Dimmi di questa malattia....

22 settembre 2014 ore 11:47 segnala
Ero al mare, come tutti questi ultimi we, con i miei ragazzi; ed Ale, mio figlio, 16 anni, sempre spavaldo e fiero della sua età e delle sue conquiste amorose mi fa una domanda strana e molto particolare. Dovete sapere che quando il fatto è ludico, leggero, senza importanza mi chiama Marco; quando invece è serio e gravoso mi chiama papà.
Fatta questa premessa vengo al "fatto". Eravamo a riva, quando ad un certo punto mi sento appellare, da mio figlio: "papà". Oh cazzo....penso tra me e me...il fatto deve essere serio. Mi vesto subito di armi potenti quali la pazienza e la predisposizione all'ascolto e alla tolleranza, lasciando a riva le mie manie omicide, che vengono fuori quando sti' ragazzi generano, senza motivo, ossessioni e angosce, con i loro drammi atavici esistenziali. Dico...dai Ale....sputa il rospo! E lui: mi parli di questa cazzo di malattia? Credevo si riferisse al male del secolo (il cancro) e mi chiedo da dove gli uscisse quella domanda. Inizio a preoccuparmi. Mi armo della dolcezza più antica e struggente e chiedo se si riferisse, appunto al cancro. Lui mi ferma subito e mi dice: "ma no...non vorrei mai sapere di una malattia, oggi curabile, nella maggior parte dei casi, su cui sono stati versate miliardi di parole e di scritti. Io parlo di quella malattia incurabile e devastante che prende solo...il cuore: l'amore!" Ahia!!! Il fatto è serio, davvero! Rispondo: "E come è sto' fatto mò? Tu sei stato quello che fino a ieri ha deriso chiunque fosse innamorato e si distruggesse per amore e adesso....ne sei preso e perso anche tu, fino a starci male e a rivolgerti a me? E lui: "Papà....tu ne hai vissute tante...ti ho visto ridere, piangere, sbattere la testa contro il muro, mille volte e poi ti ho visto ritornare sempre al sole; papà fa un male boia, cazzo! Fa qualcosa...aiutami! Credo che tu possa farlo....credo che tu...DEBBA farlo!" Rispondo: "Ale...io da solo non potrei mai farlo, purtroppo non ne sono capace. Sono solo un uomo, figlio mio. Uomini molto più grandi di me ci hanno provato nel corso della storia e del tempo e, sono tutti impazziti; chiunque ci abbia provato è impazzito. E' una malattia dolcissma, molto comune, contagiosissima, al momento non si conosce cura. La devi solo accettare e viverla pienamente sulla tua pelle, dentro ai tuoi occhi, fra le tue mani, nella forza della tua mente e nel calore del tuo cuore...senza mai farti domande. Una cosa posso dirtela, però. Se farai esattamente (quello che leggi in questa foto)

quel "male" forse sarà più intenso, più profondo, più stupendamente devastante ma, sarà senza dubbio più sopportabile e ti devasterà il cuore un po di meno....ma solo un po..figlio mio!
Ale si alza...mi guarda ancora ed io gli dico: "dove vai figliolo?" Da nessuna parte, Marco...Ora ne so solo un po di più....ma solo un po! Ciao figliolo....




La più dolce e la più struggente delle malattie.......
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Ero al mare, come tutti questi ultimi we, con i miei ragazzi; ed Ale, mio figlio, 16 anni, sempre spavaldo e fiero della sua età e delle sue conquiste amorose mi fa una domanda strana e molto particolare. Dovete sapere che quando il fatto è ludico, leggero, senza importanza mi chiama Marco; quando...
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22/09/2014 11:47:22
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Commenti

