*** Caro "Immutabile" ***

17 ottobre 2021 ore 15:27 segnala


E’ da un po’ che non condivido qui i miei pensieri e mi scuso con chi mi conosce ma, come spesso accade, ci sono momenti della nostra vita in cui non abbiamo molta voglia di parlare, in cui lasci che tutto e tutti ti girino intorno senza permettere di scalfire quella maledetta bolla di isolamento/apatia che ci costruiamo addosso.


Ma oggi e’ diverso ed eccomi qui a riflettere sull’ ”immutabile”
Definizione di cio’ che non muta, che non puo’ essere mutato. Un aggettivo come tanti che oggi leggendolo mi porta ad alcune riflessioni.




Quando parliamo di qualcosa di bello come l’amore, gli affetti, sapere che sono immutabili ci trasmette un senso di tranquilita’ e serenita’. Indubbiamente bello pensare ad un amore eterno senza fine, a qualcosa di intenso e bello che stiamo vivendo che vorresti non finisse mai, alla vita in generale che spesso vorresti vivere all’infinito… ma incombe inesorabile il “cambiamento”.

Immutabile Vs Cambiamento

Il cambiamento lo viviamo quotidianamente, cambia lo stato d’animo, cambia la situazione attorno a noi, cambia la visione delle cose, cambiano le persone e …. cambiamo anche noi.
Certo la nostra personalita’ conserva nel tempo alcuni elementi di identita’ e continuita’ che ci contraddistinguono ma non e’ immutabile e si evolve lungo l’arco della vita.




I nostri desideri, i nostri sogni, i nostri progetti = SI cambiano
Possiamo modificarli e trasformali e decidere con le nostre azioni il presunto cambiamento.
I nostri ricordi, i nostri amori, l’esperienze vissute = NO cambiano
Possono affievolirsi nel tempo, possono perdere intensita’ ma sono immutabili perche’ gia’ vissuti.
Il passato quindi e’ immutabile/ il presente e il futuro e’ mutabile.




Per quanto mi riguarda la necessita’ di cambiamento e’ motivata dalla voglia di migliorare una situazione che incontriamo sul nostro cammino e che ci crea disagio Finche’ tutto e’ bello e piacevole non scatta la necessita’ di cambiarlo e godiamo del momento.
Molto spesso cambia quello che vorremmo fosse diverso ma anche quello che invece vorremmo che rimanesse uguale. Avviene con o senza il nostro consenso e il nostro agire e quando accade ci sentiamo impotenti.




Sara’ capitato anche a voi di provare quella sensazione di delusione quando provi a cambiare delle brutte situazioni che ci capitano ma immancabilmente si ripresentano invece immutate, uguali e ripetitive.
Come in ogni cosa il fattore X (l’incognita) c’e’ sempre. Molti lo chiamano “destino” che ci lascia la scelta di cambiamento solo su cose futili o di poca importanza. Su questioni vitali invece non ci da’ spazio e decide lui per noi. Come le malattie e la morte sono eventi immutabili e non possiamo scegliere di cambiare l’evento.
Io credo che il destino non esiste all’inizio della nostra vita, poi si verificano fatti e circostanze, scelte, botte di culo, sfighe, imprevisti, probabilita’ che ad un certo punto il nostro destino prende forma ma rimane comunque mutabile.




Esiste allora qualcosa di “Immutabile”?
Sto cercando in natura cosa possa essere immutabile …ma niente e’ immutabile e tutto si evolve, una montagna, un ghiacciaio, il mare subiscono tutti un cambiamento nel corso del tempo

Mio caro Immutabile... trasmetterai pure benessere e stabilita’ ma vuoi mettere emozionarsi per vedere una pianta crescere, plasmare un qualsiasi materiale per farne una creazione personale, innamorarsi di nuovo e ancora e ancora, godere dell’attimo fuggente perche’ sai benissimo che e’ unico e irripetibile.



QUINDI PER NON ANNOIARSI MAI
LEAVE THE DOOR OPEN TO CHANGE - LASCIA LA PORTA APERTA AL CAMBIAMENTO

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***La Bellezza delle Azioni Impulsive***

21 giugno 2021 ore 13:22 segnala


Anche voi trovate insolito leggere questa definizione?
In una scena del film Tangled (Giovani assassini nati), un thriller inglese del 2001, la protagonista accenna alla "bellezza delle azioni impulsive".

Pensai...che strano associare il termine bello a qualcosa che il mio cervello invece colloca, a priori, a tutto cio' che e' fuori controllo, a cio' che e' irrazionale e negativo pertanto l'opposto della definizione "bellezza"!

Non saprei se questa associazione mentale sia dovuta dal mio essere perlopiu' razionale, dall'educazione moderata avuta da una madre che faceva l'insegnante o semplicemente perche' ci hanno educato che il nero e' cattivo ... invece il bianco e' buono, che il razionale e' saggio ...invece l'impulsivo e' sconsiderato e inaffidabile.

Allora perche' parlano di bellezza delle azioni impulsive?





