*** Ah se i giovani sapessero...***

19 gennaio 2021 ore 12:34 segnala


Ah se i giovani sapessero e i vecchi potessero!
Piu' di una volta ho letto pensieri, riflessioni, divergenze sulla tematica vecchiaia/giovinezza e questa frase di Henri Estienne letta recentemente ha stimolato di nuovo in me la voglia di scrivere e condividere con voi, che mi leggete, il mio pensiero personale al riguardo.

I pregiudizi ci portano istintivamente a pensare che la vecchiaia e' l’eta’ dell’impotenza per non dire del rincoglionimento e la giovinezza quella dell’ignoranza e dell’inesperienza.

Per questo troviamo spesso qualche giovane che, per smentire a se stesso e agli altri questo stereotipo, esagera nel dimostrare invece di saperne di piu’ passando spesso per saccente. A sua volta troviamo spesso qualche anziano che, per apparire meno debole e fragile, esagera nel dare prova di potenza spingendosi oltre i limiti risultando spesso fuori luogo.





A che eta’ si e' giovane? E a che eta’ si diventa vecchio?

Bella domanda … e sorrido leggendo Wikipedia che definisce le soglie

fino a 10 anni=bambini
fino a 20 anni=adolescenti
fino ai 25 anni=giovani
oltre i 35 anni=adulti
dai 55 ai 64=tardo adulti
fino ai 75=giovani anziani
dai 76 ai 84=grandi anziani

Cavolo sono una “tarda adulta”!

Come direbbe qualcuno “Ma mi facciaa il piacereee”
…..tardo adulto sara’ lei Sig.Wiki!




Quando ero ragazza io, le persone che allora avevano la mia eta’ di adesso, in effetti erano proprio vecchiette, con il fisico decaduto
a causa del duro lavoro o dalla larga prole generata.

Oggi la famiglia media e’ composta da una media max di 2/3 figli e il lavoro svolto e’ decisamente meno pesante. Se a tutto questo aggiungiamo qualche ritocchino di chirurgia plastica e il progresso medico che ha allungato la nostra vita, otteniamo lo stereotipo di donna/uomo del 3 millennio!
Tutto tecnologico, tutto apparentemente perfetto, sempre giovane.

Ma questo “giovane” ha rispetto per le persone piu anziane?

Voglio essere ottimista e pensare che sia un “SI” anche se spesso ci viene detto “ tu nn capisci” “Cosa vuoi saperne te di..” “vabbe’ faccio io altrimenti facciamo notte”




I giovani hanno poco passato alle spalle, tanto futuro davanti e la forza fisica di percorrerlo ma non hanno esperienza e questo li porta spesso a fare errori; i vecchi, al contrario, hanno la saggezza del tempo passato e poco futuro davanti … quindi che fanno? Consigliano i giovani su come affrontare la vita …… peccato pero’ che i giovani non ascoltano reputando inadeguata la loro esperienza in quanto il tempo da loro vissuto e’ diverso dal loro attuale.

Se togli ad un bambino di oggi il tablet o il Joystick o il cellulare e la TV si sentirebbero annoiati e non saprebbero come giocare.

Ai nostri tempi, tornando da scuola la mamma ci faceva trovare il pranzo pronto sotto il piatto coperto e ci raccomandava di mangiare tutto e di fare subito i compiti se volevamo scendere giu’ in cortile a giocare dopo le 16 (orario imposto dal regolamento di condominio in quanto la gente nel pomeriggio riposava).

Beh il cortile e’ nei miei ricordi di infanzia piu’ belli. Li’ nascevano amicizie, gioco inventati senza avere nulla, primi amori e quando era buio e la mamma ci chiamava dalla finestra per salire in casa , ci arrabbiavamo perche’ volevamo stare ancora di piu’.




Oggi le mamme lavorano perlopiu’ e i bambini entrano a scuola la mattina per uscire tardo pomeriggio, ed aspettarli ci sono i nonni che da bravi baby sitter hanno uno schema settimanale degli impegni prefissati dai genitori su cosa i nipoti devono fare (sport/inglese/catechismo).




Comunque pensavo che sarebbe bello poter rivivere la giovinezza una seconda volta perche’ a mio parere la prima volta non te la godi proprio bene sia per le incertezze date dall’inesperienza sia per la frenesia di ottenere subito tutto che ci allontana invece dall’assaporarla pienamente.




Ho letto tempo fa questa riflessione scritta in un post da una donna “una volta che invecchi diventi invisibile” e devo confessarvi che mi ha rattristato.

Quando una donna e’ giovane e’ guardata e notata, ha sorrisi e cortesie non richieste, ha complimenti e corteggiamenti che la fanno star bene e accrescono la propria autostima.

Poi invecchi e ti rendi conto che le cose cambiano e non succedono piu’ e di conseguenza ti senti trasparente.

Cari uomini e donne che si sentono invisibili vorrei dire che il sentirsi giovane o vecchio e’ uno stato mentale.

Certo fisicamente il cambiamento c'e' e questo non si discute ma la maturita’ ci regala ben altro, ci arricchisce di sapere, di storie vissute, di emozioni provate, di esperienze di vita...quindi ora mi sento di dire.." se i giovani sapessero"

Oserei dire che la donna perfetta/uomo perfetto sarebbe quello con il fisico del diciottenne e l'esperienza dei sessantenne.


