*** Immune dalla F.O.M.O ***

10 maggio 2024 ore 10:19 segnala


Scusate la mia ignoranza ma cos’e’ la F.O.M.O?

E’ un termine sentito per la prima volta qualche gg fa e non conoscendolo sono andata a documentarmi perche’ la scimmia curiosa che e’ in me
non ha limiti.

"Fear Of Missing Out" tradotto in “paura di esserne fuori”

Gran parte delle paure/fobie sono considerate delle vere e proprie malattie e questa FOMO e’ una di queste.
Oggi molte persone ne soffrono ed e’ una vera e propria ossessione che causa disagio e malessere.




Sono rimasta stupita e perplessa ma anche incuriosita di sapere quali sono i sintomi che ci fanno capire se soffriamo di FOMO.

Postiamo una foto sui social e dopo pochi secondi controlliamo se abbiamo commenti, like o condivisioni?
Verifichiamo assiduamente se abbiamo ricevuto email, notifiche, messaggi sul cellulare per vedere se qualcuno ci ha scritto o ci ha cercato?
Non riesci a fare a meno di controllare e sbirciare cosa fanno o scrivono sui social i tuoi amici/conoscenti?




Tutto cio’ genera ansia e piacere nello stesso momento ed e’ legato soprattutto al nostro rapporto con i social.

A questo punto mi domando, come penso stia facendo anche tu che mi stai leggendo…. se ci riconosciamo in alcuni di questi sintomi e che obbiettivamente pensiamo ci appartengano.




Io mi riconosco nella “tentazione” che ho di vedere le reazioni altrui quando
condivido qualcosa che creo, che sia uno scritto, una creazione artistica, una poesia.
Quando qualcuno condivide le sue creazioni o le sue idee e le offre a chiunque pubblicandole in rete e’ normale che sia interessato ad avere dei riscontri, basta pero’ che questa scelta di condivisione non si trasformi in una richiesta di approvazione.
Senza giudicare gli altri posso solo affermare che le mie azioni in primis soddisfano un mio piacere personale a prescindere che possa piacere o non piacere agli altri.




Con la condivisione questo piacere si allarga e in questo caso diventa importante raccogliere solo cio’ che possa arricchiere la mia creativita’ o quantomeno migliorare la mia idea tralasciando tutto il resto che implica giudizi inutili, like di comodo, filosofie di apparenze di comodo e anche chiacchiere di portierato.
Quando guardiamo post in cui i nostri amici pubblicano
le loro vacanze, il locale in cui si trovare invitati ad una festa, la loro passeggiata al mare o in montagna o sono allo stadio per vedere un concerto
e pensi che gli altri sembrano avere una vita piu interessante della tua

eccola la conferma .... hai la FOMO.




Non e' solo invidia ma una vera e propria frustrazione di sentirsi esclusi da un genere di vita diversa dalla nostra.


Oggi il bisogno e la necessita di sentirci inclusi in un gruppo
e' diventato prioritario!
far parte di una comunita', di una squadra, di un branco
ci da' protezione e non ci fa sentire invisibili
..... e questo a mio parere puo' aiutarci a vivere meglio
se lo viviamo come scelta.




Vuoi essere Immune dalla FOMO? Allora buttati sullo JOMO!

Ehehe sembra lo slogan pubblicitario di un medicinale!
(In realta' potrebbe esserlo)
Per combattere quest'ansia di partecipazione costante sui social si sta proponendo e affermando un nuovo fenomeno psicologico di controcorrente: la YOMO
(Joy of Missing Out) tradotto in "la gioia di non partecipare".

Imparare a disconnettersi dal mondo social facendo cio' che ci piace davvero e non perche' imposto dalle tendenze, potrebbe essere davvero un ottimo medicinale.

E' un invito a rallentare e a godersi il momento anche riscoprendo il piacere di non essere, per forza, coinvolti in tutto …. apprezzando cosi’, perche’ no, anche alcuni momenti di solitudine.



















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*** Perche' ***

09 aprile 2024 ore 13:50 segnala


Avete presente quante domande fanno i bambini?
Perche’ quella cosa ha quel colore?
Perche’ lui’ e’ piu basso di me?
Perche' ci sono le stelle in cielo?

Alcune banali e altre piu' ingenue e profonde ma tutte hanno bisogno di una risposta chiara e convincente da parte di noi adulti.

La loro curiosita’ e’ il frutto della fame di conoscenza, vogliono capire, vogliono trovare una spiegazione, vogliono imparare.




Peccato che crescendo molte persone perdono questa curiosita’ e non si fanno molte domande sul “perche’ “.

Nel mondo frenetico di oggi siamo intrappolati in un ciclo vizioso in cui e’ piu’ importante l'apparenza piuttosto che la sostanza, corriamo per soddisfare le nostre esigenze lavorative e familiari piuttosto che fermarsi e chiedersi :
Perche’ sto facendo questo? Perche’ voglio questo?




