*** Mettersi a Nudo ***

30 novembre 2022 ore 16:44 segnala


Mettersi a nudo...sembra facile!
Specialmente se si e’ caratterialmente forti e sicuri di se stessi oppure se madre natura e’ stata generosa regalandoti un corpo bellissimo.

Ma in moltissimi altri casi non e’ per nulla facile.

C'e la paura di mostrarsi per come si e' davvero, c'e' la paura di essere giudicati e questo, molto spesso, frena la nostra spontaneita' e ci inducono a comportarci come pensiamo sia meglio per gli altri e non come realmente vorremmo.

Il ragionamento lo so e' sbagliato ma ci sono volte che e' complicato dare trasparenza a cio' che pensiamo e spesso, specialmente per una come me che non ama i conflitti e le discussioni, rimango sul vago e non faccio trasparire i miei pensieri




Usiamo vestiti per coprire la nostra nudita’ fisica.

Usiamo comportamenti e schemi mentali per non far trasparire il nostro carattere, i nostri pensieri, la nostra anima.

Come se volessimo proteggerci da qualcosa o da qualcuno.

Comunque sia penso che questa innata necessita' di protezione superficiale sia assolutamente naturale specialmente se non conosciamo chi ci sta di fronte.




Mettersi a nudo , in senso letterale, e' “spogliarsi” fisicamente mostrando il proprio corpo senza veli.

Il corpo pero' che abbiamo molte volte non e' esattamente quello che desideriamo.
Ho la pancia, ho le gambe storte, ho le smagliature, sono tutte paure che non ci fanno sentire a nostro agio e ci vergogniamo ad apparire nudi.

Superare questi tabu' sulla nostra nudita' fisica diventa ancora piu difficile se pensiamo al contesto sociale in cui viviamo dove tutti cercano la perfezione nel modo di apparire (vedi ritocchi fotografici e/o chirurgici)




Per molti di noi “spogliare il proprio corpo” e’ oggettivamente facile : basta togliersi tutti gli indumenti e voila’ … ci sentiamo piu’ liberi e possiamo anche divertirci su chi riesce a provocare di piu’.

Ma se parliamo di nudita’ emotiva quello e’ un altro discorso.

Uscire allo scoperta con le nostre emozioni, sentimenti, desideri e soprattutto con la nostra intimita’ e’ una situazione riservata a pochi.

Presentarci all’altro senza difese alcune ma solo con il nostro essere trasparente ci permette di conoscere davvero una persona,
tale da sentirla come parte di noi stessi.




Secondo voi ci si puo' mettere a nudo anche nello scrivere?
Credo di si.

Quante volte leggiamo post o articoli con fiumi di parole, dalle quali pero' non traspare alcuna personalita'.

Scrivere di se stessi non e' semplice ma neanche impossibile e chi ci riesce e' una vera goduria leggerlo.

Allora si che I fiumi di parole prendono una forma piu nitida e ci regalano emozioni e pensieri che ,lasciano traccia del loro passaggio.

Mi piacerebbe molto che anche i miei post e le mie riflessioni vi regalassero qualcosa di tracciabile perche' quando pubblico qualcosa in questo blog sono praticamente nuda davanti al pc.(con vestiti o senza e' irrilevante)




Sto pensando che anche nel passato alcuni artisti hanno volutamente esprimere il loro pensiero attraverso la loro arte...la nudita' rappresentata non era altro che una polemica nei confronti dell'ideologia di quel tempo.

Nudita’ che si e’ evoluta nel tempo anche se non sono sicura che sia stata una evoluzione positiva.

Reperti del paleolitico raffiguravano donne nude formose con seni abbondanti come simbolo di fertilita’
Piu tardi l’atleta greco ci regala quella nudita’ che evidenzia la tonicita’ del corpo e simboleggiava la forza e purezza della gloria.
Il Cristianesimo ribalta la concezione: il corpo e’ l’involucro e custode della nostra anima e non piu’ come estetico trionfo di forma.
Successe poi un periodo in cui il nudo era volgare e addirittura un papa ordino’ di coprire le nudita’ ritenute provocatorie nel Giudizio Universale di Michelangelo




Insomma per non annoiarvi con queste citazioni storiche direi che siamo arrivati ai giorni d’oggi dove troviamo il nudo dappertutto, atletico-tonico-irraggiungibile che propaganda illusione di perfezione.

Spesso confondiamo il nudo fotografico artistico da quello pornografico; entrambi ritraggono lo stesso soggetto ma l’intenzione e’ diversa. L’autore sottolinea la naturalezza e la bellezza delle forme, il pornografico vuole suscitare eccitazione e desiderio

Eppure, ancora oggi, molti di noi censurano e giudicano volgare una nudita’ senza pensare che e’ semplicemente un modo per comunicare proteste e/o voglia di sentirsi liberi.

