*** Sincronicita’ ***

22 gennaio 2024 ore 11:07 segnala


Anche se a pronunciarla mi si intreccia la lingua oggi voglio condividere con voi, che mi state leggendo, le mie riflessioni nate leggendo questa parola “Sincronicita’.

Generalmente usiamo sinonimi piu’ semplici come ad esempio “coincidenza” per raccontare qualcosa che sia accaduta, in maniera casuale e simultanea, in un determinato luogo e tempo.




Tutto cio’ che casualmente trova una sua esatta collocazione o incastro, tutto cio’ che senza alcuna predeterminazione va a collimare con altri eventi nello stesso identico istante e’ un argomento che mi ha sempre incuriosito e affascinato.

Mi capita spesso, come penso anche a voi, di pensare ad una persona e improvvisamente quella persona mi chiama o mi scrive un messaggio. Quando succede questa manifestazione di “sincronicita’ “…rimango ogni volta meravigliata.




Ecco che la mia curiosita’ mi porta a chiedermi domande del tipo :

E’ davvero tutto casuale?

oppure il nostro inconscio e intuito ci guida verso coloro o qualcosa che fanno parte dei nostri ricordi?

Difficile trovare una risposta se ragiono in modo razionale e/o scientifico anche perche’ non ho una conoscenza specifica al riguardo quindi penso che alla base di una sincronicita’ ad esempio tra due persone ci sia di fondo una sintonia/armonia che li lega.

Quando c’e’ empatia, fiducia, comunicazione e ascolto reciproco e’ piu’ probabile che i pensieri ci riconducano uno verso l’altro.




Ma guarda che coincidenza!

Spesso lo diciamo riferendoci ad un incontro oppure quando troviamo qualcosa che cercavamo.

Mi piace trovare un significato alle cose e pensare che nulla accade per caso e che la coincidenza e’ un riflesso di cio’ che facciamo.

Esempio se io non avessi fatto quella strada non avrei incontrato quella persona, oppure se io non avessi aperto quella scatola in cantina non avrei trovato quella foto che cercavo da tempo. Involontariamente creiamo la coincidenza.




Ognuno di noi reagisce in modo diverso di fronte ad un evento casuale accaduto perche’ di fatto ci viene scombussolata la vita o i programmi che ci eravamo prefissati.

C’e’ chi accetta passivamente il cambiamento indotto dalla casualita’ perche’ crede che sia il destino che ha voluto cosi’.
C’e’ invece quello che analizza la causa/effetto di cio’ che e’ successo e cerca a sua volta di reagire mettendo anche in discussione le proprie convinzioni.

Quest’ultima e’ una reazione a mio parere costruttiva e aperta al cambiamento che, anche se spesso non a lieto fine, ci da’ la possibilita’ comunque di agire e/o modificare futuri eventi (casuali o non) che ci capiteranno.




Dopo questa riflessione posso concludere che quella che a volte sembra la persona giusta al momento sbagliato potrebbe forse essere la persona sbagliata al momento
giusto.


W la Sincronicita’!



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« immagine » Anche se a pronunciarla mi si intreccia la lingua oggi voglio condividere con voi, che mi state leggendo, le mie riflessioni nate leggendo questa parola “Sincronicita’. Generalmente usiamo sinonimi piu’ semplici come ad esempio “coincidenza” per raccontare qualcosa che sia accaduta,...
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*** Breve e Intenso ***

25 novembre 2023 ore 08:18 segnala


Breve e Intenso .. 2 aggettivi che si associano generalmente ad un racconto letto o ad un programma di attivita’ fisica invece li ho scelti come titolo del mio post per raccontarvi un’ esperienza vissuta poco tempo fa.

Siccome amo i doppi sensi sto sorridendo perche’ immagino a cosa state pensando.. tranquilli non vi voglio parlare di una sveltina ma bensi’ di una emozione provata nel visitare la “casa delle farfalle”.

Un progetto inaugurato qualche mese fa vicino a casa mia nel quale un appassionato di insetti ha voluto ricreare, in una serra, un habitat in cui possano proliferare migliaia di farfalle.

A mio parere un idea geniale che regala ai visitatori un ondata di emozioni.




Mai viste cosi’ tante farfalle tutte insieme, di tutti i colori e di tutte le specie, svolazzarmi intorno e posarsi sui vestiti dei visitatori.

Tra tutte le creature terrestri trovo le farfalle una delle piu’ affascinanti in assoluto sia per il loro aspetto esteriore cosi' elegante e delicato che per il simbolo di liberta' e cambiamento che rappresentano.

E' un insetto che non fa rumore, non punge, non fa del male ad altri animali ed e' bello da vedere. Mi sono ritrovata ad osservarle stupita, in silenzio e a distanza, senza avvicinarmi troppo perche’ avevo paura di spaventarle e anche di schiacciarle.