Porsi queste domande cercando delle risposte sicuramente non e’ facile ed e’ forse questo il motivo per cui molte persone hanno perso la loro innata curiosita’.
E’ piu facile eseguire un ordine che impartirlo, e’ piu facile e meno faticoso rimanere in superficie ed accontentarsi piuttosto che scavare cercando soluzioni e spiegazioni, una cosa che logicamente richiede piu impegno e sacrificio.

Sicuramente il porsi domande e’ un atteggiamento di vita che rappresenta chi e’ indipendente, chi ha un’apertura mentale, chi vuole avere la possibilita’ di gestire e scegliere.




Sapere perche’ facciamo le cose che facciamo ci permette di capire e di conseguenza avere la consapevolezza di cio’ che stiamo facendo, che vogliamo essere e/o raggiungere.

Mi viene da pensare in ambito lavorativo nel settore marketing si chiedono perche’ un prodotto e’ preferito dal consumatore piuttosto che un altro e in questo caso le risposte sono multiple. Per la confezione accattivante, per il prezzo competitivo, per la garanzia della marca, per la qualita’ del prodotto. Lo studio delle risposte puo’ solo migliorare il prodotto.

In campo scientifico il domandarsi del “perche’” e’ stata e sara’ sempre assolutamente importante. Solo cosi’ i grandi scienziati del nostro passato nonche’ presente hanno raggiunto obbiettivi inimmaginabili.

Il nostro progredire, la nostra crescita e’ grazie a persone intelligenti e curiose che si sono poste le domande giuste per giungere a risposte interessanti e straordinarie che possono essere d’aiuto a tutti.




E’ importante farsi le domande giuste? Se voglio una risposta utile e costruttiva credo che sia fondamentale fare la domanda giusta.

Ma se ci sono domande giuste vuol dire ci sono anche domande sbagliate.

Se da un lato la domanda giusta “del perche’“puo’ dare risposte preziose, dall’altro ci sono domande sbagliate che portano ancora piu confusione e smarrimento ad una situazione di tormento gia’ esistente.

Pensare troppo ai perche’ e a domande a cui non c’e’ risposta e che non puoi cambiare ci blocca in una sorta di limbo e non ci fa agire.




Il potere del perche’ andrebbe quindi usato come strumento di consapevolezza per raggiungere una maggiore comprensione delle cose, arricchendo quindi la nostra conoscenza.

Apparentemente vivere senza i perche’ si vive meglio, tutto e’ scontato, accettato senza domande e la vita scivola via “comoda”. Ma e’ come chiudere gli occhi per non vedere.

Personalmente se non capisco non posso risolvere un problema, se non domando e mi chiedo il “perche’” mi sentirei davvero in una sorta di limbo dove non mi sentirei me stessa.




Ho sempre considerato la mia curiosita' come una linfa vitale che mi serve per sentirmi viva e che mi da' energia.

??????

se li guardo al contrario
¿¿¿¿¿¿¿

vedo degli ami per pescare conoscenza!



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« immagine » Avete presente quante domande fanno i bambini? Perche’ quella cosa ha quel colore? Perche’ lui’ e’ piu basso di me? Perche' ci sono le stelle in cielo? Alcune banali e altre piu' ingenue e profonde ma tutte hanno bisogno di una risposta chiara e convincente da parte di noi adulti....
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*** Punto di Rottura ***

28 marzo 2024 ore 07:24 segnala


Quanti pensieri ci affollano la mente quando vediamo immagini di qualcosa di rotto o di spezzato?

Generalmente sono pensieri tristi e negativi perche’ di fatto qualsiasi rottura implica la conseguente fine di qualcosa e come tutti i finali, specialmente quelli affettivi, ci lasciano un vuoto dentro che inizialmente ci fanno sentire smarriti.

Una fune o una catena sono materiali usati generalmente per legare due o piu oggetti materiali e pur essendo quasi indistruttibili succede che l’usura, il tempo o un incidente portano ad un punto di rottura e quando questo succede purtroppo le conseguenze sono a volte davvero drammatiche.




Ma quando parliamo di qualcosa di immateriale, come possono essere i sentimenti (amicizia, amore) il collante di questo legame e’ un mix piu complesso fatto di tanti ingredienti : affinita’, rispetto, intimita’ ,sicurezza e perche’ no anche bisogno di appartenenze.

Questi legami, intangibili, dovrebbero farci star bene. Invece ho usato volutamente il condizionale perche’ molto spesso invece ci troviamo a vivere relazioni poco sane che, anziche’ donarci piacere, al contrario ci danno ansia e sofferenza.

Vivere questi legami “dannosi” non riguarda solo una coppia ma bensi’ anche i legami di parentela, di lavoro, sociali, di amicizia.




Quando siamo affezionati a qualcosa o qualcuno e ci accorgiamo di qualcosa che possa condurre ad una imminente rottura e’ naturale e spontaneo che facciamo il possibile per porre un rimedio perche’ non vogliamo che si rompano o si perdano.

