*** Boudoir - Essere sexi ma con stile ***

18 aprile 2023 ore 16:39 segnala


Spesso molte persone fraintendono il termine sexi perche’ lo associano unicamente al nudo o al porno
e pensandoci bene non hanno tutti i torti dato che il confine che c’e’
tra la fotografia sensuale, l’erotismo, il nudo, la pornografia e’ molto sottile.

Non e’ tanto il soggetto rappresentato che fa la differenza, nudo o vestito che sia, ma il “come” viene rappresentato.

Il “come” puo’ cambiare tutto e trasformare qualcosa di volgare in qualcosa di elegante.




Penso alle sculture greche che ritraevano uomini muscolosi nudi oppure
dipinti dei grandi pittori del passato come Renoir e Van Gogh
…insomma guardando queste opere d’arte non percepisco nulla di volgare
anzi li trovo eleganti, armoniosi ed e’ un gran piacere guardarli




In ambito fotografico non e’ cosi’ semplice riuscire
ad ottenere questa differenza.

Spesso vengono proposte immagini dove viene messo in risalto soprattutto il lato erotico
del soggetto spesso completamente nudo e/o posizionato in pose esplicite.

Forse e’ qui l’errore. Perche’ per forza deve essere tutto
esplicito e non implicito?

Per quanto mi riguarda trovo che qualsiasi cosa in forma implicita possa aumentare di piu’ il piacere, possa dare piu’ spazio alla nostra fantasia relativamente a cio’ che stiamo guardando




La fotografia boudoir e’ un genere fotografico che rappresenta esattamente tutto questo.

Boudoir e’ una parola francese che significa “stanza privata”
Nel XVIII secolo questo locale adiacente alle camere da letto e bagni, divenne nel tempo una sorta di salottino riservato a sole signore.
Un ambiente intimo ricco di confidenze e chiacchierate sulle avventure con gli amanti, lontane da sguardi e orecchie indiscrete.

Qui le donne di quel periodo si sentivano libere di esprimersi e finalmente si sentivano se stesse, lontane da quei pregiudizi sociali e convenzioni maschiliste di quel periodo.

Oggi nel genere fotografico boudoir si e’ cercato di mantenere quella stessa atmosfera.




Il fotografo effettua i suoi scatti per lo piu’ in ambienti interni
come camere da letto o bagni, i soggetti inquadrati sono parzialmente vestiti o indossano
intimo e le pose sono generalmente spontanee che ci trasmettono intimita’ e sensualita’.

La nudita’ e’ sempre implicita e non esplicita e si da’ piu valore al lato sensuale piuttosto che a quello erotico
…insomma le foto boudoir non sono offensive ne’ volgari.




Penso che non bisogna per forza essere nudi per sentirsi sexi.

Che sia in intimo di pizzo o una canotta o una camicia aperta o un orlo
della gonna alzato che fa intravedere qualcosa
.. tutto questo e’ il magico mondo del “vedo non vedo”





Le fotografie boudoir sono scatti di classe ed eleganti ricchi di sensualita’
che non nascondono le imperfezioni come invece succede nel mondo fotografico della moda
dove ogni difetto viene mascherato con ritocchi al fine di ottenere
una visione cosi’ perfetta da renderla poco reale.







In questi scatti diventa piu’ importante uno sguardo
o una posizione coinvolgente che il nudo di per se’




Queste sono alcune mie riflessioni dettate dal mio animo femminile ma
sarei curiosa di chiedere a voi maschietti cosa ne pensate al riguardo.

Fotografia boudoir VS Immagini pornografiche?


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« immagine » Spesso molte persone fraintendono il termine sexi perche’ lo associano unicamente al nudo o al porno e pensandoci bene non hanno tutti i torti dato che il confine che c’e’ tra la fotografia sensuale, l’erotismo, il nudo, la pornografia e’ molto sottile. Non e’ tanto il soggetto ra...
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*** Click ! ***

13 aprile 2023 ore 12:55 segnala


Vi ricordate il vecchio autoscatto che immortalava
qualcosa di particolare che stavamo vivendo?
Una vacanza, una cena tra amici, un bacio.. era un modo di bloccare e conservare i nostri ricordi.

Queste Immagini, che rappresentavano alcuni momenti importanti della nostra vita privata, si conservavano e si condividevano con una cerchia ristretta di amici e/o parenti.





Questo modo di concepire le foto e la loro condivisione e’ cambiata radicalmente.

Anche se il tempo passa e gli strumenti fotografici sono piu’ tecnologici
questa voglia di autoscatto, per bloccare il ricordo di un momento,
non e’ cambiata.

Peccato pero’ che sia cambiato tutto il resto.
Il motivo e lo scopo non sono piu’ quelli.

Ci sono persone che ogni giorno scattano almeno un selfie (autoscatto) anche in maniera ossessiva e lo condividono sui social.