Dopo aver goduto di questa spettacolare visione mi sono avvicinata ad alcune teche con la scritta “nursery” per vedere le crisalidi appese e li’ e’ stato naturale riflettere e ripercorrere il ciclo di vita delle farfalle.




Uovo=bruco=crisalide=farfalla

Prima di raggiungere il loro magnifico aspetto finale, attraversano dei cambiamenti fisici che scientificamente viene detto “metamorfosi”

Anche se lo abbiamo studiato a scuola e’ stato bello ricordare che la mamma farfalla dopo un accoppiamento con il maschio di circa 2 ore, depone delle uova generalmente su delle piante. Dopo 5 giorni circa l’uovo si schiude ed esce un bruco che si nutre della piante dove e’ appoggiato. Una volta cresciuto la sua pelle si indurisce e si crea un guscio protettivo (crisalide) ed e’ li che si trasforma nuovamente. Quando la crisalide si schiude esce il bruco che non lo riconosci piu’ perche’ e’ diventata una bellissima farfalla.




A seconda delle specie, la durata della vita di una farfalla puo’ variare da 1 giorno a qualche settimana.

Breve e intenso!

Qualcuno pigro pensera’ …. che fatica pero’! Ma ne vale la pena?

Certo che si e ci danno un grande insegnamento di vita sulla capacita’ di cambiare e di rinascere.




Siccome a me questa esperienza ha regalato una bella emozione, mi domando se anche tu che stai leggendo proveresti la stessa sensazione nel guardare una farfalla? Mi auguro per te che sia un si!




La tecnologia e il benessere del nostro tempo ci hanno fatto perdere il gusto "dell'emozionarsi".

Basta un click e guardi tutto cio’ che vuoi ovunque esso sia…. Una volta dovevamo organizzare un viaggio e andare fisicamente sul luogo.

Basta un click e acquisti ogni giorno dell’anno un qualsiasi oggetto e il giorno dopo ti viene recapito a casa…

Una volta si aspettava una ricorrenza o il natale per ricevere in regalo qualcosa che desideravi.

Piu’ si desiderava qualcosa…..piu’ era emozionante il momento in cui la ottenevi o ricevevi.





Scelgo senza dubbio il “breve e intenso” piuttosto che un “lungo e debole”

Come diceva Toto’….abbondiamo va... e sceglierei il “ lungo e intenso”


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« immagine » Breve e Intenso .. 2 aggettivi che si associano generalmente ad un racconto letto o ad un programma di attivita’ fisica invece li ho scelti come titolo del mio post per raccontarvi un’ esperienza vissuta poco tempo fa. Siccome amo i doppi sensi sto sorridendo perche’ immagino a cosa...
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*** Vale la pena ? ***

22 settembre 2023 ore 10:45 segnala


E’ un comune modo di dire quando ci assale il dubbio che lo sforzo che stiamo facendo potrebbe non avere i risultato che vorremmo e ci domandiamo ma “ne vale la pena?”

Io, anche se involontariamente, me lo domando quasi sempre. (dico “quasi” perche' puo' succedere che invece le mie reazioni agli eventi siano piu' impulsive e non mi faccio troppe domande) ma generalmente si ..mi pongo questa domanda.

Chiedermi se vale la pena mi aiuta molto a definire il mio personale parametro di tolleranza che mi permette di decidere cosa voglio fare, se la voglio fare, con chi farla e perche’ farla.




Sono consapevole che porsi questa domanda implica da parte mia una valutazione di cosa mi conviene e cosa no, ma penso che sia comunque importante chiederselo anche se decisamente poco altruista ma bensi’ puramente egoistico.

Quando si tratta della propria persona e di star bene con noi stessi ben venga questa forma di egoismo. Se sto bene io, anche tu vicino a me starai bene!




Questa domanda vale in qualsiasi ambito, lavorativo compreso, perche’ ci aiuta e ci permette di gestire meglio il rapporto con gli altri.

Vale la pena di… aspettarli, ascoltarli, capirli…GLI ALTRI?

Dipende dalle varie situazioni e dal momento, dal sentimento che provo, dal rispetto reciproco instaurato, dalle mie energie e dal tempo che ho a disposizione.




Anche se le scelte che vengono fatte seguono principalmente le nostre priorita’ non devono essere viste necessariamente come un “sminuire gli altri” o addirittura viste come “una mancanza di rispetto” ma solo una necessaria organizzazione del proprio tempo per canalizzare al meglio le nostre energie su cio’ che e’ davvero importante per noi




Pero’ se c’e’ un sentimento vero e forte non serve domandarsi se “vale la pena di”….. perche’ secondo me varra’ sempre la pena viverlo!




E’ fantastico quando decidiamo che ne vale la pena perche’ ci armiamo di super poteri che ci fanno superare ogni ostacolo, acquistiamo coraggio che altrimenti non avremmo e troveremmo il tempo e la voglia necessaria che un momento prima pensavamo di non avere.
La fatica, il dolore e le difficolta’ avranno un peso diverso.