La mia curiosita' mi solletica e come sempre nascono riflessioni e pensieri che voglio condividere con voi :
L'impulsivita' e' il comportamento che ci fa agire d'istinto senza pensare troppo alle conseguenze.
Ma pensandoci bene non sempre rappresenta rabbia, ira o l’agire senza pensare ai rischi perche’
chi agisce d'istinto e' semplicemente spontaneo quindi e' un errore dare per scontato l'associazione impulsivita' = aggressivita'




Quando abbiamo quella voglia irrefrenabile di fare qualcosa
ed e' un impulso sano...perche' reprimerlo?

Le persone impulsive spesso sono piu' creative rispetto ad altre, veloci nelle decisioni, adottano comportamenti alternativi e si adattano ai cambiamenti
...in poche parole seguono l'istinto.

L'istinto di sopravvivenza ci fa mettere al riparo di fronte ad un pericolo o ci fa scappare se veniamo rinchiusi contro la nostra volonta'.
L'istinto materno...genera il senso di protezione che e' insito ad ogni madre (umana o animale che sia)
L'istinto in amore non ti fa pianificare un bacio.....lo baci e basta
!

Quindi se lo riconosci come un sano impulso...direi proprio di non reprimerlo!






Riflettere sull'istinto mi fa pensare a cio' che lo innesca, a quelle circostanze puramente inaspettate che ci possono accadere
e che ci portano quindi ad essere istintivi.

L'imprevisto che ci fa cambiare un programma fatto o una abitudine quotidiana spesso ci disorienta e
non tutti e non sempre riescono a gestirlo in modo positivo.

Eppure sara' capitato anche a voi di ricordare con emozione quelle vacanze non programmate vissute all'avventura, oppure quelle serate organizzate all'ultimo minuto tra amici che senza essere pianificate si sono trasformate in qualcosa di positivo.




Se tutto fosse gia' scritto e pianificato ci toglierebbe quell' emozione intensa che proviamo quando qualcosa ci prende di sorpresa.

Quando succede ci troviamo impreparati e non pronti a "gestire" una situazione nuova ma nonostante tutto viviamo emozioni di forte intensita' .

Certo sarebbe bello se la vita ci regalasse solo emozioni di gioia ma sappiamo benissimo che rientrano nelle emozioni anche l'ansia e la paura.

Comunque emozionarsi, a prescindere da cio' che la scatena, e' assolutamente vero e spontaneo e lo apprezzo molto.




Ora la definizione "la bellezza delle azioni impulsive" la trovo meno insolita!

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« immagine » Anche voi trovate insolito leggere questa definizione? In una scena del film Tangled (Giovani assassini nati), un thriller inglese del 2001, la protagonista accenna alla "bellezza delle azioni impulsive". Pensai...che strano associare il termine bello a qualcosa che il mio cervello ...
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*** Muri Invisibili ***

10 giugno 2021 ore 01:52 segnala


E’ da diverso tempo che non esterno i miei pensieri ne’ qui in questo spazio ne’ altrove e la causa non e’ poi cosi’ misteriosa per chi mi conosce.

Spesso mi isolo per motivi vari dati dal mio malessere fisico e/o psicologico e l’unico modo che conosco e’ quello di “ricaricarmi”
nel silenzio che mi creo intorno.

Dite che sono una asociale? Naaaa e’ solo che conosco bene le mie debolezze e questa e’ una di quelle che temo di piu’.

Confessare le proprie paure e debolezze per molti e’ sinonimo di poco carattere, di poca personalita’, di poca autostima e scoprire la propria vulnerabilita’ li rende inferiori ad altri; beh non sempre e’ cosi’.






E' cosi' importante apparire forti, determinati e perfetti?

Come gia’ detto in altri miei post non e’ la perfezione che mi attira ma bensi' l’opposto , tutto cio’ che e' imperfetto lo considero piu' interessante e decisamente piu reale e vero.

Ammettere i propri sbagli, piangere per una emozione, esternare i sentimenti sono ben piu’ di una apparente debolezza!




Tornando ai miei periodi insoliti di “ricarica” devo ammettere che piu’ questi periodi sono lunghi piu e’ alto il muro invisibile che mi costruisco intorno.

Spesso si leggono storie di questi muri invisibili che le persone ergono intorno a loro creandosi una zona comfort dove tutto e’ sotto controllo e nessun esterno puo’ interferire, facendone quindi un vero e proprio stile di vita... beh posso affermare che queste persone non vivono bene e aiutarli diventa difficile.

Questa accomodante solitudine e' spesso causata da delusioni della vita, che riguardi l'amore o l'amicizia o il lavoro e' irrilevante perche' tutte comunque fanno lo stesso tipo di danno.





Nel mio caso invece il muro invisibile mi isola dai suoni, dalle parole inutili, dalle persone opportuniste e da tutto cio’ che non e’ vitale.

In questi periodi di “batteria scarica” rimango nella penombra e si attiva la modalita’ stand-by.
non riesco a finire di leggere un libro da mesi (a differenza della mia media di lettura di 3/4 libri al mese)
non riesco a vivere un giorno senza dolori fisici e senza riempirmi di medicine
non riesco ad ascoltare le persone che si lamentano perche' il loro disagio poi diventa anche il mio
non riesco a provare quello stimolo di curiosita’ che ha sempre nutrito la mia creativita’
non trovo appagamento nell’ ascoltare musica
e per chi mi conosce sa quanto tutto questo sia vitale per me.