Una corda sfilacciata, un anello di catena allargato… sono facili segnali che ci aiutano a capire e ci permettono di agire di conseguenza per riparare e prevenire la rottura.

Ma quando i segnali non sono visibili e tanto meno espliciti purtroppo non ci accorgiamo subito e il punto di rottura e’ inevitabile.




Non sempre abbiamo la forza e la capacita’ di riconoscere questi segnali perche’ scegliamo dei compromessi che non risolvono ma ci danno una apparente tranquillita’.

Per paura di un cambiamento, di una perdita, di un distacco ci troviamo
intrappolati e soffocati dalla monotonia e dalla dipendenza.




Essere consapevoli o no di giungere ad un punto di rottura non cambia pero’ di molto il nostro stato d’animo.

Siamo delusi, persi, amareggiati, scoraggiati, arrabbiati e ci vuole del tempo per poter ristabilire il nostro equilibrio.

Ci vuole del tempo per ricominciare …per credere di nuovo in noi stessi.





Il punto di rottura ho sempre pensato che fosse solo la fine di qualcosa ma in realta’ , con il passare degli anni e con l’esperienza e la maturita’, lo vedo in maniera piu’ complessa.

Indiscutibilmente e’ la fine di qualcosa a cui eravamo abituati ma…ma e’ anche l’inizio di un cambiamento che non si esclude sia addirittura migliorativo o vantaggioso per noi.




Dopo queste mie riflessioni sui punti di rottura e sulla fine delle cose e’ inevitabile che io provi un po tristezza pensando alle persone a me care che non ci sono piu'.

Circa un mese fa ho perso una parente malata di SLA che ha posto fine volutamente alla sua esistenza scegliendo di non accanirsi a prolungare la propria vita ad ogni costo …..ovviamente questa fine mi fa sentire triste quando ci penso ma e’ una tristezza egoista perche’ scegliere di non soffrire piu e di non provare piu dolore e’ un diritto che dovremmo avere ognuno di noi e che a nostra volta dovremmo rispettare.




Punto di rottura SI o punto di rottura NO?

Concludo che non ci devono spaventare, anzi credo che sia importante adattarsi al cambiamento cercando di affrontarlo in maniera positiva.


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*** Sincronicita’ ***

22 gennaio 2024 ore 11:07 segnala


Anche se a pronunciarla mi si intreccia la lingua oggi voglio condividere con voi, che mi state leggendo, le mie riflessioni nate leggendo questa parola “Sincronicita’.

Generalmente usiamo sinonimi piu’ semplici come ad esempio “coincidenza” per raccontare qualcosa che sia accaduta, in maniera casuale e simultanea, in un determinato luogo e tempo.




Tutto cio’ che casualmente trova una sua esatta collocazione o incastro, tutto cio’ che senza alcuna predeterminazione va a collimare con altri eventi nello stesso identico istante e’ un argomento che mi ha sempre incuriosito e affascinato.

Mi capita spesso, come penso anche a voi, di pensare ad una persona e improvvisamente quella persona mi chiama o mi scrive un messaggio. Quando succede questa manifestazione di “sincronicita’ “…rimango ogni volta meravigliata.




Ecco che la mia curiosita’ mi porta a chiedermi domande del tipo :

E’ davvero tutto casuale?

oppure il nostro inconscio e intuito ci guida verso coloro o qualcosa che fanno parte dei nostri ricordi?

Difficile trovare una risposta se ragiono in modo razionale e/o scientifico anche perche’ non ho una conoscenza specifica al riguardo quindi penso che alla base di una sincronicita’ ad esempio tra due persone ci sia di fondo una sintonia/armonia che li lega.

Quando c’e’ empatia, fiducia, comunicazione e ascolto reciproco e’ piu’ probabile che i pensieri ci riconducano uno verso l’altro.




Ma guarda che coincidenza!

Spesso lo diciamo riferendoci ad un incontro oppure quando troviamo qualcosa che cercavamo.

Mi piace trovare un significato alle cose e pensare che nulla accade per caso e che la coincidenza e’ un riflesso di cio’ che facciamo.

Esempio se io non avessi fatto quella strada non avrei incontrato quella persona, oppure se io non avessi aperto quella scatola in cantina non avrei trovato quella foto che cercavo da tempo. Involontariamente creiamo la coincidenza.




Ognuno di noi reagisce in modo diverso di fronte ad un evento casuale accaduto perche’ di fatto ci viene scombussolata la vita o i programmi che ci eravamo prefissati.

C’e’ chi accetta passivamente il cambiamento indotto dalla casualita’ perche’ crede che sia il destino che ha voluto cosi’.
C’e’ invece quello che analizza la causa/effetto di cio’ che e’ successo e cerca a sua volta di reagire mettendo anche in discussione le proprie convinzioni.