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*** Io sarei un rosso barricato ***

16 dicembre 2020 ore 12:47 segnala


Sicuramente tra voi che leggete ci sara’ qualcuno appassionato nonche’ intenditore di vini e potra’ capire subito la terminologia “rosso barricato”
Io ignorante in materia confesso che non lo conoscevo e quindi
la scimmia curiosa che c’e’ in me come sempre ha iniziato
a ricercare dettagli di questo termine.
Il barricato deriva dal termine francese “barrique” e non e’ altro che una particolare piccola botte usata per l’invecchiamento del vino.




Le curiosita’ lette sono state:
• Rispetto ai normali tini di legno dove si lascia il vino a maturare che di solito hanno una capienza che varia da 1000 lt a 50.000 lt, il barrique invece ha una capacita’ molto ridotta perche’ si parla di max 225 lt.
• Le botti barrique sono realizzate con legno di rovere, vengono stagionate all’aria aperta e tostate con la fiamma viva. Questa procedura di realizzazione regala poi al vino profumi e gusti particolari.
• Il vino invecchiato in queste botti ha la fama di essere pregiato sia per la scelta del legno di costruzione, sia per la stagionatura del legno che puo' variare da due a quattro anni e anche per la quantita’ ridotta di vino ottenuto invecchiato al suo interno
.



Il vino prepara i cuori
e li rende piu' pronti
alla passione.
Ovidio (43 a.C. – 17 d.C.)


Il vino, in quantita' moderata, che sia barricato o non, stimola molte sensazioni e accentua le percezioni sensoriali nel corpo umano. Può aiutare a rilassare, lasciarsi andare, sentirsi al proprio agio e anticipare l’intimità. Sorrido nel leggere che un buon vino viene chiamato anche “coraggioso liquido” oppure “ lubrificante sociale” perche’ aiuta il relazionarsi, allenta la tensione, aumentare il flusso sanguigno e aumenta il livello di testosterone.



Com'e' vero che nel vino c'e' la verita'
ti diro' tutto, senza segreti.
William Shakespeare (1564 – 1623)



Ci vengono suggeriti vini speciali per occasioni speciali: cene di lavoro, cene con amici, aperitivi, cerimonie e toh....cosa leggo ci sono anche vini da letto, vini da striptease, vini per romantici! Di sicuro qui non parliamo di vino barricato ma vi riporto lo stesso un consiglio per gli acquisti trovato sul web “provate il vino 69 – Vino da tavola e da letto - prodotto dalle cantine di Carlo Cattaneo di San Casciano in Val di Pesa”….a riii sorrido!

Se poi parliamo di allusioni e simbologie
beh....io di certo nn mi tiro indietro.
la bottiglia di vino = simbolo fallico
bicchiere calice = forma a V che allude a quella parte anatomica della donna
Cosa ci puoi vedere quindi dentro un bicchiere di vino?
A parte ovviamente quello allusivo, puoi trovare un complesso di significati, valori, sentimenti nonche’ storia, cultura e tradizioni.




Un proverbio latino recita: "Venerem sine Libero et Cerere frigere" e lo si puo' tradurre piu' o meno cosi': "Senza Bacco e Cerere, si raffredda Venere", dove le tre divinita' stanno a indicare
rispettivamente il vino, il cibo e l'amore.

Scrittori, pensatori e poeti hanno sempre descritto il vino come un affascinante nettare che sa conquistarti, sa consolarti, sa coccolarti e donarti vero piacere. Associato al gusto del vivere, dell’amore e al piacere dei sensi.

Sara’ per questo che viene associato alla figura femminale? Direi di si ehehe




"Il vino ammicca, stuzzica, provoca, guarda, accarezza, allude, sorride, commuove, scopre e insegue. Ma e' anche lascivo, inafferrabile, etereo, inebriante, sfuggente, struggente e avvolgente. Liquido per definizione e per natura, il vino e' seducente come mai lo sara' la birra o altro.. L’alcol vi ubriaca, non vi seduce: il vino prima vi seduce e poi vi aiuta a sedurre. Si fa desiderare. Gioca con voi a rimpiattino, chiuso in quel vetro ingannevole, nascosto dietro l’etichetta che vi ha incantato. Si concede poco a poco, lasciandosi all'aria e alla luce e chiedendovi musica, gioco, parola, celia e letizia. In una parola, vi strega..."
(Vineide – Roberto Cipresso e Giovanni Negri


Dato che sono quasi astemia direi che, per evitare brutte figure. mi fermerei qui nel raccontarvi le informazioni tecniche del barricato nonche' curiosita' relative alle proprieta' enologiche , ma vorrei invece riportarvi qui di seguito cio’ che ho letto recentemente sul web


"Ho sentito dire spesso che le donne sono come il vino: invecchiando migliorano.
Ma non basta.
Le donne sono come il vino, perche' se non te ne intendi, ti sembrano tutte uguali.
Perche' riesci solo a distinguere una bionda da una bruna, come un rosso da un bianco.
Perche' ti fidi di una frizzante e leggera come di uno spumantino, ma poi ti taglia le gambe.
Perche' fai fatica a mandar giu' una complessa e rompipalle come un rosso strutturato, ma al secondo sorso, ti accorgi che ti scalda la bocca e il cuore"
(S. C. Bonomi)


Beh se le donne sono come il vino------allora io sarei un rosso barricato!