A questo punto mi autointervisto e mi chiedo “Vale la pena…?”
tentare = Assolutamente SI
rischiare= Valutando i rischi
guardare= Sempre
vivere= Assolutamente SI
morire=MAI
ricominciare= Assolutamente SI
arrabbiarsi=Quasi mai
chiarire= Sempre
perdere tempo= MAI
arrendersi=MAI
sognare = Sempre
provare = Sempre
sorridere= …..qui sono in difficolta’ perche’ vorrei dire “Sempre” ma purtroppo e’ utopico
amare= Assolutamente SI

Direi che vincono i SI!



Quindi anche se tutto finisce ma la premessa e’ stata che ne valesse la pena, io rifarei tutto da capo, senza se e senza ma, proprio dall’inizio.

Quindi sapete cosa vi dico?

Ne e’ valsa la pena!

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« immagine » E’ un comune modo di dire quando ci assale il dubbio che lo sforzo che stiamo facendo potrebbe non avere i risultato che vorremmo e ci domandiamo ma “ne vale la pena?” Io, anche se involontariamente, me lo domando quasi sempre. (dico “quasi” perche' puo' succedere che invece le mie ...
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*** Questa e' l'Acqua ***

03 settembre 2023 ore 00:05 segnala


Cos'e' l'acqua? lo studente secchione alzerebbe la mano dicendo "composto chimico di formula molecolare H2O in cui due atomi di idrogeno sono legati ad un atomo di ossigeno" ma non e' della sua definizione scientifica a cui stavo pensando.

Ho letto recentemente una storiella scritta da David Foster Wallace, scrittore americano di cui sinceramente non avevo mai sentito parlare fino ad oggi, dal titolo appunto "Questa e' l'acqua"

"Ci sono due pesci che nuotano e a un certo punto incontrano un pesce anziano che va nella direzione opposta, fa un cenno di saluto e dice: "Salve, ragazzi. Com'e' l'acqua? I due pesci giovani nuotano un altro po', poi uno guarda l'altro e fa "Che cavolo e' l'acqua?"




Wallace racconto' questa storiella in un suo discorso che tenne a dei giovani laureati presso un college americano allo scopo di introdurre un argomento molto piu' complesso e importante.

Le realta' piu' ovvie sono spesso anche le piu’ difficili da vedere. Come i 2 pesci Immersi dalla nascita nell'acqua che non pensano e non si chiedono cos'e' la cosa piu' semplice e fondamentale che li circonda.




La gioventu’ ha perso l’abitudine di pensare?
Non so rispondere perche’ mi pongo un ulteriore domanda: ma chi ci ha insegnato a pensare?
Beh sicuramente tutti coloro che in qualche modo hanno avuto a che fare con la nostra eduzione in primis I nostri genitori che ci hanno accompagnato nei nostri primi passi e in aggiunta anche l'istruzione ricevuta a scuola.

Certo ci hanno spiegato e raccontato gli accadimenti piu importanti della nostra storia ma la cosa fondamentale e' stata anche insegnarci a porci altre domande:il perche'? il come? il quando? ecc.




La capacita' di pensare unita alla curiosita' innata che ognuno di noi ha, chi piu' chi meno, puo' davvero essere il nostro faro guida o come la chiamo io la “linfa vitale” che ci permette di crescere e aumentare le nostre conoscenze.

Se invece credessimo ciecamente a supposte verita’, senza metterle in discussione, non avremmo mai la nostra interpretazione delle cose, non avremmo mai la liberta’ di poter scegliere e di poter vedere, senza alcun pregiudizio e in maniera assolutamente personale, tutto quello che ci circonda.




Bene quindi pensare e’ fondamentale! ma e’ altrettanto importante come pensiamo? Direi proprio di si.
Nelle mie giornate “no” mi rendo conto come il modo di pensare, in maniera negativa, indebolisce il controllo della mia vita e cambia il mio stato d’animo.
Quindi come pensiamo e’ lo specchio anche di come ci sentiamo.
Dobbiamo sforzarci quindi di avere solo pensieri positivi. (personalmente ci provo ogni giorno).




Se mi chiedessero oggi “com’e’ l’acqua?” io risponderei che e’ tutto cio’ che mi circonda,
a volte fredda e rinfrescante,
a volte calda e avvolgente,
a volte tumultuosa,
a volte calma,
a volte silenziosa,
a volte rumorosa
…ma nonostante cambi spesso la sua forma la riconosco sempre.




Questa e’ la mia acqua ! Grazie Mr.Wallace



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« immagine » Cos'e' l'acqua? lo studente secchione alzerebbe la mano dicendo "composto chimico di formula molecolare H2O in cui due atomi di idrogeno sono legati ad un atomo di ossigeno" ma non e' della sua definizione scientifica a cui stavo pensando. Ho letto recentemente una storiella scritta...
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*** Abracadabra (Il Potere della Parola)***

26 agosto 2023 ore 07:25 segnala


Abracadabra e’ una formula magica conosciuta da tutti, grandi e piccini.
Colui che la pronuncia e’ capace di creare l’illusione di cambiare la realta’.