Quando mi capita di vederli pubblicati mi domando sempre
quale possa essere la motivazione che li spinge a rendere pubblico
un momento loro privato.

Bisogno di apparire? Chi piu’, chi meno in ognuno di noi c’e’ un pizzico
di vanita’ e narcisismo.
(non ci vedo nulla di male e in qualche modo lo capisco)

Bisogno di apprezzamenti? A chi non piace sentirsi dire
“ma che carina/o che sei”
(non ci vedo nulla di male a voler piacere e a voler essere ammirati)

Quando pero’ tutto questo diventa una ossessione e un bisogno compulsivo
di farlo continuamente perche’ se non lo facessi sarei depressa e insicura,
il piacere si trasformerebbe in un vero disturbo psicologico.
LA SELFITE




Nel mondo virtuale l’immagine di se stessi diventa piu’ importante di quello
che si e’ veramente (apparenza vs sostanza).

Se non pubblicano foto, se non ricevono like si sentono annoiati e al contrario
dopo averli pubblicato si sentono felici e appagati.

Una ricerca maniacale di riconoscimento e di apprezzamento dagli altri.

Senza accorgerci ci comportiamo in determinati modi solo perche’ lo fanno tutti e non perche’ lo desideriamo veramente

Tutto questo dove ci portera’?

A mio parere ….e’ un vero peccato perche’ in questo modo si perderebbe personalita’ e unicita’




C’e anche chi ha bisogno di crearsi dei ricordi
per paura di perdersi il momento, come se la nostra memoria
non fosse in grado di rendere indelebile quel ricordo
…e io personalmente mi identifico in questa tipologia.

Spesso faccio fotografie e qualche autoscatto perche’ a distanza di tempo,
amo rivedermi e rivedere quei dettagli che il tempo e la memoria
non sono riusciti a conservare.




Detto cio’ ’ mi fa pensare comunque che sia piacevole ogni tanto
scattarsi una foto da soli
per poi pubblicarla perche’ e’ un modo come un altro per comunicare le proprie emozioni.

Se poi lo si fa per il piacere di condivisione o semplicemente per pura vanita’,
a prescendere di quanti like o apprezzamenti ricevo,
penso che non possa rientrare in qualcosa di maniacale ed ossessivo.




Il selfie potrebbe anche non essere solo un atteggiamento narcisista e puerile come superficialmente si puo’ pensare,
ma bensi la scoperta di se’.




Anche io in passato sono stata spinta dalla curiosita’
di vedermi con occhi esterni e mi sono divertita con gli autoscatti.

Scatti a volte buffi e divertenti, a volte intimi e riservati
che pero’ nel rivedermi successivamente mi hanno procurato piacere




Ebbene si tra i tanti miei difetti aggiungiamo pure
….un bel pizzico di narcisismo.



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« immagine » Vi ricordate il vecchio autoscatto che immortalava qualcosa di particolare che stavamo vivendo? Una vacanza, una cena tra amici, un bacio.. era un modo di bloccare e conservare i nostri ricordi. Queste Immagini, che rappresentavano alcuni momenti importanti della nostra vita priva...
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*** Effetto Domino ***

31 marzo 2023 ore 09:21 segnala


Sicuramente avrete visto qualche volta la reazione a catena che si verifica quando qualcuno fa cadere una piccolissima tessera posizionata su un piano d’appoggio e questo semplice gesto fa verificare anche la caduta della tessera posizionata a breve distanza, che a sua volta fa cadere anche la successiva e cosi’ via…prende vita “l’effetto domino”

Ho visto alcuni video in cui appassionati di questo “gioco/hobby” posizionano tessere colorate una vicina all’altra e facendo cadere la prima, s’innesca una sequenza di cadute delle successive tessere che man mano che cadono fanno apparire bellissime figure colorate che appaiono
quasi animate grazie a tale movimento.





Un piccolo cambiamento e’ in grado di produrre a propria volta uno analogo.
Questo succede in tantissimi contesti.
Sia in senso fisico come le tessere di un domino
che in senso figurato come qualsiasi altro evento che viviamo.

Ci pensate mai come un piccolo dettaglio a volte anche insignificante,
in realta’ possa determinare
cambiamenti importanti nell’esito di un accadimento?
Io ci penso spesso ed e’ per questo che inconsciamente
cerco di notare anche i piccoli dettagli.




Ogni nostra azione puo’ portarci in una direzione piuttosto che in un'altra, positiva o negativa che sia.

Se l’evento iniziale che produce un tale effetto domino fosse prevedibile e lo riconosciamo come pericoloso ci da’ la possibilita’ di scegliere quale risultato vogliamo e di conseguenza agire in merito.

Ma non sempre e’ prevedibile pertanto ci troviamo inermi nel gestire cio’ che ne consegue o quantomeno solo agendo in fretta possiamo rimediare e far cambiare il corso delle cose perche’ porre un freno potrebbe interrompere la reazione a catena e trasformarla dal negativo al positivo.