Detto cio’.... lascio a voi la scelta se denudarvi o no.

( giuro che non vi spiero’…. forse:-) )


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*** Il Gallo Piacione ***

21 novembre 2022 ore 07:41 segnala


Quanti di voi , una o piu volte nella vita, si sono trovati a fare i piacioni?

C’e’ chi lo fa in maniera naturale perche’ ama crogiolarsi nei complimenti e gli piace un sacco mettersi in mostra.




C’e’ colui/lei che ha costantemente bisogno di attenzioni, pone se stesso al centro di ogni situazione, esagerando modi e soggiogando gli altri con il proprio comportamento (esempio il narcisista)




Ci sono invece persone che, grazie alla fiducia che hanno in se’ stessi e consapevoli delle loro capacita’, ottengono un alto livello di autostima che indiscutibilmente aiuta ad avere un atteggiamento positivo nell’affrontare qualsiasi situazione.




Insomma il “piacione” e’ quella persona che vuole piacer a tutti i costi, vuole essere accattivante e seducente…. e molto spesso lo fa in maniera esagerata.

Pero’ non lo possiamo definire un ruffiano perche’ il suo e’ un vero piacere personale e non ha quei doppi fini che troviamo invece nell’adulatore che corteggia e adula qualcuno solo per ottenere qualche vantaggio o qualcosa.




Il voler piacere non e’ poi una cosa cosi’ grave… anzi!

Pensa al pavone maschio che sfodera la sua ruota di bellissime piume solo per farsi notare dalla femmina che sta valutando con chi accoppiarsi.

Non solo lo fa per mettersi in mostra ma, sfoderare il suo piumaggio, e’ un modo anche di intimidire e allontanare altri pretendenti.(chiamalo scemo!)




Ricevere complimenti o conferme sull’essere belli e intelligenti, ….fa piacere a tutti (basta che siano sinceri e autentici)

Un apprezzamento per il lavoro svolto
Un complimento per il nuovo taglio di capelli
Un fischio di apprezzamento in strada da uno sconosciuto
Un like ricevuto per qualcosa condivisa sui social.

Non ha importanza dove o come o da chi provengono, perche’ quando li ricevi ti emozioni e poi se sono anche inaspettati ci rendono ancora piu’ felici




Guarda che buffo il gallo piacione
Non ha ancora smesso di fare il pavone
Canta, si gonfia, sbatte le ali
La sua superbia non ha uguali


Questa e’ una strofa di una filastrocca per bambini che ho letto recentemente sul web e che ho subito collegato guardando l’immagine di copertina che ho messo a questo post.

Ho sorriso e immaginato questo gallo che si atteggia a pavone, chissa’ se siamo buffi anche noi quando facciamo i piacioni?




Ma dare una immagine di se’ che non corrisponde a quella reale dove ci puo’ portare?

Sicuramente in un campo pericoloso.
In molti casi le apparenze sono ingannevoli e le cose o le persone non sono come sembrano a prima vista.
Dal primo sguardo noti come si vestono, cosa scrivono, come parlano e istintivamente percepisci una "prima" bella o brutta impressione.
Ma e' solo un giudizio esterno che riguarda il suo aspetto esteriore.

Ma puo' bastare limitarsi a quello? per quanto mi riguarda no.
Troppo curiosa di conoscere tutto quello che c'e' oltre, che c'e' dentro, che c'e' nascosto (ovviamente se la cosa cattura la mia attenzione) e solo approfondendo capisco se cio' che ho visto rispecchia la realta'.




Ma tornando al gallo piacione,

sia che abbia scelto di apparire piuttosto che essere se stesso
sia che abbia scelto di essere piacione piuttosto che piacente

devo confessarvi che mi sta simpatico e invidio chi come lui sogna, anche solo momentaneamente, di essere un bellissimo pavone.


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*** Indomito Edonista ***

21 settembre 2022 ore 06:45 segnala


A chi non piacerebbe passare la propria vita ricercando il piacere in tutte le sue forme?

Credo che ognuno di noi, chi piu’ chi meno, cerca sempre , nella vita di tutti i giorni, la ricerca di benessere e di appagamento sia fisico che mentale.
Ma se questa ricerca diventa una costante e per di piu’ maniacale
… beh ecco a voi il signor Edonista!

La scimmia curiosa che c’e’ in me e’ andata alla ricerca di altre info relative all’Edonismo e ho letto che
deriva dal greco “endone’ ” cioe’ “piacere”, una filosofia che ha come cardine la ricerca del benessere/piacere e il loro conseguimento rappresenta il vero senso della vita. Il piacere e’ il bene piu’ grande che l’uomo possa possedere.

Direi che il discorso fino a qui non fa una piega e sorridendo dico
”chiamali scemi!”. Chi mai vorrebbe una vita piena di preoccupazione, dolore e tormento?




