo fatto di persone capaci di vivere con lo stesso stipendio che percepiva quando lavorava e che versa gli stessi contributi per la pensione, che andrà in pensione esattamente come se stesse facendo il suo lavoro di sempre e a cui tornerà (non come la casta, con pensioni e stipendi d'oro!), un governo responsabile delle proprie azioni e che deve ubbidire alla legge (senza l'impunità, e la "licenza a commettere reati" della casta)...

Insomma sogno giustizia! ma viviamo in una "dittatura morbida" e sperare in un cambiamento spontaneo è un'utopia.

Vorrei tanto che si smettesse di rinunciare alle cose buone perché giudicate semplicemente una utopia, e si cominciasse a ragionare in termini di "giusto e sbagliato" quindi di giustizia! e se una cosa è giusta io credo bisogna crederci e portarla avanti anche se difficile da realizzare, perché semplicemente è giusto!

Rinunciarci perché è difficile, significa rinunciare a fare un pò tutto.

Rinunciare ad una vera rappresentanza perché si preferisce delle "persone capaci" (una penosa scusa per accettare una ingiustizia) è come rinunciare alla democrazia... o meglio all'idea di poterla veramente avere.

Io credo sia ora di rischiare ed essere di esempio... applicare su di noi nel piccolo quello che vorremmo da altri... per poi poter dire "noi ci siamo riusciti!", "perché voi no?"... io continuo a credere che i Meet-Up come le associazioni e le liste civiche debbano partire da questo punto ed avere questo tipo di coraggio, anche trovando soluzioni agli intoppi che si possono creare in questo modo... ma è una semplice questione di principio: "Fare ciò che è giusto!"

 

Alessandro de La Palme.

"Ciao... come sto?!"

24 agosto 2008 ore 10:26 segnala

 

 

Tempo fa parlando con una mia conoscente, le ho raccontato di come moltissime persone inconsapevolmente in un dialogo non ascoltano e al contrario usano le parole dette dall'altro per fare poi un monologo.

Un banale esempio: se prendo una multa in macchina e lo dico a certe persone, mi possono rispondere in questo modo "una multa!? ehhh sapessi quante ne ho prese io! ma non per colpa mia... ma perché... (bla bla bla monologo infinito...)".

La cosa "bizzarra" è che spesso chi inizia il discorso per sfogarsi a semplicemente bisogno di essere consolato e capito, ma la risposta apparentemente "incoraggiante" (dal senso "su dai che vuoi che sia... io ne ho prese tante") invece rivela delle cose opposte... perché?

Perché in genere chi interviene per dire la sua in questo modo lo fa interrompendo chi sta raccontando il suo "problema o disagio", poi minimizza il problema di chi stava parlando, per infine esaltare se stesso facendo l'elenco di quello che invece è successo a lui/lei, per dire che lui (o lei) non si lamenta! ma spesso questo non è espresso in poche parole ma in monologhi molto lunghi.

Spesso poi chi crede di aver "consolato" l'altro si stupisce se non reagisce in maniera positiva e lo classifica come un "lamentatore del proprio destino" o uno che non sa reagire alle difficoltà...

La conoscente con cui parlavo tempo fa mi ha detto che questo è il comportamento che lei chiama "ciao, come sto" perché lei nota che molti chiedono proprio "come stai?" per poi ignorare la risposta ricevuta e fare un monologo su se stessi... che di base è lo stesso principio.

Io credo che questo sia un problema reale che accade di continuo ogni giorno nella nostra vita, spesso lo subiamo ma altre volte lo facciamo... è come una sorta di "bisogno d'amore" o carenza di affetto... cerchiamo consolazione e di essere capiti, ma non lo siamo! perché a nostra volta spesso incontriamo persone altrettanto bisognose di affetto e consolazione.