…piu’ lungo e’ il periodo…piu’ e’ alto il muro invisibile





Per alcuni questo “lasciare fuori dalla porta le persone” e’ considerato egoismo.

Ebbene lo hanno detto anche a me... Accusata di pensare solo a me stessa, egocentrica che non do' la possibilita' di starmi vicino.

La mia replica e' sempre la stessa
" non ci sono per nessuno, ho bisogno di me"





Cosa fare quindi? Bella domanda!

Non c’e’ la pozione magica da bere e voila’ tutto torna come prima.

Ma..

forse la persona giusta al momento giusto potrebbe accendere la luce annullando quindi la penombra che ci avvolge
forse la parola giusta detta dalla persona giusta potrebbe amplificare la ricarica e farti arrivare 100% in meno tempo
forse vedere/sentire qualcosa che stimola la curiosita’ a tal punto da svegliarti potrebbe svegliarti dal torpore e l’apatia
forse cambiando le abitudini, le persone che frequenti, i luoghi che conosci, potrebbero darti stimoli nuovi spezzando quindi la routine

... troppi forse, troppi ma....

o forse semplicemente hai raggiunto il pieno di ricarica che potrebbe riattivare autonomamente tutte le funzioni e disattivare finalmente il “risparmio energetico”




Beh mi viene da urlare: ehi tu che leggi potresti accendere la luce per favore :-)
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« immagine » E’ da diverso tempo che non esterno i miei pensieri ne’ qui in questo spazio ne’ altrove e la causa non e’ poi cosi’ misteriosa per chi mi conosce. Spesso mi isolo per motivi vari dati dal mio malessere fisico e/o psicologico e l’unico modo che conosco e’ quello di “ricaricarmi” n...
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*** Ah se i giovani sapessero...***

19 gennaio 2021 ore 12:34 segnala


Ah se i giovani sapessero e i vecchi potessero!
Piu' di una volta ho letto pensieri, riflessioni, divergenze sulla tematica vecchiaia/giovinezza e questa frase di Henri Estienne letta recentemente ha stimolato di nuovo in me la voglia di scrivere e condividere con voi, che mi leggete, il mio pensiero personale al riguardo.

I pregiudizi ci portano istintivamente a pensare che la vecchiaia e' l’eta’ dell’impotenza per non dire del rincoglionimento e la giovinezza quella dell’ignoranza e dell’inesperienza.

Per questo troviamo spesso qualche giovane che, per smentire a se stesso e agli altri questo stereotipo, esagera nel dimostrare invece di saperne di piu’ passando spesso per saccente. A sua volta troviamo spesso qualche anziano che, per apparire meno debole e fragile, esagera nel dare prova di potenza spingendosi oltre i limiti risultando spesso fuori luogo.





A che eta’ si e' giovane? E a che eta’ si diventa vecchio?

Bella domanda … e sorrido leggendo Wikipedia che definisce le soglie

fino a 10 anni=bambini
fino a 20 anni=adolescenti
fino ai 25 anni=giovani
oltre i 35 anni=adulti
dai 55 ai 64=tardo adulti
fino ai 75=giovani anziani
dai 76 ai 84=grandi anziani

Cavolo sono una “tarda adulta”!

Come direbbe qualcuno “Ma mi facciaa il piacereee”
…..tardo adulto sara’ lei Sig.Wiki!




Quando ero ragazza io, le persone che allora avevano la mia eta’ di adesso, in effetti erano proprio vecchiette, con il fisico decaduto
a causa del duro lavoro o dalla larga prole generata.

Oggi la famiglia media e’ composta da una media max di 2/3 figli e il lavoro svolto e’ decisamente meno pesante. Se a tutto questo aggiungiamo qualche ritocchino di chirurgia plastica e il progresso medico che ha allungato la nostra vita, otteniamo lo stereotipo di donna/uomo del 3 millennio!
Tutto tecnologico, tutto apparentemente perfetto, sempre giovane.

Ma questo “giovane” ha rispetto per le persone piu anziane?

Voglio essere ottimista e pensare che sia un “SI” anche se spesso ci viene detto “ tu nn capisci” “Cosa vuoi saperne te di..” “vabbe’ faccio io altrimenti facciamo notte”




I giovani hanno poco passato alle spalle, tanto futuro davanti e la forza fisica di percorrerlo ma non hanno esperienza e questo li porta spesso a fare errori; i vecchi, al contrario, hanno la saggezza del tempo passato e poco futuro davanti … quindi che fanno? Consigliano i giovani su come affrontare la vita …… peccato pero’ che i giovani non ascoltano reputando inadeguata la loro esperienza in quanto il tempo da loro vissuto e’ diverso dal loro attuale.

Se togli ad un bambino di oggi il tablet o il Joystick o il cellulare e la TV si sentirebbero annoiati e non saprebbero come giocare.

Ai nostri tempi, tornando da scuola la mamma ci faceva trovare il pranzo pronto sotto il piatto coperto e ci raccomandava di mangiare tutto e di fare subito i compiti se volevamo scendere giu’ in cortile a giocare dopo le 16 (orario imposto dal regolamento di condominio in quanto la gente nel pomeriggio riposava).