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« immagine » Sicuramente tra voi che leggete ci sara’ qualcuno appassionato nonche’ intenditore di vini e potra’ capire subito la terminologia “rosso barricato” Io ignorante in materia confesso che non lo conoscevo e quindi la scimmia curiosa che c’e’ in me come sempre ha iniziato a ricercare d...
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*** Passato...Presente...Futuro ***

23 novembre 2020 ore 09:53 segnala


"Se tu avessi la possibilita' di fare un viaggio nel tempo...dove andresti? "
Molti anni fa, ascoltando Radio Montecarlo, sentii questa domanda fatta dallo speaker rivolta ai suoi ascoltatori che li invitata a telefonare in diretta esprimendo la loro scelta.
La maggior parte rispose che avrebbero scelto il futuro in quanto incuriositi di vedere cio' che non era ancora stato visto.
Io invece, nonostante sia una scimmia curiosa, avrei optato per il passato perche' sono sempre stata affascinata dalle origine delle cose, da come si sono create, dagli eventi che ci hanno condotto a dove siamo e come siamo oggi.




La possibilita' di fare questa sorta di "cronoviaggio" ha stimolato la fantasia di molti scrittori e registi. Mi fa pensare subito a J. Verne e i suoi libri di fantascienza e avventura, a Marty McFly e Doc nella saga cinematografica Ritorno al futuro, ai film Timeline e Terminetor, ai supereroi dei fumetti Marvel, alla serie televisiva Dark .
Dark e' una serie televisiva tedesca del 2017 che ho visto di recente perche' suggerita da un amico e vi confesso che mi ha affascinato molto.
La fantasia di un possibile cronoviaggio ci fa pensare istintivamente alla possibilita' di cambiare il nostro destino.




Se io avessi fatto questo o quello...oggi sarebbe diverso. Se non lo avessi incontrato ...chissa' dove sarei oggi e come sarei.
Ma guardando Dark ha rivoluzionato in me questo pensiero standard in cui gli eventi cambiano il nostro destino perche' invece i protagonisti interpreti pur viaggiando nel tempo e pur trovandosi involontariamente a modificare il corso degli eventi, non sono comunque in grado di cambiare il loro destino.




Ma lasciando stare per il momento la fantascienza e dato che oggi il viaggio nel tempo e' ancora un'utopia, meglio rimanere piu' realistici cercando nel presente la scelta di quello che vogliamo essere senza pensare a correggere cio' che abbiamo fatto perche' pentiti delle nostre azioni.
Penso che, se accettiamo cio' che ci succede e che non possiamo cambiare, possiamo invece scegliere e cambiare il nostro modo di reagire agli eventi.
La riflessione che "il passato e' immutabile" e il " futuro imprevedibile"
non e' poi cosi' sbagliata.
Se ci pensate bene ognuno di noi, ogni giorno, compie sempre
continui viaggi nel tempo
basta pensare ad un ricordo e voila' facciamo un tuffo nel passato!
basta pensare ad un sogno e voila' facciamo un tuffo nel futuro!




Questa riflessione sul tempo che scorre mi ha fatto ricordare di aver letto tempo fa una curiosita' e terminologia che non conoscevo. La "cronofobia" detta paura del tempo, la paura di un tempo perduto che scorre via inesorabile per sempre.
Il tempo non basta mai e si cerca di non sprecarlo in cose futili.
Cavolo anche io soffro di questa malattia allora! ma non per la paura di per se' ma solo per il fatto che il tempo non mi basta mai per tutto cio' che vorrei fare.




Comunque che ci piaccia o meno, e molto spesso anche inconsapevomente, ci troviamo a rimpiangere il passato, biasimare il presente e temere il futuro e ... il tempo nn si ferma mai!

Alla domanda cos'e' il Passato?
la risposta e' : il Presente dell'attimo gia' vissuto

Alla domanda cos'e' il Futuro?
la risposta e': il nuovo attimo del Presente non ancora vissuto

Sto pensando a questa linea sottile del tempo dove
- il Presente e' nel centro
- dove il presente e' l'unica cosa che posso gestire
- dove il Presente e' una scelta.
... e io amo scegliere!


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« immagine » "Se tu avessi la possibilita' di fare un viaggio nel tempo...dove andresti? " Molti anni fa, ascoltando Radio Montecarlo, sentii questa domanda fatta dallo speaker rivolta ai suoi ascoltatori che li invitata a telefonare in diretta esprimendo la loro scelta. La maggior parte rispose ...
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*** Equilibrati ***

16 ottobre 2020 ore 08:56 segnala


Ho letto da un mio contatto una riflessione che vale la pena condividire con altri quindi scusate il copia incolla ma lo ritengo lodevole di attenzione.


Pensierino della notte
(solo per intelligenti)

Tra NEGAZIONISTI e TERRORIZZATI esistono gli EQUILIBRATI
Esistono delle persone che si mettono la mascherina per rispetto delle regole ma che non diranno mai
"ormai e' un'abitudine".

Esistono delle persone che ascoltano i telegiornali, ma che non prendono tutto per oro colato.
Esistono delle persone che si pongono costantemente delle domande e non urlano arroganti convinzioni di gregge.
Esistono delle persone che non si sono dimenticate di tutte le malattie extra covid e, che per colpa di una gestione scellerata, lottano per far sopravvivere i propri cari.

