UNA BEFFA, IL PAREGGIO CI VA STRETTO.

24 settembre 2007 ore 21:08 segnala
La prima (mezza) battuta d'arresto di questa stagione. Dopo tre vittorie in altrettante partite di campionato, arriva lo stop in una sfida pareggiata più per episodi negativi e per gambe che risentono per forza di cose della partita giocata (e vinta) mercoledì in Champions, che per effettivi meriti della (ex) signora. Una partita che per quanto si è visto in campo, contando le occasioni create e purtroppo fallite dai giallorossi o sventate da Buffon, meritava un epilogo decisamente diverso. E invece eccoci beffati a due minuti dalla fine, grazie a un "controfallo" concesso in zona d'attacco, ad un'insolita dormita difensiva e ad una sculata di Iaquinta che di nuca, spalle alla porta, riesce a superare Doni. Per questi motivi casuali, non per demeriti giallorossi, si è giunti ad un risultato che mortifica tutto il grande lavoro della Roma e premia solo i bianconeri che invece dall'inizio hanno cercato solo di limitare i danni.
Testimonianza di questo, sono i grandi festeggiamenti di giocatori e tifosi juventini a fine partita. Bello vedere la grande juve venire all'Olimpico come una provinciale a fare barricate e confidando solo nel contropiede, con l'unico intento di arginare le giocate giallorosse. Il tridente con cui si è schierata oggi non deve assolutamente ingannare, vista la scarsità delle azioni d'attacco prodotte. Dopo un primo tempo che ha visto 3 soli tiri in porta juventini: il gol di Trezeguet (sparito poi per tutta la partita) un tiro di Del Piero neutralizzato da Doni e una punizione dello stesso finita sopra la traversa, il secondo tempo non ha infatti mai visto un bianconero tirare in porta, se non su rigore.
È bello vederli festeggiare, che tenerezza...

Champions

23 settembre 2007 ore 12:38 segnala

LA "ROMA PERFETTA" LAVA L'ONTA EUROPEA
A tre anni da quella maledetta serata in cui Roma città e Roma squadra, fecero (facemmo) una figura terribile. Per meglio dire, la città venne dipinta come una sorta di "culla dell'inciviltà", dove il lancio di oggetti in campo sembrava essere prerogativa dei soli romani (incivili per antonomasia), salvo poi accorgersi che tale pratica era (ed è) ampiamente diffusa in molti altri stadi d'Italia e d'Europa, ma questo è solo un dettaglio, così come lo è un motorino buttato giù dalle gradinate, o un petardo lanciato in testa al portiere avversario... volendo parlare di una sola tifoseria e di una città simbolo di civiltà e tolleranza...
La squadra invece, in quel periodo già mortificata dai cambi in corsa di allenatore e da una situazione societaria non proprio eccezionale, venne fatta oggetto di innumerevoli e impietose critiche che, come al solito quando si parla di Roma, non tennero mai conto delle attenuanti. La stagione di Champions League (così come tutto il resto) finì come tutti sappiamo...
IL DESTINO HA DECISO DI DARCI UN'ALTRA POSSIBILITÀ.
Esattamente tre anni dopo (era il 15 settembre 2004): stesso stadio, stessa competizione europea, stessa avversaria. Stesso tutto quindi, ma non la stessa Roma.
La Roma di oggi, quella di Spalletti per intenderci, è decisamente un'altra squadra rispetto alle precedenti ultime "versioni", nessuno ce ne voglia.
Grande gioco di squadra, abnegazione, sacrificio, spirito di gruppo, tutte cose che sembravano impossibili da trovare a queste latitudini. Tutte cose che, unite alla grande qualità degli interpreti, fanno di questa squadra una tra le più belle d'Italia e d'Europa. Se n'è accorta anche la Dinamo stasera, sovrastata in ogni zona del campo e dominata dall'inizio alla fine. Il risultato, frutto dei gol di Perrotta e Totti, è decisamente bugiardo nelle proporzioni. Molte le occasione fallite di un soffio anche stasera. Due pali su tutte e qualche errore in fase di conclusione, hanno fatto sì che il risultato non mortificasse oltremodo i volenterosi ucraini, già ampiamente umiliati dalla supremazia giallorossa.

