***La cattiveria, bella signora immortale sempre presente***

17 giugno 2021 ore 06:10 segnala



La cattiveria, bella signora immortale sempre presente nella storia dell’umanità

Quando penso alla cattiveria umana, la immagino sempre come una bella signora che tutti gli uomini condannano, ma che riesce sempre ad entrare nella vita della maggior parte di loro.
Può rimanere assente per un certo periodo, per diversi anni, ma prima o poi ritrova le occasioni di imporsi fra gli uomini. Le espressioni più visibili della sua presenza immortale si notano ovviamente nelle azioni di violenza
che non mancano mai di ripresentarsi nelle società umane.
Ma ve ne sono di più subdole che si manifestano con mezzi subdoli quanto efficaci, come l'inganno, lo sfruttamento, la falsità, i pettegolezzi e chi più ne ha ne metta.
La cattiveria sa travestirsi in mille modi diversi ed è quasi sempre efficace nel raggiungere il suo obiettivo primario: creare sofferenze nelle proprie vittime e in coloro che le amano.
Chi ne è ammaliato, è talmente preso dal fascino che sprigiona, da diventare schiavo ed esecutore fedele non vi sono confini di sesso, religiosi, morali, politici o altro per impedire alla cattiveria di affermarsi dovunque e comunque.
Con l'avvento di Internet e la diffusione massiccia e incontrollata dei social, la visibilità della cattiveria si è amplificata notevolmente al punto che è riuscita ad imporsi in modo perfino più diffuso ed incontrastato
e' riuscita a farsi passare perfino come un fenomeno innocuo, passeggero, a far credere che certe pratiche o credenze sono giuste anche se sono fonti di dolori indicibili che minano e logorano coloro che le subiscono sia nel fisico che nella mente.
lo sfruttamento illimitato dell'immagine e la banalizzazione delle violenze psicofisiche premiano una cattiveria ormai senza confini né limiti.
Alcuni erano giunti a paventare che con il confinamento dovuto al Covid, saremmo diventati tutti più buoni.
A distanza di mesi ci siamo tutti accorti che la cattiveria, questa "signora" malvagia quanto apparentemente irresistibile è sempre stata presente.
Si era soltanto assopita momentaneamente per tornare a colpire con più forza e maggior vigore, tanto che il suo "regno" sembra davvero non avere fine
l'unico antidoto che rimane per la salvezza degli uomini è unire il buon senso con valori e principi che sono la regola in natura.
Infatti, nel mondo animale la cattiveria non esiste, salvo in un essere: l'uomo.
Cerchiamo di ripartire da quel mondo per sconfiggere o almeno limitare fortemente questa "signora", la cattiveria, che non ha proprio nulla di bello.
Per accorgersene, basta guardare oltre le apparenze che abilmente celano la sua vera natura.
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***Se sei stanco di tutto, fermati un attimo***