Che tu ci creda o no a tutto cio’ che gira intorno al mondo mistico devo dire che sentire “abracadabra” cattura sempre la mia attenzione proprio per il mistero che lo circonda.




Nel passato questa parola era degna di rispetto e venerazione in quanto usata a scopo curativo e protettivo.
Bastava recitare la formula magica per assicurare al destinatario buona salute e protezione.
Veniva incisa su gemme, ciondoli e amuleti, a forma di cono rovesciato, che bastava indossare e pronunciare per undici volte la parola abracadabra con l’accortezza di levare ogni volta l’ultima lettera

abracadabra
abracadabr
abracadab
abracada
abracad
abraca
abrac
abra
abr
ab
a

in questo modo la malattia o la creatura demoniaca che la causava si sarebbe a sua volta indebolita, fino a scomparire.





Curiosita’ : se la punta del cono era rivolta verso il basso la formula magica sarebbe stata usata per distruggere o far sparire il male, come la parola abracadabra che man mano spariva.
Con la punta verso l’alto invece serviva per aumentare la magia.




Oggi invece viene usata per lo piu’ da prestigiatori, maghi e illusionisti che per i loro spettacoli di intrattenimento recitano questo “incantesimo” per far apparire o scomparire qualcosa.

Producono un effetto illusorio che desta sempre meraviglia anche se consapevoli del trucco nascosto.




Anche se per scopi diversi l’utilizzo di questa parola mi fa pensare a che importanza abbiano le parole che usiamo al punto da influenzare il nostro modo di vedere o sentire qualcosa.

Beh penso alla politica, al marketing dove vengono scelte le parole giuste allo scopo di guidare i nostri pensieri verso cio’ che vogliono; di rassicurarci e invogliarci a possedere qualcosa che loro vogliono vendere.




Le parole creano emozioni sia in chi le pronuncia che in chi li ascolta.

Possono incoraggiare, motivare e dare coraggio ma possono anche ferire e deludere.

Insomma la parola puo’ creare o distruggere, incantare o demotivare.

Gran potere quindi!




“Le parole sono formule magiche che possono essere
finestre o muri
carezze o pugni in faccia
sussurrate o gridate
possono ridurre le distanze o allontanarci
possono indurre azioni o provocare reazioni”






Prova a ripetere con me “Abraaaacaaadaaabbbraaaa”

e vediamo se cambia qualcosa….

(Non e’ cambiato niente vero? Lo sapevo ehehe ma non disperare ho un'altra parola magica che possiamo usare)

Prova a ripetere con me “Bibbidi Bobbidi Buuuuuuuuuu”


No comment : - )))))))))

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« immagine » Abracadabra e’ una formula magica conosciuta da tutti, grandi e piccini. Colui che la pronuncia e’ capace di creare l’illusione di cambiare la realta’. Che tu ci creda o no a tutto cio’ che gira intorno al mondo mistico devo dire che sentire “abracadabra” cattura sempre la mia atte...
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*** Baciami Qui ! ***

16 agosto 2023 ore 06:52 segnala


Nonostante abbia un modo generalmente educato di pormi agli altri e di colloquiare verbalmente senza necessariamente intercalare il mio parlato con terminologie volgari, vi devo confessare che qualche volta la parolaccia scappa. (mai bestemmie pero' ....perche' quelle non le tollero a prescindere).

Quando questo succede esclamo con "porca paletta" e non con "..azzo" come invece esclama la maggior parte delle persone.

Pero' ci sono altre situazioni in cui la mia reazione e' piu' colorita specialmente se devo rispondere ad una provocazione.

Ecco che mi scappa "Kiss my Ass" tradotto "Baciami il Culo"





Beh per molti perbenisti puo' sembrare offensivo e volgare ma vi invito a rivalutare questo modo di dire pensandolo in maniera ironica e leggera.

Quante persone conosci che per ottenere favori e/o consensi da altre persone si sottomettono con gesti adulatori?

A voja se ce ne sono! Sono i tipici "leccaculo" che pur di ottenere qualche vantaggio perdono la propria dignita'.