Beh il cortile e’ nei miei ricordi di infanzia piu’ belli. Li’ nascevano amicizie, gioco inventati senza avere nulla, primi amori e quando era buio e la mamma ci chiamava dalla finestra per salire in casa , ci arrabbiavamo perche’ volevamo stare ancora di piu’.




Oggi le mamme lavorano perlopiu’ e i bambini entrano a scuola la mattina per uscire tardo pomeriggio, ed aspettarli ci sono i nonni che da bravi baby sitter hanno uno schema settimanale degli impegni prefissati dai genitori su cosa i nipoti devono fare (sport/inglese/catechismo).




Comunque pensavo che sarebbe bello poter rivivere la giovinezza una seconda volta perche’ a mio parere la prima volta non te la godi proprio bene sia per le incertezze date dall’inesperienza sia per la frenesia di ottenere subito tutto che ci allontana invece dall’assaporarla pienamente.




Ho letto tempo fa questa riflessione scritta in un post da una donna “una volta che invecchi diventi invisibile” e devo confessarvi che mi ha rattristato.

Quando una donna e’ giovane e’ guardata e notata, ha sorrisi e cortesie non richieste, ha complimenti e corteggiamenti che la fanno star bene e accrescono la propria autostima.

Poi invecchi e ti rendi conto che le cose cambiano e non succedono piu’ e di conseguenza ti senti trasparente.

Cari uomini e donne che si sentono invisibili vorrei dire che il sentirsi giovane o vecchio e’ uno stato mentale.

Certo fisicamente il cambiamento c'e' e questo non si discute ma la maturita’ ci regala ben altro, ci arricchisce di sapere, di storie vissute, di emozioni provate, di esperienze di vita...quindi ora mi sento di dire.." se i giovani sapessero"

Oserei dire che la donna perfetta/uomo perfetto sarebbe quello con il fisico del diciottenne e l'esperienza dei sessantenne.


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« immagine » Ah se i giovani sapessero e i vecchi potessero! Piu' di una volta ho letto pensieri, riflessioni, divergenze sulla tematica vecchiaia/giovinezza e questa frase di Henri Estienne letta recentemente ha stimolato di nuovo in me la voglia di scrivere e condividere con voi, che mi leggete...
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*** Io sarei un rosso barricato ***

16 dicembre 2020 ore 12:47 segnala


Sicuramente tra voi che leggete ci sara’ qualcuno appassionato nonche’ intenditore di vini e potra’ capire subito la terminologia “rosso barricato”
Io ignorante in materia confesso che non lo conoscevo e quindi
la scimmia curiosa che c’e’ in me come sempre ha iniziato
a ricercare dettagli di questo termine.
Il barricato deriva dal termine francese “barrique” e non e’ altro che una particolare piccola botte usata per l’invecchiamento del vino.




Le curiosita’ lette sono state:
• Rispetto ai normali tini di legno dove si lascia il vino a maturare che di solito hanno una capienza che varia da 1000 lt a 50.000 lt, il barrique invece ha una capacita’ molto ridotta perche’ si parla di max 225 lt.
• Le botti barrique sono realizzate con legno di rovere, vengono stagionate all’aria aperta e tostate con la fiamma viva. Questa procedura di realizzazione regala poi al vino profumi e gusti particolari.
• Il vino invecchiato in queste botti ha la fama di essere pregiato sia per la scelta del legno di costruzione, sia per la stagionatura del legno che puo' variare da due a quattro anni e anche per la quantita’ ridotta di vino ottenuto invecchiato al suo interno
.



Il vino prepara i cuori
e li rende piu' pronti
alla passione.
Ovidio (43 a.C. – 17 d.C.)


Il vino, in quantita' moderata, che sia barricato o non, stimola molte sensazioni e accentua le percezioni sensoriali nel corpo umano. Può aiutare a rilassare, lasciarsi andare, sentirsi al proprio agio e anticipare l’intimità. Sorrido nel leggere che un buon vino viene chiamato anche “coraggioso liquido” oppure “ lubrificante sociale” perche’ aiuta il relazionarsi, allenta la tensione, aumentare il flusso sanguigno e aumenta il livello di testosterone.



Com'e' vero che nel vino c'e' la verita'
ti diro' tutto, senza segreti.
William Shakespeare (1564 – 1623)



Ci vengono suggeriti vini speciali per occasioni speciali: cene di lavoro, cene con amici, aperitivi, cerimonie e toh....cosa leggo ci sono anche vini da letto, vini da striptease, vini per romantici! Di sicuro qui non parliamo di vino barricato ma vi riporto lo stesso un consiglio per gli acquisti trovato sul web “provate il vino 69 – Vino da tavola e da letto - prodotto dalle cantine di Carlo Cattaneo di San Casciano in Val di Pesa”….a riii sorrido!

Se poi parliamo di allusioni e simbologie
beh....io di certo nn mi tiro indietro.
la bottiglia di vino = simbolo fallico
bicchiere calice = forma a V che allude a quella parte anatomica della donna
Cosa ci puoi vedere quindi dentro un bicchiere di vino?
A parte ovviamente quello allusivo, puoi trovare un complesso di significati, valori, sentimenti nonche’ storia, cultura e tradizioni.




Un proverbio latino recita: "Venerem sine Libero et Cerere frigere" e lo si puo' tradurre piu' o meno cosi': "Senza Bacco e Cerere, si raffredda Venere", dove le tre divinita' stanno a indicare
rispettivamente il vino, il cibo e l'amore.