Ma se questa ricerca costante del piacere fosse fatta ad ogni costo e con qualsiasi mezzo credo che ci porterebbe fuori controllo e ci renderebbe schiavi del piacere stesso,
un legame che trasformerebbe il piacere in malessere.

Se tutto fosse sempre piacevole, se tutto fosse sempre come noi vorremmo, non potremmo riconoscere cio’ che e’ bene”ssere da cio’ che e’ male”ssere.

Se uno non conosce il male non puo’ mai godere a pieno il bene raggiunto.

Penso a quel bambino viziato che, ogni giorno dell’anno riceve regali e attenzioni, si trova a Natale a scartare i propri regali. Lo vedi apatico perche’ per lui’ non e’ emozionante in quanto ricevere regali rientra nella quotidianita’




Quindi signor Edonista, vivere cercando solo il massimo del piacere, rifiutando la mediocrita’ e tutto cio’ non ti procura piacere…
e’ giusto o sbagliato ?

Spesso nelle mie riflessioni e’ una domanda ricorrente e la risposta che mi do’ e’ sempre la stessa.

E’ soggettivo!

Da piccolo il bambino viene sgridato dalla madre perche’ si tocca il pisellino, la chiesa insegna che toccarsi e’ peccato, il sesso e’ peccato, l’omosessualita’ ancora piu’ blasfema …. e noi cresciamo pensando che il piacere carnale come altre manifestazioni d’amore siano sbagliate.




Per me non lo sono.
Riconosciamo il piacere e lo facciamo a prescindere dal giudizio degli altri.
Poi si sa che il proibito attrae!
La ricerca del piacere, quindi a mio parere, non e’ sbagliata basta trovare il buon equilibrio tra razionalita’ e trasgressione.
Almeno cosi’ non ci annoiamo!




Ho fame? Mangio
Ho sete ? Bevo
Ho sonno? Dormo
Sono piaceri naturali ed essenziali che ci appagano fisicamente.

Poi ci sono gli altri piaceri non essenziali, piu’ psicofisico,
che ci fanno star bene.
Mangiare cibi raffinati, sorseggiare un buon vino, guardare la tv, leggere un libro, fare un viaggio, fare sesso… sono piaceri che ,una volta raggiunti, migliorano il nostro umore e alcune volte anche la nostra autostima. (compiaciuti del risultato ottenuto)




Beh mio caro “indomito edonista” ti devo ringraziare per avermi solleticato la curiosita’ nei tuoi confronti e aggiungo che e’ stato un vero PIACERE sparlare di te.

Rilancerei un celebre slogan degli anni 60/70
”Vivere senza fermarsi mai e godere senza freni”



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« immagine » A chi non piacerebbe passare la propria vita ricercando il piacere in tutte le sue forme? Credo che ognuno di noi, chi piu’ chi meno, cerca sempre , nella vita di tutti i giorni, la ricerca di benessere e di appagamento sia fisico che mentale. Ma se questa ricerca diventa una costan...
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***Di che pasta sei fatto?***

03 settembre 2022 ore 13:58 segnala


Di che pasta sei fatto?
Pasta lunga o corta?

Se fossi una pasta lunga, devi pero’ dirmi se ti identifichi piu’ in una pasta a spessore largo (lasagne, pappardelle) o pasta a spessore sottile (tagliolini) o a sezione ritonda (spaghetti) o a sezione quadrata (linguine) o bucata (bucatini, ziti)

Se fossi una pasta corta. devi pero’ dirmi se ti identifichi in una pasta ripiena (raviolo) o semplicemente la piu comune (penne,tortiglioni)




La differenza non la fa la forma ma bensi’
la qualita’ dell’ingrediente e la sua lavorazione.

La semola ottenuta dalla macinazione del grano duro e’ piu ricca di glutine e permette quindi di reggere di piu la cottura rispetto al grano tenero

La pasta integrale e’ piu ricca di fibre e ha minor indice glicemico quindi piu’ adatta a chi segue diete o regimi alimentari particolari.

Poi c’e’ quella senza glutine, quella di legumi o cereali…insomma innumerevoli varieta’.




Ma la cosa che mi incuriosisce di piu’ e’ la stessa domanda ma in senso figurato e l’immagine di copertina che ho scelto di mettere mi ha fatto sorridere


Di che pasta sei fatto?

La tua indole, il tuo carattere, il tuo temperamento
Di certo non tutti sono fatti della stessa pasta (similmente come il prodotto a base di farina che mangiamo)




Non conoscendo nulla sulle teorie della personalita' sono andata a curiosare e rimasta affascinata nel leggere che un certo Hans Eysenck, psicologo tedesco, sviluppo' la sua teoria affermando che ogni individuo eredita un sistema nervoso che influisce sulla sua capacita' di apprendimento e adattamento all'ambiente.

