Kintsugi...(rendere più prezioso...)

10 ottobre 2014 ore 17:28 segnala
Molto spesso crediamo, ERRONEAMENTE, che quando subiamo un incidente, un fatto treaumatico, affrontiamo e superiamo una malattia invalidante sia essa fisica o psicologica; la vita, poi finisca. Precipitiamo in un burrone senza fine; in un'alienazione senza confini; infrangiamo tutte le nostre speranze nel futuro contro un muro di gomma che ci ritorna solo immagini distorte di noi e della realtà; uccidiamo, quasi ne avessimo paura, tutti i nostri sogni ancora in volo. E cadiamo sempre più in un oblio di noi stessi che ci riporta un eco di distruzione e di annientamento. Invece, il lavoro deve essere opposto. Abbiamo il dovere morale verso di noi, verso il mondo intero e verso Dio di crearci una nuova vita acettando e valorizzando quello che apparentemente, ci ha deturpato l'anima. Togliendoci qualcosa, la vita, siatene certi, ci ha donato altro. basta solo...scoprirlo...

Quando i giapponesi riparano un oggetto rotto, valorizzano la crepa riempiendo la spaccatura con dell’oro. Essi credono che quando qualcosa ha subito una ferita ed ha una storia, diventa più bello. Questa tecnica è chiamata "Kintsugi." Oro al posto della colla. Metallo pregiato invece di una sostanza adesiva trasparente. E la differenza è tutta qui: occultare l'integrità perduta o esaltare la storia della ricomposizione? Chi vive in Occidente fa fatica a fare pace con le crepe. "Spaccatura, frattura, ferita" sono percepiti come l'effetto meccanicistico di una colpa, perchè il pensiero digitale ci ha addestrati a percorrere sempre e solo una delle biforcazioni: o è intatto, o è rotto. Se è rotto, è colpa di qualcuno. Il pensiero analogico -arcaico, mitico, simbolico- invece, rifiuta le dicotomie e ci riporta alla compresenza degli opposti, che smettono di essere tali nel continuo osmotico fluire della vita. La Vita è integrità e rottura insieme, perché è ri-composizione costante ed eterna. Rendere belle e preziose le "persone" che hanno sofferto......questa tecnica si chiama "amore". Il dolore è parte della vita. A volte è una parte grande, e a volte no, ma in entrambi i casi, è una parte del grande puzzle, della musica profonda, del grande gioco. Il dolore fa due cose: Ti insegna, ti dice che sei vivo. Poi passa e ti lascia cambiato. E ti lascia più saggio, a volte. In alcuni casi ti lascia più forte. In entrambe le circostanze, il dolore lascia il segno, e tutto ciò che di importante potrà mai accadere nella tua vita lo comporterà in un modo o nell’altro I giapponesi che hanno inventato il Kintsugi l'hanno capito più di sei secoli fa, e ce lo ricordano sottolineandolo in oro.




C'è tempo domani per tutte queste idee per chi parte o rimane seguendo le maree... ..
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Molto spesso crediamo, ERRONEAMENTE, che quando subiamo un incidente, un fatto treaumatico, affrontiamo e superiamo una malattia invalidante sia essa fisica o psicologica; la vita, poi finisca. Precipitiamo in un burrone senza fine; in un'alienazione senza confini; infrangiamo tutte le nostre...
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10/10/2014 17:28:19
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Commenti

  1. SuorPinocchia 10 ottobre 2014 ore 17:47
    Questo scritto mi ha fatto venire i brividi...
    Mio figlio un anno e mezzo fa ha avuto un brutto incidente a scuola.
    Si è rotto un braccio rischiando di rimanere impedito gravemente ma insieme a quell'osso ha 'rotto' tanti dei suoi sogni.
    Infatti di li a pochi mesi sarebbe dovuto andare a giocare per una squadra importante di calcio.

    IL SUO SOGNO FIN DA BAMBINO...

    In ospedale non faceva che piangere e diceva:' ho perso tutto'....

    Mentre il cuore mi si stringeva, asciugavo senza farmi vedere le lacrime, e cercavo di spiegargli che niente accade per caso..
    Che se la vita lo stava mettendo cosi fortemente alla prova, doveva stringere i denti e credere che non era tutto 'perso'.. che doveva combattere per riprendersi al piu presto fisicamente per riconquistarsi i suoi sogni...

    E' stato un anno duro, faticoso, dove fare la mamma è stato davvero sfiancante.
    Non mollarlo mai perchè non si lasciasse andare.

    A oggi ha ripreso la sua vita, dopo mesi di dura fisioterapia, di chiachierate interminabili, sta cercando di riprendersi i suoi sogni.....

    Ma la lotta non è finita perchè sto combattendo contro la sua voglia di dimenticare.
    Lui vorrebbe dimenticare l'incidente.. il dolore.. le lacrime...
    e io non faccio che spiegargli che invece deve ricordarli sempre e trarne il giusto insegnamento e anzi.. che deve ritenersi piu fortunato di altri, perchè non tutti hanno la fortuna di capire il valore di cio che hanno perchè non hanno mai rischiato di perderlo....

    Forse un giorno capirà meglio le mie parole...

    Bellissimo post :rosa
  2. Dr.Pentothal 10 ottobre 2014 ore 18:05
    Dio onnipotente....aspetti una mia disponibilità esclusiva per lei....la prego. Ora sono mortificatissimo....perchè occupato con altri...che hanno adesso bisogno di me. La prego....
    Grazie....per il momento....solo grazie.
    :rosa
  3. SuorPinocchia 10 ottobre 2014 ore 18:12
    @Dr.Pentothal Non si preoccupi.. non scapppo :-)))
  4. mondograce 31 marzo 2015 ore 17:51
    Beh i cinesi invece dicono "quel che non ti uccide ti fortifica" e se ci si ferma a riflettere è anche vero, quante volte capita che ci sentiamo annientati da un dolore ed è vero che a botta calda sembra che tutti i sogni si infrangano, ma poi ripartono con più forza di prima, basta guardare chi ha avuto esperienze di pre-morte torna alla vita ancora con più carica e non avvilito e annichilito.
    Ogni cosa che ci capita ha qualcosa da insegnarci, ogni cosa ci lascia qualcosa che ci fa crescere, certo bisogna comprenderlo e bisogna accettarlo e bisogna anche capire che molti tipi di dolore ce li auto procuriamo soprattutto per quel che riguarda gli altri quando vorremmo che fossimo come vogliamo noi, quando abbiamo aspettative che non si verificano, quando ci imponiamo di essere come piace agli altri e non come piace a noi.
  5. Dr.Pentothal 31 marzo 2015 ore 23:36
    @mondograce - Hai perfettamente ragione. Ho sempre sostenuto che spesso, quasi sempre se si guardano le esperienze negative della vita con una diversa considerazione, ci accorgiamo che il nostro peggio nemico, se guardato da altra prospettiva, può diventare il nostro miglior maestro. Grazie Grace. :rosa

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