31 marzo 2021 ore 11:47 segnala


Arriva un momento nella vita di ognuno in cui ci si sente stanchi. Stanchi di darsi, di combattere, di provare, a volte semplicemente di procedere. Un momento in cui, feriti, delusi, affaticati, non abbiamo né forza né coraggio per dare una sterzata alla vita. Affannarsi per trovare l'ennesima soluzione per riemergere sembra impossibile. Trovare la forza di venirne fuori, questi momenti possono essere semplicemente "assecondati", vissuti, capiti.
So cosa vuol dire sentirsi stanco e non solo in senso fisico. Il mondo in cui viviamo è un luogo estenuante. È usurante. È ingrato. È una ricerca senza fine e poco gratificante. Sei stanco, semplicemente perché ci vivi. Sei stanco di amare troppo, di preoccuparti troppo, dando troppo ad un mondo che non dà mai nulla in cambio. Sei stanco di investire in esiti indefiniti. Sei stanco delle incertezze.
Questa stanchezza non è caratteriale. Perché probabilmente un tempo siamo stati animati dalle più vive intenzioni, carichi di speranze e fiducia nel futuro, Eppure la vita ci ferisce e queste ferite, l'una sull'altra, sanguinano e ci impediscono di ricominciare il cammino. La verità è che siamo tutti stanchi. Ognuno di noi. Da una certa età in poi, non siamo altro che un esercito di cuori spezzati e di anime dolenti, alla disperata ricerca di realizzazione. Vogliamo di più, ma siamo troppo stanchi per chiederlo. Siamo stufi di dove siamo, ma siamo troppo spaventati per ricominciare. Abbiamo bisogno di rischiare, ma abbiamo paura di guardare crollare tutto ciò che ci circonda. Dopo tutto, non siamo sicuri di quante volte saremo in grado di ricominciare da capo.
Ma è proprio in questi momenti che non bisogna mollare, ma neanche pretendere, di ottenere subito dei risultati. Perché questo è il fallimento più grande che ci fa perseverare in questo senso di cronica stanchezza: l'insoddisfazione da mancata realizzazione immediata.
Tutti noi ci scoraggiamo. Ma dobbiamo lavorare su questi sentimenti. Solo perché sei logoro e insoddisfatto della vita che stai vivendo non significa che non stai facendo un cambiamento. Ogni persona che abbia mai ammirato ha avuto momenti in cui si è sentita sconfitta nel perseguimento dei suoi sogni. Ma questo non le ha impedito di raggiungerli. Alcune cose nella vita accadono in silenzio accadono lentamente accadono a causa delle piccole scelte attente che facciamo tutti i giorni, che ci trasformano in versioni migliori di noi stessi. Dobbiamo lasciarci il tempo che quelle alterazioni accadano. Per vederle evolvere quando sei stanco, vai piano. Vai adagio procedi timidamente ma non fermarti. Sei stanco perché stai facendo un cambiamento. Sei stanco perché stai crescendo. E un giorno quella crescita cederà il passo al rinnovamento di cui hai bisogno".
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« immagine » Arriva un momento nella vita di ognuno in cui ci si sente stanchi. Stanchi di darsi, di combattere, di provare, a volte semplicemente di procedere. Un momento in cui, feriti, delusi, affaticati, non abbiamo né forza né coraggio per dare una sterzata alla vita. Affannarsi per trovare ...
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***Se potessi restare ...***

12 giugno 2020 ore 13:32 segnala

Se potessi restare un po' con te,
non avrei più bisogno del mio cuore
vivrei con i battiti del tuo,
un cuore non serve quando
manca il respiro che nutre i suoi rintocchi.
Se potessi stare per sempre con te,
ti regalerei il mio essere,
la mia vita,
perché un uomo che ti ama
non esiste lontano dall'incanto di te.
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« immagine » Se potessi restare un po' con te, non avrei più bisogno del mio cuore vivrei con i battiti del tuo, un cuore non serve quando manca il respiro che nutre i suoi rintocchi. Se potessi stare per sempre con te, ti regalerei il mio essere, la mia vita, perché un uomo che ti ama non esiste ...
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***Tristezza per favore vai via...***