Ma i leccaculi sono tutti uguali? direi proprio di no.
C'e':
-Il lungimirante e' quello che guarda lontano, lecca oggi per incassare domani....perche' non si sa mai.
-Il cecchino che prende bene la mira e spara le sue leccate soltanto al potente di turno, a chi gli puo' servire al momento.
-L'istintivo che lecca tutto e tutti, sempre e ovunque.Gli viene spontaneo schierarsi con il piu bello, il piu' bravo, il piu' intelligente.
-L'adulatore e' colui che segue e adula il suo padrone e scodinzola come un cagnolino.
-Il ruffiano e' colui che per denaro, per compensi o per interessi personali adula in maniera esegerata un altra persona




Mi viene da pensare al venditore che riempie di complimenti il cliente allo scopo di compiacerlo in modo da facilitare la conclusione del contratto;

Lo studente compiacente che annuisce e approva ogni cosa che dice il professore pur di avere voti migliori;

In ambito lavorativo a colui che non contraddice mai il capo. Lo elogia anche se nn approva sperando di rientrare nelle sue preferenze.




Penso che I leccaculi siano piu pericolosi degli "stronzi" perche' gli adulatori si mimetizzano, camuffano la loro cattiveria con modi gentili.

Storicamente i leccaculi sono sempre esistiti. Ovunque ci sia una gerarchia, gli uomini cercano di scalarla e migliorare la propria posizione usando ogni tecnica, stategia piu' o meno scorretta. E' un comportamento che e' risultato sempre vincente.Piu' che i forti e gli arroganti, l'evoluzione ha favorito i servili e gli ipocriti.

Una curiosita' Dante Alighieri colloco' gli adulatori (i leccaculi) nel 8 cerchio dell'Inferno considerandolo piu' grave di un omicido.




Oggi invece che fanno i leccaculi?

Di tutto pur di ottenere un Like! gente che compra delle cagate assurde solo perche' le ha viste indosso a qualche influencer e non perche' rispecchiano i propri gusti e la propria identita'




Ricevere complimenti e sentirsi circondati dal consenso spudoratamente falso, piace sempre di piu'. La verita' fa male e l'adulazione e' sempre piu' vincente.

Da un lato la societa' amplifica la tendenza a leccare, dall'altro aumentano sempre piu le persone che amano ed incoraggiano lo slinguazzamento. (di questo passo le persone sincere saranno una razza sempre piu in via d'estinzione)




Se mi dovessi trovare in una situazione in cui necessita un minimo di adulazione....spero solo di poter scegliere il culo giusto.

Ecco che esce il mio lato malizioso e penso che se devo scegliere chi leccare, sceglierei di farlo non metaforicamene ma fisicamente. Sarebbe decisamente piu interessante!

Per tutti quelli che fanno i sorrisi davanti e poi sparlano dietro alle spalle direi: Baciami il culo!

Per tutti quelli che vorrebbero che facessi qualcosa che invece non voglio fare direi : Baciami il culo!




Per te,affamato come me, di passione e desiderio carnale direi:
Baciami il culo! (..e non solo quello)

R.
(irreverente quanto basta)


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« immagine » Nonostante abbia un modo generalmente educato di pormi agli altri e di colloquiare verbalmente senza necessariamente intercalare il mio parlato con terminologie volgari, vi devo confessare che qualche volta la parolaccia scappa. (mai bestemmie pero' ....perche' quelle non le tollero ...
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*** 963 Hz ***

27 luglio 2023 ore 07:51 segnala


HZ? beh e’ il simbolo dell Hertz, l’unita di misura della frequenza
.....e fin qui ci sono.
Ma i 963 che numero e’?

Ho appena visto in tv un ragazzo adolescente cantare e la sua voce mi ha fatto venire i brividi per quanto fosse dolce e avvolgente.

Nei commenti c’era scritto “il suo canto ha una frequenza di 963 hz conosciuta come frequenza dell’armonia divina” e cio’ mi ha davvero incuriosita perche’ non lo avevo mai sentito.

E’ stato interessante andare a curiosare e riscoprire cosa sono gli HZ e quante frequenze esistono.




Ogni oggetto vibra, il corpo umano vibra…e queste vibrazioni
hanno una precisa frequenza.

In acustica ad esempio e’ il numero che definisce quante volte al secondo
oscilla un’onda sonora.

Lo scatto della lancetta dei secondi di un orologio ha una frequenza di 1 Hz, il parlato di un uomo adulto e’ mediamente tra 70-150 Hz, di una donna tra 150 e 250 Hz e di un bambino tra 250/300 Hz




Ma tutte le frequenze fanno bene al nostro corpo?
O ce ne sono alcune dannose?
Alcuni studiosi hanno definito che alcuni sono tollerati meglio dal nostro cervello piuttosto che altri.
Esempio quelli a bassa frequenza sono piu’ piacevoli rispetto a quelli ad alta frequenza in quanto meno acuti e striduli.
Ho letto che il suono emesso dai delfini per comunicare sia di 8 HZ sia benefico alla nostra psiche, la maggior parte della musica che ascoltiamo vibra a 440 HZche i 528 Hz riparano e armonizzano il DNA, ecc




Si parla molto ultimamente di frequenze sonore benefiche o curative, dei vantaggi che danno al nostro organismo.