Quindi sosteneva che un essere ha una sua predisposizione biologica che sommata alle influenze a cui sono sottoposti durante l'infanzia, determinano la loro personalita'.




Naturalmente nessuno di noi e' costantemente posizionato su un certo tipo di comportamento, il proprio carattere associato a i diversi elementi e situazioni che si presentano nella vita, possono far oscillare da uno stato all'altro.

Essere di pasta buona – riferito a una persona generosa, buona e onesta
Essere di pasta grossa – riferito a persone grezze e poco raffinate




Curiosita':
Trovato una locandina pubblicitaria nella quale hanno abbinato ad alcune forme di pasta delle diverse tipologie caratteriali e sinceramente ho sorriso e ho detto sbeffeggiando :
“Ehi tu rigatone come stai? Piacere sono farfalla!”




Altre locandine interessanti sono quelle che, una decina di anni fa, circolavano sul web dopo la polemica sui gay e sulla “famiglia tradizionale” scaturita nel corso di un'intervista al presidente della Barilla, nota azienda produttrice di pasta, nel quale affermo' che “non faremmo mai uno spot pubblicitario con una famiglia omosessuale, non per mancanza di rispetto ma perche' non siamo d'accordo con loro. La nostra e' una famiglia classica dove la donna gioca una ruolo fondamentale”

Ovviamente chi non la pensava cosi' replico' indignata accusando di omofobia la nota azienda e divulgando alcune immagini






Per lasciarsi questo inconveniente alle spalle la Barilla si scuso' pubblicamente con questa immagine con la seguente didascalia “Azienda che rispetta la diversita' di tutti”




A questo punto mi domando:

Ma io di che pasta sono fatta?

(sorrido) e rispondo con due immagini






…. e tu che stai leggendo di che pasta sei fatto?


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« immagine » Di che pasta sei fatto? Pasta lunga o corta? Se fossi una pasta lunga, devi pero’ dirmi se ti identifichi piu’ in una pasta a spessore largo (lasagne, pappardelle) o pasta a spessore sottile (tagliolini) o a sezione ritonda (spaghetti) o a sezione quadrata (linguine) o bucata (buca...
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*** Invisibili Tracce ***

29 luglio 2022 ore 13:11 segnala


Se dovessi scegliere da tra un dolce e un salato…. direi salato!
Se dovessi scegliere di vedere un film romantico o di azione… direi azione!
Se dovessi scegliere tra visibile o invisibile…. direi invisibile!

Da piccoli anche voi rimanevate affascinati dalla “magia” dei vetri appannati? Un vetro trasparente sul quale non vedi nulla e dopo grazie ad un po’ di vapore che lo copre di goccioline d’acqua vedi oltre quella trasparenza!




Non so se e’ corretto chiamarle “tracce invisibili” pero’ trovo affascinante riuscire a rendere visibile cio’ che non lo e’…quasi voler raccontare un vissuto a qualcuno che non si ferma alle apparenze.

Le impronte digitali sulla scena di un crimine, il codice del DNA visibile solo al microscopio che rappresenta l’impronta genetica di ciascuno di noi o semplicemente un cuore disegnato sul finestrino dell’auto.





Superfici che appaiono vuote ma, con uno sguardo attento e piccoli accorgimenti, possono evidenziare impronte non visibili rivelandoci molto di piu’ di quello che appare.




Quanti di voi da piccoli hanno goduto nello scrivere messaggi segreti usando come inchiostro il succo di limone? Rimaneva invisibile fino a che’ non si scaldava il foglio e voila’ appariva la scritta.



Rendere visibile l’invisibile ha qualcosa di magico e misterioso che ha sempre affascinato sia piccoli che grandi.
Il gioco dell’illusione o di un effetto ottico non e’ proprio come una traccia invisibile ma riesce lo stesso a stupire.

Penso proprio che “quel che non si vede” abbia un fascino pericoloso che ci attira e ci incuriosisce. Se poi lo associ ad una mente curiosa come la mia beh che dire non c’e’ scampo e parto subito all’avanscoperta.




Pensando al mondo virtuale mi viene da sorridere perche’ le nostre tracce sono decisamente l’opposto dell’invisibile.

Quando leggiamo una pagina, un sito, guardiamo una immagine, lasciamo tracce di chi siamo, in che zona abitiamo e quali interessi abbiamo. (idem per il cellulare)

Certo se sei un po’ pratico puoi navigare in modalita’ nascosta o negare la localizzazione ma comunque sia ogni azione o percorso che facciamo, che sia fisico o non, lasciamo le nostre tracce.




Ma lasciare le proprie tracce non e’ poi cosi’ brutto!

-pensa alla favola di Pollicino che lascio’ le briciole di pane per indicare il suo percorso

-pensa agli artisti che lasciano tracce della loro abilita’ con creazioni indelebili nel tempo e i primi che mi vengono in mente sono Freddy Mercury dei Queen, Michelangelo Buonarroti e le sue sculture, Leonardo da Vinci e le sue invenzioni.