Ad ogni azione corrisponde una reazione, una piccola variazione puo’ causare ripercussioni molto piu’ grandi

Tutto questo mi fa pensare al Butterfly Effect (effetto farfalla) menzionato in numerosi libri, film, canzoni ecc.

Senza addentrarmi in discorsi filosofici sulla teoria del caos dove si da’ una spiegazione scientifica/matematica dell’effetto farfalla, ricordo di aver letto invece una cosa curiosa al riguardo e cioe’ che questa definizione ebbe origine da una serie di racconti radiofonici nei quali viene inventata una macchina del tempo che i personaggi usano per immergersi in avventure. In una di queste avventure un turista pesta una farfalla uccidendola e tornando al presente si rende conto che quel piccolo gesto ha cambiato radicalmente il corso dell’umanita’.




Tutto questo e’ un argomento molto interessante che ci permette di riflettere sull’importanza delle nostre scelte e del possibile impatto che possono avere sul mondo che ci circonda.

Scelte che abbiamo fatto, decisioni che ogni giorno prendiamo che siano esse ragionate, ponderate, leggere o impulsive ma che scegliamo di fare o di non fare….portano indiscutibilmente a cio’ che siamo e a cio’ che ci circonda




Anche se le scelte ci portano in situazioni diverse, io credo che il destino ci porti comunque ad un punto di arrivo che e’ gia’ stato scelto per noi e che nessuna nostra scelta puo’ cambiare.


Mi piace pensare che "Tutto e' collegato, in un modo o nell'altro"
ma nonostante questo
non rinuncerei mai a scrivere, su quelle pagine bianche vuote
che ogni giorno la vita ci chiede di riempire.


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« immagine » Sicuramente avrete visto qualche volta la reazione a catena che si verifica quando qualcuno fa cadere una piccolissima tessera posizionata su un piano d’appoggio e questo semplice gesto fa verificare anche la caduta della tessera posizionata a breve distanza, che a sua volta fa cader...
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*** Togliere per Aggiungere ***

23 marzo 2023 ore 17:01 segnala


Definizione apparentemente incoerente
che in realta’ se ci pensate bene non lo e’.

Mi ha incuriosito e mi ha fatto pensare
ma davvero togliendo e’ come se aggiungessi?

Beh sapevo che lo stile di vita minimalista segue una filosofia
di pensiero ben precisa che si basa su alcuni principi che sono
l’esatto opposto del consumismo.

Togliere “cose” per aggiungere valore alla nostra vita,
evitando di spendere o meglio buttare soldi in acquisti
che crediamo siano necessari ma che in realta’ non lo sono.

Togliere cio’ che e’ inutile e superfluo, cio’ che non usiamo,
per avere piu’ spazio e piu’ tempo per concentrarsi
su cio’ che e’ davvero necessario.

Questo modo di fare “spazio” intorno a noi ci aiuta
ad identificare l’Essenziale dal Superfluo.




Se parliamo di cose materiali spesso mi domando:
Quando e’ stata l’ultima volta che l’ho usato?
La risposta mi aiuta a decidere se eliminarla o no.

Molto spesso pero’ negli oggetti si racchiudono i nostri ricordi
..le nostre abitudini e nonostante siano inutilizzati da tempo
io personalmente faccio fatica a liberarmene.

Se parliamo invece di cose immateriali
la scelta di eliminarli diventa piu’ complessa.

Esempio amicizie negative che ci assorbono troppa energia senza farci star bene.
In questo caso spesso non riusciamo ad eliminarle allora cerchiamo
di limitarne la frequentazione (pensiero egoistico lo so)

Esempio cattive abitudini come abbuffarsi nel cibo,
l’abuso di alcol o lo shopping convulsivo sono situazioni
che ci regalano un senso di appagamento momentaneo ma che nel tempo sono deleteri
sia per la nostra salute che per il disordine interiore che ne consegue.




Quando elimini il superfluo tutto sembra essere piu’ semplice,
mi fa vedere nitidamente cio’ che prima era offuscato o celato
e trovo subito cio’ che sto cercando.
Togliere piuttosto che aggiungere .. e’ un modo di vedere le cose.

Mi ricorda molto la filosofia buddhista o altre pratiche Zen dove si inneggia “la gioia del meno”

Nulla da dire su questo pensiero perche’ in fin dei conti
il minimalista sceglie cosa vuole avere.




Questo pensiero minimalista lo trovo molto affascinante anche in campo artistico. Vedere una foto o un quadro privo di dettagli non lo rende meno interessante ai miei occhi perche’ tutta la mia attenzione si concentra su un unico soggetto e ne consegue un apprezzamento maggiore di quell unico dettaglio.




La testa del cagnolino pezzato che fa capolino sopra una scalinata di una casa completamente bianca
e’ semplicemente stupendo e cattura la mia attenzione. Se lo stesso cagnolino fosse in un contesto pieno di fiori, colori, nuvole ,persone lo avrei notato sicuramente successivamente o addirittura neanche lo avrei visto.