Quest’ultima e’ una reazione a mio parere costruttiva e aperta al cambiamento che, anche se spesso non a lieto fine, ci da’ la possibilita’ comunque di agire e/o modificare futuri eventi (casuali o non) che ci capiteranno.




Dopo questa riflessione posso concludere che quella che a volte sembra la persona giusta al momento sbagliato potrebbe forse essere la persona sbagliata al momento
giusto.


W la Sincronicita’!



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« immagine » Anche se a pronunciarla mi si intreccia la lingua oggi voglio condividere con voi, che mi state leggendo, le mie riflessioni nate leggendo questa parola “Sincronicita’. Generalmente usiamo sinonimi piu’ semplici come ad esempio “coincidenza” per raccontare qualcosa che sia accaduta,...
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*** Breve e Intenso ***

25 novembre 2023 ore 08:18 segnala


Breve e Intenso .. 2 aggettivi che si associano generalmente ad un racconto letto o ad un programma di attivita’ fisica invece li ho scelti come titolo del mio post per raccontarvi un’ esperienza vissuta poco tempo fa.

Siccome amo i doppi sensi sto sorridendo perche’ immagino a cosa state pensando.. tranquilli non vi voglio parlare di una sveltina ma bensi’ di una emozione provata nel visitare la “casa delle farfalle”.

Un progetto inaugurato qualche mese fa vicino a casa mia nel quale un appassionato di insetti ha voluto ricreare, in una serra, un habitat in cui possano proliferare migliaia di farfalle.

A mio parere un idea geniale che regala ai visitatori un ondata di emozioni.




Mai viste cosi’ tante farfalle tutte insieme, di tutti i colori e di tutte le specie, svolazzarmi intorno e posarsi sui vestiti dei visitatori.

Tra tutte le creature terrestri trovo le farfalle una delle piu’ affascinanti in assoluto sia per il loro aspetto esteriore cosi' elegante e delicato che per il simbolo di liberta' e cambiamento che rappresentano.

E' un insetto che non fa rumore, non punge, non fa del male ad altri animali ed e' bello da vedere. Mi sono ritrovata ad osservarle stupita, in silenzio e a distanza, senza avvicinarmi troppo perche’ avevo paura di spaventarle e anche di schiacciarle.

Dopo aver goduto di questa spettacolare visione mi sono avvicinata ad alcune teche con la scritta “nursery” per vedere le crisalidi appese e li’ e’ stato naturale riflettere e ripercorrere il ciclo di vita delle farfalle.




Uovo=bruco=crisalide=farfalla

Prima di raggiungere il loro magnifico aspetto finale, attraversano dei cambiamenti fisici che scientificamente viene detto “metamorfosi”

Anche se lo abbiamo studiato a scuola e’ stato bello ricordare che la mamma farfalla dopo un accoppiamento con il maschio di circa 2 ore, depone delle uova generalmente su delle piante. Dopo 5 giorni circa l’uovo si schiude ed esce un bruco che si nutre della piante dove e’ appoggiato. Una volta cresciuto la sua pelle si indurisce e si crea un guscio protettivo (crisalide) ed e’ li che si trasforma nuovamente. Quando la crisalide si schiude esce il bruco che non lo riconosci piu’ perche’ e’ diventata una bellissima farfalla.




A seconda delle specie, la durata della vita di una farfalla puo’ variare da 1 giorno a qualche settimana.

Breve e intenso!

Qualcuno pigro pensera’ …. che fatica pero’! Ma ne vale la pena?

Certo che si e ci danno un grande insegnamento di vita sulla capacita’ di cambiare e di rinascere.




Siccome a me questa esperienza ha regalato una bella emozione, mi domando se anche tu che stai leggendo proveresti la stessa sensazione nel guardare una farfalla? Mi auguro per te che sia un si!




La tecnologia e il benessere del nostro tempo ci hanno fatto perdere il gusto "dell'emozionarsi".

Basta un click e guardi tutto cio’ che vuoi ovunque esso sia…. Una volta dovevamo organizzare un viaggio e andare fisicamente sul luogo.

Basta un click e acquisti ogni giorno dell’anno un qualsiasi oggetto e il giorno dopo ti viene recapito a casa…

Una volta si aspettava una ricorrenza o il natale per ricevere in regalo qualcosa che desideravi.

Piu’ si desiderava qualcosa…..piu’ era emozionante il momento in cui la ottenevi o ricevevi.





Scelgo senza dubbio il “breve e intenso” piuttosto che un “lungo e debole”

Come diceva Toto’….abbondiamo va... e sceglierei il “ lungo e intenso”


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« immagine » Breve e Intenso .. 2 aggettivi che si associano generalmente ad un racconto letto o ad un programma di attivita’ fisica invece li ho scelti come titolo del mio post per raccontarvi un’ esperienza vissuta poco tempo fa. Siccome amo i doppi sensi sto sorridendo perche’ immagino a cosa...
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*** Vale la pena ? ***

22 settembre 2023 ore 10:45 segnala


E’ un comune modo di dire quando ci assale il dubbio che lo sforzo che stiamo facendo potrebbe non avere i risultato che vorremmo e ci domandiamo ma “ne vale la pena?”