-pensa a quanto sono belli quei lividi e succhiotti dopo un rapporto intimo, ti fanno ricordare quanto sia stata intensa e passionale l’emozione vissuta




Lasciare una traccia puo’ condurci al “BENE” se queste vengono lasciate apposta per essere notate, per poterle seguire, per non perderle
altrimenti se sono lasciate apposta per confonderci, ci possono portare fuori strada e farci perdere tempo.

E’ complicato quindi capire quale traccia seguire se poi questa e’ anche invisibile…
quindi per quanto mi riguarda seguo l’istinto e quando ci riesco ....godo nel rendere visibile l’invisibile!


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*** Il Cielo Perduto ***

01 luglio 2022 ore 12:42 segnala


E’ da un po’ di tempo che non condivido qui con voi i miei pensieri e mi mancava farlo, ma quando sei preso da mille pensieri e problemi non ti accorgi del tempo che passa e ti ritrovi calamitata in un tunnel dove c’e’ poco spazio per le distrazioni e il piacere.
Ieri pero’ ho letto una cosa che ha solleticato e risvegliato la mia curiosita’.
Il cielo perduto…
Come si fa a perdere il cielo? Eppure e’ immenso, maestoso ed e’ sempre li’ quando alzi la testa. Giorno dopo giorno.. anno dopo anno… secoli dopo secoli.
Ma uno scatto fotografico della via lattea risalente al luglio 1999 fatto da un ragazzo adolescente che si trovava in vacanza a Perugia nella casa dei nonni confrontato con uno scatto identico stessa location, stessa stagione, stesso orario ma solo 21 anni dopo…fa capire come si puo’ perdere quel cielo.





Nel primo scatto la via lattea era visibilmente nitida e le stelle che la compongono erano tantissime e vicine tanto da farci vedere una “strada” di stelle bianche come il latte.
Dopo 20 anni non sembra neanche lo stesso cielo, le stelle che la compongono sembrano perse e sono cosi’ rade che non ci fanno piu ‘ vedere ne’ immaginare quella “strada”.
Eppure le stelle non spariscono e non si perdono quindi perche’ non li vedo?




Puo’ essere che delle variazioni metereologiche influiscano sulla nitidezza di uno scatto fotografico…vero
Puo’ essere la qualita’ dell’obiettivo fotografico…vero
Puo’ essere la qualita’ dell’aria…. vero
Ma puo’ essere che, usando tanta illuminazione per ogni cosa che facciamo e ad ogni ora del giorno, interferisca sulla qualita’ della visione? Ebbene si.. parliamo di inquinamento luminoso.




La moltitudine di luci artificiali, di cui si abusa e che proiettiamo verso l’alto, utilizzate senza limiti dall’uomo soprattutto nei centri urbani, crea questa alterazione.
Sembrerebbe un problema poco rilevante invece documentandomi sono rimasta affascinata e sbalordita nell’apprendere che in realta’ comporta danni a molti esseri viventi compreso l’uomo.
La costante presenza innaturale di luce influisce sui ritmi biologici degli organismi, interferendo con le migrazioni, i cicli produttivi, il sonno e altre attivita’.



La luce e’ un parametro in base al quale gli organismi regolano le proprie attivita’: le piante e gli animali capiscono il trascorrere delle stagioni e si regolano di conseguenza per il letargo o la riproduzione.
A causa del prolungamento della fase illuminata della giornata, alcuni vegetali non riescono ad adattarsi alle variazioni stagionali; animali e uccelli che sfruttano le stelle per orientarsi sono distratti dalle luci artificiali e guidati in maniera errata si ritrovano persi con conseguenze fatali.




Curiosita’:
- Una notte del 1994, un terremoto provoco’ un black-out a Los Angeles. Molti centralini del numero unico per le emergenze statunitense, il 911, ricevettero telefonate allarmate: i cittadini erano spaventati a causa di una “nube argentata"” nel cielo. Si trattava della Via Lattea, la nostra galassia, che fino a quel momento era stata invisibile agli occhi degli abitanti a causa dell’eccesso di luci artificiali che schermava il cielo
- Sia per l’inquinamento atmosferico nonche’ quello luminoso a Singapore e in Kuwait, il 99,5% delle stelle risulta invisibile




Io vorrei nuovamente ammirare quel cielo e quelle stelle quindi che ne dite se spengo la luce?
Creiamo anche intimita' … che nn guasta mai!


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*** troppi SE, troppi MA ***

17 marzo 2022 ore 14:35 segnala


Spesso penso all’importanza dei SE e dei MA
e in che modo possono cambiare la nostra vita.

Molte persone non sanno scegliere e dover prendere anche delle semplici decisioni diventa per loro conflittuale, assaliti dalla paura di sbagliare.

