La personalità evitante....

24 settembre 2014 ore 11:45 segnala
Vedo che occorre la stessa precisazione del post precendente. E va bene! Non posso però ripetere sempre le stesse cose. Comunque....
Ripeto, per l’ennesima volta di non essere la persona, forse più adatta a trattare questi argomenti, anche se essi furono oggetto del mio percorso universitario. Mi occupo d'altro. (diciamo più dell'aspetto antropologico-filosofico della "questio"). La loro trattazione è solamente, quindi, un mio personalissimo modo “ludico” basato sull’osservazione reale di certi personaggi e sulle nozioni scolastiche acquisite nel tempo e da tempo, ahimè, ormai memorabile, aggiornate con il confronto degli ultimi studi, riscontrabili, facilmente, qui sul web. Spero di essere stato chiaro!


E passiamo al secondo disturbo della personalità di cui parlavo (nel post precedente): l'EVITAMENTO!

Sento di dover evidenziare, spero con parole semplici, una caratteristica decisamente riprovevole dell’essere umano, che scaturisce, fondamentalmente, da vigliaccheria, codardia, piaggeria, ignavia, e scarsa o falsa autostima. Parliamo del fenomeno dell’EVITAMENTO. Cosa vuol dire? Semplice! "Lanciare il sasso e nascondere la mano", ovvero "dire in generale per colpire una sola o più persone". Fenomeno questo, molto più evidente e marcato in ambienti mediatici come i social network dove si ha la possibilità di interloquire e relazionarsi con un numero illimitato di personaggi.

Prima di iniziare VOGLIO, però, precisare ed evidenziare che questo mio post NON HA NESSUN destinatario in particolare ma, è rivolto a tutti coloro hanno la sfortuna di avere contatti con robaccia del genere che sguazza nella mediocrità più malsana e maleodorante che, purtroppo affligge e mina la serenità di persone miti, gentili, buone, disponibili, care agli dei e agli uomini, proprio per la loro mitezza e straordinaria, irraggiungibile, sensibilità. Persone che sono del tutto al di sopra di certe meschinità gratuite e blasfeme, negatorie di esistenze vissute nell’annientamento e nell’oblio di se stesse.

L’evitamento è, senza alcun dubbio, da catalogare tra i comportamenti disfunzionali della persona. Infatti esso è un comportamento nevrotico ovvero un comportamento che non persegue il benessere del “personaggio” che lo mette in atto. Quindi il nostro personaggio è fondamentalmente un NEVROTICO! E questa manifestazione non è altro che una delle tante nevrosi, ossessioni e comportamenti angoscianti che egli mette in pratica nel suo quotidiano, comportamenti con cui egli convive nei meandri più bui del suo compromesso subconscio.
Il comportamento evitante è, infatti, quella particolare manovra che la mente mette in atto, nel momento in cui avverte una presunta minaccia, per difendersi da essa. Ovvero una minaccia che viene a minare l’equilibrio sensoriale-emotivo del soggetto, il quale può giungere anche a prevedere un vero e proprio rischio di un pericolo fisico (ansia del disagio) o della sua fittizia “rispettabilità” o danno per la propria immagine (cd. ansia dell’IO). In sintesi, potremmo dire che il “comportamento evitante” è quel comportamento che una persona ansiosa e nevrotica mette in atto perché non si fida delle sue capacità di gestire e difendersi dal mettersi palesemente, in gioco.
Questo tipo di soggetto è altamente più pericoloso di un vero psicopatico violento o di uno schizofrenico paranoide. Lo psicopatico violento lo individui subito e lo elimini perché sai che lui è “il tuo nemico” perché te lo ha detto chiaramente con azioni, parole, comportamenti. Il personaggio evitante no; egli magari, se interpellato, è dolce, comprensivo, gentile, altruista e cerca di operare un transfert della sua nevrosi e delle sue paranoie adducendola a te: “ma no”….”ma che vai a pensare”….”ma come ti è venuto in mente” …”io ti voglio bene”…”non farei mai una cosa simile”….”vieni, parliamone, ti aiuterò io”, ecc. ecc. Ed una volta accettato il suo gioco si rimane invischiati in orrori da cui è difficile uscirne.
Soluzione? IGNORARLI COMPLETAMENTE E RIPETUTAMENTE! Guai a cadere nella loro trappola.
Rispondere....contrattacarli, bloccarli. Nel momento che lo fate...avrete perso! L'unica arma potente che avete è IGNORARLI! Li manderete in paranoia e da questo ad isolarsi e dall'isolamento in una sindrome suicidiaria non strutturata e da questo poi, MAGARI al loro totale autoannientamento!