Scrittori, pensatori e poeti hanno sempre descritto il vino come un affascinante nettare che sa conquistarti, sa consolarti, sa coccolarti e donarti vero piacere. Associato al gusto del vivere, dell’amore e al piacere dei sensi.

Sara’ per questo che viene associato alla figura femminale? Direi di si ehehe




"Il vino ammicca, stuzzica, provoca, guarda, accarezza, allude, sorride, commuove, scopre e insegue. Ma e' anche lascivo, inafferrabile, etereo, inebriante, sfuggente, struggente e avvolgente. Liquido per definizione e per natura, il vino e' seducente come mai lo sara' la birra o altro.. L’alcol vi ubriaca, non vi seduce: il vino prima vi seduce e poi vi aiuta a sedurre. Si fa desiderare. Gioca con voi a rimpiattino, chiuso in quel vetro ingannevole, nascosto dietro l’etichetta che vi ha incantato. Si concede poco a poco, lasciandosi all'aria e alla luce e chiedendovi musica, gioco, parola, celia e letizia. In una parola, vi strega..."
(Vineide – Roberto Cipresso e Giovanni Negri


Dato che sono quasi astemia direi che, per evitare brutte figure. mi fermerei qui nel raccontarvi le informazioni tecniche del barricato nonche' curiosita' relative alle proprieta' enologiche , ma vorrei invece riportarvi qui di seguito cio’ che ho letto recentemente sul web


"Ho sentito dire spesso che le donne sono come il vino: invecchiando migliorano.
Ma non basta.
Le donne sono come il vino, perche' se non te ne intendi, ti sembrano tutte uguali.
Perche' riesci solo a distinguere una bionda da una bruna, come un rosso da un bianco.
Perche' ti fidi di una frizzante e leggera come di uno spumantino, ma poi ti taglia le gambe.
Perche' fai fatica a mandar giu' una complessa e rompipalle come un rosso strutturato, ma al secondo sorso, ti accorgi che ti scalda la bocca e il cuore"
(S. C. Bonomi)


Beh se le donne sono come il vino------allora io sarei un rosso barricato!


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« immagine » Sicuramente tra voi che leggete ci sara’ qualcuno appassionato nonche’ intenditore di vini e potra’ capire subito la terminologia “rosso barricato” Io ignorante in materia confesso che non lo conoscevo e quindi la scimmia curiosa che c’e’ in me come sempre ha iniziato a ricercare d...
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*** Passato...Presente...Futuro ***

23 novembre 2020 ore 09:53 segnala


"Se tu avessi la possibilita' di fare un viaggio nel tempo...dove andresti? "
Molti anni fa, ascoltando Radio Montecarlo, sentii questa domanda fatta dallo speaker rivolta ai suoi ascoltatori che li invitata a telefonare in diretta esprimendo la loro scelta.
La maggior parte rispose che avrebbero scelto il futuro in quanto incuriositi di vedere cio' che non era ancora stato visto.
Io invece, nonostante sia una scimmia curiosa, avrei optato per il passato perche' sono sempre stata affascinata dalle origine delle cose, da come si sono create, dagli eventi che ci hanno condotto a dove siamo e come siamo oggi.




La possibilita' di fare questa sorta di "cronoviaggio" ha stimolato la fantasia di molti scrittori e registi. Mi fa pensare subito a J. Verne e i suoi libri di fantascienza e avventura, a Marty McFly e Doc nella saga cinematografica Ritorno al futuro, ai film Timeline e Terminetor, ai supereroi dei fumetti Marvel, alla serie televisiva Dark .
Dark e' una serie televisiva tedesca del 2017 che ho visto di recente perche' suggerita da un amico e vi confesso che mi ha affascinato molto.
La fantasia di un possibile cronoviaggio ci fa pensare istintivamente alla possibilita' di cambiare il nostro destino.




Se io avessi fatto questo o quello...oggi sarebbe diverso. Se non lo avessi incontrato ...chissa' dove sarei oggi e come sarei.
Ma guardando Dark ha rivoluzionato in me questo pensiero standard in cui gli eventi cambiano il nostro destino perche' invece i protagonisti interpreti pur viaggiando nel tempo e pur trovandosi involontariamente a modificare il corso degli eventi, non sono comunque in grado di cambiare il loro destino.




Ma lasciando stare per il momento la fantascienza e dato che oggi il viaggio nel tempo e' ancora un'utopia, meglio rimanere piu' realistici cercando nel presente la scelta di quello che vogliamo essere senza pensare a correggere cio' che abbiamo fatto perche' pentiti delle nostre azioni.
Penso che, se accettiamo cio' che ci succede e che non possiamo cambiare, possiamo invece scegliere e cambiare il nostro modo di reagire agli eventi.
La riflessione che "il passato e' immutabile" e il " futuro imprevedibile"
non e' poi cosi' sbagliata.
Se ci pensate bene ognuno di noi, ogni giorno, compie sempre
continui viaggi nel tempo
basta pensare ad un ricordo e voila' facciamo un tuffo nel passato!
basta pensare ad un sogno e voila' facciamo un tuffo nel futuro!