Esistono delle persone che sono realmente consapevoli sia del valore della vita sia di quello della morte e che non hanno affidato alla scienza l'illusione dell'immortalita'.
Esistono delle persone per le quali
"morire con Covid" o "morire per Covid" fa la differenza.
Esistono delle persone che sanno ragionare con la propria mente e riconoscono nei numeri l'inviolabile verita'.

Esistono delle persone che comprendono che se il numero di tamponi il 23 marzo era 17.000 e il 9 ottobre e' 128. 000 ed il numero di nuovi positivi e' lo stesso (anzi a ottobre e' di 331 in meno) le percentuali di positivi sui tamponi sono molto diverse 28% a marzo e 3,5% a ottobre e di conseguenza molto diversa e' l'emergenza.

Esistono delle persone che non si ancorano a proclami menzogneri e valutano i fatti nella loro piu' sacrale obiettivita'
Esistono delle persone che RISPETTANO il pensiero di ognuno e non criticano, con supponente arroganza, chi abbraccia il dubbio e non il dogma.
Esistono delle persone che sanno che non e' la mascherina a limitare la liberta' bensi', lo e', il clima di immorale terrore e devastante decontestualizzazione.

Tra NEGAZIONISTI e TERRORIZZATI..
ESISTONO gli EQUILIBRATI!
E aggiungo IO SONO UNO DI QUESTI !!


La domanda nasce spontanea....io come sono? e tu come sei?
“"To be, or not to be, that is the question "


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« immagine » Ho letto da un mio contatto una riflessione che vale la pena condividire con altri quindi scusate il copia incolla ma lo ritengo lodevole di attenzione. Pensierino della notte (solo per intelligenti) Tra NEGAZIONISTI e TERRORIZZATI esistono gli EQUILIBRATI Esistono delle persone ch...
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*** Protagonisti nell'Ecosistema ***

06 ottobre 2020 ore 12:23 segnala



Sono brutti e viscidi, guardarli ci fa schifo e il loro strisciare e contorcersi ci fa ribrezzo...eppure giocano un ruolo da protagonisti nell'ecosistema.

Ebbene si sono proprio loro i Lombrichi chiamati per la maggior parte delle volte comunemente vermi.

Vi starete chiedendo che razza di argomento sto postando e perche' non pubblico invece qualche poesia d'amore piu' consona ad un blog ma, anche se sono consapevole di non piacere a molti, io scelgo di postare invece riflessioni che nascono da curiosita' o eventi che vivo e che reputo interessanti da condividere con qualcuno.




Guardando un programma in televisione nello specifico un'intervista ad un agricoltore che coltiva bambu' stava esponendo al giornalista la sua esperienza e il progetto che stava realizzando promuovendo l'utilizzo della terra nel modo piu' naturale possibile senza necessariamente usare pesticidi.
Ha iniziato a parlare della sua attivita' di Lombricoltura, dell'importanza di questi apparentemente inutili vermetti.





Mentre ascoltavo cresceva in me la curiosita' di saperne di piu',
la paura e il ribrezzo si stava trasfomando in rispetto.
Hanno piu’ cuori che pompano sangue rosso come quello umano, hanno piu’ reni, non hanno polmoni o branchie ma respirano attraverso la loro pelle, non hanno orecchie ne' naso ne' occhi ma hanno cellule alle loro estremita' che riconoscono il buio dalla luce...insomma pur essendo ciechi, muti e sordi riescono ad avere un ruolo importante in natura.
Sono ermafroditi cioe’ hanno sia l’apparato produttore maschile che quello femminile, hanno bisogno del partner per l’accoppiamento ma entrambi possono deporre le uova.




Si prendono cura di una delle nostre piu preziose risorse naturali: il suolo. Vitale per le piante, gli animali e per noi esserei umani.
Instancabili scavano gallerie come se arassero il terreno, cosi' facendo provvedono all'aerazione del suolo aumentando di conseguenza l'assorbimento dell'acqua e facilitando quindi la crescita delle radici.
Si nutrono di terra e di scarti vegetali e grazie alle loro ghiandole riescono a trasformare il tutto in humus ristabilendo la fertilita’ del terreno.




Affascinante leggere che il lombrico, cosi’ brutto e schifoso, ci dia una mano cosi’ importante .
“produce vita ed e’ portatore di vita”

Leggevo anche che Il lombrico appartiene ad uno dei più antichi gruppi animali scavatori terrestri,
vecchio almeno diverse centinaia di milioni di anni.
La natura ci regala ancora una volta un grande insegnamento di vita “mai sottovalutare le apparenze”




Gran rispetto quindi per lei Signor Lombrico
che da oggi in poi non chiamero’ piu’ “verme”.
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« immagine » Sono brutti e viscidi, guardarli ci fa schifo e il loro strisciare e contorcersi ci fa ribrezzo...eppure giocano un ruolo da protagonisti nell'ecosistema. Ebbene si sono proprio loro i Lombrichi chiamati per la maggior parte delle volte comunemente vermi. Vi starete chiedendo che ...
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*** TU RICONOSCI LA DIGNITA’ ? ***

23 settembre 2020 ore 16:39 segnala


Questa domanda me la sono fatta piu’ volte quando mi e’ capitato di soffermarmi ad osservare le mani delle persone che in qualche modo presentano segni visibili del tempo e/o dall’usura causata da lavori manuali.
Sono mani da osservare, da capire e soprattutto da ascoltare…
perche’ ci raccontano molto.
Lessi una volta che le mani sono una specie di carta d’identita’ e credo che questa affermazione non sia cosi’ tanto errata.




