“Donadoni, ora vattene!”

23 giugno 2008 ore 11:47 segnala

Brutta Italia, pessimo gioco e disastrosa telecronaca.
Non poteva esserci una serata peggiore.

Ecco la sintesi di una nazionale che mai in questo europeo ha dimostrato di avere uno spessore da grande squadra.
Tutto agonismo, ma non basta.
Ormai si celebra la fine di un biennale fallimentare condotto da Donadoni.

Un uomo che non ha saputo dare un volto a questa nazionale.
Una squadra che davanti ad una buona Spagna non ha saputo incidere.
Toni era smarrito, Perrotta girava a vuoto, Aquilani non ha mai influito qualitivamente, De Rossi quasi stremato, Ambrosini buono solo nella quantità e Cassano spaesato.
 
Con tutta la dinamicità e l’agonismo messo in campo dai ragazzi, l’Italia non ha praticamente fatto nulla e né tantomeno subito.
Da ciò mi stupisce anche come la Spagna non abbia chiuso la partita prima.

Ma tornando a questo disastro degli azzurri, mi chiedo se questo è il volto da dare ad una nazionale che due anni prima aveva vinto un mondiale a testa alta.

Penose le considerazioni dei commentatori della RAI, quasi tutti uniti nel sostenere che l’Italia è uscita a testa alta e che la causa maggiore di questa sconfitta sarebbe nelle assenze di Pirlo e Gattuso, gli stessi che però hanno perso miseramente contro gli Olandesi.
Colpa loro? No, affatto.

La colpa è di come è stata costruita questa squadra, senza un’identità da detentrice di un titolo mondiale.
Donadoni ha pensato bene di costruire una squadra alle spalle di Toni: lancio lungo e che questo ci salvi.
Toni era visto come il Lucarelli nel Livorno e a sprazzi la nostra Italia ha ricordato quel Livorno.
Uno schema di gioco umile rispetto alla qualità che questa squadra può dare, che secondo il mio punto di vista è alla pari di un Brasile, Francia ed Argentina.
Le altre sono un gradino sotto.
Veritiere soltanto sono le considerazioni di Galeazzi: <<Perrotta senza Totti scompare. Perrotta riesce a dare il meglio di se nel gioco di Spalletti.>>
Galeazzi si rifà soprattutto al Perrotta visto nei mondiali, quello che con la presenza di un certo Totti dava più sostanza in fase offensiva e tutto ciò grazie al modulo camaleontico che Lippi riusciva a dare a questa nazionale.

In campo, però, Donadoni ha sempre risposto con questo modulo che può esser valido in una provinciale, quella che contiene nella sua rosa una punta di diamante e nulla di più.
Davanti a giocatori strapagati si deve pretendere una qualità ed una superiorità che con Lippi si è vista sin dalla prima partita.

Fortunatamente gli opinionisti della RAI non hanno voce in capitolo davanti alle testate giornalistiche che domani non avranno pietà su questo CT decisamente non all’altezza.

Abbiamo perso giustamente, meritatamente e non abbiamo lasciato un segno positivo in questo europeo.
Non esprimo amarezza, anzi sono contento, perché l’incubo Donadoni sta volgendo al termine e perché questa Italia non meritava nemmeno di passare il girone.
Ridateci un allenatore professionista e forse possiamo rivedere quei giocatori che potranno pure essere discussi, ma che alla fine fanno sempre la differenza nelle loro squadre.
Donadoni non lo potrà mai capire, perché non ha mai allenato una grande squadra e soprattutto perché non è in grado di saper gestire i campioni: in primis quelli in campo, poi a seguire quelli che ha lasciato inspiegabilmente a casa.

Vattene Donadoni, per il bene della nazionale campione del mondo.

Ale

9548315
Brutta Italia, pessimo gioco e disastrosa telecronaca.Non poteva esserci una serata peggiore.Ecco la sintesi di una nazionale che mai in questo europeo ha dimostrato di avere uno spessore da grande squadra.Tutto agonismo, ma non basta.Ormai si celebra la fine di un biennale fallimentare condotto da...
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23/06/2008 11:47:59
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