LA NOTTE E LE STELLE....

21 ottobre 2007 ore 13:58 segnala
Guardo la notte. La coperta del mondo è ricamata di stelle, le stesse che nelle notti estive si sciolgono nel mare. Li chiamano desideri. Affacciato al mondo sento arrivarmi negli occhi un vento freddo, li socchiudo, li strofino; resto fermo.
Le stelle a volte scoppiano come fuochi d'artificio confezionati male, scendono sul mondo come pioggia rovente. Sembrano stelle di piombo, troppo pesanti per rimanere nel blu. La candela delle mie preghiere fa poca luce nella stanza, occorre coraggio per fendere le tenebre. Il calore mi culla lo sguardo, lascio che mi scaldi ancora un po'. Alimentata dai miei desideri sussurro speranze fragili, come le parole che non trovo che imbastisco per fede più che per convinzione. Rammenderei il cielo, lo farei con le luci di questa città, le luci di tutti quelli che questa notte non dormono. Bimbi insonni e genitori pazienti, studenti e lavoratori silenti, giornalai,autobus e passanti in attesa dell'alba. Strappo la pagina su cui avevo disegnato un arcobaleno e scritto parole .....
Costruisco un aeroplanino multicolore, leggero, fragile, inchiostro sospeso tra l'aria e il tempo di un volo. Plana leggero sul letto sfatto. Mi accoccolo sul cuscino, cola cera dalla candela dei miei pensieri. Esprimo solo un desiderio in questa notte in cui cadono stelle.... serenità e pace per tutti voi che passate...

Roma - Napoli ... e non solo

21 ottobre 2007 ore 13:54 segnala
sottotitolo: 4 gol pe' 4 gatti   


Ma dico io te pare mai davero,
che quattro reti nun te so' bastate,
pe' chiude sta partita a braccia arzate,
e usci' dar campo vincitore vero?

Sei entrato 'n campo e già so' mazzate,
manco un minuto e perdi uno a zero,
ma er modo de riarzatte tutto 'ntero,
lo trovi pe'  tre-vorte-tre contate.

Prima Pèrotta, poi anche De Rossi,
e poi Pizarro ancor su punizzione,
nun basteno ai tre punti giallorossi.

Ma si nun me ne faccio na raggione
e pe' tre vorte mo rosicchio l'ossi,
io nun perdono più sta distrazzione !

Parma - Roma

07 ottobre 2007 ore 23:02 segnala
Se torna finarmente alla vittoria,
er campo è quello amico der Tardini,
la coppia goleador Totti e Mancini,
tre picchi a zero e gara senza storia.

Se sa, sto match contro i "Certosini",
è come 'n toccasana pe' Trigoria,
quanno ce sta da vince pe' la gloria,
i parmiggiani spesso so' vicini.

Era 'mportante, sì, riarza' la testa,
nun fa' scappa' quell'Inter lassù 'n cima,
e poi torna' ai tre punti e a rifa' festa.

E nun è solo pe' chiude sta rima,
ma è bene dillo adesso che s'è desta,
sta Roma qui nun po' nun torna' prima!