Un filo di perle su una schiena di donna nuda ha vinto il primo premio di un concorso fotografico minimal. Assolutamente fantastico.
L’essenziale ci mostra anche l’importanza degli spazi vuoti
che altrimenti non vedremmo e per quanto mi riguarda sono da stimolo per la creativita’.




Decidere di essere minimalista non e’ una scelta che, da un giorno all’altro, ti fa cambiare il modo di essere e di vedere le cose, ma ci vuole parecchio tempo.
Io ad esempio, nonostante ci provi a trovare semplicita’ nelle cose che mi circondono e che faccio quotidianamente , faccio fatica ad avere una visione minimal perche’ ogni cosa che tolgo la sento come una privazione e non come una rinuncia a possedere e una scelta di liberta’ come dovrebbe essere.





“La perfezione si ottiene
non quando non c’è nient’altro da aggiungere,
bensì quando non c’è più nulla da togliere”
(CIT.Antoine de Saint-Exupéry )


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« immagine » Definizione apparentemente incoerente che in realta’ se ci pensate bene non lo e’. Mi ha incuriosito e mi ha fatto pensare ma davvero togliendo e’ come se aggiungessi? Beh sapevo che lo stile di vita minimalista segue una filosofia di pensiero ben precisa che si basa su alcuni ...
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*** Gabbie Mentali ***

19 febbraio 2023 ore 15:58 segnala


Se ci capita un'opportunita' da cogliere..che fai non la cogli?
o meglio
Una situazione nuova da vivere..che fai non la vivi?

Beh devo ammettere che molto spesso rinunciamo a cogliere
delle opportunita’ che ci capitano e preferiamo invece rimanere
nel nostro comfort zone.

Vuoi per l’insicurezza di affrontare qualcosa di nuovo,
vuoi per la paura di cambiare le abitudini
o semplicemente per pura pigrizia spesso non cogliamo l’attimo
... Beh si .. Mi e’ capitato piu’ volte come penso anche a ognuno di voi.

L’insicurezza e la paura ci portano ad evitare le sfide, a rimandare a domani qualsiasi cambiamento e in qualche modo pensiamo che cio’ possa proteggerci da possibili pericoli o delusioni del mondo esterno.




Ecco fatto…. Inconsapevolmente ci siamo ingabbiati da soli.

Dove non ci sono cambiamenti ..arriva la monotonia.

Dove non c’e’ la sorpresa…arriva la prevedibilita’.

Dove non c’e’ curiosita’…arriva l’apatia.

Vogliamo davvero vivere in un mondo monotono, prevedibile ed apatico?




Per molte persone questi dettagli non sono rilevanti.
Accettano di vivere nella loro gabbia mentale c
onvinti di fare la cosa giusta e si accontentano di quello che hanno
piuttosto che rischiare di commettere errori e perdere tutto.



Preferiscono non guardare



Preferiscono tacere


Eppure e' proprio dagli errori che impariamo.
A tal proposito c'e' una definizione che voglio condividere qui con voi e che mi ha sempre portato a riflettere sui miei errori
"L'errore e' l'origine di una evoluzione"

Quando vediamo una gabbia la prima cosa che ci viene in mente e’ la mancanza di liberta’, eppure un animale nato in una gabbia non sa cos'e' la liberta' e pertanto non ne sente la mancanza




Poi ci sono gli “spiriti liberi” che sono sofferenti in ambienti stretti e circoscritti e vogliono di piu’.
Non si curano delle conseguenze e affrontano ogni giorno esperienze nuove.




Quindi cosa ci spinge a volere guardare oltre le sbarre,
ad andare fuori dal nostro recinto?

Assolutamente la curiosita'!

Se non fossimo curiosi ci troveremmo a vivere dentro una bellissima gabbia che sia di dimensione piccola o grande, che sia d'acciaio o d'oro, non ha importanza perche' sara' sempre un recinto fisico limitato oltre il quale non ci e' concesso andare.




Ho specificato recinto fisico perche' ho pensato alle gabbie mentali in quanto purtroppo ci sono anche recinti invisibili creati dal nostro inconscio dal quale e' piu difficile evadere.

Per quanto mi riguarda la mia curiosita' mi ha portato sempre a guardare oltre qualsiasi gabbia anche se devo ammettere che molto spesso amo stare nella "mia gabbia" perche' ho bisogno di un riferimento sicuro e solo circoscrivendo il mio spazio lo sento mio.
E' una gabbia aperta senza porte dove io posso uscire ed entrare a mio piacimento.

Questo mi permette di sentirmi libera nonostante sia dentro un recinto.




Avere la possibilita' di scegliere e manovrare la nostra liberta', che si presenta come una gabbia aperta, e' un buon compromesso
basta solo farne buon uso.


