ABACADA

29 maggio 2011 ore 18:01 segnala


Giunta è la notte
luna e stelle
nel cielo vestito in blù
di magiche atmosfere.
In quel momento unico
fra la veglia e il sonno
filtrano fra le persiane
raggi di speranza.
Tutto è possibile,
tutto si rappresenta.
Ecco, è questa l'ora
di riposar le membra stanche
ci introducono al sogno
magiche presenze:
foletti e fate, orchi oppure lupi
vengano avanti,
c'è posto per ognuno.
Entità misteriose
popolano i pensieri,
e fra le ciglia socchiuse
depongono sogni
di quello che era ieri
e di un domani, diverso.
Fra bane e male siamo combattuti,
l'aba attendiamo
resettando il tempo.
Un nuovo giorno ancora
a noi si ripresenta
da vivere, intensamente.


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VITA

25 maggio 2011 ore 22:13 segnala


Gocce di pioggia, raggi di sole
grandi misteri, segreti
custodi dell'oceano profondo
e del mondo...
Se una goccia col sole s'incontra
La terra feconda e pulsa la vita.
Respiri, fremiti d'ali
colori, profumo di fiori.
Un bianco vestito da sposa
Una mano che stringi
Il sorriso dei bimbi
Vita, che sempre rinnova sé stessa.
L'avventura più bella
totale, avvolgente
Ci abbraccia, ci lascia, ci prende.
Vita
da vivere adesso, volando leggeri
ché lo spazio dei sogni è infinito,
lasciando i pensieri di ciò che era ieri
e raccogliere grati frammenti di sole.

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Gocce di pioggia, raggi di sole grandi misteri, segreti custodi dell'oceano profondo e del mondo... Se una goccia col sole s'incontra La terra feconda e pulsa la vita. Respiri, fremiti d'ali colori, ...
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Non voglio uscire

17 maggio 2011 ore 21:27 segnala

Gli occhi socchiusi
In penombra,
silenzio d’ intorno,
mondo ovattato fuori
e grigio, in questo giorno.
Scorrono nella mente
fotogrammi di vita,
immagini danzano,
nitide o sfuocate
si soffermano
a ferirmi il cuore.
Eco di tempi lieti, andati,
ormai lontani.
Nostalgie indugiano…
Le sento, fanno male
ma non le caccio via.
Lenti trascorrono minuti
e ore
malinconia sovrana dentro al cuore
Ombre lunghe nella stanza
Mi sembrano gendarmi
Venuti qui
A sgridarmi
per il mio torpore…
Ma io non voglio uscire
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I tesori di mia madre

07 maggio 2011 ore 13:51 segnala


Ora ti guardo con occhi diversi.
Non più soltanto con gli occhi di una figlia.
Sono a mia volta madre,
sento nel cuor le pene
e la trepidazione
che tu provasti e provi
per chi vuoi tutto il bene.
Essere madre, gioia e mistero
È cura, amore vero .
Per te una vita ingrata ha riservato il cielo.
Ma generoso è stato con il grembo tuo:
tesori accolti come doni preziosi,
uniche tue ricchezze,
venuti in questo mondo
a cercare uno spazio degno d’essere preso.
Tesori che hai amato
e hai dovuto lasciare verso il loro destino,
con una stretta al cuore
ne hai seguito il cammino
guardando da lontano
E l’amore di madre
li ha lasciati volare.
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« video » Ora ti guardo con occhi diversi. Non più soltanto con gli occhi di una figlia. Sono a mia volta madre, sento nel cuor le pene e la trepidazione che tu provasti e provi per chi vuoi tutto il bene. Essere madre, gioia e mistero È cura, amore vero . Per te una vita ingrata ha riservato il...
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Del tempo...

28 aprile 2011 ore 22:16 segnala



Del tempo che abbaglia
Che piange, che ride
Che uccide
Che ammalia
Si beffa di noi
E del nostro sentire.
Questo tempo che va
E non ritorna
Questo tempo di vita
Che scorre e ne sgrana gli istanti
Del tempo passato
Di quello perduto
Del tempo sfuggito
Di quello trovato
Di questo tempo che ci cambia
Ci annoia, ci ingoia…
Complice del destino
Promette, decide, delude
Questo tempo
Che impazza, sconquassa.
E noi
A cercare altro tempo
Quando più non c’è tempo…
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Perchè lacerazioni

19 aprile 2011 ore 18:41 segnala

Riporto la nota scritta da un amico pittore e poeta perché la ritengo molto vera e la regalo come riflessione a chi vorrà leggerla...