Questa riflessione sul tempo che scorre mi ha fatto ricordare di aver letto tempo fa una curiosita' e terminologia che non conoscevo. La "cronofobia" detta paura del tempo, la paura di un tempo perduto che scorre via inesorabile per sempre.
Il tempo non basta mai e si cerca di non sprecarlo in cose futili.
Cavolo anche io soffro di questa malattia allora! ma non per la paura di per se' ma solo per il fatto che il tempo non mi basta mai per tutto cio' che vorrei fare.




Comunque che ci piaccia o meno, e molto spesso anche inconsapevomente, ci troviamo a rimpiangere il passato, biasimare il presente e temere il futuro e ... il tempo nn si ferma mai!

Alla domanda cos'e' il Passato?
la risposta e' : il Presente dell'attimo gia' vissuto

Alla domanda cos'e' il Futuro?
la risposta e': il nuovo attimo del Presente non ancora vissuto

Sto pensando a questa linea sottile del tempo dove
- il Presente e' nel centro
- dove il presente e' l'unica cosa che posso gestire
- dove il Presente e' una scelta.
... e io amo scegliere!


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« immagine » "Se tu avessi la possibilita' di fare un viaggio nel tempo...dove andresti? " Molti anni fa, ascoltando Radio Montecarlo, sentii questa domanda fatta dallo speaker rivolta ai suoi ascoltatori che li invitata a telefonare in diretta esprimendo la loro scelta. La maggior parte rispose ...
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*** Equilibrati ***

16 ottobre 2020 ore 08:56 segnala


Ho letto da un mio contatto una riflessione che vale la pena condividire con altri quindi scusate il copia incolla ma lo ritengo lodevole di attenzione.


Pensierino della notte
(solo per intelligenti)

Tra NEGAZIONISTI e TERRORIZZATI esistono gli EQUILIBRATI
Esistono delle persone che si mettono la mascherina per rispetto delle regole ma che non diranno mai
"ormai e' un'abitudine".

Esistono delle persone che ascoltano i telegiornali, ma che non prendono tutto per oro colato.
Esistono delle persone che si pongono costantemente delle domande e non urlano arroganti convinzioni di gregge.
Esistono delle persone che non si sono dimenticate di tutte le malattie extra covid e, che per colpa di una gestione scellerata, lottano per far sopravvivere i propri cari.

Esistono delle persone che sono realmente consapevoli sia del valore della vita sia di quello della morte e che non hanno affidato alla scienza l'illusione dell'immortalita'.
Esistono delle persone per le quali
"morire con Covid" o "morire per Covid" fa la differenza.
Esistono delle persone che sanno ragionare con la propria mente e riconoscono nei numeri l'inviolabile verita'.

Esistono delle persone che comprendono che se il numero di tamponi il 23 marzo era 17.000 e il 9 ottobre e' 128. 000 ed il numero di nuovi positivi e' lo stesso (anzi a ottobre e' di 331 in meno) le percentuali di positivi sui tamponi sono molto diverse 28% a marzo e 3,5% a ottobre e di conseguenza molto diversa e' l'emergenza.

Esistono delle persone che non si ancorano a proclami menzogneri e valutano i fatti nella loro piu' sacrale obiettivita'
Esistono delle persone che RISPETTANO il pensiero di ognuno e non criticano, con supponente arroganza, chi abbraccia il dubbio e non il dogma.
Esistono delle persone che sanno che non e' la mascherina a limitare la liberta' bensi', lo e', il clima di immorale terrore e devastante decontestualizzazione.

Tra NEGAZIONISTI e TERRORIZZATI..
ESISTONO gli EQUILIBRATI!
E aggiungo IO SONO UNO DI QUESTI !!


La domanda nasce spontanea....io come sono? e tu come sei?
“"To be, or not to be, that is the question "


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« immagine » Ho letto da un mio contatto una riflessione che vale la pena condividire con altri quindi scusate il copia incolla ma lo ritengo lodevole di attenzione. Pensierino della notte (solo per intelligenti) Tra NEGAZIONISTI e TERRORIZZATI esistono gli EQUILIBRATI Esistono delle persone ch...
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*** Protagonisti nell'Ecosistema ***

06 ottobre 2020 ore 12:23 segnala



Sono brutti e viscidi, guardarli ci fa schifo e il loro strisciare e contorcersi ci fa ribrezzo...eppure giocano un ruolo da protagonisti nell'ecosistema.

Ebbene si sono proprio loro i Lombrichi chiamati per la maggior parte delle volte comunemente vermi.

Vi starete chiedendo che razza di argomento sto postando e perche' non pubblico invece qualche poesia d'amore piu' consona ad un blog ma, anche se sono consapevole di non piacere a molti, io scelgo di postare invece riflessioni che nascono da curiosita' o eventi che vivo e che reputo interessanti da condividere con qualcuno.




Guardando un programma in televisione nello specifico un'intervista ad un agricoltore che coltiva bambu' stava esponendo al giornalista la sua esperienza e il progetto che stava realizzando promuovendo l'utilizzo della terra nel modo piu' naturale possibile senza necessariamente usare pesticidi.
Ha iniziato a parlare della sua attivita' di Lombricoltura, dell'importanza di questi apparentemente inutili vermetti.