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« immagine » Se ci capita un'opportunita' da cogliere..che fai non la cogli? o meglio Una situazione nuova da vivere..che fai non la vivi? Beh devo ammettere che molto spesso rinunciamo a cogliere delle opportunita’ che ci capitano e preferiamo invece rimanere nel nostro comfort zone. Vuoi ...
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*** Come pensi che io sia ? ***

06 febbraio 2023 ore 11:39 segnala


Qualche giorno fa ascoltai in tv un’ intervista fatta a Michele Guardi’ nel quale promuoveva il suo ultimo libro.

Cito’ alla fine dell’intervista un pensiero, letto recentemente, che gli rimase impresso e che condivideva pienamente.

Nella vita bisogna lasciar credere agli altri che tu sia come loro pensano che tu sia.

Se ti credono furbo … bene!

Se ti credono fesso …. meglio!

Perche’ in questo caso se li vuoi fregare fai prima
.




Per quanto mi riguarda non saprei proprio cosa possano pensare
le persone che pensano di conoscermi.

Non mi pongo la domanda se le persone sono solo conoscenti o semi sconosciuti in quanto sarebbe solo un giudizio superficiale dettato dal mio aspetto esteriore e questo non mi interessa.

Se invece parliamo di persone che conosco e a cui voglio bene diciamo che non mi pongo la domanda di cosa loro pensano di me ma piuttosto nutro la speranza che loro sentano cio’ che io provo per loro
e cioe’ affetto, amore, ammirazione, rispetto.




La maggior parte delle persone pensano
che io abbia un carattere forte,
che non mi fa paura nulla,
che amo essere organizzata,
che sono a volte egoista e cattiva,
ecc.ecc.

Pensano di conoscermi… ma in realta’ in pochi conoscono i miei pregi e le mie debolezze.

Ma in tutto questo discorso mi domando …ma io sono consapevole dei miei punti di forza e non?




Cercato un test attitudinale nel quale ci fosse un elenco di pregi e difetti e ho giocato a contrassegnare con uno smile le attitudini/difetti in cui mi rivedo.

Mmmm….devo dire che il risultato e’ notevole ma credo che troppi pregi e pochi difetti potrebbero lasciar trapelare una certa arroganza.

Quindi dovro’ lavorarci su….in modo da poterli riconoscere e migliorare.




Ma e’ cosi’ importante conoscere il pensiero degli altri?
NI

Si - Nella giusta misura puo’ rivelarsi utile per migliorare
la nostra e l’altrui stima.

No – Se modifico il mio comportamento in base a cio’
che vorrebbero gli altri..

Come sempre il buon equilibrio sta nel mezzo.

Essere attenti al contesto e conoscere l’opinione degli altri
puo’ aiutarci a capire e ad agire di conseguenza.

Farlo senza essere condizionati ci evita di vivere di riflesso e di spersonalizzarci.




E tu che leggi….come pensi che io sia?


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« immagine » Qualche giorno fa ascoltai in tv un’ intervista fatta a Michele Guardi’ nel quale promuoveva il suo ultimo libro. Cito’ alla fine dell’intervista un pensiero, letto recentemente, che gli rimase impresso e che condivideva pienamente. Nella vita bisogna lasciar credere agli altri c...
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*** Fuori dalle righe ***

31 gennaio 2023 ore 13:21 segnala


Guardando per caso questa immagine che ritrae un opera dell’artista indiano Aman Daharweal definita “arte surreale”
oltre a suscitare un effetto ottico psichedelico mi ha fatto pensare al modo di dire “fuori dalle righe”

Quando sentiamo questa espressione subito si pensa a qualcosa di inopportuno, a qualcosa di sbagliato.

La riga in qualche modo rappresenta la normalita’,una linea orizzontale che rappresenta un percorso da seguire, una continuita’, dove non esistono imprevisti, che stando su quella riga ci sentiamo come guidati e non ci fa temere di perdersi.




La societa’ in cui viviamo ci impone schemi precisi, tempistiche da rispettare, percorsi gia’ determinati per essere considerati “normali”.

In una civilta’ dove perlopiu’ siamo di carnagione bianca, una persona che ha un colore di pelle che non sia bianco e’ considerata diversa e inappropriata

Una coppia che si ama che non rispetta il canone di uomo+donna e’ considerata diversa e inappropriata




Eppure penso che, in ogni tempo e in ogni luogo, ci sono state e ci sono persone che hanno messo in discussione queste regole di presunta normalita’ e si sono ribellate.

Hanno osato uscire fuori dalle righe e con il tempo hanno creato dei cambiamenti e dei nuovi ideali.

Per fortuna quindi che al mondo ci sono dei temerari che hanno difeso la loro liberta’ di pensiero e non si sono fatti guidare o assecondare dal sistema.