26 maggio 2020 ore 13:54 segnala





"La felicità è diventata un dovere, la tristezza è invece una colpa. Chi è infelice è dunque costretto a giustificarsi, a cercarsi degli alibi"
“Tristezza per favore vai via…” così si cantava in un celebre brano musicale degli anni ’60, e non è un caso: nella società moderna la tristezza è diventato uno stato d'animo da evitare. In tutti i modi possibili.
Spesso dunque chi prova quest’emozione la nasconde poiché si sente in colpa e non conforme allo stereotipo comune che ci impone di essere felici. Nella nostra società tutto sembra essere a portata di mano, anche la felicità è a nostra disposizione, l’unica cosa da fare è afferrarla.
Visto questo punto di partenza è facile comprendere come possa esistere una scarsa tolleranza alla tristezza. E allora quando siamo tristi spesso ci nascondiamo, perché ci sentiamo “fuori posto”.
La tristezza è un'emozione contraria alla gioia e alla felicità ma del tutto naturale: essa può essere provata durante la vita di tutti i giorni, oppure a causa di un evento particolarmente drammatico, come una perdita o un lutto.
La tristezza, da sempre dipinta come un’emozione spiacevole di cui liberarsi, è invece parte della condizione umana ed è funzionale per godere della felicità e per un corretto sviluppo emotivo.
Ognuno di noi sa come nei momenti di difficoltà o di tristezza, la percezione del mondo è diversa e talvolta più profonda. Non è un caso, infatti, che gli artisti esprimono il meglio della loro produzione proprio nei momenti di maggiore difficoltà più che in quelli di felicità.
Anche se può sembrarci strano attraversare momenti di tristezza può renderci più in grado di affrontare la sofferenza e quindi di non arretrare di fronte alla sfide della vita, ci rende più coraggiosi, aumenta la nostra creatività
La tristezza dunque conduce ad una più profonda introspezione funzionale a guardarsi dentro e fare il punto su di sé, per poi andare avanti.
La tristezza, sentimento normale è dunque una emozione normale che può anche arricchire la vita.
La tristezza ci insegna ad apprezzare la felicità e a fare maggiore chiarezza sulla nostra vita. Le variazioni dell’umore, se motivate dagli eventi, sono sintomo proprio di una buona salute psicologica.
La tristezza percepita è dunque una risorsa importante per arricchire la propria vita emotiva che dobbiamo imparare a gestire. Impariamo a fermarci e ad entrare in contatto con la nostra tristezza
Permettiamo a noi stessi di essere tristi: impariamo a non voler scacciare immediatamente questo sentimento - anche perché sarebbe impossibile – cerchiamo piuttosto di riflettere sul perché stiamo provando questa specifica emozione. Chiediamoci cosa sta accadendo nella nostra vita , cosa è accaduto, cosa vorremmo che accada; ogni emozione ha un suo significato sta a noi interpretarlo.
Impariamo a non vergognarci di manifestare la nostra tristezza. Reprimere questo stato emotivo comporta solo disagio, rabbia, frustrazione e non fa altro che alimentare il nostro malessere....
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« immagine » "La felicità è diventata un dovere, la tristezza è invece una colpa. Chi è infelice è dunque costretto a giustificarsi, a cercarsi degli alibi" “Tristezza per favore vai via…” così si cantava in un celebre brano musicale degli anni ’60, e non è un caso: nella società moderna la tr...
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***Amore è non chiedere ma donare***

23 maggio 2020 ore 11:15 segnala


La nostra è una società anaffettiva e priva di sentimenti che spingono all'amore, al rispetto e alla fiducia verso gli altri.
C'è sempre poi "l'imposizione" sbagliata secondo cui se non abbiamo una relazione con qualcuno e se non siamo al centro dell'attenzione non siamo nessuno... ma è poi così?
Io credo che prima dobbiamo amare noi stessi, e una volta ottenuta la consapevolezza che noi esistiamo perché meritiamo di esistere e che valiamo a prescindere dal resto del mondo, allora possiamo dare il nostro amore sicuri che in qualche modo (anche inatteso) esso tornerà di nuovo a noi.
La mancanza d'amore porta alla morte interiore e dell'anima della persona che agli occhi degli altri è trasparente come il vetro. L'isolamento, l'indifferenza verso il prossimo sono la piaga della nostra società, si ama e si è riamati solo se c'è una contropartita, non siamo più capaci di amare senza secondi fini, non siamo più capaci di accogliere l'altro senza egoismo, non siamo più capaci di dare e di darci senza aspettarci nulla in cambio.
Amore è non chiedere mai nulla, e non aver mai nulla da perdonare. Roba spaziale, per chi riesce davvero.
L’amore è un "alimento" indispensabile da quando siamo nella pancia della mamma fino all’ultimo nostro respiro.
Più non ricevi amore, più non sai darne.
Non si muore per mancanza di amore, ma per mancanza di amore si passa una vita insignificante, vuota e piena di inutile e sterile dolore.
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« immagine » La nostra è una società anaffettiva e priva di sentimenti che spingono all'amore, al rispetto e alla fiducia verso gli altri. C'è sempre poi "l'imposizione" sbagliata secondo cui se non abbiamo una relazione con qualcuno e se non siamo al centro dell'attenzione non siamo nessuno... m...
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*** Il mio grande Amore*** *AUGURI Mamma*