ADESSO MANCHESTER
Lavata l'onta di 3 anni fa, rimane ora quella più recente, la peggiore.
La prossima sfida di Champions League sarà proprio quel Manchester-Roma che in tutti noi evoca tristi ricordi. Senz'altro la sconfitta più umiliante della storia giallorossa, venuta lo scorso anno inaspettata, in un momento in cui dopo Lione, tutto ci sembrava possibile, persino la finale ad Atene. E invece, ecco la sorpresa! Forse proprio l'incoscienza, unita alle importanti (e mai rimarcate dalla critica) assenze di quella sera, fu causa di quella disfatta.
Stavolta non ci saranno sorprese, conosciamo già tutto: lo stadio è lo stesso, gli avversari anche, non ci saranno alibi. Come l'anno scorso la sfida dell'Old Trafford arriva dopo una vittoria netta, limpida, per 2-0. Per il gioco di cui sopra e per l'Onore di Roma, il risultato dovrà essere un altro. FORZA ROMA!

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20 settembre 2007 ore 20:26 segnala
Quest'uomo si chiama Mohamed Hegazi.
Ha 25 anni. E' stato condannato a morte in Egitto per essersi convertito al cristianesimo ed essersi fatto fotografare con il Vangelo in mano.
Nessuno  o quasi ne parla.
SVEGLIATEVI!!!
E' una battaglia di civiltà!
Invocare il rispetto della civiltà in un Paese a noi così vicino significa difendere la CIVILTA' per noi e per le generazioni future.

DEDICATO A TE CHE STASERA SEI TRISTE...

20 settembre 2007 ore 20:24 segnala

Nella vita ci sono dei momenti, quando ti manca
qualcuno cosi tanto, che lo vorresti prendere
dal tuo sogno e abbracciarlo veramente!

Non interessarti dell’aspetto, può ingannare.
Non interessarti della ricchezza, svanirà
Cerca qualcuno, che ti costringa al sorriso.
Perché basta soltanto un sorriso
e la giornata più buia sembrerà più chiara.
Cerca qualcuno che costringa il tuo cuore
a ridere.

Sogna quello, che vuoi sognare;
Vai li, dove vuoi andare;
cerca di essere quello, che vuoi essere veramente,
perché la vita è solo una,
e hai solamente una possibilità per fare le cose,
che vuoi fare.

Ti auguro nella vita tanta fortuna, per sentirti bene.
Tante prove, per restare forte.
Le lacrime, per restare umano.
La speranza, per diventare felice

Il più splendido futuro dipenderà sempre
dalla necessità di dimenticare il passato;
non puoi andare avanti nella vita, fin quando
non superi errori passati e il cuore che fa male.

Questo messaggio è rivolto anche alle persone,
che per te significano molto!

… a quelle che ti hanno impressionato in qualche maniera

…a quelle che ti hanno fatto sorridere quando ne avevi veramente bisogno

…a quelle che ti fanno vedere le cose positive quando tocchi il fondo

….a quelle cui tieni alla loro amicizia

…a quelle di cui non puoi fare a meno nella tua vita!

OGNI COSA PUO' CAMBIARE ...

18 settembre 2007 ore 19:07 segnala

UNA CANZONE PUO' INCORNICIARE UN MOMENTO,

UN FIORE COL SUO PROFUMO PUO' SVEGLIARE IL SONNO.

UN ALBERO PUO' INIZIARE UNA FORESTA,

UN UCCELLO PUO' ANNUNCIARE LA PRIMAVERA.

UN INCONTRO PUO' ILLUMINARE IL GIORNO

UN SORRISO INIZIA UN'AMICIZIA,

UN'AMICIZIA PUO' CAMBIARE IL MONDO

UNA STELLA PUO' GUIDARE UNA NAVE IN MARE ,

UNA PAROLA PUO' FISSARE L'OBIETTIVO.

UN RAGGIO DI SOLE ILLUMINA UNA STANZA .

UNA CANDELA ILLUMINA L'OSCURITA'

UNA RISATA CONQUISTERA' IL NOSTRO UMORE .

UN PUNTO E' DA DOVE INIZIA UN VIAGGIO,

UNA PAROLA INIZIA OGNI PREGHIERA.

UNA SPERANZA SOLLEVERA' I NOSTRI ANIMI,

IL TOCCO DI UNA MANO PUO' MOSTRARVI LA CURA .

UNA VOCE PUO' PARLARE CON SAGGEZZA ,

UN CUORE PUO' CONOSCERE CHE COSA E' GIUSTO

UN AMORE PUO' REGALARVI UNA VITA ,

UNA VITA PUO' FARE LA DIFFERENZA ,

MA TUTTO DIPENDE DA .....NOI........!

...STI LUPACCHIOTTI DE STA ROMA BELLA.