ONORE AGLI SCONFITTI

05 ottobre 2007 ore 21:12 segnala
L'Old Trafford proprio non ci porta bene. Ne usciamo battuti anche stavolta.
Ma il tempio del calcio che ci ha visti umiliati la volta scorsa, stavolta ci deve per forza di cose concedere l'onore delle armi. Solo un gol, la differenza tra il Manchester e la Roma oggi. E se l'arbitro non avesse sbagliato in alcune clamorose occasioni, avremmo forse parlato di una giusta vittoria giallorossa.
Solo un gol, peraltro splendidamente cercato e trovato da Rooney al 71', spezza di fatto un equilibrio che fino a quel momento c'era stato tra le due avversarie.
Prima del gol, il giovane Curci (stasera schierato al posto di Doni, colpito da attacco influenzale poche ore prima della partita) aiutato da una difesa attenta e reattiva, si era ben disimpegnato senza quasi mai rischiare.
Che dire, grande squadra il Manchester soprattutto qui all'Old Trafford, non siamo certo noi a scoprirlo, perfetta sotto tutti i punti di vista e in ogni zona del campo, perfino in quella difesa e in quel portiere che alla vigilia ci avevano dipinto come i veri punti deboli... Ma grande anche la Roma però, che stasera ha dimostrato di "esserci", nonostante (ci si perdoni il gioco di parole) le assenze. Panucci e Cassetti in primis, seguiti dal succitato Doni, in questo momento non si possono regalare...
Ma su tutte ci preme ricordare Taddei, costretto al forfait così come la volta scorsa, in quella maledetta serata di aprile e a nostro parere pedina insostituibile nel gioco di Spalletti. Stasera con il suo gioco a tuttocampo sarebbe stato fondamentale nel contrastare le avanzate inglesi e nel far ripartire quelle giallorosse. La sua assenza nelle ultime partite si è fatta sentire e non a caso i risultati ci danno ragione. Per la serie le disgrazie non finiscono mai, 12 minuti prima del gol inglese si infortuna anche Aquilani.
A parte il dispiacere nel vedere il nostro Campione uscire in lacrime per l'ennesimo infortunio muscolare, nessuno ci toglie dalla testa che con la sua presenza in campo, quella palla a Rooney non sarebbe mai arrivata...
In bocca al lupo Albe'! Torna presto e... più forte di prima.
Tornando alla partita dell'Old Trafford, un buon Manchester sicuramente, ma almeno in un paio di occasioni la Roma è stata danneggiata (stranamente anche a detta dei vari commentatori) da "bizzarre" decisioni arbitrali.
Nel primo tempo, un fuorigioco inesistente fischiato a Mancini solo davanti al portiere, ci ha ricordato quelli che ci hanno penalizzato nelle ultime di campionato. Per la serie: tutto il mondo è paese. Nel secondo tempo, ancora più grave, un rigore negato ancora su Mancini atterrato in area, qualche minuto prima del gol di Rooney, ci avrebbe forse spalancato le porte di una vittoria storica.
Dopo il vantaggio inglese poi, la Roma costruisce almeno tre nitide occasioni da gol, che capitano sui piedi dei vari Totti, Perrotta e (forse la più ghiotta) Esposito. C'è da dirlo? Tutte fallite di un soffio! OK l'arbitro, ma anche noi...
Insomma, l'onta non è stata "lavata" come tutti noi avremmo voluto, ma almeno una bella "pulita" gliel'abbiamo data. BRAVI RAGAZZI!

BARZELLETTA

01 ottobre 2007 ore 23:14 segnala

Due signore "molto romane" si incontrano sotto casa:

La prima: "Inese... bongiorno... 'ndo vai de' bello stamatina?"

Risponde l'altra:" Ooo Bongiorno Sora Marì... e 'ndo voi che vada... vado a fa' la spesa cor missile..."

La prima:" Ma cche sta dì... cor missile... e' mo che è sta novità?"

L'altra:" Che non cio' oh saii?? Cor missile... da quanno i prezzi coll'Euro so iiti ae stelle!!!"

il tema dell'amore

01 ottobre 2007 ore 20:33 segnala
Mi soffermo su un saggio di Alain de Botton pubblicato da Guanda. Si tratta de' "L'importanza di essere amati".

Sul quarto risvolto di copertina l'autore riporta parte del terzo paragrafo del capitolo intitolato al "Desiderio di status" e scrive:

«La vita adulta è caratterizzata da due grandi storie d'amore. La prima, che riguarda la nostra ricerca dell'amore sessuale, è ben nota e ampiamente analizzata: con le sue bizzarrie, è una ricca fonte d'ispirazione per la musica e la letteratura, ed è socialmente accettata e celebrata. La seconda, che riguarda la nostra richiesta di amore al mondo, è invece più segreta e fonte di vergogna. Eppure, questa storia d'amore non è meno intensa della prima, né meno complicata, importante e universale.»

Al secondo paragrafo riporta la fonte dalla quale l'autore ha tratto il convincimento che condurre la propria esistenza si traduca essenzialmente nello stress per non giungere ad essere compreso nella schiera della miriade dei "signor nessuno".

Questa fonte l'ha tratta da la "Teoria dei sentimenti morali" di Adam Smith riportando alcune frasi sotto la forma di domande-risposte:

«Infatti, a che scopo è diretta tutta la fatica e l’affanno di questo mondo? Qual è il fine dell'avarizia e dell'ambizione, della ricerca del benessere, del potere, del predominio? Forse soddisfare i bisogni naturali? Il salario del più umile lavoratore può soddisfarli [...] Ma allora, da dove deriva quell'emulazione che attraversa tutti i diversi ranghi umani, e quali sono i vantaggi che ci proponiamo con il grande fine della vita umana, che chiamiamo miglioramento della nostra condizione? Essere osservato, ricevere attenzioni, essere considerato con simpatia, compiacimento e approvazione sono tutti vantaggi che ce ne derivano [...] L'uomo ricco si vanta delle proprie ricchezze, perché sente che naturalmente attirano su di lui l'attenzione del mondo [...] L'uomo povero, al contrario, si vergogna della sua povertà. Sente che essa lo pone fuori dalla vista degli altri [...] sentire di non essere preso in considerazione necessariamente attenua la più gradevole speranza, e delude il più ardente desiderio della natura umana. L'uomo povero va e viene senza che nessuno lo noti, e quando si trova in mezzo alla folla è al buio come nel suo tugurio [...] L'uomo raffinato e di rango, al contrario, è al centro dell'attenzione di tutti. Tutti sono ansiosi di guardarlo [...] Le sue azioni sono oggetto della pubblica attenzione. Difficilmente una sua parola o un suo gesto restano ignorati».

