Applausi

23 luglio 2010 ore 10:48 segnala

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mi volto. Non mi accade spesso. Ma a volte capita.  La mia mente solca i mari di tre anni consumati  tra le pagine virtuali... 2 giugno 2007. Attirata come tanti dal facile e gratuito. Un Blog. Provo anche io. Riguardo Me. Non avevo molto da scrivere. Ma avevo una gran voglia di stare un po’ con Me. Uno spazio mio. Mio e di nessun altro. Uno spazio dove agglomerare le sfaccettature e le contraddizioni di una donna come tante.

Riguardo quella Me. Una donna piena di sogni in lotta tra loro. Una donna con la consapevolezza di Essere. Non una goccia in mezzo al mare ma tutto il mare in una goccia. Eppure stranamente non piena di Sé, semmai piena di Se. Mi volto ancora. Mi scappa un sorriso. Eppure altre gocce hanno solcato il mio mare. Lacrime che hanno scavato rocce impenetrabili, colpi che hanno percosso un’anima smarrita, lame affilatissime che hanno trafitto statue di marmo. E riguardo Me. E sono ancora io. Intanto l'applauso me lo faccio da sola... questo blog compie 3 anni!!!  Quando ho iniziato non pensavo di dar vita ad un qualche cosa di così duraturo... e adesso la mia creatura è diventata una fedele compagna d'avventura. Rileggendo a ritroso le sue pagine rivivo momenti di vita... riscopro odori... ritornano alla mia mente suoni e rumori... Quante cose sono successe, quante cose stanno accadendo... è stato bello condensarle su un blog...

 

A questo punto un'applauso lo faccio io a voi. Colgo l'occasione per ringraziare -di vero cuore- voi tutti che mi seguite sempre (chi dall'inizio, chi da poco, chi "silenziosamente") con tanto calore ed infinita dolcezza. Sono felice di poter condividere quest'avventura con voi.

 

Bisogna perdersi per ritrovarsi

14 luglio 2010 ore 23:54 segnala

Io, che avevo sempre scelto "il conosciuto", la sicurezza, il controllo su tutto, vivevo ora senza certezze. In totale caduta libera. E non era più così affascinante come i primi giorni, non mi sentivo più Indiana Jones. "

"Tornare a casa la sera, tra le mie cose, prima mi dava tranquillità. Il mio letto, il mio stereo, il mio computer, la mia tazza. Tutti oggetti con cui avevo rapporti da anni. Tutte cose a cui, senza saperlo, la mia persona si aggrappava, che mi dicevano di riflesso chi fossi. Ho compreso in quei giorni quanto l'idea che avevo di me fosse ingombrante, quanto fosse invadente, e si mettesse sempre tra me e il mondo, impedendomi di vederlo. Non avevo mai capito prima che mi dovevo spostare. Spostare da me. "

Avevo praticamente eliminato tutto ciò che mi definiva. Sradicato la mia vita. Stavo vivendo la disgregazione della mia personale esistenza. Come quando vedi dei posti nuovi dopo esserti perso in macchina. Li vedi solamente perché ti sei perso. A me era capitato così. Vedevo parti di me che non avrei mai visto grazie al fatto che mi ero perso. Ero uscito dal solito tragitto che facevo abitualmente nella vita.

 

Girovagare lontano dalla strada che conoscevo in mezzo a paesaggi nuovi e sconosciuti mi faceva paura. Avevo nuovamente paura. Mi ero incartato. Incastrato da solo. Da piccolo mi ero affacciato attraverso la ringhiera del balcone e mi ero bloccato con la testa. C'era voluto mio nonno per liberarmi. All'andata tutto bene, ma nel ritorno le orecchie erano un ostacolo. Eccomi lì nuovamente in quella ringhiera invisibile. Mi ero affacciato per vedere cosa c'era dall'altra parte e non riuscivo più a tornare indietro.

 

(Fabio Volo)  ma potrebbe benissimo essere uscita dai miei pensieri....