Le principali frequenze che dicono di farci star bene sono:

- frequenze benefiche 396 HZ: contro l’ansia
- frequenze benefiche 417 HZ: per combattere la nostalgia e i dispiaceri del passato
- frequenze benefiche 528 HZ: per la riparazione del dna
- frequenze benefiche 639 HZ: per combattere la timidezza
- frequenze benefiche 852 HZ: frequenze benefiche per liberare la mente e stimolare la pace interiore




Attraverso l’orecchio il suono giunge al nostro cervello e come un perfetto studio di registrazione lo propaga a tutti i nostri organi.

Ci sono stati alcuni studi che hanno rilevato che i soggetti sani vibrano ad alcune frequenze sonore e quelli malati ad altre frequenze e che alcune frequenze sono altamente benefiche per il corpo e per la mente perche’ agiscono direttamente sullo stato di salute delle cellule.







Ascoltare musica ad esempio ha effetti benefici sia alla mente che allo spirito.

Mi viene in mente la “musicoterapia” Negli ambulatori medici spesso viene trasmessa, in filo diffusione, della musica di sottofondo allo scopo di rilassarci, nei grandi negozi o ristoranti trasmettono musica perche’ la musica controlla gli stati d'animo e gli stati d'animo influenzano lo shopping.

Ascoltare musica porta beneficio non solo all'uomo ma anche agli animali. Far ascoltare musica classica o jazz agli animali statisticamente ha portato ad esempio le mucche a produrre un latte migliore o le pecore ad aumentare la produzione di lana.




Chissa se queste sensazioni sono universali oppure ognuno di noi reagisce in modo diverso?

Personalmente ho constatato che quasi sempre la musica riesce a donarmi cio' di cui ho bisogno in quel determinato momento.
Se sono stanca e stressata, ascoltare musica mi dona leggerezza e relax , se sto facendo attivita' fisica mi dona forza e ritmo, se sono triste mi avvolge e mi abbraccia o altre volte puo' crearmi la giusta atmosfera intima che serve.




Secondo voi queste vibrazioni funzionano sempre?

Nonostante ci sia molto scetticismo su questo argomento penso che queste vibrazioni, che funzionino oppure no, in ogni caso, vale la pena provarle.

Stimolare la nostra mente in modo positivo per raggiungere uno stato di benessere personale, che sia fisico o mentale, potrebbe benissimo essere una filosofia di pensiero che mi sento di condividere.

Buona frequenza a tutti voi!!!




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« immagine » HZ? beh e’ il simbolo dell Hertz, l’unita di misura della frequenza .....e fin qui ci sono. Ma i 963 che numero e’? Ho appena visto in tv un ragazzo adolescente cantare e la sua voce mi ha fatto venire i brividi per quanto fosse dolce e avvolgente. Nei commenti c’era scritto “il su...
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*** Quel Briciolo di Pazzia***

27 aprile 2023 ore 16:24 segnala


L’altro giorno visto in tv una miniserie in cui i protagonisti, un uomo e una donna, si rincorrono in auto dopo una stupida lite in un parcheggio.

Una suonata di clacson e il gesto della mano, fuori dal finestrino, con il dito medio in su ha innescato una reazione nevrotica di rabbia incontrollata reciproca.

Anche se parliamo di una trama televisiva con le sue dovute finzioni, ho pensato che due personaggi cosi’ fossero davvero folli.




Purtroppo anche nella vita reale ne siamo pieni, lo leggiamo ogni giorno sui giornali, lo sentiamo al tg, di persone apparentemente “normali”, equilibrate e stabili che ad un certo punto esplodono e compiono azioni devastanti.

Mi chiedo ma chi sono veramente i folli? e chi i normali?




Di solito ognuno di noi definisce “normale” colui o colei che segue le regole, che si comporta seguendo delle linee di comportamento imposte dalla societa’ e dal tempo che viviamo.

Ma quando superiamo il limite concesso o non concesso di questa presunta "normalita'" diventiamo pazzi e folli? E chi li decide questi limiti?

Ho sempre pensato che l’argomento “follia” sia sempre stato difficile da affrontare perche’ ognuno di noi in fondo ha paura di cio’ che e’ irrazionale, inconcepibile e di conseguenza anche imprevedibile




Il pazzo lo identifichiamo come una persona bizzarra, senza ragione, irrequieta e pericolosa capace di fare e di farsi del male ..insomma visto come una persona “non-normale” …fuori controllo.

Se pensiamo al termine “follia o pazzia” lo associamo spesso al comportamento di coloro che non sono normali, coloro che non seguono la massa e non agiscono come richiede l’uso comune.




A parte casi dove la follia o pazzia si manifesta con aggressivita’ verso persone estranee prese a caso, non sempre pero’ la follia va considerata come qualcosa di negativo perche’ penso che solo chi osa superare i propri limiti e vedere oltre gli schemi puo’ arrivare a qualcosa che le persone “normali” non vedranno mai.