Mentre ascoltavo cresceva in me la curiosita' di saperne di piu',
la paura e il ribrezzo si stava trasfomando in rispetto.
Hanno piu’ cuori che pompano sangue rosso come quello umano, hanno piu’ reni, non hanno polmoni o branchie ma respirano attraverso la loro pelle, non hanno orecchie ne' naso ne' occhi ma hanno cellule alle loro estremita' che riconoscono il buio dalla luce...insomma pur essendo ciechi, muti e sordi riescono ad avere un ruolo importante in natura.
Sono ermafroditi cioe’ hanno sia l’apparato produttore maschile che quello femminile, hanno bisogno del partner per l’accoppiamento ma entrambi possono deporre le uova.




Si prendono cura di una delle nostre piu preziose risorse naturali: il suolo. Vitale per le piante, gli animali e per noi esserei umani.
Instancabili scavano gallerie come se arassero il terreno, cosi' facendo provvedono all'aerazione del suolo aumentando di conseguenza l'assorbimento dell'acqua e facilitando quindi la crescita delle radici.
Si nutrono di terra e di scarti vegetali e grazie alle loro ghiandole riescono a trasformare il tutto in humus ristabilendo la fertilita’ del terreno.




Affascinante leggere che il lombrico, cosi’ brutto e schifoso, ci dia una mano cosi’ importante .
“produce vita ed e’ portatore di vita”

Leggevo anche che Il lombrico appartiene ad uno dei più antichi gruppi animali scavatori terrestri,
vecchio almeno diverse centinaia di milioni di anni.
La natura ci regala ancora una volta un grande insegnamento di vita “mai sottovalutare le apparenze”




Gran rispetto quindi per lei Signor Lombrico
che da oggi in poi non chiamero’ piu’ “verme”.
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« immagine » Sono brutti e viscidi, guardarli ci fa schifo e il loro strisciare e contorcersi ci fa ribrezzo...eppure giocano un ruolo da protagonisti nell'ecosistema. Ebbene si sono proprio loro i Lombrichi chiamati per la maggior parte delle volte comunemente vermi. Vi starete chiedendo che ...
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06/10/2020 12:23:09
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*** TU RICONOSCI LA DIGNITA’ ? ***

23 settembre 2020 ore 16:39 segnala


Questa domanda me la sono fatta piu’ volte quando mi e’ capitato di soffermarmi ad osservare le mani delle persone che in qualche modo presentano segni visibili del tempo e/o dall’usura causata da lavori manuali.
Sono mani da osservare, da capire e soprattutto da ascoltare…
perche’ ci raccontano molto.
Lessi una volta che le mani sono una specie di carta d’identita’ e credo che questa affermazione non sia cosi’ tanto errata.




Pulite o sporche, liscie o ruvide, curate o meno
sono comunque un racconto di vita, di lavoro e di fatica.
Guardo le mie e quelle degli altri, non tanto per fare un paragone perche’ non avrebbe senso, ma solo per osservarle meglio alla ricerca di quei piccoli dettagli che fanno la differenza.
Le donne con le mani “super”curate e le unghie lunghe mi sono sempre piaciute ma mi chiedo come facciano a lavare i piatti, pulire casa? Ci sara’ un segreto di certo (sorrido) perche’ ho provato a farle anch’io ma durano poco, si rompono e lo smalto si stacca. Forse usano dei guanti? Oppure hanno chi si sporca le mani per loro? Ehehe




Io non amo molto i guanti in genere e credetemi con il periodo passato durante il lockdown e’ stato deprimente,
ma necessario, doverli indossare continuamente.
Mi limitano il tatto e non lasciano traccia di cio’ che si fa. Avete mai provato a fare giardinaggio con i guanti? e poi riprovare a farlo senza guanti? Non c’e’ paragone!. beh stessa cosa “con preservativo o senza” (a ri sorrido) ma come detto prima spesso si rende necessario questa sorta di protezione.




Ed eccomi qui a riguardare e ammirare immagini di foto con le mani sporche.




C'e' un forte pregiudizio culturale legato al lavoro manuale, considerato adatto a persone meno istruite, poco ambiziose e generalmente appartenenti a ceti piu poveri. 50 anni fa ci dicevano: o studi oppure vai ad imparare un mestiere che poteva essere il fabbro, meccanico, falegname,panettiere,idraulico.
Oggi le nostre mani sono per lo piu’ pulite perche’ il nostro tempo ha idealizzato che il “lavoro dignitoso” e’ quello che non ti fa sporcare le mani, a differenze dei “lavori umili” e tutti cercano quello dove le mani lavorano digitando su tastiere di computer, cellulari, ecc
La tecnologia ci ha tolto il gusto della scrittura con le mani, dove i nostri caratteri esprimevano personalita’, fantasia ed era la nostra unica personale grafia che ci distingueva uni dagli altri. Siamo arrivati invece a vivere una generazione di “copiaincolla” tutto uguale.




Ma dove sono finite quelle mani, che con fatica , costruivano, aggiustavano, trasformavano la materia prima, lavoravano la terra
e avevano la loro dignita’?
Il lavoro rappresentato da una scrivania, una poltrona e un computer non potra' mai competere con l'arte di aggiustare o creare qualcosa. Mi domando quindi se il nostro futuro e' dei manager/impiegati oppure dei lavoratori manuali che con fatica svolgono lavori che molti non vogliono fare? Semplice i primi non sono indispensabili i secondi si.