Pulite o sporche, liscie o ruvide, curate o meno
sono comunque un racconto di vita, di lavoro e di fatica.
Guardo le mie e quelle degli altri, non tanto per fare un paragone perche’ non avrebbe senso, ma solo per osservarle meglio alla ricerca di quei piccoli dettagli che fanno la differenza.
Le donne con le mani “super”curate e le unghie lunghe mi sono sempre piaciute ma mi chiedo come facciano a lavare i piatti, pulire casa? Ci sara’ un segreto di certo (sorrido) perche’ ho provato a farle anch’io ma durano poco, si rompono e lo smalto si stacca. Forse usano dei guanti? Oppure hanno chi si sporca le mani per loro? Ehehe




Io non amo molto i guanti in genere e credetemi con il periodo passato durante il lockdown e’ stato deprimente,
ma necessario, doverli indossare continuamente.
Mi limitano il tatto e non lasciano traccia di cio’ che si fa. Avete mai provato a fare giardinaggio con i guanti? e poi riprovare a farlo senza guanti? Non c’e’ paragone!. beh stessa cosa “con preservativo o senza” (a ri sorrido) ma come detto prima spesso si rende necessario questa sorta di protezione.




Ed eccomi qui a riguardare e ammirare immagini di foto con le mani sporche.




C'e' un forte pregiudizio culturale legato al lavoro manuale, considerato adatto a persone meno istruite, poco ambiziose e generalmente appartenenti a ceti piu poveri. 50 anni fa ci dicevano: o studi oppure vai ad imparare un mestiere che poteva essere il fabbro, meccanico, falegname,panettiere,idraulico.
Oggi le nostre mani sono per lo piu’ pulite perche’ il nostro tempo ha idealizzato che il “lavoro dignitoso” e’ quello che non ti fa sporcare le mani, a differenze dei “lavori umili” e tutti cercano quello dove le mani lavorano digitando su tastiere di computer, cellulari, ecc
La tecnologia ci ha tolto il gusto della scrittura con le mani, dove i nostri caratteri esprimevano personalita’, fantasia ed era la nostra unica personale grafia che ci distingueva uni dagli altri. Siamo arrivati invece a vivere una generazione di “copiaincolla” tutto uguale.




Ma dove sono finite quelle mani, che con fatica , costruivano, aggiustavano, trasformavano la materia prima, lavoravano la terra
e avevano la loro dignita’?
Il lavoro rappresentato da una scrivania, una poltrona e un computer non potra' mai competere con l'arte di aggiustare o creare qualcosa. Mi domando quindi se il nostro futuro e' dei manager/impiegati oppure dei lavoratori manuali che con fatica svolgono lavori che molti non vogliono fare? Semplice i primi non sono indispensabili i secondi si.




Vi riassumo brevemente una storiella
“Un giovane ando’ a fare domanda per un lavoro importante in una grossa azienda. Durante il colloquio finale il direttore chiese al giovane se durante gli studi avesse usufruito di una borsa di studio ma la risposta fu no perche’ il padre fabbro aveva pagato tutto lui. Per completare il colloquio il direttore aveva un ultima richiesta da fare al giovane ed era quella di tornare il giorno dopo facendo pero’ una cosa importante per lui e cioe’ la sera stessa avrebbe dovuto lavare le mani del padre. Il giorno dopo il giovane torno' dal direttore dicendo di aver fatto cio’ che gli aveva chiesto e che per la prima volta si rese conto di quanto le mani del padre fossero callose e piene di cicatrici, con tagli ed ematomi. Si rese conto dei sacrifici che un padre fa per i propri figli. Mani che con fatica giorno dopo giorno hanno mantenuto la proprio famiglia. Quelle mani urlavano la sua dignita’ ...e lui l'aveva riconosciuta! (Ovviamente il direttore assunse quel giovane)"





Personalmente provo una grande emozione quando guardo queste mani consumate, li guardo con riverenza, li guardo come esempio, li guardo con speranza, li ammiro perche' sono degni di rispetto...riconosco la loro dignita'!


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« immagine » Questa domanda me la sono fatta piu’ volte quando mi e’ capitato di soffermarmi ad osservare le mani delle persone che in qualche modo presentano segni visibili del tempo e/o dall’usura causata da lavori manuali. Sono mani da osservare, da capire e soprattutto da ascoltare… perche’ ...
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*** Il Potere del Gesto ***

21 agosto 2020 ore 00:31 segnala


C’e’ quel gesto che fanno le donne con i capelli lunghi poco prima di iniziare qualcosa... quel gesto di raccogliersi i capelli con entrambe le mani e legarli con un elastico sopra la testa e se non hanno un elastico, una matita o una penna o qualsiasi altra cosa va bene!!!




Non e' un gesto qualsiasi ma… lo considero un vero e proprio rituale per raccogliere idee ed energie, per essere piu' comoda senza avere ciocche che ostacolano la vista, per essere pronta e concentrata per iniziare cio' che sono in procinto di fare.