Grandi personaggi della nostra storia furono considerati folli e visionari e a volte condannati proprio perche’ andavano contro corrente e rifiutavano alcune false verita’ e schemi dettati dalla societa’.
Considerati pazzi se scoprivano o proponevano qualcosa di nuovo e impensabile.

Una follia dettata da mille motivi diversi: per amore (come nell’ Orlando Furioso); per la voglia di scoprire (come Galileo Galilei); per insicurezza personale (in Uno, nessuno, centomila)


“Non esiste grande ingegno senza un briciolo di follia“ (Seneca)




Follia e pazzia sono due sinonimi e quindi non ci sono sostanziali differenze pero' a mio parere

- i folli sono coloro che compiono gesti folli, che escono dall’ordinario e che osano, ma che ci ragionano su e programmano la loro azione per raggiungere cio' che vogliono. Il folle esprime la sua realta’ che agli occhi delle persone normali puo’ apparire distorta soltanto perche’ non e’ una visione comune

- i pazzi solo coloro che non sanno quello che fanno, agiscono senza motivo, senza controllo e senza nessuna morale




Cio’ che per me puo’ essere una pura follia, per un’altra potrebbe essere normalia’.

Quindi penso di non sbagliare se lascio che un briciolo di follia contamini la mia parte razionale e sorridendo concludo dicendo che se qualcuno mi dicesse
“tu non sei normale”
lo accetterei come un complimento


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« immagine » L’altro giorno visto in tv una miniserie in cui i protagonisti, un uomo e una donna, si rincorrono in auto dopo una stupida lite in un parcheggio. Una suonata di clacson e il gesto della mano, fuori dal finestrino, con il dito medio in su ha innescato una reazione nevrotica di rabbi...
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27/04/2023 16:24:08
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*** Boudoir - Essere sexi ma con stile ***

18 aprile 2023 ore 16:39 segnala


Spesso molte persone fraintendono il termine sexi perche’ lo associano unicamente al nudo o al porno
e pensandoci bene non hanno tutti i torti dato che il confine che c’e’
tra la fotografia sensuale, l’erotismo, il nudo, la pornografia e’ molto sottile.

Non e’ tanto il soggetto rappresentato che fa la differenza, nudo o vestito che sia, ma il “come” viene rappresentato.

Il “come” puo’ cambiare tutto e trasformare qualcosa di volgare in qualcosa di elegante.




Penso alle sculture greche che ritraevano uomini muscolosi nudi oppure
dipinti dei grandi pittori del passato come Renoir e Van Gogh
…insomma guardando queste opere d’arte non percepisco nulla di volgare
anzi li trovo eleganti, armoniosi ed e’ un gran piacere guardarli




In ambito fotografico non e’ cosi’ semplice riuscire
ad ottenere questa differenza.

Spesso vengono proposte immagini dove viene messo in risalto soprattutto il lato erotico
del soggetto spesso completamente nudo e/o posizionato in pose esplicite.

Forse e’ qui l’errore. Perche’ per forza deve essere tutto
esplicito e non implicito?

Per quanto mi riguarda trovo che qualsiasi cosa in forma implicita possa aumentare di piu’ il piacere, possa dare piu’ spazio alla nostra fantasia relativamente a cio’ che stiamo guardando




La fotografia boudoir e’ un genere fotografico che rappresenta esattamente tutto questo.

Boudoir e’ una parola francese che significa “stanza privata”
Nel XVIII secolo questo locale adiacente alle camere da letto e bagni, divenne nel tempo una sorta di salottino riservato a sole signore.
Un ambiente intimo ricco di confidenze e chiacchierate sulle avventure con gli amanti, lontane da sguardi e orecchie indiscrete.

Qui le donne di quel periodo si sentivano libere di esprimersi e finalmente si sentivano se stesse, lontane da quei pregiudizi sociali e convenzioni maschiliste di quel periodo.

Oggi nel genere fotografico boudoir si e’ cercato di mantenere quella stessa atmosfera.




Il fotografo effettua i suoi scatti per lo piu’ in ambienti interni
come camere da letto o bagni, i soggetti inquadrati sono parzialmente vestiti o indossano
intimo e le pose sono generalmente spontanee che ci trasmettono intimita’ e sensualita’.

La nudita’ e’ sempre implicita e non esplicita e si da’ piu valore al lato sensuale piuttosto che a quello erotico
…insomma le foto boudoir non sono offensive ne’ volgari.




Penso che non bisogna per forza essere nudi per sentirsi sexi.

Che sia in intimo di pizzo o una canotta o una camicia aperta o un orlo
della gonna alzato che fa intravedere qualcosa
.. tutto questo e’ il magico mondo del “vedo non vedo”





Le fotografie boudoir sono scatti di classe ed eleganti ricchi di sensualita’
che non nascondono le imperfezioni come invece succede nel mondo fotografico della moda
dove ogni difetto viene mascherato con ritocchi al fine di ottenere
una visione cosi’ perfetta da renderla poco reale.