Vi riassumo brevemente una storiella
“Un giovane ando’ a fare domanda per un lavoro importante in una grossa azienda. Durante il colloquio finale il direttore chiese al giovane se durante gli studi avesse usufruito di una borsa di studio ma la risposta fu no perche’ il padre fabbro aveva pagato tutto lui. Per completare il colloquio il direttore aveva un ultima richiesta da fare al giovane ed era quella di tornare il giorno dopo facendo pero’ una cosa importante per lui e cioe’ la sera stessa avrebbe dovuto lavare le mani del padre. Il giorno dopo il giovane torno' dal direttore dicendo di aver fatto cio’ che gli aveva chiesto e che per la prima volta si rese conto di quanto le mani del padre fossero callose e piene di cicatrici, con tagli ed ematomi. Si rese conto dei sacrifici che un padre fa per i propri figli. Mani che con fatica giorno dopo giorno hanno mantenuto la proprio famiglia. Quelle mani urlavano la sua dignita’ ...e lui l'aveva riconosciuta! (Ovviamente il direttore assunse quel giovane)"





Personalmente provo una grande emozione quando guardo queste mani consumate, li guardo con riverenza, li guardo come esempio, li guardo con speranza, li ammiro perche' sono degni di rispetto...riconosco la loro dignita'!


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« immagine » Questa domanda me la sono fatta piu’ volte quando mi e’ capitato di soffermarmi ad osservare le mani delle persone che in qualche modo presentano segni visibili del tempo e/o dall’usura causata da lavori manuali. Sono mani da osservare, da capire e soprattutto da ascoltare… perche’ ...
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*** Il Potere del Gesto ***

21 agosto 2020 ore 00:31 segnala


C’e’ quel gesto che fanno le donne con i capelli lunghi poco prima di iniziare qualcosa... quel gesto di raccogliersi i capelli con entrambe le mani e legarli con un elastico sopra la testa e se non hanno un elastico, una matita o una penna o qualsiasi altra cosa va bene!!!




Non e' un gesto qualsiasi ma… lo considero un vero e proprio rituale per raccogliere idee ed energie, per essere piu' comoda senza avere ciocche che ostacolano la vista, per essere pronta e concentrata per iniziare cio' che sono in procinto di fare.




La coda di cavallo ha una sua storia. Inizialmente era una cosa da uomini, pensa alle antiche dinastie cinesi o ai francesi e inglesi del 18 secolo, poi si e' vista come acconciatura informale adatta di piu’ alle ragazzine e alla fine degli anni 50, grazie alla prima Barbie la coda trovo il suo momento. Inizio' a spopolare con il suo costume da bagno zebrato, occhiali da sole, orecchini e una bellissima acconciatura bionda a coda di cavallo.




Per una “lei” la definizione di coda e' una mera acconciatura comoda e pratica, per un “lui” invece e' parte integrante del sex appeal di una donna e visto dai piu' appassionati come uno strumento che agevola prese e pressioni durante l'arte amatoria.
Il linguaggio del corpo femminile e' ricco di gestualita', a volte esplicita e sfacciata, a volte inconsapevole e implicita.
Se parliamo di capelli e relative acconciature statisticamente la preferita e' proprio la coda di cavallo seguita dai capelli corti...invece per il colore non c'e' una preferenza specifica perche' i capelli se ben curati sono tutti belli.




Alcune pettinature più di altre possono risvegliare una particolare sensazione che potrebbe amplificare il piacere per esempio
- la coda di cavallo alta se utilizzata come presa durante i rapporti sessuali in cui la partner da’ la schiena al compagno e’ molto eccitante.
- le trecce danno un’ aria da giovane ragazzina sperduta che ha bisogno di aiuto facendo cosi' scattare nell’uomo il suo istinto primordiale di cacciatore.
Oltre ad essere un visibile strumento di presa, penso che legare i capelli mostrando cosi' la nuca nuda sia una invisibile porta di accesso all'intimita' se poi a legarli fosse un gesto fatto da lui beh aumenta di piu’ il piacere.


…Il Potere del Gesto!

Il significato dei gesti vale sia per chi esegue il gesto sia per chi lo osserva ma… il vero potere dove sta? Penso che stia nella determinazione, convinzione e consapevolezza di cio’ che davvero si vuole.




Non parlo quindi di quei gesti meccanici e involontari che spesso ci troviamo a fare per esempio incrociare le dita in segno di portafortuna, il pollice verso l’alto per dimostrare che ci piace…ma mi riferisco ad altri gesti che pur senza parole riescono a dirti tutto.
In un contesto intimo, toccarmi e prendimi i capelli, e’ un’azione che parla di possesso, bramosia e invito a seguirlo.

Se sono io invece che me li lego beh…
sono io che inizio a “parlare” e tu mi ascolti.


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« immagine » C’e’ quel gesto che fanno le donne con i capelli lunghi poco prima di iniziare qualcosa... quel gesto di raccogliersi i capelli con entrambe le mani e legarli con un elastico sopra la testa e se non hanno un elastico, una matita o una penna o qualsiasi altra cosa va bene!!! « immag...
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