Come la zebra dell’immagine di copertina del post, a mio parere, e’ una zebra ribelle e creativa, che noncurante delle sue caratteristiche righe che la contraddistinguono, attraversa un mare di righe e riesce lo stesso a distinguersi lasciando la sua traccia.




Mi viene da pensare anche ai fogli a righe che si usavano a scuola da piccoli. Lezioni dopo lezioni ci insegnavano a scrivere sulla riga, ne’ sopra ne’ sotto, e per avere un voto bello cercavamo di farlo come ci diceva la maestra.

Eppure il momento piu’ divertente era il disegno libero dove non c’erano regole e la nostra immaginazione rompeva qualsiasi schema. Ci sentivamo davvero liberi.




Fuori dalle righe e’ anche un modo di pensare, di essere e di vedere le cose.
Non significa necessariamente essere al di fuori di un contesto, bensì farne parte cercando pero’ nuove forme, nuovi colori
in modo da sentirci unici in mezzo alla massa.
Tutto cio’ ovviamente mantenendo equilibrio e maturita’ altrimenti ci troviamo davanti a coloro che si atteggiano ad apparire eccentrici solo per far colpo.




Sicuramente per colui che si ribella al sistema e difende la propria liberta’ di pensiero ne consegue una valanga di critiche e giudizi
da parte di chi invece si reputa “normale”.

Nuotare contro corrente e’ faticoso lo so… ma penso che ne valga sempre la pena.


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« immagine » Guardando per caso questa immagine che ritrae un opera dell’artista indiano Aman Daharweal definita “arte surreale” oltre a suscitare un effetto ottico psichedelico mi ha fatto pensare al modo di dire “fuori dalle righe” Quando sentiamo questa espressione subito si pensa a qualcosa ...
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*** Mettersi a Nudo ***

30 novembre 2022 ore 16:44 segnala


Mettersi a nudo...sembra facile!
Specialmente se si e’ caratterialmente forti e sicuri di se stessi oppure se madre natura e’ stata generosa regalandoti un corpo bellissimo.

Ma in moltissimi altri casi non e’ per nulla facile.

C'e la paura di mostrarsi per come si e' davvero, c'e' la paura di essere giudicati e questo, molto spesso, frena la nostra spontaneita' e ci inducono a comportarci come pensiamo sia meglio per gli altri e non come realmente vorremmo.

Il ragionamento lo so e' sbagliato ma ci sono volte che e' complicato dare trasparenza a cio' che pensiamo e spesso, specialmente per una come me che non ama i conflitti e le discussioni, rimango sul vago e non faccio trasparire i miei pensieri




Usiamo vestiti per coprire la nostra nudita’ fisica.

Usiamo comportamenti e schemi mentali per non far trasparire il nostro carattere, i nostri pensieri, la nostra anima.

Come se volessimo proteggerci da qualcosa o da qualcuno.

Comunque sia penso che questa innata necessita' di protezione superficiale sia assolutamente naturale specialmente se non conosciamo chi ci sta di fronte.




Mettersi a nudo , in senso letterale, e' “spogliarsi” fisicamente mostrando il proprio corpo senza veli.

Il corpo pero' che abbiamo molte volte non e' esattamente quello che desideriamo.
Ho la pancia, ho le gambe storte, ho le smagliature, sono tutte paure che non ci fanno sentire a nostro agio e ci vergogniamo ad apparire nudi.

Superare questi tabu' sulla nostra nudita' fisica diventa ancora piu difficile se pensiamo al contesto sociale in cui viviamo dove tutti cercano la perfezione nel modo di apparire (vedi ritocchi fotografici e/o chirurgici)




Per molti di noi “spogliare il proprio corpo” e’ oggettivamente facile : basta togliersi tutti gli indumenti e voila’ … ci sentiamo piu’ liberi e possiamo anche divertirci su chi riesce a provocare di piu’.

Ma se parliamo di nudita’ emotiva quello e’ un altro discorso.

Uscire allo scoperta con le nostre emozioni, sentimenti, desideri e soprattutto con la nostra intimita’ e’ una situazione riservata a pochi.

Presentarci all’altro senza difese alcune ma solo con il nostro essere trasparente ci permette di conoscere davvero una persona,
tale da sentirla come parte di noi stessi.




Secondo voi ci si puo' mettere a nudo anche nello scrivere?
Credo di si.

Quante volte leggiamo post o articoli con fiumi di parole, dalle quali pero' non traspare alcuna personalita'.

Scrivere di se stessi non e' semplice ma neanche impossibile e chi ci riesce e' una vera goduria leggerlo.

Allora si che I fiumi di parole prendono una forma piu nitida e ci regalano emozioni e pensieri che ,lasciano traccia del loro passaggio.

Mi piacerebbe molto che anche i miei post e le mie riflessioni vi regalassero qualcosa di tracciabile perche' quando pubblico qualcosa in questo blog sono praticamente nuda davanti al pc.(con vestiti o senza e' irrilevante)




Sto pensando che anche nel passato alcuni artisti hanno volutamente esprimere il loro pensiero attraverso la loro arte...la nudita' rappresentata non era altro che una polemica nei confronti dell'ideologia di quel tempo.