10 maggio 2020 ore 05:31 segnala


Infinita tristezza nel cuore,
il vuoto di chi vorresti al tuo fianco e invece è solo una stella che brilla nel cielo.
Mamma, sarai sempre nel mio cuore … perché lì sei ancora viva.
Ho perso il piacere della tua compagnia, la gratuità del tuo affetto, la serenità dei tuoi giudizi, ho perso la tua quiete e la tua comprensione
ho perso la magia di un tuo abbraccio per consolare il mio cuore e assaporare attimi di infinito amore.
Ho perso quel poco di amore che c’era ancora al mondo.
Grazie per avermi amato e cresciuto, grazie per i valori che mi hai trasmesso.
Se le lacrime potessero costruire una scala
vorrei camminare fino al cielo e riportarti a casa.
Mi hai insegnato tante cose, tranne come vivere senza di te…
Çom’è difficile non chiamare più mamma, girarmi in casa non vederti e sentire la tua voce
Ti ho implorata di non lasciarmi, di aprire gli occhi
Ti ho abbracciata e una parte del mio cuore è morto con te.
Resterai sempre il mio grande amore.
Amarti come prima e più di prima. Fino a quando non ci rivedremo.
Tanti auguri, mamma.
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« immagine » Infinita tristezza nel cuore, il vuoto di chi vorresti al tuo fianco e invece è solo una stella che brilla nel cielo. Mamma, sarai sempre nel mio cuore … perché lì sei ancora viva. Ho perso il piacere della tua compagnia, la gratuità del tuo affetto, la serenità dei tuoi giudizi, ho ...
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***NEMICO SENZA SCRUPOLI***

16 marzo 2020 ore 02:52 segnala


Nemico senza scrupoli
vaghi per il mondo.
Togli il respiro
e dai affanno.
Pur sapendoci senza armi
ci hai dichiarato guerra.
Spargi dolore
paura e pianto
ma stanne certo
non ci arrenderemo.
Con tanti angeli
e buon senso
sarai sconfitto.
Tornerà l'abbraccio
la salute
Il lavoro
la serenità ed il canto.
Tra poco sarà primavera
ma tu sarai già morto.
Tutti insieme,
come gemme al sole,
torneremo a fiorire
più forti e rigogliosi
nei giardini della vita.


Gabriella Cesca
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« immagine » Nemico senza scrupoli vaghi per il mondo. Togli il respiro e dai affanno. Pur sapendoci senza armi ci hai dichiarato guerra. Spargi dolore paura e pianto ma stanne certo non ci arrenderemo. Con tanti angeli e buon senso sarai sconfitto. Tornerà l'abbraccio la salute Il lavoro la sere...
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LA MASCHERA MA QUALE QUELLA TEATRALE O QUELLA DI CARNEVALE?