Io, anche se involontariamente, me lo domando quasi sempre. (dico “quasi” perche' puo' succedere che invece le mie reazioni agli eventi siano piu' impulsive e non mi faccio troppe domande) ma generalmente si ..mi pongo questa domanda.

Chiedermi se vale la pena mi aiuta molto a definire il mio personale parametro di tolleranza che mi permette di decidere cosa voglio fare, se la voglio fare, con chi farla e perche’ farla.




Sono consapevole che porsi questa domanda implica da parte mia una valutazione di cosa mi conviene e cosa no, ma penso che sia comunque importante chiederselo anche se decisamente poco altruista ma bensi’ puramente egoistico.

Quando si tratta della propria persona e di star bene con noi stessi ben venga questa forma di egoismo. Se sto bene io, anche tu vicino a me starai bene!




Questa domanda vale in qualsiasi ambito, lavorativo compreso, perche’ ci aiuta e ci permette di gestire meglio il rapporto con gli altri.

Vale la pena di… aspettarli, ascoltarli, capirli…GLI ALTRI?

Dipende dalle varie situazioni e dal momento, dal sentimento che provo, dal rispetto reciproco instaurato, dalle mie energie e dal tempo che ho a disposizione.




Anche se le scelte che vengono fatte seguono principalmente le nostre priorita’ non devono essere viste necessariamente come un “sminuire gli altri” o addirittura viste come “una mancanza di rispetto” ma solo una necessaria organizzazione del proprio tempo per canalizzare al meglio le nostre energie su cio’ che e’ davvero importante per noi




Pero’ se c’e’ un sentimento vero e forte non serve domandarsi se “vale la pena di”….. perche’ secondo me varra’ sempre la pena viverlo!




E’ fantastico quando decidiamo che ne vale la pena perche’ ci armiamo di super poteri che ci fanno superare ogni ostacolo, acquistiamo coraggio che altrimenti non avremmo e troveremmo il tempo e la voglia necessaria che un momento prima pensavamo di non avere.
La fatica, il dolore e le difficolta’ avranno un peso diverso.





A questo punto mi autointervisto e mi chiedo “Vale la pena…?”
tentare = Assolutamente SI
rischiare= Valutando i rischi
guardare= Sempre
vivere= Assolutamente SI
morire=MAI
ricominciare= Assolutamente SI
arrabbiarsi=Quasi mai
chiarire= Sempre
perdere tempo= MAI
arrendersi=MAI
sognare = Sempre
provare = Sempre
sorridere= …..qui sono in difficolta’ perche’ vorrei dire “Sempre” ma purtroppo e’ utopico
amare= Assolutamente SI

Direi che vincono i SI!



Quindi anche se tutto finisce ma la premessa e’ stata che ne valesse la pena, io rifarei tutto da capo, senza se e senza ma, proprio dall’inizio.

Quindi sapete cosa vi dico?

Ne e’ valsa la pena!

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« immagine » E’ un comune modo di dire quando ci assale il dubbio che lo sforzo che stiamo facendo potrebbe non avere i risultato che vorremmo e ci domandiamo ma “ne vale la pena?” Io, anche se involontariamente, me lo domando quasi sempre. (dico “quasi” perche' puo' succedere che invece le mie ...
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*** Questa e' l'Acqua ***

03 settembre 2023 ore 00:05 segnala


Cos'e' l'acqua? lo studente secchione alzerebbe la mano dicendo "composto chimico di formula molecolare H2O in cui due atomi di idrogeno sono legati ad un atomo di ossigeno" ma non e' della sua definizione scientifica a cui stavo pensando.

Ho letto recentemente una storiella scritta da David Foster Wallace, scrittore americano di cui sinceramente non avevo mai sentito parlare fino ad oggi, dal titolo appunto "Questa e' l'acqua"

"Ci sono due pesci che nuotano e a un certo punto incontrano un pesce anziano che va nella direzione opposta, fa un cenno di saluto e dice: "Salve, ragazzi. Com'e' l'acqua? I due pesci giovani nuotano un altro po', poi uno guarda l'altro e fa "Che cavolo e' l'acqua?"




Wallace racconto' questa storiella in un suo discorso che tenne a dei giovani laureati presso un college americano allo scopo di introdurre un argomento molto piu' complesso e importante.

Le realta' piu' ovvie sono spesso anche le piu’ difficili da vedere. Come i 2 pesci Immersi dalla nascita nell'acqua che non pensano e non si chiedono cos'e' la cosa piu' semplice e fondamentale che li circonda.