 

il rientro

11 luglio 2010 ore 23:06 segnala

Succede che rientri dopo un lungo periodo di vacanza e la voglia di scrivere è davvero poca... Succede perchè hai ancora avvolto il tepore del sole e la limpidezza azzurra dell'acqua del lago, i giorni spartani e le emozioni, anche piccole, ma pur sempre emozioni. Succede che la Luna ci mette un pò a scendere dal cielo dove ancora sogna di stare per immergersi nella realtà quotidiana e fa fatica a riprendere da dove ha lasciato. Succede che l'estate mi ha portata a fare delle lunghe riflessioni, mi hanno dato lo stimolo per modificare alcune cose della mia vita.  Penserete che mi sono divertita per locali e discoteche, posti esotici e tanto altro e invece no, se non qualche giorno al lago,  e poi la piscina e tante  passeggiate nei boschi, insomma, tanto, tanto relax.  Ho vissuto alcune notti sulla spiaggia a camminare scalza in riva al lago, intorno ad un falò ad aspettare l'alba, a fare il bagno al tramonto immergendomi con il sole che sembrava friggere nell'acqua, a fare castelli in aria. Pur preferendo il mare (non ho avuto ancora l’opportunita’ di andarci ma conto di farlo presto) il lago di Garda è  per me  una splendida alternativa, dista poco piu’ di un’ora da Bergamo , e’il  piu'grande d'Italia, offre al visitatore uno scenario naturale con panorami mozzafiato ed e' uno dei piu' apprezzati luoghi di turismo….quando torno su queste acque mi si apre il cuore. Sono un' entusiasta del lago, parlare dell'immenso lago di Garda mi emoziona, lo amo, è il mio "mare, incastonato fra le montagne di tre province: Brescia, Verona e Trento. E' noto per essere considerato un piccolo mare mediterraneo, per il clima e la natura lussureggiante,  argentati ulivi, rinomate vigne, alti cipressi, alloro, oleandri. .. vorrei potervelo trasmettere,  cosi' che anche voi possiate gustare questo angolo di paradiso… appena ci metti piede sembra gia’ di essere in vacanza, Il punto di partenza per scoprire la suggestiva sponda bresciana del lago di Garda è Sirmione, la "perla delle penisole" amata dal poeta Catullo, oggi rinomata località termale con un incantevole centro storico a cui si accede dal ponte del castello scaligero… Lago di Garda: questo specchio azzurro , cantato da Virgilio e Goethe, amato da Catullo e Churchill, ambito dai Romani e Veneziani.

Molte sono le persone che dopo essere state qui almeno una volta, tornano ancora, piu'e piu' volte. Perche'? Un motivo c'e',  lo scoprirete e anche voi probabilmente sarete d'accordo.

Il tempo di riprendere il mio ritmo e  poi torno...Eccome se torno!

 

Grazie a tutti per i commenti che mi avete lasciato e per l'affetto che ogni volta mi dimostrate.

Un abbraccio ad ognuno di voi .

 

Alibi

21 maggio 2010 ore 14:00 segnala

Oggi una donna mi ha detto che era certa che io avessi le palle.  Credo di più in chi, pur cadendo e facendosi male, si rialza si spolvera e ricomincia, piuttosto che in chi, cade sempre in piedi. Perchè i graffi sono necessari. Mi ricordo, da ragazzina, quanto mi dispiaceva quando mia nonna  puliva le mie  scarpe da tennis  facendole tornare bianche. Io non le volevo bianche, le volevo vissute. Solo, bisogna saperli portare i graffi sull'anima, così come gli abiti. Ci sono vestiti magnifici, che addosso a qualcuno, sembrano piuttosto dei copridivano, gettati con noncuranza. Ci sono ostentazioni che stridono. Così come i dolori urlati troppo forte o le cicatrici mostrate a ogni piè sospinto. Sono solo gli alibi della vita. I dolori su un piatto d'argento, come morir di fame con un rolex al polso. Non si può fare una frittata senza rompere le uova.

 

 

 

Ho perso...