La coda di cavallo ha una sua storia. Inizialmente era una cosa da uomini, pensa alle antiche dinastie cinesi o ai francesi e inglesi del 18 secolo, poi si e' vista come acconciatura informale adatta di piu’ alle ragazzine e alla fine degli anni 50, grazie alla prima Barbie la coda trovo il suo momento. Inizio' a spopolare con il suo costume da bagno zebrato, occhiali da sole, orecchini e una bellissima acconciatura bionda a coda di cavallo.




Per una “lei” la definizione di coda e' una mera acconciatura comoda e pratica, per un “lui” invece e' parte integrante del sex appeal di una donna e visto dai piu' appassionati come uno strumento che agevola prese e pressioni durante l'arte amatoria.
Il linguaggio del corpo femminile e' ricco di gestualita', a volte esplicita e sfacciata, a volte inconsapevole e implicita.
Se parliamo di capelli e relative acconciature statisticamente la preferita e' proprio la coda di cavallo seguita dai capelli corti...invece per il colore non c'e' una preferenza specifica perche' i capelli se ben curati sono tutti belli.




Alcune pettinature più di altre possono risvegliare una particolare sensazione che potrebbe amplificare il piacere per esempio
- la coda di cavallo alta se utilizzata come presa durante i rapporti sessuali in cui la partner da’ la schiena al compagno e’ molto eccitante.
- le trecce danno un’ aria da giovane ragazzina sperduta che ha bisogno di aiuto facendo cosi' scattare nell’uomo il suo istinto primordiale di cacciatore.
Oltre ad essere un visibile strumento di presa, penso che legare i capelli mostrando cosi' la nuca nuda sia una invisibile porta di accesso all'intimita' se poi a legarli fosse un gesto fatto da lui beh aumenta di piu’ il piacere.


…Il Potere del Gesto!

Il significato dei gesti vale sia per chi esegue il gesto sia per chi lo osserva ma… il vero potere dove sta? Penso che stia nella determinazione, convinzione e consapevolezza di cio’ che davvero si vuole.




Non parlo quindi di quei gesti meccanici e involontari che spesso ci troviamo a fare per esempio incrociare le dita in segno di portafortuna, il pollice verso l’alto per dimostrare che ci piace…ma mi riferisco ad altri gesti che pur senza parole riescono a dirti tutto.
In un contesto intimo, toccarmi e prendimi i capelli, e’ un’azione che parla di possesso, bramosia e invito a seguirlo.

Se sono io invece che me li lego beh…
sono io che inizio a “parlare” e tu mi ascolti.


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« immagine » C’e’ quel gesto che fanno le donne con i capelli lunghi poco prima di iniziare qualcosa... quel gesto di raccogliersi i capelli con entrambe le mani e legarli con un elastico sopra la testa e se non hanno un elastico, una matita o una penna o qualsiasi altra cosa va bene!!! « immag...
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*** CERVONE CONTRO POIANA ***

17 agosto 2020 ore 15:38 segnala


Non so’ se vi e’ capitato di vedere in questi giorni un video postato su un social dove hanno ripreso un tale che, a bordo strada,
salvava una poiana (uccello rapace predatore)
intrappolata dalle spire di un cervone (serpente non velenoso).

per chi volesse vedere il video questo e' il link :https://www.facebook.com/domenico.vitale.391/videos/2802136280022841/

La visione di lotta tra un predatore e la sua preda suscita in ognuno di noi principalmente uno schieramento per il piu’ debole anche se le nostre radici ci ricordano il contrario : ricordiamo gli antichi romani che esultavano per i piu’ forti mostrando il pollice in basso chiedendo la morte del piu’ debole oppure durante la corrida esultare quando il torero colpisce a morte il toro…tutto questo per il mero spettacolo!




Escludendo questo tipo di spettacolo che personalmente non gradisco, vorrei parlarvi invece della lotta in natura tra due animali che lo fanno solo per sopravvivenza.
Leggendo i commenti lasciati dagli utenti che hanno visionato il video mi ha fatto sorridere e riflettere



- Che coraggio ! Grazie di cuore per questo signore coraggioso! Bravissimo!
- Bravissimo hai fatto un salvataggio molto difficile che ben poche persone l'avrebbero fatto.
- Bello schifo interferire con gli equilibri naturali, un gesto da ignorante puro, complimenti
- A parte il fatto che e’ un biancone e non una poiana, e’ sbagliato intervenire in questi casi. Con la fauna selvatica non si interagisce mai. E’ sempre meglio non improvvisarsi mai salvatori in questi casi. Si aiutano gli animali se in difficolta’ per reti,trappole ecc ma non certo perche’ un animale si cibi... cos’e’ un uccello ha piu’ diritto di vivere di un serpente? Quel serpente avrebbe mangiato e sarebbe stato apposto per settimane mentre ora rischia di morire per l’ignoranza umana !
- Probabilmente il rapace essendo giovane ha attaccato il serpente essendo parte della propria alimentazione il serpente si e’ difeso ovviamente. Chi dice che il serpente si doveva nutrire faccia due calcoli logici di come poteva fare a ingoiare una poiana.
- E’ il rapace che cercava di mangiare il serpente. Quindi e’ il serpente la vittima.



Secondo voi perche’ il nostro istinto ci fa pensare
che il serpente sia quello cattivo?
Eppure e’ piu’ piccolo della poiana.
Eppure quante volte parlando di serpenti associamo la definizione di
“viscido, pericoloso, velenoso, schifoso”. oppure guardandolo la nostra reazione e’ di “fastidio, spavento, terrore”.