In questi scatti diventa piu’ importante uno sguardo
o una posizione coinvolgente che il nudo di per se’




Queste sono alcune mie riflessioni dettate dal mio animo femminile ma
sarei curiosa di chiedere a voi maschietti cosa ne pensate al riguardo.

Fotografia boudoir VS Immagini pornografiche?


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« immagine » Spesso molte persone fraintendono il termine sexi perche’ lo associano unicamente al nudo o al porno e pensandoci bene non hanno tutti i torti dato che il confine che c’e’ tra la fotografia sensuale, l’erotismo, il nudo, la pornografia e’ molto sottile. Non e’ tanto il soggetto ra...
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18/04/2023 16:39:04
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*** Click ! ***

13 aprile 2023 ore 12:55 segnala


Vi ricordate il vecchio autoscatto che immortalava
qualcosa di particolare che stavamo vivendo?
Una vacanza, una cena tra amici, un bacio.. era un modo di bloccare e conservare i nostri ricordi.

Queste Immagini, che rappresentavano alcuni momenti importanti della nostra vita privata, si conservavano e si condividevano con una cerchia ristretta di amici e/o parenti.





Questo modo di concepire le foto e la loro condivisione e’ cambiata radicalmente.

Anche se il tempo passa e gli strumenti fotografici sono piu’ tecnologici
questa voglia di autoscatto, per bloccare il ricordo di un momento,
non e’ cambiata.

Peccato pero’ che sia cambiato tutto il resto.
Il motivo e lo scopo non sono piu’ quelli.

Ci sono persone che ogni giorno scattano almeno un selfie (autoscatto) anche in maniera ossessiva e lo condividono sui social.




Quando mi capita di vederli pubblicati mi domando sempre
quale possa essere la motivazione che li spinge a rendere pubblico
un momento loro privato.

Bisogno di apparire? Chi piu’, chi meno in ognuno di noi c’e’ un pizzico
di vanita’ e narcisismo.
(non ci vedo nulla di male e in qualche modo lo capisco)

Bisogno di apprezzamenti? A chi non piace sentirsi dire
“ma che carina/o che sei”
(non ci vedo nulla di male a voler piacere e a voler essere ammirati)

Quando pero’ tutto questo diventa una ossessione e un bisogno compulsivo
di farlo continuamente perche’ se non lo facessi sarei depressa e insicura,
il piacere si trasformerebbe in un vero disturbo psicologico.
LA SELFITE




Nel mondo virtuale l’immagine di se stessi diventa piu’ importante di quello
che si e’ veramente (apparenza vs sostanza).

Se non pubblicano foto, se non ricevono like si sentono annoiati e al contrario
dopo averli pubblicato si sentono felici e appagati.

Una ricerca maniacale di riconoscimento e di apprezzamento dagli altri.

Senza accorgerci ci comportiamo in determinati modi solo perche’ lo fanno tutti e non perche’ lo desideriamo veramente

Tutto questo dove ci portera’?

A mio parere ….e’ un vero peccato perche’ in questo modo si perderebbe personalita’ e unicita’




C’e anche chi ha bisogno di crearsi dei ricordi
per paura di perdersi il momento, come se la nostra memoria
non fosse in grado di rendere indelebile quel ricordo
…e io personalmente mi identifico in questa tipologia.

Spesso faccio fotografie e qualche autoscatto perche’ a distanza di tempo,
amo rivedermi e rivedere quei dettagli che il tempo e la memoria
non sono riusciti a conservare.




Detto cio’ ’ mi fa pensare comunque che sia piacevole ogni tanto
scattarsi una foto da soli
per poi pubblicarla perche’ e’ un modo come un altro per comunicare le proprie emozioni.

Se poi lo si fa per il piacere di condivisione o semplicemente per pura vanita’,
a prescendere di quanti like o apprezzamenti ricevo,
penso che non possa rientrare in qualcosa di maniacale ed ossessivo.




Il selfie potrebbe anche non essere solo un atteggiamento narcisista e puerile come superficialmente si puo’ pensare,
ma bensi la scoperta di se’.




Anche io in passato sono stata spinta dalla curiosita’
di vedermi con occhi esterni e mi sono divertita con gli autoscatti.

Scatti a volte buffi e divertenti, a volte intimi e riservati
che pero’ nel rivedermi successivamente mi hanno procurato piacere




Ebbene si tra i tanti miei difetti aggiungiamo pure
….un bel pizzico di narcisismo.



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« immagine » Vi ricordate il vecchio autoscatto che immortalava qualcosa di particolare che stavamo vivendo? Una vacanza, una cena tra amici, un bacio.. era un modo di bloccare e conservare i nostri ricordi. Queste Immagini, che rappresentavano alcuni momenti importanti della nostra vita priva...
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13/04/2023 12:55:06
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