Bhè, se volete conoscere le mie considerazioni non posso aiutarvi. Le mie idee sono molto “tradizionaliste” e dalle soluzioni più radicali possibili. Io non credo nel perdono e non credo nel recupero (di certi personaggi). Ed in un paese, fallacemente tollerante come il nostro, non vale neanche la pena esprimerle, certe idee. Posso dirvi, però, come mi rivolgerei ad un "errore della creazione" come il nostro personaggio, anche perchè dicono che sono stati loro a crociffiggere Gesù Cristo: "Bastardo!!! Fai il bravo! Vai in camera tua e senza cena, tanto non dormi, non ci riesci, non vuoi farlo, non devi farlo; chiudi a chiave e nascondila, urla forte ma guardati allo specchio, non abbassarli quei tuoi occhi dai tuoi occhi, animale, abbi almeno il coraggio di guardarti negli occhi da solo; urla ancora più forte, maiale e magari facendolo riuscirai ad allentare anche gli ultimi baluardi delle tue precarie ritenzioni idriche e fecali, sfociando così in una liberatoria encopresi, ritrovandoti così, finalmente ricoperto della tua stessa merda e godere di quel calore….l’unico che conosci perchè è l'unico che puoi sentire! E credo ti convenga questa soluzione, almeno affoghi in te stesso e, sarà una fine fin troppo decorosa ed accettabile per una nullità come te; perchè pensa che, quelli come te diventavano sapone e concime per maiali negli anni appena trascorsi, in alberghi appositi, sparsi per tutta Europa. Solo qualcuno più fortunato, riusciva a trovare la soluzione prima che ciò avvenisse, quella che io....suggerisco a te.
Dio...pensaci...Almeno se fossi vissuto qualche anno fa….avresti avuto uno scopo!
Bon voyage!






I demoni delle tenebre avvolgono sempre le anime corrotte da vesti putride di falso bene...

O fortuna, a guisa della luna Nell’atteggiamento dell’incostante aempre tu cresci o vai diminuendo. La vita detestabile ora perdura salda. E proprio ora (la fortuna) occupa l’ingegno con un gioco: la miseria il potere dissolve come ghiaccio. La fortuna immane e vuota, tu ruota che giri. Funesto stato, futile benessere. Sempre dissolubile oscura e velata. E su di me chi più si appoggerà, ora che per un gioco il dorso nudo porto per la tua cattiveria? La fortuna del benessere e della virtù ora a me contraria è un desiderio, è una debolezza. Sempre in corsa obbligata ora per di qua senza sosta aentite il battito nel cuore poiché a causa della fortuna (egli) acquieta la forza. Piangete tutti con me! (Carl Orff Carmina Burana: O' fortuna)

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E passiamo al secondo disturbo della personalità di cui parlavo (nel post precedente): l'EVITAMENTO! Sento di dover evidenziare, spero con parole semplici, una caratteristica decisamente riprovevole dell’essere umano, che scaturisce, fondamentalmente, da vigliaccheria, codardia, piaggeria,...
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24/09/2014 11:45:39
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Commenti