Lo faccio o no?
Se avessi fatto questo, se non fossi andato la’,
Ma se poi non ce la faccio, ma poi lui/lei cosa pensera’ di me.
Ci pensi e ci ripensi …. per poi alla fine non decidere nulla.




Mentirei se vi dicessi che io davanti a delle scelte importanti da prendere, che siano immediate o ponderate, non ho mai avuto dubbi
…anzi ce li ho eccome ma provo ogni volta a superarli.

L’idea di non poter scegliere non mi e’ mai piaciuta perche’ la sento come una costrizione, un obbligo, una briglia che ti infilano involontariamente.

Oggi, ora… io posso scegliere, invece domani chissa’ se potro’ farlo.

Se non scegliessi, il domani mi offrirebbe rimpianti di cio’ che non ho voluto fare per scelta o indecisione, quello che e’ stato…..e’ stato e non esiste la modalita’ rewind.




Prima vi dicevo delle scelte importanti
per escludere quindi quelle scelte leggere come:
Mangiamo al ristorante o in pizzeria?
Compro una gonna o un pantalone?
Prenoto una vacanza al mare o in montagna?
Perche’ queste sono scelte che non cambierebbero la mia vita




Le scelte importanti sono invece ad esempio il cambiamento di lavoro, divorziare o sposarsi, investire i propri risparmi in investimenti incerti.

Queste indecisioni, nella maggior parte dei casi, sono frutto di delusioni vissute per sbagli commessi e/o decisioni sbagliate.. quindi e’ normale che uno provi timore a fare delle scelte ben precise e li capisco perche’ e’ umano provare timore di fronte ai cambiamenti.




Pero’ ci sono anche persone che a prescindere dalle esperienze vissute
hanno un carattere debole e insicuro di natura e piuttosto che sbagliare preferiscono non rischiare.




I rimpianti come i sogni sono parte integrante della nostra vita, tutti li hanno, anche se i piu' razionali e determinati lo negherebbero.

Li considero sfumature che l'essere umano ha e che ci rende unici.

Io ho i miei SE e i miei MA, i miei PERCHE' e i QUANDO




Le mie scelte generalmente sono guidate e indotte da sensazioni e informazioni che la mia curiosita' cronica innata percepisce.
La scimmia curiosa che c'e' in me assorbe tutte le info necessarie del caso, prevede l'evoluzione, cerca di dare risposte ad ogni perplessita’, per poi raggiungere la scelta da fare e
allora gioco la mia partita, comunque vada.
(ecco che esce il mio lato razionale)

A volte pero’ ci sono situazioni imprevedibili e inaspettate che mi portano a fare delle scelte senza poter fare nessuna analisi, senza alcuna proiezione di cio’ che raggiungero’, senza nessuna logica e
senza pensarci su faccio la mia scelta
(ecco che esce il mio lato istintivo)




Il risultato ottenuto, in entrambe le scelte,
ha portato conseguenze positive e non.

Ne prendo atto e cerco nel possibile di imparare dagli sbagli.

Forse i SE e i MA ci possono insegnare qualcosa
basta pero’ che non siano….. troppi !



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« immagine » Spesso penso all’importanza dei SE e dei MA e in che modo possono cambiare la nostra vita. Molte persone non sanno scegliere e dover prendere anche delle semplici decisioni diventa per loro conflittuale, assaliti dalla paura di sbagliare. Lo faccio o no? Se avessi fatto questo, s...
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*** "Pace nel Caos"??? ***

04 febbraio 2022 ore 18:19 segnala


Tu ami di piu’ il Caos o l’Ordine?
Mentre lo domando a te che leggi mi pongo la stessa domanda e sinceramente non so scegliere tra uno o l’altro.

Fare ordine e’ importante ma se diventasse maniacale non lo sopporterei.
Ma esiste anche l'estremo opposto: se dovessi esclusivamente vivere nel caos sentirei la necessita’ di avere punti di riferimento ben definiti nei quali identificarmi.




Quando non riesco a scegliere allora mi pongo un'altra riflessione.
Possiamo trovare ordine nel nostro caos?
Assolutamente si. Quante volte ci succede che qualcuno non riesca a trovare qualcosa nel nostro disordine quando invece noi sappiamo benissimo dove e cosa cercare.
Quando decidiamo di fare pulizia buttando via cio’ che non serve e scegliamo di tenere solo cio’ che veramente abbiamo bisogno, questo mettere in ordine puo’ aiutarci a riordinare anche la mente.
Resettiamo e liberiamo spazi nuovi pronti per accogliere nuove emozioni, nuove idee, nuovi interessi.