La gioventu’ ha perso l’abitudine di pensare?
Non so rispondere perche’ mi pongo un ulteriore domanda: ma chi ci ha insegnato a pensare?
Beh sicuramente tutti coloro che in qualche modo hanno avuto a che fare con la nostra eduzione in primis I nostri genitori che ci hanno accompagnato nei nostri primi passi e in aggiunta anche l'istruzione ricevuta a scuola.

Certo ci hanno spiegato e raccontato gli accadimenti piu importanti della nostra storia ma la cosa fondamentale e' stata anche insegnarci a porci altre domande:il perche'? il come? il quando? ecc.




La capacita' di pensare unita alla curiosita' innata che ognuno di noi ha, chi piu' chi meno, puo' davvero essere il nostro faro guida o come la chiamo io la “linfa vitale” che ci permette di crescere e aumentare le nostre conoscenze.

Se invece credessimo ciecamente a supposte verita’, senza metterle in discussione, non avremmo mai la nostra interpretazione delle cose, non avremmo mai la liberta’ di poter scegliere e di poter vedere, senza alcun pregiudizio e in maniera assolutamente personale, tutto quello che ci circonda.




Bene quindi pensare e’ fondamentale! ma e’ altrettanto importante come pensiamo? Direi proprio di si.
Nelle mie giornate “no” mi rendo conto come il modo di pensare, in maniera negativa, indebolisce il controllo della mia vita e cambia il mio stato d’animo.
Quindi come pensiamo e’ lo specchio anche di come ci sentiamo.
Dobbiamo sforzarci quindi di avere solo pensieri positivi. (personalmente ci provo ogni giorno).




Se mi chiedessero oggi “com’e’ l’acqua?” io risponderei che e’ tutto cio’ che mi circonda,
a volte fredda e rinfrescante,
a volte calda e avvolgente,
a volte tumultuosa,
a volte calma,
a volte silenziosa,
a volte rumorosa
…ma nonostante cambi spesso la sua forma la riconosco sempre.




Questa e’ la mia acqua ! Grazie Mr.Wallace



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« immagine » Cos'e' l'acqua? lo studente secchione alzerebbe la mano dicendo "composto chimico di formula molecolare H2O in cui due atomi di idrogeno sono legati ad un atomo di ossigeno" ma non e' della sua definizione scientifica a cui stavo pensando. Ho letto recentemente una storiella scritta...
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*** Abracadabra (Il Potere della Parola)***

26 agosto 2023 ore 07:25 segnala


Abracadabra e’ una formula magica conosciuta da tutti, grandi e piccini.
Colui che la pronuncia e’ capace di creare l’illusione di cambiare la realta’.

Che tu ci creda o no a tutto cio’ che gira intorno al mondo mistico devo dire che sentire “abracadabra” cattura sempre la mia attenzione proprio per il mistero che lo circonda.




Nel passato questa parola era degna di rispetto e venerazione in quanto usata a scopo curativo e protettivo.
Bastava recitare la formula magica per assicurare al destinatario buona salute e protezione.
Veniva incisa su gemme, ciondoli e amuleti, a forma di cono rovesciato, che bastava indossare e pronunciare per undici volte la parola abracadabra con l’accortezza di levare ogni volta l’ultima lettera

abracadabra
abracadabr
abracadab
abracada
abracad
abraca
abrac
abra
abr
ab
a

in questo modo la malattia o la creatura demoniaca che la causava si sarebbe a sua volta indebolita, fino a scomparire.





Curiosita’ : se la punta del cono era rivolta verso il basso la formula magica sarebbe stata usata per distruggere o far sparire il male, come la parola abracadabra che man mano spariva.
Con la punta verso l’alto invece serviva per aumentare la magia.




Oggi invece viene usata per lo piu’ da prestigiatori, maghi e illusionisti che per i loro spettacoli di intrattenimento recitano questo “incantesimo” per far apparire o scomparire qualcosa.

Producono un effetto illusorio che desta sempre meraviglia anche se consapevoli del trucco nascosto.




Anche se per scopi diversi l’utilizzo di questa parola mi fa pensare a che importanza abbiano le parole che usiamo al punto da influenzare il nostro modo di vedere o sentire qualcosa.

Beh penso alla politica, al marketing dove vengono scelte le parole giuste allo scopo di guidare i nostri pensieri verso cio’ che vogliono; di rassicurarci e invogliarci a possedere qualcosa che loro vogliono vendere.




Le parole creano emozioni sia in chi le pronuncia che in chi li ascolta.

Possono incoraggiare, motivare e dare coraggio ma possono anche ferire e deludere.

Insomma la parola puo’ creare o distruggere, incantare o demotivare.

Gran potere quindi!




“Le parole sono formule magiche che possono essere
finestre o muri
carezze o pugni in faccia
sussurrate o gridate
possono ridurre le distanze o allontanarci
possono indurre azioni o provocare reazioni”






Prova a ripetere con me “Abraaaacaaadaaabbbraaaa”

e vediamo se cambia qualcosa….