Nudita’ che si e’ evoluta nel tempo anche se non sono sicura che sia stata una evoluzione positiva.

Reperti del paleolitico raffiguravano donne nude formose con seni abbondanti come simbolo di fertilita’
Piu tardi l’atleta greco ci regala quella nudita’ che evidenzia la tonicita’ del corpo e simboleggiava la forza e purezza della gloria.
Il Cristianesimo ribalta la concezione: il corpo e’ l’involucro e custode della nostra anima e non piu’ come estetico trionfo di forma.
Successe poi un periodo in cui il nudo era volgare e addirittura un papa ordino’ di coprire le nudita’ ritenute provocatorie nel Giudizio Universale di Michelangelo




Insomma per non annoiarvi con queste citazioni storiche direi che siamo arrivati ai giorni d’oggi dove troviamo il nudo dappertutto, atletico-tonico-irraggiungibile che propaganda illusione di perfezione.

Spesso confondiamo il nudo fotografico artistico da quello pornografico; entrambi ritraggono lo stesso soggetto ma l’intenzione e’ diversa. L’autore sottolinea la naturalezza e la bellezza delle forme, il pornografico vuole suscitare eccitazione e desiderio

Eppure, ancora oggi, molti di noi censurano e giudicano volgare una nudita’ senza pensare che e’ semplicemente un modo per comunicare proteste e/o voglia di sentirsi liberi.

Detto cio’.... lascio a voi la scelta se denudarvi o no.

( giuro che non vi spiero’…. forse:-) )


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« immagine » Mettersi a nudo...sembra facile! Specialmente se si e’ caratterialmente forti e sicuri di se stessi oppure se madre natura e’ stata generosa regalandoti un corpo bellissimo. Ma in moltissimi altri casi non e’ per nulla facile. C'e la paura di mostrarsi per come si e' davvero, c'e...
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30/11/2022 16:44:43
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*** Il Gallo Piacione ***

21 novembre 2022 ore 07:41 segnala


Quanti di voi , una o piu volte nella vita, si sono trovati a fare i piacioni?

C’e’ chi lo fa in maniera naturale perche’ ama crogiolarsi nei complimenti e gli piace un sacco mettersi in mostra.




C’e’ colui/lei che ha costantemente bisogno di attenzioni, pone se stesso al centro di ogni situazione, esagerando modi e soggiogando gli altri con il proprio comportamento (esempio il narcisista)




Ci sono invece persone che, grazie alla fiducia che hanno in se’ stessi e consapevoli delle loro capacita’, ottengono un alto livello di autostima che indiscutibilmente aiuta ad avere un atteggiamento positivo nell’affrontare qualsiasi situazione.




Insomma il “piacione” e’ quella persona che vuole piacer a tutti i costi, vuole essere accattivante e seducente…. e molto spesso lo fa in maniera esagerata.

Pero’ non lo possiamo definire un ruffiano perche’ il suo e’ un vero piacere personale e non ha quei doppi fini che troviamo invece nell’adulatore che corteggia e adula qualcuno solo per ottenere qualche vantaggio o qualcosa.




Il voler piacere non e’ poi una cosa cosi’ grave… anzi!

Pensa al pavone maschio che sfodera la sua ruota di bellissime piume solo per farsi notare dalla femmina che sta valutando con chi accoppiarsi.

Non solo lo fa per mettersi in mostra ma, sfoderare il suo piumaggio, e’ un modo anche di intimidire e allontanare altri pretendenti.(chiamalo scemo!)




Ricevere complimenti o conferme sull’essere belli e intelligenti, ….fa piacere a tutti (basta che siano sinceri e autentici)

Un apprezzamento per il lavoro svolto
Un complimento per il nuovo taglio di capelli
Un fischio di apprezzamento in strada da uno sconosciuto
Un like ricevuto per qualcosa condivisa sui social.

Non ha importanza dove o come o da chi provengono, perche’ quando li ricevi ti emozioni e poi se sono anche inaspettati ci rendono ancora piu’ felici




Guarda che buffo il gallo piacione
Non ha ancora smesso di fare il pavone
Canta, si gonfia, sbatte le ali
La sua superbia non ha uguali


Questa e’ una strofa di una filastrocca per bambini che ho letto recentemente sul web e che ho subito collegato guardando l’immagine di copertina che ho messo a questo post.

Ho sorriso e immaginato questo gallo che si atteggia a pavone, chissa’ se siamo buffi anche noi quando facciamo i piacioni?




Ma dare una immagine di se’ che non corrisponde a quella reale dove ci puo’ portare?