Ecco, quindi:"Piacere agli altri per essere amati?"

Mi chiedo: ma questo è amore?

Essere oggetto di stupore, ammirazione o di desiderio significa essere amati?

UNA ROMA INGENUA.

30 settembre 2007 ore 23:23 segnala


Tanta Roma e poca Inter, ma solo per la prima mezzora. Poi solo tante ingenuità e... ecco la sconfitta. Un ingenuo Totti che batte troppo "morbido" un calcio d'angolo in favore di un ingenuo Pizarro, che si fa anticipare da Maxwell e lo fa scappare senza opporre la benchè minima resistenza, un ingenuo Perrotta che tenta con un'improbabile scivolata di contrastare Cesar, un ingenuo Giuly che respinge con le mani sulla linea di porta il colpo di testa di Iibrahimovic. Rigore ed espulsione!
PIÙ CULO CHE ANIMA...
L'Inter di oggi, nonostante le cazzate che i soliti cronisti leccaculo ci lasciano intendere raccontandoci di uno "spregiudicato" 4-3-3 votato assolutamente all'attacco, si schiera invece con un prudentissimo e piuttosto "provinciale" 4-5-1 tutto proteso più ad arginare che a proporre... sembrava l'Ascoli di Mazzone, altro che Inter spettacolo!
LA SVOLTA.
I quasi contemporanei infortuni di Dacourt e Iibrahimovic, costringono all'inizio della ripresa, l'allenatore più forte d'Italia a far entrare (suo malgrado) due attaccanti: Crespo e Cruz. Tutti a ribadire la "spregiudicatezza" e la straordinaria predisposizione interista al gioco d'attacco, nessuno fa caso che la Roma gioca in 10 e nessuno nota che in panchina l'Inter dispone solo di attaccanti (Solari, Suazo e Adriano, che insieme a quelli che sono entrati, faranno più di 200 miliardi?)... e adesso ci dicono che la partita l'ha vinta Mancini... ma fatela finita !

GOLIA BATTE DAVIDE
Le differenze sono quelle di sempre: da una parte i soldi, tanti e da spendere anche solo per togliere pedine importanti dal mercato, per non permettere alle avversarie di rinforzarsi (leggi Chivu e Suazo) più che per propria necessità, dall'altra la capacità di gestire i pochi liquidi a disposizione con operazioni mirate e scientifiche. Da una parte almeno 30 giocatori di livello superiore e un allenatore che si lamenta del numero esiguo messo a sua disposizione, dall'altra 11 titolari e (quasi) altrettante riserve, ma un allenatore che nonostante le assenze afferma di schierare sempre la formazione migliore. Da una parte Golia e dall'altra Davide. Stavolta ha vinto Golia.
Si chiude qui il trittico di scontri diretti con un magro bilancio di 2 punti. Si torna per forza di cose coi piedi per terra, cosa peraltro già ribadita da queste pagine in tempi non sospetti, certi di non essere inferiori a nessuna delle squadre finora incontrate, ma consapevoli anche dei limiti mostrati. Mettici anche qualche arbitraggio...

Roma - Inter

30 settembre 2007 ore 12:22 segnala
Ma ch'è successo ? Nun ce credo ancora,
e sì che manca tempo ar Natale,
ma guarda Roma quant'è ospitale,
de fa' rigali a tutti 'n' vede l'ora!

Er tutto è uscito in modo innaturale,
- la mente, si ce penso, me s'accòra -
co'r primo go' che è sortito fòra,
da n'azzione d'attacco ita male.

Co' l'interisti non te pòi permette,
errori grossolani e distrazzioni,
che invece pòi rischia' co' le squadrette.

Ma gnente è perso, nun famo i fresconi,
de crede che da dei, mo so' pippette,
perchè so' forti, sì, da Totti a Doni.

Auguri Capitano

27 settembre 2007 ore 19:56 segnala

In de sta città nostra le coppiette,
nun cjan bisogno mica de parole,
basta 'no sguardo a Roma e alla sua mole,
pe' dasse amore eterno e còre a fette.