(Non e’ cambiato niente vero? Lo sapevo ehehe ma non disperare ho un'altra parola magica che possiamo usare)

Prova a ripetere con me “Bibbidi Bobbidi Buuuuuuuuuu”


No comment : - )))))))))

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« immagine » Abracadabra e’ una formula magica conosciuta da tutti, grandi e piccini. Colui che la pronuncia e’ capace di creare l’illusione di cambiare la realta’. Che tu ci creda o no a tutto cio’ che gira intorno al mondo mistico devo dire che sentire “abracadabra” cattura sempre la mia atte...
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*** Baciami Qui ! ***

16 agosto 2023 ore 06:52 segnala


Nonostante abbia un modo generalmente educato di pormi agli altri e di colloquiare verbalmente senza necessariamente intercalare il mio parlato con terminologie volgari, vi devo confessare che qualche volta la parolaccia scappa. (mai bestemmie pero' ....perche' quelle non le tollero a prescindere).

Quando questo succede esclamo con "porca paletta" e non con "..azzo" come invece esclama la maggior parte delle persone.

Pero' ci sono altre situazioni in cui la mia reazione e' piu' colorita specialmente se devo rispondere ad una provocazione.

Ecco che mi scappa "Kiss my Ass" tradotto "Baciami il Culo"





Beh per molti perbenisti puo' sembrare offensivo e volgare ma vi invito a rivalutare questo modo di dire pensandolo in maniera ironica e leggera.

Quante persone conosci che per ottenere favori e/o consensi da altre persone si sottomettono con gesti adulatori?

A voja se ce ne sono! Sono i tipici "leccaculo" che pur di ottenere qualche vantaggio perdono la propria dignita'.




Ma i leccaculi sono tutti uguali? direi proprio di no.
C'e':
-Il lungimirante e' quello che guarda lontano, lecca oggi per incassare domani....perche' non si sa mai.
-Il cecchino che prende bene la mira e spara le sue leccate soltanto al potente di turno, a chi gli puo' servire al momento.
-L'istintivo che lecca tutto e tutti, sempre e ovunque.Gli viene spontaneo schierarsi con il piu bello, il piu' bravo, il piu' intelligente.
-L'adulatore e' colui che segue e adula il suo padrone e scodinzola come un cagnolino.
-Il ruffiano e' colui che per denaro, per compensi o per interessi personali adula in maniera esegerata un altra persona




Mi viene da pensare al venditore che riempie di complimenti il cliente allo scopo di compiacerlo in modo da facilitare la conclusione del contratto;

Lo studente compiacente che annuisce e approva ogni cosa che dice il professore pur di avere voti migliori;

In ambito lavorativo a colui che non contraddice mai il capo. Lo elogia anche se nn approva sperando di rientrare nelle sue preferenze.




Penso che I leccaculi siano piu pericolosi degli "stronzi" perche' gli adulatori si mimetizzano, camuffano la loro cattiveria con modi gentili.

Storicamente i leccaculi sono sempre esistiti. Ovunque ci sia una gerarchia, gli uomini cercano di scalarla e migliorare la propria posizione usando ogni tecnica, stategia piu' o meno scorretta. E' un comportamento che e' risultato sempre vincente.Piu' che i forti e gli arroganti, l'evoluzione ha favorito i servili e gli ipocriti.

Una curiosita' Dante Alighieri colloco' gli adulatori (i leccaculi) nel 8 cerchio dell'Inferno considerandolo piu' grave di un omicido.




Oggi invece che fanno i leccaculi?

Di tutto pur di ottenere un Like! gente che compra delle cagate assurde solo perche' le ha viste indosso a qualche influencer e non perche' rispecchiano i propri gusti e la propria identita'




Ricevere complimenti e sentirsi circondati dal consenso spudoratamente falso, piace sempre di piu'. La verita' fa male e l'adulazione e' sempre piu' vincente.

Da un lato la societa' amplifica la tendenza a leccare, dall'altro aumentano sempre piu le persone che amano ed incoraggiano lo slinguazzamento. (di questo passo le persone sincere saranno una razza sempre piu in via d'estinzione)




Se mi dovessi trovare in una situazione in cui necessita un minimo di adulazione....spero solo di poter scegliere il culo giusto.

Ecco che esce il mio lato malizioso e penso che se devo scegliere chi leccare, sceglierei di farlo non metaforicamene ma fisicamente. Sarebbe decisamente piu interessante!

Per tutti quelli che fanno i sorrisi davanti e poi sparlano dietro alle spalle direi: Baciami il culo!

Per tutti quelli che vorrebbero che facessi qualcosa che invece non voglio fare direi : Baciami il culo!