E' un pò come una sorta di "gara" dove si cerca di vincere prevaricando gli altri a farci ascoltare e a metterci in mostra... ci sono molti modi di mettersi in mostra... c'è chi senza fare troppo casino si mette in un angolo di una piazza e si mette a giocare con il frisbee o le palline da giocoliere (tutto sommato un modo discreto), c'è chi sbatte i pugni sul tavolo di un ristorante affollato di gente, come i bambini al Mc Donald, nella totale indifferenza dei genitori, altri inconsapevolmente interrompono chi parla per dire la loro e impedire a chi parlava di continuare, per mettersi in mostra...

Sono credo dei bisogni da soddisfare, legati ai propri bisogni e al proprio passato... ma anche alla inconsapevolezza dei propri comportamenti.

Saper ascoltare è un'arte per nulla facile... credo che implichi fra le altre il stare bene (non solo con se stessi)... e che pochi possono permettersi, ma ciò non dovrebbe compromettere l'aspirazione a provarci.

Io come molti sto provando ad ascoltarmi da molti anni e inevitabilmente ascolto anche gli altri (perché fanno parte di me).

 

Voi cosa ne pensate?

 

Alessandro de La Palme.

"Gentil sesso", no grazie...

03 agosto 2008 ore 13:44 segnala

"Gentil sesso", no grazie...

 

In questi ultimi mesi mi sono successe moltissime cose, molte di queste cose mi hanno fatto riflettere sul termine "gentil sesso" per indicare le donne/ragazze... ma alla fine mi chiedo e vi chiedo: "è un termine corretto?"

Io sono giunto alla conclusione che NON è un termine corretto per indicare le donne.

Una idea che è maturata per ragionamenti e sulla ricerca del significato delle parole, ma anche e soprattutto sulle mie esperienze di questi mesi.

Sul mio dizionario ho trovato un riferimento sotto la parola "gentile" a questo termine e dice che è riferito alla donna ma in un uso "scherzoso o ironico".

Poi dopo aver riflettuto in questi giorni ho cercato anche la parola "Gentiluomo" che oltre al significato di persona di origini nobili, significa anche "persona di comportamento signorile o che agisce con rettitudine".

Per scrupolo ho ovviamente cercato anche "gentildonna" per scoprire che questo significato gli manca (fa riferimento solo alla nobiltà).

 

Questa mia riflessione non è scaturita solo dalla mia ultima tormentata relazione sentimentale (fallita miseramente anche per questo problema), ma soprattutto per un fatto accadutomi in spiaggia...

Mentre camminavo sulla passerella per uscire dalla spiaggia perché era l'ora di maggior calore ed era tutto troppo caldo per me (sabbia compresa), ho incrociato di fronte a me 2 ragazze intente a parlare fra di loro e che mi venivano incontro, loro non si sono degnate di guardare dove andavano, chi incrociavano, ne ("non sia mai") tanto meno di fare spazio a qualunque altra persona... così che ho dovuto scendere (istintivamente) dalla pedana per lasciarle passare... giusto il tempo di risalire e dopo pochi secondi incrocio altre due persone, però questa volta erano due ragazzi... che al contrario delle due ragazze di prima mi guardano e istintivamente si spostano mettendosi in fila indiana, cosicché possiamo passare tutti senza scendere dalla pedana!

Un comportamento del tutto logico e comprensibile per me quello dei ragazzi, da persone abituate a essere gentili e a vedere degli altri che gli stanno attorno... abituati per indole ed educazione a pensare hai bisogni degli altri o comunque ad essere "gentili".

Al contrario la "donna" (ora generalizzo un po', perdonatemi) non è abituata a fare questo... perché al contrario del uomo è "servita e riverita", nel senso che è circondata da uomini disposti ad omaggiarla con gentilezze e complimenti... quindi si è abituata a ricevere più che a dare!

L'uomo invece è abituato a dare più che ricevere... infatti molto di rado (so di che parlo) riceve complimenti (anche se li merita) o gentilezze.