17 febbraio 2020 ore 13:44 segnala




Oggi prendo spunto da un piccolo saggio scritto da Andrea Bidin che parla di maschere, tutti abbiamo un nome che dalla nascita ci identifica purtroppo non univocamente, viviamo una vita che dovrebbe essere diversa, o meglio, potrebbe esser diversa da quelle dei nostri simili, eppure spesso questo non rispecchia la realtà dei fatti. Tutto ciò che ci circonda tende inevitabilmente ad accomunarci, a renderci simili, ad uniformarci per ciò che facciamo, indossiamo, possediamo, togliendoci quasi ogni possibilità di mettere in mostra le nostre reali qualità. In questo mare di mediocrità ed uguaglianza abbiamo praticamente solo noi stessi per distinguerci, il nostro pensiero, il nostro carattere, il nostro modo di ragionare ed affrontare la vita: per quanto poco possa sembrare questo sarebbe sufficiente per renderci unici al mondo, almeno in qualche sfumatura interiore. Eppure anche questo non vien fatto, tant'è vero che guardandomi intorno vedo solo un'enormità di maschere, appariscenti, sbruffone, intelligenti, perspicaci, loquaci... caratteristiche, interessanti, affascinanti, ammalianti, maschere di qualità. Ma cosa e' questa maschera? Una maschera è un modo di apparire, è un io costruito non secondo ciò che siamo ma secondo ciò che gli altri vogliono vedere e che noi,......per sicurezza personale, per apparire, per farci ben volere, cerchiamo di assecondare, avvicinare, raggiungere. Ma si tratta pur sempre di un io costruito a tavolino, studiato, non rappresentante veritiero di noi stessi, non sempre almeno. Traendo spunto da tutto ciò, aggiungo che a mio modo di vedere la maggior parte di noi ha una propria maschera, al giorno d'oggi, a compiacere chi ci circonda nemmeno troppo velato tentativo di distinguersi per meriti che probabilmente neanche ci appartengono.Questo aspetto è forse il più triste da constatare perché, diciamolo chiaramente, finché non te ne accorgi vivi bene, probabilmente tu stesso uniformandoti a ciò che gli altri desiderano da te hai una vita apparentemente tranquilla e soddisfacente, ma se e quando dovessi mai accorgerti di avere addosso una maschera che non ti appartiene, che non ti rappresenta e dunque non ti realizza veramente, allora vedrai veramente il buio. Rendersi conto da un momento all'altro (come sempre più spesso ......accade col passare degli anni e delle esperienze) di essere circondati da persone che non sono realmente loro, e peggio ancora comprendere di esser noi stessi i primi a fingere, è quanto di più deprimente si possa vivere, una sensazione di disagio e di non appartenenza all'ambiente che ci circonda che ti farà sprofondare negli abissi più cupi ed angusti che la mente umana sia in grado di generare. Alle volte si pensa di dover fare chissà cosa per sentirsi cosi sereni con noi stessi, e non ci rendiamo conto di quanto poco ci voglia... basterebbe aprire gli occhi, accettare l'idea di appartenere ad una società che il più delle volte non ci rispecchia, e perseguire quelli che sono i nostri veri ideali, le nostre vere convinzioni, i nostri veri sogni.Ed allora, trattandosi di commedia umana quella che tutti i giorni viviamo, sarebbe così insensato parlar di maschera teatrale? Una maschera sfruttata per quella vita considerata uno spettacolo nel quale è molto più importante apparire che essere, fingere che esser se stessi, vivere nella finzione ed evitare i problemi piuttosto che vivere nella realtà ed affrontarli? Non riuscite a comprendere tutto questo? Non posso certo farvene una colpa. Fate così: Indossate pure la maschera adatta, un nuovo spettacolo stà per cominciare.
Beh debbo dire che mi e' piaciuto tantissimo questo saggio, e di certo non si sbaglia affatto, perche' alla fine quando dice sempre di essere se stessi, e' vero non serve indossare maschere e mascherine per capire chi siamo, anche perche' quando poi ci si accorge di cio' che succede oltre che cascarci ci rimani proprio molto male, e allora mi chiedo sempre a cosa serve? Di maschera nella vita odierna ne troviamo tantissime , ma il fatto di apparire per cio' che non siamo e' impossibile, meglio a questo punto farci vedere sopratutto nei nostri difetti che nei nostri pregi , e invece si fa sempre il contrario poi alla fine esce fuori il vero carattere della persona. Per esempio anche in questo mondo virtuale mi sono accorto delle tante maschere che si indossano, sicuramnete mi direte non devi contarlo questo mondo? Questo mondo non fa' notizia ed io vi rispondo perche'? Cosa ci sta di tanto diverso? Forse perche abbiamo la maschera del monitor che ci permette di coprire tutto'? No mi spiace per me ci sono persone siamo tutti delle persone per cui non ci sta nessuna differenza, pero' qui mi rendo conto come anche nella vita reale che a volte le maschere della falsita' e dell'ipocirisa abbondano e di brutto, ma che senso ha? Se io ho qualcosa con qualcuno preferisco che si dica chiaro e tondo in faccia, quanto meno preferisco una bella pugnalata diretta o una discussione che una sparlata alle spalle, quelle le ho sempre odiate, e poi credetemi non serve, gente che si copre e quindi che indossa una maschera quella della cattiveria e che crede di colpire cosi' con faciliita', sono cose di una cattiveria inaudita , vorrei proprio capirne il motivo. Mettiamo da parte tutto cio' deponete l'ascia della invidia e cattiveria e divertiamoci la vita e' bella anche senza indossare nessuna maschera.
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***AVERE CORAGGIO!!!***