  1. Evelin64 24 settembre 2014 ore 19:27
    Ho riletto due volte questo post...non mi torvo d'accordo su alcuni punti: non definirei nevrotico un soggetto che ha queste caratteristiche, piuttosto lo collocherei nella sfera dei maniaci depressivi, poichè gli atteggiamenti di tali soggetti sono effettivamente maniacali, ai limiti patologici direi. Sicuramente hanno uno spiccato senso dell'orientamento emotivo, il quale pero' li porta a rivolgere ipotetici attacchi, soprusi, violenze psicologiche, ecc... sempre su di se, come se fossero perseguitati dai fantasmi della loro mente. Le manie persecutorie sono sintomo di grave disturbo psichico, il quel in genere porta il soggetto a ritenersi vittima di tutti, soprattutto vittima delle persone che in realtà lo amano o gli sono accanto. In sintesi, il soggetto evitante ha, a mio avviso, una depressione in fase acuta, la quale dovrebbe essere curata da uno specialista e con dei farmaci mirati...mai lasciarli soli, sono pericolosi !!
    Evelin :rosa
  2. Dr.Pentothal 25 settembre 2014 ore 01:43
    Mi riservo una risposta dolce Evelin. Ho visto il tuo commento al ritorno da una cena di lavoro. Perdonami. Sempre oculati e attenti i tuoi interventi...Mi perdo in essi. Grazie.
  3. alex1955 25 settembre 2014 ore 12:19
    Scrivo queste cose perchè altri leggano con attenzione e si pongano dei dubbi su quello che scrivi.

    Leggo con stupore il tuo post
    Con stupore perchè dici di essere medico o qualcosa di simile e il tuo approccio al questo tema non posside nulla che si avvicini minimamente a tale professione. (a dire il vero neppure ad un semplice operatore che lavori in quell'ambito)
    Se invece medico non sei dovresti documentarti meglio.

    La cosa che più mi ha stupito e mi ha indotto a scriverti è comunque il tuo giudizio "morale" su una malattia; cosa che un medico non dovrebbe fare.
    Inutile ricordare quali divrebbero essere i compiti di un medico o affine.
    Una malattia, un handicap, o qualsiasi disabilità fisica e mentale non si giudica; se ne prende atto,si cura ove è possibile o si cerca di gestire.
    Nessuna malattia è passibile di condanna, visto che gli anni oscuri del medioevo li abbiamo passati da parecchio.

    Chi soffre di questa "patologia" ,curabilissima, non è assolutamente pericoloso per altri, casomai è "invalidante" verso se stesso, tutto questo porta calo dell'autostima, ansia, frustrazione e depressione
    Insomma sono "pericolosi " solo per se stessi.

    Scrivi:
    "Questo tipo di soggetto è altamente più pericoloso di un vero psicopatico violento o di uno schizofrenico paranoide. Lo psicopatico violento lo individui subito e lo elimini perché sai che lui è “il tuo nemico” perché te lo ha detto chiaramente con azioni, parole, comportamenti."

    E' palesemente errato, o non hai capito o ricordi male o sei in cattiva fede.

    Il soggetto evitante generalmente ha pochi o limitato contatti con il prossimo quindi nn mette in atto nessuna strategia :

    "cerca di operare un transfert della sua nevrosi e delle sue paranoie adducendola a te: “ma no”….”ma che vai a pensare”….”ma come ti è venuto in mente” …”io ti voglio bene”…”non farei mai una cosa simile”….”vieni, parliamone, ti aiuterò io”, ecc. ecc. Ed una volta accettato il suo gioco si rimane invischiati in orrori da cui è difficile uscirne.

    Affermazioni non aderenti alla realtà.