18 maggio 2010 ore 23:37 segnala

Ho perso treni e aerei. Più di una volta il portafoglio.
Ho perso indirizzi, soldi. Ma mai l'orgoglio.
Il che è uno sbaglio, se mi fa perdere l'autocontrollo.
Però non mollo  e resto in ballo.
E' un'altra cosa uscita dalla mia Vita, che presto o tardi verrà sostituita ... in un Futuro dove tu sarai Passato remoto, cancellato, dimenticato.
Sarai una foto buttata sul fondo di un cassetto chiuso, coperta da qualche maglia che non uso. E disillusa, ci proverò ad odiare.  Se non riuscirò,mio malgrado, dovrò amare ... ma mai come cura per un vuoto da colmare.
E non mi scrivere, non mi chiamare, non mi pensare.
Perchè da oggi un'altra cosa cerco e sono certa sarà diversa da quella cosa che ho perso "

 

Art.31 

 

Questa notte...

16 maggio 2010 ore 23:51 segnala
Questa notte non voglio dormire. Questa notte voglio sentire. Voglio sentire di fate e di ombre.Voglio contare le stelle che avverano i sogni.Voglio cantare un miracolo che sappia di vero. Voglio giochi fatti di luce e ricordi di trecce di bimba che corrono felici.Voglio telefonate in piena notte, che a regalarsi un sorriso basta poco.Voglio storie da raccontare e silenzi che si lasciano ascoltare. Voglio le mie mani  e le mie tasche, l'oppio dei miei anni. Voglio sacche da marinaio e conchiglie vuote, che poi ci ascolto il mare, quando il mare è lontano. Voglio scrivere storie di straordinaria follia. Voglio abbracci, che la vera distanza è quella di chi ti sta accanto senza vederti. La solitudine di chi non sa toccarti col cuore. Perchè la Vita è un tendone da circo e io l'acrobata sul filo di lana, con un fiore tra i denti e il passo delicato e deciso di chi ha imparato da tempo che i sogni vanno maneggiati con cura,ma senza il timore vigliacco di vederli sparire in un soffio, perchè è allora che li perdi davvero.

 

Voglio salti ad occhi chiusi e cuori puliti.

Dipendenza da internet

13 maggio 2010 ore 12:50 segnala

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TI ACCORGI DI ESSERE MALATO DI INTERNET QUANDO...

 

·  Ti alzi alle 3 del mattino per andare in bagno e prima di arrivarci ti fermi per vedere se sono arrivati dei nuovi messaggi per te.

·  Ti fai fare un tatuaggio che dice "questo corpo si vede meglio utilizzando Internet Explorer 6.0 o superiore".

·  Chiami i tuoi figli: Netscape, Mozilla e TIN.

·  Quando spegni il modem, ti prende un senso di vuoto, come quando ti lascia la tua ragazza.

·  Per tutto il viaggio aereo hai tenuto il tuo portatile sulle ginocchia ed il tuo bambino sullo scomparto superiore.

·  Incominci ad usare le "faccine" anche nella posta normale.

·  Si e' rotto il tuo potentissimo modem. Non ti sei connesso per piu' di due ore. Incominci ad avere le convulsioni. Prendi il telefono, componi il numero del tuo provider e cerchi di dialogare con il modem a fischi....E CI RIESCI!!!

·  Ti trovi a digitare com dopo ogni punto.com

·  Quando vai in bagno dici che vai a fare un download.

·  Quando ti presenti a qualcuno non dai il tuo nome ma il tuo UserID.

·  Tutti i tuoi amici hanno un @ nei loro nomi.

·  Anche il tuo gatto ha una sua "Home Page".

·  Controlli la tua posta, un messaggio dice: "Non ci sono nuovi messaggi"... non e' possibile e la controlli di nuovo.

·  La tua bolletta telefonica non arriva piu' in busta ma in pacco.

·  Quando devi prendere un taxi per tornare a casa dai come indirizzo: "http://www...

·  Quando qualcuno ti chiede l'indirizzo di un distributore di benzina gli dai il tuo IP.

·  Quando passa il cameriere lo chiami server.

·  Ti ritrovi in officina a cambiare l'olio al tuo motore di ricerca.