Però non pensiamo come faceva il contadino che si lamentava (sconsolato) del sua asino che era morto dicendo: "proprio adesso che si era abituato a non mangiare, a non bere e a non dormire mi va a morire"! cioè... l'asino non si lamentava (sarà anche vero) però di sicuro desiderava mangiare, bere e dormire!!!

Così anche l'uomo è abituato a non ricevere complimenti, ne gentilezze... ma questo non significa che non le desideri! e che non gli facciano piacere.

Per anni ho regalato fiori alle mie ragazze e sognavo che un giorno qualcuna pensasse di ricambiare il gesto cortese...

Alcuni mesi fa è successo... e quel singolo fiore è stato per un po' il simbolo del più bel regalo mai avuto ma fatto nel modo peggiore!

Perché? ora ve lo racconto... ; un giorno vado a trovare la mia ragazza e vedo in sala da pranzo una piccola rosa rossa appoggiata in un bicchiere con dell'acqua, un po' in bilico (come ho scoperto dopo)... io curioso vado a vederla e rimettendola a posto dopo averla toccata cade rovesciando l'acqua (perché c'era troppa poca acqua nel bicchiere)... ovviamente le "sento" da lei che poi mi spiega che era appoggiato in quel modo perché non stava in piedi (quindi se si spostava anche solo un po' cadeva)... io a quel punto le chiedo "e la rosa?" immaginando che fosse un regalo di qualcuno (purtroppo a lei i corteggiatori non mancavano)... e lei mi risponde : "ma è per te... no?" (come a dire che sono scemo per non averlo capito subito)... sul momento sono stato molto felice di ricevere il mio primo fiore in tutta la vita (a 43 anni), ma poi mi sono reso conto di come mi è stato dato! e di come poche settimane prima io avevo dato un mazzo di rose rosse a lei... un gran bel mazzo di rose rosse (di cui ho ancora le foto) comprato e impacchettato dal fioraio... poi la sera vestito più elegante che potevo mi sono presentato con il mazzo di fiori dietro la schiena e gliel'ho dato con un grande sorriso e dicendole "ti amo".

Credo sia questa la differenza fra chi pensa agli altri ed è abituato a farlo e chi non è abituato a farlo e non ci pensa.

Anche quando fa una cosa buona poi la fa male... perché non sa farla e non si immedesima... poi comunque era evidente che lei non mi amava e ovviamente è finita male, ma è stato emblematico quel fiore. (poi restituitole alla fine)

Poi NON tutte le donne sono così! conosco donne come le mie zie, mia madre, le mie cugine... che sono di un'altra "razza"... che mai si sarebbero comportate come le ragazze in spiaggia.

Come sicuramente ci sono uomini (pochi) che non si sarebbero comportati come quei ragazzi in spiaggia...

Però... è innegabile che questa mia riflessione è basata su comportamenti e fatti concreti, su cose reali.

Che da donna di base è "preda" e l'uomo è "cacciatore", quindi come preda (consapevole) la donna non si interessa molto al suo cacciatore (da cui vuole essere cacciata), mentre il cacciatore si deve interessare alle prede.

Gentil sesso? no grazie... non ci casco più.

E' preferibile il termine "sesso debole" che comunque è ironico esattamente come il termine "gentil sesso"... ma che almeno non fa credere che ci sia qualcosa che in effetti non c'è più da qualche generazione.

Termine ("sesso debole") che piace poco alle donne... e che se usato (dagli uomini) poi rivendicano la loro "forza" in mille occasioni (un po' offese), come se ci fosse una guerra aperta con gli uomini che usano tale espressione... mentre la stessa ironia non viene colta ne trovata offensiva per il termine "gentil sesso", ne normalmente l'uomo si sogna di precisare che la donna NON è gentile! forse proprio perché LUI è un gentiluomo.

Credo sia anche per questo che io vorrei trovare una donna che sappia avere un rapporto equilibrato con un uomo, fatto di non solo ricevere o essere guardata, ma anche di dare e saper vedere.

 

Alessandro de La Palme.