Ma se il caos non riguarda solo tutto cio’ che e’ fisico e materiale
ma riguarda anche i nostri pensieri?
Beh allora ci troviamo nel vortice del caos piu completo con una vita frenetica piena di cose da fare, doveri e responsabilita’, volere a tutti i costi essere piu’ belli.. piu bravi… piu’ ricchi, apparire migliori di quello che siamo, io ho piu’ like, io ho piu’ followers……
…..echeccazzo! questo e’ puro caos mentale e sociale!
E’ un disordine che appartiene al nostro inconscio!





Eppure il caos lo andiamo a cercare noi
perche’ stanchi della solita routine, spesso scontata e prevedibile.

Se penso al caos ….vedo disordine, confusione ma anche colore, creativita’, originalita’ e tanto RUMORE

Se penso all’ordine ….vedo equilibrio, organizzazione, pace, ma anche quotidianita’, noia e tanto SILENZIO.

Rumore o silenzio?




Personalmente io mi rigenero in entrambi i casi.
Provo una sorta di pace nel caos nel momento in cui mi regalo
la cosa giusta al mio bisogno momentaneo.

Esempio:
- trovo la pace quando ascolto musica, piu’ alzo il volume e piu’ aumenta il rumore, piu’ tutto il resto si annienta.
Mi isolo e sparisce il disordine e la confusione... ecco la mia "Pace nel Caos"



- trovo la pace quando sono dentro nel turbine di stimoli e li alimento e li faccio esplodere godendo….oh siii ecco ottengo la mia "Pace nel Caos"



- e trovo la pace anche nel silenzio che non necessariamente e’ dettato dall’assenza dei rumori perche’ lo trovo nella bolla che mi creo addosso quando ho bisogno ricaricarmi.






"L’ordine e' il piacere della ragione: ma il disordine e' la delizia dell'immaginazione" cit. del poeta francese Paul Claudel.



Quindi…..che dire…. non voglio solo il caos o solo l’ordine…..voglio entrambi!
Continuero’ quindi a trovare la pace nel mio caos (ohh siii!)


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« immagine » Tu ami di piu’ il Caos o l’Ordine? Mentre lo domando a te che leggi mi pongo la stessa domanda e sinceramente non so scegliere tra uno o l’altro. Fare ordine e’ importante ma se diventasse maniacale non lo sopporterei. Ma esiste anche l'estremo opposto: se dovessi esclusivamente viv...
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04/02/2022 18:19:00
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*** La Fascinazione del Male ***

22 novembre 2021 ore 23:31 segnala



Quanti di voi si sentono attratti da pensieri, situazioni o immagini che vengono da molti considerati sconvenienti, violenti e addirittura malefici?

Su non siate timidi ad ammetterlo e per incoraggiarvi oggi inizio io a raccontarvi cosa vedo quando guardo il mio lato oscuro.

Il lato oscuro e’ quella parte in ombra di noi stessi.
C’e’ chi pensa di non averlo, chi invece lo teme e lo ignora, chi invece lo nutre piu’ del dovuto solo perche’ lo riconoscono come unica ragione di vita.
E poi ci sono quelli che sono consapevoli e lo accettano perche’ sanno che solo cosi’ lo posso gestire.

Io mi identifico in questi ultimi.
Riconosco il Male che alberga nel mio lato oscuro e quando emerge scuote la mia parte razionale e ordinata.
Sono scosse che disorientano e affascinano nello stesso tempo.




Ma che forma ha "il Male".? Come si manifesta?

Non e' semplice dare la giusta spiegazione al concetto del Male senza addentrarci in ragionamenti filosofici che nn voglio fare sia perche' non ne sono in grado sia perche' ho invece voglia di esplorare dentro di me per capire come mai a volte scatta quella "molla" di attrazione per cio' che e' nell'ombra, per cio' che provo nel mio lato oscuro, per cio' che non conosco, per cio' che non si dovrebbe fare.

Certamente il Male ha le sue sfaccettature e diverse manifestazioni. Di sicuro posso affermare che il male in se', scatenato senza motivo e fatto solo per il gusto di farlo, non mi piace perche' ad esempio se vedessi che qualcuno fa male ad un animale o ad una donna indifesa lo picchierei.




Premesso che mi reputo una persona "buona", cosi' almeno mi viene anche detto da persone che mi conoscono,
eppure non nego di essere affascinata dal male e dall'oscurita'.

Lo temo ma nello stesso tempo sono curiosa e credo che sia utile
conoscere l'oscurita' per apprezzare la luce.

Sono sensazioni contrastanti lo ammetto ma e' maledettamente vero che siamo attratti da "cose" sconvenienti perche' avvertiamo il "piacere" e la curiosita' che queste cose ci trasmettono.
E' come guardare un film horror. Abbiamo paura a guardarlo ma ne siamo attratti . Ci piace quella sensazione insolita che ci trasmette adrenalina e terrore.




Sto pensando a cosa c'e' nel mio lato oscuro...
L'attrazione per le sfide e i rischi, gli eccessi, la trasgressione,
la ribellione, i desideri che non diventano realta',
tutto cio' che mi viene vietato,
tutto cio' che vorrei fare senza riuscirci
e tanto altro di cui non ho ancora preso coscienza.