17 settembre 2007 ore 19:39 segnala
Bella da morire, perfetta nei meccanismi, letale alla lunga e finalmente anche un po' cinica, spietata, come solo le grandi sanno essere. C'è ancora un po' troppo fioretto e poca clava...

LA VITA .....UN CORSA IN MOTOCICLETTA

16 settembre 2007 ore 12:51 segnala
LA VITA è come una corsa in motocicletta: nessuno sa quanta benzina il destino ha messo nel nostro serbatoio. C'è chi nasce con il pieno e chi, senza saperlo viene alla luce già in riserva. Ma che tu abbia il pieno o poche gocce di benzina poco importa... l'importante è andare al massimo fino all'ultima goccia.....
Nel cuore di ognuno di noi c'è voglia di amore, di tenerezza e di passione e quale dono più grande può avere un uomo, se non, nella sua compagna nella sua donna... una donna ti cambia la vita.... solo lei ha la capacità di farti apprezzare la creazione di tutto ciò che ci circonda.. perchè basta guardarla, ascoltarla, sfiorarla per capire quanto e importante per la tua vita... ogni donna va ascoltata, capita, amata e rispettata. Molte volte mi rendo conto di quante donne,non hanno il giusto rispetto che meritano... donne che continuano ad amare uomini anche se vengono umiliate e represse nelle loro fantasie e nei loro pensieri...
...quale creatura può resistere a questo se non una donna? la donna è capace di soffrire in silenzio sperando che tutto possa cambiare... e crede... crede... crede... fino alla fine che tutto si risolverà...Concludo con una dedica a tutte le donne che hanno sofferto e soffrono per amore......
Quando l'amore c'è ti viene voglia di volare, e il tempo che trascorri insieme non ti basta quasi mai..
Quando l'amore c'è esci di meno con gli amici e cerchi angoli di pace per nasconderti con lui..
Quando l'amore non c'è non hai più voglia di parole, e resti solo ad ascoltare un dolore che non vuoi..
Quando l'amore non c'è ti senti piatto come se fosse caduto il mondo su di te....
Ma se l'amore c'è o non c'è in ogni caso è un'emozione.... lasciamola crescere in noi e ricorda... quando si vuole veramente bene ad una persona possono passare attimi di una vita vissuta, secoli, anni ma quel bene non si dimentichera' mai...la vera felicità non dipende dal numero degli amici, ma da chi si è scelti e da quanto essi valgono. Due cose sono importanti nella vita: una vero amico/a, e aver lasciato in Lei/lui l'incancellabile ricordo del nostro passaggio nella sua vita!

UN BLOG COME SPECCHIO...

16 settembre 2007 ore 12:49 segnala
L'altro giorno mi chiedevo del perchè scrivo su un blog, quale è la motivazione che mi spinge a scrivere i miei pensieri su un qualcosa che viene visto da tante persone. Non mi sono dato una risposta precisa, anche perchè risposte precise non sempre ci sono, visto che nella vita tutto e' mutevole e nulla e' fisso.Tante altre persone scrivono sui blog, persone di ogni eta', ogniuna lascia qualcosa, una traccia, un'energia. I blog sono come uno specchio, dove ognuno riflette la sua interiorita',  e quando, a volte, li leggo, sembra di leggere un po' di anima di chi si appresta a trasmettere un pensiero. Il blog e' come uno specchio come lo sono le persone con cui siamo in relazione, riflettono ciò che siamo, i nostri pregi, i nostri difetti e tutto ciò che ci completa. Ci sono stati blog che per me sono illuminanti, altri hanno trasmesso tutto il dolore di questo mondo, altri ancora sono stati creati come valvola di sfogo, altri per rabbia, per amore, per lanciare messaggi ben precisi.....tante volte chi ci è vicino non ci ascolta e, come in questi casi, si ricorre ad un blog dove si riversano fiumi di parole che a volte hanno un senso altre volte rimangono parole, immagini e basta. L'umanità intera ha bisogno di parlare, di essere ascoltata, ha bisogno di dialogare per far vibrare le corde del cuore e dell'anima, a volte non basta un blog, ci vuole un'altro essere umano che accoglie empaticamente le nostre emozioni guardandoci negli occhi. Un blog, per quanto fantasioso può sembrare, appartiene al mondo virtuale, le emozioni, gli abbracci, appartengono alla realtà, appartengono all'umanità.

P.S. SONO UN APPASSIONATO DEI BLOG AL FEMMINILE..LASCIO UN AVVISO CHI PASSA PER LA PRIMA VOLTA SE VI VA INSERITEMI NEL GRUPPO DEI VOSTRI BLOG AMICI MI PIACEREBBE RITROVARVI..GRAZIE

QUANTE DONNE CHE PIANGONO....