·  Ordini la pizza via internet invece di telefonare come fanno tutte le persone normali.

·  Vai in farmacia per un'aspirina e chiedi un'antivirus.

·  Non chiami piu' tua madre... lei non ha un modem.

 

PS) questo ovviamente e' un post scherzoso, ma la dipendenza da internet può diventare una vera e propria malattia ...Ho trovato questo test molto simpatico, provatelo anche voi :-)

 

 http://www.nienteansia.it/test/test-dipendenza-da-internet.html

Gli alpini a Bergamo

10 maggio 2010 ore 10:51 segnala
Una grandissima festa, tanta allegria, risate, canti, dialetti, brindisi e la banda.  Bergamo ha accolto gli alpini con un grande abbraccio e con un affetto davvero palpabile. Camminando per le vie cittadine si vedeva un sorriso su ogni volto. Tutti si salutavano, come se si conoscessero o fossero vecchi amici, c’era  un senso di gratitudine da parte della gente per le penne nere, sempre attive su tutti i fronti, che si tratti di protezione civile, di pulire le rogge, le Mura, i boschi. Loro ci sono, con la loro generosità, l’altruismo tanto raro di questi tempi, lo spirito di sacrificio.Grandi e piccoli, uomini e donne, tutti contenti e spensierati in questa tre giorni di adunata. Erano 24 anni che non si vedeva più la città così predisposta all’accoglienza, alla festa, oltre 450 mila persone, calcolando che Bergamo conta 120 mila abitanti.  Il centro pieno come in questi giorni lo si trovava solo qualche ora, quando l’Italia vinse i mondiali di calcio, quando l’Atalanta raggiunge qualche storico risultato. Ma dopo una serata di festeggiamenti, tutto torna alla normalità. Invece la baldoria con gli alpini durata  tre-quattro giorni, se si considera anche la serata di giovedì, quando gran parte dei partecipanti all’adunata raggiunse la città designata ad accogliere le penne nere. C’era un clima di allegria, di spensieratezza, ma  anche tanta passione, un grande sentimento di appartenenza, una serietà nello svolgere i propri doveri di alpino che non viene mai messa in discussione. C’era  commozione, quando si sono intonate le canzoni di guerra, quando qualche reduce si  e’ fermato  a raccontare delle battaglie vissute, la fame, il freddo, la perdita di qualche amico caro. Perché al raduno ci si ritrova, gli aficionados che non si perdono nemmeno un’adunata si danno appuntamento di anno in anno per far festa insieme. All’interno di ogni bar, di ogni ristorante, fuori dalle bancarelle che vendevano cibo e bevande, si vedevano spuntare le penne dai cappelli, i gomiti che si alzavano, vocioni rauchi intonare canzoni che hanno fatto venire la pelle d’oca. Gli extracomunitari guardavano all’evento un po’ straniti, ma anche loro si sono divertiti da tutta questa baldoria. C’era  anche il baracchino del kebab, chissà mai che qualche alpino non abbia voglia di cambiare un po’ rispetto alla solita amata polenta e poi, per concludere, ecco gli spettacolari fuochi d’artificio dalle mura di Citta’ Alta con la porta di San Giacomo illuminata con i colori della  nostra bella bandiera.   Un evento cercato, voluto, ottenuto e preparato da mesi da parte di tutti i gruppi alpini della nostra provincia, un evento che, a distanza di 24 anni da quello del 1986, lascerà sicuramente ricordi indimenticabili  nei cuori degli alpini ma anche in quelli delle gente comune.

 

Alberi

07 maggio 2010 ore 14:28 segnala

Gli alberi sono chiamati Persone in Piedi perchè sono i nostri insegnanti. Essi non se ne vanno in giro come gli esseri umani ma possiedono l'energia della Terra e del Cielo. Le radici degli alberi raggiungono profonde la terra ed i loro rami si protendono alti verso la luce.