08 gennaio 2020 ore 14:36 segnala




Abbiamo dentro di noi una grande forza, solo che molto spesso non ce ne rendiamo nemmeno conto. Spesso siamo abituati a sottovalutarci, a prendere per partito preso certi aspetti del nostro carattere, ad essere diffidenti sulla possibilità di poterli cambiare. Eppure basta solo credere di più in noi stessi ed affidarci alla nostra parte spirituale per poter fare anche piccoli mutamenti. Roma in fondo, non fu fatta in un sol giorno. Così noi possiamo concederci del tempo per ottenere dei risultati, senza essere troppo esigenti con noi stessi. Come coltivare dunque la nostra forza? Ho letto da qualche parte che dobbiamo imparare a disimparare (non è un gioco di parole) ciò che abbiamo imparato. Questo suggerimento mi sembra importante. E’ come se dovessimo resettare il cervello per ripartire da zero. Finché la nostra mente sarà carica di pensieri che ci bloccano (ad esempio:"Non ce la posso fare!", "Sono fatto così!", "E’il mio carattere, non posso cambiare!") sarà difficile ottenere dei risultati ed agire per il nostro benessere. Bisogna imparare a pensare in modo diverso, più positivo (del tipo: "Ce la faccio!", "Posso essere diverso, se lo voglio!") ed a pensare di compiere qualcosa di bello per noi. E se cominciassimo ad ammirarci e ad apprezzarci di più? Spesso siamo capaci di ammirare le capacità altrui poi quando si parla delle nostre siamo abituati a denigrarci o sottovalutarci. Perché?
Sarebbe un bel cambio di prospettiva, potremmo finalmente imparare ad agire nella consapevolezza di essere una persona che vale, una persona che per il solo fatto di essere qui merita di esistere, una persona che ha dei valori, una persona che ha coraggio, il coraggio di cambiare.
Secondo me esiste, tuttavia, anche una seconda considerazione che si può fare: se abbiamo un determinato carattere forse non è un caso. Allora potremmo cercare di capire come rendere fruttuoso per noi e chi ci sta attorno, quella determinata peculiarità, senza farci violenza snaturandoci ad ogni costo. Le strade mi sembrano molteplici. L'importante è trovare quella simbiosi con la nostra parte spirituale che considero fondamentale. Il resto poi sarà meno complicato.
La vita è tutto un cantiere... è un'opportunità che ci è stata data, non scordiamocelo e vediamo di farne tesoro!!!
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« immagine » Abbiamo dentro di noi una grande forza, solo che molto spesso non ce ne rendiamo nemmeno conto. Spesso siamo abituati a sottovalutarci, a prendere per partito preso certi aspetti del nostro carattere, ad essere diffidenti sulla possibilità di poterli cambiare. Eppure basta solo cre...
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***IL VALORE DELLA VITA***

05 gennaio 2020 ore 18:01 segnala




Il valore della tua vita non sta in ciò che sai,
ma in ciò che riesci ad amare di ciò che sai;
puoi conoscere tante cose, ma se non riesci ad
amarle, il tuo sapere non vale nulla, e la tua vita
non vale nulla.
Il valore della tua vita non sta in ciò che
hai, ma in ciò che sei;
perché in realtà nessuno ha niente.
L’unica cosa che si può avere è…se stessi,
se hai te stesso hai tutto il mondo,
e la tua vita vale più del mondo.
Il valore della tua vita non sta in ciò che
pensi, ma in ciò che fai;
puoi pensare tutto il bene del mondo,
ma se non ti adoperi per farne almeno un po’,
è come se pensassi il male,
e la tua vita non vale nulla.
Il valore della tua vita si misurerà quando
starai per perderla.
Se lascerai il mondo un pochino migliore
di come lo hai trovato… allora sarà grande.
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« immagine » Il valore della tua vita non sta in ciò che sai, ma in ciò che riesci ad amare di ciò che sai; puoi conoscere tante cose, ma se non riesci ad amarle, il tuo sapere non vale nulla, e la tua vita non vale nulla. Il valore della tua vita non sta in ciò che hai, ma in ciò che sei; perc...
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