Leggevo che il nostro cervello identifica ragni e serpenti come “pericolo” in modo molto veloce e prima ancora che possiamo imparare a temerli. La ragione sarebbe di tipo evolutivo: quello che oggi ci disgusta, un tempo era una minaccia per la sopravvenienza dei nostri antenati.
Sara’ davvero una paura naturale?
Considerando la percentuale altissima di persone che ne hanno paura …credo che sia vero.


Ma ritornando al giudizio dato da varie persone dopo la visione di quel video ci sono, per fortuna, persone che hanno una visione piu ampia della cosa e che si sono espresse con questo commento:


- Bravissimo !!! Bellissimo salvataggio !!! Sarebbero morti tutti e due inutilmente perche’ nessuno dei due sarebbe riuscito a mangiare l’altro !! anche perche’ erano a rischio di essere schiacciati da qualche macchina di transito in strada.

Appoggio questa riflessione per la sola motivazione di essere entrambi a rischio dato che si trovavano su una strada, altrimenti sono d’accordo sul fatto che non bisogna interferire con Madre Natura.


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« immagine » Non so’ se vi e’ capitato di vedere in questi giorni un video postato su un social dove hanno ripreso un tale che, a bordo strada, salvava una poiana (uccello rapace predatore) intrappolata dalle spire di un cervone (serpente non velenoso). per chi volesse vedere il video questo e...
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17/08/2020 15:38:32
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*** Apparato Radicale ***

15 agosto 2020 ore 09:18 segnala


Dopo 25 anni la siepe di confine del mio giardino ha creato problemi di invasione sulla proprieta’ altrui nonche’ in piu’ punti avvolta dall’edera
che l’ha soffocata facendola cosi’ morire.
Non vi dico l’enorme fatica di rimozione sia per l’altezza raggiunta che per la varieta’ di pianta chiamata Pyracantha  ,bellissima fioritura di bacche rosse e fiori bianchi profumati ma con grandi e rigide spine che la collocano al primo posto delle siepi protettive impenetrabili.
Guardando le radici dell’edera che l’ha soffocata ho iniziato la mia riflessione che voglio condividere con voi.
Chi mi legge e mi conosce sa che le mie riflessioni sono dettate da qualcosa di particolare che ho visto o che ho vissuto e guardando l’esuberante e prorompente sviluppo dell’edera
ho pensato agli “apparati radicali” e alla loro importanza.
Sono il lato nascosto delle piante, quel lato non visto e meno apprezzato di cio’ che invece e’ visibile.




Ma che bei fiori! Che buon profumo! Che colori! Sono esclamazioni che lasciamo a coloro che si fermano alle apparenze.
Io sono sempre stata attratta anche dal resto…da cio’ che c’e’ dentro le cose , da cio’ che e’ nascosto. La ragionevole consapevolezza che esiste un lato oscuro in ogni cosa e le radici sono l’ennesima conferma.
Fondamentali per la stabilita’ della pianta, per la sua alimentazione vitale ecc.ecc. sono nozioni elementari che ti insegnano a scuola ma cio’ che piu’ mi incuriosisce e’ come fanno a farsi strada nel suolo evitando gli ostacoli? Che proporzione di lunghezza devono avere rispetto al fusto visibile?
E anche se scontata l’eterna similitudine tra le piante e l’esistenza umana.




Beh sono tenaci e si insinuano ovunque, aggirano sassi e altre radici, rompono asfalti, creano crepe nei muri e a volte emergono anche dal terreno e sembra che questa capacita’ sia data dalla peluria che tutte le radici sono coperte e che fungendo come i baffi del gatto.
Sulla punta di ogni pelo (sto sorridendo e vi prego di non distrarvi nel pensare ad altri peli) e’ collocata una proteina (Rhd2) atta all’assorbimento del calcio proveniente dal terreno ed indispensabile per la sopravvivenza che quando incontra un ostacolo che gli blocca il percorso lui che fa ?
: reagisce cambiando direzione, evitando l’ostacolo
per proseguire il suo percorso di sopravvivenza. (affascinante!)
Ho sempre pensato che se una pianta fosse alta 2 metri avesse la necessita’ di avere radici di altrettante lunghezza invece non e’ per nulla un criterio definito. Leggevo che ci sono fattori ambientali, climatici e soggettivi per tipologia di pianta che invece portano ad uno sviluppo, in media,
da una volta e mezza a quattro volte l’altezza della chioma.
(incredibile cio’ che non vediamo..ma c’e’!)
Documentandomi sulle radici pensate ho letto che alcune piante secolari vivono circa 4000 anni come le sequoie giganti o 2000 anni come i cipressi...incredibile davvero come la natura ci conferma sempre la sua maestosita'!