La Tèra ha roteato 'ntorno ar Sole,
trentuno vòrte da quer ventisette,
ma Roma ancora prima de vedette,
t'aveva destinato la sua prole.

Te caricasti addosso quell'emblema,
tu orgojo e vanto, simbolo e bandiera,
e j'hai giurato amoR senza problema.

E Roma t'arisponne co' 'na schiera,
ch'er mònno intero se la vede trema,
che oggi t'encorona la criniera!

GIOCHIAMO PER VINCERE

27 settembre 2007 ore 19:18 segnala
Nonostante la pesante assenza del Capitano, di Perrotta e Cassetti, nonostante il non impiego dall'inizio a scopo precauzionale di Juan, Aquilani e Panucci, nonostante una situazione ambientale che farebbe pensare ad un'atteggiamento perlomeno guardingo dei giallorossi, la Roma scende in campo e gioca per vincere anche questa partita.
Il secondo scontro diretto in 3 giorni, in attesa del prossimo tra altri 3 (sabato con l'Inter), ci vede ancora una volta protagonisti di una gara eccezionale sotto il profilo dell'impegno e della qualità, ma si chiude con un pari che, a parer nostro ancora più di quello con la juve, per quanto espresso e per le difficoltà di cui sopra, non dovevamo raccogliere, meritando la vittoria. Bella partita, affrontata a viso aperto da entrambe le squadre (anche la Fiorentina giocava per vincere), ma che è stata condizionata a nostro avviso, da una conduzione arbitrale che definire scarsa è forse un eufemismo. Siamo abituati: alla Roma non è mai bastato vincere per arrivare a centrare obiettivi importanti, ma abbiamo sempre dovuto stra-vincere. Quando ad altri basta l'1-0, magari segnato in fuorigioco, a noi servono 3 gol di scarto e a volte nemmeno quelli bastano...
SEMPRE CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI.

A FORZA DE FA' I SIGNORI, QUESTI CE FANNO ER BISCOTTO !
Alla fine potrebbe essere considerato anche un giusto pareggio, tra due squadre che si sono affrontate a viso aperto, che hanno cercato entrambe la vittoria senza risparmiarsi. Un occhio poco attento, un occhio superficiale, potrebbe giudicare così la partita vista stasera. I commenti dei cronisti e degli addetti ai lavori poi, di certo non aiutano ad avere la giusta impressione su quanto effettivamente è accaduto in campo....
L'avevamo capito subito, ormai abbiamo fatto l'occhio e l'abitudine a certe situazioni ed a certe "atmosfere", che stasera non sarebbe stato facile, non solo per l'avversaria come detto ben disposta, ma per una conduzione arbitrale... incapace? In malafede? Di sicuro nettamente contro. L'ammonizione comminata a Mexes dopo un quarto d'ora, è il preambolo di una direzione praticamente a senso unico. Il francese ammonito da Bergonzi per aver subìto il fallo di Pazzini e non per averlo commesso; alcuni fuorigioco inesistenti che ci avrebbero spalancato la via della rete, segnalati da bandierine incompetenti (o in malafede?) e avallati dal fischietto genovese (incapacità? malafede?); interventi assassini (Donadel su Aquilani al 44' pt) e da espulsione diretta, puniti con il giallo; un rigore nettissimo su Giuly ignorato completamente; per finire con una gomitata volontaria di Mutu su Cicinho al 33' st punita anch'essa con il giallo (quando il regolamento impone l'espulsione diretta); dulcis in fundo, l'azione del rigore segnato da Mutu, parte dallo stesso per arrivare a Vieri atterrato in area da Ferrari.
In sostanza, con il rumeno espulso, l'azione non partiva e il rigore non c'era... ma questa è fantascienza.

MA ER BISCOTTO COMINCIA A AGOSTO
Un calendario da neo-promossa, con tre scontri diretti uno dopo l'altro in 8 giorni (Juve-Fiorentina-Inter), mentre le altre pretendenti giocano partite sulla carta molto più facili, secondo noi meritava una "sollevazione" maggiore. Ora cominciano i problemi con gli arbitri e se un segnale non ci sarà nemmeno stavolta, mettiamoci l'anima in pace...
Forse l'atteggiamento signorile, senza mai protestare, il "basso profilo" sicuramente bello nell'intenzione, quel non far mai sentire la propria voce nelle sedi opportune, quel non voler mai valere le proprie ragioni, potrebbe dare adito a questi signori di continuare nel danneggiarci.
La nostra speranza è quella di vedere, finalmente, qualcuno che si incazza e che denuncia apertamente la situazione. Non per piangere, noi siamo L'AS ROMA, ma per non passare da fessi... FORZA ROMA !!