Per te,affamato come me, di passione e desiderio carnale direi:
Baciami il culo! (..e non solo quello)

R.
(irreverente quanto basta)


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« immagine » Nonostante abbia un modo generalmente educato di pormi agli altri e di colloquiare verbalmente senza necessariamente intercalare il mio parlato con terminologie volgari, vi devo confessare che qualche volta la parolaccia scappa. (mai bestemmie pero' ....perche' quelle non le tollero ...
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*** 963 Hz ***

27 luglio 2023 ore 07:51 segnala


HZ? beh e’ il simbolo dell Hertz, l’unita di misura della frequenza
.....e fin qui ci sono.
Ma i 963 che numero e’?

Ho appena visto in tv un ragazzo adolescente cantare e la sua voce mi ha fatto venire i brividi per quanto fosse dolce e avvolgente.

Nei commenti c’era scritto “il suo canto ha una frequenza di 963 hz conosciuta come frequenza dell’armonia divina” e cio’ mi ha davvero incuriosita perche’ non lo avevo mai sentito.

E’ stato interessante andare a curiosare e riscoprire cosa sono gli HZ e quante frequenze esistono.




Ogni oggetto vibra, il corpo umano vibra…e queste vibrazioni
hanno una precisa frequenza.

In acustica ad esempio e’ il numero che definisce quante volte al secondo
oscilla un’onda sonora.

Lo scatto della lancetta dei secondi di un orologio ha una frequenza di 1 Hz, il parlato di un uomo adulto e’ mediamente tra 70-150 Hz, di una donna tra 150 e 250 Hz e di un bambino tra 250/300 Hz




Ma tutte le frequenze fanno bene al nostro corpo?
O ce ne sono alcune dannose?
Alcuni studiosi hanno definito che alcuni sono tollerati meglio dal nostro cervello piuttosto che altri.
Esempio quelli a bassa frequenza sono piu’ piacevoli rispetto a quelli ad alta frequenza in quanto meno acuti e striduli.
Ho letto che il suono emesso dai delfini per comunicare sia di 8 HZ sia benefico alla nostra psiche, la maggior parte della musica che ascoltiamo vibra a 440 HZche i 528 Hz riparano e armonizzano il DNA, ecc




Si parla molto ultimamente di frequenze sonore benefiche o curative, dei vantaggi che danno al nostro organismo.

Le principali frequenze che dicono di farci star bene sono:

- frequenze benefiche 396 HZ: contro l’ansia
- frequenze benefiche 417 HZ: per combattere la nostalgia e i dispiaceri del passato
- frequenze benefiche 528 HZ: per la riparazione del dna
- frequenze benefiche 639 HZ: per combattere la timidezza
- frequenze benefiche 852 HZ: frequenze benefiche per liberare la mente e stimolare la pace interiore




Attraverso l’orecchio il suono giunge al nostro cervello e come un perfetto studio di registrazione lo propaga a tutti i nostri organi.

Ci sono stati alcuni studi che hanno rilevato che i soggetti sani vibrano ad alcune frequenze sonore e quelli malati ad altre frequenze e che alcune frequenze sono altamente benefiche per il corpo e per la mente perche’ agiscono direttamente sullo stato di salute delle cellule.







Ascoltare musica ad esempio ha effetti benefici sia alla mente che allo spirito.

Mi viene in mente la “musicoterapia” Negli ambulatori medici spesso viene trasmessa, in filo diffusione, della musica di sottofondo allo scopo di rilassarci, nei grandi negozi o ristoranti trasmettono musica perche’ la musica controlla gli stati d'animo e gli stati d'animo influenzano lo shopping.

Ascoltare musica porta beneficio non solo all'uomo ma anche agli animali. Far ascoltare musica classica o jazz agli animali statisticamente ha portato ad esempio le mucche a produrre un latte migliore o le pecore ad aumentare la produzione di lana.




Chissa se queste sensazioni sono universali oppure ognuno di noi reagisce in modo diverso?

Personalmente ho constatato che quasi sempre la musica riesce a donarmi cio' di cui ho bisogno in quel determinato momento.
Se sono stanca e stressata, ascoltare musica mi dona leggerezza e relax , se sto facendo attivita' fisica mi dona forza e ritmo, se sono triste mi avvolge e mi abbraccia o altre volte puo' crearmi la giusta atmosfera intima che serve.




Secondo voi queste vibrazioni funzionano sempre?

Nonostante ci sia molto scetticismo su questo argomento penso che queste vibrazioni, che funzionino oppure no, in ogni caso, vale la pena provarle.

Stimolare la nostra mente in modo positivo per raggiungere uno stato di benessere personale, che sia fisico o mentale, potrebbe benissimo essere una filosofia di pensiero che mi sento di condividere.

Buona frequenza a tutti voi!!!




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« immagine » HZ? beh e’ il simbolo dell Hertz, l’unita di misura della frequenza .....e fin qui ci sono. Ma i 963 che numero e’? Ho appena visto in tv un ragazzo adolescente cantare e la sua voce mi ha fatto venire i brividi per quanto fosse dolce e avvolgente. Nei commenti c’era scritto “il su...
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27/07/2023 07:51:04
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