PERCHÉ LACERAZIONI

Non c'è persona al mondo, nessuno, che non abbia sulla propria pelle o in fondo all'anima, la sua cicatrice; almeno una volta, nella vita, egli si sarà sentito disprezzato da qualche impostore, o da un amico caro, o dai propri familiari, o anche da se stesso.
Siamo tutti depositari di "cicatrici" che hanno segnato il nostro essere, in modo più o meno doloroso, ed esse riemergono puntualmente dal fondo del nostro inconscio, ed esse lasciano in noi un senso d'inquietudine o di pacata partecipazione.
Sono "ferite" dolenti perché intime, nascoste, che in certi casi hanno segnato per sempre il nostro esistere, e puntuali ritornano alla memoria, più di ogni altro ricordo, anche il più splendido.
Sono i nostri guasti emotivi che, alle volte, cerchiamo di nascondere e, altre volte, cerchiamo di portare in superficie per esaltare il nostro successo, di contro, per motivare le nostre sconfitte: infatti, nei momenti in cui cerchiamo commiserazione, ne parliamo volentieri; se siamo in vena di auto ironia, diventano oggetto delle nostre frecciate. A dispetto del pragmatismo che distrugge la sensibilità, sacrifica il puro sentimento, nel nostro essere esiste una sorta di nicchia in cui amiamo ritirarci in silenzio e ci abbandoniamo alle nostre meditazioni: allora la mente vaga in un mare di pace interiore, si rifugia nell'immensità di silenzi sconfinati, libera dal giogo perverso dei comportamenti interessati, che altro non sono che crudeli forme di violenza, troppo spesso rivolta contro noi stessi.
Dunque, è normale che noi siamo parte integrante delle nostre "ferite", che noi le consideriamo spesso un limite del nostro vissuto; invece, dovrebbero essere fonte di attimi di lirismo, di sofferta poesia, pura, scarna, ma non meno bella, non meno importante di un prato fiorito, di un albero rigoglioso, di qualsivoglia spettacolo della natura.
Pietro Lisandrini
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Anime amanti

16 aprile 2011 ore 17:38 segnala


Tremavano le nostre mani strette
Ci guardammo l’un l’altra
intensamente
Nello specchio dei nostri occhi lucidi
Di emozione
C’era
l’immagine dei nostri volti riflessa
Nitida
L’abbraccio fu scoperta
Di un calore nuovo
Ci accorgemmo nel silenzio
Di comprenderci
Fummo una sola cosa
Fatta di noi
Dei nostri corpi
E ancor più delle anime nostre
Che tendevano verso l’infinito
Fu quello il momento
L’ istante unico e prezioso
In cui fummo certi di amarci
Più della stessa vita
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« IMMAGINE: http://www.windoweb.it/desktop_temi/foto_fiori/foto_fiori_1061.jpg » Tremavano le nostre mani strette Ci guardammo l’un l’altra intensamente Nello specchio dei nostri occhi lucidi Di emoz...
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Il poeta dell'amore

09 aprile 2011 ore 10:18 segnala
Il poeta dell'amore
innamorato scrive
per la sua amata eccelse rime.
Sa comporre sublimi le armonie
fatte coi battiti del cuore,
con l'eco dei ricordi e di dolci pensieri.
Intensamente egli ama
e vede di lei il volto
riflesso nella luce dei colori,
nell'acqua del mare, nel cielo,
perfetto.
Raccoglie i suoi respiri
dal profumo dei fiori,
nel vento,
nell'alba e nel tramonto.
Cattura i suoi sorrisi fra le stelle
se li porta al cuore
poi li trasforma
in liriche d'amore.
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« VIDEO: Vu-Q4jWm6P4 » Il poeta dell'amore innamorato scrive per la sua amata eccelse rime. Sa comporre sublimi le armonie fatte coi battiti del cuore, con l'eco dei ricordi e di dolci pensieri. Inte...
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Illusione

26 marzo 2011 ore 21:40 segnala
Lascia tracce di tristezza
l’illusione nutrita, cullata
e poi svanita.
Ore trascorse a sognare
a contare minuti
e sbriciolare polvere di stelle
sul sentiero
di un lieto momento tanto atteso
inutilmente
Se ne va via la luce dagli occhi
che già brillavano
cessa il batticuore,
cessano quei sospiri fatti di brezza
che cedono il cielo a fredda tramontana
I pensieri felici
stesi come nastri sgargianti di raso
su prati di velluto si riavvolgono
nel gomitolo della vita.
Scie luminose di gioia
si dissolvono.
Troppi pensieri affollano la mente.
E’ la ragione che vuole il suo perché
per dire al cuore ciò che udir non vuole.
E si fa sera
Un’altra come tante sere.
Premendo forte il capo sul cuscino
spunta una lacrima dagli occhi disillusi,
il cuore ascolta la sua infelicità
ma poi ancora spera…
Perché illusione è vita…


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Lascia tracce di tristezza l’illusione nutrita, cullata e poi svanita. Ore trascorse a sognare a contare minuti e sbriciolare polvere di stelle sul sentiero di un lieto momento tanto atteso...
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Bolle di sapone

20 marzo 2011 ore 18:24 segnala


La mano più grande stringe
con amor la sua piccina
che dentro lei si perde.
Lì sulla spiaggia passeggiando insieme
al sorgere del sole una mattina.
-Nonno, nonnina che bello, siamo al mare!-
S’intenerisce il cuore
d’amor già colmo per quella creatura
che nuove gioie arreca a chi di lei si prende cura
-Nonno, nonnina, adesso andiamo al sole-
e nulla riscalda il cuore
più della voce argentina del bimbo di tuo figlio.
-Nonno, nonnina dai facciamo le bolle di sapone?-
Son belle, delicate leggere
turbinando nell’aria con riflessi e colori,
E
mentre soffi, nonno, nonna
osservi quelle leggiadre sfere
che s’infrangono in volo
e pensi:
sono come la vita,
promesse, svaniscono così
in un sol momento
come bolle di sapone evanescenti nel vento.
Ma non ti rattristare,
il bambino con te, parte è di te
è una promessa fatta dalla vita
che per te in pieno oggi s'è realizzata.
Trattieni quella lacrima che arriva
che ti porta con sé la commozione:
-nonno, nonnina facciamo insieme
le bolle insieme? -
Le bolle di sapone!
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« VIDEO: 749GHyYOq-8 » La mano più grande stringe con amor la sua piccina che dentro lei si perde. Lì sulla spiaggia passeggiando insieme al sorgere del sole una mattina. -Nonno, nonnina che bello, s...
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