Sto pensando a cosa c'e' nel mio lato illuminato...
tutto cio' che non e il Male
pensare e agire per il bene proprio e altrui, vivere seguendo le regole morali, comportandosi in maniera giusta, buona e calma.




Ma chi decide cosa e'
giusto o sbagliato?
buono o cattivo?
bene o male?
legale o illegale?
permesso o vietato?

In molti direbbero la propria religione, la cultura,
la tradizione, le leggi sulla morale e l'etica.

Io sinceramente non lo so ma penso che la scelta sia personale e soggettiva.
Ho letto poco tempo fa un esempio pratico di definizione Bene/Male pensando ad un Virus .Per un virus e' bene invadere il nostro corpo, vivere e riprodursi e il male lo facciamo noi che creiamo anticorpi per combatterli.
Quindi per la natura e' Bene tutto cio' che mi serve o che mi piace;
e' Male invece tutto cio' che ci minaccia.




Che casino pero', pur sapendo di farmi male,
non posso negare questa dannata attrazione
anche se c'e' scritto" non cliccare qui" ... io clicco
anche se mi dicono di non farlo ...in me cresce la voglia di farlo
e dato che il Bene lo conosco... voglio capire qualcosa in piu del Male che c'e' in me.

Il Bene e' banale e noioso ed essere bravi e' facile per chiunque!

Il Male e' misterioso e sfrontato e riconoscerlo in se stessi e' per pochi!




(se non lo dite in giro vi confesso un segreto: non sono del tutto cattiva...)


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*** Tasselli Mancanti ***

17 novembre 2021 ore 00:10 segnala


Hai mai provato la sensazione che pur essendo felice ti mancasse qualcosa?

Per quando mi riguarda e’ una sensazione inconscia,
non mi accorgo di tale carenza e non cerco di colmarla.

Non mi crea frustazione ne’ sensi di vuoto interiore, solo che nel momento in cui ti capita di incontrare , di vivere, un qualcosa di speciale che riesce a completare una parte di te ancora grezza e incompiuta beh allora riconosci che non averla con te sarebbe di sicuro un tassello mancante.




Pur vivendo le giornate intensamente, trascorrendo il nostro tempo indaffarati da impegni di lavoro, circondati dalla famiglia e/o dagli amici, dal fare progetti, dal tentare di risolvere i problemi, ci accorgiamo che in tutto questo caos ci manca “qualcosa”

Non parlo di sentirsi insoddisfatti per cui si cerca rifugio in qualcosa che ci renda appagati ma bensi’ la voglia inconscia di quel “qualcosa” che ci arricchisca, che ci completi, che si unisca a noi per renderci pieni.




Ogni tassello ha la sua storia, ci sono quelli che scegli perche’ credi che siano fondamentali e necessari e poi ci sono quelli che ti arrivano addosso senza averli scelti perche' sono loro che hanno scelto te.

Non deve necessariamente essere una persona fisica o un oggetto il tassello in questione perche' potrebbe essere benissimo una emozione, una esperienza, un viaggio.

Giorno dopo giorno, tassello dopo tassello… ci ritroviamo a costruire la nostra vita e il nostro essere.

Non ci accorgiamo subito che il tassello mancante sia quello giusto nel momento giusto, che si incastra perfettamente con gli altri, sappiamo solo che cattura la nostra attenzione tra mille altri e, anche se non capiamo cosa possa rappresentare, lo prendiamo… lo viviamo….lo accogliamo.




Il legame con questo tassello mancante non deve essere di dipendenza al punto di non poterne fare a meno perche’ andrei a vivere quel senso di vuoto che si creerebbe nel momento in cui ti mancasse,
voglio invece essere appagata e completa da lui, voglio che faccia parte della mia crescita interiore, voglio egoisticamente che sia mio e non di altri.




Il piu' delle volte non sappiamo bene che cosa ci manchi per essere completi

Voglio un gelato…lo prendo e lo mangio
Voglio ascoltare una canzone …la scelgo e l' ascolto
Voglio indossare gonna aderente e tacchi … li indosso

Ma se voglio emozionarmi … se voglio amare … se voglio stupirmi per qualcosa di piacevolmente inaspettato

non posso farlo e/o averlo solo perche’ lo decido io. …

Ed ecco l’arrivo del tassello mancante.




Per molti e’ un piccolo tassello , per altri uno enorme, per altri ancora invece sono piu’ tasselli mancanti.
Un elemento esterno, unico , diverso dagli altri, perfettamente al posto giusto nel momento giusto.
E voila’ lo avvicini e questo si assembla per magia collimando il suo bordo al tuo in maniera perfetta.

E dici... Oh si!
Incastro Perfetto!



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