    Tralascio il giudizio sulle altre cose che affermi dove in effetti ci vorrebbe una analisi da parte di uno psicoterapeuta
  4. Dr.Pentothal 25 settembre 2014 ore 13:03
    Allora, vediamo. Con la dottessa ci devo stare attento perchè non vorrei fare brutta figura con l'esperienza e la professionalità che la contraddistingue. E' vero, ho usato impropriamente il termine "nevrotico" più riferendomi all'"action" che all'architettura deviante e per rendere fruibile il concetto ai non addetti ai lavori. Però anchè il tuo "maniaco depressivo" è molto largo. Di solito i maniaci depressivi diventano noiosi. Il soggetto in questione è solo fastidioso, sai quelle mosche di ottobre che non vogliono prorpio morire? Ma ciò non è dovuta alla sua aberrazione ma alla sua fossetta occipitale mai riempita. (In pvt...psso spiegarti precisamente l'architettura confrontata con molteplici casi di "sindromi di Charlie Brown", ovvero quel complesso di insicurezze e sbalzi emotivi, che vengono fuori quando il soggetto ripercorre strade, momenti, "quadri" già vissuti e ne avverte nostalgia; che portano poi a "pretendere"....in quel momemnto, subito, il "barattolo di marmellata" mettendo in atto azioni di qualunque natura, spesso "lesive", "minacciose" e "ricattanti" marcatamente ossessive...bhè è inutile continuare, sai bene di cosa parlo e mi scuso della prolissità, poi proprio con te che sei un'esperta del de quo.)
    Evelin....hai descritto con precisione la sindrome. L'unica cosa su andrei cauto è la pericolosità nel lasciarli soli. Spesso la "sindrome di Charlie Brown", alemno quì da noi viene definita volgarmente "sindrome del paraculo". Nel senso che il soggetto può "spararti" qualsiasi minaccia su di se e sugli altri e mettere in atto comportamenti ossessivi per scuotere l'anim pia di turno pur di avere quello che in quel momento vorrebbe ma, stai sicura che, non farebbe mai del male a se stesso o al suo interlocutore. "Il bambino in generale è un pavido" lui sa che "deve essere protetto" e non offeso ergo lui può ferire, devastare, insultare, disturbare, invadere, mandare segnali di fumo ma tu non devi fare un c.... lui si arrabbia, sbatte i piedini, piange....chiama o scrive a "mammina"! Non credo e non ho mai creduto nel recupero dei soggetti affetti da "sindrome di Charlie Brown o del paraculo" specie se questa è intrisa in una personalità border e, come dici tu, maniaco depressiva. L'unica soluzione è che gli andrebbe suggerita è di non "ritornare" sui posti che gli generano magone. Percorrere solo starde nuove. In poco tempo...dimenticherà! Ma se glielo dici, data la personalità deviata, lo prenderebbe come un'imposizione e sortirebbe l'effetto contrario. Grazie...presiosa amica. Grazie delle tue brillanti chiarificazioni. A presto.
  5. Dr.Pentothal 25 settembre 2014 ore 13:21
    Devo confessare che non ho capito granchè di quello che hai scritto Alex. Lascio il tuo commento perchè ciascuno di noi può avere la sua idea e sarebbe scortese eliminarlo. E' giusto che sia così e che tutti lo vedano. Spero solo che qualcun altro comprenda ciò che hai scritto e me ne faccia un riassunto.
    Non ho mai detto di essere un medico ed ho precisato benissimo che i miei post hanno solo una veste LUDICA-descrittiva di particolari status che sìrisalgono ai miei, lontanissimi, studi universitari. Credevo che questa precisazione bastasse. Non credevo di "urtare" la sensibilità di nessuno, SOLO descrivendo un mio personalissimo parere (derivante dalle mie vecchie conoscenze) ovviamente solo dopo averlo confrontato con gli ultimissimi studi sugli argomenti, riscontrabili, facilmente, qui sul web.
    Per quanto riguarda le mie considerazioni personali, essendo appunto personali, non devono interessare te, nè nessun altro. Quello che puoi fare è solo DISSENTIRE o CONDIVIDERE! Niente altro! Buona giornata....fratello!

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