In  un posto molto lontano esiste un'isola dove tutto è bello e persino la tristezza dura poco perchè accade sempre qualcosa che la cancella dall'animo. Quando un poco di malinconia assale il cuore dell'uomo e neanche più l'amore riesce ad allontanare la noia, laggiù c'è un albero meraviglioso, unico al mondo, che può guarire da questa malattia e far tornare la serenità. Ha grandi rami azzurri e i suoi frutti sono di madreperla, simili a tanti lumi multicolori che ondeggiano al soffio del vento. La sua corteccia contiene una sostanza che dà forza e il succo dei frutti produce una serenità infinita. Facendo un piccolo foro nei rami e succhiando il liquido che ne sgorga, si prova una grande leggerezza e ogni dispiacere si scioglie come per incanto. Se a questo liquido poi si aggiunge anche quello dei frutti di madreperla, il cuore si riempie di gioia e la vita appare radiosa come un'alba che sorge. Sui suoi rami si posano spesso gli uccelli e vi accorrono anche tutti gli altri animali in cerca di un pò di serenità: la pianta è sempre piena di vita, attorno si incrociano i segni della felicità, da essa risuonano grida gioiose. E' un albero grande come una quercia, cresce ai piedi delle montagne e si chiama l'albero della felicità. Per le persone malinconiche  c'è anche un'altra pianta, diversa, che diffonde musica dalla mattina alla sera. E' un vecchio tronco con i rami che si innalzano nel cielo come canne d'organo e vanno a carpire i più lievi sospiri del vento e li trasformano in musica dolcissima. Sedendo sotto le sue fronde si possono ascoltare le melodie più dolci e le note più sconosciute, concerti di una bellezza infinita e suoni mai uditi prima. Nell'isola c'è anche il lago del sorriso. Tutte le immagini rimangono nell'acqua, anche quando al riva è deserta e così si possono vedere nel lago  le fanciulle  del giorno prima, nuvole già passate, alberi e fiori di altre primavere. Quando una persona si specchia nel lago l'immagine riflessa cambia aspetto e il viso di quella persona, malgrado la sua volontà, si illumina di un sorriso.

 

Sorridete sempre ...agli alberi, agli animali, alle nuvole, al cielo...loro lo fanno. Solo gli uomini sorridono poco ed è per questo che la loro anima e il loro corpo invecchiano prima del tempo.

 

ps) L'ho trovata nel web, mi e' piaciuta molto e ho voluto condividerla con voi :-)

Sindrome da blog

03 maggio 2010 ore 14:05 segnala

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ad un certo punto della carriera di blogger arriva un momento (o più di uno) in cui ci si domanda “E ora cosa scrivo?”, poi l’ansia e il fatto di dover scrivere per forza regolarmente fanno il resto. Il fatto è che aggiornare costantemente un blog non è facile. All’inizio, essendo una novità e avendo molto entusiasmo, è abbastanza semplice trovare argomenti di cui parlare. Ma poi  in genere, le idee iniziano a scarseggiare. Tutti noi sappiamo che è importante mantenere aggiornato il proprio blog, per tenerlo vivo, visitato e capace di attrarre gente da altre parti del Web. Per chi come noi vorrebbe essere costante e cercare di scrivere  un post al giorno, questo può diventare davvero una sorta di sindrome, che spinge ciascuno di noi a googlare da qualche parte,  a visitare questo o quel sito,  a leggere news a carattere tecnologico, o magari a leggere altri blog per riportare notizie e così via.  Il mio consiglio spassionato è quello di scrivere sul blog solo quando se ne ha voglia, o quando si ha qualcosa da dire. Bloggare tanto per bloggare e fare numeri secondo me  non porta da nessuna parte…anzi, porta competizione dove non deve esserci, e soprattutto scatena questa sindrome difficile da curare. Non mi piace vivere il mio blog in questo modo,  per me il blog e’ e deve essere un piacevole passatempo, non uno stress,  preferisco di gran lunga bloggare quando ho qualcosa da dire, quindi, quando mi verra’ l’ispirazione scrivero’ di nuovo, puo’ essere anche domani, non so, so che  oggi non so proprio cosa scrivere, passero’ comunque da voi a leggere i vostri post.

Buon inizio settimana amici :-)