13 settembre 2007 ore 18:07 segnala

Detesto profondamente veder piangere una donna, una donna magari sola, senza il conforto di qualcuno... vorrei proporvi  in sintesi questo articolo che mi ha fatto riflettere molto:

e ci vengono alla mente tante, tantissime figure femminili di amiche, conoscenti, tutte segnate dalla stessa inquietudine e dalla stessa infelicità. Che si comportano nei confronti del proprio malessere interiore esattamente come fanno davanti al malessere fisico: mettendo a tacere i sintomi invece di ascoltarli; imprigionandosi sempre più nel labirinto delle mezze verità e delle mezze bugie; agitandosi e correndo qua e là in cerca di mille cose da fare, ma guardandosi bene dal fare l'unica cosa che potrebbe dar loro un po' di pace e di serenità: fermarsi, ascoltarsi dentro, rendere giustizia a quella verità profonda che hanno misconosciuta, disattesa e calpestata e che adesso grida e piange e si dispera al centro della loro anima. Nel giochino di sostituire l'apparire all'essere, sport preferito della post-modernità, ci siamo cascati tutti, uomini e donne. Sia come sia, il risultato è stato impressionante: aumento vertiginoso delle donne alcoliste, depresse, dipendenti da dosi sempre crescenti di psicofarmaci o dalle sedute psicanalitiche. Ecco, forse la radice del problema è proprio qui, nel rifiuto della donna odierna di essere veramente se stessa. Già, ma cosa c'è di male nel voler essere felici? Assolutamente nulla: solo che bisogna vedere in che cosa si ripone il proprio progetto di felicità. La felicità è uno stato individuale, non esistono regole standard del tipo: "Come ringiovanire di vent'anni, trovarsi un compagno e un lavoro molto più soddisfacenti e ricominciare a vivere in trentacinque minuti". Non esistono scorciatoie e non esistono piccole o grandi furberie per accorciare i tempi, per giungervi con poco sforzo, per arrivare prima ancora di essersi messi in cammino. Nessuna scorciatoia, nessuna autostrada ci può condurre alla meta presto e senza sforzo. Occorre, soprattutto, aver chiara la destinazione: che è la lealtà verso se stessi. Questa deve essere la motivazione profonda, questa la stella polare lungo il cammino, questa la carica per affrontare le incertezze e i turbamenti della vita, le delusioni, le amarezze, le incomprensioni. Il nostro valore non si misura sugli sguardi pornografici che l'altro sesso ci sbava addosso, l'ammirazione volgare della fetta più stupida del genere maschile, fatta di mezzi-uomini che cercano di nascondere i loro problemi infiniti. E' meglio pretendere dall'altro la stessa lealtà che devono esigere da sé stesse. Allora creeranno le premesse per un cambiamento il cui premio, che giungerà gratis, sarà qualcosa di simile a ciò che comunemente viene chiamata la felicità. O che forse, più modestamente ma più realisticamente, si dovrebbe chiamare la pace dell'anima.

E voi che ne dite?..lasciate se possibile un vostro commento..che può aiutarci in questa riflessione grazie..

Amica io soffro quando piangi,

vorrei asciugare le tue lacrime quando piangi,

accarezzare i tuoi capelli quando chini la testa,

sappi amica che anche quando sono lontano dai tuoi occhi,

sei per sempre nel mio cuore.

ALLE AMICHE A CUI SPESSO CHIEDO CONSIGLI

13 settembre 2007 ore 18:03 segnala

Per te che mi commenti

per te che non mi conosci

per te che mi stupisci

per te che mi somigli

per te che in questo silenzio

…bisbigli…

al mio cuore

parole d’amore…

abbracciami,

stringimi,

e con me vola

nelle nuvole e nel sole

perché la tua e la

mia parola…

abbia un valore nel tempo

in questo vento

che ci avvolge

coinvolge, stravolge.

Per te che sei in un'altra

parte del mondo

per te che scendi nel profondo

per te che ammiro

per te che mi sai emozionare

vorrei saper donare

solo poche righe

scritte come tu scrivi…

tu che vivi

tu che mi sei vicino

nonostante sei sotto un altro cielo

togli quel velo

e lasciati andare

anche tu a questo grido

mentre rido, ridi anche tu

e poi stringimi

abbracciami

e con me vola

mentre ci descriviamo

in una parola…

in una sola…

"TI VOGLIO BENE"