La vostra curiosita’ vi ha mai portato a pensare e guardare
verso qualcosa che c’e’ oltre al visibile ?
Una bella donna o uomo, un ristorante, una localita’ turistica, insomma qualsiasi cosa che ti offra una bella visione ma poi…..conoscendola bene o assaggiandola o sentendone il profumo ti rendi conto che la visione completa di cio’ che ti attira visibilmente puo’ cambiare
se la associo anche a tutto il resto compreso cio’ che nn e’ visibile.
Esempio una donna/un uomo bello da morire che poi apre bocca e ha voce stridula con cadenza dialettale o addirittura con un livello intellettivo banale ed infantile beh…..dopo 5 minuti che lo guardo passo altrove! Rimane solo ..." un godimento esteriore estermporaneo."
Penso che invisibili radici possono avere questi personaggi? Le radici sono la base di una pianta, la sua forza e la sua crescita dipendono dal sole, dalla pioggia, dal vento… (non certo dai bei fiori che produce) ma senza le radici una pianta non può vivere per molto tempo
. …ed eccolo di nuovo :godimento esteriore estemporaneo!



"Si innamoro' dei suoi fiori
ma non delle sue radici
e quando arrivo' l'autunno
non seppe piu' cosa fare"
(Mujer Arbol)


Mi e' tornato in mente che qualche anno fa lessi un articolo interessante che parlava delle "radici invisibili che manifestano il visibile".
Oggi viviamo in un mondo sempre di fretta che ci insegna a generare felicita' acquistando cose nuove, trovando riconoscimento dagli altri e cercando di apparire sempre al massimo.
Tutto questo apparire verso l'esterno molto spesso ci fa scordare chi siamo e inconsapevolemente perdiamo la nostra identita'.
Non sapere chi siamo crea una certa dipendenza e attaccamento al mondo esterno che ci fa dimenticare di conseguenza cosa veramente vogliamo.




Certo bello accarezzare le foglie, il fiore, il frutto, il tronco di un bellissimo albero ma non dimentichiamoci prima di annaffiare le radici!


"Nutri la parte invisibile di cui la parte visibile e' una conseguenza"


Cavolo che bella lezione di vita mi hanno trasmesso le radici...mi hanno ricordato l'importanza di cio' che non si vede.


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« immagine » Dopo 25 anni la siepe di confine del mio giardino ha creato problemi di invasione sulla proprieta’ altrui nonche’ in piu’ punti avvolta dall’edera che l’ha soffocata facendola cosi’ morire. Non vi dico l’enorme fatica di rimozione sia per l’altezza raggiunta che per la varieta’ di p...
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15/08/2020 09:18:33
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*** hu-u-ou ***

07 giugno 2020 ore 01:20 segnala


Direte....che strano titolo e' questo? per un post della sezione blog di una community dove primeggiano argomenti perlopiu' amorosi, nostalgici,poetici..alcuni personali.. altri condivisi..altri copiati.

Ma che suono e' “ hu-u-ou ” ?

Lascio ad ognuno la propria interpretazione ma vi svelo il perche' io ho deciso di scrivere una mia riflessione su questo suono ripetitivo e malinconico emesso dalla civetta maschio.
Siamo nel 2020 e quanti di voi hanno visto realmente una civetta?
Incontrarla credo che sia una cosa rara, io l'ho sentito qualche volta quando ero piccola ed ero in vacanza nella casa di campagna di alcuni zii ma oggi circondata da case e sovrastata dal rumore e dalla tecnologia
mi domando se ce ne siano ancora.
Documentandomi ho scoperto alcune cose interessanti e misteriose collegata a questo rapace notturno che mi
piacerebbe condividere con voi che mi leggete.
Che sia oggi una specie protetta ne sono più che contenta ma sapere delle sue abitudini crepuscolari/notturne che pur portandola ad uscire di notte rimane vigile ed attenta anche di giorno e cio'la rende più interessante (chissa' forse perche' anche io amo la notte)




Da buon rapace ha una tecnica di caccia infallibile e micidiale, individua la preda si scaglia e la afferra con le sue zampe uncinate. Apparentemente crudele ma e' lo spirito di sopravvivenza di ogni essere vivente.
E' considerata un uccello-simbolo della qualità ambientale, la sua presenza indica infatti che nelle zone in cui vive c'e' una bassa percentuale di inquinamento e smog. Si nutre principalmente di insetti parassiti e piccoli mammiferi mantenendo cosi' alla larga i topi
e altri piccoli animali dannosi alle colture.
….. ma basta parlare di questo rapace con definizioni da Wikipedia perchè credo che sia più interessante scoprire curiosità
e leggende legate a questo animale.




Sapevate che la civetta non e' ,come si sente dire spesso, la femmina del gufo? Sono due rapaci diversi e si puo riconoscere un gufo dai suoi ciuffi sulla testa che la civetta non ha invece.(Io non lo sapevo)...curioso!

Un tuffo nel passato...nell'antico Egitto la civetta era un animale che portava sfortuna, nel medioevo veniva associata alle streghe, nell'antica Grecia invece era un animale considerato sacro dalla dea della sapienza Atena. Oggi e' rappresentata in molti portafortuna....curioso!

Perche' definiamo “civetta” una donna vanitosa? ...perchè in passato la civetta veniva utilizzata dai cacciatori, Per richiamare le future prede la civetta addestrata batteva le ali con inchini, ammiccamenti e altri comportamenti seduttivi....curioso!



hu-u-ou...hu-u-ou... BUFFA!



hu-u-ou...hu-u-ou...MISTERIOSA!



hu-u-ou...hu-u-ou...CRUDELE!



hu-u-ou...hu-u-ou...COCCOLONA!


* / *

NON E' AFFASCINANTE?
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07/06/2020 01:20:30
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