Sicuramente in un campo pericoloso.
In molti casi le apparenze sono ingannevoli e le cose o le persone non sono come sembrano a prima vista.
Dal primo sguardo noti come si vestono, cosa scrivono, come parlano e istintivamente percepisci una "prima" bella o brutta impressione.
Ma e' solo un giudizio esterno che riguarda il suo aspetto esteriore.

Ma puo' bastare limitarsi a quello? per quanto mi riguarda no.
Troppo curiosa di conoscere tutto quello che c'e' oltre, che c'e' dentro, che c'e' nascosto (ovviamente se la cosa cattura la mia attenzione) e solo approfondendo capisco se cio' che ho visto rispecchia la realta'.




Ma tornando al gallo piacione,

sia che abbia scelto di apparire piuttosto che essere se stesso
sia che abbia scelto di essere piacione piuttosto che piacente

devo confessarvi che mi sta simpatico e invidio chi come lui sogna, anche solo momentaneamente, di essere un bellissimo pavone.


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21/11/2022 07:41:17
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*** Indomito Edonista ***

21 settembre 2022 ore 06:45 segnala


A chi non piacerebbe passare la propria vita ricercando il piacere in tutte le sue forme?

Credo che ognuno di noi, chi piu’ chi meno, cerca sempre , nella vita di tutti i giorni, la ricerca di benessere e di appagamento sia fisico che mentale.
Ma se questa ricerca diventa una costante e per di piu’ maniacale
… beh ecco a voi il signor Edonista!

La scimmia curiosa che c’e’ in me e’ andata alla ricerca di altre info relative all’Edonismo e ho letto che
deriva dal greco “endone’ ” cioe’ “piacere”, una filosofia che ha come cardine la ricerca del benessere/piacere e il loro conseguimento rappresenta il vero senso della vita. Il piacere e’ il bene piu’ grande che l’uomo possa possedere.

Direi che il discorso fino a qui non fa una piega e sorridendo dico
”chiamali scemi!”. Chi mai vorrebbe una vita piena di preoccupazione, dolore e tormento?




Ma se questa ricerca costante del piacere fosse fatta ad ogni costo e con qualsiasi mezzo credo che ci porterebbe fuori controllo e ci renderebbe schiavi del piacere stesso,
un legame che trasformerebbe il piacere in malessere.

Se tutto fosse sempre piacevole, se tutto fosse sempre come noi vorremmo, non potremmo riconoscere cio’ che e’ bene”ssere da cio’ che e’ male”ssere.

Se uno non conosce il male non puo’ mai godere a pieno il bene raggiunto.

Penso a quel bambino viziato che, ogni giorno dell’anno riceve regali e attenzioni, si trova a Natale a scartare i propri regali. Lo vedi apatico perche’ per lui’ non e’ emozionante in quanto ricevere regali rientra nella quotidianita’




Quindi signor Edonista, vivere cercando solo il massimo del piacere, rifiutando la mediocrita’ e tutto cio’ non ti procura piacere…
e’ giusto o sbagliato ?

Spesso nelle mie riflessioni e’ una domanda ricorrente e la risposta che mi do’ e’ sempre la stessa.

E’ soggettivo!

Da piccolo il bambino viene sgridato dalla madre perche’ si tocca il pisellino, la chiesa insegna che toccarsi e’ peccato, il sesso e’ peccato, l’omosessualita’ ancora piu’ blasfema …. e noi cresciamo pensando che il piacere carnale come altre manifestazioni d’amore siano sbagliate.




Per me non lo sono.
Riconosciamo il piacere e lo facciamo a prescindere dal giudizio degli altri.
Poi si sa che il proibito attrae!
La ricerca del piacere, quindi a mio parere, non e’ sbagliata basta trovare il buon equilibrio tra razionalita’ e trasgressione.
Almeno cosi’ non ci annoiamo!




Ho fame? Mangio
Ho sete ? Bevo
Ho sonno? Dormo
Sono piaceri naturali ed essenziali che ci appagano fisicamente.

Poi ci sono gli altri piaceri non essenziali, piu’ psicofisico,
che ci fanno star bene.
Mangiare cibi raffinati, sorseggiare un buon vino, guardare la tv, leggere un libro, fare un viaggio, fare sesso… sono piaceri che ,una volta raggiunti, migliorano il nostro umore e alcune volte anche la nostra autostima. (compiaciuti del risultato ottenuto)




Beh mio caro “indomito edonista” ti devo ringraziare per avermi solleticato la curiosita’ nei tuoi confronti e aggiungo che e’ stato un vero PIACERE sparlare di te.

Rilancerei un celebre slogan degli anni 60/70
”Vivere senza fermarsi mai e godere senza freni”



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« immagine » A chi non piacerebbe passare la propria vita ricercando il piacere in tutte le sue forme? Credo che ognuno di noi, chi piu’ chi meno, cerca sempre , nella vita di tutti i giorni, la ricerca di benessere e di appagamento sia fisico che mentale. Ma se questa ricerca diventa una costan...
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21/09/2022 06:45:45
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