  1. Evelin64 22 settembre 2014 ore 12:12
    ...è che crescono e noi li vediamo ancora bambini. Sappiamo che dovranno passare attraverso il dolore e la sofferenza per crescere, ma non ci si abitua mai. Hai dato a tuo figlio l'attenzione che un simile argomento merita, senza porgergli una soluzione che ovviamente non c'è. Si', fa male, l'amore fa tanto male, pero' quando ti riempie il cuore, ti ripaga di tutte le sofferenze subite. Tuo figlio ha l'amore del padre, questo è importante per riconoscere il sentimento vero da uno effimero, per cui, è sulla buona strada per saper amare anche con il cuore un po' ammaccato :-)
    Evelin :bye
  2. Dr.Pentothal 22 settembre 2014 ore 12:28
    Grazie Eve, sono le parole che avrei voluto leggere. Un genitore crede sempre di sbagliare...Un genitore porta aventi delle idee e magari quelle non son giuste...allora le cambia credendo che le nuoive vadano meglio. Insomma...per sbagliare devi essere un genitore. Per capire ce esistono gli errori devi indossare quelle vesti. Oh mio Dio...com'è difficile quel "mestiere". A volte penso...se faccio bene ad essere ancora attento ma in disparte, pronto a sorreggerli ancora, nonostante sul mio calendario stia venendo inverno.
    Ciao....donna saggia dall'arcobaleno negli occhi....Un fiore per la tua squisita disponibilità. :rosa
  3. julia.pink 22 settembre 2014 ore 12:56
    E purtroppo è una malattia che neanche il più amabile dei genitori può alleviare.... :rosa
  4. Dr.Pentothal 22 settembre 2014 ore 13:09
    Juliaaaaa...che piacere averti qui. Hai la capacità di emozionare un amico, come poche. Sempre schiva, sempre attenta, mai invadente, sempre presente nei momenti più particolari. Peccato io abbia poco tempo per guardare il tuo meraviglioso blog, sapientemente gestito con la tua anima ed il tuo sentire ed impreziosito da amici molto attenti e presenti. Ma mi riprometto di farlo al più presto perchè è raro leggere cose così particolari da una penna non ancora trentenne.
    Grazie delle tue belle parole ma...credimi cerco solo di fare il meglio ma poi...ecco i dubbi che ti assalgono. I dubbi di commettere qualche errore. Immancabile quando tratti "materiale umano": la più grande macchina difettata del creato. E non c'è ahimè...tagliando completo che tenga!
    A presto mia giovane e profonda amica.
  5. julia.pink 22 settembre 2014 ore 13:12
    Gli errori li commettiamo tutti, e io amo la gente che sbaglia e sa riconoscerlo. Un bacio a te e grazie delle belle parole. :rosa
  6. Dr.Pentothal 22 settembre 2014 ore 13:15
    Non ho detto mica una str....E' la verità ed è palese a tutti. Io so condannare senza indugio, so chiedere perdono dei miei errori...e so esaltare l'umanità di chiunque. Valuto in egual misura tanto il mio coraggio quanta la mia paura....sempre. Grazie a te.
  7. Ainom 22 settembre 2014 ore 14:17
    Credo che amare non sia mai tempo perso, neanche quando l'amore provoca sofferenza. Ed e' un cammino che tutti dobbiamo affrontare perche' solo cosi' si puo' apprezzare in pieno la parte bella che questo sentimento ci riserva. Cercarne una cura, oltre ad essere cosa impossibile, toglierebbe il piacere di assaporare l'altalena di sensazioni, di emozioni, che questo sentimento ci offre e nella quale ogni individuo si sente vivo. Un genitore puo' solo sperare che il figlio trovi il giusto equilibrio e che i sorrisi che vedra' sul suo volto siano cosi' potenti da asciugare ogni lacrima...
  8. Dr.Pentothal 22 settembre 2014 ore 14:50
    No...Ainom....NON E' MAI TEMPO PERSO! Quel percorso lo dobbiamo fare tutti...anche i nostri amati ragazzi e ben vengano le prime lacrime...."d'amore"
    Grazie...Ainom....belle parole...le tue.

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